Musica dance

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Dance
Origini stilistiche Disco music
Musica elettronica
Origini culturali Primi anni ottanta in Europa e Stati Uniti d'America
Strumenti tipici Sintetizzatore
Drum machine
Basso elettrico
Campionatore
Sequencer
Tastiera
Vocoder
Popolarità Conosciutissima e ampiamente diffusa dai primi anni novanta per poi mantenersi nella sua evoluzione fino ad oggi, con ancora un grande successo e diffusione.
Sottogeneri
Trance - Italodance - Eurodance - Techno - Lento Violento - Hands Up - Alternative dance - House - Dance punk - Dance pop
Categorie correlate

Gruppi musicali dance · Musicisti dance · Album dance · EP dance · Singoli dance · Album video dance

Per musica dance (in inglese dance music, a volte anche indicata come EDM da Electronic Dance Music) si intende una vasta famiglia di generi musicali contemporanei, la cui caratteristica comune è la pulsione ritmica creata dalla linea di basso e dalla cassa della batteria, tendenzialmente orientati a fare da accompagnamento per il ballo nelle discoteche.

Storicamente, la dance deriva dalla disco music e si evolverà nella musica elettronica anni ottanta; si sono succedute nel tempo numerosi sottogeneri e derivazioni, fra cui house, techno, trance e altre. La maggior parte dei generi dance moderni appartengono alla famiglia dell'electronic dance music.

In Italia non è infrequente indicare con la dicitura "musica dance", secondo un costume che può generare una certa confusione, solo alcuni sottogeneri quali dance pop, eurodance ed italodance, che della musica dance rappresentano solo una frazione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disco music.

La nascita della musica da discoteca si fa risalire ai primi anni settanta, lo stesso periodo in cui ha origine il concetto di "discoteca" proprio come viene inteso oggi. L'esplosione del successo di questo genere musicale avviene alla fine del 1977 ed il 1978 verrà ricordato come l'anno del decennio settanta più produttivo per le canzoni di questo genere. Allora non si parlava di musica dance bensì di "disco music". Il termine dance, nella musica, cominciò ad essere usato all'inizio degli anni 80, dopo che la disco music americana scomparve dalle radio a seguito della Disco Demolition Night del 12 luglio 1979.

Dopo più di trent'anni di utilizzo del termine dance, si può tranquillamente definire sotto questo termine tutte le produzioni che dalla disco si sono poi avviate verso questa direzione. È il caso di: Diana Ross, KC and the Sunshine Band, Gloria Gaynor, gli Chic, gli ABBA, Cerrone, gli Earth Wind and Fire e Barry White. A questi vanno aggiunti Donna Summer (col produttore Giorgio Moroder e la famosissima I Feel Love), Gino Soccio, i Bee Gees ed i Village People che si distinguono dal primo gruppo citato per le sonorità più melodiche.

Nel periodo in cui spopola la disco music in Italia non si hanno protagonisti né produttori di rilievo, fatta eccezione per Pino Presti con il suo 1st Round, album realizzato per Atlantic Records nel 1976. S'identifica poi con One for you, One for me (anno 1979) dei La Bionda (successivi creatori dei "Righeira") uno dei primissimi veri successi popolari "dance" di produzione italiana. Nello stesso periodo un team di musicisti italiani capeggiati da Mauro Malavasi e Paolo Gianolio, con l'aiuto di cantante statunitensi, tra i quali Luther Vandross daranno vita ai Change, per i quali ci saranno anche nomination ai famosi Grammy Awards. A seguire verrà Gioca Jouer di Claudio Cecchetto del 1980.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

L'affermazione della musica da discoteca si è avuta anche grazie al mestiere del "disc jockey" (o "dj"). Questa figura, che nello studio di produzione affianca la sua esperienza e la sua conoscenza della musica a quella del musicista, ha cominciato a creare, nei primi anni ottanta, un modo di concepire la musica da discoteca.

Se la disco music era prevalentemente suonata dal vivo da vere e proprie orchestre, mentre la musica elettronica dei grandi artisti del genere come Giorgio Moroder, Paul Hardcastle, Vangelis e Kraftwerk usciva da macchine come i moog, negli anni ottanta i dj iniziano non solo ad usare suoni generati dai sintetizzatori, ma a fonderli con spezzoni campionati dai dischi del passato e con nuovi elementi vocali.

Anche la synthpop/new romantic, nata tra i fine anni settanta e i primi anni ottanta, svolse un importante ruolo nello sviluppo della musica pop elettronico, con gruppi come Depeche Mode, New Order, Eurythmics, The Human League, Kraftwerk, Soft Cell, Ultravox e molti altri. Diagonalmente tra l'inizio e la metà del decennio prende piede il fenomeno dell'electro, che univa una ritmica break con i suoni della Roland TR-808; Afrika Bambaataa fu tra i primi a seguire questa tendenza: tra gli artisti più noti spiccarono anche Shannon, i Mantronix ed i Cybotron.

Si hanno così dei prodotti pop, che funzionano bene nelle discoteche, provenienti dalla scena statunitense ed anglosassone (ma che non fanno sempre parte della musica dance): si ricordano i successi di Michael Jackson, Diana Ross, Madonna, Whitney Houston, Kylie Minogue e gli inglesi Depeche Mode, Erasure, Pet Shop Boys e Talk Talk. Si assiste anche all'esplosione del fenomeno della cosiddetta "italo-disco", la quale riscuoterà successo fino in America Latina e Giappone. Gli artisti di rilievo sono Valerie Dore, Savage, Kano, Gazebo, P. Lion, Taffy, Ryan Paris, Righeira, Baltimora, Sandy Marton, Tracy Spencer e Den Harrow.

Tra la metà e la fine degli anni ottanta si iniziano a definire le suddivisioni tra generi di musica dance, dal filone house e techno della scena di Detroit e Chicago a quella europea ed italiana, meno legata al clubbing e più alla radiofonia ma comunque molto seguita dai clubbers.

Verso il periodo a cavallo fra l'86 e l'87 si assiste ad una svolta: la dance orecchiabile e canticchiata dalla massa popolare, torna in secondo piano mentre nei nightclub iniziano a dominare house e techno. Si fa risalire infatti al 1986 la nascita ufficiale della house music come viene intesa ancora oggi e quindi della club culture. Si comincia ad assistere al fenomeno della nascita di grandi locali (spesso si tratta di vecchi edifici industriali) che propongono una musica alternativa e poco trasmessa dalle radio. La gente che frequenta questi ambienti è motivata non più dai potenziali incontri casuali che caratterizzavano le discoteche degli anni settanta e primi anni ottanta bensì dalla musica che viene suonata. I principali successi sono caratterizzati essenzialmente da sonorità elettroniche eseguite da drum machine e testi ridotti a semplici messaggi: Jack Your Body di Steve "Silk" Hurley (1986), Move your Body di Marshall Jefferson (1986), Pump up the Volume dei MARRS (1987), Your Love di Jamie Principle & Frankie Knuckles (1987), Work it to the Bone (1987-88) di LNR, Reachin' dei Phase II (1988), Promised Land di Joe Smooth (1988), Theme From S-Express degli S-Express (1988), Turn Up The Bass di Tyree Cooper (1989), People Hold On (1989) dei Coldcut feat. Lisa Stansfield, Big Fun o Good Life degli Inner City (1988) sono tra i brani più noti.

Nel 1988 in Inghilterra vengono inventati i rave party: feste enormi (in un primo momento sempre illegali) ispirate dalle manifestazioni di protesta nelle fabbriche abbandonate di Detroit e organizzate nell'interland londinese. Il genere che verrà suonato sarà una variante della house molto popolare nei tardi anni ottanta, la acid house, i cui suoni erano prodotti dalla bass line Roland TB-303.

Nell'ottica delle sonorità più da radio che da club, l'Italia si distingue con progetti house dal grande impatto internazionale (specie nel Regno Unito) come Black Box ("Ride on time"), 49ers, e Cappella. La house ispira inoltre i Technotronic, dal Belgio, con la celebre "Pump up the jam" che nel 1989 arriva alla seconda posizione dei singoli più venduti negli Stati Uniti.[1]

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nella storia della musica dance, gli anni 90 sono stati quelli in cui l'industria discografica ha investito maggiormente nelle produzioni di musica da discoteca. A differenza degli anni ottanta, dove il genere protagonista del mercato discografico era la dance pop, gli anni 90 sono caratterizzati da un'imponente presenza di produzioni, artisti e gruppi musicali dediti esplicitamente alla musica da discoteca. In questo periodo si vanno moltiplicando le etichette discografiche che producono solo musica dance. Proprio come accadde negli anni 70 con la disco-music, si torna ad assistere ad un nuovo periodo di gloria della musica da discoteca e si registra la contaminazione subita da molti artisti normalmente non dediti a questo tipo di musica.

A seguito del successo del primordiale genere house (1986-1989) e delle sue derivazioni, gli anni 90 iniziano ad operare nel settore dance su un terreno già sondato e fertile per nuove proposte. I primi anni del decennio 1990 si caratterizzano per una separazione sempre più netta dei generi ballabili e, di conseguenza, si assiste per la prima volta ad una differenziazione delle discoteche in base al tipo di musica che suonano. In maniera decisa, assumono una propria identità e carattere sia il genere house che la techno, che via via andranno a porsi agli antipodi. Il primo è il genere che nei primi anni del decennio novanta si distinguerà per il grande numero di sperimentazioni e ricampionature di brani del passato, e per il tipo di melodie ricercate ma orecchiabili, da non confondere tuttavia con la musica eurodance che predominerà solo a partire dal 1993; la dance in tutti i suoi generi sarà il genere più suonato nei music club. La musica techno sarà invece protagonista di fenomeni come i rave party e delle discoteche di enormi dimensioni, dove a dominare sono le sonorità elettroniche ed "aggressive", caratterizzate cioè da dei bassi più distinti e da un numero di battute per minuto (BPM) più elevato rispetto alla musica house. Trasversalmente, come già introdotto in precedenza, a partire dal 1993 si assiste ad un grande successo del genere ballabile ed orecchiabile che in Italia verrà chiamato semplicemente dance, nel resto d'Europa eurodance (soprattutto in riferimento alle produzioni tedesche e belghe) e negli USA eurohouse. La musica eurodance sarà il genere dominante degli anni 90 e risulta molto apprezzata ancora oggi.

Gli anni 90 e i successi più emblematici[modifica | modifica sorgente]

1990[modifica | modifica sorgente]

Nel 1990 la house e i primi dischi techno diventano, assieme all'hip hop, il tipo di musica più seguito dagli adolescenti e trasmesso dai mass media (basta notare il progetto italiano Black Box che arriva alla prima posizione della classifica dance americana di Billboard grazie ad Everybody Everybody e I Don't Know Anybody Else). I pezzi di maggior successo sono stati: C+C Music Factory con Gonna make you sweat (Everybody dance now), Lil Louis con French Kiss, Dub Be Good to Me dei Beats International, Hold me Back di Westbam, Do What You Want di 2 in a Room, FPI Project con Rich in Paradise, Infinity di Guru Josh, Gangster Boogie di Tony Scott, Don't You Love Me dei 49ers e Snap! con The Power, OOps Up e The Cult Of Snap. Questo nuovo genere chiamato da alcuni dj "techno-dance" si distingue dalla classica produzione di brani ballabili sia per la maggiore qualità degli arrangiamenti che per i testi per la quasi totalità in lingua inglese e poco spensierati. Nello stesso periodo emerge e si contrappone all'house music il genere "techno", caratterizzato da un numero di battiti per minuto (BPM) maggiore e più aggressivo: Ultimo Imperio di Atahualpa e What Time is Love di Klf sono degli esempi. I Technotronic continuano il loro grande successo internazionale grazie a Get Up (Before The Night) e This Beat Is Technotronic. Da notare anche Chime degli Orbital: brano acid-house che si piazza nelle prime venti posizioni (numero diciassette) della UK chart. Nel panorama garage spopolarono invece Where Love Lives di Alison Limerick e Groove Is in the Heart dei Deee-Lite.

1991[modifica | modifica sorgente]

Questo è stato l'anno in cui i rave si diffusero in tutto il mondo e diventarono di tendenza. Il nuovo genere musicale che padroneggiava in queste feste fu la nuova musica trance, nata verso l'inizio del 1990 con alcuni dischi poco conosciuti ma molto innovativi nelle sonorità (queste d'estrazione della techno di Detroit, del krautrock e dell'ambient elettronico) come LFO e The Age Of Love. Nel '91 a rappresentare questo nuovo sound furono i britannici Shades of Rhythm e gli Altern 8. Uno dei pochi successi di produzione italiana che rientrano invece nella classe "eurodance" è Rockin' Romance di Joy Salinas; i brani più celebri sono stati senza dubbio I've been thinking about you dei Londonbeat (uscito alla fine del '90), Such a good feeling di Brothers in Rhythm, Finally di CeCe Peniston, Allright degli Urban Soul, I'll Be Your Friend di Robert Owens, Ride on the Rhythm di Little Louie Vega, Ambulance di Robert Armani, Just Get Up And Dance di Afrika Bambaataa, Hold On dei Clubland, Playing With Knives dei Bizarre Inc., Good Vibration di Marky Mark (alias Mark Wahlberg), Killer di Adamski, When I Fell N Luv dei UBQ Project, Cubik degli 808 State, Gypsy Woman di Crystal Waters, Move any Mountain degli Shamen, Get Ready for this dei 2 Unlimited, Go di Moby, House of God di DHS e soprattutto Everybody's free della cantante inglese Rozalla che ottiene un ottimo successo negli Stati Uniti anche negli anni successivi.

1992[modifica | modifica sorgente]

Nel 1992 esce un brano che ancora oggi viene preso ad emblema di tutta la musica dance degli anni novanta: Rhythm is a Dancer degli Snap!. Il brano, si distingue per la forte melodicità sia della musica che del testo, e senza dubbio si può affermare che segna l'inizio delle produzioni di grande successo tedesche. Altri successi emblematici in Italia sono "Please Don't Go" di Double U, Dur Dur D'Etre Bebè di Jordy e "Because The Night" di Co.Ro. insieme a Taleesa. In America dai primi mesi dell'anno fino al periodo estivo impazzano i rave party ispirati alla scena dance europea. Si apre così un filone di musica techno trance nordeuropea. Tra gli artisti più noti ricordiamo Human Resurce, DJ Seduction, Messiah e Pragha Khan. Da ricordare anche delle produzioni britanniche parecchio influenti per la dance elettronica e la house di quella decade: "Follow Me" degli Aly-Us (originari del New Jersey), "Passion" dei Gat Decor, "Don't You Want Me" dei Felix (del duo dei dj Rollo e Red Jerry) e "Plastic Dreams" di Jaydee: diventato nel corso degli anni il disco house più ricampionato di sempre.

1993[modifica | modifica sorgente]

Questo fu l'anno più in equilibrio tra i vari filoni: house, techno/trance ed eurodance sono presenti tra i maggiori successi, tuttavia il genere che predomina risulta essere l'eurodance. Molti classici della musica dance furono lanciati in quest'anno. Tra di essi:

  • del genere house:

"Joy" - Staxx; "Move On Up" e "One Night In Heaven" - M People; "Show Me Love" (StoneBridge Remix) di Robin S.; "Deep Inside" - Hardrive; "20 Hz" - Capricorn; "Back In My Life" - Joe Roberts; "Understand this Groove" dei Sound Factory; "Phorever People" - Shamen; K Klass - "Let Me Show You"; "Waterfall" - Atlantic Ocean; "Been A Long Time" - The Fog.

  • del genere techno/trance:

"Rotterdam '93" - Dr.DJ Cerla; "Power Of American Natives" - Dance 2 Trance; "Cafè Del Mar" - Energy 52; "Orgasmico" - Ramirez;

  • del genere eurodance:

"What is Love" e "Life" - Haddaway; "All that She Wants" - Ace of Base; "Mr. Vain" e "Got to get it" - Culture Beat; "More and More" - Captain Hollywood Project; "No Limit", "Tribal Dance" - 2 Unlimited; Get a way - Maxx; "U got 2 let the music" - Cappella; "All right" - Silvia Coleman.

1994[modifica | modifica sorgente]

Le produzioni continuano con la dance più radiofonica. La musica eurodance influenza artisti e gruppi che normalmente non appartengono al filone; è il caso di Afrika Bambaataa (con "Pupunanny"), di Elton John che insieme a Ru Paul riedita la sua "Don't Go Breakin' my heart" o dell'argentina Marie Claire D'Ubaldo con "Rhythm Is Magic". Le produzioni più notevoli sono di La Bouche ("Sweet dreams"), JX ("Son of a Gun"), 2 Brothers on the 4th Floor ("Never Alone" e "Dreams" ), Dr. Alban ("Look Who's talking"), Tony di Bart ("The Real Thing"), Whigfield ("Saturday Night" ), Blast ("Crazy Man"), Reel 2 Real (I Like to Move It), 20 Fingers (con la censurata "Short Dick Man"). Fecero pure la loro comparsa gli Outher Brothers da Chicago con i tormentoni Don't Stop, La La La Hey Hey e più tardi Boom Boom Boom: anche queste canzoni spesso censurate nelle radio. Il 1994 è soprattutto l'anno delle produzioni italiane: i progetti come Corona ( "The Rhythm of the Night"), Ice Mc feat. Alexia ( "Think About the Way","It's A Rainy Day","Take Away The Colour"), Da Blitz e Playahitty ("The Summer is Magic"), domineranno incontrastati le classifiche di tutta Europa. Da notare il successo ottenuto da Ice Mc: la sua "Think About the Way" sarà inserita due anni dopo nella colonna sonora del film Trainspotting. Si assiste quindi ad un lungo periodo di grande omologazione sonora, soprattutto nei prodotti provenienti da Italia e Germania; i Jestofunk invece lanciano con la voce di Ce Ce Rogers "Can We Live" che si distingue per essere stato uno dei pochi successi underground ad essere uscito dalle piste.

1995[modifica | modifica sorgente]

Il 1995 è l'anno in cui prendono piede sottogeneri come l'happy-hardcore: caratteristica peculiare di quest'anno è infatti l'aumento dei BPM della musica da ballare, fondendo l'eurodance con la techno europea. A tal proposito ricordiamo: Friends degli Scooter, KK - I Let You Go, Digital Boy - The Mountain of King, Club House feat. Carl - Nowhere Land, Captain Hollywood Project - Flying High, Happymen - Love Is You, Eternally - Quadran. Ed è anche l'anno della rivincita del genere house: dopo due anni consacrati alla musica eurodance, l'inizio della seconda metà degli anni novanta produrrà pezzi entrati nella storia e che non smettono, nemmeno oggi, di assolvere alla loro funzione di riempipista: The Bucketheads con "The Bomb", Gusto con "Disco's Revenge", "Everybody Be Somebody" di Ruffneck, Your Loving Arms di Billie Ray Martin, "So in Love with You" (Full Intention Remix) di Duke, Strike con "You sure do", Dana Dawson con "3 is Family", Missing degli Everything but the Girl remixata da Todd Terry, De'Lacy con "Hideaway" (arrangiata dai Deep Dish) e l'indovinatissimo remix di "Space Cowboy" per Jamiroquai ad opera di David Morales marcano indelebilmente la storia della musica house da club. Da citare nel settore eurodance gli italiani X-Static, Alex Party (Wrap Me Up), Ti.Pi.Cal. (The Colour Inside), la cantante tedesca Carol Bailey, Jam & Spoon con Angel, i La Bouche con Be My Lover, gli Indiana con All I need is love e soprattutto Scatman John con la hit internazionale "Scatman".

1996[modifica | modifica sorgente]

Nel 1996 dominano le classifiche alcuni pezzi house come Sandy B con "Make the world go round", Boris Dlugosh con "Keep Pushin'", "Ultra Flava" di Heller & Farley Project: Robert Miles intanto diede forma al genere "dream progressive trance", lanciando la hit mondiale "Children" (e a seguire gli altri successi "Fable" e "One & One" che venderanno in tutto 14 milioni di dischi in pochi mesi). Il genere si distingue per le sonorità puramente elettroniche unite a suoni acustici (riprodotti utilizzando comunque sintetizzatori e generatori sonori) come pianoforti, flauti e violini; altre canzoni di genere dream progressive sono Celebrate the Love e Dream di Zhi Vago, My Dimension di Dj Panda, "Seven Days and one week" dei B.B.E. e il rifacimento di X Files ad opera di DJ Dado; la dance europea si fa nuovamente da parte per lasciare posto alla progressive che seguirà anche nel 1997. Segue così un nuovo periodo di clubbing in cui le canzoni cantate quasi scompaiono lasciando spazio a melodie struggenti ed alle sonorità puramente trance. Le hit del periodo sono firmate da artisti come Mauro Picotto (che opererà sotto il nome di R.A.F. by Picotto con "Bakerloo Symphony" e a seguire "Ocean Whispers"), Mario Più, Sash! ("Encore Une Fois"). In quest'annata il mondo dei rave e della club culture più estrema viene mantenuto vivo dalla cultura trance il cui epicentro è Amsterdam, mentre l'uscita del film Trainspotting porterà fama mondiale e notorietà agli Underworld, che con "Born Slippy" regalano al panorama europeo della dance elettronica un tassello preziosissimo. Durante quest'anno si hanno anche sprazzi di musica dance non solo orientata alla progressive: basti pensare al progetto Gala (prodotto dagli onnipresenti Molella e Phil Jay), che raggiunge il disco di Diamante in Francia. Famosissima la sua "Freed from desire". Buon successo europeo anche per Livin' Joy con "Don't stop movin" (progetto curato da Visnadi).

1997 e successivi[modifica | modifica sorgente]

Nel primo trimestre del '97 ai primi posti delle classifiche arriva Blackwood con Ride on the Rhythm e successivamente con "My love for you" e "I am". Altri progetti di grande successo sono firmati da Chase con "Obsession" e "Stay With Me", Whilrpool Productions con From: Disco To: Disco, The Heartists (Claudio Coccoluto) con "Belo Horizonti", gli Ultra Naté con "Free", Dario G con Sunchyme, Todd Terry con Something Goin' On (In Your Soul), Faithless con Insomnia, Smoke City con Mr Gorgeous (Mood II Swing Remix) e Gala con "Let a boy cry" e "Come into my Life".

Il 1997 porta anche ad un grande riscontro di vendite l'innovativo album dei britannici Prodigy "The Fat of the Land", da cui vengono estratti i riempipista "Smack My Bitch Up", "Breathe" e "Firestarter", in una miscela di Jungle, Punk, Industrial e Techno che ha indelebilmente segnato la dance elettronica meno di massa. 

È l'anno in cui l'uso massiccio di campionatori porta alla ribalta gruppi poco conosciuti alle masse, ma che diventano in breve tempo artisti di caratura planetaria, come i francesi Daft Punk ("Da Funk" e "Around the world"), e subito dopo l'inglese Norman Cook, in arte Fatboy Slim, che con "Rockafeller Skank" (1998) campiona la chitarra di Sliced Tomatoes (1972) dei Just Brothers e Vinyl Dogs feat. Lord Finesse con Dogs Vibe (1997): il disco in realtà non era dance (il tipo di musica a cui apparteneva era il big beat) ma funzionava bene nelle discoteche.

Nel 1997 e nel 1998 segue così una nuova ondata di dance-pop, anche grazie all'influsso della bubblegum dance: il bpm risulta genericamente più basso e il genere comincia lentamente a trasformarsi nella nuova eurodance che sfocerà nel 1999 e ad inizio millennio.

Sono evidenti le differenze anche all'interno degli stessi gruppi, il caso più eclatante è quello dei Datura che da canzoni techno di inizio anni novanta (Yerba del Diablo per esempio) e hit di metà decennio come The 7th Hallucination, Infinity (fatta con un altro noto gruppo degli anni novanta, gli U.S.U.R.A.) cambiano sonorità nel 1997 in dischi come "Sign" e "Voo-doo Believe". Altre hit molto note sono "Barbie girl" (1997) dei danesi Aqua, "Feel it" di The Tamperer feat. Maya (Mario Fargetta e Alex Farolfi, che nel 1998 con 650.000 copie raggiunge la prima posizione nella UK Singles Chart), "Restless" dell'italiana Neja, "Elisir" di Gigi D'Agostino, "Up & Down" degli olandesi Vengaboys ed in seguito "Blue" degli Eiffel 65 già noti diversi anni prima come Bliss Team, ma che trovano nel 1999 il successo mondiale, vendendo 13 milioni di copie in tutto il mondo e ricevendo una prestigiosa nomination per i Grammy Awards.

Il dj americano Jason Nevins, nel '98, riporta in vita It's like That (1984) dei Run DMC, ottenendo ottimi consensi nelle classifiche statunitensi ed europee.

L'eurodance e la house ispirano pure grandi artisti di fama internazionale: un esempio è Cher con l'album "Believe" (1998).

La house "classica" torna ad avere grande popolarità nell'ambito delle radio e delle discoteche nel biennio 1998/1999 grazie ad alcune canzoni molto amate dal pubblico, come Nerio's Dubwork meet Darryl Pandy - Sunshine & Happiness, Paul Johnson - Get Get Down, Stardust - Music Sounds Better With You, Bob Sinclar - Gymtonic, Armand Van Helden - You Don't Know Me, Supercar - Tonite, Mr.Oizo - Flat Beat, Jamiroquai - Canned Heat, Cunnie Williams - Saturday, Phats & Small - Turn Around, Karen Ramirez - If We Try, Eddie Amador - House Music, Moloko - Sing It Back, Pete Heller - Big Love, Don't Call Me Baby - Madison Avenue, Jennifer Paige - Crush, quest'ultima remixata da David Morales, che produce anche Needin'U.

I cambiamenti della radiodiffusione dagli anni '90 in poi[modifica | modifica sorgente]

Il successo della musica dance è strettamente legato alla radiodiffusione che, con programmi radiofonici dedicati esclusivamente al genere ballabile, garantì un solido sostegno ed un'ottima promozione. Le emittenti italiane che dedicheranno maggior spazio al genere saranno Radio Deejay, Radio 105 e Radio Italia Network. Uno dei programmi radiofonici di maggior successo è il Deejay Time dell'emittente Radio Deejay. Il programma, in onda quotidianamente dalle ore 14.00 alle 16.00 e condotto dal dj Albertino e il dj Giuseppe (con la regia di Mario Fargetta e la partecipazione di Giorgio Prezioso e Maurizio Molella) sarà seguito dagli adolescenti italiani che nel frattempo sono tornati a far funzionare le discoteche la domenica pomeriggio. Il genere di musica dance in larga misura più presente nel programma sarà quello dell'eurodance (soprattutto dal 1993).

Nel nord Italia predomina l'emittente lombarda Discoradio. In tale periodo, i programmi più longevi e di maggior successo (Fonte Audiradio) furono la “Discoparade” (fino al 1990 con Dario Desi e poi con Marco Ravelli), il “DDD” (Marco Ravelli) e “Discoradio Collection” (prima con Roberto Forti e poi con Alberto Zanni), programma in onda nel weekend, e dedicato alla musica dance degli anni ’70 e ’80. A tali programmi, dalla meta’ degli anni ’90 fino al 2006, furono associate compilations di notevole successo a livello di vendita, che più volte conquistarono il “disco d’oro”. Le più famose erano le varie "Deejay Parade" e "Alba" (Radio Deejay), "Discoparade" (Discoradio), Los Cuarenta (Radio Italia Network), "Danceteria", "Hit Mania", "Discomania Mix", e "Hits On Five".

Gli anni 2000[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del nuovo millennio sono brani di natura molto diversa a dominare le scene: si passa dalla house sofisticata di "GrooveJet" (2001) di Spiller (cantata da Sophie Ellis-Bextor) alla trance di "Komodo/Save a soul" (estate 2000) di Mauro Picotto, alla mediterranean progressive di "L'Amour Toujours" (2000) di Gigi D'Agostino, all'italo-dance di "Let me Stay" di Prezioso feat. Marvin, o di "Inside to outside" (inverno '99/'00) di Lady Violet, fino al fenomeno degli Eiffel 65 che acquistano successo non solo in Italia.

La dance italiana subisce così una nuova omologazione e vede, come già successo in precedenza, l'uscita di un notevole numero di produzioni "calco" dei successi del momento.

I primi anni del nuovo millennio vedono il ritorno in Italia del fenomeno house: nei club si alternano sonorità funky campionate e stravolte come nel caso di "In The Music" dei DeepSwing o di Tom Jones che fa remixare la propria "Sex Bomb" da Mousse T, il quale campiona "All American Girls" delle Sister Sledge.

La club culture prende nuovamente il sopravvento e stavolta il fenomeno house attinge alle sonorità latine e/o disco anni settanta. Esempi notevoli di questo nuovo filone di house moderna sono senza dubbio: "Disco Down" degli House of Glass (2000), "Rise" dei Soulproviders (2000), "You see the trouble with me" dei Black Legend (2000), Sabor di Hacienda (2000), Soul Heaven dei Goodfellas (2000), Cada Vez di Negrocan (2000), Pasilda di Afromedusa (2000), Don't Bring Me Down (2000) di Joe T Vannelli, Rise Up di SunKids feat. Chance (2000), Right On di Silicone Soul (2001), (Play)House Music di Louis Radio feat. Sabrina Johnston (2001), Another Change (2001) di Roger Sanchez, Shined on Me di Praise Cats (2001), Starlight di The Supermen Lovers (2001), Flawless dei The Ones (2001), I'm So Crazy di Part-T-One (2001), La La Land di Green Velvet (2001), e Can't Get You out of My Head della star Kylie Minogue con l'album Fever del 2001 che riprenderà l'italo disco degli anni 80. In questo periodo sorge anche un fortunato nuovo filone di house "afro-tribale" che vuole distinguersi per la sua ricercatezza ed esoticità. Della tribal-house vanno senz'altro ricordati: Edony Clap Your Hands di Africanism (2000), Sume Sigh Sey di House Of Gypsies (2001), Loud dei Masters at Work, Coffee Beats vol.1 di Del Gado (2002), Linda di Martin Solveig (2002), Madan (Martin Solveig Remix) di Salif Keita (del 2002 ma che spopolerà nel 2003).

Benny Benassi e il cugino Alle (Benassi Bros) con la hit Satisfaction (grande successo del 2003), rispolverano i suoni pesanti ed ipnotici della techno dei primi anni novanta, creando un nuovo filone etichettato come "electro-house".

Più alternativo nel sound, invece, il dj produttore di Chicago Felix da Housecat, che nel 2001 porterà nelle classifiche dance i singoli del genere electroclash Madame Hollywood e Silver Screen / Shower Scene.

Dai primi anni del nuovo millennio all'ultimo periodo[modifica | modifica sorgente]

L'Italia continua ad offrire quella che nel mondo viene chiamata "italodance". I protagonisti della scena rimangono quelli di fine millennio: gli Eiffel 65, da cui si staccherà Gabry Ponte e a seguire The Soundlovers, Lady Violet, Kim Lukas, Carolina Marquez, Simone Jay, Miranda, Magic Box, Paps N Skar, Mabel, Unconditional, Bamble B., Gayà, Naive, T42, More, Gigi D'Agostino, Prezioso feat. Marvin, Markus, Molella, Erika, DJ Ross, Billy More, Dj Lhasa.

Altri artisti europei di rilievo tra il 2000 e il 2004 sono: Paul van Dyk, Fragma, Timo Maas, Deal, Barthezz, Brooklyn Bounce, York, Robbie Rivera, Mauro Picotto, Spiller, ATB, Paul Oakenfold, Mash, Web, M@d, Ian van Dahl, Alice DeeJay, Alcazar, Cassius, Modjo, Tim Deluxe, Daft Punk, Groove Armada, DB Boulevard, Basement Jaxx, Faithless, Safri Duo, De-Javu, Planet Funk, Floorfilla, French Affair, Kylie Minogue, Chicane, The Rumbar, Angelic, Sono, Junior Jack ed In-Grid. Ognuno di questi progetti/gruppi di eurodance cambiavano sonorità a seconda del loro indirizzo musicale di provenienza, ovvero trance, house o dance-pop.

La fine del 2004 ha portato un brusco cambiamento alle playlist e alle classifiche delle radio, in cui easy house ed electro-house cominciano a diffondersi a scapito dell'italodance e della techno sino ad ora in auge. Le tracce più trasmesse dalle radio diventano infatti "Call on Me" di Eric Prydz, "Push the Button" dei Chemical Brothers, Michael Gray con "The weekend", Axwell con "Feel the vibe", Mylo con "Drop the pressure", The house keepers con "Go down", remake della celebre canzone di Amanda Lear, dalle sonorità nettamente differenti.

Nel 2005 Bob Sinclar con il singolo house "Love generation", riesce a catturare l'attenzione in modo imponente. Il successo verrà replicato l'anno seguente con il singolo "World, hold on".

Nello stesso anno Madonna ritorna al genere ballabile che la rese famosa negli anni ottanta, ovvero la dance pop: con l'album interamente elettronico Confessions on a Dancefloor ottiene un enorme successo, ed i vari singoli Hung Up, Sorry, Get Together e Jump scalano le classifiche.

Anche Robbie Williams, nel 2007, produce singoli che risultano essere un misto di generi club culture: "Rudebox", "Love light" e "She's madonna".

A fine 2006 e per buona parte del 2007 Bob Sinclar riesce ancora a riportare l'attenzione sul genere dance ricampionando con base reggaeton "Gonna Make you Sweat (Everybody dance Now)" di C&C Music Factory (1990): si tratta di "Rock this party" che sarà seguito dal brano fotocopia "Sound of Freedom" anch'esso ricampionatura di un altro successo dance d'inizio anni 90, "Everybody's Free" di Rozalla (1991). Uno dei successi estivi come "Relax (Take It Easy)" (2007) di Mika si rivelerà in realtà la ricampionatura di "I just died in your arms tonight" dei Cutting Crew, successo pop del 1986. Tra il 2006 e il 2008 c'è comunque da segnalare l'impegno di artisti italiani nella promozione della dance: Danijay e Luca Zeta hanno entrambi prodotto due album e insieme hanno realizzato tre volumi della compilation "Dance Passion". Infine Gigi D'Agostino ha continuato a produrre dance parallelamente al suo stile personale chiamato "lento violento", e pubblicando il cd "Suono Libero" (2008).

L'eurodance oggi e la dance attuale

Il genere eurodance è scomparso dagli scaffali dei rivenditori; le produzioni si sono spostate su generi diversi, primo tra tutti la musica house e l'electro. Complice anche l'abbandono del filone da parte dei grandi network radiofonici che sono traslati verso sonorità diverse, facendo perdere l'interesse al grande pubblico. Resistono sul mercato ancora alcuni degli "storici" marchi che pubblicavano compilation, che ora rilasciano compilation con raccolte e mix dei più famosi brani del genere in questione. Sono sorte in rete alcune comunità (prevalentemente forum) di appassionati che discutono e raccolgono materiale inerente alla musica dance. Nelle discoteche ci sono rare serate nelle quali si può ballare l'eurodance. La dance attuale è un ritrovo di sonorità classiche (quali la disco), sonorità pop e sonorità più elettroniche.

Strumenti[modifica | modifica sorgente]

Quello che viene comunemente inteso come "musica dance" è un susseguirsi di idee riprese e rilavorate con metodi nuovi a seconda della tecnologia del periodo in cui viene prodotta.

Dalla disco music degli primi anni settanta, suonata da vere e proprie orchestre, si passa alla fine di questi anni con suoni più elettronici delle tastiere. Pionieri di questo genere sono i compositori Giorgio Moroder e Gino Soccio. Gli anni 80 sono invece caratterizzati dal suono delle drum machine e sintetizzatori quali 303, 808 e 909. Tutto già iniziava a venire gestito da un computer, collegato via midi agli hardware contenuti nei rack.

Negli anni novanta si iniziano a diffondere programmi-sequencer che sfruttano le capacità di computer anche casalinghi per suonare campioni di qualsiasi natura: ecco così l'avvento di programmi come Pro-Tracker o i primi Cubase che giravano su computer Amiga, Atari ed i pc IBM. Questo però era un sistema dalle potenzialità limitate che non consentivano una qualità audio sufficiente per poter permettere la produzione di un disco.

Si ricorreva quindi comunque allo studio di registrazione in cui esperti fonici riportavano il brano, spesso nato dalla fusione del lavoro di dj e musicisti, in un banco mixer con i campionatori AKAI S950-1000-1100 creando così il master finale.

L'avvento del nuovo millennio vede le tecnologie più sofisticate diventare alla portata di tutti: spariscono a poco a poco gli hardware e nascono i primi VST, cioè strumenti virtuali che sostituiscono in maniera egregia i vari generatori di suono.

I VST funzionano su praticamente tutti i motori, diffondendo così a macchia d'olio programmi come Logic Audio, Pro Tools, Ableton Live, Fruity Loops, che diventa il più usato amatorialmente e il classico Cubase che si è evoluto nel tempo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ US singles peaks

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]