Panzer 38(t)

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LT vz 38
Panzer 38(t)
Panzer 38(t) Ausf. S
Panzer 38(t) Ausf. S
Descrizione
Tipo Carro armato medio
Equipaggio 4 (un comandante, un cannoniere, un pilota e un puntatore)
Costruttore ČKD (diventata poi BMM)
Data impostazione 1937
Data entrata in servizio 1º luglio 1938
Data ritiro dal servizio 1942 (Germania)
1950 (Cecoslovacchia)
Utilizzatore principale Germania Wehrmacht
Altri utilizzatori Bulgaria Esercito bulgaro
Romania Esercito rumeno
Ungheria Regio esercito ungherese
Svezia Esercito svedese
Svizzera Esercito svizzero
Esemplari circa 1.400 (totale di tutte le versioni)
Dimensioni e peso
Lunghezza 4,60 m
Larghezza 2,12 m
Altezza 2,40 m
Peso 9.400 kg
Capacità combustibile 220 l
Propulsione e tecnica
Motore Un Praga EPA a 6 cilindri
Potenza 93,21 kW (125 hp)
Trazione cingolata
Prestazioni
Velocità su strada 42 km/h
Velocità fuori strada 15 km/h
Autonomia 250 km su strada
160 km fuori strada
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 × cannone KwK 38(t) L/47.8 da 37 mm (nome tedesco dello Škoda 3,7 cm A7)
Armamento secondario 2 × mitragliatrici MG37(t) da 7,92 mm
Capacità 72 proiettili da 37 mm
2.400 colpi da 7,92 mm
Corazzatura frontale 25 mm
Corazzatura laterale 15 mm
Corazzatura posteriore 15 mm
Corazzatura superiore 10 mm
Note Le misure e i dati tecnici si riferiscono alla versione Ausf. A

Dati tratti da[1] e[2]

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Il Panzer 38(t), abbreviazione di Panzerkampfwagen 38(t)[3], fu un carro armato medio[4] di origine cecoslovacca usato dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale. È conosciuto anche come TNH-PS, nome dato al primo prototipo, o LT vz 38, denominazione ufficiale usata dall'esercito cecoslovacco, il quale non riuscì comunque ad utilizzarlo in battaglia a causa dell'occupazione tedesca[2].

Nato dall'esperienza fatta sul precedente LT vz 35, questo carro si guadagnò una buona reputazione e fu esportato in paesi come Svezia, Persia, Perù, Svizzera e Lituania[1].

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Un Panzer 38(t) e alcuni membri dell'equipaggio durante l'invasione della Francia

La rapidissima degenerazione della situazione internazionale portò l'esercito cecoslovacco ad ordinare presto un veicolo migliore del LT vz 35, e i veicoli presentati dalla Škoda erano i prototipi "S-11-a" e "S-11-b", che vinsero la competizione contro la ČKD che presentava un LT vz 35 ammodernato con una meccanica migliorata, quella che era presente nel modello TNH già prodotto per l'esportazione[2]. Il motivo per cui venne preferita la Škoda era il treno di rotolamento di nuova concezione.

Questo mezzo, denominato LT vz 38, venne omologato per la produzione il 1º luglio 1938, ma non ebbe successo nelle forze armate locali perché ebbe luogo l'annessione della Cecoslovacchia da parte della Germania nazista. La produzione si sarebbe svolta solo per l'esercito tedesco e raggiunse nel 1942 circa 1.400 esemplari complessivi, poi venne sospesa. Prima di questo tuttavia il 23 marzo 1939 la ČKD spedì nel Regno Unito un LT vz 38 nella speranza che il Royal Armoured Corps ne approvasse l'acquisto, ma i tecnici britannici lo giudicarono inidoneo sotto il profilo della potenza di fuoco e dell'abitabilità dell'equipaggio. Di parere totalmente diverso furono i tedeschi che invece ordinarono alla ČKD di continuare a produrre il veicolo.

Nonostante la versione "Ausf. S", richiesta dalla Svezia, fosse stata confiscata dai nazisti, alla Scania-Vabis vennero ugualmente concessi i diritti di produzione che sfociarono nello "Strv m/41".

Versioni[modifica | modifica sorgente]

PzKpfw 38(t) Ausf. A
Versione originale prodotta dopo l'annessione della Cecoslovacchia da parte di Hitler. 15 vennero usati nella campagna Norvegese e 59 erano in forza alla 3. Leichte-Division durante la campagna di Polonia. L'unico teatro dove non entrò in servizio fu quello africano.
PzKpfw 38(t) Ausf. B
Usato dalla 7. e 8. Panzer-Division durante la campagna di Francia e solo dalla seconda unità anche nell'operazione Marita.
PzKpfw 38(t) Ausf. C
Frutto di un nuovo ordine effettuato nel 1940. Il servizio operativo fu lo stesso del modello precedente.
PzKpfw 38(t) Ausf. D
Fabbricato dal settembre 1940, aveva la corazza frontale semplificata per migliorare la produzione in serie.
PzKpfw 38(t) Ausf. E
In questa versione si aggiunsero delle protezioni che portarono la corazzatura totale frontale a 50 mm e quella laterale a 30 mm; inoltre furono installati i silenziatori.
PzKpfw 38(t) Ausf. F
Versione leggermente migliorata rispetto alla precedente con eliminazione dei silenziatori.
PzKpfw 38(t) Ausf. G
Modello del tardo 1941 con ulteriori protezioni.
PzKpfw 38(t) Ausf. S
Modello ordinato dalla Svezia ma posto sotto sequestro dalla Germania, che vi installò nuove radio per convertirli a carro comando (Panzerbefehlswagen 38(t) era il nome originale). Alcuni di questi esemplari furono comunque esportati nella Repubblica Slovacca e parteciparono ad alcuni combattimenti nel sud dell'Unione Sovietica tra il 1941 e il 1942[5].

Altri veicoli derivati da questo carro furono lo Sd.Kfz. 140/1, che abbinava il suo telaio con la torretta di uno Sd.Kfz. 222 per creare un mezzo da ricognizione prodotto in 70 esemplari dal 1943 al 1944; il Nebel-Ausrüstung, che aveva la torretta rimossa per fare spazio a congegni fumogeni; e il Waffenträger, nome generico assegnato ai veicoli portamunizioni disarmati. Nello specifico del Panzerkampfwagen 38(t), il motore fu spostato in avanti per aumentare la capacità di carico, ma l'inizio tardivo della produzione (1945 inoltrato) fece sì che uscirono dalle fabbriche solo due di questi esemplari: uno destinato al trasporto dei proiettili da 8,8 cm o da 10,5 cm e un altro a quelli da 12,8 cm[5].

Si pensò persino ad un prototipo subacqueo capace guadare i fiumi denominato "AP-1", ma l'idea rimase sulla carta così come il "Panzer 38(d)", progettato da tecnici tedeschi che pensarono ad uno scafo più largo e ad un motore da 156,6 kW (base di partenza per i carri della serie Entwicklung). Diversamente, furono sfornate alcune versioni lanciafiamme, equipaggiate con un serbatoio di liquido infiammabile da 200 l al traino[1].

Modello Produzione Esemplari prodotti[6]
PzKpfw 38(t) Ausf. A maggio - novembre 1939 150
PzKpfw 38(t) Ausf. B gennaio - novembre 1940 110
PzKpfw 38(t) Ausf. C gennaio - novembre 1940 110
PzKpfw 38(t) Ausf. D settembre - novembre 1940 105
PzKpfw 38(t) Ausf. E novembre 1940 - ottobre 1941 275
PzKpfw 38(t) Ausf. F novembre 1940 - ottobre 1941 525
PzKpfw 38(t) Ausf. G ottobre 1940 - luglio 1942 321
PzKpfw 38(t) Ausf. S maggio - dicembre 1941 90

Il Panzerkampfwagen 38(t) fu importante per la Wehrmacht anche perché dal suo telaio furono originati lo Sd.Kfz. 138/1 "Bison" (semovente di appoggio per la fanteria con obice sIG 33), il Marder III (19 esemplari convertiti), il Flakpanzer 38(t) e soprattutto l'Hetzer, di cui 2.396 unità nacquero proprio da questo telaio[5].

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Banska-Bystrica-ceskoslovensky-lahky-tank-vzor-38-2.jpg

La tecnica del mezzo vedeva una struttura simile al precedente modello 35, ma con un treno di rotolamento costituito da quattro grandi ruote portanti gommate[7] e, notare bene, due piccoli rulli di rinvio superiori, per cui quello che sembrava un treno tipo Christie era in realtà qualcosa di sensibilmente diverso.

L'equipaggio era di quattro uomini (il pilota sedeva davanti sulla destra, il mitragliere alla sua sinistra, mentre i due addetti al cannone prendevano posto dietro di loro[2]), e il capocarro poteva usufruire di una cupola di osservazione e di un alto periscopio corazzato, capace di guardare sui 360 gradi in quanto più alto anche della cupola appena dietro. L'armamento era costituito da un cannone Škoda 3,7 cm A7 da 37 mm (3,7 cm KwK 38(t) per i tedeschi) di tipo più moderno che nei precedenti, con una elevazione che andava fino a 12° e una depressione fino a -6°, capace di perforare una corazza spessa 35 mm da una distanza di 1.100 m. Le sospensioni erano a balestra, mentre la ruota di rinvio era dietro e non davanti[7], cosa piuttosto strana perché costituiva un regresso almeno concettuale.

I primi modelli erano rivettati, ma presto si procedette a saldare le piastre per garantire una migliore protezione all'equipaggio. La torretta era imbullonata allo scafo. Il propulsore veniva montato nella parte posteriore del telaio ed era collegato ad un cambio in grado di fornire una retromarcia e cinque marce in avanti.

Servizio[modifica | modifica sorgente]

Il retro del carro

Il Panzerkampfwagen 38(t) entrò in servizio con la Wehrmacht non appena iniziò la seconda guerra mondiale, vale a dire durante la campagna di Polonia: 80 mezzi infatti erano in uso presso la 2. e 3. Leichte-Division, future 7. e 8. Panzer-Division che lo portarono nella campagna di Francia dove venne ampiamente apprezzato. Circa la decima parte dei carri totali disponibili dall'esercito tedesco erano in quel momento Panzer 38(t), e la 7. Panzer-Division ne ebbe in carico 132, mentre la 8. Panzer-Division ne ricevette 85.

Il Panzerkampfwagen 38(t) era un carro assai mobile, anche se non molto veloce e operò bene per i primi anni. L'operazione Barbarossa lo vide dispiegato in 754 esemplari, circa 1/4 del totale dei carri tedeschi, ripartiti tra le divisioni corazzate numero 7, 8, 12, 19 e 20. Nel luglio 1941 i carri schierati salirono a 763, numero che calò nell'aprile 1942 a 522. Durante la guerra il cannone si dimostrò via via superato, e così il piccolo ČKD da 9.700 kg di peso in ordine di combattimento venne declassato inevitabilmente in seconda linea.

Non tutto era però finito, perché 15 mezzi contrastarono lo sbarco in Normandia Alleato e altri 229 vennero adibiti a compiti di occupazione fino alla metà del 1944[5]. A molti carri inoltre venne tolta la torretta in funzione di carri addestramento, con le prime trasferite nelle batterie costiere del Vallo Atlantico e in Italia.

Un altro impiego del carro fu quello che lo vide impiegato sui Panzerzug, i treni corazzati. Due esemplari del Pz38 erano montati su speciali carri in testa ed in coda al treno. Mediante una rampa mobile potevano scendere a terra e continuare il combattimento assieme alla fanteria di scorta al treno. Tali esemplari avevano la mitragliatrice di scafo rimossa. Il servizio di tali veicoli continuò sino alla fine del conflitto.

Per quello che riguarda invece gli alleati della Germania, il Regno di Romania ne usò 50, la Repubblica Slovacca 90 o 69[2] (che li schierò contro la Wehrmacht nella rivolta dell'agosto 1944), l'Ungheria 102 e il Regno di Bulgaria 10. Qualche esemplare catturato prestò servizio persino nell'Armata Rossa e la rinata Cecoslovacchia lo riutilizzò fino al 1950 come carro addestramento[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Panzerkampfwagen 38(t) in achtungpanzer.com. URL consultato il 27 luglio 2010.
  2. ^ a b c d e Bishop 1998, p. 10
  3. ^ La "t" sta ad indicare tschechisch, "cecoslovacco" in tedesco
  4. ^ Tanks and armored fighting vehicles visual encyclopedia, a cura di Robert Jackson, Amber Books editore, 2010, ISBN 978-1-906626-70-9.
  5. ^ a b c d (EN) Germany's PzKpfw 38(t) in wwiivehicles.com. URL consultato il 28 luglio 2010.
  6. ^ I dati che seguono sono tratti da: (EN) Germany's PzKpfw 38(t) in wwiivehicles.com. URL consultato il 28 luglio 2010.
  7. ^ a b Bishop 1998, p. 11

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Bishop Chris, Weapons of World War II, Londra, Brown Packaging Books Ltd, 1998, ISBN 0-7607-1022-8.
  • Otto Carius, Tigers in the Mud, Stackpole Books, 2003, ISBN 0-8117-2911-7.
  • Chamberlain, Peter, and Hilary L. Doyle. Thomas L. Jentz (Technical Editor). Encyclopedia of German Tanks of World War Two: A Complete Illustrated Directory of German Battle Tanks, Armoured Cars, Self-propelled Guns, and Semi-tracked Vehicles, 1933–1945. London: Arms and Armour Press, 1978 (revised edition 1993). ISBN 1-85409-214-6
  • Thomas L. Jentz, Panzerkampfwagen 38 (t) Ausf.A to G und S: Production, Modification, and Operational History from 1939 to 1942, Panzer Tracts, No. 18, Boyds, Maryland, Panzer Tracts, 2007, ISBN 0-9771643-6-5.
  • Francev Vladimír, Kliment Charles, Praga LT vz.38 (PzKpfw 38 (t), publisher Miroslav Bílý (MBI), ISBN 80-86524-01-9
  • Walter J. Spielberger, Die Panzer-Kampfwagen 35(t) und 38(t) und ihre Abarten, 2ª ed., Motorbuch Verlag, 1990, ISBN 3-87943-708-4.

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