131ª Divisione corazzata "Centauro"

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131ª Divisione corazzata "Centauro"
CoA mil ITA arm bde Centauro.jpg
Scudetto della 131ª Divisione corazzata "Centauro"
Descrizione generale
Attiva 1939-1943 Divisione
1959-1986 Divisione
1986-2002 Brigata
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Patto tripartito e NATO
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Fanteria corazzata
Dimensione Divisione
Guarnigione/QG post 1959: Novara
Soprannome "Centauro"
Motto Fulmineo fuoco di fulminea mole
Decorazioni Medaglia di Bronzo al Valor Militare (fronte greco - Albania - Jugoslavia. 28 ottobre 1940 - 23 aprile 1941)
Parte di
Reparti dipendenti

post 1975:

  • 26º Battaglione "Bergamo" stanziato a Diano Castello (IM)
  • 3ª Brigata meccanizzata “Goito”
  • Brigata meccanizzata "Legnano"
  • 31ª Brigata corazzata “Curtatone”
  • 15º Gruppo squadroni esploranti “Cavalleggeri di Lodi”
  • 131º Gruppo artiglieria pesante campale “Vercelli”
  • 205º Gruppo artiglieria pesante campale “Lomellina”
  • Gruppo specialisti di artiglieria “Centauro”
  • Gruppo artiglieria contraerea leggera (Quadro)
  • 46º Gruppo squadroni ERI “Saggittario”
  • 131º Battaglione genio pionieri “Ticino”
  • 231º Battaglione trasmissioni “Sempione”
  • Battaglione logistico di manovra “Centauro”

[senza fonte]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 131ª Divisione corazzata "Centauro" è stata una grande unità del Regio Esercito e dell'Esercito Italiano nel secondo dopo guerra. Fu costituita il 20 aprile 1939 a Cremona dalla 1ª Brigata corazzata. Nel corso della seconda guerra mondiale fu stanziata in Albania, successivamente operò sul fronte greco e in Jugoslavia. Le unità principali della divisione (Comando, 31º Reggimento carristi e 5º Reggimento bersaglieri) furono trasferite in Tunisia nel novembre del 1942. Fu praticamente annientata negli ultimi giorni del marzo 1943. Sciolta nell'aprile del 1943 fu ricostituita il 1º novembre del 1959 e posta alle dipendenze del 3º Corpo d'Armata di Milano. Fu sciolta nel 1986 in seguito alla riorganizzazione dell'esercito italiano.

Organico divisionale al 20 aprile 1939[modifica | modifica sorgente]

La Divisione Centauro fu costituita il 20 aprile 1939 dalla 1ª Brigata corazzata, disciolta nella stessa data, sul seguente organico:

  • 31º Reggimento Carristi su:
    • I (VII), II (VIII), III (X) e IV (XXXI) Battaglione carri L[1] (i numeri fra parentesi indicano gli originari battaglioni L autonomi)
  • 5º Reggimento bersaglieri su:
    • XXII Battaglione motociclisti
    • XIV e XXIV Battaglione autoportato
  • 131º Reggimento artiglieria corazzata su:
    • I, II, III Gruppo (tutti su 75/27 trainati)
  • 131ª Sezione sanità
  • 131º Autoreparto
  • 79ª Sezione carabinieri
  • 80ª Sezione carabinieri

Operazioni sul fronte balcanico[modifica | modifica sorgente]

La Centauro iniziò il suo addestramento nei pressi di Siena, per essere trasferita nel corso dell'estate del 1939 nella zona di Tirana. Inquadrata successivamente nel XXV Corpo d'Armata fu impegnata su due colonne quando iniziarono le ostilità contro la Grecia. All'inizio della campagna (28 ottobre 1940) la divisione aveva in organico 4000 uomini, 163 carri L e 24 pezzi di artiglieria. La colonna principale (comprendente la componente corazzata della divisione), impegnata nella conca di Kalibaki, non riuscì a sfondare le difese nemiche e, quando scattò il contrattacco greco, fu utilizzata per coprire la ritirata delle divisioni Ferrara e Modena. Successivamente fu impiegata per distaccamenti su varie parti del fronte. Ritirata dal fronte il 4 febbraio iniziò la riorganizzazione, ricevendo il 1º Reggimento Bersaglieri ed il IV Battaglione Carri M, che finalmente sostituivano i carri L. Alla fine di marzo fu trasferita a Scutari, per fronteggiare le forze della Jugoslavia, alle dipendenze del XVII Corpo d'Armata. Nella guerra contro la Jugoslavia ebbe violenti scontri sul Prini That e sul Prini Banush, riuscendo infine a sfondare le linee nemiche presso Kopliku. Il 17 aprile raggiunse Ragusa, incontrandosi con le avanguardie della Littorio che proveniva da Zara.

Il giorno 11 maggio iniziò a reimbarcarsi per rientrare in Italia.

Riorganizzazione[modifica | modifica sorgente]

Rientrata in Italia la divisione fu smembrata perdendo il 1º Reggimento Bersaglieri e il 31º Reggimento Carristi, sostituito dal 131º Reggimento Carristi (fornito principalmente di carri francesi di preda bellica). Successivamente il 31º Reggimento Carristi, riorganizzato su battaglioni di carri M, fu riaggregato alla divisione, che fu trasferita in Piemonte sotto il comando del generale Calvi di Bergolo, inquadrata nel XXII Corpo d'Armata, in attesa del trasferimento in Africa.

Organico nel 1942[modifica | modifica sorgente]

Operazioni in Tunisia[modifica | modifica sorgente]

La divisione Centauro non giunse in Tunisia come reparto organico, dato che parte delle sue unità non venne mai trasferita e che le unità trasferite, man mano che arrivavano sul suolo africano, venivano immediatamente inviate al fronte aggregate ad altre grandi unità, sia italiane sia tedesche. La maggior parte dei carri (XIV e XVII Battaglione) operarono sotto il comando del Raggruppamento Cantaluppi, che aveva già assorbito quanto restava dell'Ariete e della Littorio. Dopo una serie di acquisizioni e perdite di unità, non ben chiarite a causa delle difficoltà di documentazione in quei frangenti abbastanza caotici, all'inizio del 1943 il Raggruppamento Cantaluppi, assieme a reparti del 5º reggimento bersaglieri e del 31º reggimento carri giunti dalla Grecia, formava la Divisione Centauro.

Il 20 marzo 1943 la Divisione Centauro, schierata a Gafsa fu attaccata dall'intero II Corpo statunitense. La Divisione Centauro resistette alle forze nemiche soverchianti per ben 12 giorni, finché il 31 marzo non fu sostituita in linea dalla 21ª Panzerdivision. Nonostante avesse tenuto il fronte, la divisione italiana era praticamente annientata, quindi i suoi reparti di bersaglieri furono aggregati al Kampfgruppe Manteuffel (Gruppo di combattimento Manteuffel)[2] ed i carri, sempre sotto comando italiano, alla 10ª Panzerdivision.

La 131ª Divisione Corazzata Centauro fu sciolta ufficialmente nell'aprile 1943[3].

Dopo il 25 luglio 1943 fu brevemente ricostituita con il nome di 136ª Divisione Corazzata "Centauro II" e operò durante l'operazione Roma città aperta, sempre al comando di Calvi di Bergolo.

Elenco dei comandanti della divisione[modifica | modifica sorgente]

La ricostituzione nel secondo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Il 1º aprile del 1951 fu ricostituita la Brigata corazzata "Centauro" e il 1º novembre del 1959 fu trasformata in Divisione corazzata "Centauro" con il comando a Novara e schierata con i reparti in Piemonte e Lombardia. Nel 1963 la Divisione completò gli organici secondo quanto previsto dalle normative NATO e risultava articolata sulla 1ª Brigata Meccanizzata, la IIª Brigata Corazzata, la IIIª Brigata Corazzata e su una Brigata di Artiglieria.

Con la profonda ristrutturazione dell'esercito italiano del 1975 la "Centauro" inquadrò:

Supporti tattici[modifica | modifica sorgente]

  • 15º Gruppo squadroni esploranti “Cavalleggeri di Lodi” stanziato a Lenta
  • 131º Gruppo artiglieria pesante campale “Vercelli” stanziato a Vercelli
  • 205º Gruppo artiglieria pesante campale “Lomellina” stanziato Vercelli
  • Gruppo specialisti di artiglieria “Centauro” stanziato a Vercelli
  • Gruppo artiglieria contraerea leggera (Quadro) stanziato a Vercelli
  • 46º Gruppo squadroni ERI “Saggittario” stanziato a Vercelli
  • 131º Battaglione genio guastatori “Ticino” stanziato a Novara
  • 231º Battaglione trasmissioni “Sempione” stanziato a Novara
  • Battaglione logistico di manovra “Centauro” stanziato a Novara
  • 26º Battaglione "Bergamo" stanziato a Diano Castelo (IM)

131º reggimento artiglieria semovente "Centauro"[modifica | modifica sorgente]

Motto: Fulmineo fuoco di fulminea mole[modifica | modifica sorgente]

Il 131º Reggimento Artiglieria corazzata "Centauro" viene costituito in Cremona il 20 aprile 1939. Nello stesso anno, inquadrato nella Divisione corazzata "Centauro", è mobilitato e trasferito in Albania. Il 28 ottobre 1940 riceve il battesimo del fuoco sul fronte Greco-Albanese. In particolare prende parte ai combattimenti di: Doljana, Kani, Delvinachi, Zaraplana, Zervat, S. dimitrio, Arinista, Tepleni. Nel giugno 1941 rientra in Italia e si disloca nella zona di Spilimbergo, ove si riorganizza assumendo - con l'assegnazione del smv. da 75/18 - la fisionomia più spiccatamente corazzata. Nel novembre 1942, a seguito di nuovi adeguamenti organici, si disloca in Sicilia in previsione dell'impiego in Africa Settentrionale. Qui, in Cirenaica e Tripolitania, partecipa ai combattimenti di El Agheira, Marada, Bu Erat e Beni Ulid. A causa delle forti perdite subite viene sciolto nell'aprile del 1943, ad eccezione del 2° /131° che continuerà i combattimenti assieme ad unità tedesche nella zona di Enfidaville e Takrouna, in Tunisia. Il reggimento si ricostituisce a Bracciano nel maggio 1951 e nel novembre dello stesso anno si ricongiunge a Verona con le altre unità della Divisione "Centauro". Nel novembre del 1955 si trasferisce definitivamente a Vercelli. A seguito dei provvedimenti della ristrutturazione dell'ottobre 1975 il 131° si scioglie. La bandiera viene ereditata dal 131º gruppo artiglieria pesante campale "Vercelli" che si costituisce nella caserma "Medaglia d'Oro Aldo Maria Scalise" il 21 ottobre 1975. Con la soppressione della Divisione "Centauro", il gruppo, il 1º novembre 1986, passa alle dipendenze del Comando artiglieria del 3º Corpo d'Armata e quindi, il 16 febbraio 1991, viene inquadrato nel reggimento artiglieria a cavallo. Il 30 luglio 1992 si costituisce nuovamente assumendo la denominazione di 131º reggimento artiglieria da campagna semovente che torna a far parte della Brigata "Centauro". Il 10 ottobre 1995, a seguito del riordino della Forza Armata previsto dal nuovo modello di Difesa, il 131° si trasferisce da Vercelli a Barletta dove sostituisce il soppresso 2° "Potenza" e passa alle dipendenze della "Pinerolo". Il 20 maggio 1996 si trasferisce a Foggia. Nella stessa sede viene sciolto nel marzo 2001 e sostituito dal 21° "Trieste". La Bandiera di Guerra del reggimento è decorata di una Medaglia di Bronzo al Valor Militare (Fronte Greco - Albania - Jugoslavia. 28 ottobre 1940 -23 aprile 1941) ed una Medaglia di Bronzo al Merito Civile (2 novembre - 20 dicembre 1968 provincia di Vercelli - D.P.R. 1-12-1970) per i soccorsi prestati con tempestività e sprezzo del pericolo nella cittadina di Valle Mosso (BI) colpita da una disastrosa e cruenta alluvione il 2 novembre 1968.

Motivazione della medaglia di Bronzo al Merito Civile[modifica | modifica sorgente]

In occasione di una violenta alluvione si prodigavano generosamente, con uomini e mezzi, in difficili ed estenuanti interventi di soccorso alle popolazioni colpite, contribuendo validamente a contenere e ridurre i disastrosi effetti della calamita’”.

Brigata meccanizzata "Centauro"[modifica | modifica sorgente]

Il 1º novembre 1986 a seguito dell'abolizione del livello divisionale nelle unità dell'esercito italiano, la Divisione corazzata "Centauro" fu sciolta mentre, in Novara, fu trasformata la 31ª Brigata corazzata “Curtatone” in 31ª Brigata corazzata “Centauro”. Nella nuova unità confluiscono i Battaglioni Carri 1° "M.O. Cracco" e 101° "M.O. Zappalà", il 28º Battaglione Bersaglieri "Oslavia", il 9º Gruppo Artiglieria da Campagna "Brennero", il Battaglione Logistico "Centauro", una Compagnia Controcarri, una Compagnia Genio Guastatori, il Reparto Comando e Trasmissioni.

Il 5 novembre 1990 entra nella Brigata anche 1'11º Battaglione Fanteria "Casale".

Dal 1 giugno 1991 passa alle dipendenze della Brigata un Reparto Sanità proveniente dalla disciolta 3ª Brigata meccanizzata "Goito".

Nel 1995 il 31º Reggimento carri ed il 131º Reggimento Artiglieria da Campagna Semovente sono trasferiti alla Brigata Corazzata "Pinerolo" ed allo stesso tempo le vengono assegnate il 52º Reggimento Art. Terr. Sem. "Torino" ed il 4º Reggimento Carri (costituito sulla base del disciolto 20º Battaglione Carri "M.O. Pentimalli").

Nel 1996 la Brigata fu trasformata in meccanizzata, perse il 28º Reggimento Bersaglieri (disciolto), ma incorporò il 2º Reggimento bersaglieri ed il 3º Reggimento Bersaglieri.

Il 15 ottobre 1997 la Brigata passa alle dipendenze del 1º Comando delle Forze di Difesa (1° FOD) in Vittorio Veneto acquisendo il 21º Reggimento fanteria "Cremona " ed il 1º Reggimento "Nizza Cavalleria".

Nel 1998 la Brigata perde l'11º Battaglione "Casale" e nel 2001 perde il Battaglione logistico "Centauro" ed il Reparto Sanità "Centauro".

Nel quadro del processo di riordinamento dell'Esercito Italiano verso il modello professionale e di un processo di riduzione del numero delle Brigate, la "Centauro" non è inserita tra le Grandi Unità che dovranno inquadrare personale volontario. La "Centauro" subisce pertanto una progressiva riduzione del personale di leva e comincia a cedere ad altre Brigate i reggimenti per i quali è invece prevista l'alimentazione con personale volontario. Venne sciolta poi definitivamente nel 2002 in Novara.

Reparti della 31ª Brigata corazzata "Centauro"[modifica | modifica sorgente]

Comando, Reparto Comando e Supporti Tattici, 31º Reggimento carri (costituito sulla base dei disciolti 1º e 101º Battaglione Carri), 131º Reggimento Artiglieria da Campagna Semovente, 28º Battaglione Bersaglieri "Oslavia", 11º Battaglione "Casale", Battaglione Logistico "Centauro", Reparto Sanità "Centauro".

Reparti della Brigata meccanizzata "Centauro" nel 1996[modifica | modifica sorgente]

  • Comando Brigata
  • Reparto comando e supporto tattici
  • 52º Reggimento Artiglieria Terrestre Semovente "Torino"
  • 4º Reggimento Carri (costituito sulla base del disciolto 20º Battaglione Carri "M.O. Pentimalli")
  • 2º Reggimento bersaglieri
  • 3º Reggimento Bersaglieri
  • 21º Reggimento fanteria "Cremona"
  • 1º Reggimento "Nizza Cavalleria"
  • 11º Battaglione "Casale"
  • Battaglione logistico "Centauro"
  • Reparto Sanità "Centauro".

Operazioni in patria[modifica | modifica sorgente]

La Brigata ha effettuato interventi di concorso per pubbliche calamità in territorio metropolitano:

  • in occasione dell'alluvione di Firenze del 1966.
  • del terremoto dell'Irpinia dell'80.
  • alluvioni nelle zone di Asti nel'94.
  • Cavaria nel 1995.
  • Omegna nel 1996.
  • vari comuni delle province padane nel 2000.


La Grande Unità, ha inoltre fornito concorso con i propri reparti alle Forze dell'Ordine in varie operazioni per il contrasto alla criminalità organizzata:

  • nell'operazione "Vespri Siciliani" fornisce tre reggimenti di formazione che operano dal 7 dicembre 1994 al 10 febbraio 1995 nelle provincie di Agrigento, Caltanissetta e Catania.
  • per l'incremento del controllo del territorio dopo i noti eventi dell'11 settembre 2001 (operazione "DOMINO").
  • Inoltre ha partecipato a numerose esercitazioni in campo nazionale ed estero, prendendo parte con proprio personale ed unità ad esercitazioni in ambito NATO in Bulgaria, Ungheria, Germania, Ukraina, Francia, Egitto, Polonia ed Albania.

Operazioni all'estero[modifica | modifica sorgente]

Con il Reparto Sanità Centauro e proprio personale la Brigata partecipa a svariate missioni di pace all'estero:

  • IBIS 2 in Somalia nel 1992 alle dipendenze del Comandante di ITALFOR.
  • ALBA in Albania nel 1997.
  • IFOR/SFOR in Bosnia nel 1998.
  • KFOR in Kosovo nel 2000.

Stemmi Araldici dei reparti della Brigata meccanizzata "Centauro"[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I battaglioni di carri armati del Regio Esercito erano su carri leggeri (L) o su carri medi (M), per maggiori informazioni vedi Carri armati italiani fino alla seconda guerra mondiale
  2. ^ Le divisioni tedesche, ed in particolare quelle corazzate, operavano abbastanza spesso per Kampfgruppe, cioè organizzando attorno ad una componente dell'arma principale (corazzata per le divisioni corazzate) alcune unità di supporto (artiglieria e Panzergrenadiere) per poter operare senza bisogno di uno stretto contatto con il comando divisionale. Generalmente i Kampfgruppe prendevano il nome dal loro comandante.
  3. ^ Nel rapporto finale, riferendosi alla data del 13 aprile il generale Messe, comandante della I Armata scrisse «Furono conservate tutte le divisioni, tranne la Centauro già disciolta,...», (Riportato da P. Boschesi. Le armi. i protagonisti, le battaglie, gli eroismi segreti della guerra di Mussolini 1940-1943, in: Storia Illustrata. Mondadori Editore, 1984)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]