Milis

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Milis
comune
Milis – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Oristano-Stemma.png Oristano
Amministrazione
Sindaco Antonia Fabiola Putzolu (lista civica "Insieme per Milis") dall'11/06/2012
Territorio
Coordinate 40°03′05″N 8°38′17″E / 40.051389°N 8.638056°E40.051389; 8.638056 (Milis)Coordinate: 40°03′05″N 8°38′17″E / 40.051389°N 8.638056°E40.051389; 8.638056 (Milis)
Altitudine 72 m s.l.m.
Superficie 18,67 km²
Abitanti 1 578[1] (30-09-2014)
Densità 84,52 ab./km²
Comuni confinanti Bauladu, Bonarcado, San Vero Milis, Seneghe, Tramatza
Altre informazioni
Cod. postale 09070
Prefisso 0783
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095027
Cod. catastale F208
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 069 GG[2]
Nome abitanti milesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Milis
Milis
Posizione del comune di Milis all'interno della provincia di Oristano
Posizione del comune di Milis all'interno della provincia di Oristano
Sito istituzionale

Milis (Mirìs in sardo[3]) è un comune italiano di 1.578 abitanti della provincia di Oristano in Sardegna, a ridosso della catena montuosa del Montiferru.

All'epoca della Sardegna giudicale fu il capoluogo della curatoria del Campidano di Milis, nel Giudicato d'Arborea, e si trova nella regione storica del Campidano di Oristano.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio si estende per una lunghezza di circa 8 km e per una profondità di circa 2 km lungo il corso del Riu Mannu. L'area è ricchissima d'acque sorgive, che si raccolgono in numerosi piccoli corsi d'acqua, affluenti del Riu Mannu, che attraversano i terreni fertili.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In età nuragica il territorio vide la presenza di numerosi nuraghi, di cui si conservano il nuraghe Cobulas e il nuraghe Tronza, situato sulle rive del Riu Mannu.

L'origine del toponimo "Milis" si suole far risalire al termine latino miles (soldato).

I monaci camaldolesi di Bonacardo iniziarono lo sfruttamento del territorio, ricco d'acqua, impiantandovi coltivazioni e in particolare un frutteto nell'attuale località di Ortus de is Paras e Milis fu conosciuta in tutta l'isola anche nei secoli successivi come luogo di produzione di agrumi cereali e vernaccia dalle uve della valle del Tirso.

Milis era nel territorio del Giudicato di Arborea, nella regione storica del Campidano di Oristano ed era capoluogo della curatoria del Campidano di Milis.

Il comune venne fondato nel XIII secolo. I possedimenti dei frati camaldolesi erano stati confermati nel 1211 da Costantino II d'Arborea. I monaci edificarono anche numerose chiese, tra le quali la chiesa di San Paolo, all'ingresso del paese, e quelle di San Giorgio di Calcaria e di San Pietro di Milis Pizzinnu.

Anche dopo la fine dei giudicati mantenne la funzione di capoluogo locale ed ospitò anche in seguito il carcere, il tribunale e il comando dei carabinieri.

Durante la seconda guerra mondiale ospitò un aeroporto militare italo-tedesco, definito "aeroporto invisibile" perché nascosto dagli aranceti. In seguito all'abbattimento di un aereo nemico venne tuttavia individuato dagli Alleati e bombardato il 3 luglio del 1943, facendo anche vittime tra i civili. I caduti vennero seppelliti nel cimitero del paese in una zona separata.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Sebastiano
  • Chiesa di Santa Vittoria: al suo interno sono state rinvenute tombe del VI-VII secolo. Conserva un altare ligneo seicentesco. Una delle campane del campanile era appartenuta a palazzo Boyl. La famiglia Boyl donò alla chiesa una lettiga di legno sulla quale era esposta la statua di Gesù durante la rievocazione del Su icravamentu. La chiesa è sede della confraternita dello Spirito Santo.
  • Chiesa di San Giorgio, sorta intorno al 1637, in origine esterna all'abitato, nella parte nord del paese, consiste in una modesta struttura.
  • Chiesa della Madonna del Buon cammino, sorta nell'Ottocento, a circa 1 km dal centro abitato, accessibile solo a piedi tramite sentiero.
  • Chiesa di San Pietro in Vincoli di Milis Pizzinnu (1300) a 2 km dall'abitato in aperta campagna. Il santo si festeggiava, fino agli anni ottanta del XX secolo, la prima domenica di settembre. Raggiungibile solo a piedi.
Cimitero di guerra
  • Cimitero di guerra, all'interno del cimitero paesano, presso la chiesa di San Paolo, accoglie le spoglie di soldati e civili italiani e tedeschi periti durante il bombardamento alleato dell'aeroporto militare nel 1943.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Piazza dei Martiri con il palazzo Boyl
  • Palazzo Boyl, costruito nel XVII secolo, venne ampliato ed utilizzato come residenza estiva dai marchesi Boyl - originari del Piemonte e imparentati con i Savoia - che lo avevano acquisito nel XIX secolo attraverso il matrimonio con l'ultima proprietaria: donna Maddalena Vacca Salazar[4]. Accolse ospiti illustri (Carlo Felice e Carlo Alberto di Savoia, il generale La Marmora, Gabriele d'Annunzio, il bibliotecario del re di Francia, Antoine Valéry (1789-1847)[5] e nel 1838 per alcuni giorni Honoré de Balzac[6]). All'interno del palazzo è ospitato il "Museo del costume e del gioiello sardo"; nel cortile è presente un moderno anfiteatro in pietra e granito che può ospitare per eventi circa 700 persone.
Villa pernis
  • Villa Pernis, costruita alla fine dell'Ottocento all'ingresso sud del paese da Benvenuto Penis per l'allevamento dei cavalli destinati all'esercito regio e collegata alla tenuta regia (tanca regia) di Abbasanta. Comprende un edificio con pianta ad L di circa 500 m di lunghezza e 10 m di larghezza e circa 4 ettari di agrumeto. Danneggiata dall'utilizzo come caserma militare durante la seconda guerra mondiale, è stata in parte restaurata per ospitare un centro di servizi per il turismo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

Il locale gruppo folk Milis Pizzinnu

Storicamente il commercio degli agrumi si svolgeva con carri di buoi e poi con camion di paese in paese. Insieme alle arance si commerciava anche la produzione di vernaccia. Veniva anche venduto, in occasione di feste paesane, il pesce arrosto, trasportato con ceste di canna (cadinus).

A Milis si svolgono tradizionali celebrazioni della Settimana Santa:

  • il Giovedì santo, alle ore 13, tre persone in saio bianco, scalze e incappucciate, (mammutinus) portano in giro, presso ogni stazione, la croce con le scale; il pomeriggio si effettua la lavanda dei piedi (lavabo);
  • il Venerdì santo di prima mattina si porta in processione la statua di Maria (s’inghiriedda); il pomeriggio avviene la discesa de sa lattera e successivamente si svolge su scravamentu, e la notte, con le vie illuminate da ceri o lumini, la processione con la croce, le scale, sa lattera con Gesù deposto e Maria;
  • la domenica di Pasqua si effettua s’incontru.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Mattigheddas
  • Barigau
  • Curtilla manna
  • Sa cabina
  • Funtana Intru
  • Craccazu
  • Funtana manna

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca "Giorgio Manca" gestita dall'unione dei comuni "Sinis Montiferru".

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival la vega
  • Primavera: "Primavera in giardino", fiera floreale con esposizione di fiori e piante, durante la quale si tengono inoltre convegni, filmati e mostre.
  • Domenica successiva al 19 marzo (festa di san Giuseppe): "sagra dei Ceci", antica sagra con degustazione di ceci cotti con finocchietto selvatico.
  • Mese di novembre: "Rassegna dei vini novelli" con manifestazioni gastronomiche, musicali e culturali.

Persone legate a Milis[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 395.
  4. ^ http://www.araldicasardegna.org/palazzi_quadri_oggettistica/quadro_maddalena_vacca.html
  5. ^ Antoine Valéry, nel suo resoconto del viaggio compiuto in Corsica e in Sardegna (Voyages en Corse a l'ile d'Elbe, et en Sardigne, Paris 1835), definì gli aranceti di Milis come "giardino delle Esperidi"
  6. ^ Balzac durante il suo soggiorno a Milis avrebbe iniziato a scrivere la commedia teatrale "L'école des ménages": Honoré de Balzac, L'école des ménages, a cura di Corrado Piana, Cargeghe, Editoriale Documenta, 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Mele. Montiferru. Casa editrice EdiSar - Cagliari, 1993.
  • G. F. Fara: “Chorografia Sardiniae. De rebus sardois”, manoscritto 1580, Torino 1838.
  • C. Vacca: “Panorama di Milis”, Tipografia Militare, Cagliari 1946.
  • R. Delogu: “L’architettura del Medio Evo in Sardegna”, Roma 1953.
  • D. Scano: “Storia dell’arte in Sardegna dall’XI al XIV secolo”, Cagliari 1907.
  • Della Marmora: “Itinerario dell’isola di Sardegna del conte Alberto Della Marmora”, Cagliari 1868.
  • F. Cherchi Paba: “La Chiesa greca in Sardegna”, Cagliari 1963.
  • F. Cherchi Paba: “Evoluzione storica dell’attività industriale agricola caccia e pesca in Sardegna”, Cagliari 1974.
  • R. Coronero: “Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ‘300”, Nuoro. 1993.
  • Il Condaghe di Santa Maria di Bonarcado, ristampa del testo di Enrico Besta riveduto da Maurizio Virdis, Oristano 1982.
  • G. Zanetti: “I Camaldolesi in Sardegna”, Editrice Fossataro Cagliari 1974.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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