Godzilla (film 1998)

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Godzilla
GodzillaSnapshot.png
Godzilla a New York in una scena.
Titolo originale Godzilla
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1998
Durata 140 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.40 : 1
Genere fantascienza, azione
Regia Roland Emmerich
Soggetto Ted Elliott, Terry Rossio
Sceneggiatura Dean Devlin, Roland Emmerich
Produttore Dean Devlin, Ute Emmerich, William Fay
Fotografia Ueli Steiger
Montaggio Peter Amundson, David J. Siegel
Effetti speciali Volker Engel, Patrick Tatopoulos
Musiche David Arnold
Scenografia Oliver Scholl
Trucco Grad Holder
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Godzilla è un film del 1998, diretto da Roland Emmerich, remake del film giapponese Godzilla del 1954, diretto da Ishirō Honda.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I francesi effettuano dei test atomici nella Polinesia francese; nessun essere umano abita questi piccoli atolli, ma solo un piccolo gruppo di iguane, che in seguito agli esperimenti si sviluppano in una nuova specie di mostri giganteschi; uno soltanto, però, sopravvive alle radiazioni: quello che in giapponese viene chiamato Godzilla.

La presenza di Godzilla viene registrata: un peschereccio giapponese, a notte fonda, manifesta dei malfunzionamenti. L'equipaggio, andando a controllare la causa dell'avaria, rileva nel sonar la presenza di una strana creatura sott'acqua. Il peschereccio viene attaccato e affondato.

Un comandante dei servizi segreti francesi Philippe Roaché si reca all'ospedale dove l'unico dei superstiti alla strage marittima riesce a comunicare solamente la parola "Gojira" (cioè "Godzilla", era infatti il titolo originale del film di Ishirō Honda).

Il comandante Roaché identifica in Niko Tatopoulos un abile biologo in grado di carpire il segreto di Godzilla. Tatopoulos, che da anni si occupa di studiare i vermi esposti alle radiazioni di Černobyl', non esita due volte a seguire i servizi segreti USA, che l'hanno convocato prima di Roaché.

Quando Tatopoulos giunge sul luogo, è impressionato dalle analisi che stanno conducendo i servizi segreti: a parte il guardare il video dell'anziano pescatore, lo scienziato si ritrova ad analizzare una delle impronte del mostro, larga quanto una casa!

Seguendo i banchi di pesce, il mostro riesce ad arrivare a New York. Qui, lentamente, scatena il panico in tutta la città.

Il video-reporter Victor Palotti riesce a filmare il mostro, diventando una sorta di celebrità. Anche la moglie Lucy Palotti viene coinvolta dalla popolarità del marito.

Niko, con l'equipe di scienziati, giunge in città; compare in un servizio televisivo, e attira così l'attenzione dell'ex-fidanzata Audrey Timmonds, che lo presenta in redazione, dove riesce a fargli raccogliere un certo seguito.

Per mostrarsi come una ragazza tutto-pepe ben inserita anche nel mondo del lavoro dinanzi agli occhi del suo ex-ragazzo, Audrey falsifica un tesserino da anchor-man. In questa maniera riesce a entrare in luoghi strettamente riservati, e riesce a incontrarsi con Niko.

Niko intuisce che il mostro non è altro che un'iguana geneticamente mutata, e che l'unico motivo per cui ha aggredito i pescherecci era per la ricerca di pesce. Niko ordina quindi che per farlo uscire allo scoperto, il mostro deve avere un buon quantitativo di pesce a disposizione. Così fa piazzare nel bel mezzo di un grande spiazzo qualche tonnellata di pesce. Nella nottata, il mostro esce dalle fognature, attirato dall'odore nell'aria, e viene attaccato dall'esercito, che lo attendeva appostato di nascosto.

Il mostro continua a essere braccato dall'esercito con elicotteri da guerra, sottomarini e caccia F-18. Ben presto, durante numerosi raid notturni, il mostro viene colpito da dei siluri sparati dai sottomarini e viene spacciato per morto.

I militari controllano il sottosuolo, scoprendo tonnellate e tonnellate di pesce nascoste. Si presume quindi che il mostro si fosse preparato per una gravidanza: a questo punto nasce un ennesimo interrogativo. Dove sono i pargoli che stava facendo nascere?

Per scoprire di che sesso sia il mostro che ancora si aggira per Manhattan, Niko Tatopoulos compra dei test di gravidanza per animali, e in farmacia incontra casualmente Audrey. Qui i due iniziano a parlare del più e del meno e Niko, cominciatosi a fidare di Audrey, la fa entrare nella tenda; la donna scopre un sensazionale video che mostra un anziano pescatore che sussurra: Gojira. Indecisa se stare con Niko o avere lo scoop che le avrebbe consentito il successo nella sua carriera, Audrey prende comunque il video.

Più tardi lo fa mostrare dalla WIDF, il network per cui lavora; quando il governo scopre che il video è stato mostrato, incolpa Tatopoulos dell'accaduto e lo licenzia.

In seguito al licenziamento, Tatopoulos decide di partire da New York, lasciando in mano al governo la situazione con Godzilla. Ma il caso sembra dover essere approfondito, così, Tatopoulos lascia una sorta di ordine ai soldati: controllare se il gigantesco mostro ha deposto delle uova. Il governo non accetta di portare a termine quest'incarico.

Tatopoulos prende un taxi per dirigersi all'aeroporto, ma scopre che il tassista è in realtà Roaché. Philippe lo porta al sicuro in un capannone del porto, dove i servizi segreti francesi hanno installato una piccola base ipertecnologica. Qui, essi si sono organizzati per combattere il mostro.

Proprio i francesi, infatti, furono trent'anni prima i committenti degli esperimenti svoltisi nell'Oceano Pacifico, di cui Godzilla è il frutto.

Tatopoulos e Roaché decidono allora di entrare nei sotterranei di New York, dove ritengono che il mostro potrebbe aver deposto le uova. Velocemente i soldati, armati sino ai denti, scendono nel sottosuolo grazie a un diversivo. Ma Roaché e Niko non sono gli unici a scendere sotto la superficie di New York: anche Audrey e il suo amico Victor Palotti, contro il parere della moglie Lucy, li seguono per filmare un altro sensazionale scoop, mentre Roaché è accompagnato da quattro dei suoi uomini.

Quando i due gruppi si incrociano, scoprono entrambi una gigantesca galleria scavata dal mostro sotto il vecchio sistema della metropolitana, una galleria che serve esclusivamente come nido per le gigantesche uova, situate all'interno del Madison Square Garden. Le uova dei piccoli di Godzilla cominciano a schiudersi; i francesi di Roaché fuggono con Audrey e Victor, ma tutti muoiono, uccisi dai piccoli ma già letali rettili.

Audrey, Victor, Niko e Roaché - dopo un lungo inseguimento dentro i corridoi del Madison Square Garden - riescono a trasmettere grazie alla telecamera di Victor e alla sala di trasmissione della WIDF all'interno dell'edificio quello che sta accadendo al Madison in tv.

I generali dell'esercito, quantunque increduli, inviano i caccia F-18 ad abbattere la struttura. Entro sei minuti Audrey e gli altri devono trovarsi al di fuori dall'edificio, o morire coi piccoli Godzilla. Poco dopo essersi messi in salvo, Roaché e gli altri si trovano nuovamente a che fare con l'iguana gigante, che non era morta e che inizia a inseguirli per tutta Manhattan, dopo aver visto uno dei suoi piccoli carbonizzati ed incolpando quindi i quattro della morte dell'intera nidiata.

Per pochi minuti, Roachè e gli altri vedono la morte in faccia: d'un tratto infatti, Godzilla riesce ad intrappolare la macchina nella quale viaggiano prima in un tunnel dal quale riescono ad uscire spaventando la bestia con gli abbaglianti dell'auto, per poi finire nella bocca dell'immenso rettile sul ponte di Brooklyn che è in procinto di ingoiarla, ma Tatopoulos riesce ad afferrare un cavo elettrico del ponte e ad infilarlo in un dente del mostro che, ruggendo dal dolore, lascia fuggire l'automobile.

Il mostro rimane incastrato nei cavi del ponte di Brooklyn, dando modo agli aerei F-18 di ritornare e di uccidere la bestia a suon di missili.

Il film si chiude con l'immagine di un uovo integro, salvatosi dal bombardamento ed appena schiusosi sotto le macerie del Madison Square Garden.

Differenze tra il Godzilla giapponese e quello americano[modifica | modifica wikitesto]

  • Le origini del mostro in questo film sono diverse dall'originale. Si tratta infatti di un'iguana che viene modificata dalle radiazioni prodotte da esperimenti nucleari francesi. L'originale invece è un Gojirasauro (una razza di dinosauri immaginaria) che sopravvive all'estinzione e viene risvegliata dai test nucleari, che lo rendono inoltre più grande e forte
  • Il design del mostro in questo film è molto differente rispetto all'originale. Infatti possiede diversi spuntoni sulla schiena, abbastanza differenti dalle placche del Godzilla giapponese. è inoltre più veloce e agile rispetto all'originale
  • Il Godzilla giapponese si ciba di energia nucleare e come arma crea un grosso raggio di energia che gli esce dalla bocca. In questa versione si ciba di pesci e non sputa energia.
  • In questo film, Godzilla è un maschio ermafrodito che depone le uova, mentre l'originale no.
  • Il Godzilla giapponese è una creatura incredibilmente forte e praticamente impossibile da distruggere, che può resistere a qualsiasi tipo di arma (anche nucleare) e ha capacità rigenerative quasi illimitate. In questo film, la creatura viene abbattuta con dei semplici missili

Accoglienza e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Costato 130 milioni di dollari, ne ha incassati 379.014.294 in tutto il mondo.[1]

È stato presentato fuori concorso al 51º Festival di Cannes.[2]

Il film è stato criticato per essere fortemente ispirato alla serie di Jurassic Park (al tempo erano già usciti i primi due film), in particolar modo per quanto riguarda l'aspetto di Godzilla e dei suoi cuccioli, giudicati molto simili rispettivamente al T-Rex e ai Velociraptor di Spielberg per comportamento e dimensioni.[3]

Ma la maggior parte delle critiche arrivarono dai fan del Re dei Mostri, che si dimostrarono estremamente delusi dalla rappresentazione di Godzilla in questo film. Infatti, la creatura venne soprannominata "Zilla", togliendo il God davanti, per rappresentare la debolezza del mostro rispetto all'originale.

Il film, oltre ad aver vinto nel 1998 il premio Razzie Awards al peggior remake o sequel e quello per la peggior attrice non protagonista (Maria Pitillo), ha vinto anche un Saturn Award per i migliori effetti speciali sempre nello stesso anno.

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

L'intenzione originale, come già sottinteso dal finale, era di produrre un sequel subito dopo l'uscita del film, ma gli incassi, seppur alti, stimati al budget anch'esso alto non convinsero la Sony a sviluppare il seguito. Dopo il primo film, esce una serie animata chiamata: Godzilla the series che mostra il figlio di Godzilla allevato dal dottor Niko Tatopoulos.

La Sony ha considerato l'idea di un reboot cinque anni dopo l'uscita di Godzilla, opzionando nuovamente i diritti del personaggio nel maggio 2003.[4]

Il 27 febbraio 2013 viene pubblicata la notizia sulla conferma del reboot di Godzilla, con l'annuncio di Juliette Binoche che entra a far parte dello staff. Il nuovo film viene affidato alla regia di Gareth Edwards. Uno degli sceneggiatori è Frank Darabont, già autore di diversi capolavori del cinema. Oltre alla partecipazione dell'attrice francese, nel film sarà presente un'altra categoria di mostri chiamati M.U.T.O. Il film omonimo in questione è uscito il 15 maggio 2014.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La Toho ha ufficialmente adottato il "Godzilla" di questo film, ribattezzandolo semplicemente Zilla. Infatti nel film del 2004 "Godzilla Final Wars" Zilla è uno dei mostri controllati dagli alieni per distruggere la terra, ma viene facilmente eliminato da Godzilla. Alcuni sostengono che questo brevissimo duello (il più breve della storia della serie) sia una sorta di omaggio ai fans che hanno sempre criticato il Godzilla americano in favore di quello Giapponese.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Mojo Box Office.
  2. ^ (EN) Official Selection 1998, festival-cannes.fr. URL consultato il 3 luglio 2011.
  3. ^ Godzilla: Jurassic Park III - The Tech
  4. ^ Keith Aiken, GODZILLA 2 RUMORS UNFOUNDED, Sci-Fi Japan, 10 gennaio 2007. URL consultato il 3 giugno 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]