Aprilia (azienda)
| Aprilia | |
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| Nazione | |
| Fondazione | 1945 a Noale |
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Fondata da |
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| Sede principale | Noale |
| Gruppo | Piaggio |
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Filiali |
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| Persone chiave |
Roberto Colaninno (presidente) |
| Slogan | bike me |
| Sito web | www.aprilia.com |
L'Aprilia è una azienda motociclistica italiana fondata nel 1945 a Noale. Essa rappresenta una leggenda dello sport mondiale, avendo vinto ben 40[1] campionati del mondo in diverse categorie. Dal punto di vista societario, l'Aprilia S.p.A. dal 2004 fa parte del Gruppo Piaggio.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] XX secolo
La Aprilia è stata fondata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale dal Cavalier Alberto Beggio, come produttore di biciclette, a Noale in provincia di Venezia; la sua sede è ancor oggi situata a Noale, ma dal 1996 la produzione fu spostata nel nuovo stabilimento Aprilia nel vicino comune di Scorzè.
Il figlio del fondatore, Ivano Beggio, prese le redini dell'azienda nel 1968 iniziando subito a costruire un ciclomotore con un ristretto numero di collaboratori. I primi modelli con cui l'Aprilia uscì sul mercato furono i Colibrì, Daniela e Packi, seguiti dalla prima motocicletta da fuoristrada la Scarabeo, presentata nel 1970 in due cilindrate, da 50 e 125 cc e rimasta in produzione per quasi un decennio.
Nel 1977 si assistette alle prime vittorie significative nel campo delle competizioni, con la vittoria nel campionato italiano di motocross nelle classi 125 e 250 da parte del pilota milanese Ivan Alborghetti. Lo stesso pilota partecipò, l'anno successivo, al Campionato mondiale di motocross giungendo al sesto posto assoluto della classifica finale con due terzi posti conquistati nelle singole gare.
Il passo successivo nell'evoluzione dell'Aprilia fu quello, negli anni ottanta, di ampliare la gamma dei modelli offerti in vendita, dedicandosi anche ai settori del trial dell'enduro e delle moto da strada, prodotte in varie cilindrate tra i 50 e i 600 cm3. Nel 1985 venne firmato un accordo di collaborazione con l'austriaca Rotax per la fornitura di motori alla casa veneziana. È del 1986 la presentazione della Tuareg la prima moto derivata da quelle in uso nei Rally Africani.
Sulla scia dei successi ottenuti vennero messi in vendita modelli in varie cilindrate, come le Aprilia RS 50 con motorizzazione Minarelli raffreddata a liquido , e la Aprilia RS 125 con un motore Rotax, dotato di una valvola di scarico passiva a controllo pneumatico (denominata RAVE e RAVE2, successivamente sostituita con una a controllo elettronico) e Aprila RS 250 motorizzata Suzuki, messe in commercio con le livree delle motociclette da competizione e che ottennero un vasto seguito soprattutto tra i più giovani appassionati delle due ruote.
Per quanto riguarda la produzione di serie gli anni novanta videro la presentazione di altri modelli destinati ad un buon successo sul mercato; si passava dalle Aprilia Pegaso offerte nelle cilindrate 50,125 e 650, allo scooter tradizionale Amico o a quello con ruote alte che riprendeva il nome storico della casa, lo Scarabeo. Un altro scooter di successo è il Leonardo, motorizzato Rotax per le cilindrate 125 e 150. Successivamente, con la fornitura di motori Yamaha, il Leonardo viene prodotto con cilindrate 250 e 300.
Verso la fine del decennio, nel 1998, si registrò l'entrata della casa nel settore delle maximoto con la presentazione delle Aprilia RSV Mille e della Falco, entrambe utilizzanti i motori Rotax da 990 cm3 di cilindrata con l'innovativa disposizione a v di 60° che permette una distribuzione dei pesi a tutto vantaggio della maneggevolezza e delle ottime doti di guidabilità di questa bicilindrica. L'anno successivo venne prodotta l'RSV Mille SP, una versione in tiratura limitata di 150 esemplari necessari per l'omologazione nel Campionato mondiale Superbike, che fu pilotata dall'australiano Troy Corser e dal padovano Alessandro Antonello.
[modifica] XXI secolo
Il nuovo secolo si apre con l'acquisizione, nel 2000, da parte della casa veneziana di due dei marchi più famosi della storia del motociclismo italiano, la Moto Guzzi e la Moto Laverda.
La produzione di serie vede invece il lancio di modelli come la Aprilia Caponord che richiama lo spirito di avventura dei lunghi raid, della Futura sport tourer dal design futuristico e della Tuono, ovvero naked sportiva su base della Aprilia RSV 1000.
Nel 2004 l'ultima e più recente modifica dell'assetto societario con l'acquisizione della Aprilia e delle sue controllate da parte della Piaggio che controlla anche la Gilera e la spagnola Derbi; da questa fusione è nato il quarto gruppo industriale più importante al mondo, nel campo della fabbricazione delle 2 ruote, con una capacità produttiva di 600.000 veicoli annui ed un giro di affari di 1,5 miliardi di euro.
Dal 2006 Aprilia inizia a progettare, sviluppare e produrre in proprio i motori che equipaggiano le moto di serie, interrompendo il lungo rapporto di collaborazione con la Rotax; da quel momento tutte le moto prodotte sono motorizzate quindi con propulsori italiani al 100% di tecnologia piaggio.
Oggi a capo dell'azienda come presidente ed amministratore delegato appare Roberto Colaninno (Presidente anche della Piaggio). Ivano Beggio è stato per un breve periodo "Presidente onorario", ma dal 2006 non riveste più alcun ruolo nell'azienda fondata dal padre.
[modifica] Impegni sportivi
| Per approfondire, vedi la voce Aprilia Racing. |
[modifica] La gamma
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Gamma scooter
Gamma Scarabeo
Gamma fuoristrada
Gamma strada
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Gamma competizione Modelli fuori produzione
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[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
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