Aeronautica Cobelligerante Italiana

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Aeronautica Cobelligerante Italiana
Italian Co-Belligerent Air Force
Descrizione generale
Attiva 15 ottobre 1943 - 10 giugno 1946
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Alleati (1943-1945)
Servizio Aeronautica
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
Mediterraneo
Guerra di Liberazione italiana
Campagna d'Italia
Reparti dipendenti
Comandanti
Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica generale di divisione Renato Sandalli
Simboli
Coccarda Roundel of the Italian Air Force.svg

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1leftarrow.pngVoce principale: Regia Aeronautica.

L'Aeronautica Cobelligerante Italiana (in inglese: Italian Co-Belligerent Air Force, ICBAF) è la denominazione convenzionalmente utilizzata per identificare la Regia Aeronautica ricostituitasi nel così detto Regno del Sud (territorio del sud Italia liberato dagli alleati dove si era rifugiato il re Vittorio Emanuele III) con equipaggi italiani e mezzi di provenienza sia alleata che di produzione nazionale e germanica, dopo il proclama Badoglio dell'8 settembre 1943 sull'armistizio di Cassibile.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei reparti rimasti nel nord e centro Italia (territorio controllato dai tedeschi e dai membri di quella che successivamente divenne la Repubblica Sociale Italiana), andarono invece a costituire il 27 ottobre 1943 l'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR), che continuava ad operare accanto alla Luftwaffe eseguendo compiti di difesa aerea dei grossi centri industriali del nord Italia.

Alla fine del 1943 le clausole dell'armistizio imponevano che ogni aereo italiano sotto il controllo della Regia Aeronautica venisse trasferito sulle basi alleate. Malgrado le difficoltà quali la mancanza di combustibile, la presenza delle truppe tedesche e la distanza delle basi nell'Egeo, in Albania o in Grecia unita alla limitata autonomia degli aeroplani italiani, 203 aerei italiani (39 caccia, 117 bombardieri o trasporto e 47 idrovolanti)[1] atterrarono negli aeroporti alleati, ma la maggior parte di essi non fu in grado di continuare a combattere per molto tempo. Uniti ad un altro centinaio di apparecchi che si trovavano già in zona alleata costituirono una base di 250 aerei funzionanti. Molti di questi aerei però erano obsolescenti per il 1943, la Regia Aeronautica aveva già in progetto di sostituirli. Inoltre tutte le fabbriche aeronautiche si trovavano al Nord, in mano tedesca. Gli appartenenti alla Regia Aeronautica continuavano però ad onorare il giuramento fatto al Re e rispettare gli accordi presi dal governo italiano con gli Alleati, partecipando attivamente al Guerra di Liberazione. Agli inizi quindi i veri protagonisti della rinascita dell'Aeronautica italiana furono i meccanici che, grazie ad un paziente lavoro di reperimento e adattamento dei pezzi di ricambio cercarono di rimettere in condizione di volo la maggior quantità di aeroplani possibile. I loro equipaggi vennero addestrati anche a volare con aerei alleati ed impiegati in operazioni di trasporto, scorta, ricognizione, salvataggio in mare e operazioni tattiche limitate, per un numero complessivo di 11.000 missioni svolte tra il 1943 ed il 1945.

La riorganizzazione della Regia Aeronautica iniziò immediatamente dopo l'8 settembre quando in 24 ore il 4º Stormo realizza il mutamento di fronte con le prime azioni a difesa dai tedeschi e quindi con le prime azioni offensive contro il nuovo nemico. Per circa un mese la Regia Aeronautica operò di propria iniziativa, su indicazioni del Comando Supremo, senza controllo operativo degli Alleati e senza le limitazioni armistiziali, sino al riconoscimento ufficiale dello status di cobelligerante. Ciò fu possibile per l'autorevole presenza del Re e dei vertici delle Forze Armate subito insediatisi a Brindisi.

Decisivo per la realizzazione dei nuovi obiettivi fu l'incontro del 15 settembre 1943 tra il capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, il generale di divisione Renato Sandalli, e l'Air Commodore Foster, capo della divisione aeronautica della Allied Control Commission. Il 21 settembre vennero cambiate le insegne della Regia Aeronautica nella coccarda tricolore posizionata nelle tipiche posizioni: in fusoliera, sulla coda e sulle ali. Le nuove disposizioni divennero operative il 15 ottobre del 1943, quando la Regia Aeronautica possedeva 281 apparecchi di cui 165 operativi.[1] Il governo italiano aveva dichiarato guerra alla Germania il 13 ottobre.

In quel primo periodo la Regia Aeronautica non operò mai sul territorio italiano: il suo teatro operativo era limitato ai Balcani (Jugoslavia, Albania), questo anche per evitare scontri tra aerei con equipaggi italiani. Nell'intera storia della Regia Aeronautica, una tale situazione non si verificò mai. Tra i reparti notevoli di questa forza aerea si ricordano lo Stormo Baltimore, costituito sul campo di volo provvisorio di Campo Vesuvio (nei pressi di Napoli-Ottaviano) il 1 luglio 1944[2] che vide tra i suoi membri Carlo Emanuele Buscaglia, e lo Stormo Notturno costituito nel maggio 1944 a Lecce con i superstiti CANT Z.1007.[3]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

La struttura al 15 ottobre del 1943[modifica | modifica wikitesto]

Struttura della Regia Aeronautica al 15 ottobre del 1943.[1]

Comando[modifica | modifica wikitesto]

Raggruppamento Caccia[modifica | modifica wikitesto]

  • 4º Stormo Caccia Terrestre
  • 5º Stormo Tuffatori
    • 101º Gruppo, Reggiane Re.2002 (Manduria)
      • 208ª Squadriglia
      • 238ª Squadriglia
    • 102º Gruppo, Reggiane Re.2002 (Manduria)
      • 209ª Squadriglia
      • 239ª Squadriglia
  • 8º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, Macchi M.C.200 (Leverano)
    • 92ª Squadriglia
    • 93ª Squadriglia
    • 94ª Squadriglia
  • 21º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, Macchi M.C.202 (Brindisi)
    • 356ª Squadriglia
    • 361ª Squadriglia
    • 386ª Squadriglia
  • 371ª Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre, Macchi M.C.200, FIAT C.R.32 (Leverano)
  • Scuola Addestramento Caccia

Raggruppamento Bombardamento e Siluranti[modifica | modifica wikitesto]

  • 28º Gruppo Autonomo Bombardamento Terrestre, CANT Z.1007 (Decimomannu)
    • 10ª Squadriglia
    • 19ª Squadriglia
  • 86º Gruppo Autonomo Bombardamento Terrestre, CANT Z.1007 (Decimomannu)
    • 190ª Squadriglia
    • 191ª Squadriglia
  • 88º Gruppo Autonomo Bombardamento Terrestre, CANT Z.1007 (Decimomannu)
    • 264ª Squadriglia
    • 265ª Squadriglia
  • 106º Gruppo Autonomo Bombardamento Terrestre, CANT Z.1007 (Decimomannu)
    • 260ª Squadriglia
    • 261ª Squadriglia
  • 41º Gruppo Autonomo Aerosiluranti, Savoia-Marchetti S.M.79 (Milis)
    • 204ª Squadriglia
    • 205ª Squadriglia
  • 84º Gruppo Autonomo Ricognizione Marittima, CANT Z.506, Fiat R.S.14
    • 140ª Squadriglia, CANT Z.506, Fiat R.S.14 (San Giusta)
    • 145ª Squadriglia, CANT Z.506, Fiat R.S.14 (San Giusta)
    • 146ª Squadriglia, CANT Z.506, Fiat R.S.14 (San Giusta)
    • 287ª Squadriglia, CANT Z.506, Fiat R.S.14 (Porto Conte)
    • Sezione Soccorso, CANT Z.506 (Elmas)

Raggruppamento Bombardamento e Trasporto[modifica | modifica wikitesto]

Raggruppamento Idrovolanti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.501, CANT Z.506 (Taranto)
    • 139ª Squadriglia
    • 149ª Squadriglia
    • 183ª Squadriglia
  • 2º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.501, CANT Z.506
    • 141ª Squadriglia (Taranto)
    • 288ª Squadriglia (Brindisi)

Comando Aeronautica della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Il Macchi M.C.202 con identificativo 10-360 appartenente alla 360ª Squadriglia.
  • Squadriglia Autonoma Volo (Monserrato)
  • 121º Gruppo Autonomo Tuffatori, Junkers Ju 87D (Oristano)
    • 206ª Squadriglia
    • 216ª Squadriglia
  • 155º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205 (Monserrato)
    • 351ª Squadriglia
    • 360ª Squadriglia
    • 378ª Squadriglia

La struttura nell'estate del 1944[modifica | modifica wikitesto]

Struttura della Regia Aeronautica nell'estate del 1944.[1]

Comando[modifica | modifica wikitesto]

  • Ministero dell'Aeronautica
    • Stato Maggiore Aeronautica
      • Comando Unità Aerea
        • Squadriglia Autonoma Volo

Raggruppamento Caccia[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei Bell P-39N-1 Airacobra in organico al 4º Stormo C.T. Si noti la coccarda tricolore apposta sopra quella della statunitense USAAF.
  • 4º Stormo Caccia Terrestre
    • 9º Gruppo, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205, Bell P-39 Airacobra (Termoli)
      • 96ª Squadriglia
      • 97ª Squadriglia
    • 10º Gruppo, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205, Bell P-39 Airacobra (Termoli)
      • 84ª Squadriglia
      • 90ª Squadriglia
    • 12º Gruppo, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205, Bell P-39 Airacobra (Termoli)
      • 73ª Squadriglia
      • 91ª Squadriglia
  • 5º Stormo Caccia Terrestre
    • 8º Gruppo, Macchi M.C.200, Fiat C.R.42, Macchi M.C.202 (Leverano)
      • 92ª Squadriglia
      • 93ª Squadriglia
    • 101º Gruppo, Reggiane Re.2001, Macchi M.C.202 (Lecce)
      • 208ª Squadriglia
      • 238ª Squadriglia
    • 102º Gruppo, Reggiane Re.2002, Macchi M.C.202 (Termoli)
      • 209ª Squadriglia
      • 239ª Squadriglia
  • 51º Stormo Caccia Terrestre
    • 20º Gruppo, Macchi M.C.205, Supermarine Spitfire V (Termoli)
      • 356ª Squadriglia
      • 360ª Squadriglia
    • 21º Gruppo (Lecce)
      • 351ª Squadriglia, Macchi M.C.202
      • 386ª Squadriglia, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205
    • 155º Gruppo (Lecce)
      • 351ª Squadriglia, Macchi M.C.202, Macchi M.C.205
      • 386ª Squadriglia, Macchi M.C.202
  • Scuola Pilotaggio (Leverano)

Raggruppamento Bombardamento e Trasporto[modifica | modifica wikitesto]

Uno Z.1007 della 256ª Squadriglia dell'88º Gruppo in decollo da Lecce per una missione, nel 1944. Notare, sotto l'ala destra, due contenitori di rifornimenti destinati ad essere lanciati sui Balcani in favore di truppe regolari o partigiane in lotta contro i nazifascisti.

Raggruppamento Idrovolanti[modifica | modifica wikitesto]

  • 82º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.506 (Taranto)
    • 139ª Squadriglia
    • 149ª Squadriglia
  • 83º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.501, CANT Z.506 (Brindisi)
    • 141ª Squadriglia
    • 147ª Squadriglia
  • 84º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.506 (Elmas - Taranto)
    • 140ª Squadriglia
    • 288ª Squadriglia
  • 84º Gruppo Autonomo Idrovolanti, CANT Z.501, FIAT R.S.14 (Taranto)
    • 183ª Squadriglia
    • 287ª Squadriglia

Comando Aeronautica della Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

  • Squadriglia Autonoma Volo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d D'Amico e Valentini, Regia Aeronautica Vol.2 – Pictorial History of the Aeronautica Nazionale Repubblicana and the Italian Co-Belligerant Air Force 1943-1945.
  2. ^ Lo Stormo Baltimore comprendeva il 28º e il 132º Gruppo. Si veda Stormo Baltimore in docedaneso.org. URL consultato il 4 novembre 2011.
  3. ^ Aeronautica Co-Belligerante (ICAF Italian Co-Belliegrant Air Force) – Ordine di Battaglia 1943-45 in EAF51. URL consultato il 4 novembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ferdinando D'Amico e Gabriele Valentini, Regia Aeronautica Vol.2 – Pictorial History of the Aeronautica Nazionale Repubblicana and the Italian Co-Belligerant Air Force 1943-1945, Carrollton, Texas, Squadron/Signal Publications, 1986. ISBN 87-981206-7-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]