Aprilia Racing

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Aprilia Racing è la divisione sportiva dell'azienda motociclistica Aprilia.

Inizia l'attività nel 1974 nel campionato mondiale di motocross, spostandosi in altre competizioni nel 1985 con l'entrata nel Campionato mondiale di trial del pilota Philippe Berlatier e nel motomondiale con Loris Reggiani che iniziò a gareggiare nella classe 250. Due stagioni più tardi, esattamente il 30 agosto 1987, si registrò la prima vittoria in un Gran Premio, quello di San Marino e sempre con Loris Reggiani alla guida.

Nel 1992 la casa di Noale iniziò la lunga serie di vittorie nei campionati mondiali della varie discipline motociclistiche nella Classe 125 del motomondiale, con alla guida Alessandro Gramigni, e nel campionato di trial con Tommy Ahvala. Furono questi i primi di una lunga serie di vittorie nei singoli gran premi e di titoli ottenuti nelle classi del motomondiale, con alla guida piloti famosi come Biaggi, Capirossi, Gramigni, Locatelli e Rossi.

Indice

[modifica] Motomondiale

Aprilia Racing
Logo Aprilia Racing.jpg
Flag of Italy.svg
Nome completo Aprilia Racing
Categorie 125cc
250cc
Sede
Team manager
Piloti nel 2011
125cc Classe 125cc - 2011
250cc
Moto nel 2011 Aprilia RSA 125
Pneumatici nel 2011
Campioni del Mondo
125cc 1992 - Bandiera dell'Italia Alessandro Gramigni
1994 - Bandiera del Giappone Kazuto Sakata
1997 - Bandiera dell'Italia Valentino Rossi
1998 - Bandiera del Giappone Kazuto Sakata
2000 - Bandiera dell'Italia Roberto Locatelli
2002 - Bandiera della Francia Arnaud Vincent
2006 - Bandiera della Spagna Álvaro Bautista
2007 - Bandiera dell'Ungheria Gábor Talmácsi
2009 - Bandiera della Spagna Julian Simon
250cc 1994 - Bandiera dell'Italia Max Biaggi
1995 - Bandiera dell'Italia Max Biaggi
1996 - Bandiera dell'Italia Max Biaggi
1998 - Bandiera dell'Italia Loris Capirossi
1999 - Bandiera dell'Italia Valentino Rossi
2002 - Bandiera dell'Italia Marco Melandri
2003 - Bandiera di San Marino Manuel Poggiali
2006 - Bandiera della Spagna Jorge Lorenzo
2007 - Bandiera della Spagna Jorge Lorenzo
Note

Nonostante sia stata, nel passato, un'azienda relativamente piccola se paragonata ai colossi nipponici, l'Aprilia ha da sempre dedicato molte energie nelle competizioni sportive, in particolare nel motomondiale dove ha gareggiato in tutte le classi, con risultati molto positivi nella 125, dove ha conquistato 9 titoli mondiali, e nella 250, dove ha conquistato altrettanti titoli iridati: con i suoi 18 titoli costruttori complessivi, l'Aprilia si colloca al 4º posto tra le case più vincenti di sempre. Essa ha inoltre conquistato 18 titoli mondiali piloti nelle classi 125 e 250 a partire dal 1992[1].

[modifica] Classe 125

Kazuto Sakata con l'Aprilia RS 125 R campione del mondo 1994

Nel 1992 Alessandro Gramigni con l'Aprilia RS 125 R si laurea campione del mondo della ottavo di litro (altro nome della 125) a seguito di due successi (in Malesia ed Ungheria) e 134 punti in classifica, appena 16 lunghezze in più del secondo classificato, l'altro italiano Fausto Gresini su Honda RS125R.

Kazuto Sakata divenne campione del mondo di motociclismo della classe 125 nel 1994 a seguito di tre successi (in Australia e poi ancora in Spagna e Repubblica Ceca) e 224 punti nella classifica finale.

Nel 1997 il giovanissimo Valentino Rossi, passato dal team AGV al Team ufficiale Aprilia, ottiene il suo primo titolo mondiale in sella alla RS 125. Conquistato il suo primo alloro il pesarese passa alla 250cc.

Nel 1998, a distanza di quattro anni dal suo primo successo, è il giapponese Sakata a vincere il mondiale per la seconda volta grazie a quattro primi posti ottenuti in Giappone, Spagna, Francia e Gran Bretagna.

Nel 2000 si laurea campione del mondo Roberto Locatelli del team Vasco Rossi Racing dopo aver ottenuto cinque vittorie (Malesia, Italia, Repubblica Ceca, Spagna e Giappone) e 230 punti.

Nel 2002 il francese Arnaud Vincent, supportato dal team Worldwide Race di Fiorenzo Caponera, diviene campione del mondo grazie a cinque vittorie (in Giappone, Gran Bretagna, Germania, Portogallo e Malesia), due pole position e 273 punti in classifica generale, appena 19 in più del secondo classificato (il sammarinese Manuel Poggiali).[2]

Talmacsi con l'Aprilia RSA 125 campione del 2007

Nel 2006 si è laureato campione del mondo con 338 punti frutto di 8 vittorie, 4 secondi posti, 2 terzi posti lo spagnolo Álvaro Bautista del team Master-MVA Aspar.[3]

Nel 2007 è ancora il team Aspar a fregiare la casa italiana del titolo mondiale piloti. La stagione però è molto intensa, e lotta per il campionato si decide solo all'ultima gara, a Valencia: Talmácsi ci arriva con 10 punti di vantaggio sul compagno di squadra Faubel. In gara la tensione è palpabile, Talmácsi parte dalla pole, Faubel lo supera e vince, ma l'ungherese arriva secondo e si laurea campione del mondo: è il primo ungherese a raggiungere un simile traguardo nel motociclismo.[4]

Il 18 ottobre 2009 Julian Simon si laurea campione del mondo nella Classe 125 guidando un Aprilia RSA 125 del team Bancaja Aspar.

[modifica] Classe 250

Nel 1994 Max Biaggi si aggiudica il mondiale, con 22 punti di vantaggio su Tadayuki Okada (2º)[5], portando il primo mondiale della classe 250 all'Aprilia.

Nel 1995 Biaggi si laurea nuovamente campione ma ha vita più semplice concludendo con ben 63 punti di vantaggio sul secondo classificato (il giapponese Tetsuya Harada), vincendo 8 gran premi (Malesia, Germania, Italia, Olanda, Gran Bretagna, Republica Ceca, Argentina e Catalogna) concludendo solo una gara fuori dal podio, quella in Giappone.

Nel 1996 sempre il romano Biaggi si conferma per il terzo anno consecutivo, ottiene 9 vittorie (5 nelle prime 6 gare) e si porta a casa il mondiale con soli 6 punti di vantaggio su Waldmann.

Nel 1998 con Loris Capirossi vince il titolo (grazie alle vittorie nel Gran Premio di Spagna e nel Gran Premio di Gran Bretagna) superando in classifica i compagni di squadra Valentino Rossi, all'epoca giovane promessa del motociclismo italiano e Tetsuya Harada, l'unico ancora in grado di portargli via la prima posizione [6]; ma all'ultima curva dell'ultimo giro del Gran Premio decisivo, quello d'Argentina, Capirossi fece un'entrata decisa ad Harada, in quell'occasione più lento, incappando in un inevitabile contatto dal quale l'italiano ebbe al meglio; Capirossi era così campione del mondo, in seguito il pilota giapponese lo accusò di comportamento antisportivo in pista [7] .

In particolare, Harada sostenne che Capirossi fece di tutto per farlo cadere al fine di vincere il titolo mondiale, con la stessa accusa l'Aprilia interruppe bruscamente il contratto che la legava a Capirossi anche per l'anno successivo [8]. La casa di Noale venne successivamente citata in causa e tutto si risolse con una lunga questione legale alla fine della quale il pilota italiano venne dichiarato innocente e non vennero presi provvedimenti nei suoi confronti, confermando la classifica finale che lo vedeva campione del mondo. L'Aprilia dovette inoltre riconoscergli una cifra pari a 1,5 milioni di euro per chiudere la controversia[9].

Nel motomondiale 1999 vinse il titolo con la casa di Noale Valentino Rossi e nel 2002 Marco Melandri.

Nella stagione 2003 il sammarinese Manuel Poggiali, all'esordio nella categoria, vince le prime due corse della stagione (Giappone e Sudafrica) e con altri due successi, nei Gran Premi di Francia ed Italia, ed un totale di 10 podi, conquista il titolo di campione del mondo, al primo anno nella categoria. Poggiali è stato il terzo pilota più giovane ad aver vinto il titolo iridato nella classe 250 dopo Marco Melandri e Valentino Rossi.

Nel 2006 lo spagnolo Jorge Lorenzo, al primo anno con la 250 italiana, vince la sua prima gara in 250 nel GP di Spagna a Jerez, prima gara del campionato e grazie ad 8 vittorie e 11 podi (comprese le vittorie), vince il suo primo campionato del mondo lottando sino all'ultimo GP con Andrea Dovizioso su Honda, diventando il secondo pilota più giovane della storia a vincere tale titolo, dietro il nuovo recordman Pedrosa, vittorioso con la Honda.

Si riconferma campione del mondo anche nel 2007, sempre nel Team Fortuna Aprilia, con una gara di anticipo arrivando terzo a Sepang. Nel corso della stagione, in cui ha ottenuto 9 vittorie e 312 punti in classifica, ogni volta che ha ottenuto la pole position ha poi vinto anche la gara.

[modifica] Classe 500 e MotoGP

Pur avendo sperimentato tecnologie diversificate e, spesso, all'avanguardia nel tentativo di essere competitiva anche nella massima categoria, dopo diversi anni di prestazioni opache nella Classe 500 e, successivamente, nella MotoGP, la casa di Noale si è ritirata dalla classe regina nel 2004. Nelle sue sperimentazioni spesso ha seguito strade originali e differenti rispetto ad altri costruttori come quando, ad esempio, nella classe 500 decise di continuare l'evoluzione del motore a 2 cilindri a V nella costante ricerca di aumentare le prestazioni mentre tutti gli altri produttori varie passavano alla configurazione a 4 cilindri .

Altrettanto particolare fu la decisione di puntare sulla leggerezza di un motore a 3 cilindri in linea (con la RS3) mentre gli altri competitori cercavano le migliori prestazioni dai motori a 4 cilindri (in linea per la Yamaha, a V per Suzuki e Ducati) o, in tempi più recenti, addirittura a 5 cilindri come la Honda RC211V.

[modifica] Superbike

Aprilia Racing
Logo Aprilia Racing.jpg
Flag of Italy.svg
Nome completo Aprilia Racing
Categorie Superbike
Sede Via Marconi 9 - Noale (VE)
Team manager Luigi Dall’Igna
Piloti nel 2012
Superbike 3 Bandiera dell'Italia Max Biaggi
58 Bandiera dell'Irlanda Eugene Laverty
Moto nel 2012 Aprilia RSV4
Pneumatici nel 2012 Pirelli
Campioni del Mondo
Superbike 2010 - Bandiera dell'Italia Max Biaggi
Note

Nel 1999 l'Aprilia fece il suo esordio anche nel mondiale riservato alle derivate dalla produzione di serie con la RSV mille. Quell'anno il pilota fu Peter Goddard, che si piazzò dodicesimo. L'anno successivo arrivarono Troy Corser e Alessandro Antonello: l'australiano, già campione del mondo nel 1996, conquistò la prima vittoria per la casa di Noale (saranno 5 in tutto alla fine dell'anno, condite da altri 3 podi) e si classificò terzo, mentre il padovano giunse quindicesimo. Nel 2001 a Corser venne affiancato Regis Laconi, ma quell'anno entrambi i piloti soffrirono la minore competitività delle loro gomme Dunlop, e alla fine guinsero rispettivamente quarto (con 10 podi, di cui 2 vittorie, entrambe conquistate nel gran premio d'apertura della stagione) e undicesimo (con una bella vittoria nel gran premio conclusivo a Imola).

Al termine della stagione 2002, che vide il solo Noriyuki Haga come portacolori arrivare quarto, Aprilia ritirò la propria squadra per riservare le proprie risorse economiche sul progetto RS3 Cube in MotoGP.

Max Biaggi con l'Aprilia RSV4 nel 2009

Nel 2008 viene però annunciato il ritorno, a partire dalla stagione 2009, nel mondiale Superbike con una nuova supersportiva creata appositamente per competere e confrontarsi con le case giapponesi e con la Ducati: la RSV4[10], dotata di un motore 4 cilindri a V di 65°, affidata ai piloti Max Biaggi e Shinya Nakano. Il riscontro va oltre alle aspettative, e la squadra, nell'anno del debutto, raggiunge il 4º posto sia nella classifica piloti, con Biaggi, che in quella costruttori, grazie a 9 podi, di cui una vittoria.

Nello stesso anno prende parte alla Coppa del Mondo Superstock 1000 con due giovani piloti: Federico Sandi (figlio di Giovanni Sandi, capo meccanico di Max Biaggi) e Federico Biaggi (nipote di Max Biaggi), le moto sono affidate al Team JiR ma vengono sviluppate direttamente dal reparto corse.[11]

Nel 2010 viene riconfermato Max Biaggi, mentre viene designato Leon Camier come seconda guida, in ambito manageriale Giampiero Sacchi (dimessosi da responsabile sportivo del Gruppo Piaggio) viene sostituito da Luigi Dall’Igna (che già svolge il ruolo di direttore tecnico). Il team prende la denominazione di Aprilia Alitalia Racing visto l'accordo di sponsorizzazione con la compagnia di bandiera italiana.[12][13]

Max Biaggi vince il titolo piloti con una gara d'anticipo rispetto al termine della stagione sopravanzando di 75 punti il sul suo diretto avversario, il britannico Haslam sulla Suzuki GSX-R1000 del team Suzuki Alstare.[14] Grazie a questo successo iridato (il quarto con l'Aprilia) il pilota romano entra nella storia del motociclismo sportivo diventando il primo italiano a vincere il mondiale Superbike.

Anche il titolo costruttori viene vinto dall'Aprilia, pure in questo caso, così come per il titolo piloti, si tratta della primo mondiale nella storia della casa italiana in questa categoria.[15]

Per affrontare la stagione 2011, il Team conferma Max Biaggi e Leon Camier in sella alle Aprilia RSV4. Alla fine della stagione, l'Aprilia si classificherà al 3° posto della classifica costruttori, totalizzando 442 punti.

Per la stagione 2012 il Team conferma Max Biaggi, al quale viene affiancato Eugene Laverty, ex pilota della Yamaha Racing.

[modifica] Fuoristrada

Aprilia Racing
Logo Aprilia Racing.jpg
Flag of Italy.svg
Nome completo Aprilia Racing
Categorie Trial
Supermoto
Motocross
Sede
Team manager
Piloti nel 2010
Trial
Supermoto 101 Bandiera della Francia Thierry Van Den Bosch
Motocross 6 Bandiera della Nuova Zelanda Joshua Coppins
32 Bandiera del Belgio Manuel Priem
Moto nel 2010 Aprilia MXV
Pneumatici nel 2010
Campioni del Mondo
Trial 1992 - Bandiera della Finlandia Tommi Ahvala
Supermoto 2004 - Bandiera della Francia Jerome Giraudo
2006 - Bandiera della Francia Thierry Van Den Bosch
Motocross
Note

Oltre che nelle competizioni di trial (ritiratasi a metà degli anni Novanta) l'Aprilia si è fatta onore nelle competizioni del motocross già a partire dal 1974, interrotta nel 1985 e ripresa nel 2005 (fallimentare nel 2005 con le innovative MXV 4.5, sta ottenendo successi dal 2007 con le MX 4.5, derivate dalle MXV 4.5) e soprattutto del Supermotard (vincendo dal debutto nel 2004 due titoli costruttori e due titoli piloti), in particolare grazie alle buone doti dimostrate dal motore V-Twin da 450 cc.[16][17]

Van Den Bosch con l'Aprilia SXV 450 campione mondiale nel 2006


[modifica] Note

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

moto Portale Moto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di moto
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti