Jamiroquai

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Jamiroquai
Jason Kay, il leader e cantante dei Jamiroquai.
Jason Kay, il leader e cantante dei Jamiroquai.
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Acid jazz[1]
Alternative rock[1]
Alternative dance[1]
Dance rock[1]
Trip hop[1]
Rock[1]
Periodo di attività 1992 – in attività
Album pubblicati 11
Studio 7
Live 1
Raccolte 3
Sito web
Jamiroquai-Logo.svg

I Jamiroquai sono un gruppo musicale acid jazz britannico formatosi a Londra nel 1992.

Tra i fondatori figura il front-man Jason "Jay" Kay, figlio d'arte (sua madre Karen Kay cantante e il padre chitarrista jazz).

Il nome deriva da una fusione tra i termini jam- e -iroquai, nome in inglese delle tribù native americane delle Sei Nazioni che vanno sotto il nome di Irochesi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che Jay Kay fu rifiutato ad un'audizione come cantante dei Brand New Heavies, decise di mettere assieme una sua band con l'aiuto del tastierista Toby Smith. Il primo singolo dei Jamiroquai, Too Young To Die, venne pubblicato nel 1992 dall'etichetta Acid Jazz. L'enorme successo che ne seguì attirò l'interesse di una potente major quale la Sony Records, che fece firmare a Jason un contratto da 1.000.000 di sterline,che prevedeva l'incisione di otto album. Il primo disco per la nuova etichetta fu Emergency on Planet Earth che esce il 17 maggio 1993, caratterizzato da sonorità soul, funk, arrangiamenti para-jazzistici e testi che affrontavano temi ecologisti e sociali. Il disco ottiene un grande successo arrivando in prima posizione nella classifica degli album più venduti del Regno Unito (posizione che tenne per tre settimane) ed anche i singoli estratti come When You Gonna Learn, Blow Your Mind e Too Young to Die ebbero consensi da pubblico e critica facendo dei Jamiroquai uno dei più famosi gruppi inglesi fra gli emergenti del periodo.[senza fonte] Ben presto, non meno importanti si dimostrarono le esibizioni live della band, a cui si era unito il bassista Stuart Zender. Fu proprio durante i concerti che la figura di Jason Kay emerse sul resto del gruppo, proclamandolo leader del gruppo e rendendo particolarmente caratteristico il suo look, fatto di vistosi ed ingombranti copricapo, che caratterizzeranno anche la produzione video.

Seguì nel 1994 The Return of the Space Cowboy, disco nel quale funk e atmosfere psichedeliche sono più marcate. Nell'album è inclusa Space Cowboy, brano diventato manifesto sonoro ed ideologico dei Jamiroquai: al solito lavoro d'armonia, Jay Kay sovrappone una melodia in falsetto il cui testo esalta le emozioni ed i viaggi onirici provocati dalla cannabis, stupefacente che non mancherà mai nelle tematiche del gruppo. I Jamiroquai consolidano comunque il proprio successo: l'album raggiunge la seconda posizione nel Regno Unito anche grazie a singoli come Half the Man e Stilness in Time[senza fonte] (Space Cowboy ottiene un gran successo radiofonico entrando in top 20 nel Regno Unito, raggiungendo la prima posizione nell'U.S. Dance Chart e la terza posizione in Italia[senza fonte]) stabilizzando la formazione con l'ingresso alla batteria di Derrick McKenzie, il percussionista Sola Akinbola ed ospitando nei concerti il DJ D-Zire.

La fama internazionale della band esplose con il loro terzo album, Travelling Without Moving nel 1996 dal quale vennero estratti tre dei singoli di maggior successo nella carriera del gruppo: Virtual Insanity (terza posizione nel Regno Unito e prima in Italia[senza fonte]) Cosmic Girl e Alright stabilendo un grande successo anche nel mercato discografico degli Stati Uniti d'America. Nel 1997 il video di Virtual Insanity vince quattro MTV Video Music Awards: "miglior video dell'anno", "migliori effetti speciali", "migliore fotografia", "miglior video di successo". L'album, che ha portato la band al successo mondiale dopo milioni di dischi venduti in tutta Europa[senza fonte], già si distanzia dalla nicchia dell'acid jazz, per avvicinarsi a territori funk e dance pop. Sempre nel 1997 va menzionata la performance agli MTV Music Awards, nella quale viene reso omaggio a Diana Ross con una cover di Upside Down, degna conclusione di un'annata straordinaria per il gruppo, che arriverà al culmine con la vincita del Grammy Award grazie a Virtual Insanity. L'album Travelling Without Moving arriverà a vendere oltre 11,5 milioni di copie diventando l'album funk più venduto nella storia.

Nel 1998 viene pubblicato il singolo Deeper Underground, tema principale nella colonna sonora del film Godzilla che ottiene un notevole successo nelle classifiche di tutto il mondo divenendo il primo (e finora unico) singolo dei Jamiroquai ad aver raggiunto la prima posizione nel Regno Unito[senza fonte]. Nello stesso anno la band, già in lavorazione sul seguito di Travelling Without Moving, entra in una fase di crisi, che culmina con la defezione del bassista Stuart Zender. Le motivazioni ufficiali alludono a divergenze inconciliabili riguardo alle royalties e ai meriti compositivi dei Jamiroquai; ma l'evoluzione musicale e strutturale della band, dove il leader Jay Kay spinge sempre più ad una totale coincidenza del nome Jamiroquai con la propria persona, lasciano intendere che alla base dell'abbandono vi siano anche motivi personali ed artistici. Nello stesso periodo iniziano a circolare pure voci riguardo ad un possibile scioglimento della band, anche per problemi di instabilità derivanti dall'uso sempre più massiccio di droghe da parte di Jason Kay.

Proprio per evitare problemi legati ai diritti d'autore, la band incide daccapo un album ormai già pronto e dà alle stampe nel 1999, il quarto lavoro Synkronized. Ad eccezione del trascinante singolo Canned Heat, usato per il film Center Stage del 2000 ed in seguito per Napoleon Dynamite del 2004, l'album non ottiene lo stesso successo del predecessore. Infatti nonostante l'album riesca a vendere ben 10 milioni di copie arrivando primo in numerosi paesi, compresa l'Inghilterra, passa quasi inosservato negli Stati Uniti. Sarà proprio questo uno dei maggiori motivi di scontri tra Jay Kay e la Sony, poiché il cantante non condividerà mai le strategie della sua etichetta storica verso il mercato americano, dove il gruppo ha piazzato solo due degli oltre 40 milioni di dischi venduti.[senza fonte] Completamente abbandonate le sonorità acid jazz, i Jamiroquai alternano recuperi di dance anni settanta ad esperimenti di musica elettronica. Non a caso le parti di basso elettrico, dominanti nei precedenti lavori, vengono spesso sostituite dai synth del tastierista Toby Smith. Queste nuove influenze diventano ancora più evidenti nel quinto album A Funk Odyssey del 2001. Il disco raggiunge la prima posizione in molti paesi,compreso il Regno Unito e l'Italia (sarà la prima volta) dimostrandosi uno dei migliori lavori dei Jamiroquai. Il primo singolo estratto Little L ottiene notevole popolarità in tutto il mondo raggiungendo la terza posizione in Italia e la quinta nel Regno Unito[senza fonte], ma non da meno saranno altri singoli come You Give Me Something, Corner of the Earth ed in particolar modo Love Foolosophy che eseguirà dal vivo durante la serata finale del Festivalbar. Tutt'oggi questo è etichettato come l'album della "perfezione" del gruppo, grazie al sound, pezzi come Little L ed i milioni di copie vendute. Sarà uno dei pochi della band che riceveranno grande accoglienza da critica e stampa musicale (sono quattro su cinque le stelline di valutazione secondo Allmusic). Alcuni accuseranno il gruppo di aver creato un album vuoto, senza cuore, ma Jay Kay respingerà subito le accuse dichiarando che A Funk Odyssey è stato creato durante un «impeto di passione», a differenza di Synkronized, molto più ragionato e lavorato e che quello era sicuramente il miglior album dei Jamiroquai. Contemporaneamente altri tre membri lasciano il gruppo: il chitarrista Simon Katz, rimpiazzato da Rob Harris, il dj Darren Galea e nel 2002 anche Toby Smith, il co-autore della maggioranza dei brani del gruppo, sostituito da Matt Johnson. Dalla formazione originale del 1992, Jay Kay è l'ultimo membro rimasto.

Nel 2003 viene pubblicata una compilation di brani firmata da Jay Kay, a cui segue nel 2005 Dynamite, che ottiene ottimi piazzamenti nelle classifiche di tutto il mondo, sebbene inferiori ai lavori precedenti. L'album fu un parziale "insuccesso" (se veramente si può definire tale): infatti è l'unico album dei Jamiroquai a non aver raggiunto la prima o la seconda posizione nelle classifiche inglesi, poiché è arrivato terzo[senza fonte]

Nel marzo del 2006 i Jamiroquai cambiano etichetta discografica,passando dalla Sony Music alla Columbia Records e nel novembre dello stesso anno pubblicano il Greatest Hits High Times: Singles 1992-2006. Il disco è un doppio cd, il primo è dedicato appunto ai migliori brani dei Jamiroquai più alcuni inediti, mentre il secondo dei remix dei loro brani. Il disco ottiene un ottimo successo raggiungendo la prima posizione nel Regno Unito e la quinta in Italia, anche grazie al singolo inedito Runaway[senza fonte]. Nel gennaio 2008 la band ha ufficialmente dichiarato di essere tornata al lavoro e di stare lavorando ad almeno undici tracce nuove, ma dopo due anni ancora non vi sono notizie certe sulla data della pubblicazione. Il batterista Derrick Mckenzie, in un'intervista radio, ha dichiarato che la band ha registrato oltre 40 tracce,alcune disco e altre più funky e soul: i migliori pezzi comporranno il nuovo album in uscita a Novembre 2010, data finalmente dichiarata dallo stesso Jay Kay a margine di quasi tutti i concerti estivi.[2]

Nell'estate 2010 la band continua ad essere in tour in giro per l'Europa fino agli inizi di Agosto, impegnata in concerto in occasione dei principali festival estivi, tra cui quello alla Mostra d'Oltremare a Napoli (unico concerto in Italia) per il Neapolis Rock Festival il 16 luglio, dove la band ha presentato una traccia del nuovo album dal titolo "Rock, Dust, Light, Star".[3][4] Nel settembre del 2010 esce il singolo "White Knuckle Ride", che anticipa l'album "Rock Dust Light Star", che ottiene subito la prima posizione dei singoli più scaricati in Italia.

Il 6 giugno 2011 è uscito il nuovo singolo intitolato "Smile" del quale è stato reso disponibile il download gratuito su molti siti web e social network.[5]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Jay Kay in concerto.

Membri ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Altri Membri[modifica | modifica wikitesto]

Ex Membri/Musicisti/Coristi[modifica | modifica wikitesto]

  • Toby Smith - Tastiere (1992-2002)
  • Simon Carter - Tastiere (1999-2002)
  • Wallis Buchanan - Didgeridoo (1992-2001)
  • Gavin Dodds - Chitarra (1993-1994)
  • Simon Katz - Chitarra (1995-2001)
  • Stuart Zender - Basso (1992-1998)
  • Nick Fyffe - Basso (1998-2003)
  • Nick Van Gelder - Batteria (1993)
  • Maurizio Ravalico - Percussioni (1992-1994)
  • Darren Galea aka DJ D-Zire - Giradischi (1993-2001)
  • Mike Smith - Flauto, Sassofono (1993-2000)
  • Adrian Revell - Flauto, Sassofono (1995-1997)
  • Winston Rollins - Trombone (1994-1997)
  • Martin Shaw - Tromba (1995-2001)
  • Sam Smith - Coro
  • Dee Lewis - Coro

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Nota: Tutte le date si riferiscono alla data di pubblicazione nel Regno Unito.

Album[modifica | modifica wikitesto]

  1. Emergency on Planet Earth (17 maggio 1993);
  2. The Return of the Space Cowboy (17 ottobre 1994);
  3. Travelling Without Moving (9 settembre 1996);
  4. Synkronized (14 giugno 1999);
  5. A Funk Odyssey (3 settembre 2001);
  6. Live in Verona (11 novembre 2002); (DVD dal vivo)
  7. Late Night Tales: Jamiroquai (10 novembre 2003)
  8. Dynamite (20 giugno 2005);
  9. High Times: Singles 1992-2006 (6 novembre 2006);
  10. Rock dust light star (1 novembre 2010);

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Anno Canzone (titolo) UK singles[senza fonte] U.S. Dance[senza fonte] Album
1992 When You Gonna Learn 52 - Emergency on Planet Earth
1992 When You Gonna Learn (Re-entry) 69 - Emergency on Planet Earth
1993 Too Young to Die 10 - Emergency on Planet Earth
1993 Blow Your Mind 12 - Emergency on Planet Earth
1993 Emergency on Planet Earth 32 4 Emergency on Planet Earth
1993 When You Gonna Learn (re-release) 28 - Emergency on Planet Earth
1994 Space Cowboy 17 1 The Return of the Space Cowboy
1994 Half the Man 15 - The Return of the Space Cowboy
1995 Stillness in Time 9 - The Return of the Space Cowboy
1995 Light Years - 6 The Return of the Space Cowboy
1995 The Kids - - The Return of the Space Cowboy
1995 Morning Glory (promo) - - The Return of the Space Cowboy
1996 Do You Know Where You're Coming From (M-Beat feat. Jamiroquai) 12 - Travelling Without Moving (traccia bonus)
1996 Virtual Insanity 3 34 Travelling Without Moving
1996 Cosmic Girl 6 7 Travelling Without Moving
1997 Alright 6 7 Travelling Without Moving
1997 High Times 20 9 Travelling Without Moving
1998 Deeper Underground 1 22 Godzilla soundtrack / Synkronized / A Funk Odyssey
1999 Canned Heat 4 1 Synkronized
1999 Supersonic 22 1 Synkronized
1999 King for a Day 20 - Synkronized
2001 I'm in the Mood for Love (feat. Jools Holland) 29 - -
2001 An Online Odyssey (promo) - - estratto da Synkronized, promotore dell'album A Funk Odyssey.
2001 Little L 5 2 A Funk Odyssey
2001 You Give Me Something 16 2 A Funk Odyssey
2001 Love Foolosophy 14 - A Funk Odyssey
2002 Corner of the Earth 31 - A Funk Odyssey
2002 Main Vein - - A Funk Odyssey
2005 Feels Just Like It Should 8 1 Dynamite
2005 Seven Days in Sunny June 14 - Dynamite
2005 (Don't) Give Hate a Chance 27 - Dynamite
2005 Hollywood Swingin' (Kool & the Gang feat. Jamiroquai) - 5 Kool & the Gang rimasterizzata
2006 Runaway 18 1 High Times: Singles 1992-2006
2010 White Knuckle Ride - - Rock Dust Light Star
2010 Blue Skies - - Rock Dust Light Star
2011 Lifeline - - Rock Dust Light Star
2011 Smile - - -

Apparizioni in compilation[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Jamiroquai - Live at Montreux 2003 (1 ottobre 2007);
  2. Live In Verona (16 febbraio 2009);

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Jamiroquai in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Jay Kay annuncia l'uscita del nuovo album all'Heineken Balaton Sound Festival 2010, Jamitaly.com. URL consultato il 18 luglio 2010.
  3. ^ Concerti dei Jamiroquai, Jamitaly.com. URL consultato il 18 luglio 2010.
  4. ^ Setlist del concerto al Neapolis festival, Jamitaly.com. URL consultato il 18 luglio 2010.
  5. ^ New Jamiroquai song, "Smile" available as free download, Jamiroquai.com. URL consultato il 09 giugno 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]