Motore a due tempi

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Il motore a due tempi è un tipo di motore a combustione interna, il quale viene alimentato da un impianto d'alimentazione e scarica i prodotti esauriti (gas di scarico) tramite un impianto di scarico. Fu inventato da Dugald Clerk nel 1879, mentre la prima sperimentazione la si ha nel 1880 da parte di Karl Benz[1][2][3].

Funzionamento di un motore moderno a 2 tempi (a correnti tangenziali), che sfrutta le risonanze del tubo di scarico ad espansione
Primi modelli di motore a due tempi a flussi incrociati

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Questo motore si differenzia dal più diffuso motore a quattro tempi principalmente per la differente alternanza delle fasi attive in relazione ai giri dell'albero motore: infatti se nel quattro tempi si ha una fase attiva per ogni due giri dell'albero, nel due tempi si ha una fase attiva (ovvero la fase in cui avviene la trasformazione effettiva dell'energia chimica in termica e dunque cinetica, detta anche espansione) per ogni giro completo dell'albero.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Strutturalmente, il motore a due tempi, di norma non presenta le classiche valvole d'aspirazione e scarico, sostituite dalle "luci", ovvero fenditure non circolari ricavate direttamente sul cilindro, aperte e chiuse dal moto alternato del pistone.

Una caratteristica che distingue il motore a due tempi (a parte i modelli con ammissione a disco rotante e non considerando le esigenze dell'impianto elettrico di accensione) dal quattro tempi è quella di poter funzionare perfettamente in entrambi i sensi di rotazione. Questo è permesso dal fatto che le luci di scarico/travaso vengono aperte e chiuse dal pistone in maniera speculare rispetto al punto morto inferiore, dove la luce di scarico è la prima ad aprire e l'ultima a chiudere. Al contrario, nel 4 tempi la simmetricità non c'è perché deve essere aperta una soltanto delle due valvole (salvo il breve periodo dell'incrocio, in cui sono aperte entrambe), e tassativamente in modo asimmetrico rispetto al punto morto inferiore.

Un'altra caratteristica che distingue il motore a due tempi dal motore a quattro tempi è la "pompa di lavaggio" che permette l'immissione tramite una compressione dei gas, generalmente questa pompa è costituita dal carter pompa, dalla superficie interna del pistone e da un sistema di ammissione dei gas freschi, mentre in altri casi (motori diesel 2T a lavaggio unidirezionale) la pompa di lavaggio è invece una vera e propria pompa volumetrica, azionata solitamente dall'albero motore, mentre in alcuni casi si hanno dei turbocompressori, azionati dai gas di scarico, che aiutano il lavoro della suddetta pompa, non essendo possibile sostituirla completamente.

Valvole d'aspirazione[modifica | modifica sorgente]

Motore di un modellino con immissione a manicotto rotante

Sono presenti solo nei motori con carter-pompa e l'ammissione dei gas freschi può avvenire attraverso quattro differenti dispositivi/modi:

  • Piston port, questo tipo di comando avviene tramite l'apertura e chiusura da parte del pistone di una luce sul cilindro.
    Questo tipo d'aspirazione nel carter viene accompagnato dai travasi che vengono a loro volta governati dal pistone.
  • Hiro Induction System, questo tipo di comando avviene tramite un sistema misto "Piston port" e "Valvola lamellare"
  • Valvola a disco rotante o a manicotto rotante, questo tipo di comando avviene tramite l'apertura e chiusura da parte di un disco fenestrato o da parte dell'albero motore, di una luce sul carter motore, più raramente sul cilindro.
  • Valvola lamellare, questo tipo di comando avviene tramite l'apertura e chiusura da parte di una o più lamelle poste su un supporto, che permettono il passaggio del flusso di miscela fresca tramite il cilindro o il carter motore.
    Questo tipo d'aspirazione nel carter viene accompagnato dai travasi che vengono a loro volta governati dal pistone.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piston port, Hiro Induction System, Valvola a disco rotante e Valvola lamellare.

Mentre quando non si adopera il sistema a carter pompa si utilizzano altri sistemi che sostituiscono la funzione del carter pompa, tali sistemi vengono normalmente impiegati sui motori a quattro tempi come soluzioni per la sovralimentazione ed in questo caso non è necessario adoperare alcun tipo di valvola in aspirazione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sovralimentazione.

Valvole di lavaggio[modifica | modifica sorgente]

Per il lavaggio, quindi sostituzione dei gas combusti con l'introduzione dei gas freschi si può avere:

  • Luce, questo tipo di comando avviene con lo scorrimento del pistone che apre e chiude un condotto, che mette in comunicazione la pompa di lavaggio con il cilindro.
  • Valvola a fungo, questo tipo di comando avviene tramite l'apertura e chiusura da parte di una valvola a fungo, del tutto simile a quella di un motore a quattro tempi, permettendo l'immissione della carica fresca direttamente nel cilindro, questo tipo di comando viene utilizzato per i motori Diesel a due tempi unidirezionali.
  • Valvola a fodero, valvola che apre o chiude un condotto, esattamente come nel sistema a luci, ma permette di poter avere valori d'apertura e chiusura asimmetrici
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Luce (meccanica), Valvola a fungo e Valvola a fodero.

Lubrificazione[modifica | modifica sorgente]

Altra differenza dal motore a quattro tempi riguarda la lubrificazione interna:

  • A perdere: il lubrificante viene trasportato dal fluido fresco (aria oppure una miscela di aria e combustibile, a seconda della tipologia di motore e della sua alimentazione) fornito al cilindro dal sistema di aspirazione.
    • Miscelata: il lubrificante è aggiunto direttamente alla benzina, operazione che può essere manuale e quindi con l'aggiunta diretta dell'olio da parte del pilota il quale crea la miscela olio&benzina.
    • Separata: tramite il miscelatore, che può immettere l'olio o tramite il venturi del carburatore (nel caso di alimentazione del combustibile a carburazione) oppure tramite il collettore che conduce al cilindro motore; inoltre su questi modelli è presente una spia dell'olio per evitare che il serbatoio dell'olio si esaurisca.
  • A bagno (Come nel 4T): per la maggior parte dei motori a ciclo unidirezionale, la lubrificazione è esattamente come in un normalissimo motore a 4T e può essere a carter umido o carter secco.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miscela olio&benzina.

Funzionamento/fasi del ciclo[modifica | modifica sorgente]

Diagramma della Distribuzione di un motore 2T
1=PMS
2=PMI
A: Lavaggio
B: Scarico
C: Compressione
D: Espansione
Diagramma della Distribuzione di un motore 2T unidirezionale
1=PMS
2=PMI
A: Lavaggio
B: Scarico
C: Compressione
D: Espansione

Il ciclo termodinamico del motore a due tempi, come noto, si sviluppa completamente in un'unica rotazione dell'albero motore, ma la successione completa delle varie fasi che interessano il fluido motore avviene nell'arco di una rotazione, questo avviene perché il pistone svolge una doppia funzione, come meglio spiegato qui di seguito.

Aspirazione[modifica | modifica sorgente]

Il pistone, in salita verso il PMS (Punto Morto Superiore), crea una depressione nel carter pompa, e contemporaneamente apre la luce di aspirazione. Nel caso del piston port questa apertura avviene con fasatura simmetrica rispetto al punto morto superiore, con ovvii svantaggi, mentre nel caso della valvola rotante l'apertura ha una fasatura fissa, ma ottimizzata per il miglior rendimento in un certo campo di regimi di rotazione. È invece la depressione presente nel carter a provocare l'apertura automatica della valvola lamellare, con fasatura variabile. La depressione (0.2-0.4 bar) richiama la miscela (aria/benzina) fresca dalla luce di aspirazione immettendola nel carter pompa, che la porterà nel cilindro attraverso le luci di travaso nella fase successiva.

Pre-compressione e Lavaggio[modifica | modifica sorgente]

Durante la discesa del pistone verso il PMI (Punto Morto Inferiore) avviene la compressione della miscela nel carter pompa, con un rapporto di compressione compreso tra 1,20:1 e 1,45:1. Nel momento in cui si aprono le luci di travaso, esaurita l'eventuale sovrappressione residua della fase di scarico, la miscela fresca aria-benzina entra nel cilindro anche grazie alla depressione generata dalla parte iniziale dell'impianto di scarico, che aiuta il travaso dei gas freschi, durante questa fase parte di questa miscela esce anche dalla luce di scarico, mista a gas combusti.

Compressione[modifica | modifica sorgente]

Il pistone, risalendo dal Punto morto inferiore, occlude dapprima le luci di travaso, poi quelle di scarico. Fra queste due fasi può avvenire una prima compressione a causa dell'onda di pressione riflessa dal controcono dell'impianto di scarico, se questo è del tipo risonante (detto anche "ad espansione" per via della notevole variazione di sezione). In questo caso, una parte della miscela fresca rientra nel cilindro, anche se la quantità intrappolata nel cilindro è inferiore alla cilindrata, perché comunque sia è sempre presente una frazione di gas combusti.

Nella parte finale della compressione la carica fresca viene movimentata dall'anello di squish, se presente, generando una forte vorticosità che consente una combustione migliore ed un aumento del rendimento termodinamico.

Accensione ed espansione[modifica | modifica sorgente]

L'accensione, avviata da una candela, avviene con anticipi nettamente inferiori a quelli tipici del 4 tempi, nel caso del Motore ad accensione comandata, grazie alla forma più razionale della testa permessa dall'assenza delle valvole a fungo. L'eventuale presenza dell'area di squish consente di utilizzare rapporti di compressione molto elevati senza incorrere in fenomeni deleteri, come la detonazione, inoltre nel 2 tempi è possibile utilizzare un impianto di accensione ad anticipo costante senza una eccessiva perdita di rendimento.

Dopo il PMS (punto morto superiore) inizia l'espansione, che di fatto si interrompe al momento dell'apertura della luce di scarico, per via del brusco calo di pressione, questo fatto comunque sia non determina una perdita notevole di rendimento rispetto ad un motore a 4 tempi di pari cilindrata, visto che il motore a quattro tempi richiede un'apertura anticipata delle valvole di scarico, pressoché paragonabile al due tempi. Con il passare degli anni la luce di scarico dei due tempi si è via via ridotta, a favore di una sua estensione nel senso trasversale, in modo da guadagnare corsa utile e avere un rendimento sempre maggiore, del tutto paragonabile a quello dei quattro tempi.

Scarico[modifica | modifica sorgente]

In fase di discesa il pistone scopre la luce di scarico. L'espulsione dei gas combusti avviene per semplice differenza di pressione, e non per l'azione di pompaggio del pistone come nel 4 tempi. Lo scarico risuonante, se presente, rende più veloce questa fase, grazie alla depressione sviluppata dal primo tratto dello stesso, permettendo di ridurre l'altezza delle luci di scarico e aumentare il rendimento.

In alcuni casi (motori con aspirazione lamellare e condotto che collega direttamente il vano della valvola ai condotti di lavaggio) questa depressione può addirittura influire sul "rapporto di lavaggio", ovvero aumentare la quantità di gas freschi che entrano nel cilindro.

Tipologia di lavaggio/funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Il lavaggio (o travaso) del cilindro con i gas freschi, nei motori a due tempi, avviene secondo varie scuole di pensiero:

Flussi incrociati[modifica | modifica sorgente]

Motore a due tempi a flussi incrociati

Questo tipo di motore (CrossFlow in inglese) ha due luci, una di scarico e una di travaso, poste ai lati opposti del cilindro, con il pistone munito di deflettore, per evitare che i due flussi (gas di scarico e miscela fresca) si mescolino, quindi la carica fresca va verso la testa grazie alla forma del deflettore, mentre i gas combusti escono.

Questo è stato uno dei primi sistemi di lavaggio utilizzati nella produzione, ma ha avuto vita breve per via delle complicazioni indotte dal deflettore, che aumenta il peso del pistone, aumenta la superficie esposta alla combustione e rende difficile disegnare una camera di combustione ottimale.

Correnti tangenziali[modifica | modifica sorgente]

Panoramica interna di un motore a due tempi a correnti tangenziali, sprovvisto di travasi coandă, della Cagiva SXT 350, in alto è possibile vedere la guarnizione in rame e in basso il cielo del pistone.
NB. Foto in scala, con i due lati (destra e sinistra) che si sovrappongono leggermente.

In questo tipo di lavaggio (Loop-scavenged in inglese), si studiano le varie posizioni e direzioni delle luci e condotti di lavaggio per avere un risultato ottimale ed eliminare la necessità del deflettore. In pratica queste luci sono disposte in direzione opposta alla luce di scarico, imponendo perciò alla miscela fresca di salire verso la testa, invertire la direzione e raggiungere lo scarico soltanto dopo aver effettuato questa "giravolta", da cui il nome inglese. Spesso viene denominato lavaggio "Schnürle" dal nome dell'ingegnere tedesco, Adolf Schnürle, che lo inventò nel 1925. Inizialmente pensato per i motori diesel della KHD, venne ceduto in licenza esclusiva alla DKW. Il sistema di lavaggio a correnti tangenziali si è ampiamente diffuso dapprima in Germania e dopo la seconda guerra mondiale, nel resto del mondo. Attualmente è il tipo di lavaggio più utilizzato nei motori moderni ad accensione comandata, mentre non è più utilizzato sui motori ad accensione spontanea, sostituito dal ciclo unidirezionale.

Strutture particolari[modifica | modifica sorgente]

Il motore a ciclo loop è stato proposto in alcune particolari e controverse configurazioni, che più o meno si discostano come struttura da un motore classico.

Motore Bourke[modifica | modifica sorgente]

Questo tipo di motore riprende in parte i vantaggi del motore con pistoni a doppio diametro, ma il pistone ha una forma tradizionale.
La sua peculiarità è di avere al posto delle bielle delle aste, che vengono azionate direttamente dall'albero motore secondo uno schema insolito ad aste, dove ogni asta è dotata di un sistema di tenuta che isola la camera in cui si muove il pistone dal carter, quindi la "pompa di lavaggio", in questo caso, è costituita dalla parte inferiore del pistone, dal cilindro e dall'asta e relativa tenuta. Il rapporto di pre-compressione è più alto, rispetto al sistema con carter pompa, ma il "rapporto di lavaggio" (rapporto fra volume di gas freschi immessi nel cilindro e volume del cilindro) sarà più basso a causa della minore cilindrata della pompa rispetto alla camera superiore, in quanto alla cilindrata occorre sottrarre il diametro dell'asta di comando del pistone moltiplicato per la corsa. C'è il vantaggio di avere l'imbiellaggio ben lubrificato, dato che è isolato dalla camera-pompa di lavaggio, ma è anche vero che questo sistema non consente regimi di rotazione molto elevati, visti i pesi notevoli delle parti in moto alterno e della complessità del sistema di azionamento delle aste.
L'ammissione della carica fresca alla camera-pompa può essere regolata da uno qualsiasi dei sistemi già visti, invece per quanto riguarda l'immissione della carica fresca nel cilindro, si può seguire sia lo schema a flussi incrociati che il loop.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Motore Bourke.
Motore Pivotal[modifica | modifica sorgente]

Tipo di motore a due tempi ideato per supplire a tutti i difetti costruttivi e ecologici del classico motore a miscela e che riprende la tecnologia dell'iniezione diretta che era stata abbandonata sulle grandi cilindrate per motori stradali e usata solo dai ciclomotore a iniezione elettronica, inoltre è caratterizzato da un tutt'altro che tradizionale movimento del pistone, infulcrato su uno dei lati, accoppiato a un sistema d'ammissione lamellare, ed inoltre questo motore è nato per funzionare a idrogeno[4]. Il motore riprende in parte le caratteristiche del motore pendolare di Taurozzi che è caratterizzato da questo tipo di movimento, che permette di annullare la forza laterale che normalmente si sviluppa sul cilindro durante il normale scorrimento del pistone.

Lavaggio unidirezionale[modifica | modifica sorgente]

Classico esempio di un moderno motore unidirezionale

Questo tipo di lavaggio (Uniflow-scavenged in inglese) è utilizzato principalmente sui motori Diesel due tempi, ma può essere utilizzato anche per motori ad accensione comandata. Nel caso di un motore con una struttura classica (generalmente nella configurazione diesel), l'immissione della carica fresca non avviene tramite i travasi, ma tramite una o più valvole a fungo e l'iniettore posti sulla testata del motore, mentre l'espulsione dei gas combusti avviene sempre tramite le luci di scarico poste nella parte bassa del cilindro, ma questa tipologia di motore esiste anche in una configurazione inversa.
Il nome è dato dal fatto che il flusso dei gas freschi va dalla testa del motore alla luce di scarico quasi in linea retta, limitando così la possibilità di miscelazione con i gas combusti, inoltre ha come secondo vantaggio la possibilità d'utilizzare un carter a bagno d'olio o a secco, dove l'olio non è a contatto con il carburante, un motore di questo tipo è il 2T Diesel navale Wärtsilä-Sulzer RTA96-C della Wärtsilä, che ha un rendimento superiore al 0,5 o 50% (risultando uno tra i migliori).

Una variante di questa tipologia di motore (poco usata) si utilizza il carter come pompa di lavaggio, quindi si hanno le normali luci di travaso e carter pompa e dove lo scarico avviene tramite una o più valvola/e a fungo posta/e sulla testata, questa configurazione perde il vantaggio della lubrificazione, dato che in questo caso l'olio deve essere miscelato con il carburante.

motore a 2 tempi a stantuffi contrapposti

Un altro tipico caso di lavaggio unidirezionale si ha nel motore a 2 tempi a stantuffi contrapposti ideato da DKW (generalmente nella configurazione ad accensione comandata), dove i due alberi motore sono sfasati opportunamente, in modo da iniziare a scaricare prima che si aprano le luci di lavaggio e da chiudere i travasi per ultimi, in questo modo la "pompa di lavaggio" può attuare una reale sovralimentazione.

motore a 2 tempi a cilindri paralleli

Un'altra struttura di questo ciclo è il motore a due tempi a cilindri paralleli, ideato da Garelli-Marcellino-Isomoto, dove si avevano due cilindri paralleli formati d un unico elemento, una testa che metteva in comunicazione i due cilindri e formata anch'essa in un unico pezzo, dove un cilindro aveva la luce di scarico e l'altro permetteva l'ingresso di carica fresca al carter-pompa ed era munito di almeno un travaso, inoltre i pistoni erano vincolati all'albero motore tramite una sola biella a "Y" o con una biella munita di bielletta come nel caso della Iso Isetta.[3][5]
Questa disposizione permetteva d'avere i due pistoni leggermente sfasati tra loro, permettendo d'avere un'apertura anticipata della luce di scarico rispetto alla luce del/i travaso/i e una chiusura posticipata di questi rispetto alla luce di scarico, senza il problema della sfasatura dei due alberi motore, che porta a una perdita di rendimento termico, dato che il tutto veniva gestito da un solo albero motore.

Il motore a 2 tempi a cilindri paralleli con pistone di lavaggio è stato ideato da DKW è un motore che permette una lubrificazione indipendente dalla miscela fresca e avere un motore a cilindri paralleli costruito in modo semplice rispetto a quanto verrà fatto in seguito dalla Garelli-Marcellino-Isomoto[6], esiste una variante del sistema che prevede i due cilindri disposti lungo l'asse di rotazione dell'albero motore, il che porta ad avere i due pistoni alla stessa altezza durante la rotazione e senza il problema del corsoio su uno dei due pistoni o di una biella madre e di una bielletta[7][8].

Un'altra struttura di questo ciclo è il motore a due tempi a cilindri convergenti, ideato da DKW, dove si avevano due cilindri che convergono in un unico punto, in modo da ridurre il volume della camera di combustione, una testa che metteva in comunicazione i due cilindri e formata anch'essa in un unico pezzo, dove un cilindro aveva la luce di scarico e l'altro permetteva l'ingresso di carica fresca al carter-pompa ed era munito di almeno un travaso, inoltre i pistoni erano vincolati ognuno a un suo albero motore, i quali erano vincolati tra loro tramite un sistema a ingranaggi creato direttamente sullo spallamento dell'albero motore e che vincolava a far ruotare i due alberi in direzioni opposte, inoltre con questo motore si utilizzava una pompa di lavaggio diversa dal carte pompa, esattamente come nel motore a cilindri paralleli.[3][9]

A scalinata o con pistoni a doppio diametro[modifica | modifica sorgente]

Il motore a scalinata (Stepped Piston Engine in inglese), utilizza una tecnica particolare per l'aspirazione e distribuzione della carica fresca nel cilindro del motore, che consiste nell'avere un cilindro complementare e relativo pistone che aspira e distribuisce la carica dentro ad altri due cilindri, dove avviene la combustione, per poter alimentare due cilindri questo pistone (che ruota allo stesso regime degli altri due) ha due camere, di cui una è formata dalla testata, cilindro e pistone, mentre la seconda è formata dal cilindro, pistone e carter.[10]
Per regolare il flusso della carica fresca nel cilindro complementare si può utilizzare la semplice tecnica del piston port, una luce centrale al cilindro che viene aperta solo quando il pistone è alle estremità e alimentare la camera opposta a quella momentaneamente utilizzata, mentre per il flusso diretto a uno dei due cilindri dove avviene la combustione il flusso è governato dal semplice movimento del pistone che apre o chiude le luci dei travasi.

Il vantaggio di questo sistema è che il pistone è più facilmente lubrificabile e possono essere utilizzati cuscinetti come su un motore a quattro tempi. I brevetti su questo disegno sono detenuti da Bernard Hooper Engineering Ltd (BHE).

L'evoluzione di questo sistema è l'utilizzo di pistoni a doppio diametro, dove si può avere anche un solo cilindro che è a diametro differenziato, ovvero hanno una zona superiore normale ed una zona a diametro maggiorato più in basso (vicino all'albero motore) e anche il pistone è forgiato nello stesso modo, in questo modo la funzione di pompa di lavaggio viene svolta dall'insieme cilindro-pistone maggiorato a fianco, mentre la parte superiore a diametro ridotto funziona come un normale 2 tempi.[11] È evidente che i due pistoni devono avere gli angoli di manovella sfasati di 180 gradi.

Accorgimenti[modifica | modifica sorgente]

Nei motori a due tempi ci sono degli accorgimenti per migliorare la funzionalità delle varie fasi e del rendimento globale del motore 2T a carter pompa, infatti il 2T unidirezionale è più vicino al motore a quattro tempi:

  • Espansione, adottando i giusti accorgimenti nel dimensionamento dei condotti è possibile centrare la giusta risonanza in grado di garantire un arco di giri motore più ampio, migliorare la potenza del motore, ridurre la fuoriuscita dallo scarico di carica fresca e ottimizzare anche il rendimento della macchina.
    Tale espediente, se da un lato fornisce buoni risultati sul piano della potenza ed allarga l'intervallo d'utilizzo del motore, migliorandone notevolmente il rendimento, dall'altro necessita di costi maggiori; ed inizialmente questa soluzione era relegata nel campo agonistico, anche se in campo motociclistico si è avuta quasi subito questa soluzione anche sui veicoli di serie.
  • Valvole di scarico, alla metà degli anni settanta, la tendenza fu di costruire i diversi modelli muniti di valvole comandate da un interruttore centrifugo. Dalla metà degli anni ottanta circa, gran parte delle aziende costruttrici hanno provvisto i propulsori di apposite valvole di scarico (che assumono un nome diverso a seconda del produttore, come CTS o KIPS) le quali, attraverso l'analisi elettronica degli impulsi generati dalla bobina, sincronizzano l'apertura/chiusura della valvola con il movimento del pistone, in modo da impedire ai gas combusti di rientrare in camera di combustione: ciò ha l'effetto di abbattere i consumi e di incrementare notevolmente le prestazioni.
  • Anticipo all'aspirazione, questo valore serve per permettere un ulteriore riempimento del cilindro in fase di travaso sfruttando le risonanze dell'espansione, quest'accorgimento è automatico per i sistemi lamellari che sono autoadattativi e permettono anche una variazione dell'apertura, mentre per i sistemi a valvola rotante deve essere un valore fisso, ottimizzato per un determinato regime di funzionamento, mentre i sistemi a piston port hanno un grave deficit sotto questo punto di vista, perché devono tenere valori d'apertura ridotti per evitare il reflusso di miscela.
  • Ritardo all'aspirazione, questo valore serve per permetter un ulteriore riempimento del carter pompa in fase d'aspirazione, quest'accorgimento è automatico per i sistemi lamellari che sono autoadattativi e permettono anche una variazione dell'apertura, mentre per i sistemi a valvola rotante deve essere un valore fisso, ottimizzato per un determinato regime di funzionamento, mentre i sistemi a piston port hanno un grave deficit sotto questo punto di vista, perché devono tenere valori d'apertura ridotti per evitare il reflusso di miscela
  • Travasi coandă, questi travasi sono usati solo per i motori con un sistema lamellare, per poter trasmettere la risonanza prodotta dallo scarico alle lamelle a velocizzare la loro apertura, migliorare il riempimento del cilindro e ridurre la depressione che si genera sotto al pistone durante la fase d'aspirazione, inoltre con questi travasi si migliora la lubrificazione della parte posteriore del cilindro, per via dell'effetto Coandă e si ha una maggiore libertà per la direzione dei altri travasi.
  • Smussatura delle luci, le luci dei travasi devono essere smussate per evitare che gli spigoli diventino incandescenti o che comunque raggiungano temperature più elevate e si dilatino maggiormente, portando ad avere una maggiore usura delle fasce elastiche se non rischiare il grippaggio.
  • Polmone di recupero, questo sistema costituito da un elemento cavo va applicato e messo in comunicazione al collettore d'alimentazione e usato nei motori alimentati a carburatore, dove permette un miglior riempimento del carter pompa e una migliore funzionalità della valvola lamellare.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Polmone di recupero.
  • Superlavaggio o Strato charged sistema utilizzato sulle piccole macchine operatrici, dove si adotta un doppio sistema d'immissione, dove il sistema d'immissione della miscela aria-combustibile-lubrificante avviene nella parte più bassa del carter pompa, mentre più in alto e vicino alle luci di travaso si utilizza un'immissione di sola aria, la quale fa entrare una piccola quantità d'aria durante la risalita del pistone e che rimane intrappolata nei soli travasi, mentre nella parte bassa del carter vi è l'aspirazione della miscela combustibile:
    Questo permette che durante la fase di lavaggio ci sia una minore dispersione di combustibile e un maggior lavaggio del motore, permettendo di rispettare le normative antinquinamento per le piccole macchine operatrici.[12][13][14]

Rispetto al 4T[modifica | modifica sorgente]

Tale motore è sempre stato paragonato con il motore a quattro tempi, cambiando le sue caratteristiche, pregi e difetti con il passare del tempo.

Confronto con il motore 4T, dalla sua origine fino a anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Come si può notare, mentre in un motore a quattro tempi le fasi sono ben definite, nel due tempi si arriva ad un vero e proprio accavallamento: infatti il travaso avviene in contemporanea allo scarico, così come la compressione corrisponde nel ciclo all'aspirazione.

Nei motori ad accensione comandata con ciclo loop, flussi incrociati o a scalinata, c'è l'incontro, nella fase di travaso/scarico, della miscela fresca e di quella combusta fa sì che una parte della prima miscela combustibile possa uscire dal condotto di scarico, oppure che una parte dei gas di scarico resti nella camera di combustione, intaccando in questo modo la potenza specifica del motore, che nel ciclo teorico sarebbe doppia rispetto ad un propulsore a quattro tempi, in quanto il due tempi possiede un fase utile per ogni giro di rotazione dell'albero motore, mentre il quattro tempi ne ha una ogni due rotazioni.

Inizialmente il limite del motore a due tempi è proprio quello di fornire un rendimento globale (volumetrico, termico e meccanico), a parità di cilindrata, più basso rispetto a quello di un quattro tempi, a causa sia delle perdite inevitabili nella fase di lavaggio, sia anche se in piccola parte, della ridotta pressione media effettiva (conseguenza della minore cilindrata utile, sia in fase di espansione che in quella di aspirazione della carica). Con l'ausilio di accorgimenti specifici come lo scarico risonante (espansione), tuttavia anche per tale motore si è di molto migliorato il rendimento volumetrico (che comunque rimane inferiore al motore a quattro tempi), mentre il rendimento termico e meccanico è sempre stato superiore rispetto al motore a quattro tempi, arrivando ad avere un rendimento globale (volumetrico, termico e meccanico) agli stessi livelli o superiore al motore a quattro tempi (sempre alimentati a carburatore), ma con una perdita di carica fresca superiore a quest'ultimo (per via del ciclo di funzionamento).

Questi limiti sono molto ridotti nei motori ad accensione spontanea (diesel 2t) che inizialmente erano a ciclo loop, il cui limite era una perdita di comburente (aria) dallo scarico, il che richiedeva l'iniezione di minor combustibile, mentre nei più recenti motori ad accensione spontanea, che utilizza lo schema a ciclo unidirezionale (applicabile anche nei sistemi ad accensione comandata), si utilizza un compressore centrifugo o turbocompressore per poter pulire e riempire meglio il cilindro. Con questa soluzione il motore a due tempi ha un rendimento superiore a qualsiasi tipologia di motore a quattro tempi, con una perdita di carica fresca del tutto paragonabile al motore a quattro tempi, senza perdere le sue caratteristiche principali, (minor costo, minor manutenzione e maggiore leggerezza).

Un altro caso che ha portato ad una riduzione dei inconvenienti di questo motore è l'iniezione diretta meccanica, soluzione adottata dalla Borgward nei primi anni cinquanta con alcuni modelli della Gutbrod[15], alcuni modelli della Goliath[16] e la Goliath GP 700 sport[17], in tutti i casi si ha un motore bicilindrico.

Attualmente rispetto ai 4T[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il maggiore limite dei motori ad accensione comandata due tempi a ciclo loop rispetto alle motorizzazioni 4T è l'accoppiamento con un'iniezione diretta (anche se utilizzata dal 2000 circa per i motori fuoribordo per piccole imbarcazioni, come i gommoni). Tale sodalizio risulta estremamente difficile per i motori motociclistici che hanno regimi di funzionamento molto più elevati, dove l'unico modello prodotto con tale sistema d'alimentazione è stato il Vdue della Bimota, il quale però è dovuto ritornare all'alimentazione a carburatore.
Questo primo insuccesso dell'iniezione diretta è dovuto al fatto che il cilindro non si riempie sempre allo stesso modo e la disuniformità della carica, creando molti problemi, mentre attualmente si sta cercando, da parte di aziende motociclistiche come l'Aprilia, di riproporre l'iniezione diretta con buoni risultati, anche se tale sistema rimane confinato agli scooter, che vengono classificati come ciclomotore a iniezione elettronica.

Un altro sistema per aumentare le prestazioni delle motorizzazioni ad accensione comandata a due tempi è l'utilizzo della cosiddetta iniezione indiretta, come la OSSA TR, la quale permette d'avere un condotto d'aspirazione di maggiore diametro e di lunghezza ridotta rispetto al carburatore, permettendo un migliore riempimento del carter pompa. La stessa OSSA a breve lancerà delle motociclette specialistiche per enduro, equipaggiate con motori a due tempi caratterizzati da un'innovativa iniezione elettronica, in parte iniezione indiretta sfociante nel carter ed in parte iniezione diretta sfociante direttamente nel cilindro. Queste accuratezze dovrebbero garantire doti di potenza e coppia unici nel loro genere, in totale rispetto dell'ambiente. Una strada analoga l'ha intrapresa anche Athena Racing, ditta produttrice di vari tipi di gruppo termico. In questo caso il sistema di iniezione indiretta/iniezione diretta è accoppiato ad un motore di 50cc. Nell'ambito dei motori fuoribordo l'Evinrude Outboard Motors già da tempo ha lanciato una serie di propulsori a due tempi, alimentati da una sofisticata iniezione elettronica e sistema lubrificante all'avanguardia, il che permette d'ottenere emissioni più contenute rispetto a qualsiasi altro motore, senza penalizzare le prestazioni, ma anzi migliorandole[18].

Honda nel 1995 ideò un sistema molto semplice, caratterizzato da una semplice valvola di contropressione ARC (Activated Radical Combustion), che ha permesso di ridurre le emissioni dei motori a due tempi a ciclo loop allineandole a quelle del motore a quattro tempi, la moto in questione è la Honda EXP-2[19][20], successivamente venne utilizzata per il CRM 250 AR del 1996 (solo mercato giapponese) e l'Honda Pantheon.[21]

Mentre la Malaguti nel 2008 con la sua MR250, moto per il solo mercato giapponese, utilizza un sistema di scarico dove l'espansione è stata stravolta nella forma, permettendo di generare una potenza di 50 CV (un motore analogo, ma senza alcuna limitazione genera la medesima potenza) rispettando l'omologazione Euro 3.[22]

Differentemente nel caso dei motori a due tempi a ciclo unidirezionale con immissione controllata da una o più valvole a fungo o sistema piston port (al cilindro), si ha un'inversione dei ruoli, con minor consumo specifico ed emissioni minori rispetto alla concorrente a quattro tempi, anche se perde parte dei suoi vantaggi, come la reversibilità e l'inclinabilità del motore dato che utilizza un sistema di lubrificazione pari al motore a quattro tempi, inoltre necessita di un dispositivo per il lavaggio/immissione della miscela combustibile. Questi motori vengono usati nella configurazione diesel come motorizzazione sulle navi. Recentemente tali motori navali sono stati sviluppati anche per poter essere alimentati a LNG (Gas naturale liquefatto)[23][24]

Gli ultimi studi su tale tipologia di motore, per via della sua versatilità, hanno portato alla luce progetti che potrebbero essere vincenti per il futuro, come ad esempio il motore omnivore della Lotus[25][26], alcuni di questi che riprendono soluzioni già usate in passato hanno avuto sostegni economici da persone non specializzate al settore, come nel caso del motore della Ecomotors, il quale viene sostenuto da Bill Gates e che secondo il costruttore potrebbe essere adoperato sulle autovetture[27][28] e che il 20 aprile 2011 ha annunciato il contratto per la commercializzazione con la Zhongding Holding (Group) Company o più semplicemente Zhongding, sia per i generatori che per autotrazione[29].

Pregi e difetti[modifica | modifica sorgente]

Questo motore a seconda del tipo di ciclo utilizzato ha diversi pregi/difetti

Il motore a due tempi tra i suoi pro o i suoi contro a seconda dell'utilizzo, ha il fatto di avere poco freno motore a causa delle minori parti meccaniche di cui è composto e che oppongono resistenza al movimento rispetto ad un motore a quattro tempi, per questo motivo il rendimento meccanico è migliore. Nelle applicazioni urbane questa caratteristica è più un punto a sfavore, dato che avendo meno freno motore si è costretti ad utilizzare in maniera più intensiva i freni meccanici (a disco o a tamburo) portando ovviamente ad una più rapida "usura" degli stessi.

Pregi principali[modifica | modifica sorgente]

  • Motore reversibile, (Esclusi i motori unidirezionali) questi motori possono ruotare in un verso o nell'altro senza che vi siano problemi di grippaggio per difetto di lubrificazione.
  • Motore più leggero e maneggevole, dato le minori dimensioni e maggiore semplicità delle parti meccaniche necessarie al suo funzionamento.
  • Motore inclinabile, come nel caso di motoseghe, ecc. (Esclusi alcuni motori unidirezionali).
  • Affidabilità maggiore, avendo meno parti mobili per il suo funzionamento è soggetto a un numero inferiore di fenomeni, il che ne migliora l'affidabilità
    • Minor rischio di grippature in confronto ai motori a quattro tempi con lubrificazione a carter umido.
  • Risposta più "vigorosa" e rapida, dovuto al fatto che si ha un'accensione a ogni giro invece che ogni due, dimezzando di fatto il tempo di risposta (questo è valido a parità di regime e di unità termiche).
  • Costi di gestione minori, la revisione di un motore a due tempi richiede un minor numero di parti nuove e dal costo minore in rapporto ad un analogo motore a quattro tempi.[30]

Difetti principali[modifica | modifica sorgente]

  • Emissioni di gas supertossici (esclusi la maggior parte dei motore a cicli unidirezionali), dovuto alla combustione di benzina e olio, problema analogo al motore diesel.
  • Minor rendimento termodinamico (esclusi i cicli unidirezionali), dovuto a una durata della fase di scarico-travaso, dove si ha la fuoriuscita di una parte della miscela fresca (dispersione di parte della carica fresca).
    • Consumo specifico più elevato (esclusi i cicli unidirezionali), soprattutto in confronto ai motori ad iniezione diretta e dovuto alla perdita di carica fresca dallo scarico.
  • Costi dell'olio lubrificante (esclusi la maggior parte dei motore a cicli unidirezionali)

Note ed applicazioni[modifica | modifica sorgente]

La Bimota 500-Vdue, unica 500 con iniezione diretta

Tale motore è comunque attualmente impiegato su motocicli di media-piccola cilindrata, generalmente pari o inferiore a 300 cm³ (250, 125 e 50) in quanto la semplicità costruttiva ed il ridotto costo di produzione lo rende preferibile al 4 tempi che resta comunque più complesso e richiede più manutenzione in quanto le parti in moto sono di più (albero a camme, valvole, catena di distribuzione, ecc.), ma sussistono eccezioni come L'ATK Intimidator con motore da 620 e 700 cm³ o nella maggior parte delle motoslitte e dei motori marini.

Una valida evoluzione del motore a due tempi (già usata per i mezzi marini e nelle motoslitte) è stata recentemente proposta da due case motociclistiche che hanno adottato al posto del tradizionale carburatore, un sistema di iniezione diretta della benzina nel cilindro (Iniezione nei ciclomotori), mentre la pioniera in questo campo fu nota casa riminese con un motociclo da strada di carattere sportivo di 500 cm³ bicilindrico.

Il vantaggio di questo sistema è un totale abbattimento dei consumi ed ovviamente dell'inquinamento, poiché essendo un ciclo controllato da una centralina elettronica, la benzina viene iniettata direttamente nel cilindro in quantità calibrata e solamente quella necessaria alla combustione, così non deve passare per i travasi né per il carter dell'albero, dove comunque avviene una perdita di carburante in quanto si deposita sulle pareti e quindi va sprecato. La lubrificazione viene fatta in maniera separata comunque ad olio perso. Quest'alimentazione inoltre permette di ridurre in maniera drastica gli inquinanti emessi dal motore a due tempi, poiché la combustione non è mai perfetta per via dell'olio e con il lavaggio una parte del carburante immesso va persa, mentre con l'iniezione diretta gran parte del carburante partecipa alla combustione. Questo sistema permette quindi d'avere una potenza specifica leggermente superiore (dato che il lavaggio viene eseguito con sola aria e olio, permettendo un maggior riempimento di comburente nel cilindro), ma si ha soprattutto un aumento del rendimento energetico (consumo specifico minore) proprio perché sono stati drasticamente ridotti i suddetti sprechi.

Il bicilindrico 500 cm³, una rarità in mano a pochi appassionati del marchio, aveva un motore allo stato dell'arte 500 cm³ bicilindrico a V di 90°, 110 CV di potenza alimentato ad iniezione elettronica diretta con 2 iniettori per cilindro. Nonostante la bontà del progetto dove inizialmente c'era un pesante aiuto dell'elettronica, per semplicità la casa ha poi preferito ripiegare sui carburatori, dato anche i problemi iniziali legati a questo sistema, molto complicato, poco studiato e sviluppato, portava in alcuni casi a far spaccare i pistoni.

Da notare che attualmente il motore a due tempi trova valida applicazione nel campo navale su motori di enorme cilindrata dove la fase passiva del lavaggio viene rimossa in quanto ne sopperisce il funzionamento un sistema di turbocompressione dove i gas di scarico alimentano una turbina che fa girare un compressore che comprime l'aria fresca e l'invia tramite appositi condotti ai cilindri.
Questa sua valenza vale anche per i motori dei fuoribordo, dovuto alla migliore funzionalità di tale motore, anche se dal 2005 sono sempre più i costruttori a produrre motori a quattro tempi per fuoribordo.[31]

Numero di cilindri[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni questo tipo di motorizzazione è stato proposto in vari frazionamenti:

Monocilindrico[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato sulla maggior parte delle moto 2T e sulla totalità di quelle prodotte ai giorni d'oggi, dove le cilindrate prodotte vanno dai piccoli 50 cm³ per ogni categoria di moto al 700 prodotto dalla tedesca Zabel utilizzato per il sidecarcross.

Bicilindrico[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato con cilindrate tra i 250 e i 500 cm³ solo sulle moto stradali come l'Aprilia RS 250, la Bimota VDue 500, inoltre è necessario anche citare la Yamaha RD 350 (bicilindrica frontemarcia) con cui negli anni ottanta una generazione di appassionati ha iniziato a correre con prestazioni notevoli e costi tutto sommato contenuti e nota per il suo motore potente e robusto, chiedeva però un'accurata messa a punto della ciclistica. Notevoli erano pure i bicilindrici 125 di Benelli e Malanca commercializzate a cavallo tra gli anni settanta e i primi '80.

Tricilindrico[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato soprattutto negli anni sessanta-settanta su motociclette stradali di cilindrata medio-alta, come la Kawasaki 500 H1, la Suzuki GT 750 o la Motobécane 350 L3.

Negli anni ottanta ricordiamo la Honda NS, di 500 cm³ nella versione da Gran Premio e di 400 cm³ in quella stradale, mosse da tricilindrici a V di 90°. Lo schema era già utilizzato dalla DKW per le sue moto da GP degli anni cinquanta.

Alla fine dei anni '60 (1967) venne prodotta la Saab Sonett, con motore tricilindrico a due tempi[32]

Quadricilindrico[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato sulle vecchie moto della classe 500, come la Suzuki RG 500, l'Honda NSR 500, la Yamaha YZR 500 e la Cagiva C594, mentre nella classe 125 si ha la Yamaha RA31 del '67, con i cilindri a V.

Su delle moto stradali è comparso solo in sporadici ma significativi casi, come sulla Suzuki RG-Γ 500, in pratica una replica stradale delle motociclette di Hamamatsu utilizzate nella classe maggiore, dove il motore in questo caso lo schema era denominato "in quadrato", il motore si componeva cioè idealmente di due bicilindrici frontemarcia uno dietro all'altro. Degna di nota anche la coeva Yamaha RD 500, con disposizione dei cilindri a V.

Esacilindrico[modifica | modifica sorgente]

Utilizzato nella versione con alimentazione diesel come propulsore per il carro armato Chieftain.

Octocilindrico[modifica | modifica sorgente]

L'unica realizzazione di questi tipo, tra i motori a due tempi, è la Galbusera 500 V8, presentata alla XIX Esposizione del ciclo e motociclo di Milano e progettata da Adolfo Marama Toyo, che disponeva di un propulsore 8 cilindri a V trasversale accoppiati.

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]