Curtiss SB2C Helldiver

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Curtiss SB2C
La massiccia e possente sagoma dell'Helldiver era inficiata dalla coda troppo corta per essere capace di controllarlo al meglio, da qui il nome "the beast"
La massiccia e possente sagoma dell'Helldiver era inficiata dalla coda troppo corta per essere capace di controllarlo al meglio, da qui il nome "the beast"
Descrizione
Tipo Bombardiere navale in picchiata e aereo da ricognizione
Equipaggio 2
Costruttore Curtiss
Fairchild Aircraft Ltd.
Canadian Car & Foundry
Data ordine 1939
Data primo volo Dicembre 1940
Data entrata in servizio 1942
Utilizzatore principale Stati Uniti d'America
Altri utilizzatori Armée de l'air
Kongthap Akat Thai
Esemplari 7 140
Altre varianti Curtiss SB2C 3
Curtiss SB2C 4
Curtiss SB2C 4E
Curtiss SB2C 5<Curtiss SB2C 6
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 11,18 m 36 ft 8 in)
Apertura alare 15,16 m (49 ft 8,5 in)
Altezza 4,01 m (13 ft 2 in)
Superficie alare 39,21 (422 ft²)
Peso a vuoto 4701 kg (10,363 lb)
Peso max al decollo 6838 kg (15,076 lb)
Propulsione
Motore un Wright R-2600-8 Double Cyclone a 14 cilindri stellari raffreddato ad aria
Potenza 1700 hp al decollo
1450 hp 2377 m (7800 ft)
Prestazioni
Velocità max 452 km/h (281 mph)
Autonomia 1 786 km (1100 mi)
Armamento
Mitragliatrici 4 Browning calibro 0.50 (12,7 mm) nelle ali
2 Browning brandeggiabili da calibro 0.30 (7,7 mm) nella parte posteriore dell'abitacolo
Bombe fino a 454 kg (1000 lb)
Note dati riferiti alla versione SB2C 1

[1]

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Il Curtiss SBC Helldiver era un monoplano bombardiere biposto da picchiata statunitense imbarcato sulle portaerei. Prodotto negli anni quaranta ed impiegato contro i giapponesi, nella guerra del Pacifico, aveva un potente motore a doppia stella da 1.700 hp, grandi ali ripiegabili e una stiva interna per le bombe.[2] L'aereo venne ordinato in grandi quantità prima ancora dei voli di prova.[3] Ma ben presto si rivelò un velivolo così scadente da guadagnarsi, da parte dei piloti, il soprannome di “Bestia”. [4] Le Forze Armate degli Stati Uniti richiesero oltre 880 modifiche da apportare al progetto originale.[2] Qualche esemplare venne assegnato alla Royal Navy Fleet Air Army, ma non entrò mai in azione. Era detestato sia dai piloti, sia dagli equipaggi delle portaerei. [4] Nonostante i suoi vistosi difetti, fu impiegato nella Guerra del Pacifico, ottenendo – grazie all’addestramento degli equipaggi – anche buoni risultati.[4] Pur avendo frustrato le aspettative di molti[3], l'Helldiver venne costruito in un grandissimo numero di esemplari - oltre 7.200 - restando in servizio ben oltre il conflitto mondiale, fino agli anni cinquanta.[5] Ma la Commissione Truman indagò sul “Caso Helldiver” stilando una dura relazione e segnando – verosimilmente – l’inizio della fine della Curtiss. [4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La specifica (RFP, Request for Proposal) per un aereo che sostituisse il Douglas SBD Dauntless venne emessa nel maggio 1939, quando quest'ultimo stava appena entrando in servizio, forse perché la velocità del nuovo aereo era troppo bassa per la minaccia prevedibile da affrontare.

Rendendosi conto che i giorni dei biplani per portaerei erano contati, la Marina ordinò i prototipi di due nuovi monoplani da impiegare nel bombardamento in picchiata: l'SB2A Bucaneer della Brewster e l'SB2C Helldiver della Curtiss. Il disegno dei due aerei era simile, con ali larghe e tozze attaccate a una fusoliera massiccia. Il Bucaneer non si dimostrò un aereo all'altezza delle richieste e i 771 esemplari già costruiti furono adibiti a compiti di addestramento.[6]

Venne dunque scelto il Curtiss Helldiver. Il team guidato da Raymond C. Blaybock propose il Model 77 SBC-4 in versione monoplana, visto che esisteva già una macchina di questo tipo prodotta dalla Curtiss, la cui fusoliera fece da modello. Il nuovo aereo aveva un motore R-2600, come nel caso del Avenger, il nuovo aerosilurante dell'US Navy.

Il bombardiere in picchiata Helldiver era un velivolo imbarcato, e nelle specifiche si richiedeva che un elevatore standard delle portaerei fosse in grado di contenerne due. Visto che la lunghezza massima era di 12,19 m, si dovette scegliere di "compattare" la macchina, con una coda troppo corta rispetto alla fusoliera, il che comportò una scarsa controllabilità per il basso rapporto braccio/aree del gruppo di superfici di coda.

Il 9 febbraio 1941 il prototipo ebbe un incidente non grave, e fu perciò deciso di spostare verso prua il castello motore, allungare il vano portabombe, più altre migliorie. Nondimeno, il 21 dicembre l'aereo andò distrutto in un altro più grave incidente, e il programma dell'Helldiver fu molto rallentato: si cercò di realizzare una torretta difensiva come sull'Avenger, ma la complessiva qualità di lavorazione ed impiantistica lasciava molto a desiderare, tanto che la macchina fu definita come "adatta a lavori agricoli". Il primo esemplare della versione di serie SB2C 1 fu distrutto in un ulteriore incidente, in cui stavolta il pilota morì.

I tempi per portare l'Helldiver in servizio furono seriamente allungati a causa delle 881 modifiche che i progettisti furono costretti ad apportare; le più importanti riguardavano le superfici dei piani di coda, che dovettero essere molto ampliate, il serbatoio del carburante che dovette essere reso più capiente, e l'armamento, che da due mitragliatrici da 0.30 pollici (7,62 mm) installate sulla prua, furono portate a 4 da 0,50 pollici (12,7 mm) inserite nelle ali.[6]

Mentre i gruppi della Marina operavano con il nuovo apparecchio, fu variato nuovamente l'armamento di bordo e le 4 mitragliatrici da 0,50 pollici (12,7 mm) nelle ali furono sostituite da due cannoncini da 20 mm. Rimase inalterato invece il carico offensivo. Il numero degli SB2C 1 costruiti con le quattro mitragliatrici nelle ali fu di 200, mentre gli esemplari dotati di cannoncini furono 778[6] I bollettini tecnici erano molto numerosi e i pannelli di strumentazione erano estremamente poco ergonomici. Nel frattempo, anche l'US Army ordinò l'Helldiver, a cui venne dato il nome 'A-25 A Shrike, in sostituzione dell'A-24 (versione terrestre del Dauntless), simile al modello navale. La produzione per l'Esercito venne avviata a St. Louis. L'aereo era dunque avviato a diventare una macchina di successo, essendo stato scelto dall'esercito e dalla marina: tuttavia questo non sarebbe stato sufficiente per decretarne il trionfo.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Due Curtiss SB2C Helldiver in volo nel 1943

L'Helldiver era un monoplano monomotore ad ala media bilongherone da due posti; era un bombardiere in picchiata e da attacco, con carrello d'atterraggio retrattile e carrello a doppio movimento per la retrazione entro le ali. Le superfici di controllo erano ancora intelate inferiormente, mentre erano rivestite in metallo superiormente.

La massa dell'aereo era difficile da tenere sotto controllo, e così vennero installate alette di compensazione di vario tipo. Esistevano ipersostentatori sul bordo d'uscita (flaps) ma anche i più recenti tipi sul bordo d'entrata (slats). Gli aerofreni, necessari per non accelerare troppo nelle picchiate, erano molto estesi e forati in maniera molto accentuata. Il meccanismo di ripiegamento delle ali era posto all'esterno del carrello ad ampia carreggiata.

L'abitacolo era in tandem, con il pilota che disponeva di corazzature protettive e di un tettuccio che, nelle varie versioni, venne pesantemente modificato con la rimozione dei montanti laterali nell'ultima serie. Il mitragliere/navigatore era sistemato assai lontano dal pilota e avevano sia un interfono che un tunnel con un sistema per passare messaggi scritti.

Motore[modifica | modifica wikitesto]

Il motore era un Pratt & Whitney R-2800 da 1700 cavalli, con elica tripala metallica a passo variabile; dalla versione SB2C-2 venne installato un tipo potenziato, l'R-2800-20 da 1900 CV con elica quadripala.

L'impianto carburante era costituito da un serbatoio di fusoliera da 416 litri più due serbatoi alari da 170 litri l'uno e un altro, centrale, da 398 litri, sistemato sempre nelle ali, ma nella parte interna alla fusoliera.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Il vano portabombe poteva ospitare una bomba da 726 kg o da 454 kg, oppure varie bombe più leggere, generatori di fumo o serbatoi ausiliari da 492 litri. Sotto le ali erano possibili altri carichi, fino a 2 bombe da 454 kg, 8 razzi o 2 serbatoi da 219,5 l. Tra le possibilità esistevano i radar di ricerca APS-4 e le cariche di profondità (anche nella fusoliera) da 295 kg come massimo.

L'armamento di lancio era basato su 4 mitragliatrici SB2C-1 oppure, per i modelli successivi, 2 cannoni da 20 mm. Due mitragliatrici leggere erano disponibili per la postazione posteriore, ad un certo punto sostituite da una sola arma da 12,7 mm; questa però non ebbe il successo sperato e, probabilmente per questioni di manovrabilità dell'impianto, si ritornò alle due da 7,62 mm.

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Una rara immagine operativa dell'Helldiver, in valutazione sulla Yorktown. Lo spazio disponibile per l'equipaggio non era un problema

L'Helldiver, nonostante la sua sagoma fosse massiccia e possente, era un aereo sostanzialmente da perfezionare ed entrò in servizio in maniera stentata, tanto che esso, dopo la prima crociera operativa nel 1943, venne talmente mal giudicato da essere sostituito dal più vecchio Dauntless.

La decadenza della Curtiss, che si dimostrò incapace di rimanere sul mercato dopo una eccellente storia nel campo delle costruzioni aeronautiche, può contribuire a spiegare come mai il velivolo fosse tanto meno di successo rispetto al simile ma molto più efficiente aerosilurante Avenger, macchina di indiscusso successo anche se ben più lenta.

Così l'Helldiver nonostante la sua efficacia teorica in termini di "forza bruta", venne usato con una certa continuità solo a partire dal 1944. Da notare che il più leggero bombardiere giapponese coevo e pari classe dell'Helldiver era lo Yokosuka D4Y "Judy", in grado di raggiungere una velocità effettiva di oltre 100 km/h maggiore, tanto da competere con i caccia imbarcati USA.

In seguito alla fine della guerra, l'Helldiver sparì rapidamente dalla prima linea (come anche la Curtiss dal settore delle costruzioni aeronautiche, dato che praticamente non fu in grado di entrare nell'era dei jet), anche se alcuni esemplari vennero utilizzati dalla Francia e persino dall'Italia, che li ebbe in servizio nell'AMI, ma anche nella Marina, dove per pochi giorni alcune decine di esemplari militarono. Ma gli Helldiver erano stati lasciati in condizioni di stoccaggio malsane, e questo ne diminuiva l'efficienza: così la nascita di un'aviazione navale venne rimandata. L'AMI, in forza di una legge del 1937, requisì gli aerei e li usò per il traino bersagli fino al 1959.

La Francia, invece, li utilizzò attivamente per bombardamenti contro i Viet-Minh in Indocina.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti d'America:

Anno Modello Sigla Esemplari
1940 Model 84 XSB2C-1 1
1942 Model 84 SB2C-1 200
Model 84 A-25A 900
Model 84 SB2C-1C 778
1944 Model 84 SB2C-3 1112
Model 84 SB2C-4 2045
1945 Model 84 SB2C-5 970
Totale 6006


Canada:

Anno Modello Sigla Esemplari
1943 Model 84 SBF-1 50
Model 84 SBF-3 150
Model 84 SBF-4E 100
1943 Model 84 SBW-1 38
1943 Model 84 SBW-1B 28
Model 84 SBW-3 413
Model 84 SBW-4E 270
Model 84 SBW-5 85
Totale 834

Totale generale: 7140

Curtiss SB2C 1 Vedi più sopra, nella sezione "sviluppo"

Curtiss SB2C 3 Messo in produzione nel 1944, aveva un propulsore R 2600-20 stellare, erogante una potenza di 1900 hp ed azionante un'elica quadripala.[6]

Curtiss SB2C 4 - 4E Questa versione era spinta dallo stesso motore del modello SB2C 3, ma ne differiva perché predisposto ad accogliere 8 razzi da 127 mm (5 in) o un ulteriore carico offensivo di 453 kg (1000 lb) agganciati sotto le ali. La versione 4E era stata equipaggiata con un dispositivo per la ricerca radar.[6]

Curtiss SB2C 5 - 6 L'ultimo modello ad essere prodotto in gran numero fu l'SB2C 5, con serbatoi per carburante maggiorati. I primi esemplari di questo tipo vennero consegnati nel 1945. Del tipo successivo furono costruiti solo due apparecchi. Si trattava dell'SB2C 6 che doveva essere equipaggiato con il più potente motore R 2600-28 e che presentava una fusoliera più lunga.[6]

La costruzione dell'Helldiver fu affidata anche a due società costruttrici canadesi: la Fairchild e la Canadian Car and Foundry. 26 apparecchi costruiti da quest'ultima furono consegnati all'arma aerea della Marina che, però, non li impiegò in operazioni belliche.[6]

Esemplari attualmente esistenti[modifica | modifica wikitesto]

Gli esemplari giunti fino a noi sono pochi, e al 2002 c'era un solo esemplare volante, in Texas, appartenente alla Confederate Air Force.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christopher Chant, Aerei della seconda guerra mondiale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1977, p.120
  2. ^ a b Gunston 1984, p. 26.
  3. ^ a b Ethell 1995, p. 220.
  4. ^ a b c d Ethell 1995, p. 221.
  5. ^ Matricardi 2006, p. 273.
  6. ^ a b c d e f g Christopher Chant, Aerei della seconda guerra mondiale, Novara, Istituto Geografico de Agostini, 1977, p.120

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chant, Christopher. Aerei della seconda guerra mondiale, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1977, pp. 120/121
  • Ethell, L. Jeffrey. Aircraft of World War II. Glasgow, HarperCollins Publishers, 1995. ISBN 0-00-470849-0.
  • Gigli-Cervi, Alessandro. Aerei nella Storia, Feb-Mar 2002
  • Gunston, Bill. Gli aerei della 2ª Guerra Mondiale. Milano, Peruzzo editore, 1984. NO ISBN.
  • Matricardi, Paolo. Aerei Militari: Bombardieri e da Trasporto. Milano, Mondadori Electa, 2006. NO ISBN.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]