Esercito Italiano

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Esercito Italiano
Stemma araldico dell'Esercito Italiano
Descrizione generale
Attiva 4 maggio 1861 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza NATO NATO
Tipo Esercito
Ruolo Difesa
Dimensione 108.355 unità
Stato Maggiore dell'Esercito Via XX settembre, 123/A
Roma
Patrono Distinto per ogni specialità
Motto Salus rei publicae suprema lex esto
"Sia la salvezza della Repubblica la legge suprema"
Colori verde mimetico
Marcia 4 maggio
Battaglie/guerre Terza guerra d'Indipendenza
Presa di Roma
Guerra d'Abissinia
Rivolta dei Boxer
Guerra italo-turca
Prima guerra mondiale
Crisi di Corfù
Guerra d'Etiopia
Guerra civile spagnola
Occupazione dell'Albania
Seconda guerra mondiale
Guerra del Golfo
European Union Monitoring Mission
Battaglia del pastificio[1]
Missione ISAF
Missioni di peacekeeping Operazione Antica Babilonia
Anniversari 4 novembre
Decorazioni Decorazioni alla Bandiera dell'Esercito Italiano
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
capo di stato maggiore dell'Esercito Claudio Graziano.JPG gen. di corpo d'armata Claudio Graziano
Simboli
Logo esteso Logo Esercito Italiano - esteso.svg

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L'Esercito Italiano (EI) è la componente principale e più antica delle tre Forze Armate italiane, assieme alla Marina Militare, all'Aeronautica Militare ed all'Arma dei Carabinieri[2] elevata a rango di Forza Armata, tutte dipendenti dal Capo di Stato Maggiore della Difesa ed inserite nel Ministero della Difesa.

Indice

Storia [modifica]

Dal regio esercito alla repubblica [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Regio Esercito.
Il maggiore Giacomo Pagliari, comandante del 34º Bersaglieri, colpito a morte durante la presa di Porta Pia

Nel 1861, anno dell'unità d'Italia, nacque il Regio Esercito Italiano, il nome che assunse per decreto l'Armata Sarda unificata con molti altri eserciti operativi prima dell'Unità d'Italia; questo avvenne il 4 maggio 1861, con decreto (nota n. 76 del 4 maggio 1861) firmato dal ministro Manfredo Fanti.[3]

Il neonato esercito assumerà però tale nome effettivamente solo a partire dal 1884.[senza fonte]

Da allora il Regio Esercito ha partecipato alla terza guerra di indipendenza, alle campagne coloniali, alla prima e alla seconda guerra mondiale, prima dalla parte dell'Asse e dopo l'8 settembre 1943 dalla parte degli Alleati.

L'esercito repubblicano nasce dopo la proclamazione della Repubblica il 2 giugno 1946. La sua base consiste nel Corpo Italiano di Liberazione, che aveva partecipato alla campagna d'Italia al fianco della forze alleate contribuendo alla liberazione del territorio nazionale. Dopo la cessazione delle ostilità la Missione Militare Alleata il 14 novembre 1945 stabilì le norme alle quali il nuovo esercito, detto di transizione, doveva attenersi.[4] La struttura doveva rimanere quella stabilita fino alla firma del trattato di pace. I cinque gruppi di combattimento che erano stati costituiti via via che le forze alleate avanzavano divennero altrettante divisioni binarie, cioè formate da due reggimenti (solo di fanteria):[4]

A queste si aggiungevano 3 divisioni di sicurezza interna, la Aosta, la Reggio (originariamente Sabauda ) e la Calabria cui si aggiungevano altri 10 reggimenti di cui 3 alpini, portando la forza complessiva di quelle che venivano denominate forze mobili e locali a 90.000 uomini.[4]

Altre componenti dell'esercito di transizione erano l'Organizzazione Centrale e 11 comandi militari territoriali che dovevano sostituire le funzioni dei preesistenti comandi di corpo d'armata in tempo di pace, per complessivi 9.000 uomini; l'Amministrazione, comprendente le unità dei servizi con altri 31.000 uomini; la componente detta Addestramento e Complementi che raggruppava il Centro Addestramento Complementi di Cesano e le Scuole Militari, per complessivi 10.000 uomini, che portavano il totale a 140.000 uomini.[4] Alcuni reparti, consistenti in una divisione, 6 raggruppamenti e due gruppi di battaglioni (equivalenti a reggimenti) rimanevano ancora sotto il comando alleato.[4]

L'organizzazione addestrativa di base era affidata ai comandi militari territoriali, attraverso i Centri Addestramento Reclute (CAR), con un organico a livello di reggimento, mentre l'addestarmento avanzato veniva svolto dalle scuole militari. Inoltre ai comandi territoriali veniva assegnato un reggimento operativo in modo da garantire una presenza diffusa sul territorio, tranne in Sicilia nella quale i compiti di vigilanza vennero assegnati a due divisioni di sicurezza,[4] visti i problemi legati alle tendenze separatiste dell'isola.

Nel 1946 le tre divisioni per la sicurezza interna vennero trasformate in unità operative, con l'aggiunta di un gruppo di artiglieria ed un gruppo squadroni di cavalleria blindata (con cingolette CV35) della ricostituita arma di Cavalleria, e questa fu la struttura definitiva dell'Esercito di Transizione alla firma del trattato di Parigi nel 1947.[4]

L'evoluzione [modifica]

Gli anni cinquanta [modifica]

Bandiera della NATO.
Un carro M47 Patton esposto al museo dei carristi situato in Roma-Cecchignola

Dopo la fase di transizione, con l'accettazione dell'Italia nella NATO, le forze armate vengono rinforzate e riarmate, con un consistente concorso degli Stati Uniti in termini di mezzi; la dottrina di impiego e l'addestramento vengono uniformati agli standard dell'alleanza, e vengono tenute regolarmente esercitazioni congiunte. La consistenza dei reparti operativi cresce fino a raggiungere dieci divisioni di fanteria e tre corazzate (Ariete, Centauro e Pozzuolo del Friuli) cui si aggiungevano cinque brigate alpine.[5] Nel 1954 la struttura di comando viene organizzata su due armate e cinque corpi d'armata, cui si aggiungeva il Corpo per la sicurezza della Somalia, paese affidato all'Italia per mandato fiduciario dalle Nazioni Unite fino al 1956; di conseguenza, il corpo viene sciolto nello stesso anno.[5]

Con il concretizzarsi della minaccia di invasione da parte del Patto di Varsavia viene definita dalla NATO la dottrina di difesa avanzata, che in Italia porta alla denominazione della soglia di Gorizia come linea di difesa alla quale doveva essere idealmente fermata l'eventuale invasione e al miglioramento ed estensione del Vallo Alpino, sistema di fortificazioni inizialmente concepito sotto il fascismo per contrastare una minaccia proveniente dalla Germania e successivamente ripristinato dall'inizio degli anni 1950 fino al 1992, sotto il presidio di reparti appositamente dedicati allo scopo: Alpini d'Arresto e Fanti d'Arresto.[6] Viene creata la III Brigata missili che, dotata di missili Honest John prima (32 lanciatori[7]) e Lance poi, acquisisce la capacità di lancio di testate tattiche nucleari.

Gli anni sessanta [modifica]

Gli anni settanta [modifica]

Gli anni ottanta e le missioni internazionali [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Missioni militari italiane all'estero.

Con l'inizio degli anni ottanta l'esercito affronta, dal 1980 al 1982, la sua prima missione armata (cioè non limitata alla sola presenza di osservatori) all'estero, la Missione Italcon, durante la guerra in libano come forza di pace.

Durante la missione, effettuata congiuntamente con forze di altri paesi NATO tra i quali Stati Uniti e Francia, il contingente guadagna la fiducia delle parti contrapposte, riuscendo a non essere vittima di disastrosi attacchi che invece colpiranno le altre forze multinazionali e perdendo alla fine un solo uomo a causa dell'esplosione di una mina.[8] La caduta del Muro di Berlino e il dissolvimento del Patto di Varsavia daranno una nuova dimensione alle forze armate italiane, non più in funzione esclusivamente difensiva ma anche e soprattutto in supporto alle iniziative di peace-keeping (come viene denominata internazionalmente una operazione di mantenimento della pace).

Gli anni novanta [modifica]

Un contigente italiano viene inviato in missione di pace in Somalia operando nell'ambito dell'UNITAF, con l'operazione IBIS nel 1992-1994, una delle operazioni più complesse in teatro estero dalla fine della seconda guerra mondiale. Purtroppo il contingente italiano nello svolgere il suo delicato lavoro, sul campo somalo subisce un'imboscata che causò la morte di alcuni soldati.

Il duemila e il passaggio all'Esercito professionista [modifica]

Un reparto di alpini in addestramento nel 2007

Nel 2000, con l'emanazione della legge 31 marzo 2000, n. 78 l'Arma dei Carabinieri viene elevata a rango di forza armata italiana, cessando di essere una specialità inquadrata all'interno Esercito Italiano, pur mantenendo per circa 6 anni il Generale Comandante proveniente dalle fila degli Ufficiali dell'Esercito del Ruolo Normale dell'Accademia.
Con il termine del servizio militare di leva in Italia, nel 2005, (o meglio con la sua sospensione, come disposto dalla legge 226/2004) l'esercito ha attraversato una fase di pesante ristrutturazione, tesa a diminuire il personale dedicato a funzioni non operative per diminuire i costi derivanti dal personale. Finisce un'era. Il soldato, rappresentato per anni anche in TV, concepito come il figlio che appena maggiorenne lascia, a volte per la prima volta, la famiglia per donare un anno di servizio allo Stato, finisce per sempre. Da questa svolta epocale discende un nuovo e più razionale impiego del soldato, sia per la forte riduzione della disponibilità numerica (da oltre 230 mila a meno di 100 mila oggi) che per l'ottimizzazione della risorsa umana (anche in termini di spesa). Vengono così esternalizzati tutti quei servizi logistici che prima il soldato di leva svolgeva: pulizie, mensa, talvolta sorveglianza di siti non operativi.

Le funzioni C4IEW [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi storia dei servizi segreti italiani.

Le funzioni di intelligence vengono assolte AISI/AISE. In ambito forza armata la funzione C4I (comando, controllo, comunicazione, computer, informazione) dalla Brigata RISTA - EW, che raggruppa le unità di guerra elettronica appartenenti all'Esercito Italiano, alle dipendenze del Comando delle Trasmissioni ed Informazioni dell'Esercito (COTIE).[9] La sigla RISTA-EW sta per Reconnaissance, Intelligence, Surveillance, Target Acquisition - Electronic Warfare, sempre precisando che la funzione intelligence (a livello strategico e operativo)in Italia (Legge 124/2007) viene assolta dalle Agenzie alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che delega allo Stato Maggiore della Difesa le funzioni tattiche, a sua volta supportato da organi delle singole Forze Armate (come la B. RISTA EW).

L'esercito in funzione di protezione civile [modifica]

In ogni tragedia che ha colpito il popolo italiano le forze armate sono state sempre in prima fila nel soccorso, anticipando le funzioni dalla protezione civile, prima della sua costituzione. Dal terremoto di Messina, al terremoto del Friuli[10][11] al terremoto dell'Irpinia,[12], fino alla partecipazione annuale alle operazioni antincendio sia con uomini e mezzi da terra che con propri mezzi aerei (come elicotteri come i Chinook CH-47 dotati di apposito cesto- secchio per il lancio di acqua),[13] l'esercito ha partecipato alle operazioni di soccorso in caso di calamità naturali, schierando ospedali da campo e mezzi per movimento terra.
. Da non dimenticare il soccorso fornito durante il sisma che ha colpito il Molise nel 2002, l'Umbria, e in Abruzzo nel 2010 (compresa la sorveglianza delle aree colpite dal sisma, contro atti di sciacallaggio), le operazioni di concorso alle Forze di Polizia e di Controllo del Territorio (Vespri Siciliani in Sicilia, Riace in Calabria, Partenope 1 e 2 a Napoli) nel controllo delle coste per gli sbarchi (Oper. Salento 97, e a Lampedusa nel 2010), in soccorso durante la Frana di SARNO, alle numerose inondazioni/disastri geologici (varie esondazioni del fiume PO), e nel 2010-2012 (in Calabria, in Sicilia e in Toscana e alle 5 Terre) ed ogni volta in cui la Protezione Civile non sia riuscita a soddisfare con i propri uomini e mezzi le necessità di soccorso alla popolazione. L'esercito ha anche partecipato nel 2010, all'Operazione Strade Pulite, ovvero allo sgombero delle strada di Napoli quando queste erano piene di spazzatura, durante la emergenza rifiuti in Campania.[14] ed ai lavori con organi del Genio dell'Esercito di ripristino e messa in sicurezza di numerosi siti in cui riporre l'enorme quantità di rifiuti che gli organi cittadini/provinciali e regionali preposti non erano in grado di soddisfare. Attualmente è impeganto in concorso alla Polizia ed ai Carabinieri nell'Operazione Starde Sicure, mediante la sorveglianza di punti sensibili di grande transito (metropolitane, grandi stazioni ferroviarie) e presidio di posti fissi (Ambascate, Consolati ecc.).

Simbologia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma araldico dell'Esercito Italiano.

Personale [modifica]

Nel 2012 l'Esercito (tutte le Armi e specialità comprese)contava in totale 108.355 unità, dotazione organica già inferiore rispetto all'Arma dei Carabinieri che ammontava a 118.500 unità. La proiezione futura vede ancora in contrazione l'Esercito ed un aumento del personale dell'Arma dei Carabinieri[15],

Personale dell'Esercito Italiano per il 2012
Categorie totale Ruoli
Ufficiali 12.451
Sottufficiali 18.676
Graduati (VSP) 31.120
Truppa 68.170
Allievi 912
Totale 108.355

Gradi e qualifiche [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi gradi e qualifiche dell'Esercito Italiano e distintivi di grado italiani.

Struttura dell'Esercito [modifica]

Aree di vertice [modifica]

Parte di un reggimento schierato durante il giuramento

Il comando di vertice dell'Esercito Italiano è rappresentato dallo "Stato Maggiore dell’Esercito" (SME) a Roma, il quale è l'organismo deputato alla definizione delle politiche di Forza Armata.[16] Per l'attività di comando e controllo sulle unità dell'Esercito, il capo di stato maggiore dell'Esercito italiano[17] si avvale di quattro Alti Comandi[18] retti da quattro generali di corpo d'armata e da un Ispettorato diretto da un tenente generale. Questi cinque Enti assieme allo SME nel loro insieme strutturano le cosiddette "Aree di vertice":[19]

Aree di vertice
Reparto Sede Unità dipendenti
Sme scud.jpg Stato Maggiore dell'Esercito
Roma, Lazio
CoA mil ITA cdo Comfoter.jpg Comando delle Forze Operative Terrestri Verona, Veneto
Comter rmce scud.jpg Comando militare della Capitale Roma, Lazio
Com log.jpg Comando Logistico dell'Esercito Roma, Lazio
  • Comando Logistico Nord (Padova)
  • Comando Logistico Sud (Napoli)
  • Centro di Amministrazione e Commissariato (Roma)
  • Policlinico militare del "Celio" (Roma)
  • Centro Studi e Ricerche di Sanità e Veterinaria dell'Esercito (RM)
  • Centro militare di veterinaria (Grosseto)
  • Ospedale militare veterinario (Montelibretti)
Applicazione.jpg Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell'Esercito Torino, Piemonte
Ispettorato infrastrutture.jpg Ispettorato delle Infrastrutture Roma, Lazio
  • Comando Infrastrutture Nord (Padova)
  • Comando Infrastrutture Centro (Firenze)
  • Comando Infrastrutture Sud (Napoli)
  • Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale (Roma)

Le Forze Operative Terrestri [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Organigramma dell'Esercito Italiano.

Il COMFOTER dirige:[20]

  • Comando di Corpo d'Armata di Reazione Rapida[29] (NRDC-ITA) di Solbiate Olona[30][31] comandato dal gen. c.a. Giorgio Battisti[32]
  • Comando Trasmissioni e Informazioni di Anzio, attualmente agli ordini del Generale di Divisione Adriano Vieceli
  • Comando dell'Aviazione dell'Esercito di Viterbo, retto dal gen. c.a. Enzo Stefanini[33]
  • Comando delle Forze Speciali dell’Esercito COMFOSE (di prossima creazione; a Pisa affidato a un generale dei paracadutisti e incursore, che raggrupperà gli incursori del 9º reggimento Col Moschin, i ranger del 4º reggimento alpini paracadutisti Monte Cervino, il 185º reggimento acquisizione obiettivi, gli elicotteristi del REOS - Reparto elicotteri per operazioni speciali e il 28º reggimento Pavia per le operazioni psicologiche).
  • 1º Comando delle Forze Operative di Difesa (1° FOD o COMFOD1) di Vittorio Veneto e comandato dal gen. c.a. Danilo Errico
  • 2º Comando delle Forze Operative di Difesa (2° FOD o COMDOF2) di San Giorgio a Cremano e comandato dal gen. c.a. Vincenzo Lops[34]

Dal Comando militare della Capitale dipendono tutti gli enti territoriali come i Centri Documentali, i Comandi Militari dell'Esercito e le basi logistiche. Il comando divenuto comando di vertice dipende direttamente dal Capo di SME.

Dal COMFOTER dipendeva anche il Comando dei supporti delle forze operative terrestri dal quale dipendevano quattro Comandi monoarma e le Scuole di Specialità. Detto Comando era responsabile per il Supporto Operativo alle Forze Terrestre (dipendenti principalmente da 1° FOD, 2° FOD e T.A.), oltre che della gestione delle attività di specializzazione del personale attraverso le scuole d'arma.

COMFOTER (Verona)
Reparto Sede Unità dipendenti
COMFOSE (di futura creazione) Pisa
Stemma Comfod1 COMFOD1 Vittorio Veneto
Stemma COMFOD2 COMFOD2 San Giorgio a Cremano
Stemma Comando Truppe Alpine Comando Truppe Alpine Bolzano
Stemma COTIE Comando Trasmissioni ed

Informazioni dell’Esercito

Anzio
Stemma Aves Comando Aviazione dell'Esercito Viterbo
Stemma NRDC-IT Comando NRDC-IT Solbiate Olona

Stemma Comando Truppe Alpine COMALP [modifica]

Il "Comando Truppe Alpine" o COMALP (o anche T.A.) è dislocato nella città di Bolzano al comando del gen. c.a. Alberto Primicerj. Inquadra le Brigate Alpine, il Centro Addestramento Alpini ed i reparti di supporto. Erede del IV Corpo d'Armata Alpino, oggi è costituito dai seguenti reparti:[35]

Comando Truppe Alpine (Bolzano)
Reparto Sede Unità dipendenti
Stemma Divisione Tridentina Divisione Alpina "Tridentina" Bolzano Comando proiettabile senza unità assegnate
Stemma Brigata Taurinense Brigata Alpina "Taurinense" Torino
Stemma Brigata Julia.jpg Brigata Alpina "Julia" Udine
Stemma Centro di Addestramento Alpino Centro Addestramento Alpino Aosta
Stemma 4º Reggimento Alpini 4º Reggimento Alpini Paracadutisti "Monte Cervino" Verona[36]
Stemma 6º Reggimento Alpini 6º Reggimento Alpini (Brunico/San Candido)

Stemma COMFOD1 COMFOD 1 [modifica]

Il "1º Comando Forze di Difesa" o COMFOD 1 (o anche 1º FOD) è dislocato nella città di Vittorio Veneto (TV), comandato dal gen. c.a. Antonio Bernardini. Erede del V Corpo d'Armata, oggi è costituito dai seguenti reparti:

Stemma COMFOD1 1o Forze Operative di Difesa
Reparto Sede Unità dipendenti
Stemma Divisione "Mantova" Comando Divisione proiettabile "Mantova" Vittorio Veneto senza unità assegnate in tempo di pace
Coat of Arms of the Ariete Brigade Brigata Corazzata "Ariete" Pordenone
Stemma Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" Gorizia
Stemma Brigata Aeromobile "Friuli" Brigata Aeromobile "Friuli" Bologna
Stemma Brigata Folgore Brigata Paracadutisti "Folgore" Livorno
Stemma Divisione "Mantova" Reparto Comando e Supporti Tattici "Mantova" Vittorio Veneto

Stemma COMFOD2 COMFOD 2 [modifica]

Il "2º Comando Forze di Difesa" o COMFOD 2 (o anche 2o FOD) è dislocato nella città di San Giorgio a Cremano (NA) agli ordini del gen. c.a. Vincenzo Lops. Inquadra le seguenti unità:[37]

Stemma COMFOD2 2o Comando Forze Operative di Difesa
Reparto Sede Unità dipendenti
Stemma Divisione Acqui Comando Divisione proiettabile "Acqui" San Giorgio a Cremano (Na) senza unità assegnate in tempo di pace
Stemma Brigata Granatieri di Sardegna Brigata Meccanizzata "Granatieri di Sardegna" Roma
Stemma Brigata Aosta Brigata Meccanizzata "Aosta" Messina
Stemma Brigata Pinerolo Brigata Meccanizzata "Pinerolo" Bari
Stemma Brigata Sassari Brigata Meccanizzata "Sassari" Sassari
Stemma Brigata Garibaldi Brigata bersaglieri "Garibaldi" Caserta
Stemma Divisione "Acqui" Reparto Comando e Supporti Tattici "Acqui" San Giorgio a Cremano (Na)

Stemma COTIE CoTIE [modifica]

Al "Comando Trasmissioni ed Informazioni dell’Esercito", anche detto CoTIE, sono affidati il controllo e la gestione delle comunicazioni della Forza Armata. Ha sede nella città di Anzio (Roma), è attualmente comandato dal Gen. Div. Adriano Vieceli e si articola nelle seguenti unità:[40]

Stemma COTIE Comando Trasmissioni e Informazioni dell'Esercito
Reparto Sede Unità dipendenti
Stemma Brigata Trasmissioni Brigata Trasmissioni Anzio
Dist c4.gif Brigata RISTA - EW Anzio, RM
  • CoA mil ITA rgt guelt 33.png 33º Reggimento IEW "Falzarego" (Treviso)
  • CoA mil ITA rgt cotie 041.png 41º Reggimento So.R.A.O. "Cordenons" (Sora, Fr) con Mirach 20, Pointer, Raven UAVs e AN/TPQ-37 Firefinder, Elta SCB 2130, Thales Ranger, ARTHUR Radars
  • Dist c4.gif 13º Battaglione "Aquileia" (specializzato in HUMINT) (Anzio) con Lince VTML
Reparti ausiliari
  • Reparto Tecnico Elettronico (Anzio)
  • Reparto Sviluppo Integrazione Sistemi C4 (Treviso)

Stemma NRDC-IT NRDC-ITA [modifica]

Il Corpo d'Armata di Reazione Rapida/NATO Rapid Deployable Corps - Italy o NRDC-ITA si trova nella città di Solbiate Olona (VA), è attualmente comandato dal gen. c.a. Giorgio Battisti ed ha soltanto una brigata costituita da due reggimenti (il Reggimento di supporto Tattico e Logistico al (HQ) NRDC-ITA con sede in Solbiate Olona ed il 1° Reggimento Trasmissioni con sede in Milano), un quartier generale alle sue dipendenze:[31]

  • Brigata di Supporto al Corpo D'Armata di Reazione Rapida della NATO di Solbiate Olona

Stemma Aves Aviazione dell'Esercito [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aviazione dell'Esercito.

Il "Comando Aviazione dell'Esercito" o AVES si trova nella città di Viterbo, attualmente retto dal gen. c.a. Enzo Stefanini. Comprende sia reparti operativi che di supporto.[48]

Stemma Aves Comando Aviazione dell'Esercito
Reparto Sede Unità dipendenti
CoA mil ITA centro aves.png Centro addestramento Aviazione dell'Esercito Viterbo
Stemma Aves Brigata AVES Viterbo

Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri [modifica]

Il "Comando dei supporti delle forze operative terrestri" o COMSUP dipendeva dal Comando delle Forze Operative Terrestri a cui forniva sostegno logistico da combattimento e specializzazione del personale. Il comando era affidato ad un generale di corpo d'armata ed era ubicato presso la città militare della Cecchignola a Roma. Da questo comando dipendevano 4 Comandi monoarma che fungevano da brigate attraverso i loro reggimenti mono arma e da scuola per il reggimento addestrativo. cinque Scuole di Specializzazione (di cui una interforze) e un Ente misto.[51]

Le Mostreggiature dell'Esercito
  • Stemma Brigata Logisticae Comando Logistico Roma
    • reggimento addestrativo Roma
    • CoA mil ITA btg trasporti 01.png 1º Reggimento "Alpini" di Manovra di Rivoli (TO)
    • CoA mil ITA btg logistico folgore.png 6º Reggimento di Manovra di Pisa
    • CoA mil ITA btg logistico garibaldi.png 10º Reggimento di Manovra di Persano (SA)
    • CoA mil ITA rgt logistico 24.png 24º Reggimento"Alpini" di Manovra (Btg. Dolomiti) di Merano (BZ)
    • CoA mil ITA btg logistico centauro.png 1º Reggimento Trasporti di Bellinzago Novarese (NO)
    • CoA mil ITA rgt trasporti 06.png 6º Reggimento Trasporti di Budrio (BO)
    • 8º Reggimento Trasporti di Orzano (UD)
    • CoA mil ITA btg trasporti 10.png 10º Reggimento Trasporti di Bari

Altre unità [modifica]

  • CoA mil ITA rgt carri 001.png 1º Reggimento Corazzato di Teulada
  • 8º Reggimento Trasporti Casilina di Roma
  • CoA mil ITA autogr manovra 11.png 11º Battaglione Trasporti Flaminia di Roma

Scuole dell'Esercito [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comando per la formazione e Scuola di applicazione.

Il Comando per la formazione, specializzazione e dottrina dell'Esercito si trova alla città militare della Cecchignola di Roma. Il nuovo comando è quindi configurato:[52]

Corpi Ausiliari [modifica]

Uniformi [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Militaria dell'Esercito.

Armi [modifica]

Di seguito sono elencate le armi in dotazione ai Reparti dell'Esercito[54]

Tipo Arma Calibro
Coltello d'assalto
Pistola 9 × 19 mm Parabellum, FN 5,7 × 28 mm
Pistola mitragliatrice / mitra 9x19mm Parabellum, FN 5,7 × 28 mm, 4,6 × 30 mm
Fucile d'assalto 5,56 × 45 mm
Fucile a canna liscia Calibro 12
Mitragliatrice leggera 5,56x45mm Nato
Mitragliatrice media 7,62 × 51 mm NATO
Mitragliatrice pesante .50 BMG
Fucile di precisione .338 Lapua Magnum, 7,62 × 51 mm
Fucile di precisione antimateriale[56] .50 BMG
Lanciafiamme
  • Italia T-148/B
Lanciagranate Per fucili AR 70/90, SC 70/90 e SCP 70/90 40 × 46 mm
Bomba a mano
Mortaio leggero 60 mm
Mortaio pesante 120 mm
Obice a traino 155mm
Cannone senza rinculo 80mm
Lanciarazzi controcarro 110mm/112mm
Missile controcarro a medio raggio 90mm
Missile controcarro medio-lungo raggio 130mm
Missile controcarro a lungo raggio 127mm
SAM portatile per bassa quota[66] 70mm
Lanciamissili per media quota 210mm
Lanciamissili per medio-alta quota 356mm
Lanciamissili per alta quota

Equipaggiamento individuale [modifica]

Tipo Modello
elmetto * ItaliaSistema Compositi SEPT-2
* ItaliaSistema Compositi SEPT-2 PLUS
* ItaliaTecno Fibre TF89
giubbotto antiproiettile * Italia Mod. AP 98/98A
* Italia Mod. NC 4/09
gilet tattico * Italia Corpetto da Combattimento Mod. 2006
equipaggiamento NBCR individuale * Italia Maschera anti-NBC M90
* Italia Tuta anti-NBC
* Italia Corredo complementare configurazione '95
visori notturni * Stati Uniti AN/PVS 18 M983 (monoculare)
*Stati Uniti AN/PVS 15 M953 (binoculare)
*Stati Uniti AN/PVS 21 (binoculare)
ottica di puntamento a punto rosso * Svezia Aimpoint CompM2

Mezzi Terrestri [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mezzi dell'Esercito Italiano.

Cingolati [modifica]

Carri da Battaglia [modifica]

L'MBT Ariete

Veicoli da Trasporto e Combattimento [modifica]

  • VCC Dardo - IFV (200)
  • VCC-1/2 - APC (VCC-1 567, VCC-2 1080 di riserva)
  • M106 - APC con mortaio da 120mm (200)
  • M113 - APC con sistema d'arma TOW (775 di riserva)
  • AAV-7A1 - Veicolo d'assalto anfibio (28 operativi su 35)
  • Arisgator - Veicolo d'assalto anfibio (30)

Semoventi [modifica]

L'obice PzH 2000

Veicoli Speciali [modifica]

Leopard pioniere
  • BV-206 - Versioni 206/206S/TOW (190)
  • M577 - Veicolo Posto Comando (200)
  • M548 - Veicolo Trasporto Munizioni (350)
  • Carro Soccorso e Recupero "BERGEPANZER" - Mezzo del Genio (137)
  • Carro Pioniere "PIONIERPANZER" - Mezzo del Genio (40)
  • Carro Gittaponte "BIBER" - Mezzo del Genio (64)

Ruotati [modifica]

Tattici [modifica]

Protetti [modifica]

  • VM 90P - Veicolo multiruolo versione Protetto (180)

Blindati [modifica]

La blindo pesante Centauro
  • B-1 Centauro - Autoblindo/cacciacarri (400 acquistati, di cui 300 circa in servizio)
  • Puma 4×4 - APC ruotato (330)
  • Puma 6×6 - APC ruotato (250)
  • VBM Freccia - IFV (250 pianificati: 54 finanziati e in consegna)
  • Renault VAB NBC (VBR NBC nella versione italiana) - Veicolo blindato da ricognizione (15)
  • Buffalo - Veicolo MRAP per sminamento (7)
  • Cougar (6x6) - Veicolo MRAP (6)

Veicoli speciali [modifica]

Genio [modifica]

Ponti [modifica]

  • Ponte su appoggi fissi "Bailey"
  • Ponte galleggiante motorizzato "PGM"
  • Ponte tattico "MGB"

Macchine movimento terra [modifica]

Supporto generale [modifica]

Veicoli Speciali [modifica]

Sanità [modifica]

  • Unità sanitaria elitrasportabile MOD. 90
  • Nucleo chirurgico campale

Commissariato [modifica]

Aeromobili [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeromobili dell'Esercito Italiano.

Aerei [modifica]

Collegamento e trasporto [modifica]

Elicotteri [modifica]

Un elicottero CH-47 Chinook dell'EI
Un NH90

Esplorazione e scorta [modifica]

Supporto al combattimento [modifica]

Trasporto [modifica]

Altro [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ nell'ambito della missione UNITAF
  2. ^ www.difesa.it
  3. ^ La Storia > 1861 - Centocinquant'anni fa
  4. ^ a b c d e f g La Storia > 1946 - 1947 - sul portale dell'EI. URL consultato in data 16 febbraio 2011.
  5. ^ a b La Storia > 1948 - 1954 - sul portale dell'EI. URL consultato in data 18 febbraio 2011.
  6. ^ Bernasconi & Muran 2009, op. cit., p. 9.
  7. ^ http://www.ferreamole.it/images/honest_john/honest_john.htm HONEST JOHN - su Ferreamole.it consultato il 17 febbraio 2011
  8. ^ Il marò Filippo Montesi - da referenziare
  9. ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_brig_rista.asp Link alla pagina della brigata sul sito dell'Esercito Italiano, aggiornata al 13/05/2007
  10. ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita2_sez/arma_gen_medal.asp Arma del Genio
  11. ^ http://www.associazionelagunari.it/notizia_30_anni_terremoto_friuli.htm A 30 anni dal terremoto, il Friuli non dimentica l'Esercito
  12. ^ Speciali Ispro onLine Storie di Protezione Civile - 23/11/1980: il Terremoto 2008. URL consultato in data 31-08-2011. Il Terremoto - Storie di Protezione Civile - IsproonLine - Il sisma in Campania e Basilicata. 23 novembre 1980. URL consultato in data 18 febbraio 2011.
  13. ^ http://www.paginedidifesa.it/2004/pdd_041009.html L'Aviazione dell'Esercito nella campagna antincendio
  14. ^ Intervento dell'esercito a Napoli
  15. ^ (IT) Pagina "Reclutamento" sito ufficiale Arma dei Carabinieri
  16. ^ www.esercito.difesa.it
  17. ^ Subordinato a sua volta al capo di stato maggiore della difesa
  18. ^ Livello Corpo d'armata
  19. ^ www.esercito.difesa.it
  20. ^ a b www.esercito.difesa.it
  21. ^ www.esercito.difesa.it
  22. ^ www.esercito.difesa.it
  23. ^ www.esercito.difesa.it
  24. ^ Fino al giugno 2006 Ispettorato Logistico,
  25. ^ www.esercito.difesa.it
  26. ^ Presso la Caserma "Bianchi" in via Nomentana 274
  27. ^ sito della Scuola di applicazione
  28. ^ Comandi infrastrutture, ex comandi genio
  29. ^ composta da personale proveniente da diversi eserciti della NATO
  30. ^ www.nato.int
  31. ^ a b www.esercito.difesa.it
  32. ^ www.esercito.difesa.it
  33. ^ www.esercito.difesa.it
  34. ^ www.esercito.difesa.it
  35. ^ www.esercito.difesa.it
  36. ^ Trasferito in data 14 dicembre 2010, vedi comunicato stampa Stato Maggiore Esercito http://www.esercito.difesa.it/root/news/det_news.asp?id_news=1172
  37. ^ www.esercito.difesa.it
  38. ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_ftrber_1.asp
  39. ^ http://www.esercito.difesa.it/root/unita_sez/unita_ftrber_8.asp
  40. ^ www.esercito.difesa.it
  41. ^ Btg. Lanciano
  42. ^ Btg.Abetone
  43. ^ Btg.Gennargentu 14°R.L.C4
  44. ^ Btg. Valles
  45. ^ Btg.Frejus
  46. ^ Btg.Mongibello
  47. ^ Btg. Vulture
  48. ^ www.esercito.difesa.it
  49. ^ 54º Gr. "Cefeo"
  50. ^ 34º Gr. "Toro"
  51. ^ www.esercito.difesa.it
  52. ^ www.esercito.difesa.it
  53. ^ Il 18 novembre 2009 il 91o btg. "Lucania" di Potenza, dipendente dal Raggruppamento Unità Addestrative, è stato sciolto (fonte comunicato stampa del Comando delle scuole)
  54. ^ www.esercito.difesa.it
  55. ^ 24.000 ad inventario
  56. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r limitatamente alle forze speciali
  57. ^ 105.000 unità ad inventario
  58. ^ 15.000 unità ad inventario
  59. ^ più di 3000 ad inventario
  60. ^ circa 30.000 ad inventario
  61. ^ Programma trinazionale con Germania e Regno UnitoFH-70 90 pezzi ad inventario + 72 di riserva
  62. ^ Circa 500 ad inventario
  63. ^ Circa 1000 ad inventario
  64. ^ Circa 75 ad inventario
  65. ^ 432 pezzi ad inventario
  66. ^ a b 145 ad inventario
  67. ^ 40 ad inventario
  68. ^ 60 ad inventario
  69. ^ 6 batterie in acquisizione

Bibliografia [modifica]

Atti normativi [modifica]

Voci correlate [modifica]

Armi e Corpi dell'Esercito Italiano [modifica]

Armoriali dell'Esercito Italiano [modifica]

Le altre forze armate italiane [modifica]

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]