Aeroporto di Lecce-Galatina

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Aeroporto di Lecce-Galatina
IATA: LCC – ICAO: LIBN
Descrizione
Nome impianto Aeroporto di Lecce-Galatina Fortunato Cesari
Tipo militare
Esercente Aeronautica Militare
Stato Italia Italia
Regione Puglia Puglia
Città Galatina
Posizione Galatina
Costruzione 1931
Reparti 61º Stormo
10º Reparto Manutenzione Velivoli
Altitudine AMSL 50 m
Coordinate 40°14′34″N 18°08′00″E / 40.242778°N 18.133333°E40.242778; 18.133333Coordinate: 40°14′34″N 18°08′00″E / 40.242778°N 18.133333°E40.242778; 18.133333
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
LIBN
Sito web www.aeronautica.difesa.it
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
14/32 1902 × 58 m asfalto
TACAN, ILS, VOR, GCA

i dati sono estratti da:
ENAV[1]
DoD Flight Information Publications[2]

L'Aeroporto di Lecce-Galatina[1] (IATA: LCCICAO: LIBN) è un aeroporto ad esclusivo uso militare italiano situato a 15 km a sud della città di Lecce e a 7 km a nord della città di Galatina lungo la strada provinciale 362, nel territorio del comune di Galatina e in parte nel comune di Lequile. La struttura, intitolata alla memoria del tenente pilota Fortunato Cesari, medaglia d'oro al valor militare. È dotata di una pista in asfalto lunga 1 902 m e larga 58 m, con orientamento RWY 14-32. L'aeroporto è utilizzato dall'Aeronautica Militare ed è sede del 61º Stormo e del 10º Reparto Manutenzione Velivoli. Non è aperto al traffico commerciale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L’Aeroporto Militare fu costituito il 31 marzo 1931, con decreto del Ministro Italo Balbo, come “Campo di Fortuna”. Dal 1936 fu costituito come “Regio Aeroporto di Seconda Classe”, divenendo, durante la prima fase del secondo conflitto mondiale, base strategica per le operazioni nei Balcani e nel Mediterraneo. Dopo l’8 settembre del 1943 divenne la sede dei Reparti della Regia Aeronautica cobelligeranti: vi si alternano infatti molti Reparti Italiani ed Alleati, schierati in attesa di essere dislocati sul territorio Italiano liberato. È questo il periodo denominato della “Rinascita Aeronautica”. Vennero costituiti in tale periodo due grandi raggruppamenti di Reparti: Raggruppamento Bombardamento e Trasporti: impiegato in compiti logistici; Raggruppamento Caccia: con discorta, ricognione ed appoggio diretto alle operazioni.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’Aeroporto fu destinato a Scuola di Volo, che nel frattempo era gia’ operante sull’Aeroporto di Leverano con l’ 8º Gruppo e la denominazione di “Scuola Addestramento Caccia” alle dipendenze della 4ª Zona Aerea Territoriale di Bari. Dal 1 novembre 1945, la Scuola viene trasferita sull’Aeroporto di Galatina-Lecce dove si costituiscono:

  • 1º gruppo (1ª e 2ª squadriglia) – Scuola di 1º periodo per istruzione allievi fino al brevetto di pilota d'aereo.
  • 2º gruppo (3ª e 4ª squadriglia) – Scuola di 2º periodo per il brevetto di pilota militare.
  • 3º gruppo (5ª e 6ª squadriglia) – Scuola addestramento caccia.
  • 4º gruppo (7ª e 8ª squadriglia) – Scuola addestramento al bombardamento;

inquadrati, dal 1 settembre 1946, nella “Scuola di Volo delle Puglie” che, dal 1 novembre 1948, passa alle dipendenze dell’Ispettorato delle Scuole A.M. con sede sull’Aeroporto di Guidonia.

Il 15 gennaio 1962, in sostituzione del convenzionale T-6, fu introdotto il nuovo velivolo a getto MB-326 per l’addestramento "jet ab-initio" e la scuola assunse la denominazione di Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti.

Nel 1982, dopo venti anni di attività con il velivolo MB-326 durante i quali sono state effettuate oltre 400.000 ore di volo, la scuola iniziò la conversione sul nuovo velivolo italiano a getto MB-339A, attualmente in dotazione nella sua versione aggiornata MLU.

Dal 14 settembre 1986 la Scuola, da sempre punto focale nella catena di formazione professionale dei piloti dell'Aeronautica Militare, assunse la denominazione di 61ª Brigata Aerea ed infine, dal 1º dicembre 1995, l’attuale denominazione di 61º Stormo.

Attività attuali[modifica | modifica wikitesto]

Oggi operano il 2º e 3º gruppo per l'addestramento avanzato e caccia e precisamente:

  • 212º gruppo volo per addestramento caccia con MB-339CD II
  • 213º gruppo volo per conseguimento Brevetto Pilota Militare per allievi dell'Aeronautica Militare, di altre F.A. e dei Paesi amici/alleati.

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Spesso viene usato come scalo tecnico in occasione di visite di personalità, come in occasione del viaggio di papa Benedetto XVI il 14 giugno 2008, che invece di atterrare a Brindisi è sceso all'aeroporto militare di Galatina, per una breve sosta tecnica, per poi ripartire in elicottero per la volta di Santa Maria di Leuca.

Scalo civile[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto di Galatina, pur mantenendo la sua caratteristica di base militare, fu utilizzato negli anni '70 per l'esercizio di linee commerciali giornaliere da parte della compagnia Itavia[3]. I voli assicuravano i seguenti collegamenti:

  • Linee giornaliere: Roma, Crotone (anche con proseguimento rispettivamente per Bergamo e Napoli), Pescara;
  • Linee stagionali: Roma-Lecce-Corfù e vv.[4].

L'aerostazione era costituita da un prefabbricato adiacente alla rete di recinzione dell'area militare.

A partire dalla metà degli anni '90, è stata ventilata a più riprese l'ipotesi di riaprire l'aeroporto ai voli civili (anche solo per collegamenti charter), soprattutto da parte di amministratori locali ed operatori nel settore del turismo[5]. A favore di questa ipotesi, la volontà di disporre di una struttura per sfruttare ulteriormente la vocazione turistica del territorio; contro, le difficoltà di carattere economico e l'eccessiva frammentazione di investimenti che si verrebbe a creare con il vicino aeroporto di Brindisi. L'indirizzo più recente delle amministrazioni regionali Fitto e Vendola ha preferito investire sul potenziamento di altri scali (Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie), anche dal punto di vista dei collegamenti verso gli aeroporti (nel caso di Brindisi, perlopiù ancora sulla carta); non ha invece ceduto alla tentazione di far proliferare scali "bonsai" ritenuti più il frutto di campanilismi che di un razionale equilibrio tra strutture e bacino di utenza[6]. L'infelice esperienza di aeroporti civili nati con gli stessi fini di quelli previsti per Galatina (si veda Forlì, Rimini[7] e Brescia[8]) ha poi finito per rafforzare tali tesi[9]. Si consideri infine che l'aeroporto è destinato ad una sempre crescente attività legata all'addestramento militare, che potrebbe interferire con le esigenze del traffico commerciale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b AIP ITALIA - parte GEN2-4, www.enav.it. URL consultato il 28 giugno 2012.
  2. ^ (EN) DoD Flight Information Publications, http://www.aviation.dla.mil/, http://www.aviation.dla.mil . URL consultato il 17 novembre 2012.
  3. ^ XII Legislatura della repubblica italiana - INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4.04154 presentata da BUTTIGLIONE ROCCO (PART.POP.ITAL.) in data 10.12.1994; http://storia.camera.it/documenti/indirizzo-e-controllo/140000-interrogazione-risposta-scritta-4-04154
  4. ^ Orario Itavia 1972/73: http://www.timetableimages.com/ttimages/ih.htm
  5. ^ Aeroporto Galatina: favorevoli sette Comuni
  6. ^ Minervini boccia il Lecce Lepore «L'aeroporto non avrà nessun volo» - Corriere del Mezzogiorno
  7. ^ Aeroporti, dopo Forlì trema Rimini. 5 milioni di euro per evitare la crisi - Il Fatto Quotidiano
  8. ^ http://espresso.repubblica.it/dettaglio/40-milioni-di-euro-0-passeggeri/2164424)
  9. ^ http://82.85.28.102/cgi-bin/showfile.pl?file=edizioni2/20120313/pdf/NAZ/pages/20120313_29_13CRI29A.pdf

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]