235º Reggimento "Piceno"

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235º Reggimento addestramento volontari "Piceno"
Stemma 235º Reggimento Fanteria "Piceno"
Descrizione generale
Attiva 1917 - 1919
1941 - 1946
1976 - Oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Bandiera dell'Italia Italia
Alleanza NATO flag.svg N.A.T.O.
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Reparto formativo - RAV - Reparto di addestramento per volontari
Ruolo Formazione basica (10 settimane)
Dimensione Reggimento
Guarnigione/QG Ascoli Piceno
Equipaggiamento Land Rover AR 90 VM 90T Iveco ACTL 4x4 Iveco ACTL 6x6 Fiat 370 Fiat A90.14
Patrono San Martino
Motto Sempre nella vittoria
Colori Bianco - Rosso
Battaglie/guerre Prima guerra mondiale
Decima battaglia dell'Isonzo
Seconda guerra mondiale
Resistenza italiana
Anniversari 19 agosto, anniversario del combattimento di Selo.
Decorazioni Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia Medaglia d'Argento al Valor Militare
Parte di

[senza fonte]

Voci di unità militari presenti su Wikipedia

Il 235º Reggimento "Piceno" è un reparto addestrativo volontari (RAV) dell'Esercito Italiano con sede presso la caserma Emidio Clementi[1] di Ascoli Piceno e dipendente dal Raggruppamento Unità Addestrative.[2]

Indice

[modifica] Le origini

Il Reggimento è l'erede del 235º Reggimento fanteria, formatosi ad Ascoli dal deposito del 17º Reggimento fanteria, che era inquadrato insieme al 236º Reggimento fanteria nella Brigata "Piceno", costituita il 6 febbraio 1917.[3]

[modifica] Prima guerra mondiale (1917 - 1918)

Prese parte alle fasi finali della prima guerra mondiale partecipando alle campagne che ebbero luogo tra l'Isonzo e la Val Lagarina:

Fu nel corso dell'agosto del 1917 che il 235º Piceno combatté quella che sarebbe poi divenuta nota come la Decima battaglia dell'Isonzo lanciandosi all'assalto delle postazioni austriache nei pressi di Selo Korite ed affrontando le mitragliatrici avversarie sul fronte delle Alpi Giulie. Fu citato nel bollettino di guerra n. 819[4] del Comando Supremo dell'epoca ove si legge che i fanti della Brigata Piceno e quelli del 235º Reggimento riuscirono a spingersi più avanti degli altri sorpassando, seppur con gravi perdite, le trincee nemiche.[5]

In questo anno di guerra il 235º Piceno operò su fronte Trentino mantenendo la posizione sul Dente Italiano del monte Pasubio, estrema linea italiana.[5] Per il valore dimostrato, la sua Bandiera di guerra fu insignita della "Croce di Cavaliere", di una medaglia d'argento al valor militare; il suo gemello 236º della "Croce di Cavaliere" e di una medaglia di bronzo al valor militare.[4] Al termine del conflitto, il 235º Reggimento aveva avuto 8 ufficiali e 178 fanti caduti per la Patria. Oltre alle ricompense della decorazione delle medaglie meritò anche una citazione sui bollettini di guerra del Comando Supremo. I suoi uomini vennero decorati con 39 medaglie d'argento e 7 medaglie di bronzo al valor militare.[4]

Il reggimento viene sciolto nel dicembre 1918, ma è nuovamente in vita da marzo a settembre 1919 e nuovamente sciolto.[3]

[modifica] Seconda guerra mondiale (1939 - 1945)

Soldati del Gruppo di Combattimento Piceno con uniformi britanniche si addestrano ad un pezzo di artiglieria

Il 20 settembre del 1941 viene ricostituito dal deposito del 17º Reggimento fanteria un reggimento col numero e nome del 235º Reggimento fanteria "Piceno" a Cremona, ma il 1º dicembre dello stesso anno viene ridenominato 383º "Venezia" ed assegnato alla Divisione "Venezia".[3]

Il 1º gennaio 1942 il reggimento viene riformato a Chieti dal deposito del 14º Reggimento fanteria ed ha in organico: comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81, compagnia cannoni da 47/32 ed entra, il 20 febbraio, insieme al gemello 236º ed al 152º artiglieria nella Divisione "Piceno" (152^).[3] Evitato lo scioglimento dovuto ai fatti dell'8 settembre poiché si trovava in Puglia in una zona non controllata dai tedeschi, continua a fare parte della divisione, fornendo anche salmerie da combattimento, fino a che non viene prescelto per far parte del Gruppo di Combattimento Piceno, nato come parte del Corpo Italiano di Liberazione e infine inquadrato nell'Esercito Cobelligerante Italiano, dotato di materiali britannici a causa della scarsità di divise ed armamento individuale italiano, ma dal 31 gennaio 1945 viene ridislocato a Cesano di Roma; rinominato 1º Reggimento Raccolta e smistamento gestisce il personale in rientro dai Balcani dopo l'armistizio; dal 31 gennaio 1946 a seguito del suo scioglimento vnene formata la Scuola di Fanteria.[3]

[modifica] Tempi recenti

Il 1º gennaio 1976 viene ricostituito nella Caserma Clementi in Ascoli Piceno il 235º Battaglione Fanteria "Piceno" al quale sono affidate Bandiera e tradizioni del reggimento; svolge funzioni di battaglione addestramento reclute; il 10 febbraio 1994 il battaglione è inquadrato nel ricostituito 235º Reggimento "Piceno". È il primo reggimento che ha avuto assegnato per l'addestramento di base il personale femminile.[3]

[modifica] Il 235º Reggimento "Piceno" oggi

Fregio dell'Arma di Fanteria dell'Esercito Italiano (usato per la Fanteria di Linea)

[modifica] Dipendenza

Il 235º Reggimento "Piceno" fa parte del Raggruppamento unità addestrative, che a sua volta dipende gerarchicamente dal "Comando delle Scuole dell'Esercito".

[modifica] Struttura

  • Comando di reggimento;
  • 1º battaglione Addestrativo (articolato in 4 compagnie);
    • 1 ^ Compagnia Fucilieri
    • 2 ^ Compagnia Fucilieri
    • 3 ^ Compagnia Fucilieri
    • 4 ^ Compagnia Fucilieri

(Il reggimento è alimentato da volontari)

[modifica] Funzione attuale

235º Reggimento fanteria "Piceno", con estese componenti femminili, in sfilata per la Festa della Repubblica Italiana il 2 giugno 2007

Il 235º RAV è specializzato nell'addestramento di base dei Volontari di Truppa di sesso femminile dell'Esercito. Vengono formati i Volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1).[2]

[modifica] Stemma

[modifica] Scudo

Partito d'azzurro e di rosso: a) all'alabarda d'argento sormontata da una stella dello stesso (5); b) di rosso, all'arco antico romano d'argento murato di nero; in palo, una pila rovesciata d'oro, caricata da un rovere sradicato al naturale, fruttato di 6 con il tronco accostato dalle lettere CR.[6]

[modifica] Ornamenti esteriori

Sullo scudo corona turrita d'oro, accompagnata sotto da nastri annodati nella corona, scendenti e svolazzanti in sbarra e in banda al lato dello scudo, rappresentativi delle ricompense al Valore. Nastro dai colori dell'Ordine Militare d'Italia accollato alla punta dello scudo con l'insegna pendente al centro. Sotto lo scudo su lista bifida d'oro, svolazzante con la concavità rivolta verso l'alto, il motto: "Sempre nella vittoria".

[modifica] Sintesi della blasonatura

Scudo di forma Sannitica tripartito.

Nella 1 partizione, in campo azzurro, colore che rappresenta il valor militare[7], è raffigurata l'alabarda argentea (detta anche Lancia di San Sergio), che compare nello stemma di Trieste, in ricordo del combattimento di Selo-Korite. La lancia è sormontata da una stella d'argento posta come riferimento simbolico del conferimento della medaglia d'argento al valor militare assegnata alla bandiera del reggimento nella stessa battaglia.

Nella 2 partizione, in campo rosso, colore attribuito al sacrificio supremo, è rappresentato l'Arco Romano per indicare l'appartenenza del reparto al Gruppo di combattimento Piceno negli anni 1943-1944.

Nella 3 partizione, in campo oro, vi è una pianta di rovere, sradicata e fruttata, rappresentata come nello stemma di Rovereto, città in cui il reggimento entrò il 3 novembre 1918 dopo aver sconfitto le forze austriache sul Pasubio.

[modifica] Insegne e Simboli

AR 90
VM 90 Torpedo
ACTL 4x4
ACTL 6x6
370
A90
  • Il Reggimento indossa il fregio della Fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta). Al centro nel tondino è riporttato il numero "235".

[modifica] Festa del reggimento

  • La festa del reggimento si tiene il 19 agosto, giorno dell'anniversario del combattimento di Selo del 1917.[2]

[modifica] Onorificenze

Nella sua storia il 235º Reggimento "Piceno" ha meritato le seguenti onorificenze alla bandiera:[8]

[modifica] Decorazioni alla Bandiera di Guerra

Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia
«Conferita con R.D. il 5 giugno 1920

Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell'aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia.»
— Guerra 1915-18[9][10]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«(Decreto 5 giugno 1920).

Con meraviglioso irresistibile impeto irruppe in munitissimi trinceramenti nemici, oltrepassandoli, pur flagellato da numerosi mitragliatrici, che i suoi fanti snidarono in epica gara di sanguinoso individuale ardimento. Sulle posizioni conquistate s'affermò con incrollabile tenacia, respingendo con serena fermezza i violenti contrattacchi dell'accanito avversario.»
— (Selo Korite 19 - 22 agosto 1917).

[modifica] Motto del Reggimento

"Sempre nella vittoria"

[modifica] Armi e mezzi in dotazione

Informazioni ricavate dalla pagina del 235º Reggimento "Piceno" sul sito dello Stato Maggiore dell'Esercito[11].

[modifica] Armamento

[modifica] Mezzi

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ G. Marinelli, op. cit., Emidio Clementi, detto Mario, comandante di un plotone di mitraglieri ed insignito della medaglia d'oro al valor militare, nacque ad Ascoli Piceno nel 1914, morì sul fronte greco nel 1940. Intervenne come ufficiale di complemento, durante la Seconda guerra mondiale, nel rovesciamento del regime monarchico d'Albania ed, in seguito, partecipò con il 225º Reggimento Fanteria "Arezzo", alla Campagna italiana di Grecia. La compagnia cui apparteneva subì ingenti perdite ed egli rimase l'unico superstite del suo reparto. In un ultimo slancio di orgoglio e coraggio impugnò la mitragliatrice e continuò a contrastare l'incalzare del nemico fino a quando non cadde colpito a morte. Il suo gesto ed il suo sacrificio furono proposti per il conferimento di una medaglia d'argento, ma un ufficiale greco, anch'egli presente durante il combattimento e fatto prigioniero, narrò, dopo che furono cessate le ostilità, l'atto di eroismo dell'ascolano. Per i meriti riferiti dall'ufficiale greco fu conferita al Clementi l'alta ricompensa della medaglia d'oro.
  2. ^ a b c Esercito Italiano, 235º Reggimento Piceno - Organizzazione
  3. ^ a b c d e f Esercito Italiano, 235º Reggimento Addestramento Volontari “Piceno” – La Storia.
  4. ^ a b c d e Brigata Piceno 235° e 236° Fanteria
  5. ^ a b S. Balena, art. cit. p. 12.
  6. ^ Esercito Italiano, Stemma del 235º Reggimento fanteria "Piceno"
  7. ^ Nelle Forze armate italiane l'azzurro è il colore della fascia indossata dagli ufficiali sulla divisa in occasione di cerimonie e deriva dal colore di Casa Savoia.
  8. ^ Esercito Italiano, 235º Reggimento "Piceno" - Il Medagliere
  9. ^ L'ordine militare venne assegnato a quasi tutte le unità di fanteria che parteciparono alla prima guerra mondiale
  10. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 18 ottobre 2010
  11. ^ Informazioni ricavate dalla pagina del 235º Reggimento "Piceno" nel sito dello Stato Maggiore dell'Esercito. URL consultato il 1 giugno 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Secondo Balena, Il 235° Btg “Piceno” di Ascoli ricorda ed onora i caduti dell’Isonzo e del Pasubio in Flash Ascoli - mensile di vita Picena, N. 96, anno 1986, p. 12;
  • Giuseppe Marinelli, Dizionario Toponomastico Ascolano - La Storia, i Costumi, i Personaggi nelle Vie della Città, D'Auria Editrice, Ascoli Piceno, marzo 2009, pp. 93–94;

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