Bell P-63 Kingcobra
| Bell P-63 Kingcobra | |
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Il P-63 in volo
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| Descrizione | |
| Tipo | aereo da caccia cacciabombardiere |
| Equipaggio | 1 |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 7 dicembre 1942 |
| Data entrata in servizio | ottobre 1943 |
| Utilizzatore principale | |
| Esemplari | 3 303 |
| Sviluppato dal | Bell P-39 Airacobra |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 9,96 m (32 ft 8 in) |
| Apertura alare | 11,68 m (38 ft 4 in) |
| Altezza | 3,84 m (12 ft 7 in) |
| Superficie alare | 23,04 m² (248 ft²) |
| Carico alare | 173,91 kg/m² (35,48 lb/ft²) |
| Peso a vuoto | 3 084 kg (6 800 lb) |
| Peso carico | 3 992 kg (8 800 lb) |
| Peso max al decollo | 4 853 kg (10 700 lb) |
| Propulsione | |
| Motore | un Allison V-1710-117 |
| Potenza | -1 800 hp (1 340 kW) |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 660 km/h (410 mph) a 7 620 m (25 000 ft) |
| Velocità di salita | 12,7 m/s (2 500 ft/min) |
| Autonomia | 3 540 km km (2 200 mi)> |
| Raggio di azione | 725 km (450 mi) (in combattimento) |
| Tangenza | 13 100 m (43 000 ft) |
| Armamento | |
| Mitragliatrici | 4 M2 Browning calibro 0.50 in (12,7 mm) |
| Cannoni | un M4 calibro 37 mm |
| Bombe | 680 kg (1 500 lb) |
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dati estratti da Jane's Fighting Aircraft of World War II[1] |
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Il Bell P-63 Kingcobra era un caccia monomotore ad ala bassa prodotto dall'azienda statunitense Bell Aircraft Corporation negli anni quaranta ed utilizzato durante la seconda guerra mondiale. Fu sviluppato dal precedente P-39 Airacobra, nel tentativo di correggere i difetti di quell’aereo. Ma l’United States Army Air Forces non lo valutò mai adatto al combattimento, relegandolo al ruolo di traino per bersagli. [2] Di conseguenza, quasi due terzi della produzione venne assegnata all’Unione Sovietica e circa 300 esemplari alle unità della Francia Libera. [2] Gli venne inizialmente assegnata la designazione provvisoria XP-39E, ma la quantità di modifiche apportate convinsero le autorità militari a considerarlo un nuovo modello assegnandogli una denominazione propria.
Indice |
Storia [modifica]
Sviluppo [modifica]
Conclusioni [modifica]
Si trattò di un velivolo potente e prodotto in un numero elevato, ma pare che vari problemi di messa a punto, se non anche di stabilità in volo (come testimoniato dal continuo aumentare delle superfici caudali), e la concorrenza di velivoli già in fase di affermazione netta (come il P-38, P-47 e P-51), distrussero le speranze della Bell di recuperare il prestigio perduto a causa del quasi fallimento della macchina precedente. Alcuni collaudatori si erano espressi favorevolmente su di questo modello, ma ormai le decisioni sul futuro dei caccia statunitensi erano state prese.
In totale furono prodotti 3.303 esemplari.
Impiego operativo [modifica]
Il P-63 aveva potenzialità molto elevate, malgrado la struttura probabilmente inadeguata per il duello aereo, a causa dei mai risolti problemi di baricentro. Negli Stati Uniti non trovò nessun impiego di prima linea, ricoprendo il ruolo di addestratore avanzato e limitati compiti di difesa aerea continentale.
Venne invece largamente impiegato dalle nazioni alleate tra cui la Francia, che ne ricevette 300 a partire dal settembre 1943 e li impiegò in oriente, e in particolare nella Guerra d'Indocina, fino alla fine del decennio.
L'URSS ne ricevette invece migliaia,[3] ottenendo la gran parte di quelli costruiti ed impiegandoli come cacciabombardieri fin oltre la fine della guerra. Sono giunte scarse informazioni sul loro impiego operativo.
Descrizione tecnica [modifica]
L'aereo era quello che il suo predecessore avrebbe potuto essere se sviluppato al meglio delle sue possibilità, in particolare per il turbocompressore affidabile ora finalmente disponibile. La differenza era anche costituita da un'ala a profilo laminare e un motore Allison V-1710 da 1.300-1.500 CV a seconda dei modelli, abbinato ad un'elica quadripala per sfruttare al meglio la potenza erogata.
La struttura, pesante ma avanzata dal punto di vista sia costruttivo che aerodinamico, era analoga al modello precedente per la fusoliera, ma introduceva per le ali estremità tronche e soprattutto profili laminari, capaci di ridurre la resistenza aerodinamica in misura considerevole.
Questo velivolo era la risposta della Bell al North American P-51 Mustang. Ottimizzato come cacciabombardiere multiruolo, aveva un armamento di 4 mitragliatrici calibro 12,7 mm e un cannone da 37 mm di nuovo modello, mentre le bombe aumentavano da una a tre.
Le corazze protettive, già abbondanti, vennero ancora aumentate fino ad essere addirittura fondamentali per i modelli bersaglio-volante.
Con una velocità di ben 580 km/h a bassa quota era un ottimo velivolo d'attacco, che tuttavia rimaneva valido anche a 7.600 metri, dove raggiungeva i 660 km/h e poteva salire ben oltre gli 11.000 grazie al turbocompressore; questo nonostante un peso elevatissimo, che ammontava a quasi 4.860 kg a pieno carico. L'autonomia a 608 km/h raggiungeva i 627 km, ma come massimo poteva superare i 3.300 (grazie ai serbatoi ausiliari), mentre con una bomba da 230 kg era di 730 km.
Versioni [modifica]
- XP-63: due prototipi andati entrambi perduti nei collaudi; primo volo nel dicembre 1942.
- XP-63A : modello modificato per la produzione in serie.
- P-63A: modello basico; 1.725 esemplari prodotti.
- P-63C: versione con corazze aggiuntive, pinna stabilizzatrice ventrale e motore da 1.500 CV V-1710-117; 1.225 esemplari prodotti.
- P-63D: tettuccio a "goccia" e motore migliorato; unico esemplare.
- P-63E: 13 macchine prodotte con tettuccio normale, 2.930 esemplari ordinati in un primo momento ma in seguito cancellati.
- P-63F: ultimo modello prodotto; deriva verticale ancora ridisegnata e alcuni miglioramenti. Solo 2 esemplari prodotti.
- RP-63A/B/C: versioni bersaglio per l'addestramento dei mitraglieri dei bombardieri: impiegando proiettili frangibili in gomma, aprivano il fuoco contro queste macchine dotate di corazze aggiuntive per il pilota e il motore, per un peso di oltre 1 tonnellata, oltre a sensori che rilevavano i colpi a bordo e segnalavano con una luce ai mitraglieri quando erano colpiti dal loro fuoco. Questo addestramento aumentò la preparazione degli equipaggi che in tal modo arrivavano nel teatro operativo già allenati in maniera realistica a respingere gli attacchi dei caccia. Furono prodotti 242 esemplari delle tre versioni, alcuni dei quali in seguito usati anche come velivoli-bersaglio teleguidati per prove distruttive.
- P-63 racer: due macchine modificate nel dopoguerra per le corse da primato e la conquista di record. Quasi a sottolineare la difficoltà di padroneggiare questo tipo di velivolo, entrambe andarono perdute uccidendo i piloti.[4][5]
- P-63 UTI: sviluppo biposto da addestramento avanzato realizzato in Unione Sovietica.
Utilizzatori [modifica]
- operò con alcuni esemplari nel secondo dopoguerra.
Regno Unito
- operò con solo due esemplari
Stati Uniti
Note [modifica]
- ^ Jane 1946, p. 207.
- ^ a b Angelucci and Matricardi 1978, p. 100.
- ^ Hardesty 1991, p. 253.
- ^ Johnsen 1998, p. 67.
- ^ Johnsen 1998, p. 94.
Bibliografia [modifica]
- (EN) Angelucci, Enzo and Paolo Matricardi. World Aircraft: World War II, Volume II (Sampson Low Guides). Maidenhead, UK: Sampson Low, 1978. ISBN 0-562-00096-8.
- (EN) Bridgman, Leonard, ed. “The Bell Kingcobra.” Jane’s Fighting Aircraft of World War II. London: Studio, 1946, p. 207. ISBN 1-85170-493-0.
- (EN) Dean, Francis H. America's Hundred Thousand. Atglen, PA: Schiffer Publishing Ltd., 1997. ISBN 0-7643-0072-5.
- (EN) Dorr, Robert F. "Bell Cobra Variants: P-39 Airacobra and P-63 Kingcobra" Wings of Fame, Vol 10, 1998.
- (EN) Green, William. War Planes of the Second World War, Volume Four: Fighters. London: MacDonald & Co.(Publishers) Ltd., 1961 (sixth impression 1969). ISBN 0-356-01448-7.
- (EN) Green, William and Gordon Swanborough. WW2 Aircraft Fact Files: US Army Air Force Fighters, Part 1. London: Macdonald and Jane's Publishers Ltd., 1977. ISBN 0-356-08218-0.
- (EN) Hardesty, Von. Red Phoenix: The Rise of Soviet Air Power 1941-1945. Washington, D.C.: Smithsonian Institution 1991, 1982 ISBN 0-87474-510-1.
- (EN) Hickman, Ivan. Operation Pinball: The USAAF's Secret Aerial Gunnery Program in WWII. St. Paul, Minnesota: Motorbooks International, 1990. ISBN 0-97938-472-7.
- (EN) Jane, Fred T. “The Bell Kingcobra.” Jane’s Fighting Aircraft of World War II. London: Studio, 1946. ISBN 1-85170-493-0.
- (EN) Johnsen, Frederick A. Bell P-39/P-63 Airacobra & Kingcobra. St. Paul, Minnesota: Voyageur Press, ISBN 1-58007-010-8.
- (EN) Long, Everett A. and Ivan Y. Neganblya. Cobras over the Tundra (bilingual Russian/English). Reno, Nevada: Arktika, 2nd edition 2001, 1992. ISBN 0-9634578-1-0.
- (EN) Pelletier, Alain J. "French 'Kings' - Bell P-63 Kingcobras in Indochina" Air Enthusiast, No 72, 1997.
- (EN) Tomalik, Jacek. Bell P-39 Airacobra Cz.1, Monografie Lotnicze 58 (in Polish). Gdańsk, Poland: AJ-Press, 1999. ISBN 83-7237-032-X.
- (PL) Tomalik, Jacek. Bell P-63 Kingcobra, XFL-1 Airabonita, P-39 Airacobra Cz.2, Monografie Lotnicze 59. Gdańsk, Poland: AJ-Press, 2001. ISBN 83-7237-034-6.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
- Maksim Starostin. (EN) Bell P-63 Kingcobra; 1942 in Virtual Aircraft Museum. http://www.aviastar.org/index2.html. URL consultato in data 8 marzo 2010.
- (RU) Bell P-63 Kingcobra in Уголок неба. http://www.airwar.ru. URL consultato in data 8 marzo 2010.
- (RU) Веll, ЦНЭБ ВВС УТИ Р-63 in Уголок неба. http://www.airwar.ru. URL consultato in data 21 dicembre 2011.