Circuito di Zandvoort

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Coordinate: 52°23′19.75″N 4°32′27.32″E / 52.388819°N 4.540922°E52.388819; 4.540922

Circuit Park Zandvoort
Tracciato di Circuit Park Zandvoort
Ubicazione
Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Località Zandvoort
Dati generali
Inaugurazione 1948
Lunghezza 4 180 m
Curve 11
Il circuito è stato più volte modificato
Categorie
Formula 1
DTM
Masters di Formula 3
Formula 1
Tempo record 1'19"880
Stabilito da Luca Badoer
su Ferrari
il 2001
record durante esibizione, in quanto la Formula 1 non ha mai gareggiato su tale configurazione del tracciato[1]

Il circuito Park Zandvoort è un tracciato per competizioni automobilistiche che si trova nelle vicinanze dell'omonima cittadina, stazione balneare sulla costa olandese del mare del Nord. In questa città si erano già tenute competizioni motoristiche nel 1939 su di un circuito cittadino e il successo di tali manifestazioni aveva convinto il sindaco a realizzare un tracciato permanente nell'immediata periferia della città, ma lo scoppio della seconda guerra mondiale fece sì che esso venisse completato solo nel 1948[2]. Ha ospitato il Gran Premio d'Olanda di Formula 1 dal 1950 (stagione inaugurale della serie) al 1985 con alcune interruzioni, dopo un iniziale Gran Premio di Zandvoort nel 1949.

Il circuito[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato originale, modificato poi nel 1973

Costruito sulle dune di sabbia vicinissimo al mare, il circuito, molto apprezzato dai piloti, ha l'insidia aggiuntiva del vento che porta sul tracciato la sabbia della spiaggia[3]. Il tracciato presenta marcate variazioni altimetriche e tra i tratti caratteristici è da ricordare la curva Tarzan (nome originale olandese: Tarzanbocht), un secco tornante a destra subito alla fine del rettilineo di partenza caratterizzato da una marcata sopraelevazione, e il velocissimo tratto che si affronta "a tavoletta" lungo la cresta Hunse (Hunserug) e salendo attraverso la curva Rob Slotemaker (Rob Slotemakerbocht)[4], per andare a frenare una volta raggiunta la cima delle dune, dove scollinando si affronta la veloce e cieca Scheivlak[5]. I tratti citati sono ancora presenti invariati nella configurazione attuale del tracciato, introdotta nel 1999[6], ma in passato vi erano altri tratti molto impegnativi, come le due curve Hondenvlak, un velocissimo sinistra-destra da affrontare ad acceleratore completamente aperto[7] e la veloce combinazione delle curve destra-sinistra Pulleveld e Bos In che segnava l'ingresso nel bosco allora presente in quel punto, definita dal pilota olandese Rob Slotemaker "la differenza tra i ragazzi e gli uomini veri"[8].

Su questo circuito persero la vita Piers Courage nel 1970 e Roger Williamson nel 1973, quest'ultimo perito in un incendio seguito all'impatto contro le barriere installate a ridosso della pista proprio in vista della gara di quell'anno e ai quali gli organizzatori si erano sempre fermamente opposti, ritenendo più sicuro il sistema delle reti di arresto[2].

Le modifiche[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato degli anni '80, con le chicane Marlboro e Panoramabocht

Nel 1973, dietro pressione della Grand Prix Drivers' Association (il "sindacato" dei piloti di Formula 1) furono installate lungo tutta la pista le barriere protettive in acciaio, il cosiddetto guard rail e il tracciato fu modificato[2] con l'introduzione di una chicane, denominata Panoramabocht, al posto delle curve Pulleveld e Bos in[8], poi nel 1979 fu realizzata in fretta e furia una chicane provvisoria all'altezza della seconda curva Hondenvlak che, dimostratasi inefficace nel rallentare i concorrenti, fu sostituita nel 1980 dalla definitiva chicane Marlboro[7]. Alla fine degli anni ottanta l'espansione urbana ai margini dell'autodromo (nei pressi della Panoramabocht) ha aumentato il malcontento dei residenti nei confronti dell'attività del circuito.

Foto aerea dell'impianto attuale, con l'espansione urbana nell'area della vecchia Panoramabocht.

Questo, unito al declino dell'impianto caduto in disuso in seguito all'assenza della Formula 1, ha portato alla decisione degli amministratori locali di ridimensionare lo sviluppo del tracciato e di vendere nel 1987 alla società alberghiera Vendorado circa la metà del terreno su cui sorgeva il circuito[9], quella più vicina alle aree già edificate, dove furono realizzate un campo da golf e una ulteriore zona residenziale[4]. Fu realizzata allora una nuova tortuosa sezione che deviava dalla vecchia pista subito dopo la Hunserug con uno stretto tornante a destra (Toyotabocht), si sviluppava nell'area che circonda i box e si raccordava con il rettilineo di partenza mediante una nuova Bos Uit[3] sopraelevata come la vecchia curva omonima e posta qualche centinaio di metri più vicino al traguardo[4]. La lunghezza fu quindi ridotta a soli 2 526 metri[6]. In seguito tale scelta è stata in parte riconsiderata e alla fine degli anni novanta la pista, nel frattempo denominata Interim Club Circuit[10], è stata allungata di nuovo riutilizzando un segmento del tracciato originale (fin quasi alla chicane Marlboro), nel frattempo non ancora demolito, e realizzando ex-novo circa un chilometro di nastro d'asfalto, perdendo però irrimediabilmente il suo carattere di pista medio-veloce per trasformarsi in un tracciato contorto e lento.

Altri usi[modifica | modifica wikitesto]

Il circuito ospitò nel 1974 una puntata del celebre show televisivo Giochi senza frontiere.

Il presente[modifica | modifica wikitesto]

La corsa più importante che recentemente si svolge con una certa regolarità a Zandvoort è il Masters di Formula 3, gara internazionale ad inviti in cui si confrontano i migliori piloti dei rispettivi campionati nazionali, denominato Marlboro Masters sino al 2005. Nel 2007 e 2008, a causa di restrizioni per il rumore nell'area di Zandvoort, la gara si è svolta sul circuito di Zolder, in Belgio, ma nel 2009 è tornata nella sua sede originale. Il circuito ha anche ospitato la gara inaugurale della seconda stagione (2006-2007) della serie A1 Grand Prix in aggiunta a prove del DTM e del Campionato mondiale Turismo.

Record sul giro[modifica | modifica wikitesto]

fonte: Sito ufficiale

Anno Pilota Record Categoria Vettura Media record
Circuito originale 1948-1972 (4,226 km)
1970 Jacky Ickx 1'19"23 Formula 1 Ferrari 312 B 190,518 km/h
Circuito 1973-1979 (con Panoramabocht - 4,252 km)
1979 Gilles Villeneuve 1'19"43 Formula 1 Ferrari 312 T4 192,713 km/h
Circuito 1980-1988 (con Marlborobocht e Panoramabocht - 4,252 km)
1985 Alain Prost 1'16"538 Formula 1 McLaren MP4/2B - Porsche 199,994 km/h
Interim Circuit 1989-1998 (2,526 km)
1991 Kelvin Burt 1'01"043 Formula 3 Reynard-Mugen 148,970 km/h
Circuito 1999-oggi (4,300 km - senza chicane Rob Slotemaker / 4,320 km - con chicane Rob Slotemaker )
2008 Jeroen Bleekemolen 1'24"213[11] A1GP A1GP-Ferrari 183,819 km/h

Il record assoluto per il circuito attuale (senza chicane Rob Slotemaker) appartiene a Luca Badoer, che durante un'esibizione nel 2001 ha girato con la Ferrari F2001 in 1'19"880[1][9] alla media di 193,790 km/h.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Scheda (con camera-car) sul Circuit Park Zandvoort, www.motorsportcircuitguide.com. URL consultato il 7 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2012).
  2. ^ a b c (EN) Articolo sul Circuit Park Zandvoort, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  3. ^ a b (EN) La storia del tracciato sul Sito ufficiale. URL consultato il 7 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2011).
  4. ^ a b c (EN) A lap at old Zandvoort, articolo con galleria fotografica, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  5. ^ (EN) Articolo con galleria fotografica sulla Scheivlak, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  6. ^ a b (EN) Le differenti configurazioni sul Sito ufficiale. URL consultato il 7 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2007).
  7. ^ a b (EN) Articolo con galleria fotografica sulla realizzazione della Chicane Marlboro, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  8. ^ a b (EN) Articolo con galleria fotografica sulla realizzazione della Panoramabocht, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  9. ^ a b (EN) Scheda su www.autoevolution.com. URL consultato il 7 agosto 2010.
  10. ^ (EN) Le differenti configurazioni del tracciato, www.circuitsofthepast.nl. URL consultato il 7 agosto 2010.
  11. ^ (EN) Risultati A1 Grand Prix 2008/2009, Marco's A1 Grand Prix Page. URL consultato il 7 agosto 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]