Marina Cobelligerante Italiana

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Regia Marina Cobelligerante
Italian Co-Belligerent Navy
Bandiera della Regia Marina Cobelligerante
Bandiera della Regia Marina Cobelligerante
Descrizione generale
Attiva 8 settembre 1943 - 10 giugno 1946
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Alleati (1943-1945)
Servizio marina militare
Sede dello Stato Maggiore Salerno (1943-1945)
Patrono santa Barbara
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
Guerra di Liberazione
Campagna d'Italia
Comandanti
Comandanti degni di nota ammiraglio Carlo Bergamini
capitano di vascello Adone Del Cima
Simboli
Bandiere

Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Bandiera navale

Naval jack of Italy (1879-ca. 1900).svg Naval jack of Italy (ca. 1900-1946).svg
Bandiera di bompresso

Masthead pennant of the Kingdom of Italy.svg
Fiamma (dal 1943)

Stemma CoA Regia Marina.svg
fonti:[1][2]

fonti citate nel corpo del testo

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La Marina Cobelligerante Italiana, anche Regia Marina Cobelligerante, detta, informalmente, Marina del Sud, fu la marina militare del Regno d'Italia schierata in combattimento al fianco degli Alleati di stanza nel Sud-Italia dopo 8 settembre 1943.

La Regia Marina Cobelligerante ebbe un ruolo importante nel conflitto che seguì la firma dell'armistizio. In totale, cinque corazzate, otto incrociatori, 33 cacciatorpediniere di squadra, 39 sottomarini, dodici motosiluranti (MAS), una ventina di torpediniere, 25 moderne corvette della nuova classe Gabbiano, una nave appoggio idrovolanti (la Giuseppe Miraglia), alcuni sommergibili e tre posamine aderirono alla flotta della Marina Cobelligerante Italiana. Vi erano, inoltre, quattro squadriglie di idrovolanti sotto il comando dell'Aeronautica Cobelligerante.

L'armistizio e le prime reazioni[modifica | modifica wikitesto]

A seguito dell'armistizio la Regia Marina non si disgregò, nonostante lo sbandamento provocato dagli eventi, dando esempio di grande disciplina.[3] Per adempiere alle disposizioni di Supermarina l'Ammiraglio Carlo Bergamini, s'imbarcò sull'ammiraglia della flotta italiana, la regia corazzata "Roma", al cui comando c'era Adone Del Cima, e con essa partì dalla Spezia con la flotta da combattimento al fine di unirsi agli Alleati con tutte le sue navi, eseguendo così le disposizioni armistiziali. Durante la navigazione, tuttavia, aerei tedeschi attaccarono la Roma, affondandola.[4][5] Bergamini e gran parte dell'equipaggio morirono nell'attacco.[6] Dopo l'armistizio, per mesi i marinai resistettero, operando sulle unità e a terra, all'attacco delle forze armate naziste: a Roma, Genova, Livorno, Bastia, La Maddalena, Piombino, Portoferraio, Napoli, Castellammare di Stabia, Bari, Spalato, Tivat, Cefalonia, Corfù, Rodi, Stampalia, Lero[7], e Samo. I caduti, nel solo mese di settembre, furono più di quattromila.[3] La resistenza nel mar Egeo fu vinta solo nel novembre 1943.[3]

La cobelligeranza nella Guerra di liberazione[modifica | modifica wikitesto]

Un accordo di cobelligeranza e cooperazione con gli Alleati fece in modo che i marinai italiani poterono continuare a combattere, dando così un consistente contributo alla Guerra di liberazione italiana, operando in mare e partecipando alle operazioni sui fronte di terra.[3] Molto attiva fu Mariassalto, che raccolse l'eredità della Xª Flottiglia MAS, effettuando varie azioni di sabotaggio, tra le quali gli affondamenti della portaerei Aquila (notte del 19 aprile 1945 da parte di un gruppo di incursori, tra cui il sottotenente di vascello Nicola Conte[8] e il sottocapo Evelino Marcolini, nel porto di Genova[9]) e dell'incrociatore Bolzano (operazione denominata "QWZ", nella notte del 21 giugno 1944 nel porto di La Spezia[10]) e numerosi sbarchi di sabotatori italiani, inglesi e statunitensi dietro le linee.

Il primo reparto ad entrare ed a riprendere il controllo di Venezia, impedendo alcuni atti di sabotaggio tedesco, fu proprio un reparto di Nuotatori Paracadutisti del Reggimento "San Marco"[11]. Inoltre gli uomini del San Marco erano inquadrati come fanteria di marina nel gruppo di combattimento "Folgore", e con questa unità parteciparono alle operazioni terrestri della Guerra di liberazione italiana nel corso del 1945.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La bandiera, Marina Militare italiana. URL consultato il 2 gennaio 2011.
  2. ^ Araldica militare su iagi.info. URL consultato il 2 gennaio 2011.
  3. ^ a b c d La Seconda Guerra Mondiale, dal sito della Marina Militare
  4. ^ Ammiraglio Carlo Bergamini, dal sito della Marina Militare
  5. ^ L'ammiraglia della flotta italiana venne colpita da due bombe FX-1400 sganciate dagli aerei tedeschi.
  6. ^ L'Ammiraglio Carlo Bergamini verrà insignito in seguito della Medaglia d'Oro al valore militare.
  7. ^ A Lero i marinai italiani resistettero 8 settimane.
  8. ^ L'affondamento dell'Aquila sul sito della Marina Militare in marina.difesa.it. URL consultato il 15 dicembre 2010.
  9. ^ Biografia di Marcolini sul sito della Marina Militare in marina.difesa.it. URL consultato il 15 dicembre 2010.
  10. ^ Anaim.it Resoconto dell'attività di Mariassalto in anaim.it. URL consultato il 15 dicembre 2010.
  11. ^ Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna - vol. XIII - "Una patria, due marine", p. 51

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]