5ª Divisione alpina "Pusteria"
| Divisione Pusteria | |
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Scudetto della Divisione
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 31 dicembre 1935 - 1943 |
| Nazione | |
| Servizio | |
| Tipo | Truppe Alpine |
| Guarnigione/QG | Brunico |
| Motto | Ubi nos, ibi victoria |
| Decorazioni | 2 Croci di Guerra al Valore militare |
| Comandanti | |
| Comandanti degni di nota | Luigi Negri Amedeo De Cia Giovanni Esposito |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
La Divisione "Pusteria" è stata una delle divisioni alpine dell'Regio Esercito Italiano che hanno partecipato alla seconda Guerra Mondiale.
Indice |
[modifica] Motto
Ubi nos, ibi victoria, ovvero "Dove siamo noi, ivi è la vittoria", fu dettato nell’aprile 1936 dal Prefetto di Bolzano e consigliere nazionale dell'ANA Giuseppe Mastromattei.
[modifica] Storia
Il 31 dicembre 1935 vennero costituite cinque divisioni alpine: Taurinense, Tridentina, Julia, Cuneense, Pusteria. La Pusteria risultò formata dalle seguenti unità:
- 7º Reggimento Alpini con i battaglioni: Feltre, Pieve di Teco ed Exilles.
- 11º Reggimento Alpini con i battaglioni: Trento, Intra e Saluzzo.
- 5º Reggimento Artiglieria Alpina con i gruppi: Belluno e Lanzo.
- VII Battaglione Complementi
- XI Battaglione Complementi
- 5ª Compagnia Mista Genio
La divisione prese parte alle battaglie del Tigrai, l'Amba Aradam, nella battaglia di Passo Uarieu, il passo Mecam e Mai Ceu, facendo massicciamente uso di gas venefici[1] e perdendo in battaglia e in malattie 220 alpini. Rimpatriata nel 1937 in aprile, i reduci furono fatti sfilare a Roma.[2]
Nel 1938 Mussolini decise di erigere a Brunico un monumento all'Alpino per commemorare la vittoria della divisione nel conflitto.
Dopo che il 10 giugno 1940 l'Italia era entrata in guerra contro Francia e Inghilterra la Pusteria fu impiegata lungo il confine occidentale. Vi furono alcuni giorni di aspri e difficili combattimenti, su un terreno impervio e saldamente fortificato dai francesi.
Il 28 ottobre 1940 iniziò la guerra contro la Grecia, e nel novembre 1940 la divisione venne assegnata alla 11ª armata di quel fronte. I suoi reparti vennero trasportati attraverso il mare adriatico e sbarcati a Valona; come succedeva a tutti i nuovi battaglioni in arrivo dall'Italia, anche quelli della Pusteria vennero subito inviati al fronte, anche se privi di salmerie. Ai primi di dicembre del 1940 essa fu schierata, nell'ambito dell'VIII Corpo d'Armata, tra il Monte Quarista e il Monte Tomori dove, pur incompleta, sostenne sanguinosi combattimenti difensivi. Al 9 dic.1940, con soli 2500 uomini, teneva 25 km di fronte. Il 5° Rgt.Art.non era ancora in linea mentre i battaglioni Belluno e Bolzano erano stati impegnati in altre zone. Nello stesso giorno cadde il Col. Psaro com del 7° e tre comandanti di compagnia. Rimase in linea combattendo, nella stessa zona, fino al termine della guerra contro la Grecia.
Il 2 gennaio 1941 passò alle dipendenze del IV C.A. Il 14 gennaio 1941 il Gen.Esposito sostituì il Gen. De Cia nel comando. A metà aprile 1941 l'intervento delle truppe tedesche dalle frontiere verso la Bulgaria causò la fine delle ostilità. Nel frattempo le forze dell'Asse (Germania e Italia) avevano invaso la Jugoslavia; la Pusteria venne inviata a presidiare il Montenegro. Molti reparti compirono il tragitto a piedi.
La divisione fu quindi infine inviata nella zona dell'Alta Savoia, nelle Alpi Graie vicino a La Spezia. Rimase qui fino all'armistizio, quando nel disfacimento generale, la divisione si ritrovò l’8 settembre del '43 nella Francia sud-orientale, dove l'11 settembre prese posizione di difesa contro i tedeschi sulla linea Monte Marta, Colle di Tenda, Monte Clapier.
La divisione non poté però dimostrare le sue forze, in quanto il giorno dopo, in seguito al dissolvimento dell’armata, anche i reparti della divisione Pusteria vennero sciolti, e raggiunsero Cuneo. Furono quindi circondati dai nazisti con carri armati e mitragliatrici e, dato che la divisione era disarmata, diventò una facile preda. Una buona parte della divisione fu internata; i più fortunati riuscirono invece a fuggire.
La divisione Pusteria cessò quindi di esistere.
[modifica] Note
- ^ Aram Mattioli, Entgrenzte Kriegsgewalt. Der italienische Giftgaseinsatz in Abessinien 1935-1936, in «Vierteljahrshefte für Zeitgeschichte», 51 (2003), n. 3, pp. 311-338 PDF dell'articolo
- ^ Il Vecio - scheda - visto 31 gennaio 2009
[modifica] Bibliografia
- Vitaliano Peduzzi, La divisione alpina Pusteria - Dall'Africa Orientale al Montenegro, Mursia editore
- Angelo Del Boca, Gli Italiani in Africa Orientale, vol. 2: La conquista dell'Impero, Roma-Bari, Laterza, 1979
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Vecio - scheda - visto 31 gennaio 2009