Campionato mondiale Superbike

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Campionato mondiale Superbike
Stagione corrente o competizione Campionato mondiale Superbike 2014
Nuovo logo SBK.jpg
Categoria Motociclismo
Nazione Internazionale
Prima edizione 1988
Motori Italia Aprilia RSV4 Factory
Germania BMW S1000 RR
Italia Ducati 1199 Panigale
Giappone Honda CBR1000RR
Giappone Kawasaki ZX-10R
Giappone Suzuki GSX-R1000
Giappone Yamaha YZF R1
Pneumatici Italia Pirelli
Pilota campione
(2013)
Regno Unito Tom Sykes
Squadra campione
(2013)
Italia Aprilia
Sito web ufficiale www.worldsbk.com

Il Campionato mondiale Superbike, spesso abbreviato con la sigla SBK, è il campionato mondiale della classe Superbike e si disputa dal 1988.

Conosciuto anche come World Superbike Championship (WSBK) è il più importante campionato per moto derivate dalla produzione di serie, ovvero dalle moto normalmente realizzate per la circolazione stradale.

Origini[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« It was like a light came on when he said the word Superbike. Even though it came from Australia, it was uniquely American sounding. It described perfectly the new powerful motorcycles that were coming out at the time and it ultimately proved to be easily translatable in languages around the world[1]»
(IT)
« Dire la parola Superbike fu come l'accendersi di una luce. Sebbene fosse di origine australiana, aveva un suono tipicamente americano. Descriveva perfettamente le nuove e potenti motociclette che venivano lanciate sul mercato in quel periodo e infine si dimostrò essere facile da tradurre in tutte le lingue del mondo. »
(Steve McLaughlin, pilota motociclistico statunitense e ideatore della categoria)

Nei primi anni settanta il pilota statunitense Steve McLaughlin, rappresentante dei piloti AMA, propose la creazione di una nuova categoria di moto, detta Superbike Production, da usare in gare di supporto agli AMA roadrace nationals e promosse la sua idea presso vari organizzatori ed editori, finché nel 1973 si tenne una competizione di Superbike Production a supporto della gara "Laguna Seca AMA National" a Monterey, in California: l'idea prese piede e negli anni a seguire la categoria si espanse e nel 1976 ottenne il riconoscimento nazionale grazie all'interessamento di Jim France del Daytona International Speedway e di Ed Youngblood, dirigente dell'AMA[2].

James Toseland (1, su Ducati) davanti a Chris Walker (9, su Kawasaki) e Yukio Kagayama (71 su Suzuki) durante una gara del campionato 2005

Negli anni successivi McLaughlin fu uno dei piloti più rappresentativi della categoria e divenne poi team manager e promotore e in questa veste si occupò di ingaggiare i migliori piloti europei per disputare la 200 miglia di Daytona, che dal 1985 si corse con le Superbike, e questi suoi sforzi lo convinsero della fattibilità di un campionato mondiale riservato a questi mezzi[2], ottenendo l'avallo della FIM per l'organizzazione della serie iridata[3].

Il nuovo campionato del mondo, con una stagione di debutto incentrata su gare corse in Europa, si dimostrò essere estremamente attraente verso i Team e le Case costruttrici (obbligate a produrre a e mettere in vendita dai concessionari almeno 1000 esemplari della moto di serie da cui derivare quella da corsa da iscrivere al campionato), che potevano mantenere un'elevata competitività a costi più ridotti rispetto al preesistente Campionato mondiale Formula TT, riservato a costosissimi prototipi spinti da motori derivati dalla serie, garantendo agli spettatori lo stesso livello di spettacolo[4].

Considerato una volta come il cugino povero del Motomondiale, il Superbike World Championship è cresciuto di anno in anno grazie anche alla relativa stabilità dei regolamenti, con poche ma azzeccate modifiche introdotte nel corso degli anni.

Diffusione e generalità[modifica | modifica sorgente]

Vecchio logo del Mondiale Superbike usato fino al 2011

Molti paesi, come il Regno Unito (British Superbike Championship), gli Stati Uniti (AMA Superbike Championship), il Giappone, il Canada, l'Italia (Campionato Italiano Velocità) e la Germania, hanno anche un proprio campionato nazionale.

Le gare di Superbike hanno attirato l'attenzione dei grandi produttori mondiali di moto (Ducati, Honda, Aprilia, Kawasaki, Suzuki, Yamaha, BMW) perché permettono di promuovere i loro prodotti, per questo nei paesi anglosassoni usano dire "Win on Sunday, Sell on Monday" ("Domenica vinci, Lunedì vendi").

Quello che viene considerato il "re" della categoria è l'inglese Carl Fogarty (non a caso soprannominato "The King"), vincitore del titolo mondiale per ben 4 volte (1994-'95-'98-'99) sempre in sella a una Ducati (916 i primi 2 titoli e 996 gli altri 2). Altri piloti che hanno fatto la storia di questo campionato e che meritano di essere menzionati per i loro successi sono: Doug Polen, Troy Corser, Scott Russell, Aaron Slight, John Kocinski, Troy Bayliss, Noriyuki Haga, Colin Edwards e Max Biaggi, primo italiano a laurearsi campione del mondo SBK nel 2010. Fra questi solo due piloti hanno vinto un mondiale anche nel Motomondiale: John Kocinski e Max Biaggi.

Per quanto riguarda il campionato costruttori è l'italiana Ducati a primeggiare con ben 17 allori. La Honda ha vinto 4 volte, Aprilia 2, mentre Suzuki e Yamaha una sola volta.

Per quanto concerne invece il campionato piloti è sempre la Ducati in cima alla classifica con ben 14 titoli, davanti alla Honda con 6 titoli, poi la Aprilia con 2 titoli e infine Kawasaki, Suzuki e Yamaha con 1 titolo a testa.

Regolamenti[modifica | modifica sorgente]

A differenza della Formula TT, che ammetteva moto con cilindrata massima di 750 cm³ a prescindere dal frazionamento del motore, fin dall'anno di esordio il mondiale era caratterizzato dal fatto di ammettere moto diverse tra loro per le scelte tecniche, ma che grazie a una sapiente differenziazione delle cilindrate massime ammesse avevano prestazioni paragonabili, allo scopo di coinvolgere il maggior numero di team e case costruttrici. Infatti erano ammesse le moto quadricilindriche fino a 750 cm³ (soluzione tipica delle moto giapponesi), le tricilindriche fino a 900 cm³ (scelta che è stata portata in gara solo in pochi casi) e le bicilindriche fino a 1000 cm³ (come le italiane Ducati e Aprilia, imitate in seguito anche dalla Honda) con diversi pesi minimi volti a minimizzare il vantaggio di potenza delle plurifrazionate. Nella stagione inaugurale del 1988, ad esempio, le quadricilindriche avevano un peso minimo di 165 kg, mentre la bicilindriche potevano essere alleggerite fino a 140 kg, sebbene a quei tempi fosse un traguardo difficilmente avvicinabile[5].

Dal 2003 in poi il regolamento ha permesso anche l'impiego di moto di 1000 cm³ con motore a 4 cilindri, che ha permesso alle case nipponiche di schierare i modelli di punta della loro produzione di serie, che oramai aveva lasciato in una nicchia di mercato le supersportive da 750 cm³[6][7].
Dal 2008 il peso minimo è di 162 kg, mentre per i bicilindrici da 1200 cm³ il peso sale a 168 kg, inoltre è stato previsto un complesso sistema di correttivi sul peso minimo delle moto e sull'aspirazione del motore per i 1200 bicilindrici (gli air restrictors) allo scopo di evitare che una tipologia di moto sia troppo avvantaggiata rispetto all'altra.[8]

Per ovviare alla marcata disparità di trattamento riservata dai diversi fornitori di pneumatici ai piloti privati rispetto agli "ufficiali", dal 2004 è stato introdotto il monogomma Pirelli. Tutti i team dispongono di un'identica dotazione di pneumatici e questa scelta ha di fatto livellato le prestazioni delle varie moto rendendo le gare estremamente combattute e spettacolari.

Limiti delle modifiche[modifica | modifica sorgente]

Trattandosi di modelli derivati dalla produzione di serie, alcune parti della moto non possono essere modificate. In particolare, il telaio deve rimanere quello omologato, e l'aspetto della moto di fronte, retro e di profilo deve essere conforme alla sagoma della moto stradale. Sono modificabili scarichi, forcellone, sospensioni, freni, manubrio e pedaliere, serbatoio, radiatore, air box, albero motore, diametro e sezione delle ruote. Le superbike montano pneumatici slick.
In un'ottica di contenimento dei costi, a partire dal 2013 il diametro dei cerchioni ritorna alla misura di 17 pollici, quasi universalmente usata nelle moto sportive stradali[9] e precedentemente una delle opzioni possibili[10] finché dal 2010 si erano usate solo alcune misure per i cerchi, i quali dovevano essere tutti da 16,5" con canale all'anteriore da scegliere tra 3,50" o 3,75" e al posteriore solo 6,25"[11]. Inoltre se non presenti sul modello di serie, non si possono usare: Abs, Ride by Wire, Cambio Elettronico (ma sarà consentito il Gear Shift), l’ammortizzatore di sterzo elettronico, modifiche all’Airbox, qualsiasi tipo di sistema di assistenza idraulica alla frizione.
Dal 2011 è stato imposto l'uso degli iniettori, pompe della benzina e pressione d'iniezione del carburante identici al modello stradale[12], inoltre il canale anteriore dei cerchi viene vincolato alla sola misura 3,5".

L'omologazione della moto[modifica | modifica sorgente]

Per poter partecipare alle gare di Superbike, un modello deve essere omologato per circolare su strade pubbliche ed esser prodotto in un determinato e non ristretto numero di esemplari, in modo da poter considerare la produzione di questo modello una produzione di serie e non una "special" (per esempio la Ducati Desmosedici RR), inoltre ogni nuovo modello deve essere sottoposto ad una omologazione specifica della FIM, che permette di poter gareggiare al campionato.

Trattandosi quindi di competizione caratterizzata da modelli derivati dalla serie, le case devono vendere un certo numero di esemplari del modello di riferimento (che, naturalmente, deve ottenere l'omologazione). Inizialmente bisogna produrre un numero minimo di 125 moto (250 per chi ha già partecipato o sta partecipando), il tutto per le ispezioni del modello, poi devono essere prodotte altre moto.

Fino al 2009 bisognava raggiungere i 1000 esemplari durante l'anno, il primo lotto da 500 moto doveva essere prodotto entro la fine di settembre ed il secondo lotto da 500 entro la fine di dicembre, mentre per coloro che hanno già un mezzo omologato si ha come unica data di scadenza la fine di giugno[13].

Dal 2010, pur con la presenza della crisi economica, si è aumentato il numero di moto da vendere, passando da 1000 esemplari a 2000, modificando anche le “scadenze” di produzione dei diversi lotti. Per chi non ha mai partecipato al campionato la prima scadenza è la fine di giugno per le prime 500 moto, mentre il secondo lotto da 500 entro 15 giorni prima la fine dell'ultima gara, mentre il terzo lotto da 500 moto deve essere prodotto entro la fine di giugno dell'anno successivo e il quarto ed ultimo lotto da 500 moto deve essere prodotto 15 giorni prima la fine dell'ultima gara dell'anno successivo.

Per le case costruttrici che competono con una moto omologata in passato vi sono diverse scadenze di presentazione dei modelli in produzione, infatti come prima scadenza si ha la fine di giugno per le prime 1000 moto, mentre il secondo lotto da 1000 entro i 15 giorni prima dell'ultima gara in calendario.[14].

Nel 2014 con il cambio di regolamento in previsione di ridurre i costi sono state introdotte le moto EVO che saranno le uniche utilizzabili nel 2015, le quali dovranno utilizzare telaio e leveraggi originali (saranno permessi solo rinforzi a telaio e forcellone), l'elettronica deve essere di serie, airbox di serie.[15]

Differenze tra Superbike e MotoGP[modifica | modifica sorgente]

Le Superbike sono derivate da un modello di serie mentre le MotoGP sono prototipi in tutto e per tutto, nessuno dei componenti che formano la moto devono essere ripresi da una moto di serie. A livello prestazionale, le MotoGP dispongono approssimativamente di 240 cavalli e hanno una velocità massima di circa 340 km/h; le Superbike hanno circa 220 cavalli e raggiungono i 320–330 km/h. Per quanto riguarda i tempi sul giro, le migliori MotoGP girano circa 2 secondi più velocemente delle migliori Superbike[16][17].

Altre cose che differenziano le gare di Superbike da quelle del motomondiale sono: la presenza della Superpole per decidere la griglia di partenza, avvenimento programmato al sabato (un giorno prima della corsa) e al quale partecipano i 16 piloti più veloci durante le qualifiche. La ricerca della pole position attraverso la Superpole è una modalità di qualifica dove il pilota aveva a disposizione un solo giro, ed in quello soltanto deve dare il meglio per posizionarsi più avanti possibile nella griglia di partenza del giorno dopo. A partire dal 2009, la Superpole cambia formato traendo parzialmente spunto dalle qualifiche della Formula 1 nel 2008. Il nuovo formato consiste in tre sessioni di 12' ciascuna, intervallate da 7' di sosta, per una durata complessiva di 50'. Si parte con i migliori 20 piloti emersi dai due turni di qualifica. Dopo la prima sessione vengono eliminati i quattro peggiori tempi; dopo la seconda gli ulteriori otto. Nella terza viene assegnata la pole position e le posizioni delle due prime file della griglia di partenza.

La seconda differenza concerne la presenza di due gare per ogni Gran Premio, ogni corsa dà punteggi indipendenti ai piloti. Normalmente la prima gara viene svolta verso le 12:00 locali, mentre la seconda intorno alle 15:30 locali.

Le gare di Superbike sono del 20% circa più corte rispetto a quelle di MotoGP, in quanto la distanza minima di gara per SBK è di 100 km, mentre le MotoGP percorrono almeno 120 km. Infatti nella prima categoria, ad esempio, sui circuiti di Philip Island, Valencia, Misano, Donington, Brno si corre rispettivamente su una distanza di 22, 23, 24, 23 e 20 giri, mentre nella seconda categoria le distanze di gara sono rispettivamente 27, 30, 28, 30 e 22 giri.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Albo d'oro piloti[modifica | modifica sorgente]

Anno Pilota Punti Motocicletta Team
1988 Stati Uniti Fred Merkel 99 Giappone Honda RC30 Italia RCM – Oscar Rumi
1989 Stati Uniti Fred Merkel 272 Giappone Honda RC30 Italia Rumi RCM
1990 Francia Raymond Roche 391 Italia Ducati 851 Italia Corse Ducati Lucchinelli
1991 Stati Uniti Doug Polen 432 Italia Ducati 888 Stati Uniti Fast by Ferracci
1992 Stati Uniti Doug Polen 371 Italia Ducati 888 Stati Uniti Police Ducati
1993 Stati Uniti Scott Russell 378,5 Giappone Kawasaki ZXR750 Stati Uniti Kawasaki Muzzy
1994 Regno Unito Carl Fogarty 305 Italia Ducati 916 Italia Ducati Corse Virginio Ferrari
1995 Regno Unito Carl Fogarty 478 Italia Ducati 916 Italia Ducati Corse Virginio Ferrari
1996 Australia Troy Corser 369 Italia Ducati 916 Promotor
1997 Stati Uniti John Kocinski 416 Giappone Honda RC45 Regno Unito Castrol Honda
1998 Regno Unito Carl Fogarty 351,5 Italia Ducati 916 Italia Ducati Performance
1999 Regno Unito Carl Fogarty 489 Italia Ducati 996 Italia Ducati Performance
2000 Stati Uniti Colin Edwards 400 Giappone Honda VTR1000 SP Regno Unito Castrol Honda
2001 Australia Troy Bayliss 369 Italia Ducati 996 R Italia Ducati Infostrada
2002 Stati Uniti Colin Edwards 552 Giappone Honda VTR 1000 SP2 Regno Unito Castrol Honda
2003 Regno Unito Neil Hodgson 489 Italia Ducati 999 F03 Italia Fila Ducati
2004 Regno Unito James Toseland 336 Italia Ducati 999 F04 Italia Ducati Fila
2005 Australia Troy Corser 433 Giappone Suzuki GSXR1000 K5 Belgio Alstare Suzuki Corona Extra
2006 Australia Troy Bayliss 431 Italia Ducati 999 F06 Italia Ducati Xerox
2007 Regno Unito James Toseland 415 Giappone Honda CBR1000RR Paesi Bassi Hannspree Ten Kate Honda
2008 Australia Troy Bayliss 460 Italia Ducati 1098 F08 Italia Ducati Xerox
2009 Stati Uniti Ben Spies 462 Giappone Yamaha YZF R1 Italia Yamaha World Superbike
2010 Italia Max Biaggi 451 Italia Aprilia RSV4 Factory Italia Aprilia Alitalia Racing
2011 Spagna Carlos Checa 505 Italia Ducati 1098R Italia Althea Racing
2012 Italia Max Biaggi 358 Italia Aprilia RSV4 Factory Italia Aprilia Racing
2013 Regno Unito Tom Sykes 447 Giappone Kawasaki ZX-10R Spagna Kawasaki Racing

Albo d'oro costruttori[modifica | modifica sorgente]

Anno Costruttore Punti Motocicletta
1988 Giappone Honda 142 Giappone Honda RC30
1989 Giappone Honda 368 Giappone Honda RC30
1990 Giappone Honda 399 Giappone Honda RC30
1991 Italia Ducati 477 Italia Ducati 888
1992 Italia Ducati 502 Italia Ducati 888
1993 Italia Ducati 480 Italia Ducati 926
1994 Italia Ducati 403 Italia Ducati 916
1995 Italia Ducati 580 Italia Ducati 916
1996 Italia Ducati 521 Italia Ducati 916
1997 Giappone Honda 486 Giappone Honda RC45
1998 Italia Ducati 487,5 Italia Ducati 916
1999 Italia Ducati 569 Italia Ducati 996
2000 Italia Ducati 439 Italia Ducati 996
2001 Italia Ducati 553 Italia Ducati 996 R
2002 Italia Ducati 575 Italia Ducati 998 F 02
2003 Italia Ducati 600 Italia Ducati 999F03
2004 Italia Ducati 530 Italia Ducati 999 F04
2005 Giappone Suzuki 468 Giappone Suzuki GSXR1000 K5
2006 Italia Ducati 450 Italia Ducati 999 F06
2007 Giappone Yamaha 467 Giappone Yamaha YZF-R1
2008 Italia Ducati 570 Italia Ducati 1098 F08
2009 Italia Ducati 572 Italia Ducati 1098R
2010 Italia Aprilia 471 Italia Aprilia RSV4 Factory
2011 Italia Ducati 529 Italia Ducati 1098R
2012 Italia Aprilia 444,5 Italia Aprilia RSV4 Factory
2013 Italia Aprilia 550 Italia Aprilia RSV4 Factory

I circuiti utilizzati[modifica | modifica sorgente]

I circuiti della stagione in corso sono in grassetto.

Circuito Nazione Stagioni Gran Premi Mappa
Albacete Spagna Spagna 1992-1999 8 Circuito de Albacete track map.svg
Anderstorp Svezia Svezia 1991, 1993 2 Scandinavian Raceway.svg
Aragon Spagna Spagna 2011-2013 3 Motorland Aragón FIA.svg
Assen Paesi Bassi Paesi Bassi 1992-2013 22 TT Assen.svg
Brainerd Stati Uniti Stati Uniti 1989-1991 3 Brainerd International Raceway.png
Brands Hatch Regno Unito Regno Unito 1993, 1995-2008 16 Circuit Brandshatch.png
Brno Rep. Ceca Rep. Ceca 1993, 1996, 2005-2012 10 Brno (formerly Masarykův okruh).svg
Donington Park Regno Unito Regno Unito 1988-2001, 2007-2009, 2011-2013 21 Circuit Doningtonpark.png
Estoril Portogallo Portogallo 1988, 1993 2 Circuit Estoril 1984-1993.png
EuroSpeedway Lausitz Germania Germania 2001-2002, 2005-2007 5 EuroSpeedway Lausitz.png
Hockenheim Germania Germania 1988-1997, 1999-2000 12 Hockenheimring prior to 2002.svg
Hungaroring Ungheria Ungheria 1988-1990 3 Circuit Hungaroring1999.png
Imola Italia Italia 2001-2006, 2009-2013 11 Circuit Imola.png
Istanbul Turchia Turchia 2013 1 Istanbul park.svg
Johor Malesia Malesia 1992-1993 2 Johor Circuit.png
Jarama Spagna Spagna 1991-1992 2 Circuit Jarama.png
Jerez Spagna Spagna 1990, 2013 2 Circuito de Jerez (1985-1992).svg
Kyalami Sudafrica Sudafrica 1998-2002, 2009-2010 7 Circuit Kyalami.png
Laguna Seca Stati Uniti Stati Uniti 1995-2004, 2013 11 Laguna seca layout.svg
Le Mans Francia Francia 1988, 1990 2 Bugatti Circuit.svg
Losail Qatar Qatar 2005-2009 5 Losail.svg
Manfeild Nuova Zelanda Nuova Zelanda 1988-1990, 1992 4 Manfeild Autocourse track map (New Zealand).svg
Magny-Cours Francia Francia 1991, 2003-2013 12 Circuit Magny Cours.png
Misano Italia Italia 1991, 1993-2012 21 Misano World Circuit.svg
Monza Italia Italia 1990, 1992-1993, 1995-2013 22 Circuit Monza.png
Mosca Russia Russia 2012-2013 2 Moscow Raceway Grand-prix Circuit.svg
Mosport Canada Canada 1989-1991 3 Circuit Mosport Park.png
Mugello Italia Italia 1991-1992, 1994 3 Circuit Mugello (test).png
Nürburgring Germania Germania 1998-1999, 2008-2013 8 Circuit Nürburgring.png
Oran Park Australia Australia 1988-1989 2 Track map for Oran Park--Grand Prix circuit.svg
Oschersleben Germania Germania 2000-2004 5 Motorsport Arena Oschersleben.svg
Österreichring Austria Austria 1988-1994 7 Österreichring1977.png
Paul Ricard Francia Francia 1989 1 Circuit Paul Ricard.png
Pergusa Italia Italia 1989 1 Pergusa circuit.png
Phillip Island Australia Australia 1990-1992, 1994-2013 23 Phillip Island Grand Prix Circuit.svg
Portimão Portogallo Portogallo 2008-2013 6 Autódromo Internacional do Algarve.png
Salt Lake City Stati Uniti Stati Uniti 2008-2012 5 Miller motorsport park outer circuit.png
Salzburgring Austria Austria 1995 1 Track map for Salzburgring in Austria.svg
Sentul Indonesia Indonesia 1994-1997 4 Sentul International Circuit.png
Shah Alam Malesia Malesia 1990-1991 2 Shah Alam Circuit.svg
Silverstone Regno Unito Regno Unito 2002-2007, 2010-2013 10 Circuit Silverstone.png
Spa-Francorchamps Belgio Belgio 1992 1 GP Strecke Belgien.jpg
Sugo Giappone Giappone 1988-2003 16 Sportsland Sugo.png
Valencia Spagna Spagna 2000-2010 11 Circuit Valensia (test).png
Vallelunga Italia Italia 2007-2008 2 Vallelunga track.gif
Zeltweg Austria Austria 1997-1999 3 Circuit A1 Ring.png

Collaborazioni tecniche[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004 il fornitore unico di pneumatici è la Pirelli.

Dal 2006 le safety car sono Alfa Romeo (in ordine cronologico: 159, Giulietta, MiTo e 4C).[18]

I videogiochi sul campionato[modifica | modifica sorgente]

I giochi ufficiali del campionato mondiale superbike (sette fino ad ora) vengono realizzati presso gli studi milanesi dello sviluppatore italiano Milestone S.r.l., e distribuiti dalla Black Bean Games, accordo raggiunto nel 2006 tramite RTR Sports[19]. I primi titoli sono stati creati a partire dal 1999 con Superbike World Championship, Superbike 2000 e Superbike 2001 sviluppati solo per PC e distribuiti da EA Sports, mentre la versione 2007 (SBK-07) è uscita per PlayStation 2 e PlayStation Portable e la versione 2008 (SBK 08) insieme alla versione 2009 (SBK 09), 2010 (SBK X) e 2011 (SBK 2011) per PC, Xbox 360, PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation Portable.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Se si esclude la stagione 2003 trasmessa in maniera frammentaria dalla RAI, in Italia il mondiale SBK è stato trasmesso prima da Tele+ per tre stagioni, poi dal 1999 al 2012 su TMC/La7 nella sua integralità, insieme alla classe minore tra le categorie per moto derivate dalla serie, il mondiale Supersport. Dalla stagione 2013 Mediaset si è assicurata in esclusiva i diritti della competizione per tre stagioni, con opzione di rinnovo fino al 2018.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AMA Motorcycle Hall of Fame. URL consultato il 2 luglio 2012.
  2. ^ a b (EN) Scheda di Steve McLaughlin, www.motorcyclemuseum.org. URL consultato il 2 luglio 2012.
  3. ^ Simone Valtieri, Superbike a tutta velocità con moto di serie, www.instoria.it, marzo 2009. URL consultato il 2 luglio 2012.
  4. ^ Honda VFR750R (RC30): la Superbike, cesenabikers, 19 aprile 2012. URL consultato il 30 giugno 2012.
  5. ^ Ian Falloon, Ducati Desmoquattro Superbikes, St.Paul, MN, USA, MotorBooks International, 2002. URL consultato il 15 ottobre 2013.
  6. ^ Regolamento tecnico 2001
  7. ^ SBK – MODIFICHE AL REGOLAMENTO 2003
  8. ^ (EN) Regolamento ufficiale della FIM sui campionati per derivate dalla serie
  9. ^ Pirelli fornirà le Diablo Superbike da 17" dal 2013, www.worldsbk.com, 24 ottobre 2011. URL consultato il 9 marzo 2013.
  10. ^ Al debutto il nuovo pneumatico Pirelli Diablo da 17" nel test di lunedì, www.worldsbk.com, 29 giugno 2012. URL consultato il 9 marzo 2013.
  11. ^ SBK: novità per il regolamento 2010, www.worldsbk.com, 31 ottobre 2009. URL consultato il 9 marzo 2013.
  12. ^ La Superbike che verrà: variazioni regolamentari per il biennio 2010-2011
  13. ^ Regolamento 2009
  14. ^ Regolamento 2010
  15. ^ Superbike: le regole del 2015
  16. ^ (EN) Cronometraggio dal sito ufficiale della MotoGP. URL consultato il 4 agosto 2010.
  17. ^ (EN) Cronometraggio dal sito ufficiale del mondiale Superbike. URL consultato il 4 agosto 2010.
  18. ^ Alfa Romeo safety car per il SBK. URL consultato il 13 settembre 2013.
  19. ^ (IT) Dinamica accordo Licensing BlackBean - FGsport, dal sito rtrsports.com

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]