Benelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Benelli (disambigua).
Benelli Q.J.
Fabbrica Benelli.jpg
Stato Italia Italia
Tipo Società a responsabilità limitata
Fondazione 1911 a Pesaro
Fondata da Teresa Benelli e dai suoi sei figli (Giuseppe, Giovanni, Francesco, Filippo, Domenico e Antonio)
Sede principale Pesaro
Gruppo Qianjiang Group Co. Ltd
Persone chiave
  • Lin Huazhong-presidente
  • Yan Haimei-amministratrice unica
Settore Motociclette
Scooter
Dipendenti 80 (2013)
Slogan pura passione dal 1911
Sito web www.benelli.com

Benelli è una azienda italiana che costruisce motociclette e scooter con sede nella città di Pesaro.

Benelli 500 Sport del 1935
Benelli 250 Turismo del 1939
Parte del motore Benelli Turismo
Benelli Letizia 98 del 1950
Benelli 250 Sport Special del 1972
Benelli Tornado 650 S del 1972

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1911 la signora Teresa Boni Benelli, vedova da quattro anni, si poneva il difficile compito di assicurare un solido futuro ai sei figli Giuseppe, Giovanni, Francesco, Filippo, Domenico e Antonio, detto Tonino, di soli nove anni.

Verificato che tutti i fratelli avevano scarsa attitudine a proseguire l'occupazione paterna nel condurre il fondo agricolo avuto in eredità e che, per contro, manifestavano una grande passione per la meccanica, la madre decise di vendere buona parte dei terreni e di investire il ricavato per l'acquisto di alcune macchine utensili, realizzando una piccola officina nel fabbricato agricolo annesso all'abitazione. I figli maggiori, Giuseppe e Giovanni, avevano già terminato gli studi presso l'istituto tecnico industriale Montani di Fermo e in breve tempo l'officina iniziò a funzionare, eseguendo riparazioni e realizzando artigianalmente i pezzi di ricambio.

Data l'esiguità di veicoli a motore esistenti a Pesaro nella prima metà degli anni dieci, gli introiti non erano certo copiosi e per sbarcare il lunario e assicurare lo stipendio ai pochi operai, venivano eseguite le più disparate lavorazioni come, in particolare, la tornitura delle canne per fucili da caccia, pezzi di precisione per motori d'aviazione, sistemi di puntamento per artiglieria.

Il funzionamento dell'azienda fu reso più difficile dall'inizio della prima guerra mondiale e, nel 1916, un violento terremoto rese inagibile l'officina e l'abitazione. La signora Teresa, tuttavia, non si perse d'animo e con l'aiuto dei parenti trovò una nuova sistemazione che consentì di riprendere l'attività.

Il primo motore[modifica | modifica sorgente]

Complice l'univoca passione per i motori, l'assenza degli apparecchi televisivi e la scarsa propensione alla vita d'osteria, i fratelli Benelli avevano preso l'abitudine, sin dal 1910, di riunirsi dopo cena attorno a un tavolo per progettare, sotto la direzione di Giuseppe e Giovanni, un motore tutto loro con il quale equipaggiare una motocicletta. L'opera di progettazione, prototipazione e sviluppo, eseguita fuori dall'orario di lavoro e spesso ostacolata dalle difficoltà anzidette, durò otto anni e partorì un motore a due tempi di 75 cm³ che venne esposto alla 1ª Fiera campionaria di Milano del 1920, ottenendo lusinghiere critiche. Successivamente maggiorato a 98 cm³, il motore equipaggiò il primo motociclo prodotta dalla Benelli, nel 1921.

Questa moto, opportunamente modificata per le competizioni, cominciò a gareggiare nel 1923 pilotata direttamente da Antonio Benelli, detto "Tonino". Tonino si laureerà Campione Italiano nel 1927, 1928, 1930 e 1931, guidando nei primi tre casi la Benelli 175 monoalbero e nel 1931 la Benelli 175 bialbero, con la quale conquista la piazza d'onore nel Campionato d'Europa, alle spalle del compagno di squadra Carlo Baschieri. Nel 1930 la Benelli aveva più di 1000 operai.

Le moto Benelli, senza Tonino che dovette interrompere la sua brillante carriera di pilota nel 1932 a causa di un incidente, risultarono comunque vittoriose, ed arrivarono a conquistare nel 1939 il prestigioso Tourist Trophy.

Vittoria bissata anche nel 1950, quando Dario Ambrosini si laureerà Campione del Mondo.

Nel 1969 si aggiudicò l'ultimo Titolo Mondiale e l'ultimo Tourist Trophy nella classe 250 con Kel Carruthers.

Giuseppe Benelli, in seguito a disaccordi con alcuni familiari, si stacca nel 1949 dall'azienda e fonda la MotoBi che ottiene un notevole successo con i motori orizzontali "a uovo". Dopo la morte di Giuseppe, avvenuta nel 1957, gli eredi trovano un accordo e la MotoBi si fonde con la Benelli, pur rimanendo attiva come marchio. Nel 1962 la produzione complessiva raggiunse i 300 esemplari al giorno di entrambi i marchi. Alla fine degli anni sessanta la crescente invasione dei marchi giapponesi si fa insostenibile e l'azienda pesarese inizia un rapido declino, cui i fratelli Marco e Paolo Benelli, figli di Tonino, tentano di arginare con investimenti nel campo sportivo e la progettazione di nuovi motori bicilindrici a due tempi, per la quale viene ingaggiato lo specialista tedesco Peter Dürr.

La gestione De Tomaso[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 gli eredi Benelli decisero di vendere l'azienda all'industriale argentino Alejandro de Tomaso. Marco Benelli rimase in azienda come dirigente, mentre il fratello Paolo lasciò per dedicarsi alla Benelli Armi (che, in collaborazione con la Morbidelli, costruirà le moto da GP MBA).

Al fine di sfidare le Case giapponesi De Tomaso ordinò ai progettisti di copiare un motore Honda CB 500 Four, al fine di risparmiare tempo e denaro. Nacque così la 500 Quattro (1974) e la "sorella" Moto Guzzi GTS 350.

Benelli 750 Sei del 1975

Nonostante diversi tentativi di diversificarsi dai concorrenti giapponesi (citiamo la 750 Sei e il suo motore a sei cilindri in linea, primo al mondo su una moto stradale, che nel 1979 sarà portato a 900 cm³.), una fusione con l'acerrima rivale (nelle corse) Moto Guzzi nel 1988 nella Guzzi-Benelli Moto (G.B.M. S.p.A.), l'attività produttiva si ridusse ai minimi termini: nel 1989 solo un'ottantina di operai lavoravano, mentre altri 153 erano in cassa integrazione[1].

Giancarlo Selci, ex dipendente Benelli e titolare della Biesse, rilevò la Casa pesarese nel 1989 tentando un rilancio che non ebbe successo; l'attività riprende solo nel 1995 quando Andrea Merloni acquisisce il marchio e lancia una serie di scooter per dare immediato ossigeno alle casse ed organizzare la rete di vendita ed assistenza, al fine di prepararsi al meglio al rientro di Benelli nel settore moto. Degno di nota nella gamma scooter di quegli anni è il modello Adiva, dotato di tettuccio rigido asportabile e il 491, scooter 50 cm³ dedicato ai più giovani che riscosse un buon successo commerciale. Gli importanti investimenti stanziati porteranno finalmente alla nascita dell'eccezionale Tornado 900 Tre, una moto sportiva pura, dotata di un motore a 3 cilindri in linea che presentava una inedita disposizione del radiatore di raffreddamento posizionato sotto il codino posteriore e dotato di due ventole di aspirazione forzata dell'aria di scenografico effetto. Andrea Merloni tentò anche l'avventura del Campionato Mondiale Superbike per le derivate dalla serie, cogliendo nel primo anno di partecipazione qualche punto in classifica. Considerazioni di carattere economico spinsero ad interrompere la partecipazione alle gare in breve tempo.

Benelli Tornado Tre 900 del 2002
Benelli Tnt Cafè Racer del 2006

Nel 2004 Benelli irrompe con il nuovo modello TNT, una roadster caratterizzata dallo stesso motore a 3 cilindri portato ad una cilindrata di 1130 cm³, disposizione laterale sdoppiata del radiatore di raffreddamento ed un telaio che utilizzava tecnologie aeronautiche per la sua realizzazione. La rivista tedesca Motorrad Magazine premia la TNT come miglior moto dell'anno 2004.

Gli ingenti investimenti schiacciano, però, nuovamente la Benelli nel baratro delle difficoltà finanziarie, e nel corso del 2005 la società sospende la produzione.

Qianjiang Group[modifica | modifica sorgente]

L'azienda viene rilevata immediatamente dopo, nel settembre 2005, dalla Qianjiang Group, società cinese costruttrice di piccoli motocicli e motori, che decide di mantenere l'attività produttiva e di engineering a Pesaro, affidando l'azienda all'amministratrice unica Yan Haimei. La produzione di moto riparte quasi immediatamente, il montaggio dei motori a 3 cilindri (precedentemente eseguita dalla Franco Morini Motori) viene riportata in casa, la gamma scooter viene altresì riavviata con motori di provenienza cinese.

Al 63º Salone di Milano del novembre 2005 Benelli quindi si ripresenta viva, aggiorna la Tornado con il motore da 1130 cm³ della TNT, dalla quale fa anche derivare una versione più alta e più motard denominata ufficialmente Tre 1130 K (spesso chiamata semplicemente TreK).

Il 6 luglio 2010 subentra al direttore tecnico Pierluigi Marconi l'ex manager Yamaha Claudio Consonni, già responsabile di produzione dello stabilimento Yamaha Motor Italia di Lesmo. Il 28 settembre 2012 si è concluso l'incarico di Consonni. Benelli è presente anche al 70º salone del motociclo di Milano (2012) presentando una naked 4 cilindri di 600 cc e due piccole moto di 150 e 250 cc.

Celebrazioni del centenario della Benelli[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 (anno del 100º anniversario) si è svolta a Pesaro una grande festa durata una settimana che ha coinvolto tutti gli appassionati e i possessori di motociclette Benelli da tutto il mondo. Nello stesso anno al salone del motociclo di Milano la Benelli ha annunciato nuovi modelli tra cui un motard di 250 cm³, una bicilindrica di 750 cm³ già presentata nel 2006 e alcuni scooter di 150 cm³.

La produzione[modifica | modifica sorgente]

Modelli storici[modifica | modifica sorgente]

Dal 1919 al 1940[modifica | modifica sorgente]

Benelli 500 VLM (militare) monoposto 500 cc 1940
Nome modello Cilindrata Prodotto
dal
sino al
Velomotore A (98,17 cm³) 1921
Velomotore B (123,54 cm³) 1921
147 Tipo Sport (147,03 cm³) 1924
Motoleggera 1 H.P. tipo A (98,17 cm³) 1924
Motoleggera 1,25 H.P. tipo B (123,54 cm³) 1924
Motoleggera 125 Tipo Sport (123,54 cm³) 1925
Motoleggera 147 Tipo Sport (147,03 cm³) 1926
Bicicletta a motore Tipo Signora (123,54 cm³) 1926
175 Sport (172,08 cm³) 1927
175 Turismo (172,08 cm³) 1928
175 Extra Lusso (172,08 cm³) 1929
175 Turismo (172,08 cm³) 1930
175 Gran Lusso (172,08 cm³) 1930
175 Sport (172,08 cm³) 1931
175 Gran Sport Monza (172,08 cm³) 1931
175 Gran Lusso (172,08 cm³) 1932
175 Turismo (172,08 cm³) 1932
175 Gran Sport Monza (172,08 cm³) 1932
175 con carrozzino (172,08 cm³) 1933
175 Furgoncino (147,08 cm³) 1933
500 Turismo (493 cm³) 1933
175 Gran Sport Monza (172,08 cm³) 1933
500 Turismo (493 cm³) 1934
500 Sport (493 cm³) 1934
220 Turismo (215,69 cm³) 1934
220 Sport (215,69 cm³) 1934
500 Turismo (493 cm³) 1935
250 Turismo (246,79 cm³) 1935
500 Sport (493 cm³) 1936
M36 Mototriciclo (493,6 cm³) 1936
250 Sport (246,79 cm³) 1937
500 Turismo (493 cm³) 1937
250 M37 (246,79 cm³) 1937
250 Turismo (246,79 cm³) 1938
500 Turismo (246,79 cm³) 1938
500 Motocarro (493 cm³) 1938
500 Turismo (493 cm³) 1939
250 4TSS Monotubo (248,87 cm³) 1940
500 VTA (493 cm³) 1940
500 VLC (493 cm³) 1940
500 VLM (493 cm³) 1940
500 VLMB (493 cm³) 1940

Dal 1970 al 1987[modifica | modifica sorgente]

Nome modello Cilindrata Prodotto
dal
sino al
Bobo (49 cm³) 1970
Mini Bike (4 Marce) (49 cm³) 1970
Motorella (49 cm³) 1970
Leoncino 70 (123,6 cm³) 1970
Mini Cross (49 cm³) 1970
Leoncino Cross (123,6 cm³) 1970
Export 3V-K (49 cm³) 1971
Mini (49 cm³) 1971
Tornado 650 (642,8 cm³) 1971 1975
90 Turismo (87,8 cm³) 1971
90 Trial (87,8 cm³) 1971
125 Sport Special (123,6 cm³) 1968 1973
250 Sport Special (245,1 cm³) 1968 1973
Tornado 650 S (642,8 cm³) 1972 1975
125 2C (124,77 cm³) 1972
250 2C (231,4 cm³) 1972
125 Cross (120,62 cm³) 1972
50 Cross (49 cm³) 1972 1976
125 Enduro (120,62 cm³) 1973
Tornado 650 S2 (642,8 cm³) 1973 1975
T 50 (49 cm³) 1973
Bobo (49 cm³) 1974
500 Quattro (498,51 cm³) 1974
750 Sei (747,77 cm³) 1975
Motorella GL (49 cm³) 1975
Caddy (49 cm³) 1975
Magnum 5V (49 cm³) 1975
125 Turismo (120,62 cm³) 1976
125 2C SE (124,77 cm³) 1976
250 2C SE (231,4 cm³) 1976
Magnum 3V (49 cm³) 1976
250 Quattro (231,4 cm³) 1976
350 RS (345,57 cm³) 1976
500 LS (458,91 cm³) 1976
Magnum 3V (49 cm³) 1978
G2 Pedali (49 cm³) 1978
G2 Elle (49 cm³) 1978
G2 KS (49 cm³) 1978
Motorella GL (49 cm³) 1978
Export 3V (49 cm³) 1978
125 Sport (124,77 cm³) 1978
354 Sport (345,77 cm³) 1978
504 Sport (498,51 cm³) 1978
900 Sei (905,91 cm³) 1979
254 (231,40 cm³) 1979
354 Sport II (345,57 cm³) 1980
354 (345,57 cm³) 1980
654 T (603,94 cm³) 1980
125 T (124,77 cm³) 1981
S 50 (49,6 cm³) 1981
654 Sport (603,94 cm³) 1982
304 (231,10 cm³) 1982
124 (123,57 cm³) 1982
S 125 (124,8 cm³) 1984
Laser (49,6 cm³) 1985
900 Sei (905,91 cm³) 1986
City Bike (49 cm³) 1987

Dal 1988 al 2000[modifica | modifica sorgente]

Nome modello Cilindrata Prodotto
dal
sino al
125 BX (123,15 cm³) 1988
Jarno (123,15 cm³) 1988
E3 (49 cm³) 1988
G2 Elle (49 cm³) 1989
City Bike 90 (49 cm³) 1990
Devil (49 cm³) 1991
Spring (49 cm³) 1992
Scooty (49 cm³) 1992
Così (49 cm³) 1992
491 (49 cm³) 1997
K2 (49 cm³) 1998
Pepe (49 cm³) 1998
Adiva (123,15 cm³/124,77 cm³) 2000

Modelli fuori produzione[modifica | modifica sorgente]

La gamma attuale[modifica | modifica sorgente]

Gamma motociclette (2014)
Gamma scooter (2014)
  • Pepe 2t/4t
  • Pepe Classic
  • QuattroNoveX
  • Caffenero 125/150
  • Caffenero 250
  • X125 / X150
  • Macis 125/150
  • Zenzero 350
Gamma e-bike (2014)
  • Classica
  • Rebella
  • Letizia
  • Utuse
  • Taitle
  • Alpan
  • Achle

Albo d'oro della Benelli[modifica | modifica sorgente]

Campionato d'Europa FICM[modifica | modifica sorgente]

Anno Classe Corridore
1932 Classe 175 cc Italia Carlo Baschieri
1934 Classe 175 cc Belgio Yvan Goor

Motomondiale[modifica | modifica sorgente]

Mondiale piloti[modifica | modifica sorgente]

Classe 250  cc :

  • 1950, 1969
Anno Vincitore Classe Motocicletta
Motomondiale 1950 Italia Dario Ambrosini Classe 250 cc Benelli monocilindrica
Motomondiale 1969 Australia Kel Carruthers Classe 250 cc Benelli 4 cilindri

Mondiale costruttori[modifica | modifica sorgente]

Classe 250  cc:

  • 1950, 1969

Tourist Trophy[modifica | modifica sorgente]

  • 250 classe cc
Anno Vincitore Classe Motocicletta
Tourist Trophy 1939 Regno Unito Ted Mellors Classe 250 cc Benelli 250
Tourist Trophy 1950 Italia Dario Ambrosini Classe 250 cc Benelli 250
Tourist Trophy 1969 Australia Kel Carruthers Classe 250 cc Benelli 250

Motogiro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

1953

  • Categoria unica - 6 tappe per un totale di 3.040 km
  • 1º assoluto Leopoldo Tartarini su Benelli Leoncino
    • Classe 125 cm3 : Tartarini su Benelli alla media di 96,342 km/h

1954

  • Categoria unica - 8 tappe per un totale di 3.414 km
    • Classe 125 cm3 : Tartarini su Benelli alla media di 93,450 km/h

1955

  • Categoria unica - 9 tappe per un totale di 3.438 km
    • Classe 125 cm3 : Campanelli su Benelli Leoncino alla media di 95,568 km/h

1957

  • Categorie "Formula 2" e "Formula 3" - 9 tappe per un totale di 2.060 km
    • Classe 125 cm3 : Ferrari su Benelli Leoncino alla media di 91,549 km/h

Campionati nazionali[modifica | modifica sorgente]

Campionato Italiano Velocità[modifica | modifica sorgente]

Anno Vincitore Classe Motocicletta
Campionato Italiano Velocità 1927 Italia Antonio Benelli Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1928 Italia Antonio Benelli Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1930 Italia Antonio Benelli Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1931 Italia Antonio Benelli Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1932 Italia Carlo Baschieri Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1934 Italia Amilcare Rossetti Classe 175 cc
Campionato Italiano Velocità 1936 Italia Celeste Cavaciuti Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1939 Italia Amilcare Rossetti Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1950 Italia Dario Ambrosini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1965 Italia Tarquinio Provini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1966 Italia Tarquinio Provini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1967 Italia Silvio Grassetti Classe 350 cc
Campionato Italiano Velocità 1968 Italia Renzo Pasolini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1968 Italia Renzo Pasolini Classe 350 cc
Campionato Italiano Velocità 1969 Italia Renzo Pasolini Classe 250 cc
Campionato Italiano Velocità 1969 Italia Renzo Pasolini Classe 350 cc

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Stampa, 10 settembre 1989, pag. 15

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Angelo Berto, Benelli: Mamma Teresa & Figli, Legend Bike, n.15, agosto 1993, Gruppo B Editore, Bresso
  • Registro Storico Benelli e Moto Club T.Benelli,"100 anni di Benelli", settembre 2011

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]