Martin 167 Maryland

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Martin Maryland
Una coppia di Martin Maryland della RAF in Nord Africa
Una coppia di Martin Maryland della RAF in Nord Africa
Descrizione
Tipo bombardiere
aereo da ricognizione
aereo da pattugliamento marittimo
aereo da traino bersagli
Equipaggio 3
Progettista James S. McDonnell
Costruttore Stati Uniti Martin
Data primo volo 14 marzo 1939 [1]
Data entrata in servizio 1940
Data ritiro dal servizio 1945
Utilizzatore principale Francia ALA
Altri utilizzatori Regno Unito RAF
Esemplari 450 [2]
Altre varianti Martin 187 Baltimore
Dimensioni e pesi
Lunghezza 14,22 m (46 ft 8 in)
Apertura alare 18,69 m (61 ft 4 in)
Altezza 4,55 m (14 ft 11 in)
Superficie alare 50,03 (538,5 ft²)
Peso a vuoto 5 086 kg (11 213 lb)
Peso max al decollo 7 625 kg (16 810 lb)
Propulsione
Motore 2 radiali Pratt & Whitney R-1830-S3C4-G
Potenza 1 200 hp (895 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max 447 km/h a 3 597 m (11 800 ft)
Autonomia 1 947 km (1 210 mi))
Tangenza 7 925 m (26 000 ft)
Armamento
Mitragliatrici 4 Browning M1919 calibro 7,7 mm alari
una Vickers K calibro 7,7 mm in posizione dorsale
una Vickers K calibro 7,7 mm in posizione ventrale
Bombe fino a 2 000 lb (907 kg)
Note dati riferiti alla versione Mk.I

i dati sono estratti da Fleet Air Arm Archive[3] integrati dove presente

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Il Martin 167 Maryland era un bombardiere bimotore ad ala bassa prodotto dall'azienda aeronautica statunitense Glenn L. Martin Company nella prima parte degli anni quaranta.

Designato originariamente A-22 negli Stati Uniti, venne sviluppato su richiesta della francese Armée de l'air e venne successivamente impiegato, principalmente dalla Royal Air Force assieme ad altre forze aeree alleate, nel teatro europeo durante la seconda guerra mondiale.

Dal Maryland verrà successivamente sviluppato il Martin 187 Baltimore.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 1938 la United States Army Air Corps emise una specifica (Circular Proposal Number 38-385) per la fornitura di un nuovo bombardiere; tra le caratteristiche richieste il velivolo avrebbe dovuto raggiungere i 200 mph (320 km/h) trasportando 1 200 lb (545 kg) di materiale bellico raggiungendo un'autonomia di 1 200 mi (1 900 km). Alla richiesta risposero numerose aziende aeronautiche statunitensi; la Bell, la Douglas Aircraft che propose il suo XA-20, la Martin, la North American Aviation che presentò il B-25 e la Stearman Aircraft Corporation con l'XA-21.

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Il progetto, sviluppato con la designazione aziendale di Model 167, venne affidato all'ingegnere James S. McDonnell che disegnò un velivolo bimotore ad ala bassa in grado di poter svolgere sia missioni di bombardamento in volo livellato che missioni di attacco al suolo dove era richiesta una maggiore precisione.[3] Il prototipo venne portato in volo per la prima volta il 14 marzo 1939 [1] e fornito all'US Army assunse la designazione ufficiale di XA-22. Al termine delle valutazioni comparative, benché al 167 venne riconosciuto buone capacità, l'USAAC dichiarò vincitore l'XA-20, prototipo dell'A-20 Havoc/Boston. La bontà del progetto venne comunque ricompensata dal governo statunitense con un premio di consolazione di $ 505 390[3] e da una successiva commissione che avviarono sia la proposta della Martin che quella della North American alla produzione in serie.

Il Model 167 riscosse infatti l'interesse del governo francese che in quel periodo cercava una soluzione per rinnovare il proprio parco velivoli, fino ad allora basato su modelli di produzione nazionale e, a causa della loro tecnologia, oramai considerati obsoleti. Soddisfatti delle prestazioni offerte dal modello la Francia emise un ordine per 115[4] esemplari ancor prima che il prototipo compisse il suo primo volo[4] e che vennero immediatamente avviati alla produzione in serie. Il modello definitivo, che assunse la designazione 167F, volò il 7 agosto successivo.[5] La spedizione del primo lotto di 115 esemplari era prevista in soli quattro mesi ma non poté essere inviata che il 2 settembre successivo, il giorno prima della dichiarazione di guerra di Francia e Regno Unito nei confronti della Germania nazista, conseguenza della campagna di Polonia che diede formalmente l'avvio al secondo conflitto mondiale. Questo determinò un embargo nell'esportazione di armamenti da parte del governo statunitense che, inizialmente, aveva deciso una posizione non interventista, situazione sbloccatasi nei due mesi successivi. I 93 esemplari inizialmente requisiti vennero quindi spediti dal Canada il novembre successivo.[3] Nel frattempo venne effettuato da parte francese un nuovo ordine per altri 100 velivoli[4].

L'ordine venne quindi completamente evaso e i 215 esemplari, designati Martin 167F dalla ditta produttrice e Martin 167A-3 dall'aviazione francese[4], iniziarono ad essere assegnati ai reparti francesi dall'aprile 1940 ma la campagna di Francia non avrebbe permesso agli equipaggi francesi di essere pienamente operativi prima della sua conclusione nel maggio successivo.[3] Prima dell'armistizio furono consegnati alla Francia solo 140 velivoli[4], e i restanti 75 dell'ordine francese furono dirottati al Regno Unito, che aveva effettuato parallelamente un altro ordine da 75 velivoli[4]. I 150 Maryland britannici vennero designati Maryland Mk I, e a questi si aggiunsero successivamente altri 150 Maryland Mk II equipaggiati con motori Pratt & Whitney R-1830-S3C4-G da 1 217 CV con compressori doppio stadio, anziché gli R-1830-SC3G da 1 065 CV con compressori monostadio[4].

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

I primi esemplari arrivati in Francia vennero assegnati alle escadrille GB I/62 ed I/63 dell'Armée de l'air.[5]

Al 10 agosto 1940 l'Armée de l'air de Vichy poteva contare su 263 esemplari così distribuiti; 205 in Nord Africa, di cui 26 non operativi (dato del 25 giugno), 11 evacuati da Métropole tra il 25 giugno ed il 5 agosto, 13 in Siria più 65 consegnati ed assemblati tra il 25 giugno e 10 agosto. 27 di questi aerei sono andati perduti prima del 10 agosto. Dei 263 totali, 50 vennero assegnati all'Aéronavale.[6]

I primi Maryland britannici furono destinati nel settembre 1940 alla 431ª Flight (69° Squadron) di stanza a Malta, e poi al 39° e 223° Squadron in Libia. Circa 70 Maryland britannici furono poi girati alla South African Air Force[4].

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Il Martin XA-22, fotografato il 13 aprile 1939.
XA-22
prototipo, equipaggiato con una coppia di motori radiali Pratt & Whitney R-1830-37 da 900 hp e realizzato in un solo esemplare.[7]
167F
versione di produzione in serie destinata alla Francia, ridesignata localmente 167-A3, equipaggiata con strumentazione in sistema metrico e motorizzata con una coppia di radiali R-1830-SC3G da 1 050 hp. Realizzata in tre lotti, i primi due di 215 esemplari complessivi più un terzo da 95.[7]
Maryland Mk.I
ridesignazione del 167F destinato alla RAF, realizzato in 62 esemplari nuovi più 22 esemplari francesi.
Maryland Mk.II
sviluppo dell'Mk.I equipaggiato con una coppia di radiali R-1830-S3C4-G da 1 050 hp, realizzato in 150 esemplari.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
Francia di Vichy Francia di Vichy
Sudafrica Sudafrica
Regno Unito Regno Unito

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica sorgente]

Non si conosce l'esistenza di alcun esemplare completo sopravvissuto, anche se esistono parti di velivoli recuperati ed esposti al pubblico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Martin 167 Maryland in Virtual Aircraft Museum.
  2. ^ Martin Maryland (A-22) in Military Factory.
  3. ^ a b c d e Martin A-22 Maryland (model 167) in Fleet Air Arm Archive 1939-1945.
  4. ^ a b c d e f g h A.A. V.V, L'Aviazione - grande enciclopedia illustrata, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1985, pag.75 - Vol. X.
  5. ^ a b Martin 167 Maryland in Bombardieri della seconda guerra mondiale, pagg.98-99.
  6. ^ 40-8-1 - L'Armée de l'Air au 10 août 1940
  7. ^ a b (EN) Martin Aircraft Specifications (PDF) in The Glenn L. Martin Maryland Aviation Museum, http://www.marylandaviationmuseum.org/index.html. URL consultato il 31 mar 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Bishop, Chris. The Encyclopedia Of 20th Century Air Warfare. London: Amber Books Ltd, 2004. ISBN 1-904687-26-1.
  • (EN) Cuny, Jean. "Glenn Martin 167 in French service". Journal of American Aviation Historical Society Spring 1965, Volume 10 N°1.
  • Guston, Bill. Bombardieri della seconda guerra mondiale. Gruppo Editoriale Fabbri, Milano, 1981.
  • (EN) Mondey, David. American Aircraft of World War II (Hamlyn Concise Guide). London: Bounty Books, 2006. ISBN 978-0-7537-1461-4.
  • (EN) Munson, Kenneth. Fighters and Bombers of World War II: 1939-45. London: Blandford Press Ltd, 1969. ISBN 0-9637110-4-0.
  • (EN) Shores, Christopher F. "Martin Maryland and Baltimore variants". Aircraft in Profile, Volume 11. Windsor, Berkshire, UK: Profile Publications Ltd., 1972, p 217-241.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Video[modifica | modifica sorgente]