Didgeridoo

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Didgeridoo
Yidaki 130.jpg
Autentico yidaki (didgeridoo) della Terra di Arnhem nordorientale, costruito da Mirarra Burarrwanga.
Informazioni generali
Invenzione V secolo
Classificazione 423.1
Aerofoni a bocchino
Utilizzo
Musica dell'Australia e Nuova Zelanda

Didgeridoo (trascritto anche come didgeridù, didjeridoo o didjeridu) è una parola di origine onomatopeica con la quale gli occidentali designano un antico strumento a fiato degli australiani aborigeni.

Un didgeridoo in eucalipto decorato in maniera non tradizionale.
Un didgeridoo in bambù.

Questo strumento in Australia viene indicato con almeno cinquanta nomi diversi, a seconda delle etnie che popolano il paese: oltre a yidaki e mago rispettivamente della Terra di Arnhem nordorientale e occidentale, troviamo djalupu, djubini, ganbag, gamalag, maluk, yirago, yiraki...

L'utilizzo del didgeridoo nasce tra gli aborigeni dell'Australia settentrionale. Non esistono fonti affidabili che ne certifichino con esattezza l'età, ma è ipotizzabile i primordi siano databili tra i duemila ed i quindicimila anni fa.

Classificato come strumento musicale nella categoria degli aerofoni ad ancia labiale, il didgeridoo può avere forme variabili: le più comuni sono quelle coniche, con un progressivo allargamento della colonna interna a partire dal lato dell'ancia; molto usata è anche la forma perfettamente cilindrica.

Non è insolito tuttavia trovare strumenti che presentano forme irregolari, contorte o serpentine. La lunghezza complessiva di un didgeridoo è altresì variabile. Generalmente va da 1,50 m a 2,50 m. Va comunque considerato che ne sono stati costruiti anche decisamente più lunghi, che comportano variazioni timbriche e tecniche esecutive notevoli. Solitamente questi strumenti sono però avulsi dai legami con la tradizione aborigena e costituiscono piuttosto delle sperimentazioni "occidentali" sullo strumento.

Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto (pianta assai diffusa nel Nord dell'Australia), scelto tra quelli il cui interno è stato scavato dalle termiti. Scortecciato, ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento viene poi decorato e colorato con pitture tradizionali che richiamano la mitologia aborigena. Gli aborigeni lo utilizzano non solo come strumento a fiato, nel quale soffiano e al tempo stesso pronunciano parole, suoni, rumori, ma anche come strumento di percussione, se colpito con i clap stick (bastoncini in legno usati come percussioni) o con un boomerang. Viene suonato con la tecnica della respirazione circolare.

[modifica] Bibliografia

  • Andrea Ferroni, Alberto Furlan The DIDGERIDOO discovery – Antichissimo strumento a fiato nel suo viaggio tra tradizione e modernità. Torino, Ed. Ass. Cult. Yidaki, 2006 ISBN 88-902348-0-6.
  • Claudio Ricciardi L'albero che canta – Il didgeridoo e la respirazione circolare Roma, Ed. Eucos, 2006
  • Fabio Gagliardi – Metodo di Didjeridu – Ass. Cult. TupaRuja, anno 2007
  • Papi Moreno – DIDJERIDU. Suonare un albero. Torino, Ed. Musica Practica, 2005 – ISBN 88-88662-13-8
  • Rowan Coughlin – Il Didgeridoo: voce antica, spirito moderno. Termoli: Strade blu, [2001] ISBN 88-88116-07-9

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