22ª Divisione fanteria "Cacciatori delle Alpi"

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22ª Divisione fanteria "Cacciatori delle Alpi"
Descrizione generale
Attiva 1939 - 11 settembre 1943
Nazione bandiera Regno d'Italia
Alleanza Potenze dell'Asse (1940-1943)
Servizio Flag of Italy (1860).svg Regio esercito
Tipo divisione di fanteria
Dimensione 531 ufficiali e 13305 graduati e truppa (al 11 ottobre 1942[1]
Guarnigione/QG Perugia
Battaglie/guerre Seconda guerra mondiale (territorio metropolitano)
Campagna italiana di Grecia
Invasione della Jugoslavia
Occupazione italiana del Montenegro
Parte di
Reparti dipendenti
51º Reggimento fanteria "Alpi"
52º Reggimento fanteria "Alpi"
105ª Legione CC.NN. "Benito Mogioni"
1º Reggimento artiglieria "Cacciatori delle Alpi"
Simboli
Mostrina Mostrina cacciatori alpi.jpg

[1]

Voci su unità militari presenti su Wikipedia

La 22ª Divisione fanteria "Cacciatori delle Alpi" fu una grande unità di fanteria del Regio Esercito durante la seconda guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cacciatori delle Alpi.

Le origini della divisione risalgono a quelle della Brigata Cacciatori delle Alpi, creata l'14 marzo 1860 dall'incorporamento dei Cacciatori delle Alpi volontari nel 51º e 52º Reggimento fanteria "Alpi" dell'Armata Sarda. Riconfigurata su base ternaria nel 1926, incorporò anche l'81º Reggimento fanteria "Torino". Nel 1939 il livello di brigata venne sciolto e si costituì la 22ª Divisione fanteria "Cacciatori delle Alpi" sui due reggimenti di fanteria originari e sul 1º Reggimento artiglieria per Divisione di fanteria.

Battaglia delle Alpi occidentali e campagna di Grecia[modifica | modifica sorgente]

All'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale la divisione venne schierata sul fronte delle Alpi occidentali, in Liguria, come riserva della 4ª Armata, dove non entrava mai in azione a causa della rapida capitolazione della Francia.

Nel gennaio 1941, con l'avanzare dei greci, venne inviata in Albania assegnata al IV Corpo d'Armata dell'11ª Armata del fronte dell'Epiro, per schierarsi a sbarramento della valle dell'Osum. Qui dal 25 gennaio si susseguirono furiosi attacchi del nemico, intenzionato ad aprirsi la strada della valle per impadronirsi di Berat. Dopo un primo arretramento, in febbraio la divisione si attestò sul fondo della valle, resistendo a reiterati attacchi, fino a marzo, quando la divisione contrattaccò con successo occupando Mali Spadarit e Bregu Gliulei tra il 9 ed il 10. Dal 15 aprile partecipava nella zona di Coriza all'offensiva generale italiana ed il 21 aprile attraversava la Vojussa bloccando, nella zona di Premeti, la ritirata del nemico verso il confine greco. Alla fine del mese venne dislocata prima a Coriza, poi sul confine greco-albanese tra Ersekë e Ponte Perat.

Occupazione del Montenegro e crimini di guerra[modifica | modifica sorgente]

In seguito all'invasione della Jugoslavia ed all'occupazione italiana del Montenegro, il 12 luglio 1941 fu proclamato a Cettigne, sotto il protettorato dell'Italia, il Regno di Montenegro. Il 13 luglio la popolazione montenegrina insorse, sotto la guida del Colonnello dei Cetnici, Dragoljub Mihailović, del Partito Comunista Jugoslavo e di un gruppo di ex-ufficiali dell'esercito jugoslavo. In risposta all'occupazione delle campagne ed alla cattura di armi italiane, il Regio Esercito dispose il trasferimento in Montenegro il XIV Corpo d'Armata composto dalle divisioni "Emilia", "Pusteria", "Puglie", "Taro", "Venezia" ed appunto la "Cacciatori delle Alpi", a disposizione del governatore civile e militare Gen. C.A. Alessandro Pirzio Biroli. La 22ª Divisione fanteria nel luglio del 1941 venne assegnata alla zona di Podgorica, poi a settembre in Dalmazia tra Spalato e Sebenico, dove partecipa ad un'ampia operazione di rastrellamento, integrata da numerose unità MVAC. Nell'ambito di queste operazioni la divisione si macchiò di efferati crimini di guerra[2] per i quali Pirzio Biroli fu dichiarato "criminale di guerra" dalla RSFJ, pur senza che lo Stato italiano non autorizzasse mai l'estradizione. A dicembre la divisione venne trasferita in Croazia a Metcovich, dove venne impiegata, da aprile a giugno 1942, nell'Operazione "Trio" contro i partigiani. Trasferita nella Provincia di Lubiana annessa al Regno d'Italia, venne anche qui impiegata in grandi operazioni di polizia. Alla proclamazione dell'armistizio di Cassibile, la divisione si portò da Lubiana a Fiume, dove venne sciolta l'11 settembre 1943.

Ordine di battaglia: 1940[modifica | modifica sorgente]

Comandanti: 1940-1943[modifica | modifica sorgente]

  • Gen. D. Mario Caracciolo
  • Gen. D. Nicolò Giacchi
  • Gen. D. Giovanni Zangheri
  • Gen. D. Dante Lorenzelli
  • Gen. D. Angelo Pivano
  • Gen. D. Vittorio Ruggero
  • Gen. B. Luigi Maggiore-Perni

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Crimini di guerra
  2. ^ D. Conti, op. cit. pag. 129.
  3. ^ Ordine di battaglia della MVSN nel 1940.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • George F. Nafziger, Italian Order of Battle: An organizational history of the Italian Army in World War II.
  • Ufficio storico dello SME, Le operazioni delle unità italiane in Jugoslavia (1941-1943), Roma 1978.
  • Davide Conti, L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» (1940-1943), Odradek, Roma 2008.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]