Panzer IV

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Panzer IV
Sd.Kfz. 161
Un Panzer IV Ausf. F/G con la mimetizzazione e le insegne dell'Afrikakorps e della 15.Panzer-Division  esposto al museo dei veicoli corazzati di Munster[1]
Un Panzer IV Ausf. F/G con la mimetizzazione e le insegne dell'Afrikakorps e della 15.Panzer-Division esposto al museo dei veicoli corazzati di Munster[1]
Descrizione
Tipo carro armato medio
Equipaggio 5 (capocarro, cannoniere, caricatore, pilota e marconista)
Costruttore Krupp-Grusonwerk, VOMAG, Nibelungenwerke AG
Data impostazione gennaio 1934
Data primo collaudo 1935
Data entrata in servizio 1936
Utilizzatore principale Germania Heer
Altri utilizzatori vedi qui
Esemplari 8.000 - 9.000
Altre varianti vedi qui
Dimensioni e peso
Lunghezza 5,92 m (scafo)
Larghezza 2,88 m
Altezza 2,68 m
Peso 22.300 kg
Capacità combustibile 170 l
Propulsione e tecnica
Motore Maybach HL 120 TRM a 12 cilindri, raffreddato ad acqua e alimentato a benzina
Potenza 223,71 kW (300 hp) a 3.000 giri al minuto
Trazione cingolata
Sospensioni a balestra
Prestazioni
Velocità su strada 42 km/h
Autonomia 200 km su strada
Pendenza max 58%
Armamento e corazzatura
Armamento primario 1 cannone KwK 40 da 75 mm (48 calibri di lunghezza)
Armamento secondario 2 mitragliatrici MG 34 da 7,92 mm (una coassiale e una brandeggiabile)
Capacità 80 colpi per il cannone
3.150 cartucce per le mitragliatrici
Corazzatura frontale 80 mm
Corazzatura laterale 30 mm
Corazzatura posteriore 20 mm
Corazzatura superiore 12 mm
Trincea 2,30 m
Note I dati si riferiscono alla versione Ausf. J

[2]

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Il Panzer IV, (abbreviazione di Panzerkampfwagen IV, numero di identificazione dell'esercito Sd.Kfz. 161) fu un carro armato medio tedesco della seconda guerra mondiale, prodotto per tutto il corso del conflitto in molte varianti per un totale oscillante tra gli 8.000-9.000 esemplari, rappresentando la spina dorsale delle forze corazzate della Wehrmacht nel corso della guerra.[3]

Inizialmente era stato pensato come carro di appoggio alla fanteria da affiancare al Panzer III, quest'ultimo invece concepito per l'ingaggio dei carri armati nemici. Successivamente, durante il corso della guerra, venne aggiornato nell'armamento e nella protezione passiva (aumento degli spessori della corazzatura) ed assunse il ruolo di carro armato standard dell'esercito: il Panzer IV divenne il carro armato tedesco utilizzato nel maggior numero di esemplari della seconda guerra mondiale e il suo scafo fu usato come base per molti altri veicoli di combattimento, come il cacciacarri Nashorn, ma anche per carri di recupero e semoventi antiaerei. Il Panzer IV fu usato in tutti i teatri operativi dove combatté l'esercito e il suo disegno fu aggiornato ripetutamente in funzione delle continue minacce provenienti dalle forze Alleate.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppo[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 1934, seguendo le direttive elaborate nel 1930[4] dal generale Heinz Guderian a proposito di un "trattore medio" per eludere il trattato di Versailles, il reparto approvvigionamenti dell'esercito emanò le specifiche tecniche per un carro armato pesante (BW -Bataillonsführerwagen - carro comando di battaglione), con il quale equipaggiare la quarta compagnia di ogni battaglione corazzato.[5]. Tale mezzo era stato pensato per fornire supporto alla fanteria e agli altri carri armati, per cui fu pensato di equipaggiarlo con un cannone di medio calibro a bassa velocità iniziale (nella contemporanea classificazione italiana sarebbe stato considerato un obice) adatto a sparare granate ad alto esplosivo: inizialmente quindi fu escluso il suo uso contro altri carri armati. Nel 1935 vennero esaminati tutti i prototipi prodotti dalla Krupp, dalla Rheinmetall e dalla MAN AG, rispettivamente chiamati VK 2001(K), (VK 2001(Rh) e VK 2002(MAN); come conseguenza delle prove, il disegno della Krupp fu selezionato per la produzione su scala industriale.[6]

I modelli del Panzer IV possono essere divisi in linea di massima in tre gruppi:

  • Ausf. A, B, C, prototipi
  • Ausf. D, E, F1, carri d'appoggio alle fanterie (armati con il cannone/obice KwK 37 da 75 mm L/24)
  • Ausf. F2, G, H, J carri da battaglia (armati con cannoni KwK 40 da 75 mm L/43 o L/48)

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Nell'esercito tedesco il Panzer IV operò dal primo all'ultimo giorno della seconda guerra mondiale[7], su tutti i teatri di guerra in cui operarono le forze armate tedesche. Nella campagna di Polonia operarono i modelli A, B e C, mentre nella campagna di Francia operarono i modelli D. In Africa inizialmente operarono i modelli D ed E, all'inizio della battaglia di Ain el-Gazala erano disponibili i modelli F2, che tuttavia non furono utilizzati in azione dato che non era disponibile il munizionamento per il 7,5 cm KwK L/43[8]. Sul fronte Russo il Panzer IV operò con tutti i modelli da E a J, mentre sul fronte occidentale e italiano operò con i modelli da F2 a J[9].

Il Panzer IV nelle prime fasi della guerra era inquadrato nelle Panzerdivision con una compagnia per battaglione, in quanto,considerato carro pesante per l'appoggio contro la fanteria nemica, tuttavia, dopo l'operazione Barbarossa, con la modifica del ruolo tattico e la riduzione dei carri armati nella Panzerdivision i reggimenti furono costituiti da Panzer IV o Panzer V. Con la creazione delle Panzergrenadierdivision (Divisioni di fanteria corazzata) il battaglione corazzato era su Panzer IV.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

Preserie[modifica | modifica sorgente]

Ausführung A[modifica | modifica sorgente]

Il primo Panzer IV Ausf. A[10] (Versuchtkraftfahrzeug 622, in breve VKfz 622[11]) uscì dalla catena di montaggio delle fabbriche Krupp stanziate a Magdeburgo nell'ottobre 1937. La protezione dello scafo era assicurata da lamiere saldate di 30 mm nella parte anteriore dello scafo, e con uno spessore di 20 mm nelle altre zone[11]. L'Ausf. A fu costruito in 35 esemplari fra il novembre 1937 ed il giugno 1938[12].

L'architettura del carro, che resterà invariata in tutte le versioni, era con la trasmissione ed il gruppo di sterzatura alla prua estrema, subito dopo veniva l'alloggiamento per il pilota (a sinistra) ed il marconista (a destra) e la torretta nella parte centrale; posteriormente era alloggiato il motore ed i serbatoi di benzina, acqua e olio. Nella torretta era installato l'armamento principale, con il capocarro al centro dietro la culatta del cannone, il puntatore a sinistra ed il servente a destra[12].

La motorizzazione si avvaleva di un Maybach a benzina 108 TR, da 250 hp (186 kW)[13], la trasmissione era su un cambio SRG manuale a 5 marce[11]. Le sospensioni erano simili a quelle delle locomotive ferroviarie, su cui la Krupp aveva una vasta esperienza[4], quindi erano su quattro carrelli indipendenti con due ruote gommate per lato, forniti di sospensioni a balestra ellittica. Completavano il treno di rotolamento la ruota folle posteriore a raggi, la ruota di trazione anteriore e quattro rullini gommati tendicingolo[11]. I cingoli erano a perno singolo e larghi 36 cm, fabbricati in acciaio al manganese[11]. Posteriormente era montato, dietro una lamiera di protezione, un motore a due tempi per il brandeggio della torretta[11].

Panzer IV Ausf. A sfila per le strade di Komotau, nella regione dei Sudeti appena annessa alla Germania

L'armamento principale era un cannone-obice KwK 37 da 75 mm L/24, con una mitragliatrice MG 34 coassiale. Un'altra MG 34 era montata frontalmente su un supporto sferico in corrispondenza alla postazione del marconista, arretrata di 210 mm rispetto alla postazione del guidatore[11]. La capacità di munizioni era di 122 colpi per l'arma principale e di 3.000 per le mitragliatrici.

L'anello di rotolamento della torretta misurava un diametro di 1676 mm e poiché il motore era disallineato di 152 mm a destra rispetto la mezzeria del carro, l'anello venne spostato di 60 mm a sinistra della mezzeria del carro per evitare che l'albero di trasmissione interferisse con i meccanismi elettrici di rotazione della torretta[11].

Gli accessi dell'equipaggio al carro avvenivano da due portelli laterali sulla torretta, incernierati frontalmente, e da due boccaporti sopra lo scafo, in due sezioni incernierate anteriormente e posteriormente[11]. In questo carro ogni membro dell'equipaggio aveva un proprio portello di accesso alla sua postazione, e ciò era molto gradito agli uomini perché in situazioni di emergenza ognuno aveva una propria via di fuga, che non interferiva con quelle degli altri[12]. Sulla torretta era saldata la cupola del capocarro, di forma cilindrica e fornita di portelli di visione e di una botola a due ante[14].

Le caratteristiche dell'Ausf. A si manterranno generalmente anche nei modelli successivi, con variazioni limitate alla piastra frontale ed alla parte posteriore della torretta, salvo dettagli di minore rilevanza sull'architettura generale del carro[11].

Ausführung B e C[modifica | modifica sorgente]

La successiva versione Ausf. B presentava diverse modifiche nello scafo, con una piastra frontale di protezione di 30 mm, inoltre erano stati modificati alcuni particolari secondari come il sistema di visione del guidatore ed i boccaporti dello scafo, ora incernierati solo anteriormente.

Panzer IV B in Francia, 1940

Era stata modificata anche la cupola del capocarro, in modo che potesse fornire una migliore protezione, e al posto della lamiera cilindrica venne adoperata una costruzione su cinque segmenti forgiati. Per quanto riguarda l'armamento era stata eliminata la MG 34 del marconista. La caratteristica più rilevante rispetto al modello precedente era la nuova trasmissione SSG76 a 6 marce[15]. Gli Ausf. B furono costruiti in 42 esemplari fra maggio e ottobre 1938, mentre gli Ausf. C furono costruiti in 134 esemplari fra l'ottobre 1938 e l'agosto 1939[12].

L'unica modifica visibile sull'Ausf. C rispetto al modello precedente era l'aggiunta di un manicotto di protezione per la mitragliatrice coassiale all'arma principale. Tuttavia la modifica più radicale era la sostituzione del motore Maybach 108 TR con il Maybach HL120 TRM, che rimase il motore standard per tutti modelli successivi fino al 1945[16]. Il nuovo motore, sempre un 12 cilindri disposti in una V a 60°, aveva una cilindrata di 11867 cm3 ed erogava una potenza di 300 hp (224 kW) a 3000 giri al minuto[13].

Modelli prodotti in serie[modifica | modifica sorgente]

Ausführung D[modifica | modifica sorgente]

Nell'Ausf. D la piastra frontale del compartimento del marconista fu nuovamente arretrata, reintroducendo il supporto a sfera per la MG 34, ora protetto da un telaio esterno di forma rettangolare. I cingoli erano stati modificati, conservando la stessa larghezza (36 cm), ma con denti di guida maggiorati (80 mm contro i 60 precedenti)[16].

A partire dal 1940 gli Ausf. D ebbero delle piastre da 20 mm imbullonate sui lati superiori dello scafo, spesso su tali carri venivano sistemate nuove versioni di cingoli o componenti del telaio per portarli agli standard dei modelli successivi[16]. Il Panzer IV Ausf. D fu costruito in 232 esemplari fra l'ottobre 1939 e l'ottobre 1940[12].

Ausführung E[modifica | modifica sorgente]

Ausf. E in marcia durante la vittoriosa avanzata in Unione Sovietica dell'estate 1941

L'Ausf. E aveva modifiche poco visibili, ma sostanziali rispetto ai modelli precedenti. Le piastre di rinforzo della corazzatura da 20 mm in questo modello divennero standard, in più fu aggiunta una piastra da 30 mm per proteggere gli organi meccanici contenuti nella parte estrema della prua. Il meccanismo di visione per il guidatore venne modificato, proteggendolo con un portellino mobile. La MG 34 frontale fu montata usando la Kugelblende 30 (nicchia sferica per 30 mm di protezione), adattata in modo da sostenere la protezione per la canna dell'arma. Le ruote motrici furono semplificate per permetterne una costruzione più rapida[17].

I cambiamenti più visibili furono sulla torretta, ora fornita di una cupola per il capocarro fornita di migliore corazzatura (50-95 mm) con i segmenti fissi, e non mobili come nelle versioni precedenti: questo modello fu conservato su tutti i successivi modelli di Panzer IV. La torretta fu allargata, in modo che la piastra superiore potesse contenere completamente la cupola, che nella versioni precedenti era in parte saldata alla piastra posteriore inclinata. A partire da questa serie fu possibile montare sulla parte posteriore della torretta delle casse metalliche sagomate per l'immagazzinamento di attrezzi e materiali vari[17].

Alcuni Ausf. E di tarda produzione furono successivamente riadattati con il cingoli e le ruote di trazione da 40 cm degli Ausf. F[17]. Gli Ausf. E prodotti furono 200 tra l'ottobre 1940 e l'aprile 1941[12].

Ausführung F[modifica | modifica sorgente]

L'Ausf. F fu la versione che stabilì l'aspetto definitivo del carro, perché le modifiche successive riguardarono solo l'armamento e la semplificazione dei metodi di produzione. Dato che il Waffenamt (Ispettorato armamenti) aveva constatato come il veicolo all'epoca fosse l'unico carro in grado di portare un armamento principale da 75 mm, la Krupp fu affiancata dalla VOMAG e dalla Nibelungenwerke AG nel ciclo costruttivo. Gli Ausf. F completati assomarono a 470 fra l'aprile 1941 ed il marzo 1942[18].

Panzer IV Ausf. F in sosta in un villaggio ucraino

La piastra frontale tornò ad essere rettilinea, in un solo pezzo di spesso 50 mm, i lati dello scafo furono costruiti con piastre da 30 mm e la piastra frontale di protezione degli organi meccanici fu portata a 50 mm. La MG 34 fu montata sulla Kugelblende 50, per adattarla alla blindatura maggiorata della piastra frontale[19].

La torretta del modello F presentava altre modifiche, come un aumento del mantelletto di protezione del pezzo a 50 mm di spessore. I portelloni di accesso furono trasformati in portelli a doppio battente, con l'anta anteriore più ampia di quella posteriore[19].

Il notevole aumento in peso dovuto agli aumenti di corazzatura del mezzo (circa il 48%) costrinse ad utilizzare cingoli di maggiore larghezza per mantenere la pressione al suolo a livelli accettabili. I nuovi cingoli erano larghi 40 cm ed avevano una forma leggermente diversa dai precedenti tipi da 36 cm; successivamente tale forma fu modificata per permettere un più sicuro movimento del carro sul ghiaccio. La modifica dei cingoli richiese anche la riprogettazione della ruota dentata di trazione, che però rimase nelle linee generali simile a quella dell'Ausf. E[19].

Ausführung F2[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare di Panzer IV F2 in mostra all'Aberdeen Ordnance Museum del Maryland, negli Stati Uniti

Nel luglio 1941 le forze corazzate tedesche si trovarono di fronte i carri sovietici KV-1 e T-34 e si resero presto conto che i cannoni da 37 mm e 50 mm montati sui loro carri non erano in grado di perforare le corazze dei mezzi sovietici a lunghe distanze; anche il pezzo da 75 mm KwK 37 del Panzer IV si rivelò inefficace, visto che essendo lungo solo 24 calibri, possedeva una velocità alla volata piuttosto bassa e dunque inadatta a impegnare bersagli protetti come i carri armati. Per questo motivo fu deciso di montare sul Panzer IV Ausf. F un cannone vero e proprio (non un cannone-obice come il KwK 37) derivato dal pezzo anticarro su affusto ruotato 7,5 cm PaK 40.

Il cannone era il 7,5 cm KwK 40 dalla lunghezza di 43 calibri (L/43), che permetteva una velocità alla volata fino a 933 m/s e la penetrazione a 500 metri di 115 mm di corazza inclinata di 30° sull'orizzontale;[20] venne equipaggiato da un nuovo freno di bocca globulare a deflettore singolo che serviva a ridurre le sollecitazioni dello sparo sulla struttura della torretta, potendo altresì sparare munizioni di vario tipo: fumogene, esplosive anticarro o antiuomo e penetranti.[21][22] Il modello F2 differiva dal modello F solo per quanto riguardava l'armamento e lo stivaggio delle munizioni per il KwK 40, più lunghe di quelle di un obice. Sembra comunque che alcuni carri delle ultime serie dell'Ausf. F2 siano stati equipaggiati con la torretta dell'Ausf. G[23]. Con l'immissione in servizio dei Panzer IV F2 la precedente versione F fu rinominata F1[23].

Ausführung G[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 1942 venne completato il progetto dell'Ausf. G, ordinato in 1.750 unità alle fabbriche Krupp-Grusonwerk, Nibelungenwerke AG e VOMAG. Ne vennero costruiti 1.687 e i residui 63 scafi furono utilizzati per altri progetti derivati dal Panzer IV, come i semoventi Brummbär o Hummel[22]. Secondo altre fonti furono costruiti 1.927 esemplari tra Ausf. F2 e Ausf. G[18].

Particolare del freno di bocca montato sugli Ausf. G

La gran parte della produzione iniziale (1.275 veicoli) differiva dall'Ausf. F2 solo per la corazzatura frontale, aumentata a 80 mm mediante l'imbullonatura di piastre aggiuntive (sostituite in seguito con protezioni da 80 mm in un solo pezzo), e per il diverso disegno del freno di bocca del cannone, sempre globulare ma a doppio deflettore. Piccole migliorie consistettero nell'eliminazione delle due piccole finestrelle sulla parte anteriore dei fianchi della torretta e di quella sulla destra della sua parte frontale per migliorare la resistenza della corazza; fu inoltre rimossa la batteria da cinque lanciafumogeni sita nella parte posteriore dello scafo, sostituita con due batterie da tre lanciafumogeni assicurati ai lati della torretta. L'iposcopio del guidatore venne soppresso dal gennaio 1943 e durante lo stesso anno l'antenna radio venne riposizionata nella parte posteriore sinistra dello scafo. Venne adottato un nuovo tipo di ruota motrice.[22]

Ausführung H[modifica | modifica sorgente]

La differenza principale fra l'Ausf. H e l'Ausf. G risiedeva nella dotazione offensiva: l'ultima versione era armata con il cannone KwK 40 da 75 mm L/48, cioè con una canna più lunga di circa 380 mm e quindi forte sia di una maggiore velocità alla bocca, sia di una maggiore penetrazione a paragone del pezzo precedente. L'antenna radio fu nuovamente spostata, questa volta nella parte posteriore sinistra dello scafo[24]. Il Panzer IV H fu costruito dal maggio 1943 al febbraio 1944 in 2.324 esemplari[18].

Nel modello H fu generalizzato l'utilizzo della Schürzen o gonne sia allo scafo sia alla torretta: consistevano in cinque lamiere da 5 mm di spessore ai lati dello scafo e della torretta e distanziate dal corpo del carro stesso per incrementare la protezione ai proiettili a carica cava e ai fucili anticarro[24].

A partire dal 1943 veniva applicata in fabbrica sulle parti fisse dello scafo la pasta Zimmerit, a base di cemento, un espediente per impedire alle mine magnetiche di aderirvi. Inoltre lo Zimmerit era trattato a spatola in modo da formare una superficie irregolare, per evitare che le bombe adesive si attaccassero alle superfici, molto più rugose delle corrispondenti superfici metalliche[24].

Un Ausf. H in forza al Gruppo d'Armate Centro sul fronte orientale

Ausführung J[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1943 in Germania cominciarono a scarseggiare le materie prime, quindi il disegno del Panzer IV fu rivisto con lo scopo di risparmiare sia metalli pregiati sia gomma. In particolare il Panzer IV Ausf. J, esternamente quasi indistinguibile dall'Ausf. H, aveva i rullini tendicingolo non più gommati, ma in solo acciaio e le ruote folli posteriori in acciaio fuso (invece che fucinato come nei modelli precedenti). Inoltre con questo modello scomparve il motorino a due tempi che permetteva la rotazione della torretta, ora brandeggiata manualmente[25]. L'Ausf. J iniziò a essere costruito dal febbraio 1944, presso la Nibelungenwerke e in misura minore da parte della VOMAG, e la produzione continuò fino a quando gli Alleati non catturarono gli stabilimenti: in totale furono completati circa 3.160 esemplari[26].

Gli aggiornamenti permisero al Panzer IV di rimanere al passo con i modelli avversari quali l'M4 Sherman statunitense e il T-34 sovietico. La fabbricazione del Panzer IV fu contemporanea a quella del Panzer V Panther, entrato in servizio a partire dal luglio 1943, che sebbene avesse corazzatura maggiore e superiore potenza di fuoco, era per contro molto più costoso e complicato da produrre. Inoltre il Panzer IV era ritenuto dagli equipaggi ancora superiore ai più recenti prodotti dell'industria bellica per mobilità, affidabilità e capacità di condurre operazioni manovrate. Nella seconda metà del 1944 la Wehrmacht inviò la maggior parte dei Panzer IV di nuova generazione sul fronte orientale per operazioni mobili in campo aperto e di conseguenza sul fronte occidentale rimasero per lo più Panther e Panzer VI Tiger I.

Versioni modificate[modifica | modifica sorgente]

  • Panzerbefehlswagen IV – carro comando. Su scafo Ausf. J fu prodotto in 17 esemplari fra il marzo ed il luglio 1944[27].
  • Panzerbeobachtungswagen IV – carro d'osservazione per l'artiglieria. Costruito sullo scafo dell'Ausf. J con un'ulteriore antenna all'estrema destra della parte posteriore dello scafo[25]. La cupola del capocarro era uguale a quella degli Sturmgeschütz III e IV[27].
  • Bergepanzer IV – carro recupero
  • Brückenleger – carro gettaponte
  • Munitions-Schlepper – carro trasporto munizioni.

Degli ultimi tipi indicati si hanno notizie frammentarie ma si sa che furono comunque prodotti in serie molto piccole, generalmente sfruttando scafi obsoleti[27].

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Cacciacarri
  • Jagdpanzer IV. Si trattava di una modifica del carro standard, inizialmente armato con il cannone 7,5 cm StuK 40 L/48 (Sd.Kfz. 162) e poi con il pezzo 7,5 cm StuK 42 L/70 (Sd.Kfz. 162/1). Lo svantaggio tattico del cannone in casamatta invece che in torretta era compensato dalla minore altezza del mezzo (1,96 m invece dei 2,68 m del Panzer IV). Nelle ultime serie prodotte, per risparmiare materiale, furono usati solo tre rullini di ritorno invece dei quattro standard per il Panzer IV[28].
  • Panzerjäger III/IV Nashorn (Sd.Kfz. 164). Si trattava di un semovente controcarri su scafo misto Panzer III e Panzer IV, armato con il cannone 8,8 cm PaK 43/1. La sovrastruttura era aperta superiormente e garantiva protezione solo contro il tiro di armi leggere[28]
Cannoni d'assalto
  • Sturmgeschütz IV. Si trattava delle sovrastrutture dello Sturmgeschütz III, con il cannone 7,5 cm StuK 40 L/48 montate sullo scafo del Panzer IV[28].
  • Sturmpanzer IV Brummbär. L'esperienza dei combattimenti negli abitati, come a Stalingrado e Ortona, aveva mostrato la necessità di appoggiare la fanteria con veicoli corazzati particolarmente adattati al combattimento urbano. La soluzione fu di aggiungere a uno scafo di Panzer IV una struttura fortemente blindata per ospitare un obice StuH 43 da 15 cm L/12; vennero adoperati scafi dei modelli F, G, H e J[28].
Semoventi d'artiglieria

Geschützwagen III/IV Hummel (Sd.Kfz. 165). Ricavato dallo stesso scafo e sovrastruttura del Nashorn, montava un obice pesante sFH 18/1 da 150 mm. Costruito in centinaia d'esemplari, era inquadrato nei gruppi di artiglieria assegnati alle divisioni corazzate.

Semoventi contraerei
  • Flakpanzer IV Möbelwagen. Sullo scafo del PzKpfwg IV era stata fissata una struttura scatolata abbattibile, contenente o un 3,7 cm FlaK 36 o un complesso quadrinato Flakvierling da 2 cm. Fu costruito in pochi esemplari a partire dal 1943, perché la necessità di abbattere le pareti per brandeggiare il pezzo rendeva molto scomodo l'utilizzo tattico di questo veicolo[29].
  • Flakpanzer IV Wirbelwind. In questa versione era montata, sopra lo scafo del PzKpfwg IV, una torretta ruotante ottagonale aperta sul cielo che ospitava il complesso Flakvierling 2 cm. Comunque la velocità di brandeggio della torretta, a causa del peso, era molto limitata per un pezzo contraerei[29].
  • Flakpanzer IV Ostwind. Mezzo analogo al Wirbelwind, montava un 3,7 cm FlaK 36 in casamatta esagonale e venne fabbricato in serie limitata[29].
  • Flakpanzer IV Kugelblitz. Costruito in solo 5 prototipi usava due cannoni di derivazione aeronautica da 3 cm su montatura sferica[29].

L'impiego tattico di questi mezzi era, per tutti, la protezione antiaerea delle colonne corazzate.

Altri utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Regio Esercito[modifica | modifica sorgente]

La Germania fornì all'Italia 12 Panzer IV G che furono inquadrati nella Divisione "M" e, dopo il 25 luglio, nella 136ª Divisione corazzata "Centauro II". All'8 settembre, con lo scioglimento della divisione, i Panzer IV furono reintegrati nell'esercito tedesco[9].

Altre nazioni nella seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Finlandia Finlandia
bandiera Bulgaria
Flag of Hungary (1920–1946).svg Ungheria
Flag of Romania.svg Romania
Slovenia Slovenia
Croazia Croazia[senza fonte]
Flag of Spain (1945 - 1977).svg Spagna
Turchia Turchia[senza fonte]

Impiego successivo alla seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Francia Francia
Flag of Czechoslovakia.svg Cecoslovacchia
Siria Siria

L'ultimo Panzer IV impegnato in combattimento, in forza alla Siria, fu distrutto nel 1973 sulle alture del Golan[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In Culver, op. cit. p. 29 è indicato che questo carro ha lo scafo e il freno di bocca del modello G, ma la torretta è quella del modello F
  2. ^ (EN) Panzerkampfwagen IV Ausfuehrung F1 in afvdb.50megs.com. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  3. ^ Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale, vol. 2; Bishop 1998, p. 13.
  4. ^ a b Culver, op. cit., p 4
  5. ^ Bishop 1998, p. 13
  6. ^ Bishop 1998, p. 13.
  7. ^ Guglielmi, art. cit. pag 28
  8. ^ Yves Buffetaut, La guerre du dèsert, Bir-Hakeim, Histoire & Collections, Paris, 1992, p 136
  9. ^ a b c Guglielmi, art. cit. pag 36
  10. ^ Abbreviazione di Ausführung, "versione" in tedesco.
  11. ^ a b c d e f g h i j Culver, op. cit., p 5
  12. ^ a b c d e f Guglielmi, art. cit. pag 29
  13. ^ a b Fulvio Miglia, Le armi del Terzo Reich, Il Panzerkampfwagen III, Edizioni Bizzarri, Roma, 1974, parte II pag. 59
  14. ^ Culver, op. cit., p 6
  15. ^ Culver, op. cit., p 7
  16. ^ a b c Culver, op. cit., p 11
  17. ^ a b c Culver, op. cit., p 16
  18. ^ a b c Guglielmi, art. cit. pag 31
  19. ^ a b c Culver, op. cit., p 21
  20. ^ Alberto Pirella, Proiettili, cannoni, semoventi controcarro e trattori dell'esercito tedesco 1936-45, Intergest, Castelbolognese, 1976, p. 13
  21. ^ Bishop 1998, p. 14.
  22. ^ a b c AA.VV. 2009, p. 29
  23. ^ a b Culver, op. cit., p 27
  24. ^ a b c Culver, op. cit., p 37
  25. ^ a b Culver, op. cit., p 46
  26. ^ Guglielmi, art. cit. pag 33
  27. ^ a b c Guglielmi, art. cit. pag 35
  28. ^ a b c d Gander & Chamberlain, op. cit., p 32
  29. ^ a b c d Walter J. Spielberger e Uwe Feist, Sturmartillerie. Self propelled guns and Flak Tanks, Aero Publishers Inc., 1967

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Chris Bishop, Weapons of World War II, Londra, Brown Packaging Books Ltd, 1998. ISBN 0-7607-1022-8.
  • (EN) Bruce Culver, PzKpfw IV in action, Carrolton, Texas, Squadron/Signal Publications, inc., 1975. ISBN 0-89747-045-1.
  • (EN) Terry Gander, Peter Chamberlain, German tanks of World War 2, Cambridge (UK), Patrick Stephens Ltd, 1975. ISBN 0 85059 211 9.
  • Daniele Guglielmi, Il Panzerkampfwagen IV, su Storia Militare N°229, ottobre 2012, pag 28-36
  • AA.VV., Pz.Kpfw. IV Ausf. F (Sd.Kfz. 161/1) in Panzer - I blindati tedeschi della seconda guerra mondiale, n. nº 3, Novara, De Agostini, 2009. ISSN 2035-388X.

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