Scutari

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Scutari
comune
Shkodra o Shkodër
Scutari – Stemma
Scutari – Veduta
Localizzazione
Stato Albania Albania
Prefettura Scutari
Distretto Scutari
Amministrazione
Sindaco Lorenc Luka (PD)
Territorio
Coordinate 42°03′N 19°31′E / 42.05°N 19.516667°E42.05; 19.516667 (Scutari)Coordinate: 42°03′N 19°31′E / 42.05°N 19.516667°E42.05; 19.516667 (Scutari)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 16,46 km²
Abitanti 144 219[1] (2010)
Densità 8 761,79 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 4001-4007
Prefisso +355 (0) 22
Fuso orario UTC+1
Targa SH
Nome abitanti scutarini (shkodran)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Scutari
Sito istituzionale

Scutari (['skutari], in albanese Shkodra o Shkodër, gli abitanti si chiamano scutarini o in albanese shkodranë) è una città di 108.000 abitanti dell'Albania nord-occidentale, capoluogo del distretto omonimo che si trova tra le sponde del lago omonimo, vicino ai fiumi Drin, Buna e Kir; al centro di una zona dove in un raggio di 45 km si passa dalle spiagge adriatiche alle zone impervie e montagnose delle Alpi Albanesi, ambedue gli ambienti aspirano a connotazioni turistiche.

Scutari è luogo culturalmente importante per la nazione albanese, è detta infatti "La culla della cultura albanese",[2][3] oppure la "Firenze dei Balcani";[3] Scutari da sempre è, inoltre, considerata la capitale morale dell'Albania.[2]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Scutari ha un clima mite, si trova vicino al lago di Scutari, il più grande dei Balcani, con una superficie di 370 chilometri quadrati.

Nei pressi di Scutari scorrono i fiumi Drin, Buna e Kir. Scutari è anche circondata da un gruppo di montagne come il Cukal (1.722 metri), Maranaj (1.576 metri), Tarabosh e [Sheldi 541 metri].

La città sorge vicino a due valichi di confine con il Montenegro: Hani i Hotit, sulla strada per Podgorica è a soli 36 km e Muriqan, sulla strada per Dulcigno e il Mare Adriatico a 18 km.

Cultura e istruzione[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Scutari

Secondo lo storico E. Jacques, la prima scuola fu fondata nel 1698 dalle missioni di papa Clemente XI. La stampa a caratteri mobili fu introdotta nella città solo 38 anni dopo l'invenzione di Johann Gutenberg.[3] Nel 1858 ne abbiamo la prima foto, eseguita dal piacentino Pietro Marubi (in seguito naturalizzato come Pjetër Marubi, autore della prima foto fatta nei Balcani).[3] La città ha avuto anche il primo osservatorio astronomico nei Balcani, fondato nel 1888.[3] Nel 1877 fu fondata il Collegio Saveriano, all'inizio come scuola mercantile e poi come liceo classico. Un anno dopo, nel 1878 l'Ordine delle Sorelle Stigmatine aprì la prima scuola femminile Francescana. In città è presente la prima scuola media superiore statale d'Albania (gjimnazi shtetëror) che ora si chiama gjimnazi 28 Nentori. Nella città è presente l'Università Luigj Gurakuqi. In questa città è nata la prima opera albanese, il teatro Migjeni e il primo cinema.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Strada di Scutari tra il 1890 e il 1900

Scutari fu fondata intorno al V-IV secolo a.C.[senza fonte]. L'origine del suo nome potrebbe essere Sco' Drinon ovvero «luogo dove passa il fiume Drin». Dagli scavi archeologici eseguiti al Castello Rozafa, si deduce che il centro era abitato già dall'età del bronzo. Fu occupata successivamente dai romani nel 168 a.C., dagli slavi nell'anno 1040, poi dalla famiglia di origine normanna Balshaj e dai veneziani, ed infine dagli Ottomani nel 1479 dopo una resistenza leggendaria nella cittadella, fino all'indipendenza del paese.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Il monumento più importante della città è il castello sulla collina alle porte della città; questo castello fu costruito nel IV secolo a.C. Il suo nome è "Rozafa" in albanese Kalaja e Rozafes. La città di Scutari in generale presenta tappe diverse di costruzione, che vanno dal periodo illirico fino ai giorni nostri; la città vecchia è formata dai diversi quartieri intorno al Castello di Rozafa, arrivano fino al nord della città, con abitazioni costruite con le rovine delle mura illiriche, romano-bizantine e veneziane e con abitazioni storiche del periodo osmano.

La Cattedrale di Scutari "Kisha e Madhe e Shkodres"[modifica | modifica sorgente]

Uno degli edifici storici più importanti dei quartieri cattolici è la Cattedrale della città, dedicata a santo Stefano protomartire e chiamata "Kisha e Madhe" ovvero Chiesa Grande, visitata nel 1993 da Papa Giovanni Paolo II. La Cattedrale è la chiesa principale dell'Arcidiocesi di Scutari-Pult.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di Santo Stefano protomartire (Scutari).
Cattedrale di S. Stefano

L'orologio Inglese[modifica | modifica sorgente]

È l'unico edificio di Scutari che ha l'aspetto di un castello del periodo della nobiltà medievale albanese.

"L'Orologio Inglese"

La casa insieme alla torre dell'orologio è stata costruita con gli ingenti fondi del Lord inglese Paget recatosi in Albania per diffondere il protestantesimo. Trasferitosi a Scutari alla fine del XIX secolo, dopo notevoli avventure per il possesso di fabbricati e di quei terreni, volle costruire qualcosa di stile medievale, che si richiamasse al passato dell'Albania - non molto coerente in realtà per l'epoca di costruzione -; ad ogni modo è un complesso unico. Prima della erezione della torre in quel luogo si trovava la "Casa dei Domnori".

Nonostante l'ambientazione medioevale albanese, "L'orologio Inglese", come viene comunque chiamato dalla popolazione, richiama l'attenzione dei turisti, e qualsiasi passante è disposto a raccontare la storia di questa costruzione che si richiama all'epoca del feudalesimo albanese.

Quartieri storici di Scutari[modifica | modifica sorgente]

La città è suddivisa in diversi quartieri fra i quali gli importanti "Parrucë" e "Skenderbeg"; quest'ultimo è il più importante quartiere della religione Cattolica ed è anche uno dei più grandi della città. In esso è situato il cimitero Cattolico "Varrezat e Rrmajit" (una volta uno dei cimiteri cattolici più belli della penisola balcanica) negli ultimi anni recuperato dal degrado conserva diverse tombe monumentali. I quartieri più antichi della città (nuova dopo l'alluvione) sono "Gjuhadol", "Perash", "Zdrale", "Dugajt e Reja",Arra Malle",

"Dudas", "Ajasëm" e poi successivamente sono nati i quartieri di "Parrucë", "Xhabije", "Baçja e Çakejve", "Rus".

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Francesco o dei Frati Francescani (Kisha Françeskane);
  • Cattedrale ortodossa della Natività di Gesù;
  • Santuario della Madonna del Buon Consiglio (Kisha e Zoja e Keshillit te Mire) protettrice dell'Albania;
  • Moschea di Piombo (Xhamia e Plumbit) del 1773;
  • Moschea Ebu Beker (Xhamia Ebu Beker);
  • Il Ponte di Mes (Ura e Mesit) del 1780;
  • Teatro Migjeni.

Castello di Scutari[modifica | modifica sorgente]

"Kalaja e Shkodres" (Castello di Scutari), il cui nome è "ROZAFA", esso ha una storia millenaria. Il Castello di Scutari è stato costruita sopra una collina alta, ricoperta interamente di rocce invalicabili. Per la sua posizione strategica è stato un bastione inattaccabile per secoli. La storia del Castello si trova a metà tra mito e leggenda, senza nascondere una verità storica. Si sa con esattezza che Scutari è stata la capitale del popolo degli Illiri, e si trovano negli scavi che si sono seguiti nel castello dei interessanti ritrovamenti dell'epoca Illira, Questo dimostra che già al tempo degli Illiri Il Castello di Scutari veniva usato per protezione da parte della popolazione locale che abitava sotto il castello. Esse, le popolazioni che abitavano Scutari nel 230 a.C., in caso di pericolo di un assedio o per problemi anche di tremende alluvioni, ricordando che la città di Scutari e circondata da due fiumi, si recavano per protezione nella collina di rocce che poi diventerà appunto Kalaja e Shkodres.

panoramica della città dal castello
strutture veneziane all'interno del castello
Castello Rozafa

Persone legate a Scutari[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

La città vanta un club calcistico nella massima divisione albanese, la Kategoria Superiore, il Klubi Sportiv Vllaznia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dati dell'Ufficio di Statistica e Censimento
  2. ^ a b Scutari in utopie.it. URL consultato il 17 maggio 2014.
    «Scutari è una tra le più antiche città Europee ed è stata il centro culturale di tutta l’Albania».
  3. ^ a b c d e Scutari in Albania! in albania-turismo.it. URL consultato il 17 maggio 2014.
  4. ^ Angelo Pernice, BUSHATI in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 17-05-2014.
    «Famiglia albanese, originaria di Bushat, villaggio presso Scutari. I B., sotto il governo ottomano, riuscirono a governare Scutari e l'Albania settentrionale quasi come principi indipendenti, tramandandosi di padre in figlio il titolo e l'autorità di pascià, dalla metà del sec. XVIII al 1830».
  5. ^ Pietro Marubi e l'arte delle fotografia in Albania
  6. ^ Scutari di Marubi e l’Indipendenza dell’Albania in IED Firenze. URL consultato il 17 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Girolamo De Rada (a cura di), I canti di Milosao figlio del despota di Scutari, Lungro (CS), Costantino Marco [1836], 1999, ISBN 88-85350-41-0.
  • Lucia Nadin e Pellumb Xhufi (a cura di), Statuti di Scutari della prima metà del secolo XIV con le addizioni fino al 1469, Roma, Viella, 2002, ISBN 88-8334-042-6.
  • Ndriçim Mlika, Scutari. Paesaggi, tradizioni, storia, Firenze, VoLo, 2006, ISBN 88-88514-03-1.
  • Francesca Leo e Laura Davico in Roberto Orlando (a cura di), Il Consolato d'Italia a Scutari. Fra storia, testimonianze, architettura, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2008, ISBN 88-498-2096-8.

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