Stampalia

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Stampalia
Αστυπάλαια
Astipalea.jpg
Geografia fisica
Localizzazione Mare Egeo
Coordinate 36°33′29″N 26°21′06″E / 36.558056°N 26.351667°E36.558056; 26.351667Coordinate: 36°33′29″N 26°21′06″E / 36.558056°N 26.351667°E36.558056; 26.351667
Arcipelago Dodecaneso
Superficie 97 km²
Geografia politica
Stato Grecia Grecia
Periferia Egeo Meridionale
Unità periferica Kalymnos
Demografia
Abitanti 1.238 (2001)
Densità 11,06 ab./km²
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Stampalia

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Stampalia, (in greco Αστυπάλαια, Astypalaia, probabilmente dall'espressione άστυ + παλαιός, àstu + palaiòs, vale a dire "città antica"; in turco ottomano استانبوليه İstanbulye o İstanbolye[1]) è un'isola dell'Egeo. È l'isola più occidentale del Dodecaneso. Geograficamente e storicamente è anche considerata parte delle Cicladi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola ha una forma di farfalla le cui due ali sono unite da un breve istmo. Dista 23 miglia nautiche dall'isola di Anafi nelle Cicladi. Una caratteristica dell'isola è l'assenza di serpenti e la presenza di qualche coniglio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la mitologia Astipalea era sorella di Europa e figlia di Agenore e di Telefassa. Dalla cui unione con Poseidone nacque Euripilo re dell'isola di Coo. L'isola, il cui toponimo originario significa "città antica", fu invasa dai Dori che vi trovarono una precedente colonia fenicia. In età storica fu colonia di Argo e poi di Megara. In epoca ellenistica fece parte del regno dei Tolomei d'Egitto. Fu sottomessa dai Romani e con la spartizione dell'impero romano del IV secolo passò sotto l'impero bizantino di cui seguì le sorti fino al 1204, anno in cui, in seguito agli eventi della IV crociata entrò nell'orbita della Repubblica di Venezia, diventando per più di tre secoli feudo della famiglia veneziana dei Querini[2]. Nel 1537 fu espugnata dai turchi ottomani che la tennero fino al 1912, anno in cui in seguito alla guerra italo-turca passò sotto dominio italiano insieme alle altre isole del Dodecaneso. I tedeschi la occuparono il 22 ottobre 1943 e la tennero fino alla fine della guerra, nel maggio 1945. Passò poi sotto occupazione britannica e nel marzo del 1947, per effetto del Trattato di Parigi, entrò a far parte della Grecia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'isola costituisce un comune della periferia dell'Egeo Meridionale (unità periferica di Kalymnos) con 1.238 abitanti al censimento 2001[3].

Chora è il centro maggiore, costruita ad anfiteatro intorno alla collina su cui sorge il castello veneziano. Ha un aspetto tipicamente cicladico con candide case e qualche mulino a vento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tale nome comincia a comparire dei documenti delle Capitolazioni fin dal 1540. La somiglianza con il ben più famoso toponimo İstanbul non è da considerare del tutto casuale, in quanto il riferimento al nome della capitale ottomana (un cui sinonimo era Der-i Sa‘ādet, "Sede della felicità") era giudicato assolutamente propizio per il destino del piccolo centro dell'Egeo.
  2. ^ A Venezia esiste tuttora l'antico Palazzo Querini Stampalia.
  3. ^ Censimento 2001. URL consultato il 4 aprile 2011.

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