Divisioni del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale

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Il Regio Esercito, nella seconda guerra mondiale, utilizzò diversi tipi di divisioni, per la maggior parte di fanteria. La maggioranza si sciolsero sul territorio metropolitano o nelle zone occupate (Francia, Grecia, Balcani) in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943, mentre alcune furono dichiarate sciolte per "eventi bellici" nei vari fronti di guerra in cui fu coinvolta l'Italia (Nordafrica ed Africa Orientale Italiana in particolare)[1].

Caratteristiche generali[modifica | modifica sorgente]

La divisione era l'unità di base del Regio Esercito. Il 10 giugno 1940, l'esercito italiano aveva 59 divisioni di fanteria, tre della milizia, due coloniali libiche, cinque di alpini, tre celeri, tre corazzate e due motorizzate. La gran parte di questa grandi unità erano dislocate nel territorio metropolitano o in Libia, e solo due erano in Africa Orientale Italiana (la cui guarnigione era composta in gran parte da unità di Camicie Nere e da brigate coloniali).

La riorganizzazione del 1938 aveva portato alla costituzione di divisioni di fanteria cosiddette binarie, poiché erano composti da due reggimenti di fanteria (invece dei precedenti tre)[2], oltre ad uno di artiglieria[3]. Nel corso della guerra diverse divisioni di fanteria attivarono un terzo reggimento di fanteria (contraddistinti da numerazioni superiori a 300) per meglio svolgere incarichi di guarnigione o per conversione di unità già di Camicie Nere.

A partire dal 1º marzo 1940, alle divisioni di fanteria ordinarie e da montagna venne aggregata una Legione d'Assalto della MVSN, composta da due battaglioni di CC. NN. ed una compagnia mitraglieri.[4]. L'effettiva assegnazione avvenne abbastanza a rilento per problemi addestrativi e per la limitata disponibilità di materiali, ed era ancora largamente incompleta al momento dell'entrata in guerra.

Numerose sulla carta, in realtà al momento della dichiarazione di guerra la maggior parte delle divisioni italiane era incompleta sia in termini di uomini che di materiali, difatti su 78 divisioni appena 35 potevano dirsi complete di organico e materiali. Questa situazione non venne mai interamente rettificata durante il corso della guerra e una parte considerevole delle divisioni sul territorio metropolitano o impegnate in compiti di guarnigione in Francia e nei Balcani rimasero incomplete dal punto di vista dei materiali, dovendo anzi spesso cedere parte delle proprie dotazioni per sostenere le divisioni impegnate nelle zone di operazioni.

Successivamente all'ingresso in guerra, verranno costituite numerose altre unità di livello Divisionale. Tra queste, vi erano anche divisioni di paracadutisti (due, con una terza mai completata) ed oltre venti divisioni costiere. Queste ultime erano essenzialmente di reparti di seconda linea, di consistenza variabile a seconda della zona di impiego.

Divisioni corazzate[modifica | modifica sorgente]

L'Italia entrò nella seconda guerra mondiale con tre divisioni corazzate, tutte inizialmente dispiegate nel territorio metropolitano.

Una divisione corazzata era composta da un reggimento corazzato (di solito su tre battaglioni carri), un reggimento di artiglieria ed uno di bersaglieri. Completavano l'organico una compagnia anticarro, una compagnia mista del genio, una sezione sanità, due ospedali da campo, una sezione di sussistenza ed un autogruppo per il trasporto dei carri armati[5], e successivamente un raggruppamento esplorante corazzato. Al 10 giugno 1940, l'organico standard di un'unità di questo tipo era di circa 7.439 uomini, equipaggiati con 184 carri, 48 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32 e 24 campali da 75/27) e 486 mitragliatrici (410 pesanti e 76 leggere). La componente motorizzata era costituita, oltre ai carri, da 581 veicoli a motore, 48 trattori di artiglieria e 1.170 motocicli[6].

I carri erano inizialmente del tipo L3/35, estremamente leggeri e di limitata utilità bellica. Quando fu disponibile un carro medio come l'M13/40, le divisioni corazzate italiane acquisirono maggiori capacità operative, ma la produzione limitata e le gravi perdite in combattimento non permisero mai di riequipaggiare interamente le divisioni disponibili[7]. Per quanto riguarda le dotazioni di artiglieria, verso il 1942 entrarono in servizio semoventi con cannone da 75 mm e pezzi da 90 mm autoportati.

Le tre divisioni originarie furono distrutte in Nord Africa. Nel corso del 1942 si tentò di attivare altre due divisioni, la 134ª Freccia (tentativo cui si rinunciò completamente dopo pochi mesi) e la 136ª Giovani Fascisti (che non superò mai gli organici di una debole Brigata motorizzata, praticamente senza alcuna componente corazzata). Nel 1943 venne costituita la 135ª Divisione corazzata Ariete II (formata da unità di cavalleria) e si iniziò la costituzione della 136ª Divisione corazzata Centauro II (mai completata, per trasformazione delle 1ª Divisione Corazzata di Camicie Nere M).

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. carri Rgt. bersaglieri Rgt. artiglieria corazzata Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
131ª Centauro 31º 131º Centauro 1ª Brigata corazzata 20 aprile 1939 maggio 1943 Tunisia
132ª Ariete 32º 132º Ariete 2ª Brigata corazzata 1 febbraio 1939 21 novembre 1942 El Alamein
133ª Littorio 33º 12º 133º Littorio Divisione Volontari del Littorio novembre 1939 21 novembre 1942 El Alamein
134ª Freccia 10º Lancieri di Vittorio Emanuele II 121º 2ª Divisione celere Emanuele Filiberto Testa di Ferro maggio 1942 giugno 1942
135ª Ariete II 10º Lancieri di Vittorio Emanuele II[8],
Lancieri di Montebello[9],
16 °Cavalleggeri di Lucca[10]
135º Ariete II
e
235º Art. sem. Ariete II
1 aprile 1943 12 settembre 1943 Roma
136ª Giovani Fascisti 1º Reggimento fanteria carrista,
8º Reggimento bersaglieri,
Gruppo Battaglioni GG.FF.
136º Giovani Fascisti Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti 24 maggio 1942 maggio 1943 Tunisia
136ª Centauro II 131º Reggimento Fanteria Carrista,
8º Reggimento Bersaglieri[9],
Reggimento Legionario Motorizzato
136º Centauro II 1ª Div.Cor. CCNN M 27 luglio 1943 12 settembre 1943 Roma

Divisioni fanteria ordinarie[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni di fanteria ordinarie erano le più numerose nel Regio Esercito. si trattava di divisioni cosiddette binarie, composte cioè da due reggimenti di fanteria (solitamente su tre battaglioni) ed uno di artiglieria. Alla maggior parte di queste unità, successivamente, venne aggregata una Legione d'Assalto di CC. NN. A queste, occorre poi aggiungere un battaglione di mortai da 81, una compagnia con artiglieria anticarro[11], una compagnia del genio, una mista con telegrafisti e marconisti, oltre a diverse sezioni (fotoelettricisti, sanità, sussistenza e pesante)[5].

Al 10 giugno 1940, una divisione di questo tipo risultava composta da 12.979 uomini[12], equipaggiati con 60 pezzi di artiglieria (8 Breda antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32, 8 da fanteria da 65/17, 12 75/13, 12 75/27 e 12 100/17), 156 mortai (30 da 81 mm e 126 da 45) e 350 mitragliatrici. Per il trasporto erano disponibili 3.424 animali, 154 carri, 153 biciclette, 71 motocicli e 131 mezzi di vario tipo[13].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Legione CC. NN. Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
Cosseria 89º e 90º Salerno 37º Cosseria
poi
108º Cosseria
86ª Intrepida Brigata Salerno, Divisione di Fanteria di Cosseria 25 marzo 1939 12 settembre 1943[14] Sesto San Giovanni
Cuneo e 8º Cuneo 27º Legnano 24ª Carroccio Brigata Cuneo, poi VI Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria Legnano 24 maggio 1939 1944[15] Isole dell'Egeo
Lupi di Toscana 77º e 78º Lupi di Toscana 30º Leonessa 15ª Leonessa poi distaccata Brigata Granatieri di Toscana, poi VII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria Leonessa 15 dicembre 1938 8 settembre 1943 Tolone e Lazio
12ª Sassari[16] 151º e 152º Sassari 34º Sassari 73ª Matteo Boiardo Brigata Sassari, XII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Timavo 24 maggio 1939 10 settembre 1943 Roma
13ª Re e 2º Re 23º Timavo 75ª Italo Balbo Brigata Savoia, XIII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria dei Montenero 1939 8-10 settembre 1943 Slovenia e Roma
14ª Isonzo 23º e 24º Como Isonzo 98ª Maremmana Brigata Como, XIV Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria dell'lsonzo 24 maggio 1939 11 settembre 1943 Novo Mesto (Slovenia)
15ª Bergamo 25º e 26º Bergamo Carnaro 89ª Etrusca Brigata Bergamo, XV Brigata di Fanteria 24 maggio 1939 9 settembre 1943 Jugoslavia
16ª Pistoia[17] 33º, 35º Pistoia Fossalta 63ª Tagliamento
poi distaccata
Brigata Pistoia, XVI Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria di Fossalta 1939 13 maggio 1943 Tunisia
18ª Messina 93º e 94º Messina Metauro 108ª Stamura Brigata Messina, XVIII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Metauro 24 maggio 1939 13 settembre 1943 Croazia
20ª Friuli[18] 87º, 88º e 387º Friuli 35º Friuli 88ª Alfredo Cappellini Brigata Friuli, 20ª Divisione di Fanteria Curtatone e Montanara 1939 20 settembre 1944[19] Sardegna
21ª Granatieri di Sardegna , e [20]
Granatieri di Sardegna
13º Granatieri di Sardegna 55ª Alpina Friulana
poi distaccata
Brigata Guardie, Brigata Granatieri di Sardegna, Divisione di Fanteria Granatieri di Sardegna 1939 10 settembre 1943 Zona di Roma
22ª Cacciatori delle Alpi 51º e 52º Alpi Cacciatori delle Alpi 105ª Benito Mogioni Brigata delle Alpi, XXII Brigata di Fanteria 1939 11 settembre 1943 Fiume
24ª Pinerolo 13º, 14º e 313º Pinerolo 18º Gran Sasso 136ª Tre Monti XXIV Brigata Pinerolo, XXIV Brigata di Fanteria, 24ª Divisione di Fanteria Gran Sasso 1939 8 settembre 1943 Grecia
28ª Aosta e Aosta 22º Vespri 171ª Vespri Brigata Aosta, XXVIII Brigata di Fanteria, 28ª Divisione di Fanteria Vespri 1939 8 settembre 1943[21] Trento
29ª Piemonte , 4º e 303º Piemonte 24º Peloritani 166ª Peloro Brigata Piemonte, XXIX Brigata di Fanteria, Divisione di Fanterìa Peloritana 15 aprile 1939 11 settembre 1943 Peloponneso
30ª Sabauda 45º e 46º Reggio 16º Sabauda 176ª S. Efisio (poi Cacciatori Guide di Sardegna) Brigata Reggio, XXX Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria Sabauda 15 aprile 1939 1 ottobre 1944[22]. Sicilia
31ª Calabria 59º, 60º e 359° Calabria 40º Caprera 177ª Logudoro Brigata Calabria, XXX Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria Caprera 15 ottobre 1939 25 settembre 1944[23] Sardegna
41ª Firenze 127º e 128º Firenze 41º Firenze 92ª Francesco Ferrucci Brigata Firenze, Brigata di Fanteria Gavinana II 15 settembre 1939 28 settembre 1943 Confine tra Jugoslavia ed Albania
44ª Cremona 21º, 22º e 321º Cremona Curtatone e Montanara 90ª Pisa Brigata di Fanteria Cremona, XX Brigata di Fanteria, 20ª Divisione di Fanteria Curtatone e Montanara 1939 1944[24] Ravenna-Mestre
47ª Bari 139º, 140º e 340º Bari 47º Bari 152ª Acciaiata Brigata Bari 15 settembre 1939 21 settembre 1944[25]
48ª Taro 207º e 208º Taro 48º Taro 164ª Ercole Scalfaro Brigata di Fanteria Taro 12 settembre 1939 8 settembre 1943 Tolone
49ª Parma 49º e 50º Parma 49º Parma 109ª Filippo Corridoni Brigata Parma, VII-IX Brigata 12 settembre 1939 8 settembre 1943 Valona
50ª Regina , 10º e 309º Regina[26] 50º Regina 201ª Conte Verde Brigata Regina, XXIII Brigata, Brigata di Fanteria delle Murge 1 marzo 1939 11 settembre 1943 Dodecaneso
51ª Siena 31º e 32º Siena 51º Siena 141ª Volturno Brigata Siena, XXV Brigata di Fanteria 1939 8 settembre 1943 Creta
54ª Napoli 75º e 76º Napoli 54º Napoli 173ª Salso Brigata Granatieri di Napoli, XXIX Brigata di Fanteria 15 aprile 1939 14 agosto 1943 Zona di Reggio Calabria
56ª Casale 11º, 12º e 311º Casale 56º Casale 23ª Bersaglieri del Mincio Brigata Monferrato, XII-XVII Brigata di Fanteria 1939 metà settembre 1943 Grecia
57ª Lombardia 73º e 74º Lombardia 57º Lombardia 137ª Monte Majella Brigata Granatieri di Lombardia, XV Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Carnaro 24 maggio 1939 8 settembre 1943 Croazia e Slovenia
58ª Legnano 67º e 68º Palermo 58º Legnano 26ª Alberto da Giussano Divisione di Fanteria Legnano 1939 17 febbraio 1944[27]
65ª Granatieri di Savoia 10º e 11º Granatieri di Savoia 60º Granatieri di Savoia un battaglione
(X poi XV)
Brigata Granatieri di Savoia 12 ottobre 1936 20 aprile 1941[28] Africa Orientale Italiana
Cacciatori d'Africa 210º Bisagno e 211º Pescara un gruppo 10ª AOI 27 luglio 1940 15 maggio 1941[29] Africa Orientale Italiana

Divisioni di fanteria da montagna[modifica | modifica sorgente]

Si trattava di unità sostanzialmente analoghe alle divisioni di fanteria ordinaria, con delle differenze nelle dotazioni in modo da renderle maggiormente idonee alla guerra di montagna. Tali differenze riguardavano essenzialmente:

  • la trazione del Reggimento di artiglieria divisionale, che risultava composto da due gruppi someggiati e di uno carrellato, invece che di due ippotrainati ed uno someggiato;
  • l'utilizzo di salmerie invece che del classico carreggio[5].

Con il progredire della guerra e la progressiva motorizzazione di una parte considerevole delle artiglierie divisionali, le divisioni da montagna divennero sostanzialmente indistinguibili dalle normali divisioni di fanteria, e la denominazione specifica andò progressivamente in disuso.

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Legione CC. NN. Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
Superga[30] 91º e 92º Basilicata Superga Alpina, poi distaccata Brigata Basilicata 1939 12 maggio 1943 Tunisia
Sforzesca 53º e 54º Umbria 17º Sforzesca 30ª Roberto Forni, poi distaccata Brigata Umbria, II Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria della Sforzesca 25 aprile 1939 9 settembre 1943[14] Venezia Giulia
Ravenna 37º e 38º Ravenna 11º Ravenna (poi 121º Ravenna) Valle Scrivia, poi distaccata Brigata Ravenna, III Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Monferrato 25 marzo 1939 8 settembre 1943[14] Toscana
Livorno[31][32] 33º e 34º Livorno 28º Monviso 95ª Sante Ceccherini, poi distaccata Brigata Livorno, IV Brigata di Fanteria, Brigata di fanteria del Monviso 5 aprile 1939 9 settembre 1943[33] Piemonte
11ª Brennero[16][34] 231º, 232º Avellino e 331º Brennero[35] Brennero 45ª Alto Adige Brigata Avellino, XI Brigata di Fanteria 1934 settembre 1943 Durazzo
19ª Venezia 83º, 84º e 383º Venezia 19º Gaviniana 72ª Luigi Farini Brigata Venezia, XIX Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria Gavinana e Gavinana II 15 aprile 1939 1 dicembre 1943[36] Montenegro
23ª Ferrara 47º e 48º Ferrara 14º Murge 82ª Benito Mussolini Brigata Ferrara, XXIII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria delle Murge, 23ª Divisione fanteria Murge 24 maggio 1939 25 settembre 1943 Montenegro e Bosnia ed Erzegovina
26ª Assietta 29º e 30º Pisa 25º Assietta 17ª Cremona Brigata Pisa, XXVI Brigata di Fanteria, 26ª Brigata mista Assietta 5 aprile 1939 8 settembre 1943[37] Asti
32ª Marche 55º e 56º Marche 32º Marche 49ª San Marco Brigata Marche 22 febbraio 1939 10 settembre 1943 Ragusa
33ª Acqui 17º, 18º e 317º Acqui 33º Acqui 27ª Fanfulla da Lodi Brigata Alessandria agosto 1939 24 settembre 1943 Cefalonia e Corfù
36ª Forlì 43º, 44º e 343º[38] Forlì 36º Forlì 112ª dell'Urbe Brigata Forlì, III Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Monferrato 31 marzo 1939 16 settembre 1943 vicino Atene
37ª Modena 41º, 42º e 341º Modena 29º Modena 36ª Cristoforo Colombo Brigata Modena, V Brigata di fanteria, Brigata di fanteria Cosseria 25 marzo 1939 21 settembre 1943 Epiro meridionale
38ª Puglie 71º e 72º Puglie 15º Monte Nero 115ª Del Cimino Brigata Puglie 15 maggio 1939 8 settembre 1943 Albania
53ª Arezzo 225º e 226º Arezzo[39] 53º Arezzo 80ª Alessandro Farnese Brigata Arezzo, XXIV Brigata di Fanteria 24 maggio 1939 settembre 1943 confine greco-albanese
59ª Cagliari 63º, 64º e 363º Cagliari 59º Cagliari 28ª Giovanni Randaccio Brigata Cagliari, XXVI Brigata di Fanteria 5 aprile 1939 settembre 1943 Peloponneso

Divisioni di fanteria motorizzata[modifica | modifica sorgente]

L'Italia all'inizio della guerra schierava due divisioni motorizzate. Queste unità si componevano di due reggimenti di fanteria (ciascuno su 2 battaglioni), uno di bersaglieri motociclisti (poi autocarrati), ed uno di artiglieria, e non era prevista alcuna legione CCNN. Impiegate entrambe in Nord Africa, videro quasi subito i reggimenti bersaglieri distaccati quali riserve di Corpo d'Armata, e nel caso della "Trento" gli autocarri furono trasferiti di supporto alle attività logistiche, trasformandola di fatto in una normale divisione di fanteria appiedata.

Al 10 giugno 1940, una divisione di questo tipo era composta da 10.500 uomini, equipaggiati con 70 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 24 anticarro da 47/32, 16 da fanteria da 65/17, 16 campali da 75/27 ed 8 obici da 100/17), 66 mortai (54 da 45 mm e 12 da 81) e 258 mitragliatrici (90 pesanti e 168 leggere). Uomini e materiali venivano movimentati con 531 veicoli a motore, 48 trattori di artiglieria e 1.170 motocicli[40].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Rgt. bersaglieri Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
101ª Trieste 65º e 66º Valtellina 21º Po Brigata Valtellina, VIII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanterìa del Po 4 aprile 1939 maggio 1943 Tunisia
102ª Trento 61º, 62º Sicilia 46º Trento Brigata Sicilia 2 gennaio 1939[41] 25 novembre 1942 El Alamein

Divisioni di fanteria autotrasportabile[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni autotrasportabili erano normali divisioni di fanteria, ma senza avere la legione di camicie nere aggregata[42]. Queste divisioni erano interamente motorizzate per quanto riguarda i servizi e l'artiglieria, e solo parzialmente per la componente di fanteria, che doveva quindi ricorrere per il movimento motorizzato ai veicoli forniti di volta in volta dagli Autogruppi di corpo d'armata.

Nel Regio Esercito, era possibile distinguere due tipi di divisioni autotrasportate: quelle metropolitane e quelle nordafricane.

Divisioni autotrasportabili tipo metropolitano[modifica | modifica sorgente]

La variante metropolitana prevedeva la motorizzazione di artiglierie e reparti di supporto, mentre le unità di fanteria mantenevano parte delle dotazioni di someggio e carriaggi.

Al 10 giugno 1940, una divisione di questo tipo era composta da 10.404 uomini, equipaggiati con 60 cannoni (8 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32, 8 da fanteria da 65/17, 24 campali da 75/27 e 12 obici da 100/17), 153 mortai (108 da 45 mm e 45 da 81) e 286 mitragliatrici (220 leggere e 66 pesanti). Per i trasporti erano disponibili 461 veicoli a motore, 36 trattori d'artiglieria, 159 motocicli e 127 biciclette[43].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Legione CC. NN. Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
Pasubio 79º e 80º Roma Pasubio Sabauda Brigata Roma, IX Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Pasubio 1939 11 settembre 1943 Campania
10ª Piave[44] 57º e 58º Abruzzi 20º Piave Brigata Abruzzi, X Brigata di Fanteria, Divisione di fanteria del Piave 1939 23 settembre 1943 Roma
52ª Torino 81º e 82º Torino 52º Torino Brigata Torino, Divisione di Fanteria Torino 5 giugno 1940 31 maggio 1943[45] Gorizia
103ª Piacenza 111º e 112º Piacenza 37º Cosseria Brigata Piacenza 15 marzo 1942 9 settembre 1943 Lazio
104ª Mantova 113º e 114º Mantova 11º Ravenna Brigata Mantova 15 marzo 1942 1944 Calabria, poi Regno del Sud
105ª Rovigo 227º e 228º Rovigo 117º Rovigo Brigata Rovigo 15 marzo 1942 9 settembre 1943 Liguria

Divisioni autotrasportabili tipo AS (Africa Settentrionale)[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni autotrasportabili tipo AS erano di stanza in (Libia). Dal punto di vista strutturale erano simili a quelle metropolitane, ma con l'aggiunta di un battaglione di carri leggeri e la eliminazione di ogni componente di animali da soma o da traino[46].

Al 10 giugno 1940, un'unità di questo tipo risultava composta da 10.978 uomini, equipaggiati con 46 carri armati L35, 68 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32, 8 da fanteria da 65/17, 24 campali da 75/27 e 12 obici da 100/17), 123 mortai (111 da 45 mm e 12 da 81) e 494 mitragliatrici (232 pesanti e 162 leggere). Per il trasporto di uomini e mezzi, erano disponibili 398 veicoli a motore, 249 motocicli, 180 biciclette e 36 trattori per l'artiglieria[47].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
17ª Pavia 27º e 28º Pavia 26º Rubicone Brigata Pavia, XVII Brigata di Fanteria, Brigata di Fanteria del Rubicone 27 aprile 1939 25 novembre 1942 Nordafrica
25ª Bologna 39º e 40º Bologna 10º Volturno poi 205° Bologna Brigata Vittorio Emanuele, XXV Brigata di Fanteria, Divisione di Fanteria Volturno 27 aprile 1939 25 novembre 1942 Nordafrica
27ª Brescia 19º e 20º Brescia 55º Brescia Brigata Lombardia, XXVII Brigata di Fanteria, Divisione di Fanteria Sila 24 maggio 1939 25 novembre 1942 Nordafrica
55ª Savona 15º e 16º Savona 12º Sila Brigata Savona, XXV e XXVII Brigata di Fanteria aprile 1939 17 gennaio 1942 Confine libico-egiziano
60ª Sabratha 85º e 86º Verona 42º Sabratha Brigata Verona, XXVIII Brigata di Fanteria 1937 25 luglio 1942 El Alamein
61ª Sirte 69º e 70º Ancona 43º Sirte Brigata Ancona, XIX Brigata di Fanteria 1937 23 gennaio 1941 Zona di Tobruk
62ª Marmarica 115º e 116º Treviso 44º Marmarica Brigata Treviso 9 maggio 1937 5 gennaio 1941 Bardia
63ª Cirene 157º e 158º Liguria 45º Cirene Brigata Liguria, XVIII Brigata di Fanteria 1 ottobre 1937 5 gennaio 1941 Bardia
64ª Catanzaro 141º e 142º Catanzaro 203º Catanzaro Brigata Catanzaro, 3ª Divisione di CC. NN. XXI Aprile 3 giugno 1940 5 gennaio 1941 Bardia

Divisioni di fanteria aviotrasportabili[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni di fanteria aviotrasportabili erano normali divisioni di fanteria, prive della Legione di CCNN e con una componente di sola artiglieria di accompagnamento, a causa del mezzo di trasporto utilizzato. L'unica divisione venne costituita in previsione di un impiego per la conquista di Malta. Successivamente riequipaggiata con una dotazione di artiglieria campale, venne impiegata in Tunisia come una normale unità di fanteria.

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Legione CC. NN. Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
80ª La Spezia 125º e 126º La Spezia 80º La Spezia Brigata Spezia 15 novembre 1941 14 maggio 1943 Tunisia

Divisioni di marcia[modifica | modifica sorgente]

L'8ª divisione di marcia (terminologia utilizzata per indicare unità provvisorie) venne costituita nell'estate 1942 per gestire il flusso di rimpiazzi destinati alla 8ª Armata operante in Russia. Era costituita su tre Brigate di marcia.

La I Brigata (con sede a Milano) alimentava il XXXV Corpo d'Armata con un Reggimento bersaglieri di marcia (il 30°) per la componente bersaglieri della 3ª Divisione celere, due Reggimenti di marcia per la 9ª Divisione Pasubio e la 52ª Torino (numerati come le rispettive divisioni) ed un Reggimento (l'8°) per le altre componenti direttamente dipendenti dal Corpo e dall'Armata.

La II Brigata (con sede a Bologna) alimentava il II Corpo d'Armata con tre Reggimenti per la 2ª Divisione Sforzesca, la 3ª Ravenna e la 5ª Cosseria (numerati come le rispettive divisioni) ed un Reggimento (il 7°) per le componenti di Corpo.

La III Brigata (con sede a Bergamo, poi a Udine) alimentava il Corpo d'Armata Alpino con tre Reggimenti alpini di marcia (102°, 103° e 104°, rispettivamente per la 2ª Divisione Tridentina, la 3ª Julia e la 4ª Cuneense).

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria di marcia Rgt. Bersaglieri di marcia Rgt. Alpini di marcia Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
8ª di marcia 2°, 3°, 5°, 7°, 8°, 9°, 52° 30° 102°, 103°, 104° I, II e III Brigata di marcia 1 luglio 1942 agosto 1943 Verona

Divisioni di fanteria da occupazione[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni di fanteria da occupazione vennero costituite partire dal 1941 per svolgere compiti di guarnigione. Si trattava di normali divisioni di fanteria, di norma prive della legione di camicie nere, le cui dotazioni prevedevano un numero inferiore di artiglierie ma una quantità maggiore di mitragliatrici[5]. La denominazione "da occupazione" venne abolita nel 1942, ma rimasero comunque immutate le loro caratteristiche di organica e gli scopi operativi.

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. fanteria Rgt. artiglieria Legione CC. NN. Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
151ª Perugia 129º e 130º Perugia 151º Perugia 29ª Alpina Brigata Perugia 25 agosto 1941 7 ottobre 1943 Albania
152ª Piceno 235º, 236º e 336º Piceno 152º Piceno Brigata Piceno 20 febbraio 1942 10 ottobre 1944[48] Puglia
153ª Macerata 121º e 122º Macerata 153º Macerata Brigata Macerata 25 novembre 1941 12 settembre 1943 Fiume
154ª Murge 259º e 260º Murge 154º Murge Brigata Murge, Brigata di Fanteria delle Murge, Divisione di Fanteria delle Murge 1 dicembre 1941 14 settembre 1943 Fiume
155ª Emilia 119º e 120º Emilia 155º Emilia Brigata Emilia 1 dicembre 1941 1 ottobre 1943 Puglia
156ª Vicenza 277º e 278º Vicenza 156º Vicenza Brigata Vicenza 10 marzo 1942 15 maggio 1943 Russia
157ª Novara 153º e 154º Novara 157º Novara Brigata Novara 10 marzo 1942 1 giugno 1943[49] Confine italo-jugoslavo
158ª Zara 291º e 292º Zara 158º Zara 107ª Francesco Rismondo Comando Truppe del Presidio di Zara 1 settembre 1942 9 settembre 1943 Zara
159ª Veneto 255º e 256º Veneto 159º Veneto Brigata di Fanteria Veneto 1 marzo 1942 1 giugno 1943[50] Confine italo-jugoslavo

Divisioni alpine[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni alpine erano costituite con elementi provenienti dalle regioni montuose dell'Italia settentrionale e centrale. Queste unità differivano dalle divisioni di fanteria standard poiché ogni reggimento aveva i propri servizi di supporto (pionieri, artiglieria ed altro) assegnati su basi permanenti: in questo modo, ogni reggimento di alpini era relativamente autonomo e capace di azioni indipendenti. Non era prevista una componente di CCNN.

Ogni divisione era su due reggimenti di fanteria alpina (su tre battaglioni) ed uno di artiglieria (i cui cannoni erano trasportati tramite quadrupedi), oltre ad un battaglione del genio, una compagnia per la guerra chimica, due battaglioni rimpiazzi ed i servizi divisionali (sezione sanità, ospedali da campo e salmerie)[5].

Al 10 giugno 1940, una divisione alpina era composta da 14.786 uomini, con 24 pezzi da 75/13, 78 mortai (54 da 45 mm e 24 da 81) e 234 mitragliatrici (68 pesanti e 166 leggere). Uomini e mezzi venivano movimentati tramite 252 veicoli a motore, 46 motocicli, 5.327 quadrupedi, 225 carri e 57 biciclette[51].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. alpino Rgt. artiglieria alpina Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
Taurinense 3º Reggimento alpini e 4º Reggimento alpini I Raggruppamento Alpino 10 settembre 1935 8 settembre 1943 Montenegro
Tridentina 5º Reggimento alpini e 6º Reggimento alpini II Raggruppamento Alpino, 2ª Brigata Alpina 10 settembre 1935 settembre 1943[14] Italia
Julia 8º Reggimento alpini e 9º Reggimento alpini III Raggruppamento Alpino, 3ª Brigata Alpina 10 settembre 1935 12-14 settembre 1943[14] Confine italo-jugoslavo
Cuneense 1º Reggimento alpini e 2º Reggimento alpini IV Raggruppamento Alpino, 4ª Brigata Alpina 31 ottobre 1935 8 settembre 1943[14] Alto Adige
Pusteria 7º Reggimento alpini e 11º Reggimento alpini 31 dicembre 1935 12 settembre 1943 Grenoble
Alpi Graje IIIº e IVº Gruppo alpino Valle 15 novembre 1941 10 settembre 1943 La Spezia

Divisioni celeri[modifica | modifica sorgente]

L'Italia entrò in guerra con tre divisioni celeri. Si trattava di divisioni ibride inizialmente composte da due reggimenti di cavalleria (ognuno su due Gruppi Squadroni montati ed uno Squadrone Mitraglieri, sempre montato), da un Reggimento di bersaglieri ciclisti (poi autocarrati), da un Reggimento di artiglieria su un Gruppo ippotrainato e due gruppi motorizzati, e da un gruppo corazzato su 61 carri del tipo L3. Prive di una effettiva capacità operativa nel contesto di una guerra meccanizzata, le divisioni celeri videro un limitatissimo impiego operativo e vennero largamente riutilizzate per la costituzione di unità di altro tipo. Già nel 1941 i Gruppi di artiglieria motorizzata di tutte a tre le divisioni furono distaccati, inviati in Nord Africa ed aggregati alle unità operanti in quel teatro. La 2ª Divisione Celere costituì la base per la effimera 134ª Divisione Corazzata "Freccia", attivata solo sulla carta per un brevissimo periodo nell'estate 1942. La 3ª Divisione Celere, impiegata in Russia con il Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°) (ricostituito unificando i Gruppi "a cavallo" dei tre reggimenti di artiglieria celere), venne privata nella primavera del 1942 della componente di cavalleria e di artiglieria a cavallo e venne riorganizzata come una divisione motorizzata di bersaglieri con l'aggiunta del 6º Reggimento bersaglieri (già della 2ª Divisione celere), del 120º Reggimento Artiglieria motorizzato ed altre unità di supporto.

Complessivamente, l'organico di un'unità di questo tipo al 10 giugno 1940 era di 7.310 uomini, con 2.154 cavalli, 418 veicoli a motore, 24 trattori di artiglieria, 539 motocicli e 2.500 biciclette. Le dotazioni, oltre ai già citati carri leggeri, comprendevano 48 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32 e 24 pezzi campali da 75/27 Mod. 1912), 249 mitragliatrici pesanti e 172 leggere[52].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. bersaglieri Rgt. cavalleria Gruppo corazzato Rgt. artiglieria Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
Eugenio di Savoia 11º 12º Cavalleggeri di Saluzzo e 14º Cavalleggeri d'Alessandria I San Giusto Articelere 1ª Divisione Celere 1 gennaio 1934[53] 13 settembre 1943 Croazia
Emanuele Filiberto Testa di Ferro , poi Lancieri di Firenze e 10º Lancieri di Vittorio Emanuele II II San Marco Articelere 2ª Divisione Celere 1 gennaio 1934[54] 12 settembre 1943 Zona di Cuneo
Principe Amedeo Duca d'Aosta e [55] Savoia Cavalleria e Lancieri di Novara[56] III San Giorgio Articelere, successivamente il Reggimento Artiglieria a Cavallo (3°)[57]
poi 120°
III Brigata Celere P.A.D.A. e 3º Rgt. Artiglieria Celere P.A.D.A. 1 novembre 1934 15 settembre 1943[14] Imola

Divisioni della MVSN[modifica | modifica sorgente]

L'Italia entrò in guerra con quattro divisioni costituite nella componente di fanteria da personale della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale mentre tutte le unità di supporto, inclusa l'artiglieria ed il genio, erano costituite da personale del Regio Esercito. Circa un mese prima dell'inizio delle ostilità, una delle divisiono (la XXI aprile) venne sciolta, utilizzando la fanteria per completare le altre tre divisioni e le unità di supporto per costituire la 64ª Divisione di Fanteria Catanzaro. La struttura delle divisioni era analoga a quelle delle normali divisioni di fanteria autotrasportabili tipo AS, con la sola differenza che i reggimenti di fanteria erano sostituiti da Legioni di camicie nere su 3 battaglioni. Ogni battaglione di CCNN era composto da 734 militi, con 9 mortai da 45 mm e 39 mitragliatrici (12 pesanti e 27 leggere).[58].Queste tre divisioni furono distrutte dagli inglesi durante l'Operazione Compass, tra la fine del 1940 ed il gennaio 1941.

Nel maggio del 1943, con materiali forniti dai tedeschi, iniziò la costituzione della 134ª Divisione corazzata Camicie Nere, poi denominata 1ª Divisione corazzata di Camicie Nere "M", costituita pressoché interamente da personale della MVSN, che non fece tuttavia in tempo a divenire pienamente operativa e, dopo la caduta del Regime Fascista (25 luglio 1943), venne trasformata nella 136ª Divisione corazzata "Centauro II".

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Legione CC. NN. Rgt. artiglieria Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
XXIII Marzo 219ª e 233ª 201º 1939 5 gennaio 1941 Bardia
XXVIII Ottobre 231ª e 238ª 202º 1939 5 gennaio 1941 Bardia
XXI Aprile 181ª e 203ª 203º settembre 1939 maggio 1940 Libia
III Gennaio 27ª e 250ª 204º 1939 10-12 dicembre 1940 Sidi el Barrani
1ª Div.Cor.M Gruppo carri CCNN "M" "Leonessa", Gruppo CCNN "M" "Tagliamento", Gruppo CCNN "M" "Montebello", Raggr.Art.CCNN "M" "Valle Scrivia" maggio 1943 27 luglio 1943 Roma

Divisioni paracadutisti[modifica | modifica sorgente]

Allo scoppio delle ostilità, l'Italia non aveva divisioni di paracadutisti. Queste furono costituite successivamente, inizialmente per prendere parte all'operazione C3. Complessivamente, ne furono costituite due, con una terza ancora in fase di formazione al momento dell'armistizio. Solitamente, ogni divisione era su due reggimenti di fanteria paracadutista ed uno di artiglieria, per un totale di oltre 5.000 uomini.

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Rgt. paracadutisti Rgt. artiglieria paracadutista Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
183ª Ciclone 4 battaglioni - 1943 settembre 1943 Italia
184ª Nembo 183º, 184º e 185º 184º 185º Reggimento paracadutisti dicembre 1942 24 settembre 1944 Sardegna
185ª Folgore 186º e 187º 185º 1º Reggimento paracadutisti - 1ª Divisione paracadutisti 27 luglio 1942 29 novembre 1942 El Alamein

Divisioni libiche[modifica | modifica sorgente]

Nel 1940 l'Italia formò in Libia due divisioni composte da truppe indigene guidate da ufficiali nazionali, sulla scorta di quanto fatto nel 1935 con la 1ª Divisione fanteria "Libia". Dal punto di vista strutturale, erano simili alle normali divisioni autotrasportabili tipo A.S., infatti, ognuna di queste unità era composta da due Raggruppamenti fanteria (equivamenti a Reggimenti, su tre battaglioni di fanteria), un Raggruppamento di artiglieria su 2 Gruppi ed una compagnia controcarro. Complessivamente, una divisione di questo tipo era composta da 7.224 uomini, con 48 cannoni (16 antiaerei da 20 mm, 8 anticarro da 47/32 e 24 campali da 77/28), 45 mortai da 81 e 216 mitragliatrici leggere[59].

Le due divisioni vengono talvolta indicate con i nomi dei loro comandanti (rispettivamente Sibelle e Pescatori), ma questa denominazione non fu mai ufficiale.

Dopo l'inizio delle ostilità venne costituita una terza Grande Unità libica, il Raggruppamento motorizzato libico o Raggruppamento Maletti (a volte identificato come 3ª Divisione libica, ma anche questa denominazione non fu mai ufficiale). L'organico comprendeva quattro battaglioni libici motorizzati, una compagnia di carri M11, un battaglione di carri L3, ed elementi eterogenei di artiglieria di supporto[60].

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Raggr. fanteria libica Raggr. artiglieria libico Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
1ª Divisione libica 1º e 2º 1 marzo 1940 gennaio 1941 Nord Africa
2ª Divisione libica 3º e 4º 1 marzo 1940 gennaio 1941 Nord Africa

Divisioni coloniali - Africa Orientale Italiana[modifica | modifica sorgente]

Con l'entrata in guerra dell'Italia vennero costituite 13 Divisioni di fanteria coloniale in Africa Orientale. Queste divisioni ebbero nella maggior parte dei casi una vita breve e scarso impiego operativo, e le truppe coloniali in quel teatro vennero utilizzate prevalentemente a livello di Brigata.

Nome divisione Composizione Creazione Scioglimento
Brigate coloniali Artiglieria Unità originarie Data costituzione Data/periodo Località
1ª Divisione coloniale V e XLIV Africa orientale
2ª Divisione coloniale VIII e XVI Africa Orientale
3ª Divisione coloniale VI e XII 10 febbraio 1941 Africa Orientale
4ª Divisione coloniale XI e XLI 4 febbraio 1941 Africa Orientale
21ª Divisione coloniale IX e XVIII 10 giugno 1940 Africa Orientale
22ª Divisione coloniale I e LXXXVI 10 giugno 1940 9 luglio 1941 Africa Orientale
23ª Divisione coloniale X 10 giugno 1940 Africa Orientale
24ª Divisione coloniale XXV e LXXXV Africa Orientale
25ª Divisione coloniale 210º Reggimento fanteria (nazionale) Divisione Cacciatori d'Africa Africa Orientale
26ª Divisione coloniale VII Africa Orientale
101ª Divisione coloniale somala XX e XCII Africa Orientale
102ª Divisione coloniale somala XCI Africa Orientale
Divisione coloniale dell'Harar XIII, XIX e XV 10 giugno 1940 Africa Orientale

Divisioni costiere[modifica | modifica sorgente]

Le divisioni costiere erano unità dalla composizione altamente eterogenea, prive di standardizzazione nelle dotazioni e nella struttura. Le uniche disposizioni regolamentari riguardavano i servizi generali dell'unità[61], ma la esatta configurazione organica delle loro componenti operative variava considerevolmente a seconda della zona di schieramento.

In termini generali le divisioni costiere comprendevano una ridotta aliquota di servizi divisionali, da 2 a 4 Reggimenti di Fanteria Costiera[62] (composti da un numero variabile di Battaglioni) ed un Raggruppamento di Artiglieria Costiera (composto da un numero variabile di Gruppi[63]

Dopo l'armistizio a partire da alcune unità precedenti furono costituite altre tre divisioni costiere: 228ª, 230ª (II) e 231ª[64].

Nome divisione Composizione[65] Creazione Scioglimento
Unità di fanteria[66] Raggruppamenti di Artiglieria Costiera[67] Unità originarie[68] Data costituzione Data/periodo Località
201ª 55º e 131º 201º Unità della milizia, I Settore, poi I Brigata dicembre 1941 settembre 1943 Mentone, Liguria
202ª 119º, 120º, 137º e 142º 43º Gruppo battaglioni II Settore, Divisione della milizia dicembre 1941 luglio 1943 Sicilia
203ª 126º e 174º 203º Divisione della milizia, poi XIII Brigata maggio 1943 1944 Sardegna
204ª 19º, 130º e 149º 204º Divisione della milizia, IV Settore e IV Brigata dicembre 1941 1944
205ª 127º, 128º e 129º - Divisione della milizia, V Settore dicembre 1941 1944 (perde lo status di divisione) Sardegna
206ª 121º, 122º, 123º e 303º 44º VI Settore dicembre 1941 luglio 1943 Sicilia
207ª 124º, 138º e 139º 51º VII Settore dicembre 1941 luglio 1943 Sicilia
208ª 133º 28º VIII Settore dicembre 1941 luglio 1943 Sicilia
209ª 15º e 112º, oltre alla 253ª Legione CC. NN. 41º IX Settore, poi IX Brigata luglio 1943 1944 (perde lo status di divisione) Puglia
210ª 113º, 114º e 164º, oltre ad unità di cavalleria 16º G.a.F.[69] X Settore luglio 1943 settembre 1943 Taranto
211ª 53º, 118º, 143º 49º XI Settore dicembre 1941 settembre 1943 Calabria
212ª 103º, 115º e 144º 45º e CCVII Gruppo di Artiglieria divisionale XII Settore dicembre 1941 settembre 1943 Calabria
213ª 4º, 120º, 139º e 140º 22º dicembre 1941 luglio 1943 Messina
214ª 103º e 148º Gruppi LI, XXVII, LXXXI e CXL Elementi della 212ª Div. Cost. e della XXXI Brigata luglio 1942 1943 Golfo di Taranto
215ª 6º, 14º e 108º 27º XV Brigata 1 agosto 1943 settembre 1943 Toscana
216ª 12º e 13º 3 gruppi con 16 batterie XVI Brigata luglio 1942 settembre 1943 Toscana (Pisa)
220ª 111º, 152º, elementi del Genova Cavalleria, un reggimento della MVSN 1 battaglione luglio 1942 settembre 1943 Lazio
221ª 4º, 8º ed elementi del Savoia Cavalleria Elementi di tre scuole di artiglieria luglio 1942 settembre 1943 Lazio
222ª 74º e 89º 1 gruppo di artiglieria luglio 1942 settembre 1943 Salerno
223ª 82º, 512º e distaccamenti dei 5º e 8º rgt alpini Unità antiaeree resti del 2º e 3º rgt alpini maggio 1943 settembre 1943 Francia
224ª 2 battaglioni e 2 gruppi alpini - gennaio 1943 settembre 1943 Corsica
225ª 172º e 173º 52º inizio 1943 settembre 1943 Corsica
226ª 170º, 171º e 181º 52º raggruppamento costiero da posizione, oltre a varie unità di rinforzo aprile 1943 settembre 1943 Corsica
227ª 141º, 145º e 148º - XI Brigata luglio 1943 settembre 1943 Calabria
228ª 514° fanteria[70] ed il 409° lavoratori - luglio 1943 Dopo l'8 settembre 1943
230ª - - Elementi della 202ª costiera Rimasta sulla carta[71][72]
231ª 19ª 132ª 68ª XXXI Brigata Dopo l'8 settembre 1943

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nota metodologica. I dati all'interno delle tabelle sono tratti dal sito internet www.regioesercito.it, ed eventualmente integrati dove indicato. In particolare, gli ordini di battaglia, intesi come i reggimenti e le legioni CC.NN. di ogni divisione, con le rispettive designazioni/numerazioni, sono prese da qui, mentre per i nomi dei reggimenti di artiglieria i dati sono tratti da qui. La scelta è stata dettata dal fatto che in alcuni casi le fonti non concordano.
  2. ^ L'organico di un reggimento di fanteria era di 3.279 uomini su due battaglioni (ognuno su cinque compagnie: 3 di fanteria, una comando ed una di armi di accompagnamento), oltre che una compagnia di mortai da 81 ed una di cannoni anticarro da 47/32 (6 pezzi). Fonte: regioesercito.it
  3. ^ Sulla carta, un reggimento di artiglieria era costituito da un gruppo cannoni ippotrainato da 75/27 (12 pezzi) e due gruppi obici, uno ippotrainato (12 pezzi da 100/17) e l'altro someggiato (12 pezzi da 75/13). Completavano la dotazione 8 cannoni antiaerei da 20 mm.
  4. ^ Si trattava di circa 1.300 uomini.Fonte: regioesercito.it
  5. ^ a b c d e Regioesercito.it - Organizzazione
  6. ^ Organico divisione corazzata
  7. ^ in realtà non fu mai possibile schierare più di una divisione corazzata completa ed elementi di una seconda
  8. ^ In configurazione di Reggimento Carri
  9. ^ a b In configurazione di R.E.Co. - Reparto Esplorante Corazzato
  10. ^ In configurazione di Reggimento cavalleria appiedata motorizzata
  11. ^ 8 pezzi da 47/32 su 4 plotoni
  12. ^ 13.400 secondo regioesercito.it
  13. ^ Organico divisione di fanteria
  14. ^ a b c d e f g Distrutta in combattimento in Russia nel gennaio 1943, era in ricostruzione al momento dell'armistizio.
  15. ^ La divisione si batté contro i tedeschi, poi si ritirò in Turchia. Qui i prigionieri vennero internati.
  16. ^ a b Riorganizzata nel 1943 su organici Mod.43
  17. ^ Riorganizzata nel 1941 come divisione motorizzata tipo A.S.
  18. ^ Brevemente riorganizzata nel 1942 come Divisione d'Assalto per la prevista Operazione C-3 (sbarco a Malta)
  19. ^ In quella data, l'unità cambia la propria denominazione in Gruppo di Combattimento Friuli, prendendo parte alla guerra di liberazione.
  20. ^ Il 3º Reggimento Granatieri, denominato anche di Sardegna e d'Albania, servì distaccato dal resto della Divisione per l'intera durata della guerra
  21. ^ Distrutta in combattimento in Sicilia nel luglio 1943, era in ricostruzione al momento dell'armistizio.
  22. ^ Impiegata dopo l'armistizio in compiti antisbarco e di sorveglianza. Poi trasformata in Divisione per la Sicurezza Interna
  23. ^ Impegnata dopo l'armistizio in compiti antisbarco e di sorveglianza. Trasformata in Divisione per la sicurezza interna (S.I.) Calabria.
  24. ^ Dopo l'armistizio, prende parte prima ai rastrellamenti in Sardegna, e poi alla guerra sul continente nella zona Ravenna-Mestre.
  25. ^ Dopo l'armistizio, combatte contro i tedeschi in Sardegna e Corsica. Trasformata successivamente in Comando Divisione per la Sicurezza Interna Aosta.
  26. ^ nel 1942 riceve il 331º Reggimento dalla 11ª Divisione di Fanteria Brennero
  27. ^ Data in cui viene dichiarata sciolta. In precedenza aveva fornito truppe alle unità che combattevano al fianco degli Alleati.
  28. ^ Data ufficiale di scioglimento. Alcune unità distaccate continuarono a combattere, alcune andando a costituire la 25ª Divisione Coloniale.
  29. ^ Gli ultimi elementi si arresero l'11 giugno.
  30. ^ Brevemente riorganizzata nel 1942 come Divisione d'Assalto per la prevista Operazione C-3 (sbarco a Malta)
  31. ^ Brevemente riorganizzata nel 1942 come Divisione d'Assalto per la prevista Operazione C-3 (sbarco a Malta)
  32. ^ Nel 1943 in Sicilia era interamente motorizzata
  33. ^ Distrutta in combattimento in Sicilia nel luglio 1943, era in ricostruzione al momento dell'armistizio.
  34. ^ Riorganizzata nel 1942 su organici Mod.42 A.S.
  35. ^ Riassegnato nel 1942 alla 50ª Divisione fanteria "Regina"
  36. ^ Con elementi della Taurinense, va a costituire la divisione partigiana Garibaldi.
  37. ^ Distrutta in combattimento in Sicilia nel luglio 1943, era in ricostruzione al momento dell'armistizio.
  38. ^ Riassegnato nel 1942 alla 53ª Divisione fanteria "Arezzo"
  39. ^ nel 1942 riceve il 343º Reggimento dalla 36ª Divisione di Fanteria Forlì
  40. ^ Organico divisione motorizzata
  41. ^ 1935 come 1ª Divisione motorizzata "Trento"
  42. ^ L'unica eccezione era costituita dalla divisione Pasubio.
  43. ^ Organico divisioni autotrasportabili tipo metropolitano
  44. ^ Trasformata in Divisione motorizzata nel 1941.
  45. ^ Data ufficiale di scioglimento della 52ª Torino in quanto tale. Il 1º giugno viene costituita la Divisione di Fanteria Torino a partire da unità della disciolta 159ª Veneto. La grande unità si dissolse definitivamente il 13 settembre.
  46. ^ In quanto il teatro operativo del Nord Africa rendeva impraticabile le relative forniture di acqua e foraggio
  47. ^ Organico divisioni autotrasportabili tipo AS
  48. ^ Data di trasformazione dell'unità in Gruppo di Combattimento Piceno.
  49. ^ Rinominata per ricostituire la 2ª Divisione di Fanteria Sforzesca, distrutta in Russia
  50. ^ Rinominata per ricostituire la 52ª Divisione di Fanteria Torino, distrutta in Russia
  51. ^ Organico divisione alpina
  52. ^ Organico divisione celere
  53. ^ Data in cui la I Divisione Celere riceve il nome di Eugenio di Savoia.
  54. ^ Data in cui la I Divisione Celere riceve il nome di Emanuele Filiberto Testa di Ferro.
  55. ^ Il 6º Reggimento Bersaglieri entrò a far parte della Divisione nell'estate del 1942, in sostituzione della componente di cavalleria montata
  56. ^ I due Reggimenti di Cavalleria lasciarono la divisione nell'estate 1942, formando con il 3° Articelere il "Raggruppamento Truppe a Cavallo Barbò"
  57. ^ Il RAC venne ricostituito unificando i Gruppi "a cavallo" dei tre reggimenti di artiglieria celere e lasciò la divisione nell'estate 1942, formando con i due Reggimenti di Cavalleria il "Raggruppamento a Cavallo Barbò"
  58. ^ Organico divisioni CC.NN.
  59. ^ Organico divisioni coloniali libiche
  60. ^ Walker, p.62
  61. ^ In particolare, il 12 febbraio 1942, era stata stabilita la composizione dello stato maggiore e del relativo quartier generale divisionale, che potevano contare su alcuni carabinieri con funzioni di polizia militare, una sezione trasporti con pochi mezzi (una camionetta, due auto e due moto), una compagnia di genio divisionale (su 21 uomini), alcuni plotoni misti e gli addetti alle trasmissioni con relative apparecchiature.
  62. ^ Costituiti a partire dal 1941, principalmente con la riorganizzazione delle unità di Milizia Mobile assegnate alla difesa costiera precedentemente inquadrate in settori e brigate costiere. Si veda la Circolare n. 21450 del 29/11/1941 dello S.M.R.E. Uff. Ordinamento - 3ª Sezione, reperibile su regioesercito.it.
  63. ^ Un Gruppo di Artiglieria Costiera era in teoria composto come segue:
    • batteria comando: 23 uomini e due mitragliatrici;
    • batteria pesante: 112 uomini, con un canone da 305 mm o due da 194;
    • batteria media: 112 uomini con due (se 120, 149 o 152 mm) o quattro (se da 105/28 mm) cannoni;
    • batteria leggera: 112 uomini con quattro pezzi (da 100 o 75 mm)
  64. ^ regioesercito.it
  65. ^ I dati si riferiscono al 1943.
  66. ^ I reggimenti, salvo diversa indicazione, si sottintendono costieri.
  67. ^ Eccetto dove diversamente indicato.
  68. ^ Salvo diversa specificazione, quando si parla di Settori o Brigate si sottintende costiere.
  69. ^ Guardia alla Frontiera
  70. ^ Ovvero l'ex 114° costiero
  71. ^ icsm.it
  72. ^ L'unità venne ricostruita dopo l'armistizio con due reggimenti: il 541ª fanteria (ex 141ª costiero) ed il 403º reggimento lavoratori.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrew Mollo, The Armed Forces of World War II, New York: ISBN 0-517-54478-4, Crown, 1981.
  • Ian W. Walker, Iron Hulls, Iron Hearts: Mussolini's Elite Armoured Divisions in North Africa, Wiltshire: ISBN 1-86126-839-4, Crowood Press, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]