Il risveglio del dinosauro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il risveglio del dinosauro
Fotogramma da- Il risveglio del dinosauro.png
Il Rhedosaurus nelle battute finali del film (la scena delle montagne russe)
Titolo originale The Beast from 20,000 Fathoms
Paese di produzione USA
Anno 1953
Durata 80 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere fantascienza
Regia Eugène Lourié
Soggetto Ray Bradbury
Sceneggiatura Lou Morheim, Fred Freiberger
Casa di produzione Warner Bros.
Effetti speciali Ray Harryhausen (stop-motion)
Musiche David Buttolph
Interpreti e personaggi

Il risveglio del dinosauro (The Beast from 20,000 Fathoms) è un film di fantascienza statunitense del 1953, diretto da Eugène Lourié, liberamente ispirato al racconto La sirena da nebbia (The Fog Horn, 1951) di Ray Bradbury.[1]

Il film - che si avvale degli effetti speciali in stop-motion di Ray Harryhausen - è considerato da molti un caposaldo del cinema di fantascienza[2] ed è tra i primi film del filone dei "mostri preistorici in città",[3] ispirando il personaggio nipponico del mostro Godzilla[4].

Il film inaugura la cosiddetta "Trilogia dei dinosauri" girata da Eugène Lourié: i due titoli che seguono sono Il drago degli abissi (1959) e Gorgo (1961).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mentre stazionano in una base situata al Polo Nord, dove si studiano gli effetti che le radiazioni nucleari producono sull'ambiente, lo scienziato Tom Nesbitt e un suo collega vengono attaccati brutalmente da un misterioso Rhedosaurus (nome pseudoscientifico per un sauro inventato), che si è risvegliato dal suo sonno millenario proprio a causa dell'effetto dello scoppio di un ordigno nucleare.

Durante la lotta con il mostro il suo collega perde la vita, ma Tom riesce a salvarsi, e viene in seguito trasportato a New York, dove però nessuno gli crede allorquando egli narra degli accadimenti di cui è stato protagonista, poiché essi paiono totalmente inverosimili. Tom contatta quindi un eminente paleontologo, il professor Thurgood Elson, ma nemmeno questi crede alla sua storia. Diversamente vanno le cose con la bella assistente di quest'ultimo, Lee Hunter, che invece non solo crede alle affermazioni di Tom, ma si innamora anche di lui.

Tom incontra successivamente un altro testimone, molto attendibile, è così riesce finalmente a convincere l'esercito e il professor Elson dell'esistenza della terribile creatura preistorica. Calatosi con l'ausilio di una sorta di sonda marina all'interno della sua tana, il paleontologo riesce a confermare l'esistenza del mostro poco prima di essere ucciso dal medesimo. Poco dopo, il "Rhedosaurus" irrompe a New York dove, tra il fuggi fuggi generale, distrugge, uccide e divora tutto ciò che incontra.

Nulla sembra poter fermare la spaventosa creatura, che si dimostra ferocissima, invulnerabile alle armi convenzionali, e che si scopre anche essere portatrice di una terribile e sconosciuta febbre. Tom però riesce ad avere l'intuizione giusta: un colpo "radioattivo" direzionato proprio su una ferita precedentemente causata dal proiettile sparato da un bazooka metterà fine alla furia primordiale del gigantesco dinosauro, e l'intera umanità tirerà un sospiro di sollievo, conscia dello scampato pericolo.

Il rhedosaurus[modifica | modifica sorgente]

Il Rhedosaurus è un enorme dinosauro carnivoro e quadrupede di colore verde, con un lungo collo, ma con zampe e denti più simili a quelli di un varano, tanto che i marinai che lo avvistano di notte lo scambiano per un serpente. A quanto pare il suo sangue è composto in minima parte da batteri che causano una febbre sconosciuta. A quanto pare è un progenitore dei sauropodi. Nel film Il pianeta dei dinosauri è più piccolo e di colore arancio.

Il Rhedosaurus era rimasto imprigionato tra i ghiaccio del polo nord, ma si liberò e, a nuoto, raggiunse New York. Durante il viaggio affondò delle navi e abbatterà un faro. A New york distrugge alcuni palazzi per poi uccidere alcuni soldati dell'esercito con i suoi virus. Morirà prendendo fuoco in un luna park. Nel film Il pianeta dei dinosauri tenterà di divorare uno dei protagonisti per essere poi divorato a sua volta da un Tyrannosaurus Rex.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

« Il titolo originale è mutuato dall'omonimo racconto (in Italia noto come La sirena) di Ray Bradbury, del quale Harryhausen, a sceneggiatura già completata, convinse la Warner ad acquistare i diritti. La scena in cui il mostro è attirato dalla luce del faro e lo distrugge è, appunto, un richiamo alle pagine di Bradbury. »
(Fantafilm[5])

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

La pellicola, considerata da molti un caposaldo del cinema di fantascienza[2], è tra i primi film del filone "mostri preistorici in città"[3], anche se questo aspetto è molto meno presente rispetto al suo predecessore King Kong (1933), e anche se il regista non lo dà molto a vedere, le "sofferenze" della creatura in città sono quasi sempre in primo piano. Premiato dal pubblico (il film costò circa 200.000 dollari e ne incassò 5 milioni), e meno dalla critica, il film è stato comunque il "trampolino" di partenza per il regista di effetti speciali Ray Harryhausen. Il trailer venne girato dallo stesso Harryhausen.

Secondo Fantafilm "nonostante sia un film fatto in economia riscosse un buon successo. I trucchi di Harryhausen non sono dei migliori, ma si inseriscono dignitosamente nella tradizione del suo maestro O'Brien."[5]

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Il film ha ispirato il personaggio nipponico del mostro Godzilla[4].

Il Rhedosaurus appare anche nel film Il pianeta dei dinosauri (1978), dove viene ucciso da un Tyrannosaurus Rex.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In italiano è stato anche pubblicato coi titoli La sirena, Il risveglio del dinosauro, La sirena della baia solitaria. http://www.fantascienza.com/catalogo/opere/NILF1011740/la-sirena-da-nebbia/
  2. ^ a b (EN) Stephen Jones, The Illustrated Dinosaur Movie Guide, Titan Books, 1995, pag.42
  3. ^ a b (EN) Jeff Rovin. The Encyclopedia of Monsters. New York:Facts on File, 1989.
  4. ^ a b (EN) A Potted History of Godzilla, Robert Hood. 2008
  5. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis, Il risveglio del dinosauro in Fantafilm. URL consultato il 6 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]