Dubstep

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Dubstep
Origini stilistiche UK Garage
Jungle
Drum'n'Bass
Breakbeat
Reggae
Origini culturali Primi anni duemila in Inghilterra.
Strumenti tipici Sintetizzatore, Drum machine, Sequencer
Popolarità Crescente negli anni 2000, fortemente popolare negli anni 2010.
Generi derivati
Chillstep
Generi correlati
2step, Drum & Bass, Dub, Grime, RockStep, Chillstep
Categorie correlate

Gruppi musicali dubstep · Musicisti dubstep · Album dubstep · EP dubstep · Singoli dubstep · Album video dubstep

La dubstep è un genere di musica elettronica che ha le sue radici a Londra nei primi anni 2000 nella scena garage del Regno Unito. Deriva dalla 2step, che sostituiva ritmi di batteria sincopati a quelli classici.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tempo si colloca intorno ai 140 battiti al minuto, le ritmiche sono spesso sincopate e usualmente contengono un solo colpo di rullante, di solito sul terzo quarto. Questo differenzia il dubstep dagli altri generi "da ballo" come la House e la Techno poiché la ritmica risulta meno scontata, rallentata e spesso enfatizzata più dalla linea del basso che dalle percussioni.Nell'Hard Dubstep invece il tempo si colloca tra i 150 battiti al minuto e le ritmiche vengono spesso rimarcate da forti linee di basso con distorsioni molto simili a quelle Metal

Artisti come El-B o Zed Bias portarono la garage, attorno all'anno 2000, verso uno stile più cupo e psichedelico indirizzandolo verso l'halfstep. Musicalmente, la dubstep è riconoscibile per il suo ritmo 2-step, l'enfasi sui rullanti simili a quelli della 2-step Garage, e per la particolare attenzione alle linee di basso, potenti, cupe e molto sintetiche. La dubstep assume sonorità provenienti da molti generi di musica, dall'elettronica fino alla House music (Joy Orbison) o alla techno di Detroit (Martyn). Se inizialmente il genere andava virando verso sonorità dub "incattivite" o ritmi 2step di nuova concezione, negli ultimi anni la dubstep ha assunto un ruolo importante nell'elettronica grazie all'eclettismo di molti artisti.

Per fare alcuni esempi: Burial l'ha portata verso l'IDM, Roska l'ha ammorbidita verso sonorità house, Joker ha flirtato con l'electro ed Otto Von Schirach ha letteralmente piegato il dubstep al suo immaginario porno-horror (si ascolti End of the world, tratta dall'album Magic Triangle). Nato, come già detto, nei sobborghi periferici di Londra e concepito come un genere musicale basato sulla ricerca degli spazi, sulla dilatazione dei suoni, su una ricerca ritmica sempre più estrema da qualche anno il dubstep ha abbandonato le sue origini.

Il genere ha avuto un grande successo sia in Europa che negli Stati Uniti e con il crescere del suo successo si è assistito ad un estremo snaturamento di questo genere di musica elettronica. Alla forma attuale e più mainstream il dubstep ha assunto sonorità che potremmo definire hardcore: il range di suoni si è spostato da bassi e sub - bassi e toni medi e synth stile electro/electro - house, in una sorta di miscuglio di electro, trance con una frequenza di 130 - 140 bpm. Non vi è più tutta quella ricerca pienamente dub dietro ad un genere che oramai sembra adatto ad un pubblico decisamente diverso da quello di 5 - 8 anni fa.

Soprattutto in Italia il dubstep sembra essersi sviluppato come un'evoluzione della drum'n bass in un contesto screamo/hardcore del tutto particolare (vedi anche LNripley, DubZenStep, Hankon, ARZ, rapper come Salmo). Altri gruppi, come Aucan e Eterea Post Bong Band, tritano la dubstep all'interno di stili diversi e completamente suonati dal vivo. Nel Regno Unito e non solo, tuttavia, rimangono ancora artisti che fanno della ricerca musicale il loro punto di forza, come ad esempio Shackleton, Four Tet, Ital Tek, Pinch.

Esponenti del dubstep[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli artisti del genere Dubstep vi sono:

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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