Repubblica Slovacca (1939-1945)

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Slovacchia
Slovacchia – Bandiera Slovacchia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Slovacchia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Slovacca
Nome ufficiale Slovenská republika
Lingue ufficiali slovacco
Lingue parlate slovacco
Capitale Bratislava  (138.500 ab. / 1939)
Politica
Forma di governo Repubblica
Capo di Stato Jozef Tiso
Nascita 13 marzo 1939
Fine 8 maggio 1945
Territorio e popolazione
Massima estensione 38.055 km² nel 1940
Popolazione 2.653.053 nel 1940
Evoluzione storica
Preceduto da bandiera ČSR
Succeduto da bandiera ČSR
Smembramento della Cecoslovacchia:
1) Nel 1938 verranno occupati i territori sudeti da parte di Hitler.
2-3) Con il Primo Arbitrato di Vienna andranno poi all'Ungheria dei territori di lingua ungherese e rutena.
4) La Polonia occuperà parte del distretto di Cieszyn/Teschen (pochi mesi prima di cadere a sua volta sotto i panzer nazisti e sovietici).
5) Nella primavera del 1939 Hitler occuperà le zone di lingua ceca, trasformate in Protettorato di Boemia e Moravia.
6) La Slovacchia resterà in teoria indipendente, ma in pratica diventerà uno stato vassallo della Germania nazista.
Modifiche territoriali in Slovacchia:
1) Testa di ponte di Bratislava, parte dell'Ungheria fino al 15 ottobre 1947
2) Slovacchia meridionale, ceduta all'Ungheria il 2 novembre 1938 in seguito del Primo Arbitrato di Vienna.
3) Territorio orientale della Slovacchia attorno alle città di Stakčín e Sobrance, annesse dall'Ungheria il 4 aprile 1939.
4) Devín e Petržalka (attualmente parte della città di Bratislava), annesse dalla Germania nazista nell'ottobre 1938.
5) "Zona di protezione" (Schutzzone) tedesca, occupata militarmente a seguito degli "trattato di protezione" con la Slovacchia.
la Repubblica slovacca nel 1941

La Repubblica Slovacca (in slovacco: Slovenská republika) fu uno Stato alleato della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, sorto su gran parte dell'attuale territorio slovacco[1]. Confinava con la Germania nazista, la Polonia[2] ed il Regno d'Ungheria retto da Miklós Horthy; godette inizialmente di una parziale autonomia, ma durante la guerra divenne de facto uno Stato fantoccio.

Anche se la sua esistenza fu riconosciuta internazionalmente anche dagli altri Stati dell'epoca, con il trattato di pace di Parigi del 1947, a seguito dell'annullamento della Conferenza di Monaco da parte dei vincitori della guerra, la Repubblica Slovacca cessò formalmente di esistere come Stato indipendente autonomo, venendo reintegrata nella Cecoslovacchia.

Chiamata talvolta anche Prima Repubblica Slovacca (in slovacco: prvá Slovenská republika) o Stato slovacco ("slovenský štát" o "Slovenský štát") per distinguerlo dall'odierna (seconda) Repubblica Slovacca, che tuttavia non è da considerarsi lo Stato successore di quello esistito durante la seconda guerra mondiale.[3]

Creazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo la conferenza di Monaco, la Slovacchia guadagnò l'autonomia all'interno della Cecoslovacchia, e perse i suoi territori meridionali a favore dell'Ungheria. Quando Adolf Hitler stava preparando un'invasione alle terre ceche e la creazione di un protettorato di Boemia e Moravia, iniziò anche a pensare diverse soluzioni per la sistemazione della Slovacchia. I tedeschi furono inizialmente informati male sul fatto che gli slovacchi avessero intenzione di unirsi all'Ungheria; infine si decise di rendere la Slovacchia stato indipendente e separato, sotto la forte influenza della Germania: in tal modo questo territorio avrebbe potuto costituire una base strategica per gli attacchi della Germania alla Polonia e verso l'est.

Il 13 marzo 1939 Hitler invitò Jozef Tiso (l'ex-Primo Ministro slovacco che era stato deposto dalle truppe ceche alcuni giorni prima) a Berlino, e lo convinse a proclamare una Repubblica slovacca indipendente, per evitare di incorrere in una divisione della Slovacchia tra Ungheria e Polonia, cosa che era stata confermata da Joachim von Ribbentrop con un (falso) rapporto che provava l'avvicinamento delle truppe ungheresi ai confini slovacchi. Tiso si rifiutò di prendere la decisione da solo, quindi fu autorizzato da Hitler a tenere una riunione con il Parlamento slovacco ("Dieta del Paese slovacco"), per approvare l'indipendenza della Slovacchia. Il 14 marzo il Parlamento si riunì, ascoltò il rapporto di Tiso e dichiarò unanimemente l'indipendenza della Slovacchia (anche se alcune fonti parlano di una totale contrarietà da parte di Tiso). Jozef Tiso fu nominato Primo Ministro della nuova repubblica.

Guerra con l'Ungheria[modifica | modifica sorgente]

Il 23 marzo 1939, avendo già l'Ungheria occupato la Rutenia subcarpatica, costrinse la neonata Repubblica Slovacca a cederle 1.697 km² di territorio con circa 70.000 abitanti.

Relazioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Sin dalla nascita, la Repubblica Slovacca fu fortemente dipendente dalla Germania nazista. Il cosiddetto "Trattato di protezione", firmato il 23 marzo 1939 subordinò la politica economica, militare ed estera alla Germania (almeno formalmente). Tale contratto ebbe come conseguenza l'entrata della Slovacchia fra le Potenze dell'Asse e la partecipazione alla guerra contro la Polonia, l'Unione Sovietica e successivamente alla dichiarazione di guerra a Gran Bretagna e Stati Uniti. La Slovacchia non fu comunque occupata dalla Germania, se non con l'eccezione di una piccola striscia di terreno al confine tra i due Stati.

Il maggior problema di politica estera era rappresentato dalle relazioni con l'Ungheria, che si era impossessata di un terzo del suo territorio, tentando di occupare anche quello rimanente. La Slovacchia tentò di giungere a una revisione dell'annessione, ma i tedeschi non lo permisero. Molte furono le discussioni riguardo al trattamento riservato agli slovacchi residenti in Ungheria.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'85% degli abitanti erano slovacchi, il rimanente 15% era composto da tedeschi, ungheresi, ebrei e rom. Il 50% della popolazione era impiegato nell'agricoltura. Lo stato era diviso in 6 contee ("župy"), 61 distretti ("okresy") e 2.659 comuni. La capitale, Bratislava, aveva 120.000 abitanti.

Il nuovo stato continuò con il sistema di leggi della Cecoslovacchia, che fu modificato solo gradualmente. Secondo la Costituzione del 1939, il "Presidente" (Jozef Tiso) era il Capo di Stato, l'"Assemblea/Dieta della Repubblica slovacca", eletta per 5 anni era il più alto organo legislativo (nonostante ciò, non si tennero mai elezioni) e il "Consiglio di Stato" svolgeva i compiti del Senato. Il governo, con 8 ministri, deteneva il potere esecutivo.

La Repubblica Slovacca fu uno stato autoritario caratterizzato da un fascismo di tipo clericale.[4] Il partito politico principale era il Partito Popolare Slovacco; tutti gli altri partiti politici, con l'eccezione di quelli rappresentanti le minoranze nazionali (tedeschi e ungheresi) erano stati aboliti prima della creazione dello Stato. Il governo emise una serie di leggi antisemite, proibendo agli ebrei di partecipare alla vita pubblica, e in seguito supportandone la loro deportazione nei campi di concentramento nazisti.

Nonostante tutto ci furono anche effetti positivi sull'economia, sulla scienza, sull'istruzione e sulla cultura slovacca. L'Accademia Slovacca delle Scienze fu fondata nel 1942.

La Repubblica Slovacca e l'olocausto[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'indipendenza, la Prima Repubblica Slovacca approvò subito una serie di misure dirette contro i 90.000 ebrei del Paese. La Guardia Hlinka iniziò ad attaccarli e il "Codice ebreo" fu approvato nel settembre 1941. Riprendendo le Leggi di Norimberga, il Codice impose agli ebrei di indossare una banda gialla sul braccio, e impedì loro di intraprendere diverse attività. Dall'ottobre 1941 15.000 ebrei furono espulsi da Bratislava: molti furono mandati ai campi di lavoro.

La Slovacchia fu uno degli Stati che acconsentì alla deportazione dei propri ebrei, conformemente al piano della soluzione finale. nel 1941 il Governo slovacco tentò di trattare con la Germania nazista per deportare gli ebrei slovacchi facendo di loro una forza-lavoro per l'industria bellica. Dopo la Conferenza di Wannsee i tedeschi approvarono la proposta slovacca: la Slovacchia avrebbe pagato per ogni ebreo deportato dai suoi territori, e per contro la Germania avrebbe garantito che nessuno di loro sarebbe mai tornato nella Repubblica. All'inizio si parlò di "20.000 ebrei giovani e forti", ma il governo slovacco cedette ben presto alla deportazione dell'intera popolazione.

Le deportazioni degli ebrei dalla Slovacchia iniziarono nel marzo 1942, ma si conclusero nell'ottobre dello stesso anno, quando un gruppo di cittadini ebrei, guidati da Gisi Fleischmann, costituì una coalizione di ufficiali della Curia romana e del governo: questo gruppo di persone riuscì a fermare il processo. Fino ad allora, comunque, circa 58.000 ebrei (75% della popolazione ebrea slovacca) erano già stati deportati, principalmente ad Auschwitz per esservi sterminati.

Le deportazioni degli ebrei ripresero nell'ottobre 1944, quando l'Armata Rossa sovietica giunse al confine slovacco, ed ebbe luogo la rivolta nazionale slovacca. In seguito a questi eventi, la Germania decise di occupare l'intera Slovacchia e il Paese perse interamente l'indipendenza. In tutto, le autorità tedesche e slovacche deportarono circa 70.000 ebrei dal Paese: circa 65.000 di questi furono uccisi

Le due ali del partito al governo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1939 scoppiò un conflitto tra due ali all'interno del partito. L'ala conservatrice e moderata, condotta dal prete cattolico Jozef Tiso (presidente della Slovacchia e del partito), voleva creare uno stato totalitario e religioso. Questa parte del partito controllava i partiti e le persone facenti parte del clero slovacco. L'altra ala era più radicale, ispirata al modello tedesco, era fortemente antisemita: voleva espellere tutti i cechi e creare uno stato radicalmente fascista (Nazional Socialismo Slovacco). La loro maggior organizzazione era la Guardia Hlinka (Hlinkova garda), controllata dal HSLS-SSNJ; i maggiori rappresentanti erano il Primo Ministro Vojtech Tuka e il Ministro degli Interni Alexander Mach. Il problema dell'ala Nazional Socialista radicale era che il resto della popolazione appoggiava Tiso, a causa dell'evidente demagogia dei fascisti radicali, che non era compatibile con il cattolicesimo del popolo.

La Germania inizialmente supportò Tuka, ma dal 1942, quando iniziarono le deportazioni degli ebrei e quando fu applicato il "principio del Führer" (che identificava Jozef Tiso e il HSLS-SSJN con l'intera nazione), l'ala moderata di Tiso ebbe il pieno appoggio della Germania, il cui unico scopo era la "questione ebrea". Questo mise Tiso in condizioni di fermare le deportazioni dopo qualche tempo.

Fine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Insurrezione nazionale slovacca.

Dopo la rivolta nazionale slovacca anti-nazista nell'agosto del 1944, i tedeschi occuparono il Paese (dal settembre), il che comportò la perdita di gran parte dell'indipendenza. Le truppe tedesche furono gradualmente spinte al di fuori dei confini dall'Armata Rossa, dalle truppe rumene e cecoslovacche, che giungevano da est. I territori liberati divennero di nuovo de-facto parte della Cecoslovacchia.

La Prima Repubblica Slovacca cessò di esistere definitivamente de-facto il 4 aprile 1945, quando l'Armata Rossa prese Bratislava e occupò tutta la Slovacchia. Finì di esistere de jure quando il governo slovacco in esilio capitolò al Generale Walton Walker che comandava il XX Corpo della Terza Armata USA, l'8 maggio 1945, nel villaggio di Kremsmünster, in Alta Austria.

Questa voce è parte della serie
Storia della Slovacchia
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Categoria: Storia della Slovacchia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ con l'eccezione appunto delle parti meridionali e orientali dello stato odierno cedute all'Ungheria con il Primo Arbitrato di Vienna.
  2. ^ Solo per un brevissimo periodo, fino alla completa occupazione della Polonia da parte dei nazisti
  3. ^ Il nome Stato slovacco era utilizzato da quasi tutti i testi di storia durante il comunismo in Cecoslovacchia (1948-1989).
  4. ^ Definizione ufficialmente coniata dai comunisti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Storia della Cecoslovacchia (o Ceco-Slovacchia) · 1918 - 1939; 1945 - 1992

Austria-Ungheria
(fino al 1918)

Boemia, Moravia, parte della Slesia, parti settentrionali del Regno d'Ungheria (Slovacchia e Rutenia subcarpatica)

Prima Repubblica
(1918-1938)

Sudeti + altri territori tedeschi
(1938-1945)

Territori dell'"Alta Ungheria"
(1938-1945)

Terza Repubblica (ČSR)
(1945-1948)


Republica Cecoslovacca
(ČSR, 19481960) Dichiarata "democrazia popolare" (senza cambiamento formale del nome) con la Costituzione del 9 maggio

Repubblica Socialista Cecoslovacca (ČSSR)
(1960-1990)

Repubblica Federale Ceca e Slovacca (ČSFR)
(1989-1992) Repubblica ceca
Repubblica slovacca

Repubblica Ceca
(dal 1993)

Slovacchia
(dal 1993)

Seconda Repubblica
(ČSR)

inclusa la Slovacchia autonoma e l'Ucraina Transcarpatica

(1938-1939)

Protettorato
(1939-1945)

Prima repubblica slovacca
(1939-1945)


"Alta Ungheria"
(1939-1945)

parte della Repubblica socialista sovietica ucraina
(1945/1946-1991)

Oblast' di Transcarpazia dell'Ucraina
(dal 1991)

Occupazione tedesca

Era comunista
(parte del Blocco orientale)
1948-1989

Governo in esilio