Chance Vought F4U Corsair

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Chance Vought F4U Corsair
Il F4U-5NL Corsair (Bu. 124692) in volo durante il Geneseo Airshow
Il F4U-5NL Corsair (Bu. 124692) in volo durante il Geneseo Airshow
Descrizione
Tipo aereo da caccia multiruolo imbarcato
Equipaggio 1
Costruttore Stati Uniti Chance Vought
Stati Uniti Goodyear Aircraft
Stati Uniti Brewster Aeronautical
Data primo volo 29 maggio 1940
Data entrata in servizio 28 dicembre 1942
Data ritiro dal servizio 1965
Utilizzatore principale Stati Uniti US Navy
Altri utilizzatori Stati Uniti USMC
Regno Unito Royal Navy
Nuova Zelanda RNZAF
Esemplari 12 571
Altre varianti Goodyear F2G Corsair
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 10,2 m (33 ft 8 in)
Apertura alare 12,5 m (41 ft 0 in)
Altezza 4,50 m (14 ft 9 in)
Superficie alare 29,17 (314 ft²)
Peso a vuoto 4 174 kg (9 205 lb)
Peso carico 6 653 kg (14 669 lb)
Peso max al decollo 6650 kg
Propulsione
Motore un radiale Pratt & Whitney R-2800-18W
Potenza 2 450 hp (1 827 kW)
Prestazioni
Velocità max 720 km/h (446 mph, 388 kn)
Velocità di salita 19,7 m/s (3 870 ft/min)
Autonomia 1 617 km (1 005 mi, 873 nm)
Tangenza 12 649 m (41 500 ft)
Armamento
Mitragliatrici 6 Browning M2 calibro 12,7 mm o
Cannoni 4 AN/M2 calibro 20 mm
Bombe fino a 4 000 lb (1 800 kg) e/o
Missili 8 razzi da 5 in (12,7 cm)
Note dati relativi alla versione F4U-4

i dati sono estratti da Aeroweb[1]

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« Una volta risolti i problemi divenne un aereo straordinario »
(Herbert D. Riley, Ammiraglio della US Navy)

Il Chance Vought F4U Corsair era un caccia statunitense prodotto dalla Chance Vought Corporation (azienda divenuta successivamente della United Aircraft Corporation). Venne impiegato soprattutto nella seconda guerra mondiale e durante la guerra di Corea. Fu il miglior caccia imbarcato su portaerei della seconda guerra mondiale, anche se si dimostrò straordinariamente efficace anche con base a terra ed imbattibile nell' attacco al suolo, per molti aspetti superiore perfino al P-51 Mustang. Nonostante le sue qualità, passò metà della sua carriera operativa su basi a terra, in quanto, inizialmente, la marina americana lo considerava inadatto all'impiego su portaerei. Nondimeno, registrò una quantità di vittorie aeree straordinaria. Soltanto nel teatro del Pacifico, gli F4U rivendicarono l'abbattimento di 2.140 aerei giapponesi, a fronte della perdita di 189 Corsair, un rapporto abbattimenti/perdite mai più eguagliato nella storia.[2] La sua produzione durò per dieci anni, fino al dicembre 1952, facendo del Corsair l'aereo americano rimasto più a lungo in produzione, fino all'apparizione del McDonnell FH Phantom.[3] Ne furono prodotti 12.571 esemplari. E gli ultimi restarono in servizio fino al 1965.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

La moderna struttura del "Corsair" fu progettata da Rex B. Beisel ed i suoi collaboratori, dopo una lenta evoluzione della formula sviluppata dalla Vought durante un periodo di studio a modelli intermedi, di cui l'antenato fu il Northrop N3A, a sua volta derivato da altri modelli sperimentali. Il progetto venne acquistato dalla Vought che ne trasse il V.141, presentato senza successo al concorso per sostituire il Boeing P-26. Dopo il progetto destinato all'esportazione denominato V.143 e acquistato dal governo giapponese, un'ulteriore rielaborazione era costituita dal V.166, con motori potenziati per rispondere al requisito dell'US Navy del 1938 per un nuovo caccia imbarcato. Sconfitto il rivale F5F e l'Aircobra della Bell, il Corsair venne ordinato per la produzione nel giugno 1938, il simulacro in legno venne prodotto l'anno dopo e il prototipo decollò per la prima volta nel maggio 1940. La macchina venne ordinata per la produzione solo un anno dopo, mentre le macchine di serie uscirono effettivamente a partire dal giugno 1942 e furono impiegate nelle squadriglie della U.S.Navy e quelle dell'U.S.Marine Corps; alla fine del 1942, la portaerei "Saratoga", ricevette per prima i "Corsair" sul ponte di volo.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Una formazione di F4U inglesi in volo
Una squadriglia di F4U-1D Corsair di base a Iwo Jima nel 1945

Entro il 1942, l'US Navy ottenne 178 aerei, ma aspettò fino all'aprile 1944 prima di renderli operativi a bordo delle portaerei americane. Il Corsair, quindi, entrò in combattimento prima con i reparti dei Marines basati a terra. Il caccia della Vought ebbe il suo battesimo del fuoco il 13 febbraio 1943, a Guadalcanal.[5] Leggero e aerodinamico, riusciva a superare l'Hellcat in velocità in ogni condizione, era molto superiore al Seafire (anche se non in maneggevolezza a bassa velocità) e poteva contare su di una struttura robusta e adatta all'impiego navale. Contro lo Zero, il Corsair doveva combattere sfruttando le manovre ad alta velocità senza lasciarsi coinvolgere nei duelli manovrati. Il suo carico alare era maggiore di quello dell'Hellcat e dello Zero, pur essendo assai snello e leggero rispetto al primo dei due. Il Corsair venne interdetto inizialmente dal volo sulle pur ampie portaerei USA per lungo tempo, mentre gli inglesi poterono schierarlo sulle loro ben più piccole navi già nel 1943. La Royal Navy ricevette un gran numero di queste macchine, oltre 1.000.

Gli statunitensi lo usarono come aereo destinato a reparti navali basati a terra, ovvero prevalentemente delle squadriglie dei Marines, le quali tra il 1943 e il 1945 si batterono in condizioni durissime contro nemici agguerriti a terra, in mare e in cielo. Il Corsair era uno dei primi cacciabombardieri multiruolo e come tale operò nella fase finale della guerra. Il suo impiego fece nascere leggende come "Pappy" Boyngton, l'asso dei Marines, ex-alcolizzato, comandante del VMF-214 Black Sheeps, poi autore del libro autobiografico Baa Baa Black Sheep" (tradotto in italiano come L'asso della bottiglia). In una battaglia un pilota di Corsair si buttò ripetutamente su di una formazione di Zero dichiarando l'abbattimento di 4 aerei nemici, prima di essere abbattuto anch'esso. I Corsair distrussero complessivamente circa 2.130 aerei nemici contro 189 perdite per azione nemica, un rapporto di ben 11 a uno. I Corsair distrutti dall'antiaerea furono circa 350, mentre quelli persi per incidenti furono non meno che quelli perduti per azione nemica, oltre 500 macchine. Il Corsair aveva invece un carattere difficile, e una delle raccomandazioni, quella di non portarlo a cadere in vite, venne dimostrata da un terribile incidente in cui l'aereo venne coinvolto nel dopoguerra: il pilota riuscì a lanciarsi, ma l'F4U anziché cadere si rimise da solo in volo orizzontale e tornò letteralmente verso la base, generando panico e cadendo sulla pista, dove ferì alcune persone. Anche quell'episodio dimostrò che non bisognava far cadere in vite questo aereo.

Negli anni del dopoguerra il Corsair, ormai migliorato da ben 350 modifiche principali e 2.000 minori (mentre l'Hellcat quasi non ebbe cambiamenti tra il prototipo e le macchine di serie), rimase a lungo in linea, mentre i piloti ormai erano abituati alle sue bizzarrie. Usato in Korea, usato dai francesi addirittura nella guerra del 1956, questa macchina, ancora oggi ben apprezzata dai collezionisti, ha fatto dimenticare l'Hellcat ed è andata ad equipaggiare le aviazioni di praticamente tutte le nazioni dell'America latina in un congruo numero di macchine fino alla fine degli anni sessanta. Assieme al North American P-51 Mustang, che sconfisse dopo un'appassionante sfida per il ruolo di caccia navale di nuova generazione, e all'inglese Sea Fury, questo aereo è divenuto un classico delle corse aeree e degli aerei storici della seconda guerra mondiale.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il Corsair non era particolarmente innovativo nella struttura della fusoliera, anche se ricorreva a soluzioni avanzate come il carrello totalmente retrattile e i rivetti sostituiti da punti di saldatura. Il motore, con i suoi 2.000 CV, necessitava di un'elica di grande diametro a causa del fatto che era ancora tripala nei primi modelli. Anche per questo il Corsair aveva l'ala dalla struttura caratteristica a "W", per consentire al carrello di non essere troppo lungo dando problemi di sistemazione alare. L'ala comunque riusciva a ridurre la resistenza aerodinamica complessiva e aveva nel suo bordo anteriore, vicino alla fusoliera, i radiatori annegati per il raffreddamento dell'olio. La struttura era a cassone ripiegabile verso l'alto, soluzione moderna applicata poi a quasi tutti gli aerei imbarcati successivi.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Un F4U-1A Corsair
  • XF4U: prototipo armato con 3 mitragliatrici da 12,7 mm, una nel muso e due nelle ali, oltre ad una nel muso da 7,62, serbatoi integrali e pesi tra i 3.404 e i 4244 chili.
  • F4U-1: primo modello di serie, fusoliera allungata, 4 mitragliatrici calibro 12,7 mm e 70 chili di armature, motore da 2.000 CV (il precedente era da 1.800), 798 prodotti, primo volo 25 giugno 1942. Altre macchine vennero prodotte dalla Goodyear e dalla Brewster.
  • F4U-1A: 2.030 esemplari prodotti, 510 alla Royal Navy con varie migliorie, come il tettuccio innalzato e un motore ad un certo punto della produzione leggermente potenziato.
  • F4U-1C: 200 macchine armate con 4 cannoni calibro 20 mm.
  • F4U-1D: poteva essere dotata di serbatoio ausiliario da 730 litri e due bombe da 907 kg, oppure otto razzi.[3]
  • F4U-2: variante caccia notturno, alcuni esemplari prodotti con il radar sistemato in un'ala.
  • F4U-3: variante progettata per le alte quote; continui problemi ne impedirono l'entrata in servizio in quantità apprezzabili.
  • F4U-4: fu la versione finale del periodo bellico. Equipaggiata con un motore da 2450 HP, fu impiegata in pochi esemplari, poco prima della fine della guerra contro il Giappone. Tuttavia venne costruita in 2.356 unità.[6]
  • F4U-5: con motore ed armamento potenziati, venne prodotta in 509 unità.[6]
  • F4U-N: variante dotata di radar APS-4 oppure APS-6 posto in un pod alare per l'intercettazione notturna.[3]
  • AU-1: versione caccia-bombardiere, impiegata in Corea, poteva trasportare un carico di 1.814 kg ad una velocità che di rado superava i 385 km/h. Aveva un peso a pieno carico di 8.800 kg circa. Ne furono prodotti 110 esemplari.[3]
  • F4U-7: fu la versione prodotta per i francesi che intendevano impiegarla in Indocina. Venne prodotta in 94 esemplari.[3]

La società Brewster produsse 735 esemplari dell'F3A, la Goodyear, invece, ne produsse 4.008 della versione FG. [3]

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Un Corsair in livrea della francese Aéronavale.
Un Corsair FG-1D (l'F4U-1D di costruzione Goodyear) in livrea RNZAF.
Argentina Argentina
El Salvador El Salvador
Francia Francia
Honduras Honduras
Nuova Zelanda Nuova Zelanda
Regno Unito Regno Unito
Stati Uniti Stati Uniti

Il Corsair nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • In ambito videoludico il Corsair compare tra i velivoli del videogioco Bravo Air Race[10].
  • In ambito cinematografico appare nel film d'animazione della Disney "Planes". "Skipper" l'allenatore del protagonista è un Corsair F4U tripala in pensione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "F4U-4." Aeroweb. Retrieved: 8 January 2007.
  2. ^ Angelucci and Matricardi 1978, pp. 87-88.
  3. ^ a b c d e f Gunston 1984, p. 68.
  4. ^ Angelucci and Matricardi, pagina 87
  5. ^ Matricardi 2006, p. 84.
  6. ^ a b Matricardi 2006, p. 85.
  7. ^ Les Corsair français
  8. ^ a b c d Renaud, Patrick-Charles. "Algérie 1954–1962: Corsair aux portes du désert (Algeria 1954–1962: Corsair at the desert's gates)(in French)." Aérostories, 2001. Retrieved: 14 July 2009.
  9. ^ a b c d Corsair F4U-7
  10. ^ Bravo Air Race - Unscripted commentary - YouTube

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelucci, Enzo and Paolo Matricardi. World Aircraft: World War II, Volume II (Sampson Low Guides). Maidenhead, UK: Sampson Low, 1978. ISBN 0-562-00096-8.
  • Gunston, Bill. Aerei della Seconda guerra mondiale. Milano, Alberto Peruzzo Editore. NO ISBN.
  • Matricardi, Paolo. Aerei militari: caccia e ricognitori volume 1. Milano, Mondadori Electa, 2006. NO ISBN.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]