Aeroporto di Napoli-Capodichino
| Aeroporto di Napoli-Capodichino | |||||||||||||
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Ingresso All'Aeroporto
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| Descrizione | |||||||||||||
| Nome impianto | Aeroporto di Napoli-Capodichino "Ugo Niutta" | ||||||||||||
| Tipologia | militare aperto al traffico civile | ||||||||||||
| Esercente | Gestione Servizi Aeroporti Campani S.p.A. | ||||||||||||
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| Città | Napoli | ||||||||||||
| Posizione | a 6 km dal centro | ||||||||||||
| Altitudine AMSL | 90 m | ||||||||||||
| Coordinate | 40°53′N 14°17′E / 40.88333°N 14.28333°ECoordinate: 40°53′N 14°17′E / 40.88333°N 14.28333°E | ||||||||||||
| Mappa di localizzazione | |||||||||||||
| Sito web | www.gesac.it | ||||||||||||
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| Statistiche (2011) | |||||||||||||
| Passeggeri in transito | 5.768.873[1] | ||||||||||||
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L'aeroporto internazionale di Napoli - Capodichino (già Aeroporto Militare del Campo di Marte), intitolato all'aviatore Ugo Niutta, è il secondo aeroporto del Sud Italia per numero di passeggeri complessivi e per grandezza. Si trova a circa 6 km dal centro, a ridosso di una zona fortemente abitata. In particolare l'avvicinamento per la pista 06 implica il sorvolo a bassa quota di tutta la zona nord-occidentale di Napoli, area collinare della città.
È stato il primo aeroporto italiano ad essere privatizzato ed è gestito da Gesac, una società controllata dalla britannica BAA (British Autority Airport), società che gestisce anche gli aeroporti di Londra[2]. Nell'ottobre 2010 torna ad essere italiana: F2I Fondi Italiani per le Infrastrutture ha acquisito da BAA il 65% delle azioni Gesac. L'accordo è subordinato al parere dell'AGCM ed alla mancanza dell'esercizio del diritto di prelazione degli enti locali (Comune e Provincia di Napoli, presenti azionisti con il 12.5%, hanno 60 giorni di tempo per esprimersi in merito)[3].
È composto da due terminal, di cui uno per voli charter. Il terminal 1 è interessato da una serie di interventi volti a fronteggiare il traffico, incompatibile con le attuali dimensioni dell'aerostazione. I 6 parcheggi[4], di cui uno (il P3) interamente sotterraneo con accesso diretto al terminal, dispongono complessivamente di 1408 posti auto.
Capodichino è raggiungibile da tutta la città grazie all'uscita della Tangenziale di Napoli che attraversa tutti i principali quartieri, e dal resto della provincia e regione grazie al collegamento diretto con le 4 autostrade che confluiscono a Napoli[5] e alla circonvallazione esterna di Napoli e Asse Mediano che collegano i principali comuni del Napoletano.
Il trasporto pubblico prevede numerose linee autobus a cui si aggiungerà dal 2014 una stazione della Linea 1 della metropolitana, rendendone più semplice il raggiungimento da ogni punto della città grazie alle interconnessioni con le altre otto linee su ferro.
Oltre alla possibilità di raggiungere i maggiori aeroporti italiani come: Roma-Fiumicino, Palermo-Punta Raisi, Bologna-Borgo Panigale, Genova-Sestri Ponente, Milano-Linate, Torino-Caselle, Venezia-Tessera e Trieste-Ronchi dei Legionari, da Capodichino partono voli internazionali diretti alle maggiori capitali europee come Parigi, Londra, Berlino, Dublino, Madrid, Vienna, Kiev, Praga, Bucarest, Budapest, Cracovia e Atene, oltre a città come Istanbul, Ginevra, Monaco, Liverpool, Edimburgo e Francoforte sul Meno. Dal 2004 ci sono voli intercontinentali da Napoli a New York-JFK con Meridiana fly, verso Tunisi con Sevenair dal 2010 verso Sharm el Sheik con Trawel Fly.
Fra le attività che si concentrano sullo scalo napoletano: base AMI, Base US Navy, Atitech, Alenia Aeronautica.
Indice |
[modifica] Dati tecnici
È dotato di una pista, con orientamento 6-24, in conglomerato bituminoso con indicatore PAPI e ILS. Consiste in due piazzali per la sosta aeromobili:
- Apron 1 comprendente 26 stand di cui 6 di tipo self-manoeuvring e 20 nose-in.
- Apron 2 comprendente 6 piazzole nose-in.
- Si distinguono una via di rullaggio proncipale TS posizionata a sud, un'ulteriore taxiway a nord - TN - più i diversi raccordi A, B, BC, C, D, E, F, G, H, L, M.
L'aeroporto di Napoli Capodichino (classe ICAO 4D) aveva sino al 2008 la qualifica di aeroporto militare aperto al traffico aereo civile, sino cioè a quando non è stato emanato il D.M. del 14 Febbraio 2008 (G.U. n° 105 del 06/05/2008) che modificandone il precedente status lo ha, infatti, configurato pienamente come scalo civile aperto al traffico militare.
Le infrastrutture dello scalo napoletano sono “aperte” e disponibili 24 ore su 24, anche se la operatività delle stesse si svolge dalle ore 23:00 lt alle ore 06:00 lt, nel rispetto di quanto disposto dal D.P.R. 476/99 nel suo art. 1. La media giornaliera dei voli è di circa 170 movimenti (decolli e atterraggi) al giorno.
[modifica] Storia
La storia dell'aeroporto di Capodichino comincia all'inizio del secolo scorso; nel 1910 infatti, dove ora sorge l'aeroporto iniziano le prime esibizioni di velivoli sull'allora Campo di Marte, un ampio territorio pianeggiante già impiegato in epoca borbonica come luogo per addestramenti ed esibizioni militari, nel 1919 aprì un'aerostazione civile per 17 aerei di linea di varie compagnie aeree.
Durante la seconda guerra mondiale l'aeroporto viene usato intensamente dall'United States Army Air Forces, allora componente aerea dell'United States Army (esercito) statunitense, per la Campagna d'Italia. La 12th Air Force lo utilizzò come campo base, stazionando le seguenti unità aeree:
- 47th Bombardment Group, 22 Mar-25 aprile 1944, A-20 Havoc
- 79th Fighter Group, Gen-Mag 1944, P-40 Warhawk
- 33d Fighter Group, 15 Apr-28 Mag 1944, P-47 Thunderbolt
Quando le unità da combattimento furono rimosse, il Comando Aviazione americano iniziò ad usare l'aeroporto come scalo principale per gli aerei da carico e per il transito di aerei e personale di ritorno dalle missioni.[6]
Dal 1950, l'aeroporto di Capodichino funzionerà solo per il traffico civile e da quella data inizia un continuo sviluppo dello scalo, culminato nel 1995 con la privatizzazione ed un piano di investimenti, per un valore di 145 milioni di euro. Lo stesso anno apre il Terminal 2 per voli charter e nel 2000 Carlo d'Inghilterra inaugura la nuova sala partenze.
Anche l'aeronautica militare italiana ha utilizzato per molti anni l'aeroporto di Capodichino. Negli anni della Seconda guerra mondiale vi è stata basata la 371ª Squadriglia Caccia della Regia Aeronautica equipaggiata con Macchi M.C.202.
Negli anni dell'immediato dopoguerra, Capodichino è progressivamente diventato un importante polo manutentivo della forza armata. Tale periodo comincia il 1 gennaio 1948 con la costituzione, nell'ambito del riassetto organizzativo dell'Aeronautica Militare, del 5º Reparto Tecnico Aeromobili (5° R.T.A.), rinominato in 5º Gruppo Manutenzione Velivoli (5° G.M.V.) a partire dal 1 novembre 1985.
In questo periodo, al reparto sono stati affidati compiti di efficientamento di un ampio spettro di velivoli da addestramento, tra cui i Lockheed T-33 Shooting Star e gli Aermacchi MB-326 della Scuola Volo Basico Avanzato Aviogetti di Amendola. Con la radiazione dell'MB-326 nel 1996, la missione del reparto è stata ridefinita da centro di manutenzione di III livello tecnico a gestione Air Ground Equipment.[7]
A Capodichino oltre all'86º Gruppo Antisom, dotato di velivoli Grumman S2F, vi era il Gruppo Efficienza Velivoli (1° GEV) che curava riparazioni e revisioni periodiche di detti velivoli
[modifica] Criticità e linee di sviluppo
L'espansione urbana dell'ultimo mezzo secolo ha completamente inglobato la struttura nell'agglomerato metropolitano della città. Ciò, se da un lato presenta l'indubbio vantaggio di avere un aeroporto facilmente raggiungibile dal centro (in futuro anche in metropolitana), dall'altro presenta una serie di inconvenienti non trascurabili; primo fra tutti il rischio connesso all'uso di una simile struttura in area densamente abitata (si tenga presente che a Capodichino opera anche l'US Navy, con il trasporto di esplosivi ed altro materiale pericoloso).
Con l’adozione di specifici e puntuali provvedimenti, il rumore generato dagli aeromobili in decollo, che fino al 2006 costituiva un elemento di forte criticità, è stato oggetto di forte mitigazione grazie ad un’attenta e continua attività sanzionatoria e di monitoraggio avverso i voli non rispettosi della prescritta procedura. In ogni caso l’Aeroporto di Napoli Capodichino affronta le problematiche afferenti gli aeromobili in decollo ed atterraggio in un contesto molto più ampio che lo vede operare adempiendo a quanto prescritto dall’art. 1 del D.P.R. 476/99 prevedente il divieto di qualsiasi attività su tutti gli aeroporti d’Italia (salvo specifiche deroghe), dalle ore 23:00 lt alle ore 06:00 lt. Pur dovendosi confrontare necessariamente con zone confinanti estremamente antropizzate, sono stati recentemente portati a compimento i lavori per la realizzazione di nuove piazzole di sosta, comprendenti 6 stands, ricavati nell'area militare dell'aeroporto, a nord-ovest rispetto al terminal 1. I nuovi stands sono resi raggiungibili grazie ad un raccordo creato ex-novo, prosecuzione del già esistente raccordo C. Inoltre il terminal 1 è stato sottoposto a notevoli lavori di riammodernamento ed espansione, che hanno aumentato il confort dei passeggeri, con una nuova area partenze, maggiori banchi check-in e nastri trasportatori, nonché 3 bridge di imbarco.
[modifica] Dati di traffico passeggeri
Di seguito una tabella che illustra l'andamento del traffico passeggeri dal 2000 al 2011:[8]
| Anno | Passeggeri | +/- |
|---|---|---|
| 2011 | 5.768.873 | |
| 2010 | 5.584.114 | |
| 2009 | 5.322.161 | |
| 2008 | 5.642.266 | |
| 2007 | 5.775.838 | |
| 2006 | 5.095.969 | |
| 2005 | 4.588.695 | |
| 2004 | 4.632.388 | |
| 2003 | 4.587.163 | |
| 2002 | 4.136.874 | |
| 2001 | 4.053.791 | |
| 2000 | 4.132.508 |
[modifica] Compagnie aeree e destinazioni (solo voli di linea)
- Questa lista è soggetta a frequenti variazioni e potrebbe non essere aggiornata.
(gennaio 2012)[9]
[modifica] Terminal 1
Aer Lingus (Dublino)
Aerosvit (Kiev, Leopoli)
Air Berlin (Berlino-Tegel, Düsseldorf, Colonia, Francoforte, Monaco di Baviera, Stoccarda)
Air France (Nizza [dal 1º aprile 2012], Lione [dal 30 giugno 2012], Parigi-Charles de Gaulle, Tolosa [dal 1º aprile 2012])
Air Italy (Catania, Olbia, Torino, Verona)[10]
Air Malta (Malta [stagionale])
Air Nostrum (Madrid)
Alitalia (Atene, Bologna, Catania, Genova, Milano-Linate, Milano-Malpensa, Roma-Fiumicino, Palermo, Torino, Trieste, Venezia)
Bmi Baby (East Midlands [dal 1º aprile 2012])
Blue Air (Bucarest)
British Airways (Londra-Gatwick)
Brussels Airlines (Bruxelles)
Cimber Sterling (Copenhagen [stagionale])
easyJet (Basilea, Berlino-Schönefeld, Berlino-Brandeburgo, Bristol [dal 12 maggio 2012], Edimburgo [dal 18 aprile 2012], Ginevra, Ibiza, Liverpool, Londra-Gatwick, Londra-Stansted, Madrid, Milano-Malpensa, Nizza, Palma di Maiorca [dal 30 giugno 2012], Parigi-Orly, Venezia)
Germanwings (Hannover, Colonia/Bonn [dal 25 marzo 2012])
Iberia L.A.E. (Madrid)
Jetairfly (Bruxelles [stagionale])
Lufthansa (Francoforte sul Meno, Monaco di Baviera)
Luxair (Lussemburgo [stagionale])
Meridiana Fly (Cagliari, Milano-Linate, New York-JFK [stagionale], Olbia [stagionale], Verona)
Sevenair (Tunisi)
Transavia (Amsterdam)
Trawel Fly (Bergamo, Sharm el Sheikh)
Turkish Airlines (Istanbul)
Vueling (Barcellona)
Wizzair (Praga, Budapest, Bucarest)
[modifica] Terminal 2
Blue Panorama (Novgorod [stagionale], San Pietroburgo [stagionale])
Mistral Air (Bergamo [stagionale), Il Cairo [stagionale],Sharm El Sheikh [stagionale])
Montenegro Airlines (Podgorica [stagionale], Tivat [stagionale])
Olympic Airlines (Atene [stagionale], Corfù [stagionale], Petrasso [stagionale])
Smart Wings (Brno [stagionale], Moravia [stagionale], Ostrava [stagionale], Praga [stagionale])
Thomson Airways (Birmingham [stagionale], Bristol [stagionale], Cardiff [stagionale], East Midlands [stagionale], Edimburgo [stagionale], Glasgow-International [stagionale], Leeds [stagionale], Liverpool [stagionale], Londra-Gatwick [stagionale], Londra-Heatrhow [stagionale], Manchester [stagionale], Newcastle [stagionale])
[modifica] Note
- ^ http://www.assaeroporti.it/ViewPasseggeriProg.asp?mese=12&anno=2011&lingua=it
- ^ Heathrow, Gatwick e Stansted
- ^ Radiocor, Il Sole 24 Ore
- ^ con servizio car valet
- ^ A1 Milano-Napoli, A3 Napoli-Salerno-RC, A16 Napoli-Bari, A30 Caserta-Salerno
- ^ Maurer, Maurer. Air Force Combat Units of World War II. Maxwell AFB, Alabama: Office of Air Force History, 1983. ISBN 0-89201-092-4
- ^ http://www.avia-it.com/act/reparti/Reparti_giugno_2010/5_GMV.pdf
- ^ Ge.S.A.C. s.p.a. Società di Gestione dell'Aeroporto Internazionale di Napoli. URL consultato il 12 gennaio 2012.
- ^ http://www.portal.gesac.it/portal/page/portal/internet/inVOLO/DestinazioniCompagnie
- ^ http://www.fulltravel.it/Travel-News/Nuovi-voli-da-Napoli-con-Air-Italy/77/7-2214-1.html
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale dell'aeroporto di Napoli-Capodichino
- Foto Aerea - Wikimapia
- Condizioni meteo attuali - NOAA/NWS
- Scheda su WAD
- Informazioni sull'aeroporto e sui voli per Napoli