Milis

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Milis
comune
Milis – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Oristano-Stemma.png Oristano
Sindaco Antonia Fabiola Putzolu (lista civica "Insieme per Milis") dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 40°03′00″N 8°38′00″E / 40.05°N 8.633333°E40.05; 8.633333 (Milis)Coordinate: 40°03′00″N 8°38′00″E / 40.05°N 8.633333°E40.05; 8.633333 (Milis)
Altitudine 72 m s.l.m.
Superficie 18,81 km²
Abitanti 1 615[1] (31-12-2010)
Densità 85,86 ab./km²
Comuni confinanti Bauladu, Bonarcado, San Vero Milis, Seneghe, Tramatza
Altre informazioni
Cod. postale 09070
Prefisso 0783
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095027
Cod. catastale F208
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 069 GG[2]
Nome abitanti milesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Milis
Posizione del comune di Milis all'interno della provincia di Oristano
Posizione del comune di Milis all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Milis (Mirìs in sardo[3]) è un comune italiano di 1.670 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, a ridosso della catena montuosa del Montiferru. Sito nella regione storica del Campidano di Oristano nel giudicato di Arborea, nella curatoria denominata "Campidano di Milis", Milis ne è stato capoluogo per molti secoli ed erano presenti il carcere, il tribunale, il comando dei carabinieri e comprendeva i comuni di San Vero Milis, Narbolia, Seneghe, Bonarcado, Bauladu e Tramatza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sul nome Milis ci sono varie interpretazioni, una si rifà all'antica Mileto, mentre un'altra viene attribuita al termine romano milites(soldato) e ritenuta la più credibile. Il comune venne fondato nel XIII secolo sfruttando l'area ricca di acque e di terra fertile dai frati Camaldolesi di Bonarcado che impiantarono il primo frutteto nell'attuale località chiamata Ortus de is Paras. Considerate le caratteristiche favorevoli del territorio l'area comunale conobbe ovviamente un popolamento in tempi più antichi, come testimoniato da numerosi nuraghi, tra i quali spicca per la sua imponenza il Cobulas ma anche il nuraghe Tronza sulle rive del Rio Mannu di Bonarcado. La valorizzazione da parte dei Camaldolesi di quest'area rappresentò una ricca eredità per i posteri, tanto che gli abitanti di Milis verranno conosciuti nei secoli successivi in tutta l'isola come commercianti di ottimi agrumi e anche di cereali e di vernaccia, un vino dato da uve coltivate nella valle del Tirso. Tale territorio si estende per una lunghezza di circa otto Km. e per una profondità di circa due Km.seguendo il corso del rio Mannu, l’area è ricchissima d’acque sorgive canalizzate in tanti piccoli rii che intersecano la “Vega”(termine spagnolo per indicare un terreno fertilissimo) andando a confluire nel rio Mannu e garantendo al terreno un’adeguata umidità indispensabile per le fitte colture di agrumi che caratterizzano il territorio. I possedimenti dei Camaldolesi nel Campidano di Milis sono confermati nel 1211 sotto Costantino II d’Arborea, Agli stessi frati si devono le opere di edificazione di chiese, come la chiesa di San Paolo, all'ingresso del paese, San Giorgio di Calcaria, San Pietro di Milis Pizzinnu. Milis è citato in racconti e poesie dai più grandi scrittori sardi, è stato menzionato da Grazia Deledda, Sebastiano Satta, Peppino Mereu e Antioco Casula(montanaru).

  • Il"campidano di milis".

Il campidano tutto si divideva in tre parti, Campidano di Oristano, campidano centrale, corrispondente alla parte intermedia della pianura e il Campidano di Cagliari, con il termine Campidano si intende un'area unitaria. Il campidano di Oristano era diviso in tre parti: Campidano di Simaxis, campidano majore(Maggiore) e campidano di Milis, Il campidano di Milis comprendeva i comuni di Milis, San Vero Milis, Bauladu, Tramatza, Narbolia, Seneghe e Bonarcado, il capoluogo era Milis ed abbracciava un vasto territorio, dal montiferru alla penisola del sinis, ricco di nuraghe, monumenti e chiese, i più noti erano sicuramente il nuraghe S’Uraki a San Vero Milis, nuraghe Traddori a Narbolia, la chiesa di San paolo a Milis, di nostra signora di Bonacatu a Bonarcado e quella di san Gregorio a Bauladu.

  • Aeroporto militare italo-tedesco.

Nel territorio di Milis(presso le strade provinciali di San vero Milis, Tramatza e Bauladu) sorgeva l'aeroporto militare, uno tra i più attivi dell'epoca, in Sardegna, della seconda guerra mondiale, era definito "l'aeroporto invisibile "perché nascosto dagli aranceti e quindi non facile da individuare, per contrastare gli aerei degli "alleati"la contraerea era posizionata nella collina sulla strada per Seneghe, purtroppo un aereo "alleato" colpito, s'incendiò e cadde proprio sull'aeroporto che così venne individuato dagli altri aerei che si stavano ritirando, il 3 luglio 1943 gli "alleati" con molti aerei a disposizione sferrarono un gigantesco attacco che con i bombardamenti distrussero l'aeroporto facendo numerose vittime tra i militari italiani e tedeschi e facendo vittime anche tra i civili milesi, i militari e i civili periti vennero sepolti nel cimitero di Milis in una zona destinata a cimitero di guerra che in seguito e diventato "monumento nazionale".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Parrocchia di san Sebastiano
  • Chiesa di Santa Vittoria: al suo interno sono state rinvenute tombe del VI-VII secolo. Conserva un altare ligneo seicentesco. Una delle campane del campanile era appartenuta a Palazzo Boyl. La famiglia Boyl donò alla chiesa una lettiga di legno sulla quale era esposta la statua di Gesù durante la rievocazione del Su icravamentu. La chiesa è sede della confraternita dello Spirito Santo. Visitabile per appuntamento.
  • Chiesa di san Giorgio, sorta intorno al 1637, in origine esterna all'abitato, nella parte nord del paese, consiste in una modesta struttura. Visitabile per appuntamento.
  • Chiesa della Madonna del Buon cammino, è sorta nell'Ottocento, a circa 1 km dal centro abitato, accessibile solo a piedi tramite sentiero. Visitabile per appuntamento.
  • Chiesa di San Pietro in Vincoli di Milis Pizzinnu (1300) a 2 km dall'abitato in aperta campagna, il santo si festeggiava, fino agli anni ottanta del XX secolo, la prima domenica di settembre. Raggiungibile solo a piedi senza neanche sentiero.
  • Palazzo Boyl venne costruito nel XVII secolo dai marchesi Boyl, originari del Piemonte e imparentati con il casato dei Savoia, fu utilizzato come residenza estiva, accogliendo nei secoli successivi ospiti illustri (Carlo Felice e Carlo Alberto, il generale La Marmora, Gabriele d'Annunzio, il bibliotecario del re di Francia, Antoine Valéry (1789-1847)[4], nel 1838 per alcuni giorni ospitò il famoso scrittore Honoré de Balzac, si presume che durante il suo soggiorno cominciò a scrivere la famosissima commedia teatrale "L'école des ménages"[5]. All'interno del palazzo è ospitato il "Museo del costume e del gioiello sardo", visitabile su appuntamento, col restauro del palazzo è stato costruito, nel cortile, un anfiteatro in pietra e granito che può contenere circa 700 persone e utilizzato per eventi di vario genere.
Piazza martiri con la villa boyl
  • Villa Pernis sorge all'ingresso sud del paese ed è un caseggiato(in via di restauro) a forma di "elle" di circa 500 metri di lunghezza per 10 metri di larghezza con circa 4 ettari di agrumeto, costruita alla fine del 1800 da Benvenuto Pernis e destinato all'allevamento di cavalli destinati all'esercito regio e collegato a"tanca regia"di Abbasanta, nella seconda guerra mondiale la villa è stata utilizzata come caserma militare e vi alloggiavano i soldati in guerra, ora una parte è stata restaurata e verrà adibità a ristorante e albergo affiancati da un centro servizi per il turismo.
Villa pernis
  • Il "cimitero di guerra" all'interno del cimitero paesano, presso la chiesa di san Paolo accoglie le spoglie di soldati e civili italiani e tedeschi periti durante un bombardamento inglese nel 1943 su una pista d'atterraggio in precedenza nascosto dagli aranceti. Monumento nazionale[senza fonte].
    Cimitero di guerra

Società[modifica | modifica sorgente]

Milis è composto da circa 600 famiglie alcune delle quali di provenienza estera, con una media di 2,5 persone a nucleo familiare, gli emigrati sparsi in tutto il mondo sono 130, gli elettori sono 1350 di cui 700 donne e 650 uomini. Essendo non distante dalle località di mare ha avuto un discreto incremento il flusso turistico, alcuni dei quali hanno acquistato casa solo per la loro permanenza estiva. Milis è un paese di natura agricola soprattutto per la coltivazione degli agrumi, di conseguenza i frutti dovevano essere venduti, da qui nacque il milese commerciante che si spostava coi carri a buoi prima e con i camion ora di paese in paese, una leggenda metropolitana vorrebbe che Cristoforo Colombo al suo arrivo nelle americhe trovò un milese che vendeva le arance, molti aprirono bottega nei più importanti centri della Sardegna, oltre alle arance il milese commerciava la vernaccia il vino più famoso della provincia di Oristano e allora oltre ai magazzeni di frutta si aprirono i bar, nella pausa agrumicola il commerciante portava nei paesi, specialmente in occasione di feste paesane, il pesce arrosto, per trasportarlo usavano le ceste di canna (cadinus).

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo folk Milis Pizzinnu

Milis è un paese ricco di tradizioni ed eventi. Le tradizioni folcloristiche e popolari vengono portate avanti dall'associazione di tradizioni popolari Milis Pizzinnu che presenta le danze e il costume di Milis in varie parti dell'isola e in tutta l'Italia.

Festival la vega
  • La bibliotecca "Giorgio Manca" è una delle più antiche della zona e raccoglie antichissimi libri oltre che moderni,è stata completamente ristrutturata ed è gestitata dall'unione dei comuni "sinis montiferru"accoglie un'internet point, una sala video ed una sala musicale.
  • Settimana Santa:il giovedì santo alle ore 13,00 tre persone in saio bianco, scalze e incapucciate (mammutinus)portano in giro, presso ogni stazione, la croce con le scale, di pomeriggio si effettua il lavabo; il venerdì santo di prima mattina si porta in processione(s’inghiriedda)la Maria, il pomeriggio discesa de sa lattera e successivamente si solge su scravamentu, in seguito, di notte la processione con la croce, le scale, sa lattera con gesù deposto e maria, essendo di notte, le vie sono illuminate da ceri o lumicini dando all’evento un tocco di tradizione e umiltà, la domenica di pasqua si effettua “s’incontru“, tutta la settimana santa è meta di numerosi turisti.
  • Primavera in Giardino: Si svolge in primavera l’evento cultural-floreale più grande della Sardegna alla quale partecipano numerosi espositori provenienti da tutte le regioni italiane e alcuni anche dall’estero presentando e vendendo ogni tipo di fiore o pianta, in contemporanea si tengono convegni, filmati e mostre.
  • Sagra dei Ceci: La domenica successiva al 19 marzo, per san Giuseppe, si svolge la ultra centenaria sagra dove si possono gustare i ceci cotti con finocchietto selvatico.
  • Rassegna dei Vini novelli: Tale evento è un'importante vetrina culturale oltre che gastronomico, si svolge nel mese di novembre, il tutto contornato con manifestazioni collatterali di tipo gastronomico, musicale e culturale.
  • Festival internazionale del folklore "La Vega":In estate (agosto) l'evento culturale oltre che folkloristico più importante è il festival internazionale di danza e musica etnica "La Vega" che prevede la partecipazione di numerosi gruppi etnici di tutto il mondo i quali con vari convegni e ed esibizioni confrontano i loro usi e costumi.

Persone legate a Milis[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Uda (Milis 1765-Bosa 1845), teologo, parroco a Oristano, vescovo di Bosa fino al 1845.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 395.
  4. ^ Antoine Valéry, nel suo resoconto del viaggio compiuto in Corsica e in Sardegna (Voyages en Corse a l'ile d'Elbe, et en Sardigne, Paris 1835) definì gli aranceti di Milis come "giardino delle Esperidi"
  5. ^ Honoré de Balzac, L'école des ménages, a cura di Corrado Piana, Cargeghe, Editoriale Documenta, 2011.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Mele. Montiferru. Casa editrice EdiSar - Cagliari, 1993.
  • G. F. Fara: “Chorografia Sardiniae. De rebus sardois”, manoscritto 1580, Torino 1838.
  • C. Vacca: “Panorama di Milis”, Tipografia Militare, Cagliari 1946.
  • R. Delogu: “L’architettura del Medio Evo in Sardegna”, Roma 1953.
  • D. Scano: “Storia dell’arte in Sardegna dall’XI al XIV secolo”, Cagliari 1907.
  • Della Marmora: “Itinerario dell’isola di Sardegna del conte Alberto Della Marmora”, Cagliari 1868.
  • Archivio della Soprintendenza ai B.A.A.A.S. per le provincie di Cagliari e Oristano.
  • F. Cherchi Paba: “La Chiesa Greca in Sardegna”, Cagliari 1963.
  • F. Cherchi Paba: “Evoluzione Storica dell’Attività Industriale Agricola Caccia e Pesca in Sardegna”, Cagliari 1974.
  • R. Coronero: “Architettura Romanica dalla Metà del Mille al Primo ‘300”, Nuoro. 1993.
  • Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, ristampa del testo di Enrico Besta riveduto da Maurizio Virdis, Oristano 1982.
  • G. Zanetti: “I Camaldolesi in Sardegna”, Editrice Fossataro Cagliari 1974.
  • G. Tola: “Schede di restauro”, Soprintendenza B.A.A.A.S. Cagliari.
  • B.Vacca: “Progetto per la sostituzione degli infissi della Chiesa di San Paolo” - Relazione, Milis 1982.
  • G.Ari: "Mighlis, o regno di Milis"-
  • Associazione tradizioni popolari Milis pizzinnu: "1982-2002,ventennale della fondazione".
  • Associazione tradizioni popolari Milis pizzinnu: "1982-2012,trent'anni di musica e danze popolari".

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