20ª Divisione fanteria "Friuli"

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20ª Divisione fanteria "Friuli"
20a Divisione Fanteria Friuli.png
Descrizione generale
Attiva 1939-luglio 1944
15 luglio 2013-oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Flag of Italy (1860).svg Regno del Sud
Alleanza Potenze dell'Asse (1940-1943)
Alleati (1943-1945)
NATO (2013-oggi)
Servizio Regio esercito
Esercito Cobelligerante Italiano
Esercito Italiano
Tipo divisione di fanteria
Dimensione 12.200 uomini circa
Caserma "Predieri" Rovezzano (Firenze, dal 2013)
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale (territorio metropolitano)
Invasione della Jugoslavia
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante in Capo Generale di divisione Flaviano Godio
Simboli
Mostrina Mostrina divisione friuli.jpg Mostrina divisione friuli.jpg

[1]

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La 20ª Divisione fanteria "Friuli" fu una grande unità di fanteria del Regio Esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. Impiegata brevemente nell'invasione della Jugoslavia, venne poi trasformata nel 1944 nel Gruppo di Combattimento "Friuli" per prendere parte alla guerra di liberazione. Una nuova Divisione "Friuli" è stata ricreata nel 2013 nell'ambito della soppressione del 1º Comando delle forze di difesa dell'Esercito Italiano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo di Combattimento "Friuli" e Brigata aeromobile "Friuli".

In attuazione della legge 29 giugno 1882 si costituisce in Milano il 1º novembre 1884 la Brigata "Friuli", contemporaneamente alla formazione dei reggimenti di fanteria 87° e 88°, che ne fanno parte. Essa partecipa alla prima guerra mondiale, operando nella zona del Carso di Monfalcone.[1]

Il 28 dicembre 1926 il Comando di brigata viene sciolto. Nel 1939 per trasformazione della 20ª Divisione di fanteria "Curtatone e Montanara" si costituisce la 20ª Divisione fanteria "Friuli" la quale, all'inizio della seconda guerra mondiale, inquadra l'87° e 88° Fanteria e il 35º Reggimento artiglieria "Friuli".[1]

Schierata nel 1940 alla fronte occidentale alpina nella zona Germanasca e Pellicene, non prende parte alle operazioni contro la Francia per il rapido concludersi delle ostilità. Spostata nel 1941 sul confine jugoslavo inserita nel VI Corpo d'Armata, entra in territorio nemico combattendo dal 6 al 18 aprile. Il 5 maggio rientra in Italia ed inizia l'addestramento per prendere parte all'operazione C3 (invasione di Malta). Dopo la rinuncia dell'Asse a tale operazione viene rischierata di presidio in Corsica (Col de Teghime, Bastia) nel novembre del 1942, sotto il comando del VII Corpo d'Armata. Superati i giorni dell'armistizio di Cassibile, la divisione passa in Sardegna e quindi nel continente dove il 20 settembre 1944 assume la denominazione di Gruppo di Combattimento "Friuli" guidato dal generale Arturo Scattini e prende parte alla guerra di liberazione.[1]

Nel dopoguerra il comando di divisione venne spostato a Firenze e, il 15 aprile 1960, l'unità venne trasformata in brigata, diventando quindi, il 23 settembre 1975, una brigata motorizzata. Dopo aver prestato soccorso alla popolazione colpita dall'alluvione del 1966, il 1º giugno 1991 la Brigata motorizzata "Friuli" venne rinominata Brigata meccanizzata "Friuli" e il comando venne trasferito a Bologna; poco dopo, il 21 settembre, gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Udine, di cui porta nello stemma araldico il castello.[2] Nel 1992 e nel 1994 la Brigata prese parte all'operazione Vespri siciliani in Sicilia, contemporaneamente alla missione ONU UNOSOM II in Somalia che vide impegnato il 78º Reggimento fanteria "Lupi di Toscana" e il 6º Reggimento bersaglieri. Dall'aprile al luglio 1997 la "Friuli" prese quindi parte all'operazione Alba in Albania, nella zona di Valona, venendo mobilitata dal marzo all'ottobre dell'anno successivo a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina) per l'operazione Constant Forge.[2]

In seguito alla trasformazione della Brigata da meccanizzata ad aeromobile avvenuta il 1º gennaio 1999 l'unità si vide assegnato il 7º Reggimento AVES "Vega" di Rimini. Dal 15 ottobre di quello stesso 1999 al 12 aprile 2000 la Brigata costituì la struttura portante e di comando della forza NATO impiegata nella "Communication Zone West" (zona di comunicazione occidentale]] della Kosovo Force in Albania, nell'ambito dell'operazione "Joint Guardian". Il passaggio a brigata aeromobile venne ufficializzato il 1º maggio del 2000 con il cambio di nome in Brigata aeromobile "Friuli" e l'acquisizione del 5º Reggimento AVES "Rigel", inquadrata dal 1º dicembre successivo nel 1º Comando forze di difesa di Vittorio Veneto. Con tale nome la Brigata ha costituito dal 6 settembre al 20 dicembre 2004 l'Italian Joint Task Force Iraq a Nasiriyya nell’ambito dell'operazione Antica Babilonia. Dal 23 aprile al 9 ottobre 2008 costituì il Regional Command West di Herat nell'ambito dell'operazione ISAF in Afghanistan e, dal 6 novembre 2009 al 6 maggio 2010, ha costituito la Joint Task Force Lebanon, con la responsabilità del settore ovest di UNIFIL, nell'ambito dell'operazione Leonte 7 in Libano.[2]

Il 15 luglio 2013 la Friuli si è ricostituita come Divisione (Comando divisione "Friuli" e Reparto comando e supporto logistico "Friuli") al comando del generale di divisione Flaviano Godio, con sede a Firenze nella caserma "Predieri".[3][4] Il 1º ottobre 2013, con l'effettivo scioglimento del 1º Comando FOD di Vittorio Veneto, la Divisione ha acquisito parte delle competenze del disciolto comando e le Brigate "Ariete", "Pozzuolo del Friuli" e "Friuli".[2]

Ordine di battaglia: 1940-1943[modifica | modifica sorgente]

  • 87º Reggimento fanteria "Friuli"
  • 88º Reggimento fanteria "Friuli"
  • 88ª Legione CC.NN. "Alfredo Cappellini"
  • 35º Reggimento artiglieria "Friuli"
    • I Gruppo artiglieria da 100/17
    • II Gruppo artiglieria da 75/27
    • III Gruppo artiglieria da 75/18
    • IV Gruppo artiglieria da 75/18
    • IV Gruppo artiglieria contraerea
      • 35ª Batteria artiglieria contraerea da 20/65
      • 320ª Batteria artiglieria contraerea da 20/65
      • 356ª Batteria artiglieria contraerea da 20/65
  • XX Battaglione mortai da 81
  • XX Battaglione semoventi controcarro L40 da 47/32
  • XX Battaglione genio
    • 52ª Compagnia genio
    • 20ª Compagnia mista telegrafisti/marconisti
    • 20ª Compagnia chimica
  • 26ª Sezione sanità
    • 81º Ospedale da campo
    • 82º Ospedale da campo
    • 83º Ospedale da campo
    • 491º Ospedale da campo
  • 13ª Sezione sussistenza
  • 19ª Sezione panettieri
  • 23ª Autosezione pesante
  • 58ª Sezione mista CC.RR.
  • 59ª Sezione mista CC.RR.
  • 60ª Sezione mista CC.RR.
  • 79º Ufficio posta militare
  • truppe di corpo d'armata:
    • un battaglione costiero
    • una compagnia mitraglieri
    • guarnigione di Bastia
      • tre battaglioni

Ordine di battaglia: 2013-oggi[modifica | modifica sorgente]

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

1940-1943
2013-oggi
  • Generale di divisione Flaviano Godio

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c 20ª Divisione fanteria "Friuli" in regioesercito.it. URL consultato il 17 novembre 2013.
  2. ^ a b c d Divisione "Friuli"-La storia in esercito.difesa.it. URL consultato il 17 novembre 2013.
  3. ^ Esercito, dal 1º luglio a Firenze la nuova Divisione "Friuli" in firenzepost.it, 12 giugno 2013. URL consultato il 28 luglio 2013.
  4. ^ Divisione Friuli in esercito.difesa.it, 16 luglio 2013. URL consultato il 28 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • George F. Nafziger, Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]