Aprilia RS
| Aprilia Serie RS | |
|---|---|
Gruppo di RS |
|
| Costruttore | |
| Tipo | Stradale sportiva |
| Produzione | dal 1992 |
| Sostituisce la | Aprilia AF1 |
| Stessa famiglia | Derbi GPR Racing Gilera SC 125 |
| Modelli simili | Cagiva Mito Gilera GFR Honda NSR Laverda Navarro Suzuki RG Gamma Yamaha TZR Peugeot XR7 Peugeot NK7 |
L'Aprilia RS è una motocicletta sportiva dell'Aprilia, prodotta dal 1992 nelle cilindrate 50, 125 e 250 cm³.
Indice |
[modifica] Il contesto
Con i modelli della serie "RS", l'Aprilia seguiva il filone delle moto da strada derivate dalle competizioni, molto in voga tra i giovani e giovanissimi nella prima metà degli anni novanta. All'epoca tutte le maggiori case motociclistiche mettevano in listino modelli di questo tipo che consentivano prestazioni notevoli e comportavano costi d'acquisto e gestione particolarmente elevati.
La serie "RS" fu pensata per sostituire nella gamma produttiva l'ormai datata "AF1", ma anche per trarre vantaggio commerciale dai notevoli successi sportivi conseguiti dalla piccola azienda di Noale.
Già nel 1991, infatti, l'Aprilia era riuscita a conquistare il secondo posto nel motomondiale, sia nella classe 125 che nella 250 e la stagione 1992 le aveva portato il primo titolo iridato della velocità.
[modifica] La serie
Sull'onda di quelle vittorie, nella primavera del 1992 venne presentata la serie "RS Extrema" che entrò in produzione, nella versione 125 cm³, a partire da Giugno 1992, seguita poi dalla versione "replica reggiani" entrata in produzione nell'Autunno dello stesso anno,
Dotate di una pregevole ciclistica che comprende i telai in scatolato d'alluminio, i freni con dischi flottanti, forcelle a steli rovesciati e molte altre raffinatezze tecniche, le moto sono equipaggiate da propulsori a due tempi potenti e sofisticati, oltre che minuziosamente curate nella carrozzeria e nella grafica.
Per la versione "125" era previsto anche l'allestimento "Sport Pro" destinato ai giovani intenzionati a gareggiare nel Campionato italiano Sport Production, ora denominato Coppa Italia.
Nel 1994 la gamma fu completata con la versione "250", dotata di un motore bicilindrico prodotto dalla Suzuki. Anche questo modello venne largamente impiegato per gare di velocità riservate a moto derivate dalla serie. La sua produzione terminò nel 2003, in seguito all'entrata in vigore delle nuove norme europee sulle emissioni.
[modifica] Aprilia RS 50
L'Aprilia RS 50 è il modello sportivo più piccolo della casa, questo modello come il 125 ha cambiato varie livree nel corso dei anni imitando la sorella maggiore (il 125) e anche qualche componente.
[modifica] Prima serie
La "prima serie" prodotta dal 1992 fino al 1996 è caratterizzata dalla ruota anteriore da 16" e dalla sospensione posteriore monobraccio; trasmissione ed impianto frenante posteriore sono quindi posizionate entrambe sul lato sinistro della ruota. Diversi restyling nel corso degli anni, tra cui la modifica del faro anteriore e degli specchietti.
[modifica] Seconda serie
La "seconda serie", prodotta dal 1997 al 2005-2006, ha portato la ruota anteriore a 17", con i canali maggiori delle due ruote sia all'anteriore (2,50" invece di 2,15") che la posteriore (3,00" invece di 2.75") e l'utilizzo della più tradizionale sospensione doppio braccio portando quindi la trasmissione e l'impianto frenante posteriore su due lati distinti della moto.
il telaio venne cambiato totalmente rispetto alla vecchia serie e il forcellone diventò a doppio braccio. La carenatura divenne più ingombrante e voluminosa, volendo replicare le 125/250 da gran premio. il peso scese da circa 92–93 kg a 89 kg.
Il modello era inizialmente in competizione con altri, tra cui l'Honda con l'NSR 50 e la Cagiva Mito 50, con la prima concorrente l'RS era generalmente più competitiva, la seconda serie invece pagava qualcosina. L'RS 50 risultava comunque essere un buon compromesso tra qualità e prezzo e tuttora viene prodotta. Col passare degli anni gran parte delle concorrenti quindi scomparvero e successivamente vennero sostituite da altre concorrenti altrettanto competitive e moderne come la TZR 50 e la GPR 50.
[modifica] Terza serie
Nel 2006 venne presentata la "terza serie" derivata strettamente dalla Derbi GPR 50. Come la "cugina" spagnola è equipaggiata con componenti di prim'ordine se si pensa che è e rimane un ciclomotore, le differenze rimangono quindi solo a livello estetico. Cupolino, parafango anteriore e carene laterali adottano ora le stesse forme della quarta serie dell'RS 125, per continuare il family-feeling con la RSV 1000, meccanicamente si passa a ruote con canale maggiore sia all'anteriore (2,75" invece di 2,50"), in modo da poter adoperare pneumatici più grandi (100 in luogo dei 90 all'anteriore, verranno poi portati a 110 nel 2008) e la posteriore (3,50" invece di 3.00"), in modo da poter adoperare pneumatici più grandi (130 in luogo dei 110 al posteriore), inoltre si adotta il nuovo blocco motore Derbi D50B.
[modifica] Aprilia RS 125
La RS 125 è uno dei modelli di maggior successo dell'Aprilia. Partecipa a vari campionati di velocità, sia al Campionato Italiano Sport Production che all'Europeo. Inoltre Aprilia a questo modello così come alla sorella di cilindrata doppia ha dedicato ufficialmente il relativo campionato monomarca.
Questa moto è l'evoluzione dell'Aprilia AF1, proposta ed entrata in commercio alla fine degli anni ottanta, con le caratteristiche di quel tempo, in poche parole carenatura e codino abbastanza squadrati e fari rotondi, come andava di moda in questo periodo.
[modifica] Prima serie
Di conseguenza, nell'avanzare della modernità, nel 1992 venne presentata la "prima serie" che durerà fino al 1995, la quale ha il nome di "Extrema", dove questa serie si differenzia dall'Aprilia AF1 per via del forcellone bibraccio al posto del monobraccio, dal nuovo telaio e carenature derivati dalla Aprilia RSW 125 del 1991.
I nuovi modelli (extrema) hanno subito colpito l'attenzione grazie all'impronta da vera sportiva, fu messa in vendita in varie versioni, con la classica colorazione nera, in versione Chesterfield (replica di quella utilizzata da Max Biaggi).
[modifica] Seconda serie
La seconda serie sostituisce la precedente nel 1996 e durò fino al 1998, si distingue per il faro, non è più a trapezio isoscele rovesciato, ma del tipo a semicerchio, con la parte centrale e superiore leggermente rientrante, inoltre si adotta sempre la doppia prese d'aria laterali su cupolino, ma semplificate (integrate direttamente nelle carene) e ampliate rispetto alle prime versioni denominate "Extrema" dove erano sporgenti, ma vengono effettuati anche dei cambiamenti meccanici, dove vi è l'adozione di un nuovo motore (Rotax 122 al posto del Rotax 123) e impianto elettrico e d'accensione (SEM), con un nuovo alternatore trifase da 180 W, al posto del precedente bifase da 185 W, l'impianto frenante ora non è più con le sole pinze Brembo, diventando completamente Grimeca, con pinze firmate Aprilia. Questa serie hanno continuato a richiamare l'attenzione grazie all'impronta da vera sportiva, riprendendo la linea della nuova Aprilia RSW 125 del motomondiale, fu messa in vendita in varie versioni, come la versione Silver e Replica Valentino Rossi.
[modifica] Terza serie
La "terza serie" introdotta nel 1998 e in commercio fino al 2005 è ispirata al modello della Moto GP che comprende un settaggio aerodinamico abbastanza arrotondato, con un cupolino ridimensionato, con l'uso di una sola presa d'aria a destra e più centrale, carene più strette prive delle feritoie per il radiatore e codino a goccia, anche di questo modello sono state messe in produzione diverse colorazioni e repliche del motomondiale, inoltre si cambia tipologia di disco freno, che ora è più spesso di un millimetro (5 mm invece di 4 mm) ma rimane sempre del diametro di 320 mm abbinato a nuovi cerchi a cinque razze invece di tre sempre con i rispettivi canali da 3" all'anteriore e 4" al posteriore.
L'Aprilia Rs 125, per rientrare nelle normative europee anti-inquinamento e soprattutto per permetterne la guida da parte dei sedicenni neopatentati, dal 1995 esce dalla casa costruttrice con notevoli limitazioni di potenza da circa 30 cavalli viene depotenziata a 15 per rientrare nei limite della patente A1.
Queste limitazioni consistono in meccanismi che impediscono parzialmente l'immissione di miscela nel gruppo termico, strozzature nell'espansione di scarico, limitazioni elettroniche date dall'assenza della centralina attuatrice della valvola e l'adozione di una valvola parzializzatrice fissa che funge non più come regolatore della risonanza dell'espansione, ma da limitatore di giri supplementare e di limitatore di coppia agli alti regimi.
Per riacquistare la potenza della moto per l'utilizzo in pista dal 1995 l'Aprilia ha messo in commercio un kit (che sarà denominato in seguito Full Power o Free Power) facile da montare, che prevedeva una valvola RAVE funzionante ed un'espansione diversa, questo kit può essere utilizzato per avere esattamente come nei anni precedenti o come fuori dall'Italia un 125 a piena potenza.
[modifica] Quarta serie
Presentata nel 2005 la "quarta serie" della Rs 125 come "modello dell'anno 2006" entra in commercio nel 2006, presenta una carenatura ed una componentistica meccanica completamente revisionate come i freni con pinze radiali che la fanno assomigliare alla sorella maggiore iper-sportiva RSV1000.
Nel 2007 esce una variante che pur essendo uguale come estetica adotta un carburatore elettronico VHST 28 dell'Orto con valvola a saponetta (a differenza del precedente PHBH 28 a valvola cilindrica), il catalizzatore allo scarico oltre che una nuova centralina piaggio ed un nuovo contagiri da 14.000 rpm anziché 12.000 rpm. Centralina che rimpiazza sia la vecchia nippondenso che la utile centralina dell'apertura della valvola di scarico racchiudendo entrambe le centraline in essa e presentando anche una variante per il ripotenziamento della moto; compare inoltre una nuova spia chiamata EFI (Electronic Fuel Injection) per eventuali malfunzionamneti. Il tutto per consentire l'omologazione Euro 3 e per continuare a rimanere nel mercato non solo rivaleggiando con la Mito, ma ora anche con la Derbi GPR 125 Racing e la Gilera SC 125.
Nel 2008 escono tre nuove colorazioni: Spain's n°1 (Replica Jorge Lorenzo n°1), Nero Aprilia e Rosso Fluo.
L'Aprilia RS sfoggia una ciclistica sofisticata: un forcellone in alluminio pressofuso a bracci asimmetrici, di cui uno con carpiata di rinforzo, un telaio a guscio con nervature interne direttamente derivato dal reparto corse della casa di Noale e, negli ultimi modelli, anche di un avantreno più rifinito, con un freno a disco con pinza radiale a 4 pistoncini contrapposti, che assicura una frenata più efficace e modulabile, cerchi in lega leggera ed una piastra di sterzo alleggerita e dal design molto accattivante.
Nel film del 2009 Transformers - La vendetta del caduto, l'attrice protagonista Megan Fox possiede una Aprilia RS 125 con livrea Spain's n°1.
[modifica] Aprilia RS 250
L'Aprilia RS 250 è una moto italiana con motore bicilindrico da 249 cm³ derivato da quello della rivale Suzuki RGV Gamma 250, ma leggermente rivisitato per ottenere più potenza in alto. Le quote del telaio a doppia trave diagonale in alluminio, l'impianto frenante anteriore dotato di doppio disco, le forcelle a stelo rovesciato regolabili e il prestante motore ne hanno fatto una delle moto di culto degli anni novanta.
La sua presentazione avviene quasi in contemporanea all'inspiegabile abbandono del settore 250 cm³ da parte delle case giapponesi, presenti fino ai primi anni novanta con le varie TZR, RGV Gamma e RGV R e NSR. Aprilia non si fece scoraggiare dai numeri che davano il mercato dei 250 in flessione, ma scommise su questa categoria. I risultati di vendita e l'apprezzamento del pubblico per le doti di questa moto le diedero ragione.
[modifica] Prima serie
L'Aprilia si ritrovò a non avere concorrenza diretta nel settore, così la "prima serie" della RS 250 (prodotta dal 1995 fino al 1997) riscosse un successo inaspettato, dovuto anche alle caratteristiche molto sportive della moto. Le uniche pecche segnalate dagli appassionati riguardavano l'erogazione della coppia che seppure molto lineare, era carente ai bassi regimi, al serbatoio non molto capiente e ai problemi che causava al motore la rottura della valvola del cilindro anteriore.
[modifica] Seconda serie
Il modello verrà aggiornato nei vari settaggi e/o componenti, con la cosiddetta "seconda serie" del 1998, prodotta fino al 2002 in concomitanza con l'RS 50 e 125, il codino assunse una forma a goccia e vi è l'eliminazione delle feritoie laterali per il radiatore e la presa d'aria viene spostata sul cupolino, ispirata direttamente alle Aprilia RSW che correvano nella GP 125 e 250 e venne dotata di un serbatoio di maggiore capacità e di un motore rivisto per essere più ricco di coppia ai bassi regimi, riuscendo al contempo a non sacrificare potenza agli alti, ma anche in grado di rispettare le normative antinquinamento che man mano diventavano sempre più limitanti, inoltre viene rivisto l'impianto anteriore (dischi freno, pinze e relativa pompa).
La moto comunque rimase sempre con la sua indole da sportiva pura, caratterizzato dal fatto d'avere il solo avviamento a pedale, dalle molteplici capacità di regolazione della moto, che ne permettevano sempre un perfetto settaggio per la guida sia di tutti i giorni che da pista, dal peso molto ridotto che dà alla moto un'agilità molto elevata soprattutto in rapporto alla potenza.
Le varie annate della seconda serie sono riconoscibili (se originali) per la colorazione delle carene, che solitamente riprendevano i colori con i quali gareggiavano i piloti Aprilia nel motomondiale dell'anno precedente.
Nel 2002 le normative antinquinamento diventano così restrittive (Euro II) da non consentire più la produzione del modello nel 2003 (o almeno Aprilia non considera economicamente valida un'operazione di adeguamento) e con grande cordoglio di tutti i duetempisti, va in pensione l'ultima quarto di litro da corsa, lasciando vuoto un settore tanto adorato da molti appassionati.
[modifica] Caratteristiche tecniche
| Dimensioni e pesi | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ingombri (lungh.×largh.×alt.) | 1.875 mm, dal 1996 1.920 × 640 mm, dal 1996 720 × 1.090 mm, dal 1996 1.155 mm | ||||
| Altezze | Sella: 780 mm, dal 1996 810 mm - Minima da terra: dal 1996 170 mm - Pedane: 355 mm | ||||
| Interasse: 1.280 mm | Massa a vuoto: | Serbatoio: 12,2 l, dal 1996 13 l | |||
| Meccanica | |||||
| Tipo motore: Monocilindrico a 2 tempi Minarelli AM6 | Raffreddamento: a liquido | ||||
| Cilindrata | 49,75 cm3 (Alesaggio 40,3 x Corsa 39 mm) | ||||
| Distribuzione: valvola lamellare | Alimentazione: carburatore Dell'Orto SHA 14/12, dal 2001 PHBN 16 HS | ||||
| Potenza: | Coppia: | Rapporto di compressione: 12±0,5:1 | |||
| Frizione: multidisco in bagno d'olio | Cambio: sequenziale a 5 marce (sempre in presa)
1° 12/36 (3,000) 2° 16/33 (2,062) 3° 19/29 (1,526) 4° 22/27 (1,227) 5° 24/25 (1,042) |
||||
| Accensione | elettronica | ||||
| Trasmissione | primaria a ingranaggi 20/71 (3,550); secondaria a catena |
||||
| Avviamento | elettrico CDI (ad anticipo fisso) | ||||
| Ciclistica | |||||
| Telaio | bitrave in alluminio | ||||
| Sospensioni | Anteriore: forcella teleidraulica da 30 / Posteriore: monoammortizzatore con regolazione del precarico | ||||
| Freni | Anteriore: disco singolo da 290 mm, dal 1996 disco singolo da 280 mm / Posteriore: disco singolo da 220 mm | ||||
| Pneumatici | anteriore da 90/90 16 o in alternativa 80/100 16 su cerchi con canale da 2,15"; posteriore da 110/80 17 o in alternativa 100/80 su cerchi con canale da 2.75", dal 1996 anteriore da 90/80 17 su cerchi con canale da 2,5"; posteriore da 110/80 17 su cerchi con canale da 3" |
||||
| Prestazioni dichiarate | |||||
| Velocità massima | 95km/h km/h | ||||
| Consumo | circa 15km/l | ||||
| Fonte dei dati: [senza fonte] | |||||
| Dimensioni e pesi | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ingombri (lungh.×largh.×alt.) | 1.965 × 720 × (massima al cupolino) 1.100 mm | ||||
| Altezze | Sella: 810 mm | ||||
| Interasse: 1.310,5 mm | Massa a vuoto: 112 kg in ordine di marcia, a secco 89kg kg | Serbatoio: 13 l | |||
| Meccanica | |||||
| Tipo motore: Monocilindrico a 2 tempi Derbi D50B (gruppo Piaggio) | Raffreddamento: a liquido | ||||
| Cilindrata | 49,9 cm3 (Alesaggio 39,86 x Corsa 40,00 mm) | ||||
| Distribuzione: valvola lamellare | Alimentazione: carburatore Dell'Orto PHVA 17,5 | ||||
| Potenza: | Coppia: | Rapporto di compressione: 11,5:1 | |||
| Frizione: multidisco in bagno d'olio | Cambio: sequenziale a 6 marce (sempre in presa)
1° 11/34 (3,091) 2° 15/30 (2,000) 3° 18/27 (1,500) 4° 20/24 (1,200) 5° 22/23 (1,045) 6° 23/22 (0,956) |
||||
| Accensione | elettronica CDI (ad anticipo fisso) | ||||
| Trasmissione | primaria a ingranaggi 21/78 (3,714); secondaria a catena 14/53 (3,785) |
||||
| Avviamento | elettrico | ||||
| Ciclistica | |||||
| Telaio | bitrave in alluminio con profilo estruso rinforzato all’interno | ||||
| Sospensioni | Anteriore: forcella teleidraulica di tipo "up-side-down" (a steli rovesciati) con diametro steli di 40mm corsa di 120 mm / Posteriore: Forcellone in alluminio con doppio braccio estruso rinforzato e capriata di rinforzo, monoammortizzatore idraulico non regolabile escursione ruota 110 mm | ||||
| Freni | Anteriore: disco in acciaio inox Ø 300 mm / Posteriore: a disco in acciaio inox Ø 180 mm | ||||
| Pneumatici | anteriore da 100/80 17" tubeless su cerchi con canale da 2,75"; posteriore da 130/70 17" tubeless su cerchi con canale da 3,5". | ||||
| Prestazioni dichiarate | |||||
| Velocità massima | 90km/h km/h | ||||
| Fonte dei dati: Manuale modello 2006 | |||||
| Dimensioni e pesi | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ingombri (lungh.×largh.×alt.) | 1.970 × 780 × 1.100 mm | ||||
| Altezze | Sella: 800 mm - Minima da terra: 130 mm | ||||
| Interasse: 1345 mm | Massa a vuoto: 121 kg | Serbatoio: 14 l | |||
| Meccanica | |||||
| Tipo motore: Rotax 123, monocilindrico a 2 tempi | Raffreddamento: a liquido | ||||
| Cilindrata | 124,8 cm3 (Alesaggio 54 x Corsa 54,5 mm) | ||||
| Distribuzione: valvola lamellare | Alimentazione: carburatore Dell'Orto VHSB 34 LD mm | ||||
| Potenza: 32,34 CV a 11.500 rpm | Coppia: 2,02 kg·m a 11.500 rpm | Rapporto di compressione: | |||
| Frizione: multidisco in bagno d'olio | Cambio: sequenziale a 6 marce sempre in presa | ||||
| Accensione | elettronica CDI (ad anticipo variabile) | ||||
| Trasmissione | a catena | ||||
| Avviamento | elettrico | ||||
| Ciclistica | |||||
| Telaio | bitrave in alluminio | ||||
| Sospensioni | Anteriore: forcella teleidraulica a steli rovesciati da 40 mm "MARZOCCHI" / Posteriore: monoammortizzatore con regolazione del precarico "SACHS" | ||||
| Freni | Anteriore: disco singolo da 320 mm Brembo / Posteriore: disco singolo da 220 mm | ||||
| Pneumatici | anteriore da 110/70 ZR 17; posteriore da 150/60 ZR 17 | ||||
| Fonte dei dati: [senza fonte] | |||||
| Dimensioni e pesi | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ingombri (lungh.×largh.×alt.) | 1.955 × 720 × 1.100 mm | ||||
| Interasse: 1345 mm | Massa a vuoto: | Serbatoio: 14 litri (di cui riserva 3,5 litri) | |||
| Meccanica | |||||
| Tipo motore: Rotax 122, monocilindrico due tempi | Raffreddamento: a liquido | ||||
| Cilindrata | 124,8 cm3 (Alesaggio 54,0 x Corsa 54,5 mm) | ||||
| Distribuzione: valvola lamellare | Alimentazione: carburatore Dell'Orto VHST 28 | ||||
| Potenza: 11 kW - 15 CV | Coppia: | Rapporto di compressione: 12,5 ± 0,5:1 | |||
| Frizione: Dischi multipli, in bagno d'olio | Cambio: sequenziale a 6 rapporti (sempre in presa)
1° 10/30 (3,000) 2° 14/29 (2,071) 3° 17/27 (1,588) 4° 19/25 (1,316) 5° 21/24 (1,143) 6° 22/23 (1,045) |
||||
| Accensione | unità di controllo CDI (ad anticipo variabile) | ||||
| Trasmissione | primaria ad Ingranaggi: 19/63 (3,316) finale a Catena: 17/40 (2,353) |
||||
| Avviamento | Elettrico | ||||
| Ciclistica | |||||
| Telaio | Doppio trave inclinato in fusione di alluminio, con struttura a guscio in parete sottile e nervature incrociate di rinforzo | ||||
| Sospensioni | Anteriore: Forcella teleidraulica a steli rovesciati, Ø 40 mm, escursione ruota 120 mm / Posteriore: Forcellone oscillante in fusione di alluminio con bracci asimmetrici a struttura a guscio in parete sottile, monoammortizzatore idraulico con regolazione precarico molla, escursione ruota 120 mm | ||||
| Freni | Anteriore: disco flottante Ø 320 mm, con pinza radiale a quattro pistoncini a diametro differenziato Ø 32 mm – Ø 27 mm; / Posteriore: a disco singolo Ø 220 mm, pinza a due pistoncini Ø 30 mm | ||||
| Pneumatici | Tubeless radiali, anteriore 110/70 17”, post. 150/60 17” - Cerchi: In lega di alluminio, anteriore 3,00 x 17”, posteriore 4,00 x 17” | ||||
| Altro | |||||
| Generatore | 12V - 180 W | ||||
| Fonte dei dati: [senza fonte] | |||||
| Dimensioni e pesi | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Ingombri (lungh.×largh.×alt.) | 1.980 × 690 × 1.090 mm | ||||
| Altezze | Sella: 810 mm - Minima da terra: 135 mm | ||||
| Interasse: 1.370 mm, dal 1998 1.360 mm | Massa a vuoto: a secco 141 kg, dal 1998 in poi il peso in ordine di marcia 167 kg kg | Serbatoio: 16,5 l, dal 1998 in poi sarà da 19,5 l | |||
| Meccanica | |||||
| Tipo motore: Bicilindrico a 2 tempi a V da 90° | Raffreddamento: a liquido | ||||
| Cilindrata | 249,25 cm3 (Alesaggio 56 x Corsa 50,6 mm) | ||||
| Distribuzione: valvola lamellare | Alimentazione: a 2 carburatori Mikuni TM 34 SS | ||||
| Potenza: 65,5 Cv (all'albero) a 11.900 rpm; dal 1998 64,3 Cv (all'albero) a 11.600 rpm |
Coppia: 4,3 kgf-m / 10.750 rpm. | Rapporto di compressione: 12±0,7:1 | |||
| Frizione: multidisco in bagno d'olio | Cambio: sequenziale a 6 marce sempre in presa
1° 11/27 (2,454) 2° 16/26 (1,625) 3° 17/21 (1,235) 4° 22/23 (1,045) 5° 24/22 (0,916) 6° 25/21 (0,840) |
||||
| Accensione | CDI digitale (ad anticipo variabile 3D) | ||||
| Trasmissione | primaria ad ingranaggi: 23/59 (2,565); finale a catena: 14/42 (3,000) | ||||
| Avviamento | a pedale | ||||
| Ciclistica | |||||
| Telaio | bitrave a elementi fusi e in lamiera stampata in alluminio | ||||
| Sospensioni | Anteriore: forcella teleidraulica a steli rovesciati pluriregolabile da 40mm "MARZOCCHI" (dal '98 41mm "SHOWA") / Posteriore: monoammortizzatore pluriregolabile | ||||
| Freni | Anteriore: doppio disco da 298 mm Brembo / Posteriore: disco singolo da 220 mm | ||||
| Pneumatici | anteriore da 110/70 ZR 17 su cerchi con canale da 3,00"; posteriore da 150/60 ZR 17 o in alternativa 160/60 ZR 17 su cerchi con canale da 4,50"
dal 1998 anteriore da 120/60 ZR 17 su cerchi con canale da 3,50"; posteriore da 150/60 ZR 17 |
||||
| Prestazioni dichiarate | |||||
| Velocità massima | 209, dal 1998 207 km/h | ||||
| Accelerazione | 0-400metri: 12"5, dal 1998 12"96; 0-100 km/h in 4"3, dal 1998 5"5 s | ||||
| Consumo | extraurbano 15,9; a 120 km/h 13,2; al limite 7 | ||||
| Fonte dei dati: [senza fonte] | |||||
[modifica] Altri progetti
Commons contiene immagini o altri file su Aprilia RS