Esercito Cobelligerante Italiano

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Esercito Cobelligerante Italiano
Italian Co-Belligerent Army
Flag of Italy (1860).svg
Descrizione generale
Attiva 8 settembre 1943 - 10 giugno 1946
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Alleati (1943-1945)
Servizio Esercito
Tipo Fanteria
Cavalleria
Artiglieria
Genio
Sede dello Stato Maggiore Salerno (1943-1945)
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale
Guerra di Liberazione italiana
Campagna d'Italia
Anniversari 4 novembre (dal 1918)
Comandanti
comandanti in capo generale Vincenzo Dapino
generale Umberto Utili
Simboli
Stellette
Stellette Italia2.jpg

Fonti citate nel corpo del testo

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L'Esercito Cobelligerante Italiano, informalmente detto Esercito del Sud, fu l'esercito delle forze italiane combattenti a fianco degli Alleati durante la seconda guerra mondiale, nella Guerra di Liberazione italiana (che coincise in buona parte con la Campagna d'Italia).

Fu costituito in seguito alla riorganizzazione del Regio Esercito nell'Italia meridionale dopo l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre 1943 tra l'Italia e gli Alleati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Esercito Cobelligerante Italiano nacque l'8 settembre 1943, quando la sua prima unità militare venne formata in un campo di riorganizzazione presso Lecce. Alcuni tra questi primi soldati membri dell'unità provenivano da campi di raccolta ed erano scampati all'internamento da parte tedesca[1]. Secondo l'Ordine di Protocollo n. 761 del Comando LI Corpo d'Armata (ma fonti anglosassoni indicano l'Ordine n. 70/V del Regio Esercito) venne formato il Primo Raggruppamento Motorizzato a San Pietro Vernotico (LE) il 26 settembre 1943[2] per partecipare alla Campagna d'Italia al fianco degli Alleati; il Raggruppamento fu comandato dal generale Vincenzo Dapino, a cui succedette il generale Umberto Utili sotto il quale venne ingrandito e trasformato nel Corpo Italiano di Liberazione.

Fu la prima grande unità militare del Regio Esercito a prendere parte alle operazioni della Campagna d'Italia accanto alle forze alleate dopo i fatti seguiti all'proclama Badoglio dell'8 settembre 1943.[3] L'unità includeva elementi della 58ª Divisione Fanteria Legnano[4]. Il Primo Raggruppamento Motorizzato aveva una forza di 295 ufficiali e 5.387 uomini di truppa.

Il 3 dicembre il raggruppamento venne aggregato operativamente alla 36ª Divisione americana Texas[5] e venne inizialmente incaricato di partecipare allo sfondamento della Linea Bernhardt, nel settore di Caserta. Il primo scontro a cui il nuovo esercito partecipò fu la battaglia di Montelungo, subendo tuttavia gravi perdite e soprattutto un alto numero di dispersi.[6]; l'8 dicembre 1943 venne effettuato un primo assalto, andato a vuoto a causa della scarsa coordinazione con gli americani, la mancanza di informazioni precise sull'effettiva consistenza delle difese tedesche e di una adeguata preparazione e copertura d'artiglieria[7], che costò alla sola 12ª compagnia allievi ufficiali bersaglieri 32 morti, 40 feriti e 12 dispersi, con 4 ufficiali su 5 morti[8], oltre a varie perdite tra i due battaglioni di fanteria del 67º reggimento impegnati. In seguito alle considerazioni espresse da Dapino[9] al suo comando americano di riferimento, venne migliorata la coordinazione e l'appoggio d'artiglieria, e il Raggruppamento riuscì a conquistare Montelungo il 16 dicembre successivo. Il bilancio complessivo delle perdite tra le due azioni fu di 80 morti, 190 feriti e 160 dispersi ma impressionò gli Alleati che, secondo una frase del generale Utili, avevano impegnato gli italiani in funzione di cavie[8]. In ogni caso, gli Alleati persero buona parte della sfiducia nella volontà politica, se non nelle capacità operative italiane.[10], con positivi giudizi sul comportamento[4]

Dopo il servizio con la Quinta armata statunitense e la riorganizzazione, il Primo Raggruppamento Motorizzato venne trasferito al II Corpo d'armata polacco all'estrema sinistra della Ottava armata britannica.[10]

Nel marzo del 1944 la formazione (ora forte di 22.000 uomini) assunse il nome di Corpo Italiano di Liberazione (CIL). Il continuo afflusso di volontari rese necessaria la formazione di ulteriori unità[10]. Il CIL era organizzato in due nuove divisioni: la "Nembo" e la "Utili". La "Nembo" era composta dall'omonima divisione paracadutisti del Regio Esercito. La "Utili" era formata da quello che inizialmente era il Primo Raggruppamento Motorizzato ed altri reparti e prese il nome dal suo comandante, il generale Umberto Utili[11]. All'inizio del 1944, 5.000 militari italiani combatterono sulla Linea Gustav nei pressi di Montecassino e dando prova di valore, ma subirono pesanti perdite[4].

La Nembo era basata sul 183º e 184º reggimento fanteria paracadutista, il 184º reggimento artiglieria paracadutista, il CLXXXIV battaglione guastatori paracadutisti ed il reparto comando, secondo il classico ordinamento di divisione binaria italiana e inizialmente rimase in Sardegna da dove fu trasferita in un secondo tempo[11]. L'erede del Primo Motorizzato era formato da due brigate e servizi di supporto, sull'ordinamento inglese[11]:

Dopo la battaglia di Filottrano (luglio 1944), le truppe italiane vennero inviate nelle retrovie per riposarsi e riaddestrarsi. Nel frattempo furono ri-equipaggiate con l'equipaggiamento britannico standard, tra cui uniformi da combattimento ed elmetti di tipo Brodie (in gran parte nuovi). All'inizio del 1945 il CIL era superato come struttura. Fu utilizzato come nucleo di sei Gruppi di Combattimento autonomi: "Cremona", "Legnano", "Friuli", "Mantova", "Piceno" e "Folgore". Ogni gruppo di combattimento era equiparabile ad una divisione leggera. Lo schieramento raggiunto per ciascun gruppo fu di 432 ufficiali, 8.578 d'altro rango, 116 cannoni, 170 mortai, 502 mitragliatrici leggere e 1.277 veicoli a motore. Ai gruppi di combattimento furono dati i nomi di vecchie divisioni del Regio Esercito e fu seguito l'esistente sistema di numerazione dei reggimenti[4]. Questi gruppi sono stati aggregati a varie formazioni americane e britanniche schierati contro la Linea Gotica tedesca. Il seguente è l'ordine di battaglia dell'Esercito Cobelligerante Italiano nell'aprile 1945.[12]

Nel 1946, con la nascita della Repubblica Italiana, l'Esercito Cobelligerante Italiano divenne Esercito Italiano (EI).

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Unità di prima linea[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo di combattimento Cremona (del V corpo britannico, 9 aprile 1945) - comandante generale di brigata Clemente Primieri

Gruppo di combattimento Folgore (del XIII corpo britannico, 9 Apr 1945) - comandante generale di brigata Morigi

Gruppo di combattimento Friuli (del X corpo britannico, 9 aprile 1945) - comandante generale di brigata Arturo Scattini

  • 35º Reggimento artiglieria "Friuli"
  • 87º Reggimento fanteria "Friuli" (3 btg)
  • 88º Reggimento fanteria "Friuli" (3 btg)
  • CXX Battaglione genio

Gruppo di combattimento Legnano (del II corpo statunitense), 9 aprile 1945 - comandante generale di divisione Umberto Utili

Gruppo di combattimento Legnano (ingrandito e riassegnato alla Quinta armata statunitense, 23 aprile 1945)

  • quartier generale
  • Autoparco "Legnano"
  • Officina meccanica campale "Legnano"
  • 34ª Sezione Carabinieri Reali
  • 51ª Sezione Carabinieri Reali
  • 51ª Compagnia rifornimenti e trasporti
  • 51ª Sezione medica
  • LI Battaglione genio
  • 52nd BLU (British Liaison Unit- unità inglese di collegamento)
  • 244º Ospedale da campo
  • 332nd Field Hospital
  • 11º Reggimento artiglieria
  • 68º Reggimento fanteria "Legnano"
    • I battaglione fanteria
    • II battaglione fanteria
    • III battaglione fanteria
    • 405ª Compagnia mortai (Mortaio Stokes)
    • 56ª Compagnia anticarro (pezzi inglesi da 6-pounder)
  • 69º Reggimento fanteria speciale
    • I battaglione Bersaglieri
    • II battaglione Alpini
    • III battaglione Alpini
    • 15ª Compagnia mortai (da 3 pollici)
    • 16ª Compagnia anticarro (pezzi inglesi da 6-pounder)

Gruppo di combattimento Mantova - comandante maggior generale Bologna

Gruppo di combattimento Piceno - comandante maggior generale Beraudo di Pralormo

Divisioni Ausiliarie[modifica | modifica wikitesto]

In aggiunta ai gruppi di combattimento l'Esercito cobelligerante includeva anche otto divisioni ausiliarie, concepite per svolgere compiti da retrovia), con un numero di militari oscillante tra i 150.000 ed i 190.000 uomini, largamente impiegate dagli Alleati in varie attività logistiche e di supporto e numericamente pari a circa il 25% degli effettivi del XV Gruppo di Armate Alleato[13]. A seconda della dipendenza da unità statunitensi o britanniche, i reparti venivano denominati BRITI (BRitish Italian Troops) o USITI (United States Italian Troops), non avevano un organico predeterminato dallo Stato Maggiore del Regio esercito, ma la consistenza variava a seconda dei compiti e dei periodi di impiego[13]. Alcuni reparti, nonostante non fosse questo il compito originario, vennero impiegati in operazioni a ridosso della linea di combattimento, e in special modo questo avvenne per l'arma del Genio che arrivò a schierare all'aprile 1945 cinque battaglioni ferrovieri, 83 compagnie del genio e 31 reparti di salmerie[13]. Le unità erano le seguenti:

  • 205ª Divisione ausiliaria (assegnata al comando dell'aviazione statunitense nel Mediterraneo)
    • 51º Gruppo Aviazione (reggimento fanteria ed artiglieria antiaerea dell'aeronautica)
    • 52º Gruppo Aviazione (reggimento fanteria ed artiglieria antiaerea dell'aeronautica)
    • 53º Gruppo Aviazione (reggimento fanteria ed artiglieria antiaerea dell'aeronautica)
    • 54º Gruppo Aviazione (reggimento fanteria ed artiglieria antiaerea dell'aeronautica)
    • 55º Gruppo Aviazione (reggimento fanteria ed artiglieria antiaerea dell'aeronautica)
  • 209ª Divisione ausiliaria (in supporto al primo distretto britannico)
    • 401º Reggimento Pionieri
    • 406º Reggimento Pionieri
    • 413º Reggimento Pionieri
    • Servizi divisionali
  • 210ª Divisione ausiliaria (assegnata alla 5ª Armata americana)
    • 6º Reggimento Guardie
    • 67º Reggimento Fanteria Ausiliario
    • 525º Reggimento Fanteria Ausiliario
    • 548º Reggimento Fanteria Ausiliario
    • Servizi divisionali
  • 212ª Divisione ausiliaria, la più consistente delle divisioni ausiliarie, arrivò a superare i 44.000 uomini, operanti in un'area di operazioni che si estendeva da Napoli fino a Pisa e Livorno
    • 3º Reggimento Guardie
    • 1º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 2º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 3º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 4º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 5º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 6º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 7º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 8º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 9º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • 10º Gruppo Battaglioni Pionieri
    • Servizi divisionali
  • 227ª Divisione ausiliaria (in supporto al terzo distretto britannico)
    • 513º Reggimento Fanteria Ausiliario
    • 541º Reggimento Fanteria Ausiliario
    • 403º Reggimento Pionieri
    • 404º Reggimento Pionieri
    • 407º Reggimento Pionieri
    • 516º Reggimento Artiglieria Ausiliario
    • Servizi divisionali
  • 228ª Divisione ausiliaria (assegnata all'ottava armata britannica)
    • 400º Reggimento Pionieri
    • 405º Reggimento Pionieri
    • 409º Reggimento Pionieri
    • Servizi divisionali
  • 230ª Divisione ausiliaria (in supporto alle forze britanniche)
    • 541º Reggimento fanteria, artiglieria costiera ed antiaerea
    • 403º Corpo del genio
    • 404º Corpo del genio
    • 406º Corpo del genio
    • 501º Battaglione di sicurezza
    • 510º Battaglione di sicurezza
    • 514º Battaglione di sicurezza
    • XXI Gruppo salmerie, delle dimensioni di un reggimento
  • 231ª Divisione ausiliaria (assegnata al XIII corpo britannico ed alla 5ª Armata americana)
    • 402º Reggimento Pionieri
    • 410º Reggimento Pionieri
    • 417º Reggimento Pionieri
    • Servizi divisionali

Nel complesso le Divisioni ausiliarie dell'Esercito Cobelligerante ebbero come perdite operative 744 morti, 2202 feriti, 109 dispersi[13]. Quando le forze Alleate affrontarono il forzamento della Linea Gotica, per le operazioni condotte alle dipendenze della 5ª Armata statunitense, al 20º Raggruppamento Salmerie ed al 210º Raggruppamento Genio, entrambi appartenenti alla 210ª Divisione di fanteria ausiliaria, venne concessa la qualifica da combattimento, in pieno accordo tra lo Stato Maggiore italiano e quello dell'armata di dipendenza[13]. Al completo delle forze l'Esercito Cobelligerante Italiano era pari a un ottavo della forza combattente e a un quarto dell'intera forza del 15º gruppo d'armate alleato[14].

Sicurezza interna[modifica | modifica wikitesto]

Non direttamente dipendente dal quartier generale alleato in Italia, l'Esercito Cobelligerante disponeva anche di tre Divisioni di Sicurezza Interna:

  • Divisione Calabria (Impiegata con compiti di sicurezza ed ordine pubblico in Lazio, Umbria and Abruzzi)
    • 5ª brigata di sicurezza
    • 6ª brigata di sicurezza
    • 31º battaglione genio
  • Divisione Aosta (in Sicilia)
    • 3ª brigata di sicurezza
    • 4ª brigata di sicurezza
    • 28º battaglione genio
  • Divisione Sabauda (in Sicilia)
    • 1ª brigata di sicurezza
      • 45º reggimento fanteria
      • 46º reggimento fanteria
    • 2ª brigata di sicurezza
      • 145º reggimento fanteria
      • 16º reggimento artiglieria
    • 130º battaglione genio

Membri famosi[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Holland, Italy's Sorrow, p. 53
  2. ^ Ordine di Protocollo n. 761 del Comando LI Corpo d'Armata. Cfr. Riccardo Scarpa, Vecchio e nuovo nelle Forze Armate del Regno d'Italia in La riscossa dell'Esercito. Il Primo Raggruppamento Motorizzato - Monte Lungo, atti del convegno del Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione
  3. ^ Enrico Boscardi, Monte Lungo: spunti e considerazioni in La riscossa dell'Esercito. Il Primo Raggruppamento Motorizzato - Monte Lungo, atti del convegno del Centro Studi e Ricerche Storiche sulla Guerra di Liberazione, p. 204
  4. ^ a b c d Jowett, The Italian Army 1940-43 (3), p. 24
  5. ^ Boscardi, cit. p. 222
  6. ^ 1° Rgpt. Motorizzato - La battaglia di Monte Lungo in sito dell'Esercito Italiano. URL consultato il 28 ottobre 2010.
  7. ^ Boscardi, cit. p. 223 e ss.
  8. ^ a b Giulio Ricchezza, cap. 2 in Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna, volume XVI, Il difficile mestiere di alleato (copertina rigida), I edizione, Ginevra, Edizioni Ferni, 1974, pp. 73-102.
  9. ^ Boscardi, cit. pp. 225 e 226
  10. ^ a b c Mollo, The Armed Forces of World War II, p. 100
  11. ^ a b c Corpo Italiano di Liberazione. URL consultato l'11 novembre 2011.
  12. ^ Order of Battle: Italian Co-Belligerent Forces in Military History Network, 11 marzo 2004. URL consultato il 21 dicembre 2007.
  13. ^ a b c d e Le Divisioni Ausiliarie - da combattentiliberazione.it, sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari Guerra di Liberazione.
  14. ^ Fatutta, Francesco: "L'Esercito nella Guerra di Liberazione (1943-1945)", Rivista Italiana Difesa, nº8 agosto 2002, pag. 82-94.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Holland, James, Italy's Sorrow: A Year of War 1944-1945, St. Martin's Press, New York, ISBN 978-0-312-37396-2
  • Jowett, Phillip, The Italian Army 1940-45 (3): Italy 1943-45, Osprey Publishing, Westminster, MD, ISBN 978-1-85532-866-2
  • Mollo, Andrew, The Armed Forces of World War II, Crown Publishing, New York, ISBN 0-517-54478-4

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]