Battaglia di Ancona

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Coordinate: 43°36′43.42″N 13°30′52.19″E / 43.61206°N 13.514497°E43.61206; 13.514497

Battaglia per Ancona
Il Generale Anders, protagonista della battaglia di Ancona
Il Generale Anders, protagonista della battaglia di Ancona
Data 16 giugno - 18 luglio 1944
Luogo Ancona
Esito Vittoria Alleata
Schieramenti
Comandanti
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Porta Santo Stefano, ad Ancona dove le truppe guidate da Władysław Anders entrarono per liberare la città.

La battaglia di Ancona, anche se è più corretto chiamarla Battaglia per Ancona, è stata una battaglia della seconda guerra mondiale che vide il II Corpo d'armata polacco (polacco: Drugi Korpus Wojska Polskiego) affrontare l'esercito tedesco che occupava la città e il porto di Ancona. Questo porto adriatico, al pari di quello di Livorno sul Tirreno, era infatti necessario per permettere alle forze alleate una ulteriore avanzata verso nord, in quanto i porti di Napoli e di Brindisi erano ormai troppo lontani dal fronte per permettere regolari rifornimenti alle truppe[1]. La battaglia durò dal 16 giugno al 18 luglio 1944.

Il Secondo Corpo polacco, come già durante la battaglia di Monte Cassino, era comandato dal generale Władysław Anders, al quale era stato affidato il comando del settore adriatico del fronte italiano il 17 giugno 1944.

Il Secondo Corpo, che dal punto di vista operativo dipendeva dall'Ottava Armata britannica, era costituito da due divisioni di fanteria (3a Divisione "Fucilieri dei Carpazi" e 5a Divisione “Kresowa”); dalla 2a Brigata corazzata, formata da tre reggimenti (1º Reggimento "Lancieri di Krechowce", 4º Reggimento "Scorpione", 6º Reggimento "Bambini di Leopoli"); dalle truppe di Corpo d'Armata, composte di artiglieria, di servizi e del Reggimento esplorante "Lancieri dei Carpazi". Gli effettivi comprendevano anche il "Servizio Ausiliario Femminile" ed erano in totale circa 43.000. Il Corpo fu incaricato della cattura della città di Ancona il 16 giugno 1944 e realizzò il compito assegnatogli solo un mese dopo.

Fasi della battaglia[modifica | modifica sorgente]

Fase preliminare della battaglia di Ancona è considerato l'attraversamento del fiume Chienti, che le truppe polacche raggiunsero il 21 giugno; fino al 30 giugno lungo le sponde di questo fiume si susseguirono aspri combattimenti, tra cui la battaglia di Filottrano e l'occupazione della città di Osimo (6 luglio 1944) fino a quel momento eletta "capitale delle Marche" in quanto tutti i centri di potere fascista erano stati portati a Osimo e dintorni dopo i bombardamenti dell'ottobre 1943 di Ancona.

L'offensiva principale iniziò il 17 luglio lungo il fronte sulla Linea Edith così chiamata dai tedeschi. La manovra prevedeva un accerchiamento della città dorica, che sarebbe stata raggiunta da nord e non da sud, come invece era prevedibile che accadesse. La prima mossa di questa manovra fu la conquista da parte delle truppe polacche del Monte della Crescia, nei dintorni di Offagna, ad ovest di Ancona in territorio osimano. La sera del 17 luglio le truppe polacche arrivarono ad Agugliano e la mattina seguente conquistarono Offagna, dove i tedeschi avevano sferrato un contrattacco.

Nello stesso giorno i polacchi raggiunsero Chiaravalle, già a nord di Ancona, mentre le loro truppe corazzate raggiungevano il mare nella zona delle Torrette, frazione settentrionale di Ancona, nel tentativo di impedire ai difensori tedeschi di Ancona di uscire dalla città in direzione della Linea Gotica. La manovra ha un successo solo parziale, in quanto alcune truppe tedesche riescono a sfuggire l'accerchiamento. Il Secondo Corpo d'Armata Polacco entrò in Ancona attraverso Porta Santo Stefano alle 14:30 del 18 luglio.[2]

Durante le varie fasi della battaglia, compresa la liberazione finale di Ancona, le forze polacche furono coadiuvate dagli italiani[1]: sotto il comando polacco operavano infatti anche truppe del Corpo Italiano di Liberazione (CIL), comandato dal gen. Umberto Utili e con un organico di circa 25 000 uomini e i partigiani "Patrioti della Maiella", comandati da Ettore Troilo. Un reparto di volontari italiani, la 111a Compagnia Difesa Ponti, affiancava i polacchi dopo essere stato addestrato come commando. La linea tedesca sul fiume Musone, tra Osimo e Filottrano, fu abbattuta però dal IX Reparto d'Assalto italiano dopo numerosi tentativi polacchi che ebbero molte perdite. (vedi cimitero polacco Loreto). Il generale Anders dichiarò che la Battaglia sul Musone per la conquista di Ancona fu la più cruenta per le truppe polacche dopo quella di Monte Cassino.

Dopo la battaglia[modifica | modifica sorgente]

Fasi della Battaglia di Ancona

Dopo la conquista di Ancona gli Alleati (e con essi il Secondo Corpo Polacco) poterono pensare allo sfondamento della Linea Gotica. La presa di Ancona fu l'unica operazione che il Secondo Corpo polacco compì in maniera del tutto autonoma.

Nella città appena liberata si instaura una proficua collaborazione tra polacchi e italiani. Il coordinamento delle attività amministrative è affidato a Carlo Albertini, comandante del 3º Corpo dei Vigili del Fuoco. Insieme ai suoi uomini si era dedicato con dedizione al soccorso dei cittadini dopo i bombardamenti alleati che erano iniziati nell'ottobre 1943 e che, continuando per mesi, avevano provocato più di mille morti, 58.000 sfollati e vaste distruzioni in città, specie nella zona del porto[3]. Sotto tutela degli alleati si ricostituì in Ancona la pubblica amministrazione.

Il generale Władysław Anders ricevette la cittadinanza onoraria di Ancona l'8 dicembre 1945.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Giuseppe Campana. 1943-1947 Il II corpo d'armata polacco in Italia. Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche, Ancona, 2002.
  2. ^ Terlecki, Arct. pag. 101 (op.cit.)
  3. ^ Giuseppe Campana e Raimondo Orsetti (a cura di). Ancona 1944 - Immagini dei fotografi di guerra inglesi e polacchi. Regione Marche - Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche, luglio 2004.
  4. ^ Il generale Anders. URL consultato il 29-11-2007. da cultura.marche.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Campana e Raimondo Orsetti (a cura di). Ancona 1944 - Immagini dei fotografi di guerra inglesi e polacchi. Regione Marche - Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche, luglio 2004.
  • Giuseppe Campana. La Battaglia di Ancona del 17-19 luglio 1944. Ancona, 2002.
  • Giuseppe Campana. 1943-1947 Il II corpo d'armata polacco in Italia. Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione delle Marche, Ancona, 2002.
  • Rapporto sulle operazioni del II corpo polacco nel settore adriatico. Ancona, 1999.
  • (PL) Wojsko Polskie 1939-1945: barwa i broń. Warszawa: Wydawnictwo Interpress, 1984. ISBN 83-223-2055-8.
  • (EN) Olgierd Terlecki e Beryl Arct. Poles in the Italian campaign, 1943-1945. Interpress for the Council for Protection of Monuments of Struggle and Martyrdom, 1972.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]