136ª Divisione corazzata "Giovani Fascisti"
| Divisione Corazzata Giovani Fascisti | |
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Mappa della Battaglia di Medenine (Mareth) dove appare vicino alla costa la posizione dei "Giovani Fascisti"
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| Descrizione generale | |
| Attiva | 1940-1943 |
| Nazione | |
| Alleanza | Potenze dell'Asse |
| Servizio | |
| Soprannome | Mussolini's boys da parte degli inglesi |
| Battaglie/guerre | battaglia di Bir el Gobi |
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| Voci di unità militari presenti su Wikipedia | |
La Divisione corazzata Giovani Fascisti è stata, nominalmente, una delle Grandi Unità del Regio Esercito nella seconda guerra mondiale.
Indice |
[modifica] Storia
La divisione fu costituista nell'agosto 1940 come Gruppo Battaglioni Giovani Fascisti, al comando del maggiore Fulvio Balisti, in seguito ad una marcia spontanea che coinvolse al suo termine circa ventimila giovani (in maggioranza membri della "Gioventú Universitaria Fascista") che si accamparono presso la Fiera di Padova chiedendo di essere arruolati[1].
Provvisoriamente si raggrupparono autonomamente in 25 battaglioni, vennero armati con fucile '91 e pugnale e con vestiti con l'uniforme degli Avanguardisti, e il 10 ottobre vennero passati in rassegna da Mussolini. Dopo vari contrasti tra Regio Esercito e Milizia su chi dovesse incorporarli, anche a seguito della destituzione di Ettore Muti, e dopo una severa selezione che ne ridusse il numero a circa duemila, i giovani volontari vennero incorporati nell'Esercito[2].
Il reparto chiamato "Gruppo Battaglioni GG.FF." giunse in Africa settentrionale, sbarcando a Tripoli il 28 luglio 1941.[3]
Inquadrata nell'Armata Corazzata Italo-tedesca, i Giovani Fascisti parteciparono alle operazioni di guerra contro gli Alleati, ed infine alla battaglia di Bir el Gobi.
| « The GGFF...tasked to defend the small hill known as Bir el Gobi, they fought off repeated attacks by the 11th Indian Brigade and British 7th Armoured Division during the first week of December, 1941. Despite overwhelming odds, they inflicted massive casualties on the Allies and held their ground despite severe hunger and thirst (I Giovani Fascisti...incaricati di difendere una piccola collina detta Bir el Gobi, respinsero ripetuti attacchi da parte dell'11ª Brigata Indiana e del 7° Battaglione corazzato inglese nela prima settimana di dicembre 1941.Con probabilita minime, inflissero massicce perdite agli Alleati e mantennero le loro posizioni anche se assetati ed affamati).[4] » |
Nella battaglia di Bir el Gobi il "Gruppo Battaglioni GG.FF." era composto da 1454 giovani armati di 24 fucili mitragliatori Breda mod.30, 12 mitragliatrici Breda mod.36, 12 fucili controcarro Polacco, 6 fucili controcarro Solothurn, 8 cannoncini da 47/32 e 8 mortai da 81mm e due casse di bombe Passaglia (molotov). Inoltre a Bir el Gobi vi era un presidio composto da 12 carri armati L3 che furono interrati ed usati come bunker, 2 carri armati M13, 2 cannoncini 47/32 e 2 mitragliere da 20mm.
La battaglia di Bir el Gobi inizió il 3 dicembre e duró sino al 7. Il "Gruppo Battaglioni GG.FF." combatte' contro l'XIª Brigata Indiana e parte della 22ª Brigata Guardie, sino a respingerne l'assalto e impedendo così alle forze alleate di raggiungere El Adem.[5]
Nei mesi successivi il "Gruppo Battaglioni GG.FF." pur non vedendo incrementata la sua struttura, ricevette il nome di "Divisione corazzata", che (a dispetto del nome) non fu mai dotata di veicoli corazzati. Questa Divisione non prese parte alla seconda battaglia di El Alamein in quanto rimasta a presidio dell'oasi di Siwa (in Egitto) per prevenire manovre di aggiramento da parte degli inglesi.[6]
Successivamente raggiunse le truppe in ritirata dopo una marcia a piedi di quasi mille chilometri da Siwa ad Agedabia e partecipó alle fasi successive della campagna fino alla resa in Tunisia, dove fu l'ultima unità militare italiana ad arrendersi il 13 maggio 1943[7].
Infatti questa Divisione partecipò a tutta la Campagna di Tunisia, con gli episodi della battaglia di Medenine (Mareth), quella dell'Uadi Akarit (marzo-aprile 1943), finché venne infine schierata sulla linea di Enfidaville, dove combatté fino all'ordine generale di resa di tutte le forze d'Africa.[8]
[modifica] Struttura
Ebbe una struttura anomala in quanto non dispose mai di mezzi corazzati[9]
- 3 battaglioni di fanteria
- 3 gruppi di artiglieria
[modifica] Note
- ^ Arrigo Petacco, L'armata del deserto. pag. 78
- ^ Arrigo Petacco, L'armata del deserto. pag. 79
- ^ Storia dei "Giovani Fascisti" in Libia
- ^ John Gooch. Decisive campaigns of the Second World War. Chapter: The North African Campaign
- ^ Bir el Gobi
- ^ Video dei "Giovani Fascisti" a Siwa
- ^ Arrigo Petacco, L'armata del deserto. pag. 216
- ^ Giovanni Messe.La mia Armata in Tunisia. Mursia 2004, p. 317-323.
- ^ Divisione corazzata Giovani Fascisti (in inglese)
[modifica] Bibliografia
- Giulio Bedeschi, Fronte d'Africa. Ed. Mursia, Milano, 1979.
- David Irving, La pista della volpe (in italiano), Milano, Mondadori, 1978. Irving
- E. Krieg, La guerra nel deserto - vol. 2 - La battaglia di El Alamein (in italiano), Ginevra, Edizioni di Crémille, 1969. GuerraDeserto
- Paolo Caccia Dominioni, Alamein 1932-1962 (in italiano), Milano, 1962. Alamein
- John Gooch. Decisive campaigns of the Second World War. Publisher Psychology Press, 1990 ISBN 0-7146-3369-0