53ª Divisione fanteria "Arezzo"

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53ª Divisione fanteria "Arezzo"
Descrizione generale
Attiva 24 maggio 1939 - 8 settembre 1943
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Asse
Servizio Regio Esercito
Tipo divisione di fanteria da montagna
Guarnigione/QG Macerata
Battaglie/guerre Occupazione italiana dell'Albania
Invasione italiana della Grecia
Simboli
Mostrina della 53ª Divisione fanteria "Arezzo" Divisione arezzo.jpg
Mostrina del 343º Reggimento fanteria "Forlì" 343 reggimento forlì.jpg

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La 53ª Divisione fanteria "Arezzo" fu una grande unità del Regio Esercito, operativa durante la seconda guerra mondiale. Era in particolare una divisione di fanteria da montagna, che si distingueva dalle analoghe unità di fanteria ordinarie per la trazione del Reggimento di artiglieria divisionale, che risultava composto da due gruppi someggiati e di uno carrellato, invece che di due ippotrainati ed uno someggiato e per l'utilizzo di salmerie invece che del classico carreggio. Con il progredire della guerra e la progressiva motorizzazione di una parte considerevole delle artiglierie divisionali, le divisioni da montagna divennero sostanzialmente indistinguibili dalle normali divisioni di fanteria, e la denominazione specifica andò progressivamente in disuso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della grande unità risalgono alla Brigata "Arezzo", costituitasi il 18 maggio 1916 con in organico 225º ed il 226º Reggimento fanteria "Arezzo" e smobilitata alla fine della prima guerra mondiale il 12 febbraio 1919. In seguito al riordinamento del Regio Esercito del 1926 su brigate ternarie, il Comando della Brigata ed il 226º Reggimento vengono sciolti, mentre il 225º venne aggregato alla XXIV Brigata di Fanteria. Il 24 maggio 1939, a Macerata, il 225º Reggimento fanteria "Arezzo" ed il 226º Reggimento fanteria "Arezzo" furono riuniti e costituirono, con il 53º Reggimento artiglieria per Divisione di fanteria, la 53ª Divisione fanteria "Arezzo".

Nel giugno del 1939 la divisione viene inviata nell'Albania occupata dagli italiani, inquadrata nel Comando Superiore Truppe d'Albania e assegnata al presidio delle zone di Coriza, Tepelenë, Fier e Berat.

Il 10 giugno 1940, all'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale, la divisione si trova schierata a copertura del confine jugoslavo. Dopo l'inizio delle ostilità contro la Grecia, il 30 ottobre alcuni reparti della divisione vengono inviati sul confine greco-albanese, nella zona di Peshkopi ed aggregati alla 19ª Divisione fanteria "Venezia", mentre il resto della grande unità viene inviato sulla zona nord del fronte, nel settore Pogradec-Perrenjas. Il 20 novembre torna ad organici completi ed assume la responsabilità del settore Shkumbini. Qui, dopo aver resistito a pesanti contrattacchi greci, è infine costretta, dal 2 dicembre a ripiegare ed ad attestarsi sul monte Kosica, che mantiene nonostante l'accanita spinta del nemico. La pressione aumenta di intensità dal 2 gennaio 1941 e la divisione continua a perdere terreno, fino a quando, a causa delle perdite subite, il 20 febbraio torna nelle retrovie per riordinarsi e viene assegnata alla riserva d'armata. In vista dell'invasione della Jugoslavia, il 28 marzo viene schierata sulla frontiera jugoslava-albanese, a nord ovest del Lago di Ocrida, per entrare il 9 aprile in territorio nemico. Il giorno successivo strappa al nemico Struga ed Ocrida, in territorio macedone, attestandosi a nord sulla linea Vramiste-Trebeniste. Il 17 aprile viene richiamata in Albania per partecipare alle ultime fasi delle operazioni contro la Grecia. Dopo la fine delle ostilità viene destinata al presidio delle zone di Sarantaporos e di Belica, dove è impegnata in operazioni di rastrellamento e controllo del territorio per tutto il 1942 ed il 1943. Il 29 gennaio 1943 viene aggregato alla divisione il 343º Reggimento fanteria "Forlì", costituito il 1º novembre 1941 a Cosenza dal deposito del 16º Reggimento fanteria "Savona"[1].

L'armistizio dell'8 settembre colse di sorpresa tutte le unità del Regio Esercito in tutti i teatri, la maggior parte delle quali si sbandò e cadde prigioniera. Le unità dell'9ª Armata ricevettero dal Comando Supremo l'ordine raggiungere la costa in vista di un reimbarco verso la patria, finendo per scontrarsi con le unità tedesche che sbarravano loro la strada. Il generale Dalmazzo, comandante dell'armata ed il generale Ezio Rosi, comandante del Gruppo d'Armate Est, tennero un atteggiamento ambigio ed attendista, che portò alla cattura di quattro delle 6 divisioni in Albania. Le divisioni Parma, Puglie, Brennero ed appunto la 53ª Divisione fanteria "Arezzo" cedettero le armi e furono sciolte, mentre la 41ª Divisione fanteria "Firenze" e la 151ª Divisione fanteria "Perugia" affrontarono coraggiosamente prima di disperdersi. In particolare, il generale Arnaldo Azzi della "Firenze" costituì il Comando Italiano Truppe alla Montagna, collaborando con la resistenza albanese. In tale unità, dalla quale sarebbe nata la Brigata Gramsci, si unì anche personale della "Arezzo" che aveva deciso di non cedere le armi.

Ordine di battaglia: 1940[modifica | modifica wikitesto]

Ordine di battaglia: 1943[modifica | modifica wikitesto]

  • 225º Reggimento fanteria "Arezzo"
  • 226º Reggimento fanteria "Arezzo"
  • 343º Reggimento fanteria "Forlì"
  • 80ª Legione CC.NN. d'assalto "Alessandro Farnese"
    • XXVI Battaglione CC.NN. d'assalto "Ferrara"
    • LXVII Battaglione CC.NN. d'assalto "Bologna"
    • 80ª Compagnia CC.NN. mitraglieri
  • 53º Reggimento artiglieria "Arezzo"
    • I Gruppo artiglieria
    • II Gruppo artiglieria
    • III Gruppo artiglieria
  • LIII Battaglione mortai da 81
  • 53ª Compagnia controcarri da 47/32

Comandanti 1939-1943[modifica | modifica wikitesto]

  • Gen. D. Michele Molinari
  • Gen. B. Ernesto Ferone
  • Col. Pietro Tantillo (interim)
  • Gen. D. Carlo Rivolta
  • Col. Emilio Bellante (interim)
  • Gen. B. Salvatore D'Arminio Monforte
  • Gen. D. Arturo Torriano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.regioesercito.it/reparti/fanteria/rgt/rgt343.htm

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

George F.Nafziger "Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II" (3 vol)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]