Esercito Italiano
L'Esercito Italiano (EI) è la componente principale e più antica delle tre Forze Armate italiane, assieme alla Marina Militare, all'Aeronautica Militare ed all'Arma dei Carabinieri[2] elevata a rango di Forza Armata, tutte dipendenti dal Capo di Stato Maggiore della Difesa ed inserite nel Ministero della Difesa.
Storia [modifica]
Dal regio esercito alla repubblica [modifica]
| Per approfondire, vedi Regio Esercito. |
Nel 1861, anno dell'unità d'Italia, nacque il Regio Esercito Italiano, il nome che assunse per decreto l'Armata Sarda unificata con molti altri eserciti operativi prima dell'Unità d'Italia; questo avvenne il 4 maggio 1861, con decreto (nota n. 76 del 4 maggio 1861) firmato dal ministro Manfredo Fanti.[3]
Il neonato esercito assumerà però tale nome effettivamente solo a partire dal 1884.[senza fonte]
Da allora il Regio Esercito ha partecipato alla terza guerra di indipendenza, alle campagne coloniali, alla prima e alla seconda guerra mondiale, prima dalla parte dell'Asse e dopo l'8 settembre 1943 dalla parte degli Alleati.
L'esercito repubblicano nasce dopo la proclamazione della Repubblica il 2 giugno 1946. La sua base consiste nel Corpo Italiano di Liberazione, che aveva partecipato alla campagna d'Italia al fianco della forze alleate contribuendo alla liberazione del territorio nazionale. Dopo la cessazione delle ostilità la Missione Militare Alleata il 14 novembre 1945 stabilì le norme alle quali il nuovo esercito, detto di transizione, doveva attenersi.[4] La struttura doveva rimanere quella stabilita fino alla firma del trattato di pace. I cinque gruppi di combattimento che erano stati costituiti via via che le forze alleate avanzavano divennero altrettante divisioni binarie, cioè formate da due reggimenti (solo di fanteria):[4]
- Divisione di fanteria "Friuli"
- Divisione di fanteria "Cremona"
- Divisione di fanteria "Legnano"
- Divisione di fanteria "Folgore"
- Divisione di fanteria "Mantova"
A queste si aggiungevano 3 divisioni di sicurezza interna, la Aosta, la Reggio (originariamente Sabauda ) e la Calabria cui si aggiungevano altri 10 reggimenti di cui 3 alpini, portando la forza complessiva di quelle che venivano denominate forze mobili e locali a 90.000 uomini.[4]
Altre componenti dell'esercito di transizione erano l'Organizzazione Centrale e 11 comandi militari territoriali che dovevano sostituire le funzioni dei preesistenti comandi di corpo d'armata in tempo di pace, per complessivi 9.000 uomini; l'Amministrazione, comprendente le unità dei servizi con altri 31.000 uomini; la componente detta Addestramento e Complementi che raggruppava il Centro Addestramento Complementi di Cesano e le Scuole Militari, per complessivi 10.000 uomini, che portavano il totale a 140.000 uomini.[4] Alcuni reparti, consistenti in una divisione, 6 raggruppamenti e due gruppi di battaglioni (equivalenti a reggimenti) rimanevano ancora sotto il comando alleato.[4]
L'organizzazione addestrativa di base era affidata ai comandi militari territoriali, attraverso i Centri Addestramento Reclute (CAR), con un organico a livello di reggimento, mentre l'addestarmento avanzato veniva svolto dalle scuole militari. Inoltre ai comandi territoriali veniva assegnato un reggimento operativo in modo da garantire una presenza diffusa sul territorio, tranne in Sicilia nella quale i compiti di vigilanza vennero assegnati a due divisioni di sicurezza,[4] visti i problemi legati alle tendenze separatiste dell'isola.
Nel 1946 le tre divisioni per la sicurezza interna vennero trasformate in unità operative, con l'aggiunta di un gruppo di artiglieria ed un gruppo squadroni di cavalleria blindata (con cingolette CV35) della ricostituita arma di Cavalleria, e questa fu la struttura definitiva dell'Esercito di Transizione alla firma del trattato di Parigi nel 1947.[4]
L'evoluzione [modifica]
Gli anni cinquanta [modifica]
Dopo la fase di transizione, con l'accettazione dell'Italia nella NATO, le forze armate vengono rinforzate e riarmate, con un consistente concorso degli Stati Uniti in termini di mezzi; la dottrina di impiego e l'addestramento vengono uniformati agli standard dell'alleanza, e vengono tenute regolarmente esercitazioni congiunte. La consistenza dei reparti operativi cresce fino a raggiungere dieci divisioni di fanteria e tre corazzate (Ariete, Centauro e Pozzuolo del Friuli) cui si aggiungevano cinque brigate alpine.[5] Nel 1954 la struttura di comando viene organizzata su due armate e cinque corpi d'armata, cui si aggiungeva il Corpo per la sicurezza della Somalia, paese affidato all'Italia per mandato fiduciario dalle Nazioni Unite fino al 1956; di conseguenza, il corpo viene sciolto nello stesso anno.[5]
Con il concretizzarsi della minaccia di invasione da parte del Patto di Varsavia viene definita dalla NATO la dottrina di difesa avanzata, che in Italia porta alla denominazione della soglia di Gorizia come linea di difesa alla quale doveva essere idealmente fermata l'eventuale invasione e al miglioramento ed estensione del Vallo Alpino, sistema di fortificazioni inizialmente concepito sotto il fascismo per contrastare una minaccia proveniente dalla Germania e successivamente ripristinato dall'inizio degli anni 1950 fino al 1992, sotto il presidio di reparti appositamente dedicati allo scopo: Alpini d'Arresto e Fanti d'Arresto.[6] Viene creata la III Brigata missili che, dotata di missili Honest John prima (32 lanciatori[7]) e Lance poi, acquisisce la capacità di lancio di testate tattiche nucleari.
Gli anni sessanta [modifica]
Gli anni settanta [modifica]
Gli anni ottanta e le missioni internazionali [modifica]
| Per approfondire, vedi Missioni militari italiane all'estero. |
Con l'inizio degli anni ottanta l'esercito affronta, dal 1980 al 1982, la sua prima missione armata (cioè non limitata alla sola presenza di osservatori) all'estero, la Missione Italcon, durante la guerra in libano come forza di pace.
Durante la missione, effettuata congiuntamente con forze di altri paesi NATO tra i quali Stati Uniti e Francia, il contingente guadagna la fiducia delle parti contrapposte, riuscendo a non essere vittima di disastrosi attacchi che invece colpiranno le altre forze multinazionali e perdendo alla fine un solo uomo a causa dell'esplosione di una mina.[8] La caduta del Muro di Berlino e il dissolvimento del Patto di Varsavia daranno una nuova dimensione alle forze armate italiane, non più in funzione esclusivamente difensiva ma anche e soprattutto in supporto alle iniziative di peace-keeping (come viene denominata internazionalmente una operazione di mantenimento della pace).
Gli anni novanta [modifica]
Un contigente italiano viene inviato in missione di pace in Somalia operando nell'ambito dell'UNITAF, con l'operazione IBIS nel 1992-1994, una delle operazioni più complesse in teatro estero dalla fine della seconda guerra mondiale. Purtroppo il contingente italiano nello svolgere il suo delicato lavoro, sul campo somalo subisce un'imboscata che causò la morte di alcuni soldati.
Il duemila e il passaggio all'Esercito professionista [modifica]
Nel 2000, con l'emanazione della legge 31 marzo 2000, n. 78 l'Arma dei Carabinieri viene elevata a rango di forza armata italiana, cessando di essere una specialità inquadrata all'interno Esercito Italiano, pur mantenendo per circa 6 anni il Generale Comandante proveniente dalle fila degli Ufficiali dell'Esercito del Ruolo Normale dell'Accademia.
Con il termine del servizio militare di leva in Italia, nel 2005, (o meglio con la sua sospensione, come disposto dalla legge 226/2004) l'esercito ha attraversato una fase di pesante ristrutturazione, tesa a diminuire il personale dedicato a funzioni non operative per diminuire i costi derivanti dal personale. Finisce un'era. Il soldato, rappresentato per anni anche in TV, concepito come il figlio che appena maggiorenne lascia, a volte per la prima volta, la famiglia per donare un anno di servizio allo Stato, finisce per sempre. Da questa svolta epocale discende un nuovo e più razionale impiego del soldato, sia per la forte riduzione della disponibilità numerica (da oltre 230 mila a meno di 100 mila oggi) che per l'ottimizzazione della risorsa umana (anche in termini di spesa). Vengono così esternalizzati tutti quei servizi logistici che prima il soldato di leva svolgeva: pulizie, mensa, talvolta sorveglianza di siti non operativi.
Le funzioni C4IEW [modifica]
| Per approfondire, vedi storia dei servizi segreti italiani. |
Le funzioni di intelligence vengono assolte AISI/AISE. In ambito forza armata la funzione C4I (comando, controllo, comunicazione, computer, informazione) dalla Brigata RISTA - EW, che raggruppa le unità di guerra elettronica appartenenti all'Esercito Italiano, alle dipendenze del Comando delle Trasmissioni ed Informazioni dell'Esercito (COTIE).[9] La sigla RISTA-EW sta per Reconnaissance, Intelligence, Surveillance, Target Acquisition - Electronic Warfare, sempre precisando che la funzione intelligence (a livello strategico e operativo)in Italia (Legge 124/2007) viene assolta dalle Agenzie alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che delega allo Stato Maggiore della Difesa le funzioni tattiche, a sua volta supportato da organi delle singole Forze Armate (come la B. RISTA EW).
L'esercito in funzione di protezione civile [modifica]
In ogni tragedia che ha colpito il popolo italiano le forze armate sono state sempre in prima fila nel soccorso, anticipando le funzioni dalla protezione civile, prima della sua costituzione. Dal terremoto di Messina, al terremoto del Friuli[10][11] al terremoto dell'Irpinia,[12], fino alla partecipazione annuale alle operazioni antincendio sia con uomini e mezzi da terra che con propri mezzi aerei (come elicotteri come i Chinook CH-47 dotati di apposito cesto- secchio per il lancio di acqua),[13] l'esercito ha partecipato alle operazioni di soccorso in caso di calamità naturali, schierando ospedali da campo e mezzi per movimento terra.
. Da non dimenticare il soccorso fornito durante il sisma che ha colpito il Molise nel 2002, l'Umbria, e in Abruzzo nel 2010 (compresa la sorveglianza delle aree colpite dal sisma, contro atti di sciacallaggio), le operazioni di concorso alle Forze di Polizia e di Controllo del Territorio (Vespri Siciliani in Sicilia, Riace in Calabria, Partenope 1 e 2 a Napoli) nel controllo delle coste per gli sbarchi (Oper. Salento 97, e a Lampedusa nel 2010), in soccorso durante la Frana di SARNO, alle numerose inondazioni/disastri geologici (varie esondazioni del fiume PO), e nel 2010-2012 (in Calabria, in Sicilia e in Toscana e alle 5 Terre) ed ogni volta in cui la Protezione Civile non sia riuscita a soddisfare con i propri uomini e mezzi le necessità di soccorso alla popolazione. L'esercito ha anche partecipato nel 2010, all'Operazione Strade Pulite, ovvero allo sgombero delle strada di Napoli quando queste erano piene di spazzatura, durante la emergenza rifiuti in Campania.[14] ed ai lavori con organi del Genio dell'Esercito di ripristino e messa in sicurezza di numerosi siti in cui riporre l'enorme quantità di rifiuti che gli organi cittadini/provinciali e regionali preposti non erano in grado di soddisfare. Attualmente è impeganto in concorso alla Polizia ed ai Carabinieri nell'Operazione Starde Sicure, mediante la sorveglianza di punti sensibili di grande transito (metropolitane, grandi stazioni ferroviarie) e presidio di posti fissi (Ambascate, Consolati ecc.).
Simbologia [modifica]
| Per approfondire, vedi Stemma araldico dell'Esercito Italiano. |
Personale [modifica]
Nel 2012 l'Esercito (tutte le Armi e specialità comprese)contava in totale 108.355 unità, dotazione organica già inferiore rispetto all'Arma dei Carabinieri che ammontava a 118.500 unità. La proiezione futura vede ancora in contrazione l'Esercito ed un aumento del personale dell'Arma dei Carabinieri[15],
| Personale dell'Esercito Italiano per il 2012 | |||||
| Categorie | totale | Ruoli | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Ufficiali | 12.451 | ||||
| Sottufficiali | 18.676 |
|
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| Graduati (VSP) | 31.120 |
|
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| Truppa | 68.170 | ||||
| Allievi | 912 |
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| Totale | 108.355 | ||||
Gradi e qualifiche [modifica]
| Per approfondire, vedi gradi e qualifiche dell'Esercito Italiano e distintivi di grado italiani. |
- Generale RUOLO UFFICIALI GENERALI
- Colonnello RUOLO UFFICIALI SUPERIORI
- Tenente colonnello UFF.SUP.
- Maggiore UFF.SUP.
- Capitano RUOLO UFFICIALI INFERIORI
- Tenente UFF.INF.
- Sottotenente UFF.INF.
- Primo Maresciallo Luogotenente RUOLO SOTTUFFICIALI
- Primo Maresciallo SOTT.UFF.
- Maresciallo Capo SOTT.UFF.
- Maresciallo Ordinario SOTT.UFF.
- Maresciallo SOTT.UFF.
- Sergente Maggiore Capo SOTT.UFF.
- Sergente Maggiore SOTT.UFF.
- Sergente SOTT.UFF.
- Caporal Maggiore Capo Scelto RUOLO GRADUATI
- Caporal Maggiore CapoGRADUATI
- Caporal Maggiore SceltoGRADUATI
- Primo Caporal Maggiore in s.p.e. GRADUATI
- Primo Caporal Maggiore non in s.p.e. RUOLO TRUPPA (VFP-4)
- Caporal Maggiore TRUPPA (VFP-4)
- Caporale TRUPPA (VFP-1/4)
- Soldato semplice TRUPPA (VFP-1)
Struttura dell'Esercito [modifica]
Aree di vertice [modifica]
Il comando di vertice dell'Esercito Italiano è rappresentato dallo "Stato Maggiore dell’Esercito" (SME) a Roma, il quale è l'organismo deputato alla definizione delle politiche di Forza Armata.[16] Per l'attività di comando e controllo sulle unità dell'Esercito, il capo di stato maggiore dell'Esercito italiano[17] si avvale di quattro Alti Comandi[18] retti da quattro generali di corpo d'armata e da un Ispettorato diretto da un tenente generale. Questi cinque Enti assieme allo SME nel loro insieme strutturano le cosiddette "Aree di vertice":[19]
- Comando delle Forze Operative Terrestri[20] o COMFOTER, acquartierato a Verona, al cui vertice è posto il generale di corpo d'armata Roberto Bernardini.[21] È responsabile del governo delle unità di manovra, pedine operative dell'Esercito;
- Comando militare della Capitale[22] con sede a Roma, al cui vertice è posto il Gen. C.A. Mauro Moscatelli.[23] Coordina le attività legate al Reclutamento, alle Forze di Completamento e alla Promozione e Pubblica Informazione sul territorio nazionale.;
- Comando Logistico[24][25] acquartierato a Roma[26] da cui dipendono, sul piano tecnico-funzionale, le unità della logistica di sostegno e della logistica di aderenza. È presieduto dal gen. c.a. Corrado Lauretta
- Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito di Torino, si occupa della formazione iniziale di tutto il personale militare dell'Esercito. Il comandante è il Gen. C. A. Giuseppe Emilio Gay;[27]
- Ispettorato delle Infrastrutture: presiede gerarchicamente gli enti del Servizio dei Lavori e del Demanio,[28] che sul piano amministrativo e tecnico-funzionale ricevono le istruzioni dalla Direzione Generale dei Lavori e del Demanio, parte del Segretariato Generale della Difesa (SEGREDIFE).
| Aree di vertice | |||||
| Reparto | Sede | Unità dipendenti | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Roma, Lazio |
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| Verona, Veneto |
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| Roma, Lazio |
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| Roma, Lazio |
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| Torino, Piemonte |
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| Roma, Lazio | |||||
Le Forze Operative Terrestri [modifica]
| Per approfondire, vedi Organigramma dell'Esercito Italiano. |
Il COMFOTER dirige:[20]
- Comando di Corpo d'Armata di Reazione Rapida[29] (NRDC-ITA) di Solbiate Olona[30][31] comandato dal gen. c.a. Giorgio Battisti[32]
- Comando Trasmissioni e Informazioni di Anzio, attualmente agli ordini del Generale di Divisione Adriano Vieceli
- Comando dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo, retto dal gen. c.a. Enzo Stefanini[33]
- Comando delle Forze Speciali dell’Esercito COMFOSE (di prossima creazione; a Pisa affidato a un generale dei paracadutisti e incursore, che raggrupperà gli incursori del 9º reggimento Col Moschin, i ranger del 4º reggimento alpini paracadutisti Monte Cervino, il 185º reggimento acquisizione obiettivi, gli elicotteristi del REOS - Reparto elicotteri per operazioni speciali e il 28º reggimento Pavia per le operazioni psicologiche).
- 1º Comando delle Forze Operative di Difesa (1° FOD o COMFOD1) di Vittorio Veneto e comandato dal gen. c.a. Danilo Errico
- 2º Comando delle Forze Operative di Difesa (2° FOD o COMDOF2) di San Giorgio a Cremano e comandato dal gen. c.a. Vincenzo Lops[34]
Dal Comando militare della Capitale dipendono tutti gli enti territoriali come i Centri Documentali, i Comandi Militari dell'Esercito e le basi logistiche. Il comando divenuto comando di vertice dipende direttamente dal Capo di SME.
Dal COMFOTER dipendeva anche il Comando dei supporti delle forze operative terrestri dal quale dipendevano quattro Comandi monoarma e le Scuole di Specialità. Detto Comando era responsabile per il Supporto Operativo alle Forze Terrestre (dipendenti principalmente da 1° FOD, 2° FOD e T.A.), oltre che della gestione delle attività di specializzazione del personale attraverso le scuole d'arma.
COMALP [modifica]
Il "Comando Truppe Alpine" o COMALP (o anche T.A.) è dislocato nella città di Bolzano al comando del gen. c.a. Alberto Primicerj. Inquadra le Brigate Alpine, il Centro Addestramento Alpini ed i reparti di supporto. Erede del IV Corpo d'Armata Alpino, oggi è costituito dai seguenti reparti:[35]
COMFOD 1 [modifica]
Il "1º Comando Forze di Difesa" o COMFOD 1 (o anche 1º FOD) è dislocato nella città di Vittorio Veneto (TV), comandato dal gen. c.a. Antonio Bernardini. Erede del V Corpo d'Armata, oggi è costituito dai seguenti reparti:
COMFOD 2 [modifica]
Il "2º Comando Forze di Difesa" o COMFOD 2 (o anche 2o FOD) è dislocato nella città di San Giorgio a Cremano (NA) agli ordini del gen. c.a. Vincenzo Lops. Inquadra le seguenti unità:[37]
CoTIE [modifica]
Al "Comando Trasmissioni ed Informazioni dell’Esercito", anche detto CoTIE, sono affidati il controllo e la gestione delle comunicazioni della Forza Armata. Ha sede nella città di Anzio (Roma), è attualmente comandato dal Gen. Div. Adriano Vieceli e si articola nelle seguenti unità:[40]
| Reparto | Sede | Unità dipendenti | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Anzio |
|
||||
| Anzio, RM | |||||
| Reparti ausiliari | |||||
NRDC-ITA [modifica]
Il Corpo d'Armata di Reazione Rapida/NATO Rapid Deployable Corps - Italy o NRDC-ITA si trova nella città di Solbiate Olona (VA), è attualmente comandato dal gen. c.a. Giorgio Battisti ed ha soltanto una brigata costituita da due reggimenti (il Reggimento di supporto Tattico e Logistico al (HQ) NRDC-ITA con sede in Solbiate Olona ed il 1° Reggimento Trasmissioni con sede in Milano), un quartier generale alle sue dipendenze:[31]
- Brigata di Supporto al Corpo D'Armata di Reazione Rapida della NATO di Solbiate Olona
1º Reggimento Trasmissioni di Milano
Reggimento di Supporto Tattico e Logistico al (HQ) NRDC-ITA di Solbiate Olona (VA)
Aviazione dell'Esercito [modifica]
| Per approfondire, vedi Aviazione dell'Esercito. |
Il "Comando Aviazione dell'Esercito" o AVES si trova nella città di Viterbo, attualmente retto dal gen. c.a. Enzo Stefanini. Comprende sia reparti operativi che di supporto.[48]
| Reparto | Sede | Unità dipendenti | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Viterbo | |||||
| Viterbo |
|
||||
Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri [modifica]
Il "Comando dei supporti delle forze operative terrestri" o COMSUP dipendeva dal Comando delle Forze Operative Terrestri a cui forniva sostegno logistico da combattimento e specializzazione del personale. Il comando era affidato ad un generale di corpo d'armata ed era ubicato presso la città militare della Cecchignola a Roma. Da questo comando dipendevano 4 Comandi monoarma che fungevano da brigate attraverso i loro reggimenti mono arma e da scuola per il reggimento addestrativo. cinque Scuole di Specializzazione (di cui una interforze) e un Ente misto.[51]
Comando Artiglieria Contraerea
4º Reggimento Contraerea "Peschiera" di Mantova con 30 Raytheon MIM-23 Hawk sistema missilistico terra-aria
5º Reggimento Contraerea "Pescara" di Rovigo con 30 Raytheon MIM-23 Hawk sistema missilistico terra-aria
17º Reggimento Contraerea "Sforzesca" di Sabaudia con 16 Skyguard "Aspide", 104 SIDAM 25 e 56 FIM-92 Stinger
121º Reggimento Contraerea "Ravenna" di Bologna e Rimini con 16 Skyguard "Aspide", 104 SIDAM 25 e 56 FIM-92 Stinger- Reggimento Addestrativo Artiglieria Contraerea
Comando di Artiglieria Terrestre Bracciano
2º Reggimento Artiglieria "Alpina" Pesante Campale (Gr. "Vicenza") di Trento con 24 FH-70
5º Reggimento Artiglieria Terrestre (pesante) "Superga" di Portogruaro (VE) con 22 M270 MLRS
7º Reggimento Difesa NBC "Cremona" di Civitavecchia (RM) con VAB in configurazione NBC
28º Reggimento "Pavia" di Pesaro
52º Reggimento Artiglieria Terrestre (semovente) "Torino" di Vercelli con 32 M109L- reggimento addestrativo nella sede di Bracciano
Comando Genio Roma
2º Reggimento Genio pontieri di Piacenza
6º Reggimento Genio pionieri di Roma
Reggimento Genio Ferrovieri di Bologna- reggimento addestrativo Roma
Comando Logistico Roma
- reggimento addestrativo Roma
1º Reggimento "Alpini" di Manovra di Rivoli (TO)
6º Reggimento di Manovra di Pisa
10º Reggimento di Manovra di Persano (SA)
24º Reggimento"Alpini" di Manovra (Btg. Dolomiti) di Merano (BZ)
1º Reggimento Trasporti di Bellinzago Novarese (NO)
6º Reggimento Trasporti di Budrio (BO)- 8º Reggimento Trasporti di Orzano (UD)
10º Reggimento Trasporti di Bari
Scuola di Fanteria, Cesano di Roma
Scuola di Cavalleria, Lecce
Scuola delle Trasmissioni e Informatica, Roma-Cecchignola
Scuola di Amministrazione e Commissariato, MaddaloniScuola Interforze NBC (Rieti)
Scuola di Sanità e Veterinaria dell'Esercito, Roma-Cecchignola
Altre unità [modifica]
1º Reggimento Corazzato di Teulada- 8º Reggimento Trasporti Casilina di Roma
11º Battaglione Trasporti Flaminia di Roma
Scuole dell'Esercito [modifica]
| Per approfondire, vedi Comando per la formazione e Scuola di applicazione. |
Il Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell'Esercito si trova alla città militare della Cecchignola di Roma. Il nuovo comando è quindi configurato:[52]
Comando delle Scuole dell'Esercito - Scuola d'Applicazione e Istituto di Studi Militari (Torino)
Accademia Militare (Modena)
Centro di Simulazione e Validazione dell'Esercito (Civitavecchia)
Scuola Sottufficiali dell'Esercito (Viterbo)
80º Reggimento "Roma" (Scuola Sergenti (Cassino))
Raggruppamento Unità Addestrative (Capua)[53]
17º Reggimento di Fanteria "Acqui" di Capua
47º Reggimento di Fanteria "Ferrara" di Capua
85º Reggimento di Fanteria "Verona" di Montorio Veronese
57º Battaglione di Fanteria "Abruzzi" di Sulmona
235º Reggimento di Fanteria "Piceno" di Ascoli Piceno (formazione del personale femminile)
Scuola lingue estere (Perugia)
Corpi Ausiliari [modifica]
Corpo Militare dell'Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta (CM-EI-SMOM)
Uniformi [modifica]
| Per approfondire, vedi Militaria dell'Esercito. |
Armi [modifica]
Di seguito sono elencate le armi in dotazione ai Reparti dell'Esercito[54]
| Tipo | Arma | Calibro |
|---|---|---|
| Coltello d'assalto | ||
| Pistola | 9 × 19 mm Parabellum, FN 5,7 × 28 mm | |
| Pistola mitragliatrice / mitra | 9x19mm Parabellum, FN 5,7 × 28 mm, 4,6 × 30 mm | |
| Fucile d'assalto | 5,56 × 45 mm | |
| Fucile a canna liscia | Calibro 12 | |
| Mitragliatrice leggera | 5,56x45mm Nato | |
| Mitragliatrice media | 7,62 × 51 mm NATO | |
| Mitragliatrice pesante | .50 BMG | |
| Fucile di precisione | .338 Lapua Magnum, 7,62 × 51 mm | |
| Fucile di precisione antimateriale[56] | .50 BMG | |
| Lanciafiamme | ||
| Lanciagranate Per fucili AR 70/90, SC 70/90 e SCP 70/90 | 40 × 46 mm | |
| Bomba a mano | ||
| Mortaio leggero |
|
60 mm |
| Mortaio pesante |
|
120 mm |
| Obice a traino | 155mm | |
| Cannone senza rinculo |
|
80mm |
| Lanciarazzi controcarro | 110mm/112mm | |
| Missile controcarro a medio raggio | 90mm | |
| Missile controcarro medio-lungo raggio | 130mm | |
| Missile controcarro a lungo raggio | 127mm | |
| SAM portatile per bassa quota[66] | 70mm | |
| Lanciamissili per media quota | 210mm | |
| Lanciamissili per medio-alta quota | 356mm | |
| Lanciamissili per alta quota |
Equipaggiamento individuale [modifica]
| Tipo | Modello |
|---|---|
| elmetto | * * * |
| giubbotto antiproiettile | * * |
| gilet tattico | * |
| equipaggiamento NBCR individuale | * * * |
| visori notturni | * * * |
| ottica di puntamento a punto rosso | * |
Mezzi Terrestri [modifica]
| Per approfondire, vedi Mezzi dell'Esercito Italiano. |
Cingolati [modifica]
Carri da Battaglia [modifica]
- C-1 Ariete (200)
- Leopard 1A5 (120 in riserva)
Veicoli da Trasporto e Combattimento [modifica]
- VCC Dardo - IFV (200)
- VCC-1/2 - APC (VCC-1 567, VCC-2 1080 di riserva)
- M106 - APC con mortaio da 120mm (200)
- M113 - APC con sistema d'arma TOW (775 di riserva)
- AAV-7A1 - Veicolo d'assalto anfibio (28 operativi su 35)
- Arisgator - Veicolo d'assalto anfibio (30)
Semoventi [modifica]
- PzH 2000 - Obice Semovente 155 mm (70)
- M109L - Obice Semovente 155 mm (190, di cui 124 in servizio)
- MLRS (Multiple Launching Rocket System) - Sistema multiplo lanciarazzi terra-terra (22)
- SIDAM 25 - Semovente d'artiglieria contraerea (275)
Veicoli Speciali [modifica]
- BV-206 - Versioni 206/206S/TOW (190)
- M577 - Veicolo Posto Comando (200)
- M548 - Veicolo Trasporto Munizioni (350)
- Carro Soccorso e Recupero "BERGEPANZER" - Mezzo del Genio (137)
- Carro Pioniere "PIONIERPANZER" - Mezzo del Genio (40)
- Carro Gittaponte "BIBER" - Mezzo del Genio (64)
Ruotati [modifica]
Tattici [modifica]
- Motociclo da ricognizione Cagiva 350 W12
- Land Rover AR 90 - Veicolo da ricognizione (2.700)/attacco veloce (50)
- VM 90T - Veicolo multiruolo versione Torpedo (1.100)
- VTLM Lince - Veicolo trasporto leggero (1.260 ordinati e in fase di consegna)
- Lancia ACL 90 - Autocarro leggero (3.800)
- Iveco ACM 90 - Autocarro medio (3.000)
- Iveco ACTL 4x4 - Autocarro medio
- Iveco ACTL 6x6 - Autocarro tattico logistico
- Iveco ACTL 8x8 - Autocarro medio
- Astra SM 66.40 CAD - Autocarro tattico pesante per traino artiglieria
- Autocisterna tattica 6x6
Protetti [modifica]
- VM 90P - Veicolo multiruolo versione Protetto (180)
Blindati [modifica]
- B-1 Centauro - Autoblindo/cacciacarri (400 acquistati, di cui 300 circa in servizio)
- Puma 4×4 - APC ruotato (330)
- Puma 6×6 - APC ruotato (250)
- VBM Freccia - IFV (250 pianificati: 54 finanziati e in consegna)
- Renault VAB NBC (VBR NBC nella versione italiana) - Veicolo blindato da ricognizione (15)
- Buffalo - Veicolo MRAP per sminamento (7)
- Cougar (6x6) - Veicolo MRAP (6)
Veicoli speciali [modifica]
- TM 69 FH 70 - Trattore
- Fiat Ducato - Ambulanza
- VM 90 - Veicolo multiruolo versione Ambulanza
- Fiat 370 - Autobus
- Fiat A90.14 - Autobus
- Fiat M120 - Autosoccorso
- Fiat AG70 6605 DM - Autogru media
- Fiat M200 - Autogru
- M180 "ISOLI" - Autogru M180
- Iveco ATC 81 - Autoarticolato trasporto mezzi corazzati da 50t (94)
- Astra - Autocarro trasporto pesante 6x6 (870)
- Astra - Complesso traino pesante fino a 64 t 8x8 (71)
- FDOC (Fire Direction Operation Center) - Posto di comando elettronico del sistema d’arma
Genio [modifica]
Ponti [modifica]
- Ponte su appoggi fissi "Bailey"
- Ponte galleggiante motorizzato "PGM"
- Ponte tattico "MGB"
Macchine movimento terra [modifica]
- FD/175 - Apripista cingolato
- FL/175 - Caricatore cingolato
- JCB/426 - Caricatore ruotato
- FE/20 - Escavatore cingolato
- JCB 1CX/3CX - Terna ruotata
- FL 150C - Autolivellatrice
- Bitelli Mod. Condor - Autocostipatore
Supporto generale [modifica]
- Gruppo elettrogeno "COELMO"
- Astra - Autocarri/autoribaltabili pesanti
- Locatelli Grill 850 - Autogru
- Ormig 603 TTV - Autogru
- Piattaforma di lavoro sollevabile
- Camion betoniera
Veicoli Speciali [modifica]
- Wheelbarrow Mk8 plus - Veicolo telecomandato
- Barchetto a scafo rigido
Sanità [modifica]
- Unità sanitaria elitrasportabile MOD. 90
- Nucleo chirurgico campale
Commissariato [modifica]
- Tende pneumatiche
- Shelter
- Impianti mobili
- Fresia F18 4x4
Aeromobili [modifica]
| Per approfondire, vedi Aeromobili dell'Esercito Italiano. |
Aerei [modifica]
Collegamento e trasporto [modifica]
- Piaggio P-180 - Aereo collegamento regionale (3)
- Dornier Do 228 - Aereo trasporto leggero (3)
Elicotteri [modifica]
Esplorazione e scorta [modifica]
- Agusta A129CBT Mangusta - Elicottero da attacco e ricognizione (60)
Supporto al combattimento [modifica]
- Agusta A109 - Elicottero da collegamento, osservazione avanzata e posto C2 aeromobile (16 EOA-1 + 6 EOA-2)
- Agusta-Bell AB 205 A-1 - Elicottero leggero multiruolo (42)
- Agusta-Bell AB 206 C-1 - Elicottero da addestramento (40)
- Agusta-Bell AB 212 - Elicottero da trasporto tattico e pattugliamento (19)
- Agusta-Bell AB 412 - Elicottero da trasporto (23)
Trasporto [modifica]
- NHIndustries NH90 TTH - Elicottero trasporto medio (59 + 1 schiantatosi nel lago di Bracciano)
- Boeing CH-47C Chinook - Elicottero trasporto pesante (24 sostituiti dalla versione F)
- Boeing CH-47F Chinook - Elicottero trasporto pesante (16 in fase di ordinazione + 4 opzioni)
Altro [modifica]
- RQ-7 Shadow 200 - APR (4)
Note [modifica]
- ^ nell'ambito della missione UNITAF
- ^ www.difesa.it
- ^ La Storia > 1861 - Centocinquant'anni fa
- ^ a b c d e f g La Storia > 1946 - 1947 - sul portale dell'EI. URL consultato in data 16 febbraio 2011.
- ^ a b La Storia > 1948 - 1954 - sul portale dell'EI. URL consultato in data 18 febbraio 2011.
- ^ Bernasconi & Muran 2009, op. cit., p. 9.
- ^ http://www.ferreamole.it/images/honest_john/honest_john.htm HONEST JOHN - su Ferreamole.it consultato il 17 febbraio 2011
- ^ Il marò Filippo Montesi - da referenziare
- ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_brig_rista.asp Link alla pagina della brigata sul sito dell'Esercito Italiano, aggiornata al 13/05/2007
- ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita2_sez/arma_gen_medal.asp Arma del Genio
- ^ http://www.associazionelagunari.it/notizia_30_anni_terremoto_friuli.htm A 30 anni dal terremoto, il Friuli non dimentica l'Esercito
- ^ Speciali Ispro onLine Storie di Protezione Civile - 23/11/1980: il Terremoto 2008. URL consultato in data 31-08-2011. Il Terremoto - Storie di Protezione Civile - IsproonLine - Il sisma in Campania e Basilicata. 23 novembre 1980. URL consultato in data 18 febbraio 2011.
- ^ http://www.paginedidifesa.it/2004/pdd_041009.html L'Aviazione dell'Esercito nella campagna antincendio
- ^ Intervento dell'esercito a Napoli
- ^ (IT) Pagina "Reclutamento" sito ufficiale Arma dei Carabinieri
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Subordinato a sua volta al capo di stato maggiore della difesa
- ^ Livello Corpo d'armata
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ a b www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Fino al giugno 2006 Ispettorato Logistico,
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Presso la Caserma "Bianchi" in via Nomentana 274
- ^ sito della Scuola di applicazione
- ^ Comandi infrastrutture, ex comandi genio
- ^ composta da personale proveniente da diversi eserciti della NATO
- ^ www.nato.int
- ^ a b www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Trasferito in data 14 dicembre 2010, vedi comunicato stampa Stato Maggiore Esercito http://www.esercito.difesa.it/root/news/det_news.asp?id_news=1172
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_ftrber_1.asp
- ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_ftrber_8.asp
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Btg. Lanciano
- ^ Btg.Abetone
- ^ Btg.Gennargentu 14°R.L.C4
- ^ Btg. Valles
- ^ Btg.Frejus
- ^ Btg.Mongibello
- ^ Btg. Vulture
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ 54º Gr. "Cefeo"
- ^ 34º Gr. "Toro"
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ Il 18 novembre 2009 il 91o btg. "Lucania" di Potenza, dipendente dal Raggruppamento Unità Addestrative, è stato sciolto (fonte comunicato stampa del Comando delle scuole)
- ^ www.esercito.difesa.it
- ^ 24.000 ad inventario
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r limitatamente alle forze speciali
- ^ 105.000 unità ad inventario
- ^ 15.000 unità ad inventario
- ^ più di 3000 ad inventario
- ^ circa 30.000 ad inventario
- ^ Programma trinazionale con Germania e Regno UnitoFH-70 90 pezzi ad inventario + 72 di riserva
- ^ Circa 500 ad inventario
- ^ Circa 1000 ad inventario
- ^ Circa 75 ad inventario
- ^ 432 pezzi ad inventario
- ^ a b 145 ad inventario
- ^ 40 ad inventario
- ^ 60 ad inventario
- ^ 6 batterie in acquisizione
Bibliografia [modifica]
Atti normativi [modifica]
- Decreto del presidente della Repubblica 14 febbraio 1964, n. 237, in materia di Leva e reclutamento obbligatorio nell'Esercito, nella Marina e nell'Aeronautica.
- Legge 14 novembre 2000, n. 331, in materia di Norme per l'istituzione del servizio militare professionale.
- Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di Codice dell'ordinamento militare.
- Decreto del presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, in materia di Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare.
Voci correlate [modifica]
- Accademie e scuole militari in Italia
- Atto di nascita dell'Esercito Italiano
- Carta Multiservizi della Difesa
- Decorazioni alla Bandiera dell'Esercito italiano
- Etica militare in Italia
- Elenco dei reggimenti dell'Esercito Italiano
- Forze armate italiane
- Gradi e qualifiche dell'Esercito Italiano
- Gradi e qualifiche della Marina Militare
- Gradi e qualifiche dell'Arma dei Carabinieri
- Gradi e qualifiche della Guardia di Finanza
- Guardia Nazionale Italiana
- Legge di guerra e di neutralità
- Lista dei reggimenti italiani
- Medaglie, decorazioni ed ordini cavallereschi italiani
- Ruolo normale
- Riserva selezionata
- Servizio militare di leva in Italia
- Stemma araldico dell'Esercito Italiano
- Scuola di Guerra dell'Esercito
- Santi protettori delle Forze Armate italiane
- Sotrin
- Ufficiali in ferma prefissata
- Ufficiale di complemento
- Volontari in ferma prefissata
- Razione K
- Reparti alpini
- Trasformazione terrestre
Armi e Corpi dell'Esercito Italiano [modifica]
- Armi e Servizi dell'Esercito Italiano
- Arma di Fanteria
- Arma di Cavalleria
- Arma di Artiglieria
- Arma del Genio
- Arma delle Trasmissioni
- Arma dei Trasporti e Materiali
- Aviazione dell'Esercito
- Corpo di Sanità e veterinaria
- Corpo di commissariato dell'Esercito italiano
- Corpo degli Ingegneri dell'Esercito
- Corpo militare dell'ACISMOM
Armoriali dell'Esercito Italiano [modifica]
- Armoriale dell'Esercito Italiano
- Armoriale della Fanteria dell'Esercito Italiano
- Armoriale della Cavalleria dell'Esercito Italiano
- Armoriale dell'Artiglieria dell'Esercito Italiano
- Armoriale del Genio dell'Esercito Italiano
- Armoriale delle Trasmissioni dell'Esercito Italiano
- Armoriale dell'Aviazione dell'Esercito Italiano
- Armoriale dei Trasporti e Materiali dell'Esercito Italiano
Le altre forze armate italiane [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Wikiquote contiene citazioni di o su Esercito Italiano
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale dell'Esercito Italiano
- Sito Regio Esercito
- Sito ufficiale Corpo Militare CRI
- Ministero della Difesa - "Direttiva sullo stato giuridico del personale volontario di truppa in ferm prefissata e in ferma breve" (Roma, 2007
- Esercito Italiano su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Esercito Italiano")