Shining (film)

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Shining
The Shining.jpg
Una celebre scena del film
Titolo originale The Shining
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 1980
Durata 146 min (versione originale)
143 min (versione tagliata)
119 min (versione europea)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1 (USA)
1,66:1 (Europa)
1,37:1 (Home video)
Genere horror, thriller
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick, Diane Johnson
Produttore Stanley Kubrick
Fotografia John Alcott
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Wendy Carlos

Rachel Elkind, Béla Bartók, Krzysztof Penderecki, Gyorgy Ligeti (Concerto e testi delle canzoni)

Scenografia Roy Walker
Costumi Milena Canonero
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Shining è un film del 1980 diretto da Stanley Kubrick, basato sul romanzo omonimo di Stephen King.

Shining (The Shining, tradotto fedelmente suonerebbe come "Il luccichìo" o "La luccicanza", quest'ultima traduzione è quella scelta per il doppiaggio italiano) rappresenta una tappa dell'itinerario di attraversamento-appropriazione-sfondamento dei generi cinematografici attuata da Kubrick nel corso della sua carriera.

Nel romanzo omonimo da cui il film è tratto, Stephen King rielabora in chiave thriller il topos caro alla letteratura della casa infestata da fantasmi, trasformandola in albergo e mettendola in rapporto con gli avvenimenti soprannaturali che vi accadono e che hanno per protagonisti un nucleo familiare composto da una coppia e dal loro unico figlio dotato di poteri paranormali.

Shining è presto diventato un cult movie, entrato nell'immaginario collettivo ed è stato classificato alcune volte come il miglior film horror in assoluto.[1]

Shining è stato eletto al 2º posto tra i migliori film horror della storia del cinema, dopo L'esorcista, in una classifica stilata dalla rivista londinese Time Out[2].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Jack Torrance, scrittore fallito, insegnante disoccupato e con problemi di alcolismo, accetta il lavoro di guardiano invernale in un enorme hotel in Colorado, l'Overlook, sperduto tra le montagne e distante ore di viaggio da qualunque centro abitato. Nel colloquio per l'assunzione, il direttore dell'albergo Stuart Ullman sostiene che il lavoro non è fisicamente pesante, ma presenta difficoltà d'adattamento, poiché il guardiano deve rimanere isolato per circa cinque mesi a causa della neve. Dieci anni prima, infatti, un altro incaricato di nome Delbert Grady, durante la lunga permanenza con la moglie e le figlie gemelle, fu colpito da un fortissimo esaurimento nervoso e, perdendo il lume della ragione, sterminò l'intera famiglia con un'ascia. Jack, quasi divertito, sostiene che questo non è un tipo di situazione che potrebbe capitargli, che egli non è il tipo che patisce l'isolamento, anzi, dichiara di essere in cerca di tranquillità e di solitudine per completare la stesura del suo nuovo romanzo. Così, al termine della stagione di apertura, si trasferisce con la moglie Wendy e il figlio Danny all'Overlook Hotel.

Danny, il figlioletto di Jack, ha doti extrasensoriali, subito notate dal cuoco afro-americano Dick Halloran, il quale gli rivela di essere anch'egli in possesso della cosiddetta "luccicanza" (shining), ovvero una sorta di potere tramite cui le persone possono prevedere eventi futuri, rivivere quelli passati e comunicare tra loro. L'uomo confida a Danny che vivendo nell'albergo potrebbe capitargli di vedere alcuni dei fatti di sangue accaduti in passato (l'albergo stesso è stato edificato sul sito di un antico cimitero indiano), ma non dovrà averne paura perché non sono immagini reali. Gli raccomanda tuttavia di non avvicinarsi assolutamente alla camera 237, senza però aggiungere altro.

Passano i giorni e presto la neve rende le strade impraticabili. Nell'albergo deserto, Jack passa le giornate a scrivere il suo romanzo, Wendy a fare i lavori domestici e Danny a fare infiniti giri nell'hotel con il suo triciclo. Ma Jack cade in una crisi creativa e diviene ombroso, irascibile. Danny comincia ad avere inquietanti visioni: incontra le due bambine gemelle assassinate dieci anni prima da Mr. Grady, vede fiumi di sangue uscire dall'ascensore e invadere i corridoi, tuttavia Danny riesce a dominare la paura e a non farsi influenzare dalle visioni.

Jack invece si lascia coinvolgere dai fenomeni inquietanti e senza alcun indugio inizia a dialogare con un inesistente barista dell'hotel degli anni '20, Lloyd, che gli appare nel salone delle feste, discorrendo con lui dei suoi problemi legati all'alcol e del figlio Danny, al quale, anni prima in un eccesso di rabbia, aveva fatto del male.

Danny, intanto, trova la camera 237, attirato da una misteriosa pallina che giunge dal nulla. Vedendo la porta aperta, entra nella stanza. Nella scena successiva Danny riappare ai suoi genitori in uno stato fortemente provato, con alcune ecchimosi sul collo. Wendy dapprima incolpa il marito ma poi, avendo ascoltato il bambino, comincia a sospettare che nella stanza vi sia qualcuno. Jack si reca allora nella camera 237 e ha una piacevole sorpresa: una giovane e avvenente ragazza nuda esce dalla vasca da bagno e lo abbraccia, per poi trasformarsi in una orribile vecchia sghignazzante (forse un cadavere in decomposizione) che lo mette in fuga. Nonostante lo spavento terribile l'uomo preferisce non dire niente a Wendy.

A questo punto la mente di Jack vacilla. Egli si sente improvvisamente minacciato dalla famiglia e comincia a ritenerla la causa dei suoi fallimenti. Girovagando per l'hotel incontra il fantasma di Delbert Grady che gli consiglia, o piuttosto gli ordina, di emularlo nell'eliminare i suoi familiari. Grady lo avvisa anche della telepatia che lega il figlio Danny a Dick Halloran, il cuoco di colore, grazie alla quale, pur trovandosi lontano in Florida, avverte a sua volta la tragedia che sta per consumarsi. Wendy nel frattempo non ha più dubbi sulla follia di Jack, quando scopre che i dattiloscritti del romanzo non sono altro che pagine e pagine di una frase ripetuta all'infinito: "All work and no play makes jack a dull boy" ("Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato" nella versione originale, "Il mattino ha l'oro in bocca" nella versione italiana). Terrorizzata, nel corso di un violento alterco Wendy stordisce Jack con una mazza da baseball, lo trascina nelle cucine e lo rinchiude in una dispensa. La donna cerca aiuto e soccorso, ma trova la radio e il gatto delle nevi sabotati dal marito.

Jack viene liberato (nel film non viene rivelato da chi, anche se sembrerebbe esser stato Grady), e si impossessa della stessa ascia usata da Grady dieci anni prima. Con questa cerca di raggiungere la moglie e il figlio per eseguire il loro sterminio, ma i due si sono barricati nella stanza da bagno. Jack inizia a sfondare la porta a colpi di scure mentre Wendy riesce a far fuggire Danny attraverso la stretta finestra del bagno, da cui lei non riesce a uscire. Tra le tante scene cult del film, resta ormai consegnata alla storia del cinema l'immagine di Jack che sfonda la porta della camera da letto, salutando sinistramente la moglie con la celebre frase "Wendy, sono a casa, amore" ("Wendy, I'm home" nella versione originale). In una scena divenuta memorabile ed emblema del film, un Jack dallo sguardo demoniaco sfonda anche uno dei pannelli della porta del bagno, pronunciando sadicamente la frase "Sono il lupo cattivo!" ("Here's Johnny!" in lingua originale) mentre infila il braccio nel varco per aprire la porta dall'interno. Ma Wendy lo ferisce alla mano con un coltello da cucina.

Dick riesce a raggiungere l'albergo con un gatto delle nevi, distraendo Jack che si apposta presso l'entrata e sorprende il cuoco assassinandolo con un colpo di ascia al petto. Danny trova un nascondiglio nelle cucine per poi fuggire all'esterno, avventurandosi nel labirinto di siepi dell'albergo, che ha già imparato a percorrere con la madre. Jack lo insegue nel dedalo innevato ma si perde perché il bambino, cancellando le proprie orme, ripercorre i suoi passi, uscendo così incolume e raggiungendo la madre pronta a fuggire con lui con il gatto delle nevi del cuoco.

La scena finale vede Jack in preda al congelamento, che urla fino ad accasciarsi ed apparire la mattina dopo in un'inquietante immagine, stecchito e con gli occhi sbarrati. L'epilogo è una lunga e lenta carrellata su una foto d'epoca scattata durante la festa di gala del 4 luglio 1921, dove tra gli astanti, appare un Jack Torrance in abito da sera e dal sorriso radioso.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto del Timberline Lodge nella stagione invernale

L'attore Philip Stone, che interpreta Mr. Grady, ha recitato in altri due film di Kubrick: Arancia meccanica nella parte del padre di Alex DeLarge e Barry Lyndon interpretando Graham. L'immagine delle due gemelle, figlie e vittime di Mr. Grady, è ripresa da Identical Twins (1967), una foto di due giovani gemelle, una a fianco all'altra, vestite in velluto: uno degli scatti più noti della fotografa Diane Arbus. Alcune scene aeree scartate della sequenza di apertura sono state introdotte nell'epilogo della prima versione del film Blade Runner di Ridley Scott, con il celebre lieto fine imposto dalla produzione[3], così come l'apparizione di Joe Turkel, il barista Lloyd nel film di Kubrick ed il presidente della "Tyrell Corporation" in quello di Scott.

Nonostante sia ambientanto negli Stati Uniti, gli interni di Shining sono stati girati interamente nei famosi Elstree Studios in Inghilterra. Il set dell'Overlook Hotel fu il più grande mai costruito fino ad allora, poiché includeva una ricostruzione, anche se ridotta, degli esterni dell'albergo. Alcune riprese aeree furono effettuate da una seconda unità dislocata presso il Timberline Lodge che si trova sul monte Hood in Oregon. Queste inquadrature sono riconoscibili dall'assenza del labirinto di siepi, che è presente invece nella location ricostruita e usata come riferimento per l'Overlook Hotel. Molti degli interni sono ispirati all'Ahwahnee Hotel in California. I proprietari del Timberline Lodge chiesero a Kubrick di cambiare il numero della sinistra camera 217, in cui nel romanzo di King ha luogo l'omicidio delle due gemelle, per paura che il pubblico rimanesse impressionato e non volesse più alloggiarvi. Così Kubrick nel suo film modificò il numero della stanza in 237, che non corrispondeva ad alcuna camera dell'hotel reale. Per contro, dopo l'uscita del film, molti ospiti del Timberline Lodge chiesero di poter alloggiare proprio nella stanza 237, e non fu possibile accontentarli[4].

È del tutto impossibile che, all'altitudine dell'Overlook Hotel (2000-2200 m s.l.m.) - ben al di sopra del limite della vegetazione arborea - possa sopravvivere una siepe di latifoglie sempreverdi, le piante che formano il labirinto. Nel romanzo il labirinto non era presente; al suo posto all'esterno dell'hotel vi erano cespugli e alberi potati a forma di animale, diversi uno dall'altro. In una parte del testo Jack, sotto l'effetto delle pastiglie che assumeva in ogni momento, ha allucinazioni nella quali gli alberi prendono vita e si muovono, spaventandolo. Tutto questo è assente nella rielaborazione di Kubrick.

La figlia di Stanley Kubrick, Vivian, girò Making The Shining (1980), un documentario sulla lavorazione del film, commissionato dalla BBC. Si tratta di un documento inestimabile che mostra il lavoro di Kubrick con attori e tecnici, dietro la macchina da presa, arricchito dall'apporto di diverse interviste attraverso le quali è possibile apprendere le ragioni delle sue scelte stilistiche e tecniche.

A circa metà del film vi è una scena singolare e memorabile : Jack siede concentrato sulla sua macchina da scrivere nella Colorado Lounge dell' Overlook Hotel e Wendy, entusiasta per la nuova esperienza di vita nell'albergo ed ansiosa di rendere piacevole la giornata del marito, lo interrompe proponendogli banali argomenti di discussione ( "Alla radio dicono che domani nevicherà..."). La reazione di Jack è inaspettata per gli spettatori : egli reagisce alle gentili parole della moglie in modo decisamente rude, volgare e scontroso consentendo al pubblico di intuire che qualcosa non va, che la nociva e distruttiva influenza dell'Overlook Hotel sui suoi abitanti è iniziata. La singolarità della scena non è pero circoscritta a questa unica ma seppur importante svolta della trama : in questo passo di "The Shining" si nota infatti ciò che mai ci si sarebbe aspettati di trovare nel capolavoro di Kubrik, ossia un errore. Al momento della banale interruzione di Wendy è infatti presente alle spalle di Jack una sedia di legno, addossata ad una bianca parete : un rapido cambio di inquadratura sulla espressione ferita di Wendy, un ritorno al volto indurito di Jack e la sedia sparisce. È evidente che al magistrale regista non possa essere sfuggito questo particolare, quindi si tende ad interpretare questo "falso errore" come avente un più ampio significato ( cfr. Documentario : "Room 237: un'analisi di Shining in 9 parti"). Una possibile e sottile interpretazione si collega proprio con il contenuto stesso della scena : la rottura con l'armonia originaria della famiglia  e l'inizio della drammatica follia di Jack rappresentano un drastico strappo con la realtà precedente,uno strappo talmente irreparabile e doloroso che il regista vuole comunicarlo al pubblico in maniera nascosta, inconscia  e, nella grandissima parte dei casi, inconsapevole.

In altri termini, dalla vita dei Torrence è stato sottratto un grande pezzo e Kubrik ce lo suggerisce simbolicamente togliendo silenziosamente un oggetto di scena dallo sfondo dei personaggi.

Questo è solo un piccolo esempio dell'inesauribile e fecondo Simbolismo rintracciabile nell'opera di Stanley Kubrik.

Il tempo[modifica | modifica sorgente]

Il film si compone di varie unità narrative temporalmente distinte, ciascuna individuata da un titolo: Il colloquio, Chiusura invernale, Un mese dopo, Martedì, Sabato, Lunedì, Mercoledì, ore 16; nella versione americana si aggiungono anche Giovedì (tra Martedì e Sabato) e ore 8 (posto invece fra Mercoledì e ore 16).

Seppure l'impianto di Shining sia tradizionale nel rispetto di una costruzione cronologica degli avvenimenti, come ci informano le varie didascalie che scandiscono temporalmente lo svolgersi di ciò che accade, esso opta per una presentazione in cui è il concetto stesso di tempo (cronologico, cronometrico) che viene messo in discussione[senza fonte]. Sono proprio le didascalie, che procedendo per salti improvvisi, dai mesi ai giorni, dai giorni alle ore, orientano il tempo verso quella progressiva riduzione che lo conduce al collasso, rappresentato dalla fotografia in bianco e nero di un ballo del 1921, tra i cui partecipanti c'è anche, Jack Torrance. Tale immagine è un tradizionale fotomontaggio per apposizione del viso di Nicholson su un'immagine originale d'epoca.[5]

È il finale sorprendente del film che introduce un ulteriore elemento di distorsione della realtà: una sorta di circolarità temporale senza fine e senza principio, già in qualche modo sperimentata da Kubrick in 2001: Odissea nello spazio, attraverso la quale viene retrospettivamente sgretolata quella struttura teleologica della narrazione che le didascalie si erano già incaricate di minare[senza fonte]. Lo spettatore si viene così a trovare inevitabilmente spossessato della meta cui l'inizio avrebbe dovuto condurlo[senza fonte]. Come ha scritto Sergio Bassetti, "Smarrito nel non-luogo kubrickiano, lo spettatore si scopre incapace di tracciare una mappa coerente e attendibile, in grado di accogliere e armonizzare tutti i dati raccolti nel tragitto filmico: troppe le dissonanze cognitive, i polisensi, le tessere logiche mancanti, i paradossi (ir)razionali". L'unico legame tra le scene che risulta palesemente sottolineato è la presenza del colore rosso, che sembra occupare quasi ogni inquadratura.

Lo spazio, la luce e i colori[modifica | modifica sorgente]

La rappresentazione dello spazio in Shining è di particolare interesse: ogni qualvolta l'azione si svolge internamente all'hotel, lo spazio è labirintico, prospetticamente concluso, definito da precisi limiti geometrici, mentre nelle rare riprese in esterni gli unici confini sono quelli dell'orizzonte e delle vicine montagne. In entrambi gli ambienti l'uomo si perde, diventa cosa piccola e insignificante a confronto con la maestosità del paesaggio o con l'imponenza dell'albergo, ed è come dominato, soggiogato dallo spazio. Questo aspetto viene abilmente sottolineato da Kubrick mediante la ripresa dall'alto con veduta panoramica volta a rendere il carattere estremamente selvaggio dei luoghi che circondano l'albergo[senza fonte].

Del resto l'immagine del labirinto di siepi dell'albergo, inquadrato anche dall'alto, la stessa struttura interna dell'albergo che richiama l'idea di un labirinto, rimandano, come dichiarò lo stesso Kubrick, al labirinto mentale nel quale progressivamente si perde il protagonista[6].

La simmetria, l'eco, il doppio, lo specchio ritornano continuamente nel film: per esempio la parola REDRUM che Danny scrive sulla porta in uno stato di trance significa al contempo MURDER, cioè "omicidio" scritto alla rovescia, ma anche "Red Room", cioè la stanza con il sangue.

Se facciamo eccezione per le poche scene che si svolgono in esterno, la maggior parte del film è girato in interni o di notte, quindi con luce artificiale, fredda e impersonale. Ne deriva una continua sensazione di disagio, di claustrofobia, di nostalgia del sole.[senza fonte] Oltre a ciò frequenti sono le scene in cui la luce illumina i soggetti o dal di sotto o da dietro, di volta in volta accentuando gli aspetti diabolici del volto di Jack Nicholson, o semplicemente accecando, disorientando lo spettatore.[senza fonte]

Anche i colori hanno nel film un ruolo ben preciso; l'effetto prodotto è sempre quello di una sgradevolezza di fondo, di una sostanziale inaccoglienza dello spazio, che a volte si esprime con una sensazione di malessere e di inadeguatezza.[senza fonte] Vi è un frequente uso del bianco in taluni ambienti per accentuare il senso di vuoto e di solitudine[6]; altre volte, come nel caso del bagno rosso. nell'impressione che l'ambiente sia come in grado di esercitare un pressante condizionamento psicologico sui suoi occupanti.[senza fonte]

Tecniche di regia[modifica | modifica sorgente]

Come di consueto per Kubrick, per la pellicola vennero studiate e impiegate notevoli innovazioni tecnologiche, a partire dalla macchina da presa: la steadycam che permette movimenti veloci senza sobbalzi imprevisti, già utilizzata precedentemente nei film Questa terra è la mia terra, Rocky, Il maratoneta e Halloween, la notte delle streghe, qui adoperata al massimo della sua potenzialità dal suo stesso inventore, Garrett Brown. Per la maggior parte del film la macchina da presa segue gli spostamenti degli attori precedendoli o seguendoli a breve distanza, accentuando il carattere labirintico degli ambienti chiusi[senza fonte] e dei lunghi corridoi dell'albergo. Ogni volta che Kubrick intende creare un particolare stato di attesa o di suspense la macchina da presa si avvicina progressivamente e lentamente verso il soggetto che rimane fermo.[senza fonte]

Una tecnica di montaggio molto particolare è quella utilizzata per rappresentare le visioni di Danny. In genere, dopo un primo piano di Danny, appare la visione vera e propria, che è realizzata interrompendo bruscamente un'immagine di fondo con un'altra che in genere è di fortissimo impatto emotivo, come, ad esempio, le scene di sangue.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Esistono varie versioni di Shining. Dopo la première e una settimana di proiezioni (che duravano 146 minuti), Kubrick tagliò una scena del finale ambientata in un ospedale. La scena vede Wendy in un letto che parla con Mr. Ullman, l'uomo che assunse Jack all'inizio del film, che le dice che la polizia non riesce a trovare il corpo di suo marito all'interno dell'albergo. Il direttore dell'hotel si avvicina al bambino nel letto d'ospedale e gli dà una palla da tennis identica a quella che Danny si vide lanciare sul pavimento dell'albergo dalla stanza 237. Infine viene mostrata la fotografia con Jack. Questa scena fu successivamente tagliata e rispedita allo studio di produzione su ordine della Warner Bros, e ciò limitò il film a 143 minuti, la versione disponibile in Nord America e nel resto del mondo, Europa esclusa.

La versione europea dura infatti solo 119 minuti. Kubrick tagliò personalmente 24 minuti dal film.

Quello che segue è l'elenco delle parti che Kubrick ha rimosso dalla versione internazionale, ma che è tuttora possibile visionare nella versione USA-Canada:

  • L'ultima battuta pronunciata da Wendy a Danny nella cucina, la dissolvenza sull'ufficio di Ullman, l'incontro con Watson, un po' di dialogo.
  • La visita della dottoressa dopo la visione del sangue, il dialogo tra la dottoressa e Wendy.
  • La sequenza in cui Ullman e Watson mostrano ai Torrance la Sala delle feste (Sala Colorado) è più lunga.
  • La sequenza in cui Ullman e Watson mostrano ai Torrance il loro alloggio prosegue, seguita da dissolvenza sui quattro che camminano davanti al labirinto, un po' di dialogo sul labirinto stesso.
  • La visita alla cella frigorifera, l'incontro con Halloran, la dissolvenza su Wendy, Danny e Halloran nelle cucine, un breve dialogo tra la donna e il cuoco.
  • Parti di dialogo tra Halloran e Danny da soli.
  • Wendy che porta il carrello attraverso la hall.
  • La seconda parte del dialogo tra Jack e Wendy durante la colazione.
  • Un'inquadratura di spalle di Jack che tira la pallina, una dissolvenza su Wendy e Danny all'esterno, parte del loro dialogo.
  • Wendy che prepara da mangiare in cucina.
  • Jack che, dopo aver allontanato Wendy dalla Sala Colorado ricarica la macchina, batte qualche pulsante; didascalia "Giovedì", parte della rincorsa di Wendy e Danny nella neve.
  • Wendy e Danny che, nella Sala Colorado, guardano la TV, dove viene proiettata una sequenza del film Quell'estate del '42, che ha come protagonista l'attore Gary Grimes; poi Danny chiede se può andare in camera, dissolvenza su Danny che apre la porta del loro appartamento.
  • Parte del dialogo tra Jack e il barista Lloyd al loro primo incontro.
  • Parte del dialogo con Wendy dopo l'incontro fra Jack e la donna della stanza 237.
  • Wendy che parla da sola, Danny va in trance ripetendo la parola "redrum", Wendy che gli parla; dissolvenza su Jack che va verso l'ufficio di Ullman per spegnere la radio.
  • Dopo aver levato un pezzo dalla radio, Jack ne leva altri due; dissolvenza su Halloran che parla nuovamente col Ranger, didascalia "8 a.m.".
  • La sequenza sull'aeroplano continua con Halloran che parla con l'hostess;
  • Inquadratura di Jack di spalle che batte a macchina.
  • Dissolvenza sull'aereo che atterra; dissolvenza sull'esterno di "Durkin's"; stacco sull'interno di Durkin's con Larry che va verso il telefono e parla con Halloran (che viene inquadrato).
  • Wendy e Danny che guardano "Beep beep" in televisione; un breve dialogo tra loro; Wendy che prende la mazza; la dissolvenza su Wendy nella Sala Colorado.
  • Wendy che vede degli scheletri nella hall dell'albergo, improvvisamente buio, mentre Jack insegue Danny nel labirinto.
  • Una inquadratura di Jack nel labirinto, indeciso su dove andare.

Differenze con il romanzo[modifica | modifica sorgente]

Quando Stephen King vide il film, ne rimase contrariato, affermando che non era molto coerente con il suo romanzo, da cui era tratto. Per tutta risposta, Kubrick affermò che il libro «non era poi un gran capolavoro».

  • La camera protagonista del libro è la 217, e non la 237.
  • La scena in cui Jack si arrabbia con Wendy perché lo disturba, mentre scrive a macchina, nel libro non accade.
  • Anche la morte di Jack Torrance è differente, nel libro è causata dallo scoppio di una caldaia e l'hotel viene distrutto dall'esplosione e dal conseguente incendio. Nel film, invece, Jack, nell'intento di uccidere Danny, si perde nel labirinto dell'Overlook Hotel morendo assiderato.
  • Nel libro Wendy è bionda, mentre nel film ha i capelli neri. Inoltre, Jack e Wendy sono considerevolmente più giovani: Jack, come si apprende leggendo, ha solo 30 anni, mentre nel film l'attore Jack Nicholson dimostra gli anni che ha: 43.
  • Nel libro ci sono molti più personaggi. Tanto per citarne alcuni: Al Shockeley, amico e collega di Jack che ha trovato il lavoro all'Overlook parlando con Ullman e che passava molte notti col parente a bere; il dottor Bill Edwards; lo studente picchiato da Jack quando gli aveva bucato le gomme della macchina; i due fantasmi gay Harry e Roger che nel libro, Harry minaccia Danny, ubriaco, invece Roger ha una conversazione con Grady e con Jack, verso la fine del romanzo. Nel film si vedono una volta, intravisti da Wendy in una stanza; la guardia Howard; i genitori e i fratelli di Jack, etc.
  • Nel libro Ullman è un direttore cinico che pensa solo al lavoro e si liscia i superiori, guadagnandosi la loro stima e l'odio dei suoi sottoposti. Nel film invece Ullman è gentile e cordiale.
  • Nel film non c'è la scena dove Danny entra nella camera 217 (nel film è la 237) e incontra il fantasma della donna morta all'interno della vasca della doccia, che tenta poi di strangolarlo. Nel fim si vede Danny che entra nella stanza, ma poi la scena cambia e passa su Wendy che sta maneggiando le caldaie.
  • Nel film Jack, dopo aver incontrato la donna della camera maledetta, viene sedotto da lei e i due si baciano. Nel libro questa scena non c'è, e Jack intravede la donna dietro la tenda della vasca, scappa dalla stanza in preda al panico venendo poi inseguito dalla creatura e riesce a chiudere a chiave la porta della stanza prima che essa lo raggiunga.
  • Nel libro Jack impugna una mazza da roque per attaccare i suoi familiari, mentre nel film ha un'ascia: infatti, Hallorann, quando viene colpito da Jack, nel libro sopravvive, mentre nella pellicola muore.
  • Kubrick ha sostituito le siepi a forma di animali (che si animano durante la notte e attaccano Halloran, Danny e Wendy) con un labirinto di siepi.
  • Nel libro la famosa frase "Lavorare soltanto e non giocare rende Jack un ragazzo annoiato" ("All work and no play makes Jack a dull boy") non esiste e non viene mai scritta ripetutamente da Jack nelle pagine del suo romanzo.
  • Nel libro Danny viene chiamato "Dottore" dai suoi genitori, mentre nel film viene chiamato Doc che è l'abbreviazione di "doctor"; nella traduzione italiana del romanzo non si è considerato l'esplicito riferimento di King al cartone animato "Bugs Bunny" e alla celebre frase "What's up doc?", ed è stato tradotto letteralmente "Doc" con il seppur corretto "Dottore".
  • Nel film non vengono accennati i viaggi di Wendy e Danny nella cittadina vicina, come invece avviene nel libro.
  • Nel film l'alcolismo di Jack non viene minimamente menzionato, anche se è comunque intuibile da alcuni suoi atteggiamenti.
  • Nel libro Jack aveva dei frequenti attacchi d'ira molto prima di arrivare all'albergo, mentre nel film è vagamente menzionato solo l'episodio in cui Jack ruppe un braccio a Danny.
  • Inoltre buona parte del libro è dedicata a spiegare il passato dei protagonisti e la loro infanzia, cosa che nel film non accade.
  • Nel libro l'auto di Jack (il maggiolino) è rossa mentre nel film è gialla; inoltre è possibile vedere che, mentre Halloran raggiunge in pieno inverno l'hotel, sull'autostrada vede un incidente, l'auto coinvolta è un maggiolino rosso.
  • Nel libro Jack viene rinchiuso nella dispensa da Wendy e Danny, mentre nel film c'è solo Wendy.
  • Nel libro Danny non incontra mai i fantasmi delle gemelline, ma è protagonista di un incontro molto simile con una non ben definita presenza nel giardino dell'hotel (la quale pronincia la celebre frase Vieni a giocare con noi, Danny. Per sempre).

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora e il sound design del film è il frutto di un variegato mosaico. Da Wendy (Walter) Carlos a Rachel Elkind - già collaboratrici di Kubrick per Arancia meccanica -, a Béla Bartók (Musica per archi, percussioni e celesta), Gyorgy Ligeti, Krzysztof Penderecki, insieme a vari motivi ballabili degli anni '20 e '30. Ecco tutte le musiche riprodotte nel film:

Si tenga presente che le musiche di Bartók, Ligeti e Penderecki non sono utilizzate integralmente, e talora sono alterate rispetto alle registrazione originarie. Le edizioni del film in DVD pubblicate dal 2001 in poi contengono un audio remissato a 6 canali (Dolby Digital 5.1) che non corrisponde a quello originale monofonico previsto da Kubrick (infatti sono presenti alcune lievi differenze)[7].

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Edizioni estere[modifica | modifica sorgente]

  • Kubrick si è occupato anche delle versioni del film distribuite nei paesi in cui esso sarebbe stato doppiato. La frase che Jack scrive ossessivamente sulla macchina da scrivere, nella versione originale del film, è il proverbio All work and no play makes Jack a dull boy. Kubrick ha però girato questa sequenza modificando la lingua del dattiloscritto in italiano, francese, spagnolo, tedesco, perché il film sarebbe stato doppiato in queste lingue nei rispettivi paesi. Nella seguente tabella sono riportate le frasi nelle diverse lingue e la traduzione in italiano.[8] La frase ossessiva del protagonista è diventata un libro. L'artista newyorkese Phil Buehler ha pubblicato quello che sarebbe il libro al quale lavora Jack Torrance, 80 pagine in cui la frase "All work and no play makes Jack a dull boy" viene ripetuta ossessivamente. Le prime 10 pagine ricalcano le pagine visibili nel film, le restanti ipotizzano cosa e come avrebbe potuto scrivere Jack Torrence se avesse continuato il lavoro contemporaneamente alla sua discesa nella pazzia.
Lingua Frase Traduzione in italiano
Inglese All work and no play makes Jack a dull boy Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo noioso
Italiano Il mattino ha l'oro in bocca
Tedesco Was Du heute kannst besorgen, das verschiebe nicht auf Morgen Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi
Spagnolo No por mucho madrugar amanece más temprano Anche se ti alzi più presto, non farà giorno prima
Francese Un «Tiens» vaut mieux que deux «Tu l'auras» Un «Tieni» vale più di due «Avrai»

Anche le didascalie del film (inclusa quella sottostante la foto nel finale) sono state tradotte. Purtroppo, le edizioni DVD del film in tutto il mondo (distribuite dopo la morte del regista) contengono esclusivamente la versione originale inglese del dattiloscritto e delle didascalie, sacrificando le scelte di Kubrick.

Giancarlo Giannini, la voce italiana di Nicholson

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

  • L'edizione italiana del film è stata diretta da Mario Maldesi, storico direttore di doppiaggio dei film di Kubrick da Arancia meccanica in poi.
  • Il film è stato comunque doppiato in italiano nella versione integrale di 146 minuti.
  • Il personaggio di Wendy (Shelley Duvall) è doppiato dall'attrice e doppiatrice Livia Giampalmo che all'epoca del film era la moglie di Giancarlo Giannini, il doppiatore di Jack Nicholson.
  • Stanley Kubrick spedì una lettera di congratulazioni a Giancarlo Giannini, per l'ottimo lavoro svolto come doppiatore di Nicholson.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Il film 1408, diretto da Mikael Häfström nel 2007 e tratto da un omonimo racconto di Stephen King, ritorna sul medesimo topos della stanza d' albergo ( in questo caso la 1408 ) come luogo dell' orrore e della follia. Analogamente il protagonista è uno scrittore.
  • Jared Leto, frontman dei Thirty Seconds to Mars ha preso spunto dal film per girare il videoclip del loro singolo The Kill, in cui compaiono molte scene rigirate con i componenti della band come protagonisti.
  • Il gruppo statunitense Slipknot ha dato il proprio tributo a questo film con il video musicale Spit It Out.
  • Nella serie televisiva statunitense South Park, nel decimo episodio della decima stagione Occhio alla maestra, i protagonisti si trovano nell'hotel Hilton che ha un tappeto uguale a quello della camera 237; inoltre poco dopo Ike, il fratellino di Kyle, e la sua maestra, la signorina Stevens, parlano di passare il loro tempo insieme per l'eternità, un chiaro riferimento alle parole delle gemelline Grady rivolte a Danny. Invece, nel dodicesimo episodio (Viaggio nel futuro) Cartman si iberna per poter viaggare nel tempo e rimane congelato in un'inquadratura molto simile a quella di Jack Nicholson nel finale del film.
  • Caparezza cita la pellicola in due canzoni: lo fa con la stanza 237 nella canzone Eroe (Storia di Luigi delle Bicocche) del suo quarto album Le dimensioni del mio caos: "Vivo nella camera 237 / ma non farò la mia famiglia a fette"; fa poi riferimento esplicito all' Hotel Overlook nella canzone Compro Horror del suo sesto album Museica: "[...] ma poi la baita dove sei e ti sciali, diventa l'Overlook Hotel di Shining".
  • Il gruppo rock cosentino Camera 237 prende il proprio nome dalla stanza 237 di Shining.
  • Nel videoclip del brano Rock The House dei Gorillaz, si vede nella parte introduttiva la chitarrista Noodle attraversare un lungo tortuoso corridoio a bordo di un triciclo, sempre inquadrata di schiena, esattamente come Danny che attraversa i corridoi dell'Overlook nello stesso modo e con lo stesso tipo di inquadratura.
  • Nel fumetto Dylan Dog numero 30, La casa infestata, sono presenti continui riferimenti al film di Kubrick, mentre in Dylan Dog numero 11, nell'ultima vignetta a pagina 159 Diabolo il Grande è raffigurato con la celebre espressione di follia che assume Jack Torrance.
  • Esiste anche una versione del film Shining inscenata nella prima parte del quinto Speciale di Halloween de I Simpson. A mandare in delirio Homer, però, sono la mancanza di birra e TV via cavo, e al posto dell'originale All work and no play makes Jack a dull boy, è presente la frase, scritta su tutti i muri dell'atrio, No tv and no beer make Homer go crazy. Inoltre nello stesso episodio si vede Maggie Simpson sullo sfondo che scrive con i cubi con le lettere la parola REDRUM.
  • Nell'episodio "L'ultima tentazione di Homer", presente nella quinta stagione de I Simpson, la frase sulla lavagna scritta da Bart durante la sigla iniziale è "All work and no play makes Bart a dull boy", ovvero "Troppo lavoro e niente divertimento rendono Bart un ragazzo noioso".
  • Nel film Non c'è due senza quattro viene citata la frase "tutto lavoro e niente spasso il morale scende in basso"
  • Nella sigla dell'episodio "Paura fa novanta XXIV" de I Simpson troviamo Bart scrivere alla lavagna le parole scritte da Jack Torrance e un attimo dopo scappa vedendo vicino a lui comparire Stephen King.
  • Il gruppo statunitense Mudvayne ha creato un singolo intitolato Dull Boy, ispirandosi alla frase appartenente alla versione americana del film: "All work and no play makes Jack a dull boy" appropriatamente modificata in "All work and no play makes me a dull boy".
  • Il gruppo italiano Beholder nel loro ultimo CD Lethal Injection dedica due canzoni a Shining. Il primo brano intitolato The Overlook Hotel è un intro al brano successivo, in cui si sentono le voci delle gemelle chiamare Danny. Nel secondo pezzo, intitolato Mr. Grady vi sono chiari riferimenti al film (vengono nominati Danny, Wendy, l'Overlook Hotel e Jack).
  • Il gruppo italiano Ranestrane ha realizzato nel 2008 l'opera Rock Shining Il cineconcerto, un doppio CD interamente ispirato al film di Kubrick, dove ogni canzone e brano musicale segue fedelmente il minutaggio del film ed è quindi possibile seguirlo (senza l'audio originale) facendo partire l'opera del gruppo: si avrà così una nuova prospettiva filmico-musicale del film.
  • Il fumettista giapponese Rei Hiroe creatore del manga Black Lagoon, ha creato due bambini killer gemelli di nome Hansel e Gretel: chi li vede li descrive come "Due ragazzini inquietanti, una roba tipo Shinning". Inoltre la bambina nel fumetto canta una canzone della colonna sonora del film, mentre il bambino uccide usando delle asce.
  • Nella web-serie La Villa Di Lato di Maccio Capatonda ci sono continui riferimenti al film, come la camera 237, la moglie fatta a pezzi e le inquietanti riprese nei corridoi. Nell'episodio 1x05 c'è una scena quasi perfettamente uguale a quella della macchina da scrivere, in cui Jack caccia Wendy perché gli fa perdere la concentrazione.
  • Nella prima stagione della serie-tv Mario, sempre di Maccio Capatonda, nell'episodio 11 è presente una scena in cui in fondo a uno dei corridoi degli studi del MTG c'è una bambina molto simile a una delle gemelle del film che invita Ginetto a giocare con lei, ed è l'unica in tutta la serie ad essere riuscita a insegnargli a leggere.
  • Nel settimo episodio della sesta stagione di Hercules, Iolao sfonda una porta con un forcone e sorride attraverso allo stesso modo di Jack.
  • Nel film Terkel, in grossi guai, durante l'incubo del protagonista appare la sorellina sdoppiata come le gemelle del film che invitano il ragazzo a giocare.
  • Nel film Il figlio di Chucky, Chucky sfonda una porta con un'ascia e guarda attraverso al buco sorridendo, come Jack in Shining.
  • Nel film Dracula di Bram Stoker viene citata la scena in cui la hall dell'albergo viene inondata di sangue.
  • Rob Zombie, nel suo La casa del diavolo omaggia la celebre scena dell'inseguimento con l'ascia nella scena in cui lo sceriffo Wydell bracca Baby Firefly armato, per l'appunto, di un'accetta.
  • Nel film Alla ricerca di Nemo, lo squalo Bruto, dopo aver odorato il sangue di Dory, inizia un inseguimento per mangiarla attraverso il sommergibile. Dory e Marlin si rifugiano nel bocchettone di un siluro, e Bruto sfondando la porta del bocchettone sorride con sguardo spiritato esattamente come Jack nella famosissima scena e dice: "Sono quiiii!"
  • In Alan Wake ci sono continui riferimenti al film. Il più ovvio è quando Carl Sturky, il posseduto, dopo che Alan è riuscito a chiudere la porta dietro di sé, la colpisce con l'ascia che ha in mano. Alan dirà subito dopo che sarebbe potuto spuntare da un momento all'altro con un'ascia in mano come Nicholson in Shining.
  • Nella terza serie del manga Le bizzarre avventure di JoJo di Hirohiko Araki, Stardust Crusaders, Alexi di Seth inseguendo il ringiovanito Jean Pierre Polnareff emula le gesta di Jack Torrance della celeberrima scena con l'ascia.
  • Nel film Following di Christopher Nolan, immagini raffiguranti Shining sono appese al muro di casa del protagonista Bill. Si tratta evidentemente di un tributo a Stanley Kubrick, di cui Christopher Nolan si è sempre dichiarato estimatore.
  • Le gemelline del film appaiono, adulte, nella copertina dell'album Ritual del gruppo inglese White Lies.
  • Nel quarto episodio della quarta serie di Dr. House, appare un'evidente citazione della famosa scena in cui Jack sfonda la porta del bagno con l'ascia: mentre l'equipe del medico sta disseppellendo un cadavere, Kutner, appena trovata la bara, dice: "Tesoro, sono a casa".
  • Nell'episodio 6 della serie televisiva Firefly il capitano Malcolm Reynolds, dopo essere scampato alla trappola tesagli da Saffron, la rintraccia e, sfondata la porta di casa, la saluta con un non benevolissimo "Tesoro, sono a casa!".
  • Nella quinta puntata della seconda stagione de I Griffin "Lord Peter", mentre Stewie passeggia per la villa ereditata da Lois due gemelle simili a quelle del film dicono la famosa frase: "Vieni a giocare con noi, Danny" trasformata "Vieni a giocare con noi Stewie". Stewie però non sembra affatto spaventato e, dopo aver risposto all'invito con un'altra palese citazione del film ("Tanto lavoro e poco svago rendono Stewie un bimbo incavolato") le fa saltare in aria con un colpo di bazooka.
  • Nella prima puntata della seconda stagione de I Griffin Il mistero della vongola scomparsa, si può notare che Stewie forma la parola "Redrum" giocando con i cubi.
  • Nel videogioco Killing Floor, all'interno della mappa "Departed", è presente una porta con la scritta "Redrum" in rosso.
  • Nel telefilm Supernatural vengono fatti spesso dei chiari riferimenti al film soprattutto da parte di Dean Winchester, che è un grande fan di Jack Nicholson.
  • Nel poster del PPV di wrestling WWE Backlash del 2007, viene raffigurato il lottatore Edge sorridente davanti ad una porta spaccata, chiaro riferimento al film Shining
  • Nel videogioco Max Payne 2: The Fall of Max Payne, in uno degli incubi del protagonista, passando per dei bagni si trova scritto a sangue sul muro la parola "redrum" e di fronte sullo specchio si può leggere la parola "murder".
  • Nel videogioco Resident Evil 2, in uno dei corridoi della stazione di polizia di Raccoon City, si può trovare sul muro la scritta "redrum".
  • Nel film Cimitero vivente 2 vi è una scena che rimanda a quella in cui Jack distrugge la porta del bagno con l'ascia per inseguire la moglie.
  • L'11º episodio della sesta stagione della serie televisiva Psych è un tributo a Shining.
  • Citazione in una scena finale della commedia Delitto al ristorante cinese, con Tomas Milian, il protagonista riceve una proposta di lavoro analoga a Torrence, da un sinistro personaggio dal quale ha un passaggio in auto.
  • Un hotel nei pressi di Salerno era chiamato "Shining Hotel".[senza fonte]
  • Nel romanzo La bambina in cerca dell'arcobaleno viene citato il film nel terzo capitolo.

Prequel[modifica | modifica sorgente]

Nel 2014 il regista Alfonso Cuaròn dopo il successo di Gravity, è stato contattato dalla Warner Bros. per dirigere il prequel del film, che racconterà gli eventi narrati all'Overlook Hotel prima dell'arrivo dei Torrance. La sceneggiatura sarà firmata da Laeta Kalogridis (Shutter Island), Bradley Fischer (Zodiac) e James Vanderbilt (The Amazing Spider-Man).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Qual è il film più spaventoso di tutti i tempi?, MAG - Sky.it.
  2. ^ (EN) The 100 best horror films: the full list, Time Out.
  3. ^ }}http://www.fantascienza.com/delos/delos17/segreti.html
  4. ^ Dichiarazione rilasciata da Kubrick a Michel Ciment in Michel Ciment (1999) Kubrick - Edizione definitiva - Rizzoli, Milano, 1999, pag 190-191
  5. ^ Peter Owen; Jane Rollason, 1 in Il manuale delle tecniche dell'Aerografo, (Titolo originale: "Airbrushing" - Traduzione italiana di Pierluigi Gatto), 4ª ed., Milano, Fabbri Editori [1989], agosto 2006, pp. 20,99. ISBN 88-450-7833-7.
  6. ^ a b Dichiarato da Stanley Kubrick nel film-documentario Making The Shining (1980), backstage sulla lavorazione del film Shining commissionato dalla BBC e girato dalla figlia di Stanley Kubrick, Vivian
  7. ^ Colonna sonora di Shining
  8. ^ Shining su exxagon.it

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