Autodromo Enzo e Dino Ferrari

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Coordinate: 44°20′38″N 11°43′00″E / 44.343889°N 11.716667°E44.343889; 11.716667

Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Tracciato di Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Imola
Dati generali
Inaugurazione 1953
Lunghezza 4909 - 4936 m
Curve 22
Categorie
Formula 1
Superbike
Campionato del mondo turismo
Formula 1
Tempo record 1'20"411
Stabilito da Michael Schumacher
su Ferrari
il 23 aprile 2006
Superbike
Tempo record 1'47"196
Stabilito da Carlos Checa
su Ducati
il 24 settembre 2011
Pole Position

L'autodromo Enzo e Dino Ferrari, comunemente noto come autodromo di Imola, è un circuito automobilistico situato nel comune di Imola (BO), intitolato a Enzo Ferrari, fondatore dell'omonima casa automobilistica e al figlio Dino. Prima della morte di Enzo Ferrari avvenuta nel 1988 era chiamato "Autodromo Dino Ferrari".

Il circuito ha ospitato un Gran Premio di Formula 1 dalla stagione 1980 alla stagione 2006 (dal 1981 al 2006 è stato sede del Gran Premio di San Marino), oltre a molte altre corse motociclistiche di caratura mondiale. È uno dei pochi tracciati in cui si corre in senso antiorario.

Dal 30 giugno 2013 l'autodromo ospita il Museo "Checco Costa"; nell'esposizione sono raccolti documenti, immagini e mezzi che raccontano la storia dell'autodromo.

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Vista dell'autodromo di Imola.
« In una notte dell'estate del 1947 questo gruppo di pionieri, camminando in via Romeo Galli, una stradina che congiungeva le Acque Minerali al ponte sul Santerno, disegnò un piccolo circuito: via dei Colli, raccordo dalla Tosa alla Piratella, via Romeo Galli »
(Ricordo di Claudio Costa, figlio di Checco)

Nel 1946 fu redatto dal Comune d'Imola un progetto per la costruzione di una strada in destra Santerno di congiunzione dei due ponti esistenti sul fiume. Alfredo Campagnoli, giovane geometra dell'ufficio tecnico comunale, parlò di questo progetto con alcuni amici. Sembrò concretizzarsi l'idea di costruire un circuito sulle pendici di Imola al di là del fiume Santerno, nella zona di monte Castellaccio. Nell'Italia di allora esisteva un solo circuito permanente: quello di Monza. Nelle altre città si organizzavano corse di velocità in circuiti provvisori su strade aperte al traffico. Si ritenne conveniente quindi redigere un progetto per la costruzione di un autodromo permanente.

Nel 1947 i promotori (Alfredo Campagnoli, Tonino Noè, Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Graziano Golinelli)[1] proposero inizialmente un tracciato extra urbano di km 3,800 sul quale organizzare alcune gare all'anno, sia di motocross sia di velocità. Ad essi si aggiunsero Checco Costa, presidente del Moto Club Imolese[2] e Gualtiero Vighi (membro consigliere del Moto Club e valente pilota).

In breve tempo fu costituita una società per la realizzazione e gestione del circuito. Il 25 novembre 1947 fu fondato l'«Ente Sport e Turismo Imola» (ESTI). Il 1º febbraio 1948 il ragioniere Tommaso Maffei Alberti ne divenne presidente (rimase in carica ininterrottamente fino al 1973). Nello stesso anno Enzo Ferrari si interessò per la prima volta al circuito romagnolo. Si recò personalmente ad Imola e partecipò, insieme ad altri costruttori, ad un sopralluogo della zona in cui sarebbe stato realizzato il tracciato.[3]

Nel 1949 la lunghezza totale del tracciato fu portata a 5 km in ottemperanza alle nuove norme internazionali. Il progetto definitivo venne approvato dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) il 27 ottobre dello stesso anno. Per le caratteristiche peculiari del tracciato, nel 1950 il CONI decise di costruire proprio a Imola il primo impianto permanente prototipo per gare motoristiche. Da allora il tracciato fu denominato “Prototipo CONI”. Il 6 marzo 1950 fu dato l'inizio ufficiale ai lavori.[4] Nei documenti dell'epoca il tracciato era chiamato "circuito del Castellaccio". Il percorso, misto-veloce, misurava 5.017 metri da percorrere in senso antiorario. Fu ricavato collegando tra loro strade già esistenti che si snodavano sulle colline prospicienti la città di Imola con tratti di strada nuovi.[5]

Partenza della II edizione del Gran Premio “Shell” di automobilismo (noto come Coppa d'oro, giugno 1955). Vinse Cesare Perdisa su Maserati 2000 S.

L'ESTI attivò una serie di convenzioni con il Comune, il CONI e la Banca Nazionale del Lavoro, riuscendo a raccogliere la cifra necessaria per finanziare i lavori: 40 milioni di lire al tasso del 3%. Il finanziamento, a fondo perduto, aveva un durata di 23 mesi (gennaio 1948-novembre 1949). L'ESTI ottenne la gestione dell'impianto per 29 anni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni '50[modifica | modifica wikitesto]

La posa della prima pietra del circuito imolese avvenne il 22 marzo 1950. Dopo poco più di due anni, e 150.000 ore di lavoro, fu effettuato il primo collaudo. Nella giornata del 19 ottobre 1952 il campione Umberto Masetti percorse il circuito con la sua Gilera. In quell'occasione furono effettuate anche prove di automobilismo: Enzo Ferrari fece provare una 340 Sport ai suoi piloti Alberto Ascari, Giannino Marzotto e Luigi Villoresi. L'inaugurazione ufficiale avvenne il 25 aprile 1953 con una gara motociclistica valevole per il campionato italiano delle classi 125 e 500 («GP CONI») ed una gara nazionale per le classi fino a 250 cc. («GP Città di Imola»). Ad assistere all'evento giunsero 60.000 persone da tutta Italia.[6] Il primo record della pista fu stabilito da Masetti e Milani con 2'07" (alla media di 142,211 km/h).

L'automobilismo fece il suo debutto a Imola il 20 giugno 1954 con la «Coppa d'oro Shell», manifestazione internazionale per vetture Sport di classe 2000[7]. Davanti a un numeroso pubblico si sfidarono Ferrari e Maserati. Umberto Maglioli, su Ferrari 500 Mondial, giunse primo davanti a Ferruccio Musitelli e Luigi Musso su Maserati.

Il circuito era composto, all'epoca, da strade aperte al traffico. Per raggiungere l'obiettivo di realizzare un autodromo permanente dovettero trascorrere tutti gli anni cinquanta e metà degli anni sessanta. Le cause furono due: il ritardo nel realizzare le opere che avrebbero escluso il tracciato dal traffico ordinario; i ricorsi contrari l'esproprio dei terreni adatti ad ospitare gli impianti fissi (tribune e box). Durante questo periodo il circuito fu sottoutilizzato: le gare disputate all'anno furono poche; poche anche le giornate annuali di affitto del tracciato alle case costruttrici per i collaudi dei prototipi.[8]

Anni '60 e '70[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 aprile 1963 per la prima volta l'impianto imolese ospitò una gara di Formula 1, seppur non valida per il campionato mondiale, vinta da Jim Clark su Lotus[9]. Ciò nonostante, la massima categoria automobilistica non sarebbe tornata a correre dalle parti del Santerno per molti anni.

Nel 1965-66 furono finalmente realizzate le tribune e i box. Il 23 gennaio 1965 Enzo Ferrari, venuto all'autodromo per una cerimonia di premiazione, dichiarò: "l'autodromo di Imola, per le sue caratteristiche, consistenti in difficoltà per le macchine e per i piloti, è il circuito più interessante d'Italia. La possibilità di poterne disporre completamente potrebbe essere di valido aiuto alla soluzione dei problemi delle case automobilistiche che si dedicano alla preparazione di macchine da corsa".[10]

Nel 1969 Imola ospitò per la prima volta una gara valevole per il Campionato del mondo di motociclismo, il «GP delle Nazioni». Vinsero Lodewijkx su Jamathi (50 cc); Simmonds su Kawasaki (125 cc); Read su Yamaha (250 e 350 cc); Alberto Pagani su Linto (500 cc). L'esperienza non fu coronata dallo sperato successo di pubblico (anche per la concomitanza del Gran Premio d'Italia di Formula 1 che si tenne a Monza), per cui fu ripetuta solo quattro anni dopo.

Imola, 8 settembre 1970. L'autodromo di Imola viene intitolato a Dino Ferrari. Da sinistra: Marinucci, presidente ACI Bologna, Campanella, presidente CSAI, Enzo Ferrari, Amedeo Ruggi, sindaco d'Imola e Tommaso Maffei Alberti, presidente dell'ESTI.

Nel 1970 l'autodromo prese il nome di Dino Ferrari, il figlio di Enzo prematuramente scomparso negli anni cinquanta. L'8 settembre la vecchia denominazione "Prototipo Coni" viene sostituita da "Autodromo Dino Ferrari".[11] Due anni dopo, importanti lavori vennero realizzati nella zona del traguardo, con la costruzione della Variante bassa per rallentare le percorrenze nel rettilineo dei box. Un'altra variante, la Variante alta, venne creata nello stesso periodo per spezzare il tratto che scollinava verso le curve della Rivazza.

L'autodromo entrò nei calendari di molte categorie automobilistiche e motociclistiche, soprattutto per quel che riguarda le gare endurance, con la 1000 chilometri automobilistica e la 200 miglia motociclistica, competizione omonima della celebre gara di Daytona. La prima edizione si svolse nel 1972 e vide il successo di Paul Smart su Ducati davanti ad un pubblico di oltre 70.000 spettatori.[12]

Nel 1973 l'Esti viene messa in liquidazione. La gestione del circuito viene rilevata da una società per azioni, che si costituisce per l'occasione: «Società Allestimento Gestione Impianti Sportivi» (SAGIS). Successivamente, la direzione dell'autodromo riallacciò i contatti con la Formula 1 per ospitare una gara titolata. Dopo diversi sopralluoghi da parte della FOCA e dei piloti, ulteriori modifiche vennero realizzate per ampliare le vie di fuga; laddove ciò non fosse stato possibile, il disegno del tracciato fu modificato, come nel caso della chicane inserita nella curva delle Acque minerali.

Gli anni della Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino.

Finalmente nel 1979, con il completamento dell'impianto e l'eliminazione dei tratti utilizzati per la viabilità urbana, il circuito divenne permanente, e il 16 settembre, con il Gran Premio Dino Ferrari, gara non titolata, iniziò la nuova era della Formula 1 per Imola. Dal 1980 al 1989 il direttore della struttura fu Roberto Nosetto. Sotto la sua direzione, il 14 settembre 1980, l'autodromo ospitò la sua prima gara di Formula 1 valida per il titolo mondiale, il 51º Gran Premio d'Italia (in quella circostanza spostato dal circuito di Monza). Dall'anno seguente, tornata la tappa italiana del mondiale a Monza, la pista imolese divenne sede del Gran Premio di San Marino.

A seguito della scomparsa di Enzo Ferrari, il 14 agosto 1988, al nome del figlio Dino venne affiancato quello del Drake.

Nel 1994 è stato vissuto il GP più drammatico, con molti incidenti, alcuni mortali:

  • venerdì 29 aprile, durante le prove, Rubens Barrichello si schianta all'uscita della Variante Bassa, ma nonostante il grave incidente riporta solo la rottura del setto nasale e l'incrinazione di una costola che lo costringono a saltare il resto della gara;
  • sabato 30, l'ala anteriore della Simtek di Roland Ratzenberger si stacca e l'auto va a schiantarsi alla curva Villeneuve; il pilota muore e si tratta della prima fatalità in Formula 1 dalla morte di De Angelis nel 1986.
  • domenica 1º maggio, giorno della gara: allo spegnersi della luce verde la Benetton di JJ Lehto rimane ferma sullo schieramento e viene presa in pieno dalla Lotus di Lamy; i pezzi, tra cui una ruota, volano in tribuna centrale ferendo alcune persone tra il pubblico. Entra la Safety Car che per 5 giri scorta il gruppo. Alla ripartenza passano 2 soli giri (7º giro) quando la Williams di Ayrton Senna esce dritta al Tamburello per la rottura del piantone dello sterzo e va a finire contro il muro. Senna viene trasportato all'ospedale di Bologna dove morirà poche ore dopo. Infine, ai box il panico è seminato da una ruota, staccatasi dalla Minardi di Michele Alboreto, che ferisce quattro meccanici.

Dopo questa gara, il circuito ha subito nuove e radicali modifiche, in modo da renderlo più sicuro. La curva del Tamburello, teatro dell'incidente di Senna, è stata sostituita da una più lenta chicane, meno spettacolare ma più sicura, mentre il curvone dove picchiò Ratzenberger nelle qualifiche, denominato Villeneuve, è stato a sua volta modificato da un'ulteriore chicane. Modificato anche il tratto denominato Acque Minerali, dove ora ci sono due pieghe veloci al posto della vecchia chicane e una via di fuga molto più ampia, le curve Rivazza, e la Variante Bassa, punto in cui Rubens Barrichello, come detto, rischiò la vita a causa di un brutto incidente.

Dopo i fasti della 200 Miglia e una pausa di otto anni (tra il 1988 e il 1995), il motomondiale fa ritorno a Imola nella stagione 1996 e vi resta quatro anni.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio motociclistico Città di Imola.

Nel 2000 l'autodromo perde il Motomondiale. Al termine della stagione 2006 perde anche la Formula 1. La «Formula One Management», la società di gestione del Circus, annuncia che Imola non è entrata nel calendario 2007 e 2008. Nonostante l'esistenza di un contratto sino al 2009 per il Gran Premio di San Marino, il circuito viene estromesso in quanto i pesanti lavori di ammodernamento, richiesti dalla Federazione, non sarebbero stati completati in tempo utile per l'effettuazione del Gran Premio. Oltre alle questioni organizzative, ha il suo peso la volontà politica della «Formula One Management» di non far disputare più di una corsa nello stesso Paese, oltre alla decisione di non considerare più l'Europa il baricentro del campionato mondiale.

Il 19 novembre 2006 avviene lo storico abbattimento della zona box, troppo costosa da mantenere. È l'ultimo atto decisionale della SAGIS, la società che da 28 anni gestisce l'autodromo, la quale nel febbraio 2007 dichiara il fallimento.

Dalla riapertura (2008) ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

L'autodromo visto dalla curva Rivazza
Imola: partenza gara GT Open 2010

Dopo la perdita della Formula 1, seguita a quella della MotoGP risalente al 1999, sono iniziati i lavori di ricostruzione e ammodernamento, che si sono protratti per tutto il 2007. I box sono stati totalmente ricostruiti. L'unico manufatto sopravvissuto è la storica Torre Marlboro. I lavori di modifica al tracciato, eseguiti sotto la direzione dell'architetto Hermann Tilke, hanno portato all'eliminazione della Variante Bassa per le auto, mentre le moto percorrono la nuova Variante Bassa ricavata dalla via di fuga del rettilineo[13]. Il Comune d'Imola lancia la gara per la gestione trentennale del circuito. Vince il Gruppo Norman, holding attiva nel settore dei patrimoni immobiliari, con la propria controllata Norman 95. Il 21 febbraio la Norman 95 costituisce una nuova società, «Formula Imola» (partecipata all'80% da Norman e al 20% da una consociata del Comune d'Imola).[14] Il 6 marzo la gestione del circuito passa ufficialmente alla nuova società. Il nuovo direttore dell'autodromo è Pierpaolo Gardella, già in Ferrari e con la Williams bicampione del mondo negli anni 1996 e 1997.

Il 3 e il 4 maggio 2008 si è tenuta l'inaugurazione del nuovo circuito.[15][16] La nuova gestione ha iniziato a guardare sempre più a serie internazionali (auto e moto) alternative. Il primo evento internazionale organizzato sul nuovo tracciato è stato il Campionato del mondo turismo FIA (FIA WTCC), disputatosi il 21 settembre dello stesso anno.

Il fardello debitorio preesistente e una gestione poco oculata da parte del gruppo Norman hanno prodotto però una nuova crisi societaria, che ha portato all'uscita di scena del gruppo ed al rilevamento delle quote di maggioranza da parte di Motorsport Eventi (presidente: Uberto Selvatico Estense). La nuova gestione, pur in condizioni economiche difficili, ha portato comunque come primo risultato il ritorno del Campionato Mondiale Turismo, seguito dal Campionato mondiale Superbike a partire dalla stagione 2009. Proprio in vista di tale gara, su richiesta e con la collaborazione della Federazione Motociclistica Internazionale, è stata realizzata per motivi di sicurezza una chicane, denominata Nuova Variante Bassa. Nello stesso anno l'autodromo è stato luogo di partenza e arrivo dei campionati italiani di ciclismo, vinti tra i professionisti da Filippo Pozzato.

A fine anno (il 9 dicembre) è stato nominato il nuovo amministratore delegato e direttore dell'autodromo, nella persona di Walter Sciacca. Il successore di Gardella ha pianificato in pochissimo tempo un'attività triplicata rispetto alla stagione precedente, portando all'autodromo manifestazioni di alto livello. Nel febbraio 2010 una nuova tegola è caduta sulla gestione: Formula Imola veniva dichiarata fallita una seconda volta, a causa di una serie di debiti accumulati dalla precedente amministrazione. Nonostante il fallimento, Formula Imola ha continuato a lavorare in esercizio provvisorio. Ad affiancare il curatore fallimentare, dott. Fabrizio Carbone, nella gestione del calendario come co-adiutore è stato lo stesso Walter Sciacca. Ciò gli ha consentito di continuare la sua opera di rilancio ottenendo un risultato soddisfacente, tanto da far chiudere il fallimento in pochi mesi con la riconsegna ai soci della società nell'ottobre 2010. Gli organi sociali quindi sono stati ripristinati con Uberto Selvatico Estense presidente e Walter Sciacca amministratore delegato e direttore dell'autodromo.

Il 22 dicembre 2010 è stato un altro momento importante nel programma di rilancio dell'autodromo: in questa data è stato portato a termine il riassetto della società Formula Imola: Con.Ami, società a capitale pubblico, è diventata socio di maggioranza, accollandosi i debiti della precedente gestione. Da quella data, Formula Imola si occupa della sola gestione delle attività in pista.

Stagione 2010
Gara Superbike 2010 all'autodromo di Imola

Nell'anno del rilancio, ad aprire l'attività sportiva è stata la Scuderia Toro Rosso, che ha svolto delle prove importanti in vista dell'inizio del Mondiale di Formula Uno. Quindi ad aprile sono scese in pista le vetture partecipanti al Campionato Superstars, seguito a maggio dalla prova dell'International GT Open. Prima della pausa estiva, l'autodromo ha ospitato la più importante manifestazione a quattro ruote nazionale, i Campionati Italiani Aci-Csai.

A settembre si svono svolti due eventi di grande rilievo: il Crame, una delle più importanti mostre-mercato di auto, moto e bici d'epoca; e il Campionato mondiale Superbike, con il trionfo di Max Biaggi con l'Aprilia, primo pilota italiano a conquistare il titolo iridato in questa categoria. A conclusione, grande successo per la prima edizione della «200 Miglia Revival», con la presenza degli indimenticabili campioni protagonisti della celebre gara ideata nei primi anni settanta da Checco Costa, il fondatore dell'autodromo.

Stagione 2011

Se l'annata precedente ha visto il rilancio dell'attività dell'autodromo, il 2011 ha offerto un calendario di avvenimenti ancora più prestigiosi. Il via a marzo, con la disputa della GP2 Asia Series, con il circuito di Imola scelto per ospitare la tappa finale dopo l'annullamento del GP del Bahrain (problemi di sicurezza derivati da disordini sociali). A maggio ancora grande spettacolo con l'International GT Open e la 500 Miglia di Imola endurance, una novità del calendario 2011; in luglio spazio a due eventi-clou come la Sei Ore di Imola, con al via le vetture della classe Le Mans, e i Campionati Italiani Aci-Csai.

Settembre come sempre intenso, con l'edizione del Crame, e il Mondiale Superbike; mentre in ottobre l'autodromo ha ospitato due manifestazioni riservate ai mezzi storici, con la 2ª edizione della «200 Miglia Revival» e la 1ª edizione dell'«Historic Gran Prix-100 Miglia Revival». In agosto il circuito è stato sottoposto a lavori di riasfaltatura del manto stradale, che hanno riguardato il 70% del tracciato. Nello stesso mese l'autodromo imolese ha ottenuto il rinnovo dell'omologazione di primo grado da parte della FIA, la Federazione Automobilistica Internazionale, che consente di poter organizzare anche le gare di Formula Uno[17]. [18]

Nel dicembre 2011 Walter Sciacca si dimette da direttore dell'autodromo. Il suo successore è Pietro Benvenuti.

Stagione 2012

In novembre il Con.Ami, azionista di maggioranza della società che gestisce l'autodromo, ottiene dal Comune di Imola l'assegnazione in concessione del circuito per 64 anni.

Eventi extra-sportivi[modifica | modifica wikitesto]

L'autodromo Enzo e Dino Ferrari ha ospitato l'Heineken Jammin' Festival dalla prima edizione del 1998 fino all'edizione del 2006. Nel 2011 la grande musica torna all'interno dell'impianto imolese grazie alla tappa italiana del Sonisphere Festival, in programma a giugno, la più importante manifestazione di heavy metal a livello europeo.

Nel 2012, la troupe del programma inglese Top Gear ha girato una puntata nella quale i tre conduttori Jeremy Clarkson, Richard Hammond e James May, rispettivamente a bordo di una Lamborghini Aventador, una Noble M600 e una McLaren MP4-12C, hanno tentato di battere il tempo di 1 ′ 56 ″ 6   ottenuto dal cugino italiano di Stig su una Ferrari 458 Italia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcune informazioni sugli ideatori. Alfredo Campagnoli: giovane geometra dell'ufficio tecnico comunale, Tonino Noè: titolare di un'armeria e negozio di caccia e pesca, Ugo Montevecchi: commerciante in legnami ed esperto pilota; Graziano Golinelli: impiegato comunale.
  2. ^ Nonché padre di Claudio, il noto medico dei piloti della MotoGP.
  3. ^ Negrini, p. 47
  4. ^ Negrini, p. 68
  5. ^ Negli anni Cinquanta e Sessanta, le strade continuarono ad essere aperte alla circolazione. L'impianto fu trasformato in circuito permanente negli anni Sessanta. Risale a quell'epoca la recintazione attuale.
  6. ^ Negrini, p. 105
  7. ^ Comprendeva le vetture con motore da 1100 a 2000 cm³ di cilindrata.
  8. ^ Negrini, p. 120
  9. ^ La gara fu boicottata dalla Ferrari per via di alcune diatribe con gli organizzatori.
  10. ^ Negrini, p. 163
  11. ^ Negrini, p. 171
  12. ^ L'ultima edizione della 200 Miglia si disputò nel 1985 e fu vinta da Eddie Lawson su Yamaha.
  13. ^ Il nuovo tracciato su Motocorse.com
  14. ^ Circuito di Imola. URL consultato il 9 luglio 2013.
  15. ^ Articolo sull'evento
  16. ^ Articolo di Repubblica.it sull'evento
  17. ^ FIA, la lista 2012 delle piste omologate per la Formula 1: c’è anche Imola, F1WEB.it. URL consultato il 23 giugno 2012.
  18. ^ Imola - Il "Ferrari" idoneo fino al 2014 in romagnanoi.it, 31 agosto 2011. URL consultato il 5 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gilberto Negrini, Autodromo di Imola, Imola, Editrice Il Nuovo Diario Messaggero, 2014.
  • Checco Costa a Imola, passione moto 2011 e Claudio Ghini, Bacchilega, Imola.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]