13ª Divisione fanteria "Re"

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
13ª Divisione fanteria "Re"
Descrizione generale
Attiva 1939 - 8 settembre 1943
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Potenze dell'Asse
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo divisione di fanteria
Dimensione 464 ufficiali e 11.624 graduati e truppa (11 ottobre 1942[1])
Guarnigione/QG Udine
Battaglie/guerre Occupazione della Jugoslavia
Difesa di Roma
Parte di
Reparti dipendenti
1º Reggimento fanteria "Re"
2º Reggimento fanteria "Re"
75ª Legione CC.NN. "Italo Balbo"
23º Reggimento artiglieria "Timavo"
Simboli
Mostrina Mostrina divisione Re.jpg

[1]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 13ª Divisione fanteria "Re" fu una grande unità di fanteria del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini della divisione risalgono alla Brigata "Savoia" dell'Armata Sarda, costituita il 25 ottobre 1831 sul e sul 2º Reggimento fanteria, sciolta il 15 ottobre 1871 insieme a tutte le brigate permanenti. Viene ricostituita nel 1926 come XIII Brigata di fanteria, su base ternaria: il terzo reggimento è il 55º Reggimento fanteria "Marche", sostituito nel 1928 dal 55º Reggimento fanteria "Marche", della stessa disciolta Brigata "Marche". La brigata, insieme al 15º Reggimento artiglieria da campagna, entra nell'organico della Divisione Militare Territoriale di Udine (13ª), trasformata nel 1934 in unità operativa con il nome di Divisione di Fanteria del Montenero (13ª). Nell'ambito del riordino del 1939, la brigata, anch'essa ridenominata Brigata di Fanteria del Montenero (XIII), viene soppressa, ponendo il 1º Reggimento fanteria "Re" ed il 2º Reggimento fanteria "Re", con il 34º Reggimento artiglieria, alle dirette dipendenze del Comando della 13ª Divisione fanteria "Re". Nel 1940, prima dell'entrata in guerra del Regno d'Italia, sostituisce il 34º con il 23º Reggimento artiglieria "Timavo". Dopo il 10 giugno si schiera sulla linea Circhina-Idria-Montenero d'Idria-Santa Lucia d'Isonzo, dove rimane fino al 28 marzo 1941. Nello stesso mese riceve in organico la 75ª Legione CC.NN. "Italo Balbo".

Il 6 aprile, con l'inizio dell'invasione della Jugoslavia, i reparti varcano il confine a Raune, occupando il 10 Ledine e Govecco e l'11 Žiri. Insegue il nemico in rotta in Slovenia fino a Lubiana e Dranska e dopo la fine delle ostilità si schiera come forza di occupazione. In maggio viene trasferita in Croazia per operazioni di rastrellamento. Da novembre i reparti della divisione devono affrontare una lotta accanita contro reparti della resistenza jugoslava sempre più organizzati e forti. Gli attacchi continuano nel 1942 alle vie di comunicazione ed ai presidi tenuti dai reparti in Croazia e Slovenia. In ottobre la grande unità attacca e distrugge le posizioni partigiane sul Carso sloveno, poi a Gračac ed a Medak, sulla linea ferroviaria Ogulin-Spalato. Le operazioni contro i partigiani continuano nel 1943 in Dalmazia ed in Erzegovina, dove la divisione prende parte alla battaglia della Neretva, fino al 28 agosto, quando inizia il rientro in patria. Con l'annuncio dell'armistizio dell'8 settembre il Comando di Divisione viene sciolto, ma alcuni reparti partecipano alla difesa di Roma fino al 10, schierati sulla via Aurelia a ridosso di Ladispoli, sul litorale tirrenico nord.

Ordine di battaglia: 1940[modifica | modifica sorgente]

Ordine di battaglia: 1943[modifica | modifica sorgente]

  • 1º Reggimento fanteria "Re"
  • 2º Reggimento fanteria "Re"
  • 75ª Legione CC.NN. "Italo Balbo"
    • LXXV Battaglione CC.NN. "Ferrara"
    • LXXVI Battaglione CC.NN. "Ferrara"
    • 75ª Compagnia CC.NN. mitraglieri
  • 23º Reggimento artiglieria
  • XIII Battaglione mortai da 81
  • 13ª Compagnia controcarro da 47/32
  • 13ª Compagnia genio

Comandanti: 1939-1943[modifica | modifica sorgente]

  • 13ª Divisione fanteria "Monte Nero" (1934-1939)
  • 13ª Divisione fanteria "Re" (1939-1940)
    • Gen. D. Benedetto Fiorenzuoli
    • Col. Francesco Soddu Millo (interim)
    • Gen. B. Ottorino Battista Dabbeni
    • Gen. B. Raffaele Pelligra
    • Gen. B. Ottaviano Traniello

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.criminidiguerra.it/TArmate.shtml

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

George F.Nafziger "Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II" (3 vol)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]