Panzer VI Tiger I

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Panzer VI Tiger I
Sd.Kfz. 181
Panzerkampfwagen VI Tiger I al museo dei blindati di Saumur
Panzerkampfwagen VI Tiger I al museo dei blindati di Saumur
Descrizione
Tipo carro armato pesante
Equipaggio 5 (capocarro, cannoniere, servente, pilota e marconista)
Costruttore Henschel & Sohn
Data entrata in servizio 1942
Utilizzatore principale Germania Heer
Esemplari 1.350
Altre varianti vedi qui
Dimensioni e peso
Lunghezza con cannone fuori: 8,45 m
solo scafo: 6,31 m
Larghezza 3,71 m
Altezza 3,00 m
Peso 57 t
Capacità combustibile 540 l
Propulsione e tecnica
Motore un Maybach HL230P45 da 12 cilindri a V 60° a benzina
Potenza 700 hp a 3.000 rpm
Rapporto peso/potenza 12,3 hp/t
Trazione cingolata
Sospensioni a barre di torsione
Prestazioni
Velocità su strada 42 km/h
Autonomia ~ 195 km su strada
Pendenza max 70 %
Armamento e corazzatura
Armamento primario un cannone 8,8 cm KwK 36 L/56 da 88 mm
Armamento secondario una mitragliatrice MG 34 coassiale da 7,92 mm e un'altra nello scafo
Capacità 92 colpi da 88 mm e 4.800 da 7,92 mm
Corazzatura frontale 100 mm
Corazzatura laterale 80 mm
Corazzatura posteriore 80 mm
Note I dati si riferiscono alla versione Ausf. E

[1]

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Il Panzer VI Tiger I (abbreviazione di Panzerkampfwagen VI Tiger I, numero di identificazione dell'esercito Sd.Kfz. 181) fu uno dei più famosi carri armati pesanti prodotti dalla Germania durante la seconda guerra mondiale. Sviluppato nel 1942 in risposta ai mezzi corazzati messi in campo dall'Unione Sovietica, fu il primo carro armato della Wehrmacht a montare un cannone da 88 mm e venne impiegato, solitamente in battaglioni corazzati indipendenti, in tutti i fronti di guerra.

Il veicolo, benché dalle caratteristiche formidabili e temuto dagli avversari, si rivelò costoso da costruire e ne vennero realizzati solo 1300 esemplari, e fu afflitto da svariati problemi di trazione, senza contare la ridotta autonomia causata dal suo elevato peso, che lo rallentava specialmente su terreni accidentati.

Il soprannome "Tiger"Ascolta[?·info] gli venne dato dal progettista Ferdinand Porsche, mentre il numero romano "I" venne introdotto quando iniziò ad essere prodotto il Tiger II.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Panzer VI Tiger I

Nel 1937-1938 i vertici militari dell'esercito tedesco cominciarono ad ipotizzare un nuovo carro armato per rimpiazzare il Panzer IV. Vennero stesi alcuni progetti, ma nessuno entrò in produzione e la situazione rimase sostanzialmente ferma fino al 1941, quando venne commissionato alla Henschel & Sohn un prototipo di un carro da trentasei t, in grado di raggiungere i 40 km/h e con corazza ed armamento pesante. Il progetto, denominato VK 3601 sfociò nell'effettiva costruzione del prototipo, ma ulteriori sviluppi vennero bloccati nel mese di maggio, quando venne ordinato un nuovo prototipo da 45 t e armato con la versione anticarro del cannone antiaereo 8,8 cm FlaK.[2]

Fu richiesto alla Henschel di completare il prototipo per il successivo compleanno del Führer (20 aprile 1942), perciò l'azienda cominciò a lavorare su un precedente progetto (VK 3001(H)) inizialmente studiato per il Panzer V Panther.[3] Mentre la Henschel portava avanti il suo VK 4501(H), anche la Porsche iniziò a lavorare alla richiesta dell'esercito con il progetto VK 4501 (P) (Panzer VI Tiger (P)). Entrambi i prototipi furono pronti per la data designata ma alla fine, nell'agosto 1942, solo l'idea della Henschel venne ammessa alla produzione di massa sotto il nome ufficiale di Panzerkampfwagen VI Ausf.[4] E (numero di identificazione Sd.Kfz. 181).[2]

Tiger I dello Schwere Panzerabteilung 502 vicino al lago Ladoga nel 1943.

L'armamento principale era costituito dal cannone anticarro 8,8 cm KwK 36 L/56 da 88 mm (lungo 56 calibri) che, installato in torretta e protetto da una pesante scudatura d'acciaio spessa 110 mm, era in grado di perforare qualunque carro statunitense o britannico a più di 1.500 m di distanza, con l'eccezione dell'M26 Pershing,[5] mentre con i carri pesanti sovietici del tipo JS-2 si rivelava inefficace, con penetrazioni possibili sul frontale soltanto entro i 300 m.[6] Nella torretta era installata anche una mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm coassiale al cannone che veniva azionata dal puntatore mediante un pedale; mentre un'altra arma dello stesso tipo era posizionata nella parete anteriore destra dello scafo.[2] Le sospensioni erano a barra di torsione e, per diminuire la pressione sul terreno del carro, furono adottati cingoli larghi 725 mm, che potevano essere sostituite da cingoli più stretti da 520 mm per il trasporto del Tiger su ferrovia o per marce verso il fronte.[2] Il suo potente motore Maybach HL230P45 da 12 cilindri a V 60° a benzina richiedeva una costante manutenzione e soprattutto una gran quantità di carburante (il serbatoio da 540 litri era sufficiente per soli 195 km su strada, molto meno in condizioni di terreno accidentato), che l'esercito tedesco non fu più in grado di fornire nelle ultime fasi del conflitto.

Al momento del suo ingresso nel conflitto, nel 1942, il Tiger aveva un cannone estremamente potente e una corazzatura notevole, ma era complicato e difficile da produrre, essendo inoltre soggetto a svariati problemi alla trazione, specialmente su terreni accidentati. Con il seguito della guerra la potente corazzatura del Tiger I risultò progressivamente vulnerabile alle nuove e più efficaci armi anticarro avversarie: il cannone D-25 da 122 mm sovietico poteva penetrare il frontale del Tiger I fino a 1.500 m di distanza mentre il 17 libbre britannico poteva riuscirci frontalmente fino a 1.700 metri con i tradizionali proiettili APCBC (Armour Piercing Capped Balistic Cap – perforanti con protezione balistica).[6] A causa di ciò la produzione venne progressivamente ridotta fino a cessare completamente nell'agosto del 1944 dopo che erano entrati in linea circa 1.350 esemplari.[2]

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Due carri Tiger I in azione durante la battaglia di Kursk nel 1943.
Cacciacarri
Semoventi d'assalto
Altro
  • Befehlspanzer Tiger - carro comando

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Panzerkampfwagen Tiger Ausfuehrung E in afvdb.50megs.com. URL consultato il 24 gennaio 2013.
  2. ^ a b c d e Bishop 1998, p. 15.
  3. ^ Bishop 1998, p. 14.
  4. ^ Abbreviazione di Ausführung, "versione" in tedesco.
  5. ^ Jentz, Doyle 1993, p. 19.
  6. ^ a b Jentz, Doyle 1993, p. 20.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Chris Bishop, Weapons of World War II, Londra, Brown Packaging Books Ltd, 1998, ISBN 0-7607-1022-8.
  • (EN) Tom Jentz, Hilary Doyle, Tiger I Heavy tank. 1942 - 1945, Osprey Publishing, 1993, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]