Juan Manuel Fangio

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Juan Manuel Fangio
Fangio.png
Dati biografici
Nazionalità Argentina Argentina
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Ritirato 1958
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1950-1951, 1953-1958
Scuderie Alfa Romeo, Maserati, Mercedes, Ferrari, Kurtis Kraft
Mondiali vinti 5 (1951, 1954, 1955, 1956, 1957)
GP disputati 51
GP vinti 24
Podi 35
Pole position 29
Giri veloci 23
 
« Non ho mai pensato all'auto come a un mezzo per conseguire un fine, invece ho sempre pensato di essere parte dell'auto, così come la biella e il pistone.[1] »
(J.M. Fangio)

Juan Manuel Fangio (Balcarce, 24 giugno 1911Buenos Aires, 17 luglio 1995) è stato un pilota automobilistico argentino, campione del mondo di Formula 1 nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957.

Nella massima serie automobilistica disputò un totale di 52 Gran Premi, vincendone 24 e salendo per 35 volte sul podio. Ottenne inoltre 29 pole-position e un totale di 48 partenze dalla prima fila. Il suo record di 5 titoli mondiali resistette per 48 anni e fu eguagliato e superato solamente nel 2002 e 2003, da Michael Schumacher. Detiene a tutt'oggi la più alta percentuale di pole position realizzate in carriera, il pilota argentino è infatti partito in prima posizione nel 55,8% dei Gran Premi disputati; a 46 anni e 41 giorni è inoltre il corridore più anziano ad avere conquistato un titolo mondiale.

Da molti considerato il più grande pilota di Formula 1 di tutti i tempi[2] aveva uno stile di guida preciso ma allo stesso tempo spettacolare oltre che una profonda conoscenza della meccanica essendo stato coinvolto nel settore delle riparazioni fin da ragazzino.[2] Corridore completo, seppe distinguersi anche in competizioni a ruote coperte, da ricordare i suoi numerosi piazzamenti alla Mille Miglia, la vittoria alla Carrera Panamericana nel 1954, al Nürburgring nel 1955 e alla 12 Ore di Sebring nel 1956 e nel 1957.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli Esordi in Argentina[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio nel mondo delle competizioni motoristiche avvenne il 25 ottobre 1936. Fangio al volante di una vettura Ford A che pare fosse stata in precedenza utilizzata come taxi, prese parte al Premio Circuito de Benito Juarez. Dopo essersi qualificato in settima posizione fu costretto al ritiro in seguito ad un guasto meccanico mentre si trovava al terzo posto; la corsa fu funestata da un grave incidente in cui l'auto guidata da Juan Estanyo, capovolgendosi in seguito ad una sbandata, uccise il co-pilota Armando Tesone. La seconda corsa non fu più fortunata, Fangio arrivato in ritardo alla partenza si inserì nel gruppo con un giro di ritardo e venne in seguito squalificato e costretto a fermarsi.

Nel 1939 iniziò a partecipare anche a competizioni su strada e fu nel 1940 che, proprio in una di queste corse, il Gran Premio Internacional del Norte, conquistò la sua prima vittoria al volante di una Chevrolet coupé. La competizione durò due settimane su un percorso di più di novemila chilometri, Fangio concluse con il tempo di 109 ore e 35 minuti e con più di un'ora di vantaggio sul secondo classificato, Daniel Musso.[3]. Nel 1941 arrivarono altre due vittorie su strada, la prima in Brasile nel Premio Presidente Getulio Vergas, la seconda nella Mille Miglia Argentina. Dopo una sosta forzata a causa della guerra, nel 1946 Fangio tornò a correre anche in corse a ruote scoperte cogliendo i primi buoni piazzamenti con due secondi posti.

Nel 1947 conquistò la prima vittoria al volante di una monoposto al Gran Premio della Città di Rosario. Nel corso dell'anno si aggiudicò altre due prove di Formula Libre e una su strada. Nel 1948 arrivarono altre due vittorie in formula libera e due in competizioni su strada, per la prima volta poi Fangio partecipò a una corsa europea, in Francia prese parte a bordo di vetture Simca-Gordini al Gran Premio di Reims, prese il via sia alla corsa di Formula 2 sia a quella di Formula 1 ma fu costretto al ritiro per problemi meccanici in entrambe le competizioni.[4].

Alla fine dell'anno prese parte alla prova di Turismo de Carretera denominata Gran Premio dell'America del Sud, una maratona automobilistica della durata di quasi tre settimane su un percorso di 9500 chilometri. Fangio fu protagonista di un terribile incidente nel corso della settima tappa, la sua Chevrolet uscì dal tracciato capottando numerose volte, il pilota argentino riportò ferite al collo mentre il suo copilota, Daniel Urrutia fu catapultato fuori dall'abitacolo, riportando gravi fratture al cranio e alle vertebre cervicali e morendo poche ore dopo nel vicino ospedale di Obrero dove entrambi erano stati ricoverati. Sebbene profondamente scosso dalla perdita dell'amico Fangio decise alla fine per il proseguimento della sua carriera agonistica.

L'Avventura Europea[modifica | modifica wikitesto]

Il 1949: I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1949 Fangio ritornò in Europa e questa volta i risultati furono straordinari, si aggiudicò infatti in rapida successione il Gran Premio di San Remo, quello di Pau, quello di Perpignan e infine quello di Marsiglia. Avrebbe dovuto partecipare anche alla Mille Miglia tra i favoriti ma la sua Simca non arrivò in tempo dalla Francia .[5]. Si ritirò nelle due corse successive il Gran Premio di Roma di Formula 2 e il Gran Premio di Bruxelles di Formula 1, mentre il successivo Gran Premio dell’ Autodromo di Formula 2 a Monza avrebbe visto la sua consacrazione definitiva, infatti sul circuito brianzolo, approfittando di un guasto meccanico subito da Ascari a poche tornate dalla fine mentre si trovava al comando, si aggiudicò il quinto successo stagionale.[6]

Al successivo appuntamento di Reims, Fangio partecipò sia alla corsa di Formula 2 in cui fu costretto al ritiro per un guasto mentre era al comando lasciando la vittoria ad Ascari, sia al Gran Premio di Formula 1 ma anche questa volta si dovette ritirare per un cedimento meccanico.[7] Sul finire della stagione si fecero sempre più insistenti le voci di un ritorno dell'Alfa Romeo alle competizioni e Fangio fu indicato dalla stampa come sicuro pilota della rinnovata scuderia. Le nuove vetture che avrebbero dovuto debuttare al Gran Premio d'Italia non vennero comunque ritenute ancora a punto dai vertici della casa e l'esordio venne quindi rimandato alla stagione successiva.[8]

Le Stagioni del Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 1950[modifica | modifica wikitesto]

Le corse in Argentina[modifica | modifica wikitesto]
La Ferrari 166 F2, vettura da cui deriva la FL utilizzata da Fangio nelle quattro corse argentine

La stagione motoristica incominciò con quattro gare in Argentina, alle quali presero parte la grande maggioranza dei piloti europei.[9] Il 18 dicembre 1949 si disputò il Gran Premio Peron sul circuito di Palermo, Fangio nonostante un incidente in prova in cui danneggiò lievemente la sua Ferrari 166 F2 andando a sbattere contro un albero,[10] partì dalla prima fila, alle spalle di Villoresi e Ascari. In gara riuscì a guadagnare una posizione, concludendo la gara al secondo posto dietro ad Ascari. Il tifo dei fans argentini per il loro idolo raggiunse livelli altissimi e si registrano anche alcuni episodi di ostilità verso i piloti italiani, fortunatamente subito rientrati.[11]

Tale entusiasmo produsse però situazioni anche molto pericolose, un'invasione di pista al termine della gara rischiò di tramutarsi in tragedia quando il Principe Bira travolse la folla festante dopo aver tagliato il traguardo, fortunatamente non si registrano feriti gravi.[12] Il 9 gennaio 1950 si disputò poi il Gran Premio Eva Peron, la prima fila fu identica a quella di dicembre ma a posizioni invertite con Fangio in pole davanti ad Ascari e Villoresi. Il pilota argentino prese subito il comando della corsa ma un consumo irregolare degli pneumatici lo costrinse a diverse soste ai box lasciando il successo a Villoresi.[13] La successiva corsa a Mar del Plata vide Fangio protagonista di un brutto incidente insieme a Villoresi, quest'ultimo ruppepe lo sterzo e urtò la vettura dell'argentino ad alta velocità provocandone il ribaltamento.[14]

Fortunatamente entrambi i piloti uscirono illesi dalla carambola ma la stampa argentina accusò Villoresi di avere provocato intenzionalmente l'incidente per favorire il successo di Ascari.[15] Nei giorni successivi fu lo stesso Fangio a scagionare completamente il pilota della Ferrari da qualsiasi responsabilità.[16] La stagione sud americana si concluse con il Gran Premio della Città di Rosario. Fangio partì dalla pole position e condusse la gara fin dalle prime battute ma al 13º giro, mentre si trovava al comando con ampio margine sul secondo, andò a sbattere contro le balle di paglia poste a protezione del pubblico; alcuni spettatori rimasero feriti in modo lieve mentre il pilota, uscito completamente incolume dall'incidente, fu costretto ad abbandonare la corsa lasciando il successo a Villoresi.[17] Il bilancio complessivo nelle quattro corse di casa non fu certo incoraggiante ma il pilota argentino aveva comunque dimostrato di poter competere ad armi pari con i migliori piloti europei a parità di mezzo meccanico e l'arrivo delle nuove Alfa Romeo avrebbe sicuramente potuto spostare in modo deciso gli equilibri delle corse.

Il primo Campionato del Mondo di Formula 1[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1950.
La partenza dell'ultima prova Mondiale sul Circuito di Monza

Il 13 maggio esordì, sul Circuito di Silverstone e al volante di una Alfa Romeo 158, nel Campionato del Mondo di Formula 1 organizzato quell'anno per la prima volta; la corsa fu caratterizzata da un acceso duello con il compagno di squadra Nino Farina. Fangio cercò di avvantaggiarsi sul rivale anticipando la sosta per il rifornimento, ma ripartì dai box prima che i meccanici avessero completato il rabbocco dell'olio[18]: il motore non resistette a lungo e l'argentino fu costretto al ritiro a otto giri dal termine, mentre si trovava in seconda posizione, per il cedimento di una valvola . Il secondo appuntamento iridato a Monaco si rivelerà decisamente più fortunato, Fangio partito dalla pole position prese subito la testa della corsa, riuscendo così a evitare di rimanere coinvolto nell'incidente del primo giro che mise fuori gioco nove vetture e tra gli altri i compagni di squadra Farina e Fagioli e il connazionale Froilan Gonzalez. L'incidente fu causato da uno sbandamento di Farina che nel dopo gara accusò proprio l'argentino di non aver lasciato lo spazio necessario al sorpasso, provocando la carambola.[19]

Fangio non si lasciò sfuggire l'occasione e conquistò una facile vittoria davanti alla Ferrari di Ascari e la Maserati del pilota di casa Louis Chiron, andando ad agganciare Farina al comando della classifica iridata. Il successivo appuntamento a Bremgarten in Svizzera vide Fangio partire nuovamente dalla pole ma la gara venne condotta dal compagno di squadra Farina, il pilota argentino si travava comunque saldamente in seconda posizione quando, a otto giri dal termine, si ruppe il motore della sua alfetta costringendolo al ritiro. Il 18 giugno si corse poi il Gran Premio del Belgio sul Circuito di Spa. Fangio conquistò il suo secondo successo iridato davanti a Fagioli e il francese Rosier, Farina attardato da un problema al motore negli ultimi giri si piazzò in quarta posizione realizzando il giro più veloce in gara.

La penultima prova del mondiale si disputò sul Circuito di Reims e Fangio realizzò un week end perfetto conquistando pole vittoria e giro più veloce in gara, il contemporaneo ritiro di Farina per un guasto alla pompa di benzina proiettò il pilota argentino in testa alla classifica mondiale. Tutto si decise quindi sulla pista di Monza nel Gran Premio d'Italia Fangio partito dalla pole accusò noie meccaniche sulla sua Alfa e salì su quella del compagno Taruffi, nel tentativo di rimonta realizzò il giro più veloce della corsa ma un ulteriore guasto lo costrinse al definitivo ritiro lasciando così a Farina la vittoria del Gran Premio e del Titolo mondiale. Da sottolineare come la Direzione corse dell'Alfa Romeo per garantire ai due piloti l'assoluta uniformità di trattamento fece estrarre a sorte dagli stessi protagonisti i numeri delle auto a loro assegnate.[20]

Le gare extra-campionato[modifica | modifica wikitesto]
Una Maserati 4CLT simile a quella spesso utilizzata da Fangio

Fangio prese parte a inizio stagione al Gran Premio di Pau, iscritto con una Maserati 4CLT realizzò pole e giro più veloce in gara aggiudicandosi la corsa davanti alla Ferrari di Villoresi e la Simca-Gordini di Rosier. Debuttò poi con la nuova scuderia Alfa Romeo il 16 aprile al Gran Premio di San Remo. In qualifica Fangio si aggiudicò la seconda posizione sulla griglia di partenza alle spalle di Ascari, in gara una partenza infelice gli fece perdere subito alcune posizioni ma nel volgere di poche tornate assunse il comando della corsa col solo Ascari capace di tenere il passo del pilota argentino, l'italiano stava però guidando al limite e al 26º giro andò a sbattere contro le barriere di protezione e fu costretto al ritiro, lasciando a Fangio il successo nella corsa ligure.[21] Fangio prese poi per la prima volta parte alla Mille Miglia a bordo di un Alfa Romeo 6C, preparato dalle durissime corse sud americane nelle quali aveva più volte trionfato, riuscì a conquistare all'esordio un ottimo terzo posto assoluto.[22]

A cavallo degli impegni nel mondiale di Formula 1 partecipò per la prima volta anche alla 24 Ore di Le Mans insieme all'amico Gonzalez e al volante di una Simca-Gordini 20 S, la corsa fu costellata da innumerevoli problemi meccanici che lo costrinsero al ritiro definitivo alla decima ora di gara. Nei mesi di luglio e agosto disputò svariate gare non valide per il titolo iridato totalizzando due secondi posti a Bari e Silverstone, due ritiri ad Albi e Zandvoort e due successi a Ginevra e Pescara. Nella corsa abruzzese fu vittima di uno spettacolare incidente nelle prove fortunatamente senza conseguenze, ai box i meccanici Alfa Romeo, preoccupati per il ritardo nell'arrivo del pilota argentino, tirarono un sospiro di sollievo quando videro finalmente giungere Fangio sulla macchina di Louveau che gli aveva gentilmente concesso un passaggio.[23]

Il 1951: Il primo alloro iridato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1951.
L'Alfa Romeo 159 con cui vinse il Titolo

La stagione vide Fangio esordire senza successo in alcune gare extra-campionato ma al primo appuntamento iridato in Svizzera, sul circuito di Bremgarten, centrò anche il primo successo stagionale mantenendo la prima posizione conquistata in qualifica guidando autorevolmente la corsa sotto una pioggia torrenziale, il suo rivale dell'anno precedente Farina fu terzo mentre Ascari che si sarebbe rivelata la minaccia maggiore per il titolo fu solamente sesto.[24] Al successivo appuntamento in Belgio, Fangio partì nuovamente dalla pole e si divise il comando della corsa con il compagno di squadra Farina fino al secondo rifornimento quando subì un problema al cambio di una gomma che gli fece perdere quasi quindici minuti e lo relegò nelle retrovie lontano dalla zona punti.[25] La corsa fu vinta da Farina davanti ad Ascari e Villoresi le cui Ferrari iniziavano a insidiare le prestazioni delle Alfa.

Il weekend successivo Fangio tentò nuovamente l'avventura alla 24 Ore di Le Mans questa volta a bordo di una Talbot T26SC e con compagno di guida Louis Rosier vincitore per la casa francese della corsa l'anno precedente. Un guasto meccanico lo costringerà al ritiro. Ben diversa fu la sorte al successivo appuntamento iridato di Reims, Fangio infatti, nonostante sia stato costretto in un primo momento a ritirarsi per il cedimento del motore, prese il posto del compagno di squadra Fagioli e vinse in rimonta davanti ad Ascari, giunto secondo sull'auto ricevuta da Gonzalez.[26] La successiva corsa di Silverstone entrerà nella storia per il primo successo di una vettura Ferrari, Froilan Gonzalez spezzerà infatti una egemonia Alfa Romeo che durava da 10 Gran Premi. Grazie al secondo posto conquistato, la classifica iridata vedeva a questo punto della stagione Fangio nettamente al comando con 21 punti davanti a Farina staccato di 6 lunghezze.

La seguente prova di campionato, sul circuito del Nürburgring confermò l'inversione di tendenza vista nella corsa inglese, con Ascari che conquistò la prima pole position per la Ferrari davanti a Fangio, l'argentino consapevole del fatto che le vetture modenesi, grazie a un consumo di carburante nettamente inferiore, si sarebbero fermate una sola volta ai box, cercò di spingere al massimo fin dai primi giri, ma si dovette accontentare della seconda posizione finale e della realizzazione del giro più veloce in gara.[27] Fangio incrementò comunque il suo vantaggio sul suo rivale più prossimo in classifica mondiale che dopo la corsa tedesca era diventato il milanese Ascari distaccato di 11 lunghezze. Si giunse così al penultimo appuntamento del mondiale sulla pista di Monza, a Fangio sarebbe bastato un buon piazzamento per aggiudicarsi il suo primo titolo mondiale. Il week-end cominciò bene con la conquista della pole davanti a Farina, ormai fuori dalla corsa per il titolo, e con quasi due secondi di vantaggio sul terzo tempo di Ascari. La corsa si rivelerà però ben diversa, nei primi giri Fangio e Ascari si alternarono al comando fino alla prima sosta del pilota argentino che, costretto a forzare per recuperare, ruppe il motore della sua Alfa consentendo così all'uomo di punta della Ferrari di accorciare decisamente le distanze nella classifica iridata: Fangio 28 punti, Ascari 25.

L'ultimo appuntamento del mondiale si corse sul circuito di Pedralbes e si sarebbe rivelato trionfale per il pilota argentino, infatti nonostante la conquista della pole con netto margine Ascari e la Ferrari optarono per un tipo di gomme che si sarebbe rivelato inadeguato al severo tracciato spagnolo[28], lasciando così vittoria e titolo iridato a Fangio. Sul finire della stagione l'Alfa Romeo annunciò inaspettatamente l'addio alle competizioni motoristiche e Fangio firmò per la stagione successiva un contratto con la Maserati ma si dimostrò anche interessato al progetto sportivo della scuderia inglese BRM per la quale firmò un contratto esclusivo per la guida di vetture di Formula 1 ma che lo lasciava libero di correre per altri team nel Campionato Mondiale che si sarebbe disputato quell'anno secondo le regolamentazioni della Formula 2.[29]

Il 1952: L'incidente di Monza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1952.
Una BRM Tipo 15, vettura guidata da Fangio ad Albi

La stagione cominciò con una serie di gare di Formula Libre in Sud America, per la precisione tre in Brasile, 2 in Argentina e 2 in Uruguay, Fangio, a bordo di una Ferrari 166 si ritirò nella terza corsa carioca ma si aggiudicò tutti gli altri sei appuntamenti, realizzando la pole position in sei circostanze e facendo realizzare per quattro volte il giro più veloce. Inaugurò poi la stagione europea con un sesto posto al Richmond Trophy e partecipò per la seconda volta alla Mille Miglia cogliendo un deludente 22º posto al volante di un'Alfa Romeo 1900. Il 1952 vide la decisione da parte della FIA, visto l'abbandono delle competizioni da parte dell'Alfa Romeo, di assegnare il Titolo Mondiale Piloti secondo il regolamento di Formula 2, permettendo così ad un numero maggiore di scuderie la partecipazione al campionato. Ad Albi si disputò però una corsa riservata alle Formula 1 e Fangio vi partecipò con la nuovissima BRM T15 con motore v16.

Il pilota argentino realizzò la pole position ma i proverbiali problemi di affidabilità che afflissero la vettura inglese lo costrinsero al ritiro in gara.[30] Stessa sorte il weekend successivo in Irlanda per l'Ulster Trophy, dopo aver rischiato un brutto incidente durante le prove urtando un marciapiede ad alta velocità ma riuscendo a mantenere il controllo del mezzo[31], fu costretto nuovamente al ritiro in gara per noie meccaniche. Il giorno successivo si sarebbe svolto a Monza il Gran Premio dell'Autodromo di Formula 2, Fangio non volle mancare all'appuntamento milanese e, perso l'aereo, guidò per tutta la notte, arrivando all'autodromo soltanto un'ora prima della partenza della gara. Il regolamento non gli avrebbe permesso di prendere parte alla competizione non avendo effettuato le prove obbligatorie ma gli altri piloti acconsentirono a che Fangio partisse dall'ultima fila. Il bisogno di rimontare e la stanchezza accumulata nel viaggio furono fatali al pilota argentino che commise un errore alla prima curva di Lesmo ed uscì di pista violentemente, capottando la vettura e venendo sbalzato fuori dall'abitacolo.[32] Le condizioni generali non sembrarono all'inizio gravi ma una frattura alla vertebra cervicale lo costrinse ad un riposo assoluto nei mesi successivi mettendo in pratica fine alla sua stagione agonistica.

Il 1953[modifica | modifica wikitesto]

Il Campionato del Mondo di Formula 1[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1953.
Fangio (al centro) in prima fila alla partenza del Gran Premio d'Italia

Completamente rimessosi dall'infortunio di Monza Fangio debuttò nel mondiale nella corsa di casa a Buenos Aires su Maserati A6GCM ma fu costretto al ritiro per un guasto al differenziale[33], la corsa fu caratterizzata dal tragico incidente occorso al suo rivale nella lotta al titolo del 1950, Nino Farina. Il pilota della Ferrari per evitare un ragazzino che stava attraversando la pista fu costretto a scartare bruscamente e, perso il controllo della vettura, piombò in mezzo alla folla che assiepava i bordi del circuito. Il bilancio fu di nove morti e quindici feriti ai quali si aggiunsero altre due vittime provocate dall'autoambulanza che investì altri due tifosi risalendo il circuito contromano per raggiungere il luogo dell'incidente.[34]

Nei due appuntamenti iridati successivi Fangio fu nuovamente costretto al ritiro, particolarmente sfortunata fu la corsa belga dove Fangio, partito dalla pole, ruppe il motore quando si trovava al comando della corsa, salito sulla vettura del compagno di scuderia Johnny Claes rimontò dalla quattordicesima posizione fino al terzo posto ma all'ultimo giro chiese troppo alla sua guida ed uscì violentemente di pista. Sbalzato fuori dall'abitacolo la macchina nelle sue capriole si fermò a pochi metri di distanza dall'argentino che se la cavò con delle escoriazioni e qualche contusione.[35] Le successive tre gare in Francia, Inghilterra e Germania videro altrettanti secondi posti, due volte alle spalle di Ascari, ormai sicuro vincitore del titolo, e una alle spalle del vecchio rivale Farina.

Per la penultima prova del mondiale in Svizzera la Maserati si presentò con un nuovo motore decisamente più performante e Fangio realizzò la prima pole position della stagione. Problemi di affidabilità portarono però la scuderia a optare in gara per il vecchio propulsore; nonostante questa scelta conservativa Fangio fu comunque costretto a sostituire la vettura in corsa per un guasto e si dovette così accontentare del quarto posto finale in condivisione con Felice Bonetto. Si giunse quindi all'ultimo appuntamento iridato in Italia, sul Circuito di Monza che tanto gli era costato caro l'anno precedente. Fangio ingaggiò una lotta per la testa della corsa con Ascari e Farina fino all'ultimo giro quando in un tentativo di sorpasso di quest'ultimo nei confronti del milanese, Ascari andò in testa coda alla curva di porfido, Farina per evitarlo fu costretto a uscire di pista e Fangio riuscì a passare indenne andando a vincere il suo unico Gran Premio iridato della stagione e sancendo così il suo definitivo ritorno da protagonista nella massima serie automobilistica.[36]

Le corse per vetture a ruote coperte[modifica | modifica wikitesto]
Una Maserati A6GCS/53, vettura con cui si aggiudicò il terzo posto alla Targa Florio

Il 1953 fu caratterizzato da un'intensa attività in competizioni per vetture sport. Ad aprile partecipò per la terza volta alla Mille Miglia cogliendo al volante di una Alfa Romeo 6C 3.0 il suo miglior piazzamento nella corsa bresciana, un brillante secondo posto dopo essere stato anche al comando della corsa e avendo dovuto rallentare nel tratto finale per un guasto allo sterzo.[37] A maggio prese parte poi alla 37ª Targa Florio, questa volta alla guida di una Maserati A6GCS andando ancora una volta a podio conquistando la terza posizione assoluta finale.

A giugno fu la volta dell'ennesima avventura alla 24 Ore di Le Mans ma la corsa francese non si rivelò più fortunata delle precedenti, Fangio fu costretto al terzo ritiro su tre partecipazioni ancora per noie meccaniche. A luglio fu la volta della 24 Ore di Spa ma anche in quella occasione si ritirò per un guasto alla sua Alfa Romeo 6C. Stessa sorte gli toccò ad agosto alla 1000km del Nürburgring, in questo caso al volante di una Lancia D24 rimase al comando della corsa fino al cedimento del propulsore. La stagione si concluse comunque con due importanti affermazioni, la vittoria al Gran Premio SuperCortemaggiore a Monza e il trionfo nella Carrera Panamericana.

Il 1954: Il passaggio alla Mercedes[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1954.
Fangio al Nürburgring

Il 1954 vide delle importanti novità dal punto di vista regolamentare, infatti il Titolo Mondiale Piloti sarebbe nuovamente stato assegnato secondo le regolamentazioni della Formula 1, con motori da 2500cm cubici aspirati o da 750cm cubici con compressore, soluzione quest'ultima totalmente ignorata dalle grandi case. Fangio, sebbene avesse firmato un contratto con la Mercedes, prese parte ai primi due appuntamenti della stagione al volante della nuova Maserati 250F grazie a una clausola espressamente voluta dal pilota argentino per evitare di perdere punti mondiali in attesa del debutto delle Frecce d'argento. Nel Gran Premio di casa in Argentina si impose davanti a Nino Farina e la sua nuova Ferrari 625 mentre nel Gran Premio del Belgio colse la seconda vittoria consecutiva davanti alla Ferrari di Maurice Trintignant. Il successivo Gran Premio di Francia vide finalmente l'esordio della nuova vettura Mercedes, la casa tedesca stupì il mondo della Formula 1 con la W196, una vettura con carrozzeria aerodinamica. Le prestazioni si dimostrarono subito eccezionali e Fangio conquistò pole position e vittoria (la terza consecutiva) davanti al compagno di squadra Karl Kling che si aggiudicò il giro più veloce della gara.[38]

Il successivo appuntamento iridato si disputò in Gran Bretagna sul Circuito di Silverstone; Fangio conquistò nuovamente la pole position ma il peso aggiuntivo della carrozzeria carenata si dimostrò inadatto ai veloci curvoni del circuito britannico e il pilota argentino dovette accontenarsi della quarta posizione alle spalle delle Ferrari del connazionale Gonzalez e di Hawthorn e dell'amico Onofre Marimon. Quest'ultimo perse la vita in un tragico incidente occorsogli nelle prove per il Gran Premio di Germania sul circuito del Nürburgring. Nonostante la profonda amarezza per la scomparsa dell'amico Fangio portò al trionfo la sua Mercedes che per la prima volta si presentò in una versione a ruote scoperte ritenuta più adatta ai tortuosi saliscendi del circuito tedesco. Il successivo Gran Premio di Svizzera vide il quinto successo stagionale per Fangio e la matematica certezza del suo secondo titolo mondiale.

Fangio davanti ad Ascari alla curva di porfido a Monza

Il penultimo appuntamento iridato si corse sulla pista di Monza e vide per la prima volta in stagione il riproporsi del duello con Ascari, il pilota milanese aveva infatti saltato gran parte della stagione in attesa del debutto della nuova Lancia da Formula 1 ma aveva ottenuto una speciale deroga per correre con la Ferrari sul circuito di casa. Al comando della corsa si alternarono Fangio e Ascari con l'inaspettata intrusione di Stirling Moss su Maserati. Dopo il ritiro di Ascari per la rottura del motore il pilota inglese prese decisamente il comando della corsa e sembrava destinato al successo finale prima che anche il suo propulsore cedette di schianto consegnando il sesto successo a Fangio. La corsa di Moss non passò comunque inosservata e l'anno venturo sarebbe andato ad affiancare il pilota argentino alla guida della Mercedes. L'ultimo Gran Premio della stagione si corse in Spagna sul circuito di Pedralbes, Fangio condusse una corsa tranquilla e conquistò il terzo posto finale.

Il 1955[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo titolo Mondiale[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1955.

La stagione automobilistica 1955 si aprì come di consuetudine in quegli anni con la corsa di casa per Fangio: il Gran Premio d'Argentina. La gara, che vide il pilota argentino partire dalla pole position, verrà ricordata per il caldo torrido che costrinse la maggior parte dei piloti a svariate soste ai box per cedere la vettura ai compagni di scuderia e poter così avere una tregua dall'arsura. Fangio incurante delle condizioni proibitive completò la corsa senza bisogno di alcun cambio e si portò quindi subito in testa al mondiale. La seconda prova iridata si disputò sul circuito di Montecarlo, Fangio realizzò ancora una volta il miglior tempo in prova, questa volta a pari merito col milanese Ascari la cui Lancia D50 iniziava a mostrarsi come seria antagonista al dominio Fangio-Mercedes. Il pilota argentino in gara fu costretto al ritiro per delle noie meccaniche mentre Ascari finì la sua corsa nelle acque del porto mentre si trovava al comando. Il rivale di tanti Gran Premi, uscito miracolosamente incolume dal pauroso incidente, sarebbe scomparso a Monza solo quattro giorni più tardi nel testare una vettura Sport, suscitando profonda commozione nell'amico e collega.[39]

In segno di lutto la Scuderia Lancia non partecipò ufficialmente al successivo appuntamento in Belgio ma fornì comunque assistenza a Eugenio Castellotti che conquistò inaspettatamente la pole position davanti a Fangio. Il pilota argentino in gara prese subito il comando della corsa che si aggiudicò davanti al compagno di squadra Stirling Moss. Identico risultato si ebbe nel successivo appuntamento iridato sul circuito di Zandvoort, Fangio fu invece battuto dal compagno di squadra nel Gran Premio di Gran Bretagna sul circuito di Aintree; quando Moss gli chiese se lo avesse lasciato vincere sul circuito di casa, l'argentino rispose 'no, oggi sei semplicemente stato il migliore'. L'ultima prova iridata a Monza si rivelò la passerella trionfale per Fangio che vinse la corsa davanti al compagno di squadra Piero Taruffi, aggiudicandosi così il sesto successo stagionale e il terzo Titolo Mondiale.

Le gare sport e la tragedia di Le Mans[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disastro di Le Mans del 1955.
La targa in memoria delle vittime di Le Mans

Con la squadra Mercedes prese parte a diverse competizioni riservate alla categoria Sport al volante di una Mercedes-Benz 300 SLR cogliendo un altro secondo posto alla Mille Miglia alle spalle del compagno di squadra Moss, una vittoria al Gran Premio dell'Eifel, sul circuito del Nürburgring e due secondi posti a fine stagione al Tourist Trophy e alla Targa Florio. L'appuntamento più importante della stagione fu però senz'altro la 24 Ore di Le Mans dove lo squadrone tedesco si presentava da grande favorito. Le Mercedes stavano controllando la gara con Fangio in seconda posizione dietro alla Jaguar di Mike Hawthorn. Poiché le Mercedes 300SLR consumavano meno delle Jaguar, grazie al motore a iniezione diretta, avrebbero certamente acquisito vantaggio nel corso della notte. Tuttavia le Jaguar disponevano di nuovi freni a disco Lockheed, più efficaci dei tamburi di tutte le auto concorrenti.

Dopo circa due ore e mezza di corsa, alle 18:25, sul rettilineo principale il pilota inglese Mike Hawthorn primo con la Jaguar, eseguì una manovra azzardata tagliando la strada in frenata all'appena doppiato Lance Macklin su Austin-Healey per rientrare ai box. Quest'ultimo per evitare la collisione con la Jaguar scartò improvvisamente a sinistra finendo dritto sulla traiettoria della Mercedes di Pierre Levegh lanciata a oltre 250 Km/h. Il pilota francese alzò d'istinto il braccio per segnalare il pericolo e tentò di frenare e scartare a sinistra per evitare l'impatto che fu però ineluttabile. La 300SLR di Levegh fu lanciata in aria contro le barriere di protezione uccidendo il pilota sul colpo, i rottami della vettura scagliati in mezzo alle tribune uccisero più di ottanta spettatori. Fu e rimane fino ai giorni nostri il più grave incidente nella storia dell’automobilismo sportivo, Fangio dichiarerà in seguito che quella segnalazione di Levegh, come un estremo gesto d'addio, salvò la sua vita concedendogli il tempo di manovrare e evitare l'impatto con la Austin-Healey rimasta in pista. La squadra Mercedes ritirò tutte le sue vetture nella notte quando il pilota argentino era saldamente al comando della corsa e si sarebbe ritirata definitivamente dalle competizioni motoristiche a fine stagione.

Il 1956: L'approdo in Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1956.
Una Ferrari 860 Monza, con cui vinse la 12 Ore di Sebring

Il primo appuntamento col il mondiale si ebbe come sempre in Argentina, Fangio alla guida della Lancia-Ferrari D50 partì dalla pole position ma un guasto nelle prime fasi di corsa lo constrinse al ritiro; dai box fecero fermare il compagno di squadra Musso e il pilota argentino ritornò in corsa ma dopo solo quattro giri uscì di pista alla curva Ascari, così chiamata in onore dello scomparso bi-campione del mondo, e fu aiutato a ripartire dal pubblico, cosa vietata dal regolamento. Fangio si rese protagonista di una rimonta forsennata e a poche tornate dal termine raggiunse l'ex compagno di squadra Moss che si trovava al comando sulla sua Maserati 250F e lo superò, nel tentativo di resistere al pilota argentino Moss ruppe il motore e fu costretto al ritiro.

La vittoria di Fangio suscitò molte polemiche e il conte Nello Ugolini, direttore del reparto corse della Maserati sporse un reclamo ufficiale che venne però ignorato dalla Federazione Internazionale. Questi quattro punti conquistati da Fangio si sarebbero poi dimostrati decisivi a fine stagione per l'assegnazione del titolo mondiale. Nella successiva corsa di Monaco partì dalla pole position ma fu autore di una gara stranamente fallosa, un testa coda alla salita di Saint Devote danneggiò il lato destro della vettura e una successiva uscita di pista alla curva del Tabaccaio lo costrinsero al ritiro con una ruota danneggiata; i box fecero fermare il compagno di squadra Peter Collins e Fangio rimontò fino al secondo posto alle spalle di Moss che vinse il Gran Premio. Si giunse quindi al Gran Premio del Belgio, Fangio fece registrare nettamente il miglior tempo in prova davanti a Moss e in gara si alternò al comando col corridore inglese finché quest'ultimo perse una ruota e fu costretto al ritiro, salito sull'auto del compagno di squadra avrebbe concluso la corsa al terzo posto mentre Fangio, nettamente al comando accusò gravi problemi alla trasmissione della sua Ferrari e dovette abbandonare; la vittoria andò al compagno di squadra Collins, il quale vinse anche il successivo appuntamento iridato sul circuito di Reims portandosi saldamente al comando della classifica mondiale.

Fangio fu nell'occasione solamente quarto a causa di un guasto alla sua Ferrari che lo costrinse a una lunga sosta ai box, nel dopogara l'argentino si lamentò aspramente delle decisioni della Scuderia che, a suo dire, non gli consentiva in maniera adeguata la difesa del titolo conquistato l'anno precedente.[40] Si giunse quindi al Gran Premio di Silverstone, Moss partito dalla pole position mantenne il comando della corsa fino al cedimento del propulsore, Fangio prese così la testa e vinse la corsa interrompendo così una serie negative senza successi che durava da sette gran premi; il compagno di squadra Collins fu secondo ma a causa della divisione del punteggio con lo spagnolo Alfonso de Portago con cui aveva condiviso la vettura, conquistò soli tre punti portando così Fangio a una sola lunghezza di distacco in classifica. Il successivo appuntamento al Nürburgring vide una netta affermazione del pilota argentino che si ritrovò alla vigilia dell'ultima corsa iridata sul circuito di Monza con un netto vantaggio sul compagno di squadra Collins.

Appiedato in gara dalla sua D50 per la rottura dello sterzo la scuderia chiese a Luigi Musso di fermarsi ma il pilota italiano che si trovava in seconda posizione sul circuito di casa ignorò l'ordine e continuò la sua corsa. Con Moss al comando e Collins in terza posizione ecco avvenire uno degli episodi considerato di maggiore sportività nel mondo delle corse automobilistiche. Collins, con la possibilità concreta di diventare campione del mondo in caso di guasti ai piloti che lo precedono, alla sosta ai box per il cambio degli pneumatici lasciò la sua vettura a Fangio pronunciando queste parole "Maestro, sono ancora giovane e avrò tempo per vincere un titolo, lei forse no, prenda la mia auto e vinca". Fangio rimontò fino al secondo posto a pochi secondi da Moss, anche grazie al ritiro di Musso che subì a sua volta la rottura dello sterzo sulla sua Ferrari, e vinse così il suo quarto titolo mondiale. Sebbene in un primo momento sembrò sicura la riconferma dell'argentino con Ferrari sopraggiunsero in seguito divergenze di carattere economico[41] e, visto l'accasarsi dell'inglese Moss alla nuovissima Vanwall, Fangio decise di correre la stagione 1957 al volante della rinnovata Maserati 250F.

Il 1957: Il ritorno alla Maserati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1957.
Fangio portato in trionfo dopo il successo al Nürburgring

Il campionato del mondo incominciò subito con un successo sul circuito di casa a Buenos Aires, si ripeté poi a Monaco e a Rouen mentre fu costretto al ritiro per un cedimento del propulsore al Gran Premio di Gran Bretagna disputato sul Circuito di Aintree. Fangio tornò al successo al Nürburgring dove colse quella che sarà da molti considerata una delle più belle vittorie nella storia della Formula 1. Concluderà la stagione iridata con due secondi posti a Pescara e a Monza aggiudicandosi così il suo quinto e ultimo titolo mondiale.

Il 1958: L'addio alle corse[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campionato mondiale di Formula 1 1958.

Tabelle riepilogative Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

Risultati completi nel Campionato mondiale[modifica | modifica wikitesto]

1950 Scuderia Vettura Flag of the United Kingdom.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Alfa Romeo Alfa Romeo 158 Rit 1 Rit 1 1 Rit 27[42]
1951 Scuderia Vettura Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Punti Pos.
Alfa Romeo Alfa Romeo 159 1 9 1 2 2 Rit 1 31(37)[43]
1953 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Officine Alfieri Maserati Maserati A6GCM Rit Rit Rit 2 2 2 4 1 28(29,5)[44]
1954 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Punti Pos.
Daimler Benz AG[45] Mercedes W196 1 1 1 4 1 1 1 3 42(57,14)
1955 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Daimler Benz AG Mercedes W196 1 Rit 1 1 2 1 40(41)
1956 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Ferrari Ferrari D50 1 2 Rit 4 1 1 2 30(33)[46]
1957 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Pescara-Stemma.png Flag of Italy.svg Punti Pos.
Officine Alfieri Maserati Maserati 250F 1 1 1 Rit 1 2 2 40(46)
1958 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Portugal.svg Flag of Italy.svg Flag of Morocco.svg Punti Pos.
Vettura Privata Maserati 250F[47] 4 NQ 4 7 14º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Risultati in gare di Formula 1 extra-Campionato[modifica | modifica wikitesto]

(Le gare in grassetto indicano la pole position) (Le gare in corsivo indicano il giro più veloce in gara)

Anno 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
1950 Francia
PAU
1
Regno Unito
RIC
Italia
SAN
1
Francia
PAR
Regno Unito
BET
Italia
BAR
2
Regno Unito
JRR
Francia
ALB
Rit
Paesi Bassi
ZAN
Rit
Svizzera
GIN
1
Regno Unito
NOT
Irlanda del Nord
DUN
Italia
PES
1
Regno Unito
INT
2
Regno Unito
GOO
Spagna
PEN
1951 Italia
SIR
Francia
PAU
Regno Unito
RIC
Italia
SAN
Francia
BOR
Regno Unito
INT
4
Francia
PAR
Rit
Irlanda del Nord
DUN
Scozia
SCO
Paesi Bassi
ZAN
Francia
ALB
Italia
PES
Italia
BAR
1
Regno Unito
GOO
1952 Brasile
RIO
Rit
Italia
VAL
Regno Unito
RIC
Francia
ALB
Rit
Irlanda del Nord
DUN
Rit
1953 Francia
ALB
1
1954 Brasile
RIO
Italia
SIR
Francia
PAU
Regno Unito
LAV
Francia
BOR
Regno Unito
INT
Italia
BAR
Regno Unito
CUR
Italia
ROM
Belgio
FRO
Regno Unito
BRC
Regno Unito
COR
Germania
DRE
Regno Unito
CPT
1955 Italia
TOR
Francia
PAU
Regno Unito
GLO
Francia
BOR
Regno Unito
INT
Italia
NAP
Francia
ALB
Regno Unito
CUR
Regno Unito
COR
Regno Unito
LON
Scozia
DRT
Regno Unito
RXT
Regno Unito
DTT
Regno Unito
IGCR
Regno Unito
AVO
Italia
SIR
1956 Argentina
BUE
1
Regno Unito
GLO
Italia
SIR
1
Regno Unito
B20
Regno Unito
INT
Rit
Italia
NAP
Regno Unito
AIN
Regno Unito
VAN
Francia
CAE
Regno Unito
BRS
1957 Argentina
BUE
1
Italia
SIR
Francia
PAU
Regno Unito
GLO
Italia
NAP
Francia
REI
8
Francia
CAE
Regno Unito
INT
Italia
MOD
Marocco
MRC
4

Risultati in Formula 2[modifica | modifica wikitesto]

Il dopo-Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Muore il 17 luglio del 1995, lasciando un indelebile ricordo in tutti gli appassionati di automobilismo; è stato sepolto nel mausoleo di famiglia nel cimitero di Balcarce.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di emigranti italiani in Argentina, il padre Loreto era di Castiglione Messer Marino in provincia di Chieti e la madre Erminia Dérano di Tornareccio.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Giubilei, La conclusione della corsa in La Stampa, 29 settembre 2005, p. 25.
  2. ^ a b (EN) Juan Manuel Fangio, formula1.com. URL consultato il 26 marzo 2012.
  3. ^ La conclusione della corsa in La Stampa, 15 ottobre 1940, p. 3.
  4. ^ Wimille su Alfa ha vinto il Gr.Pr. di Francia in Corriere dello Sport, 19 luglio 1948, p. 4.
  5. ^ Centinaia di macchine in corsa nella Mille Miglia in Nuova Stampa Sera, 24 aprile 1949, p. 4.
  6. ^ Ferruccio Bernabò, Lotta a 160 all’ora a Monza in Nuova Stampa Sera, 27 giugno 1949, p. 4.
  7. ^ Manlio Bordi, Chiron e Ascari primi a Reims in Nuova Stampa Sera, 3 luglio 1949, p. 4.
  8. ^ =Si prova a Monza in vista del Gran Premio, Nuova Stampa Sera, 17 agosto 1949, p. 4, http://www.archiviolastampa.it/ .
  9. ^ Manlio Bordi, Perché i piloti italiani affrontano Fangio in America in Nuova Stampa Sera, 27 ottobre 1949, p. 4.
  10. ^ Jose Saavedra, Fangio ha già battuto il record di Ascari in Nuova Stampa Sera, 15 dicembre 1949, p. 4.
  11. ^ Alessandro de Stefani, Farina minacciato da tifosi di Fangio in La Nuova Stampa, 18 dicembre 1949, p. 4.
  12. ^ José Saavedra, Ascari primo a Buenos Aires in Nuova Stampa Sera, 19 dicembre 1949, p. 5.
  13. ^ Josè Saavedra, Villoresi a Buenos Aires in Nuova Stampa Sera, 9 gennaio 1950, p. 5.
  14. ^ Josè Saavedra, Mard el Palata: Ascari, Farina, Taruffi in Nuova Stampa Sera, 16 gennaio 1950, p. 5.
  15. ^ j.s., Assure accuse a Villoresi in Nuova Stampa Sera, 17 gennaio 1950, p. 4.
  16. ^ Fangio esclude la colpa di Villoresi in Nuova Stampa Sera, 18 gennaio 1950, p. 4.
  17. ^ Josè Saavedra, A Rosario: 1° Villoresi in Nuova Stampa Sera, 23 gennaio 1950, p. 5.
  18. ^ l.ci., Nino Farina primo a Silverstone in Nuova Stampa Sera, 14 maggio 1950, p. 4.
  19. ^ Dino Zannoni, A Fangio il turno della vittoria in Nuova Stampa Sera, 22 maggio 1950, p. 5.
  20. ^ Aldo Farinelli, Farina è cmapione del mondo in Nuova Stampa Sera, 4 settembre 1950, p. 5.
  21. ^ Dino Zannoni, L'Alfa concede a Fangio il successo a Sanremo in Nuova Stampa Sera, 17 aprile 1950, p. 4.
  22. ^ Aldo Farinelli, Marzotto primo assoluto davanti a Serafini e Fangio in Nuova Stampa Sera, 24 aprile 1950, p. 1.
  23. ^ Fangio si salva da un pauroso incidente in Nuova Stampa Sera, 14 agosto 1950, p. 4.
  24. ^ Dino Zannoni, Fangio, Anderson, Frigerio tre affermazioni ieri a Berna in Nuova Stampa Sera, 28 maggio 1951, p. 5. URL consultato l'8 marzo 2012.
  25. ^ Emanuele Farbi, Sempre in testa dopo il terzo giro in Nuova Stampa Sera, 18 giugno 1951, p. 4. URL consultato l'8 marzo 2012.
  26. ^ A quel tempo era possibile la condivisione della vettura da parte di due piloti. In caso di conquista di punti, i due piloti conquistavano equamente la metà del punteggio conseguito.
  27. ^ Sul difficile e tortuoso circuito del Nurburgring Ascari su "Ferrari" coglie l'alloro della vittoria in Corriere dello Sport, 30 luglio 1951, p. 4.
  28. ^ a. g., Trionfo dell'argentino sul circuito di Barcellona in Nuova Stampa Sera, 29 ottobre 1951, p. 5. URL consultato l'8 marzo 2012.
  29. ^ L'argentino Fangio ha deciso e correrà per l'inglese BRM in Nuova Stampa Sera, 10 aprile 1952, p. 4. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  30. ^ a. g., Crollo delle B.R.M. ad Albi in Nuova Stampa Sera, 2 giugno 1952, p. 4. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  31. ^ Dino Zannoni, Milioni e novità a Monza in Nuova Stampa Sera, 7 giugno 1952, p. 5. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  32. ^ Dino Zannoni, Pauroso volo di Fangio in Nuova Stampa Sera, 9 giugno 1952, p. 4. URL consultato il 16 gennaio 2013.
  33. ^ Dino Zannoni, A Buenos Aires trionfo di Ascari in Nuova Stampa Sera, 19 gennaio 1953, p. 6. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  34. ^ a. g., Anche l'inglese Brown ha investito il pubblico in Nuova Stampa Sera, 20 gennaio 1953, p. 5. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  35. ^ h.j., Fangio esce di strada e si ferisce mentre Ascari saetta prima sul traguardo in Nuova Stampa Sera, 22 giugno 1953, p. 7. URL consultato l'8 marzo 2012.
  36. ^ m.c., Fangio ghermisce la vittoria in Corriere dello Sport, 14 settembre 1953, p. 3.
  37. ^ Dino Zannoni, Giannino con una gara record ha strappato il successo a Fangio in Nuova Stampa Sera, 1953, p. 7. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  38. ^ m.b., Reims: 1º Fangio; 2º Kling in Stampa Sera, 5 luglio 1954, p. 4. URL consultato il 9 marzo 2012.
  39. ^ m.c., Il dolore di Fangio in Corriere dello Sport, 27 maggio 1955, p. 2. URL consultato il 9 marzo 2012.
  40. ^ Anche Fangio protesta per Reims in Stampa Sera, 3 luglio 1956, p. 5. URL consultato il 29 aprile 2012.
  41. ^ b.e., Curiosa alleanza di rivali in Stampa Sera, 12 dicembre 1956, p. 5. URL consultato il 30 aprile 2012.
  42. ^ Nel Gran Premio d'Italia 1950 auto condivisa con Piero Taruffi
  43. ^ Nel Gran Premio di Francia 1951 auto condivisa con Luigi Fagioli
  44. ^ Nel Gran Premio di Svizzera 1953 auto condivisa con Felice Bonetto
  45. ^ Ad eccezione dei Gran Premi di Argentina e Belgio in cui corse per le Officine Alfieri Maserati su Maserati 250F
  46. ^ Nel Gran Premio d'Argentina 1956 auto condivisa con Luigi Musso. In quello di Monaco e d'Italia con Peter Collins
  47. ^ Ad eccezione della 500 Miglia di Indianapolis 1958 in cui gareggiò su Kurtis Kraft KK500F

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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