16ª Divisione fanteria "Pistoia"

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16ª Divisione fanteria "Pistoia"
Descrizione generale
Attiva 1939 - 13 maggio 1943
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo Divisione di fanteria di linea, poi ristrutturata come autotrasportabile AS
Dimensione 12.979 uomini (organico al 10 giugno 1940)
Guarnigione/QG Bologna
Equipaggiamento cannoni: 8 x 20/65, 8 x 47/32, 8 x 65/17, 12 x 75/13, 12 x 75/27, 12 x 100/17;
mortai: 30 x 81 mm, 126 x 45 mm
Battaglie/guerre Battaglia delle Alpi Occidentali
Campagna del Nordafrica
Seconda battaglia di El Alamein
Campagna di Tunisia
Operazione Pugilist
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandanti degni di nota Generale di brigata Giuseppe Falugi
Simboli
Mostrina del 35° e 36° Fanteria "Pistoia". 16 Motorised Division Pistoia collar insignia.svg

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La 16ª Divisione fanteria "Pistoia" fu una grande unità del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale. Si trattava di una divisione di fanteria di linea, successivamente trasformata in autotrasportabile tipo Africa Settentrionale, che venne distrutta in Africa settentrionale nel maggio 1943.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini e costituzione dell'unità[modifica | modifica sorgente]

Le origini della divisione Pistoia risalgono alla brigata di fanteria omonima, che fu costituita il 4 novembre 1859. Nel 1926, in seguito alla riforma dell'esercito (che portò alla costituzione di brigate su tre reggimenti), tale unità assunse la denominazione di XVI Brigata di Fanteria, con in organico il 35º ed il 36º Reggimento fanteria "Pistoia"[1], oltre che il 66º Reggimento fanteria "Valtellina". In seguito riformata prima come Divisione Militare Territoriale di Bologna, e poi nel 1934 come Divisione di Fanteria di Fossalta, nel 1939 assume la definitiva designazione di 16ª Divisione fanteria "Pistoia", con in organico i due reggimenti originari oltre ad uno di artiglieria.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

All'inizio delle ostilità, la divisione venne schierata di riserva sul confine francese. Successivamente, nel gennaio 1941, la Grande Unità iniziò il trasferimento verso la Calabria, dove venne utilizzata per compiti di difesa costiera presso le località di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

In ottobre, la divisione venne ristrutturata come divisione di fanteria autotrasportabile tipo AS, e nel luglio dell'anno successivo fu inviata ad Atene. A settembre, elementi dell'unità ed il relativo comando vennero trasferiti in Africa settentrionale presso il confine egiziano, con il compito di provvedere alla difesa delle località di Bardia, Sollum ed il passo di Halfaya. Inquadrata nel XXI Corpo d'armata, a partire dal 1º novembre venne duramente attaccata dalle truppe inglesi.

Costretta a ripiegare, agli inizi del 1943 l'unità raggiunse la Tunisia, ed il 4 febbraio si appostò sulle posizioni della linea del Mareth. I complementi dei XVI e CXVI Battaglione "Pistoia" vennero aggregati al Raggruppamento sahariano "Mannerini". Il 6 marzo prese parte alla battaglia di Medenine.

L'operazione Pugilist, il potente attacco britannico sulle difese dell'Asse in Tunisia, costrinse la Pistoia ad abbandonare le sue posizioni ed a ripiegare sulla liunea dell'Akarit. In seguito a nuovi attacchi inglesi, la Pistoia ripiegò su Enfidaville il 13 aprile. Dopo aver sostenuto aspri combattimenti ed effettuato alcuni riusciti contrattacchi, in particolare nella zona di Takrouna (dove vi era un importante nodo stradale), la divisione dovette ripiegare nuovamente. Il 13 maggio, tuttavia, la Grande Unità venne travolta dal nemico e cessò ufficialmente di esistere.

Ricostruita successivamente in Italia settentrionale, l'unità si sciolse in seguito agli eventi dell'8 settembre[2].

Ordine di battaglia[modifica | modifica sorgente]

Comandanti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo il sito regioesercito.it, i reggimenti sarebbero stati il 73° ed il 74°. Tuttavia, nello stesso sito, stando alla http://www.regioesercito.it/reparti/fanteria/rereggfant.htm pagina sui reggimenti, questi sarebbero il 35° ed il 36°, mentre il 73° ed il 74° avrebbero fatto parte prima della XV Brigata e successivamente della 57ª Divisione fanteria "Lombardia".
  2. ^ axixhistory.com
  3. ^ Il sito regioesercito.it riporta come appartenenti alla divisione i reggimenti 33°, 35° e 335°. Non essendoci corrispondenze nella pagina sui reggimenti del sito, e risultando assente il 335°, si è optato per inserire l'ordine di battaglia riportato in axishistory.com (praticamente identico, cambiano solo i reggimenti).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]