Brigata alpina "Tridentina"
| Brigata alpina "Tridentina" | |
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Scudetto della Brigata
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1 maggio 1951-31 dicembre 2002 |
| Nazione | |
| Alleanza | |
| Servizio | |
| Tipo | Brigata |
| Ruolo | Fanteria |
| Dimensione | 3.000 uomini |
| Guarnigione/QG | Palazzo Reverberi, Bressanone |
| Onori di battaglia | Battaglia di Nikolaevka |
| Reparti dipendenti | |
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dal 1975
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| Comandanti | |
| Comandanti degni di nota | Generale Luigi Reverberi |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
La Brigata alpina "Tridentina" è stata una delle cinque brigate alpine dell'esercito italiano specializzata nella guerra di montagna. Erede delle tradizioni della 2ª Divisione alpina "Tridentina" che aveva operato, durante la seconda guerra mondiale,sulle alpi occidentali contro la Francia, sui monti albanesi contro la Grecia ed in Russia sul Don contro l'Unione Sovietica. Fu istituita nel 1951 a Bressanone. Dislocata con i suoi reparti in Alto Adige, dipendeva dal Comando del 4º Corpo d'Armata Alpino di Bolzano e prendeva il nome in onore delle Alpi Tridentine.
La "Tridentina" aveva una forza di circa 3.000 uomini ed il suo compito istituzionale era quello di provvedere, nel periodo della Guerra fredda, alla difesa del nord Italia contro un'eventuale aggressione delle truppe del Patto di Varsavia proveniente dall'Austria attraverso il valico del Brennero o il varco di Prato alla Drava-Versciaco. La "Tridentina" è stata impegnata in operazioni civili, come il soccorso delle popolazioni nell'Italia centrale nel 1956, l'intervento in occasione del disastro del Vajont del novembre 1963, il soccorso delle popolazione terremotate in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980 o in interventi militari, come la mobilitati nell'agosto del 1953 per l’esigenza di Trieste, che si conclude nel dicembre 1954, le operazioni di antiterrorismo in Alto Adige negli anni sessanta, in Calabria tra il 1970-'71, in Toscana, Emilia Romagna tra il 1968-'77, l'operazione "Vespri Siciliani" nel 1992-'93 e "Riace" nel 1994.
Fu disciolta nel 2002 in seguito alla riorganizzazione dell'esercito italiano. Tra il 2010 e il 2011 si discute all'interno del consiglio comunale di Bressanone se assegnare alla via che si trova davanti alla ex-caserma "Schenoni" il nome di "Via Brigata Alpina Tridentina". Recentemente anche l'ultimo comandante della Tridentina, il generale Girolamo Scozzaro, ha detto la sua insistendo sul fatto che Bressanone e' legata alla Tridentina da 51 anni.[1]
Indice |
[modifica] Storia
La Divisione "Tridentina" è una divisione alpina dell'Esercito italiano, il cui nucleo venne costituito il 7 gennaio 1923 dal 2º Raggruppamento Alpino. L'11 marzo 1926 l'unificazione sotto un unico comando dei Reggimenti 5º, 6º e 7º Alpini e 2º Artiglieria da montagna diede vita alla 2ª Divisione Alpina Nell'ottobre del 1934 il comando di brigata venne ridenominato in Comando Superiore Alpino 2º "Tridentino". Il 10 settembre del 1935 la brigata venne ridenominata 2ª Divisione Alpina "Tridentina".
[modifica] Seconda guerra mondiale
| « Ascoltando quelli che erano qui prima di noi veniamo a sapere che i carri armati russi, arrivati fin qui, hanno portato il terrore. Ma ora siamo in tanti: una divisione ungherese, un corpo corazzato tedesco, la divisione Vicenza, quello che è rimasto della Julia, la Cuneense e noi della Tridentina. » | |
Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla guerra contro la Grecia dove però a distinguersi maggiormente fu la Julia. Inquadrata nel Corpo d'Armata Alpino dell'Armata Italiana in Russia, viene coinvolta nella rotta delle forze dell'Asse durante l'inverno 42-43.
I pochi elementi ancora in possesso di un'arma e in grado di combattere vennero essenzialmente dalla Tridentina che dopo una lunghissima ritirata effettuata in condizioni proibitive sfondarono l'accerchiamento sovietico presso il villaggio di Nikolaevka (vedi battaglia di Nikolaevka).
La battaglia di sfondamento di Nikolaevka consentì a una parte dell'ARMIR e delle forze dell'Asse intrappolati nella sacca di sfuggire all'accerchiamento sovietico.
La Divisione, praticamente distrutta, si dissolse come l'intero Esercito italiano nel settembre 1943 mentre era in ancora fase di ricostituzione.
[modifica] Secondo dopoguerra
Il 1º maggio 1951 in Bressanone viene ricostituita la Brigata alpina "Tridentina" che al comando del generale Dominigo Ferrara eredita storia, tradizioni, e valori della disciolta Divisione. La neo Brigata andava quindi ad unificare il comando di una Compagnia genio pionieri, una Compagnia collegamenti, un Plotone comando, dei Reggimenti 6º alpini e 2º artiglieria da montagna.
Nel 1952 a questi si andarono ad aggiungere il Plotone alpini paracadutisti (la Tridentina è la prima fra tutte le brigate alpine ad inquadrare gli alpini parà).
Nel 1953 si aggiunse il 21º Reggimento alpini da posizione che era stato soppresso nel giugno del 1964, ad eccezione del Battaglione alpini d'arresto "Val Brenta".
Dal gennaio 1958 la brigata dispone di una Sezione aerei leggeri (SAL) che si trasforma in Reparto (RAL) nel 1964 per venire poi soppresso nel 1975.
In seguito ad nuove modifiche all'organico, dal 1º ottobre 1975 la Brigata alpina "Tridentina" comprende: Reparto comando e trasmissioni, Compagnia controcarri, Compagnia genio pionieri, Battaglione logistico "Tridentina", Battaglione alpini Bassano (ridenominazione del 6º Reggimento) e Battaglione "Trento" (ridenominazione del'11º Reggimento), Battaglione alpini d'arresto "Val Brenta", Gruppi artiglieria da montagna "Vicenza" (ridenominazione del 2º Reggimento) e "Asiago".
A partire dal 1986 inizia una fase di progressiva riduzione dell'organico della Brigata alpina "Tridentina", che si andrà a concludere con il suo definitivo scioglimento nel 2002.
Nel 1991 viene soppresso il Gruppo artiglieria da montagna "Asiago", mentre il "Vicenza" passa alle dirette dipendenze del Comando 4º Corpo d'Armata Alpino.
A seguito dello scioglimento della Brigata alpina "Orobica", la "Tridentina" viene riordinata su tre Battaglioni alpini: "Bassano", "Morbegno" ed "Edolo", il Gruppo di artiglieria da montagna "Bergamo", la Compagnia controcarri e il Battaglione logistico.
Con il ripristino del livello reggimentale, nell'agosto del 1992 vengono ricostruiti il 5º Reggimento alpini (su base Battaglione "Morbegno"), il 5º Reggimento artiglieria da montagna (su base gruppo "Bergamo"), l'11º Reggimento alpini (su base Battaglione "Trento"), mentre viene soppressa la Compagnia controcarri.
Nel 1993 la configurazione della Brigata prevede: Reparto comando e supporti tattici, 5º Reggimento alpini, 6º Reggimento Alpini (ricostruito in gennaio su base battaglione "Bassano"), 11º Reggimento alpini, 5º Reggimento artiglieria da montagna, Battaglione alpini "Edolo" e Battaglione logistico "Tridentina".
Un ulteriore riordinamento riduttivo delle unità ha portato, nel maggio 2001, alla soppressione del 5º Reggimento artiglieria da montagna, seguito dalla cessione alla Brigata alpina "Julia" del 5º Reggimento Alpini, mentre il 6º Reggimento Alpini, reso autonomo, passa alle dipendenze del Comando Truppe Alpine, quale Comando delle aree addestrative dell'Alto Adige.
Soppresso il Comando Brigata alla fine del 2002, il nome "Tridentina" passa al Comando Divisione di nuova costituzione. Attualmente il Comando Divisione alpina "Tridentina" è un Comando di proiezione senza forze assegnate in tempo di pace, che all'esigenza può essere ridislocato anche al di fuori del territorio nazionale nel quadro di operazioni internazionali.
L'unità viene ricostituita nel 2003 come Divisione "Tridentina", dipendente dal Comando Truppe Alpine con sede a Bolzano.
[modifica] Onorificenze
La Tridentina ha ricevuto diverse onorificenze. A livello civile, la cittadinanza onoraria dei comuni di Varese, Luino e Clusone (Bergamo), nonché l'ambìto "Ambrogino d'Oro" del Comune di Milano.[1]
[modifica] I Comandanti della "Tridentina"
[modifica] 2ª Divisione Alpina "Tridentina" (1935-1943)
- Gen. Gabriele Nasci
- Gen. Ugo Santovito
- Gen. Luigi Reverberi
[modifica] Brigata Alpina Tridentina (1951-2002)
- Gen. Dominigo Fornara
- Gen. Giuseppe Lorenzotti
- Gen. Luigi Cano
- Gen. Mario Capello
- Gen. Emiliano Scotti
- Gen. Edgardo Gandolfo
- Gen. Alfredo Rossetti
- Gen. Giuseppe Inaudi
- Gen. Antonio Taverna
- Gen. Franco Andreis
- Gen. Silvio Barbi
- Gen. Bruno Gallarotti
- Gen. Celestino Revelli
- Gen. Elio Righi Riva
- Gen. Raffaele Gandolfi
- Gen. Nerio Bianchi
- Gen. Olinto Cappello
- Gen. Benedetto Rocca
- Gen. Fulvio Meozzi
- Gen. Antonietto Alzetta
- Gen. Enrico Borgenni
- Gen. Gino Salotti
- Gen. Ezio Sessich
- Col. Natalino Vivaldi
- Gen. Angelo Baraldo
- Gen. Pasquale de Salvia
- Gen. Maurizio Cicolin
- Gen. Giancarlo Antonelli
- Gen. Natalino Vivaldi
- Gen. Paolo Malara
- Gen. Luigi Rossini
- Gen. Roberto Montagna
- Gen Girolamo Scozzaro
[modifica] Comando Divisione "Tridentina" (dal 2003)
- Gen. Girolamo Scozzaro
- Gen. Carlo Frigo
- Gen. Alberto Primicerj
[modifica] Personalità legate alla Divisione
[modifica] Intitolazioni
Alla Tridentina sono state intitolate: una scuola media a Brescia, una via ferrata, un rifugio alpino, e diverse vie, specie nelle province di Bergamo e Brescia.
[modifica] Note
- ^ a b Scozzaro: «La Tridentina ci unisce». altoadige.gelocal.it
[modifica] Voci correlate
- Coro della Brigata alpina "Tridentina"
- Rifugio Brigata Tridentina
- Ferrata Tridentina
- Reparti alpini e Alpini
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Comando Divisione "Tridentina" - dal sito dell'Esercito Italiano
- Cronologia della Divisione "Tridentina"
- Coro della brigata alpina tridentina in congedo
- Battaglione Alpini Edolo
- Fanfara della Brigata Alpina Tridentina comandata dal Luogotenente Donato Tempesta
- vecio.it - Sito dedicato alla storia degli Alpini