McDonnell Douglas F/A-18 Hornet

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McDonnell Douglas F/A-18 Hornet
Un F/A-18 Hornet, appartenente al 319th AEG, in volo durante l'Operazione Enduring Freedom; 2001.
Un F/A-18 Hornet, appartenente al 319th AEG, in volo durante l'Operazione Enduring Freedom; 2001.
Descrizione
Tipo caccia multiruolo imbarcato
Equipaggio 1
Progettista Stati Uniti Northrop
Costruttore Stati Uniti McDonnell Douglas
Stati Uniti Boeing
Data primo volo 18 novembre 1978
Data entrata in servizio 7 gennaio 1983
Utilizzatore principale Stati Uniti US Navy
Altri utilizzatori Stati Uniti USMC
Spagna EdA
Australia RAAF
Svizzera Forze aeree svizzere
altri
Esemplari 1 479[1]
Costo unitario 57 milioni US$ (2006)
Sviluppato dal YF-17 Cobra
Altre varianti X-53
F-18 HARV
CF-18 Hornet
F/A-18 Super Hornet
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 17,07 m (56 ft)
Apertura alare 12,3 m (40 ft)
Altezza 4,66 m (15 ft 4 in)
Superficie alare 37,16 (400 ft²)
Peso a vuoto 10 400 kg (23 000 lb)
Peso carico 16 770 kg (36 970 lb)
Peso max al decollo 25 400 kg (51 900 lb)
Propulsione
Motore 2 turboventola
General Electric
F404-GE-402
con postbruciatore
Spinta da 49 a 79 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max 1,8 Ma
(1 900 km/h in quota)
Velocità di salita 254 m/s
Autonomia 2 346 km
Raggio di azione 740 km
Tangenza 15 240 m
Armamento
Mitragliatrici 1 M61 Vulcan da 20 mm
Bombe caduta libera:
Mk 82 da 500 lb
Mk 83 da 1000 lb
Mk 84 da 2000 lb

a grappolo:
CBU-87
CBU-89
CBU-97
CBU-100
Paveway:
1^, 2^, 3^ generazione
guida GPS:
JDAM

nucleari:
B61
Missili aria aria:
2 AIM-7 Sparrow
4 AIM-9 Sidewinder
2 AIM-120 AMRAAM
4 AIM-132 ASRAAM
4 IRIS-T
aria superficie:
AGM-45 Shrike
AGM-65 Maverick
AGM-88 HARM
SLAM-ER
AGM-154 JSOW
Taurus KEPD 350
antinave:
AGM-84 Harpoon
Piloni 4 sub-alari
3 sotto la fusoliera
2 estremità alari
Altro LITENING
ATFLIR
ECM
Chaff e Flare
serbatoi supplementari
Note dati relativi alla versione:
F/A-18C/D

i dati sono tratti da:
U.S. Navy fact file[2]
Frawley Directory[3]
Great Book of Modern Warplanes[4]

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L'F/A-18 Hornet (in italiano calabrone) è un cacciabombardiere di costruzione americana. Costruito dalla McDonnell Douglas a seguito di una richiesta della US Navy, è uno degli aerei più versatili attualmente in servizio: infatti è stato appositamente progettato per coprire il ruolo di aereo da caccia, da attacco al suolo, da supporto aereo ravvicinato, da bombardamento tattico, ricognizione e controllo aereo avanzato. Grazie alla capacità di coprire tutti questi ruoli, è un ottimo aereo imbarcato; il suo grande difetto (originario) però è lo scarso raggio d'azione, problema corretto nella nuova versione F/A-18E.
Il progetto è ora seguito dalla Boeing, dopo che essa ha acquisito la McDonnell Douglas nel 1997.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Le origini dell'Hornet risalgono agli anni settanta. La US Navy contava di acquistare la versione navalizzata del nuovo LWF (Light Weight Fighter) come aereo complementare all'F-14 Tomcat e come sostituto dei vecchi F-4 Phantom e A-7 Corsair II. Quando il concorso per il LWF fu vinto dal F-16, la Marina degli Stati Uniti d'America preferì prendere in considerazione il perdente Northrop YF-17. Tuttavia questa scelta comportò dei problemi: il prototipo era troppo piccolo pur essendo bimotore (si riteneva che gli aerei imbarcati dovessero avere due motori per maggiore sicurezza) e la Northrop non aveva abbastanza esperienza nella costruzione di aerei imbarcati. La Northrop quindi si alleò con la McDonnell Douglas, che godeva di maggiore prestigio nella costruzione di aerei per la marina (come l'F-4), e sviluppò due prototipi diversi: l'F-18 da caccia e l'A-18 da attacco. In seguito a problemi logistici, i due progetti furono fusi in un unico aeroplano, che prese la denominazione di F/A-18.

Il primo volo avvenne il 18 novembre 1978 e il primo aereo di serie fu consegnato nel maggio 1980. Nel 1987 volò la versione migliorata F/A-18C (e F/A-18D nella versione biposto): disponeva di radar e avionica aggiornati e poteva portare nuovi missili come l'AIM-120 Amraam, l'AGM-65 Maverick e l'AGM-84 Harpoon. Montava inoltre i nuovi seggiolini eiettabili della Martin-Baker e un sistema di protezione da attacchi elettronici. I modelli consegnati dal 1989 montavano nuovi sistemi per l'attacco notturno (come il sistema di navigazione termico Hughes AN/AAR-50, il sistema FLIR Loral AN/AAS-38 Nite Hawk e occhiali per la visione notturna), nuovi schermi multifunzione MFD e una mappa mobile a colori.

Prestazioni e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'F/A-18 è un aereo bimotore estremamente agile: questo perché dispone di un'ottima spinta, del sistema di volo digitale fly-by-wire e del LERX (Leading Edge Root Extensions). Il LERX è l'estensione del bordo di attacco dell'ala ed è in grado di generare, durante le manovre ad alto angolo d'attacco, potenti vortici d'aria che ritardano o eliminano il distaccamento del flusso aerodinamico sul dorso alare che causa lo stallo. Anche le derive di coda sono realizzate per diminuire al massimo le turbolenze, garantendo la manovrabilità del velivolo anche con forti angoli d'attacco; inoltre sono progettate per sopportare danni in combattimento, in modo che l'Hornet possa tornare alla base anche con una sola di esse funzionante. Nonostante sia un efficace caccia, non raggiunge elevate velocità (massimo mach 1,8) a causa del tipo di prese alari; a velocità inferiori è però in grado di superare in virata quasi tutti gli aerei americani. Il carrello è estremamente robusto per sopportare gli appontaggi, le ali sono ripiegabili per risparmiare spazio sul ponte di volo e l'abitacolo è dotato di schermi polifunzionali MFD e di un avanzato HUD (Head-Up Display). La sua radar cross section è pari a 1 metro quadrato.

L'Hornet può svolgere diversi compiti all'interno di una stessa missione: può essere armato per gli attacchi a terra e, una volta sganciate le armi, può svolgere missioni da caccia con il suo armamento aria-aria. Questo perché all'interno dell'abitacolo è presente un bottone che permette di cambiare rapidamente la modalità di utilizzo del radar: da aria-terra ad aria-aria. L'Hornet è molto popolare tra i piloti proprio perché questa caratteristica lo rende in grado di difendersi da solo, anche quando la sua missione primaria non è la caccia.

Durante la fase di progettazione è stata data molta importanza alla manutenzione: richiede la metà del tempo necessario per gli altri aerei della marina e le probabilità di rottura di un componente è tre volte inferiore. Ad esempio il motore può essere facilmente smontato perché è fissato alla fusoliera in soli tre punti, mentre su altri aerei è necessario addirittura smontare la coda.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

A e C versioni monoposto;
B e D versioni biposto;
A e B versioni prodotte dal 1980;
C e D versioni prodotte dal 1987.

Elenco versioni:[1]
  • YF-17 - 2 - prototipi/dimostratori Northrop
subtotale: 2
  • F/A-18A - 9 - prototipi
  • F/A-18A - 370 - USN-USMC
  • F/A-18A - 98 - Canada come "CF-18A" o "CF-188A"
  • F/A-18A - 57 - Australia come "AF-18A"
  • F/A-18A - 60 - Spagna e 24 ex-USN "F/A-18A"; come "EF-18A" o "C.15"
subtotale: 594
  • F/A-18B - 2 - prototipi
  • F/A-18B - 40 - USN-USMC
  • F/A-18B - 40 - Canada come "CF-18B" o "CF-188B"
  • F/A-18B - 18 - Australia come "ATF-18A"
  • F/A-18B - 12 - Spagna come "EF-18B" o "CE.15"
subtotale: 112
subtotale: 581
subtotale: 192
TOTALE: 1.479 (non conteggiati i due dimostratori "YF-17")

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

F/A-18 Hornet svizzero

Le grandi caratteristiche dell'Hornet ebbero anche un grande riscontro di mercato. I paesi che lo utilizzano sono:

Gli F-18 sono anche utilizzati dalla pattuglia acrobatica della US Navy Blue Angels.

In missione[modifica | modifica sorgente]

Gli F/A-18 Hornet della pattuglia acrobatica Blue Angels in formazione a diamante
Un F-18C delle forze aeree finlandesi al RIAT 2005
F/A-18 Hornet canadese

I circa 160 velivoli usati dimostrarono una grande efficacia, precisione nei bombardamenti ed in 5 casi riuscirono a rientrare alla base dopo esser stati colpiti da un missile a guida infrarossi. Il loro difetto fu individuato nel raggio d'azione, insufficiente per la maggior parte delle missioni. Nella prima notte di guerra, il 17-1-1991, il primo velivolo alleato ad essere abbattuto è stato un F/A-18C della Marina americana in missione SEAD con 2 missili AGM-88 HARM antiradar a bordo, il cui pilota, tenente comandante Michael Scott Speicher, inizialmente considerato il primo caduto della coalizione, è anche l'unico soldato alleato rimasto disperso in azione dopo la fine della guerra. Per diversi anni la verità sull'abbattimento è stata nascosta, mettendola in lista con le altre attribuite ad un generico SAM a guida radar, poi identificato come SA-6 o SA-3. Trattandosi di un grosso SAM a guida radar veniva detto che il caccia era stato polverizzato in cielo, il pilota ucciso istantaneamente. La verità è che l'abbattimento restava un mistero visto che nella zona dove l'F/A-18C è stato colpito non era segnalata nessuna attività missilistica antiaerea irachena, né dagli aerei AWACS né da altri equipaggi. Subito dopo la fine della guerra una squadra di ricerca americana arrivata sul posto individuò il relitto ancora ragionevolmente integro e riconoscibile, tranne il cockpit che era stato rimosso. Il vantaggio di nascondere la perdita causata in combattimento aria-aria (per la prima volta per gli americani dai tempi del Vietnam) dell'F/A-18 è chiara: vantaggi di mercato e interesse nel mantenere intorno ai caccia occidentali moderni l'alone di invincibilità aria-aria (la stessa ragione per cui si è nascosto per anni l'uso, e le perdite aria-aria, degli F-14 iraniani nella guerra tra Iran e Iraq).

Uno scontro degno di nota avvenne il primo giorno di combattimento dell'Operazione Desert Storm, quando due Hornet americani ottennero altrettante vittorie aeree contro aerei iracheni, inizialmente considerati MiG-29 e poi identificati correttamente come MiG-21. Il tenente Nick Mongilio e il comandante (ora ammiraglio) Mark Fox, decollati dalla portaerei USS Saratoga (CV-60) per bombardare un aeroporto nell'Iraq sudoccidentale, con a bordo ciascuno quattro bombe da 2000 libbre, furono informati da un AWACS Grumman E-2C dell'approssimarsi dei MiG-21. Gli Hornets li abbatterono senza dover sganciare il carico, e terminato il combattimento, portarono a termine regolarmente la missione di attacco e fecero ritorno sulla Saratoga. Mongilio e Fox divennero così i primi piloti ad eseguire un combattimento aria-aria e quindi a portare a termine la loro originale missione aria-suolo.[5][6]

A differenza dei più celebrati F-14, F-15 e F-16, l'F/A-18 non è molto amato dal pubblico del mondo dell'aviazione: nelle guerre a cui ha partecipato ha sempre svolto il ruolo di "trasporto bombe" e ha al suo attivo un modesto scambio aria-aria di 2:1 che sicuramente non gli rende giustizia, ma che difficilmente sarà modificato negli anni a venire vista la mancanza di nemici con un'Aviazione militare. Da poco tempo nell' F/A-18 è stato inserito uno strumento che permette all'aereo di livellare le ali nel momento in cui il pilota starebbe per andare in G-LOC per l' eccesso di carico G subito o per l' eccessiva velocità.

L'F/A-18 Hornet nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito letterario, il libro Fortezze dei mari di Tom Clancy contiene delle monografie dei principali aviogetti imbarcati dell'Us Navy.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Greg Goebel, [2.0] McDonnell Douglas F/A-18A/B & F/A-18C/D in AirVectors, http://www.airvectors.net, 1º maggio 2010. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  2. ^ F/A-18 Hornet strike fighter fact file. US Navy, 26 May 2009.
  3. ^ Frawley, Gerald. "Boeing F/A-18 Hornet". The International Directory of Military Aircraft, 2002/2003. Aerospace Publications, 2002. ISBN 1-875671-55-2.
  4. ^ Spick, Mike, ed. "F/A-18 Hornet". Great Book of Modern Warplanes. Osceola, WI: MBI Publishing, 2000. ISBN 0-7603-0893-4.
  5. ^ Pagina "Milestones" del sito della Boeing
  6. ^ Pagina sull'F/A-18 della FAS - Federation of American Scientists

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]