Mika Häkkinen

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Mika Häkkinen
Mika Hakkinen DTM Norisring 2009.jpg
Dati biografici
Nome Mika Pauli Häkkinen
Nazionalità Finlandia Finlandia
Altezza 179 cm
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1, DTM, Campionato auto d'epoca
Ritirato 2008
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1991-2001
Scuderie Lotus, McLaren
Mondiali vinti 2 (1998, 1999)
GP disputati 165 (161 partenze)
GP vinti 20
Podi 51
Punti ottenuti 420
Pole position 26
Giri veloci 25
Statistiche aggiornate al Gran Premio del Giappone 2001

Mika Pauli Häkkinen (Vantaa, 28 settembre 1968) è un ex pilota automobilistico finlandese.

Durante la sua carriera ha corso soprattutto in Formula 1, categoria nella quale si è laureato campione del mondo nel 1998 e 1999, guidando per il team McLaren-Mercedes.

È stato anche il pilota che più ha ostacolato Michael Schumacher nella conquista del titolo mondiale durante la permanenza del tedesco in Ferrari. L'ex ferrarista stesso ha dichiarato che Häkkinen è stato il rivale che più ha rispettato durante la sua carriera in Formula 1.[1]

Dopo essersi ritirato dalle corse nel 2001, il finlandese nel 2005 è tornato alle gare nel campionato turismo tedesco DTM con la Mercedes, dalle quali si è ritirato nel 2008, terminando la sua carriera nel mondo automobilistico.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Kart[modifica | modifica sorgente]

Mika Häkkinen si avvicinò al mondo dei motori già da piccolissimo, alla tenera età di cinque anni, quando gli fu regalato il primo kart dal famoso pilota di rally Henri Toivonen, suo connazionale.[2] All'età di 10 anni il giovane finlandese vinse il primo titolo regionale, il Keimola Regional Karting Championship; successo che ripeté l'anno successivo. Nel 1981 Häkkinen conquistò il Finnish Karting Championship, nella categoria F-mini series, titolo conquistato anche nei 5 anni successivi, passando di categoria, prima nella FN series e poi nella FA series.

Formule minori[modifica | modifica sorgente]

Il 1987 fu l'anno del debutto in monoposto, in Formula Ford 1600, serie in cui il finlandese vinse il titolo al primo tentativo, risultando campione per somma dei punti fra piloti finnici, svedesi e nordici (Finnish, Swedish and Nordic Champion Summary Results).

Nel 1988 il finlandese vinse 2 titoli col team Dragon: la GM Opel Lotus Series e il British GM-Vauxhall Series.

I risultati ottenuti in Formula Ford e in Formula Opel Lotus fanno sì che Häkkinen l'anno successivo approdi in F3 ancora col team Dragon-Toyota. Al termine del campionato, vinto da Allan McNish con 72 punti, il finlandese arrivò 7°, conquistando 18 punti. Il miglior risultato della stagione fu una pole position e un secondo posto a Brands Hatch.

Dopo un anno di apprendistato, l'obiettivo del finlandese era la conquista del Campionato. Häkkinen approdò nel West Surrey Racing-Mugen Honda e i risultati non tardarono ad arrivare. Conquistò 11 gare delle 21 totali cogliendo 19 piazzamenti a podio.

Vittoria del Campionato con 126 punti davanti al connazionale Mika Salo con 99 punti. Si aggiudicò (senza prendere punti per il campionato) anche una gara di Formula 3 del campionato italiano, disputata ad Imola.

Grazie all'abilità del manager del finlandese, l'ex pilota di F1 Keke Rosberg, unita ai risultati ottenuti da Mika, Häkkinen riuscirà a firmare un contratto col team di Formula 1 Lotus a soli ventuno anni, un caso non comune per l'epoca, come successo anche a Michael Schumacher, anch'egli giovane promessa della Formula 3, il cui debutto avvenne alcuni mesi dopo.

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1991-1992: Lotus[modifica | modifica sorgente]

1991
La Lotus che fu di Mika Häkkinen nella stagione 1991.

Häkkinen debuttò quindi in F.1 nel Gran Premio degli Stati Uniti 1991 alla guida di una Lotus-Judd. Come Ayrton Senna, dalla F3 inglese il finnico passò alla massima serie dell'automobilismo su pista senza correre prima per la categoria cadetta, la F3000 (già Formula 2). La Lotus di quell'anno era una delle peggiori che la scuderia, ormai in declino, abbia mai portato in pista. All'esordio, si qualificò 13° e in gara incontrò il ritiro al 59º giro per noie meccaniche. Nel corso della travagliata stagione 1991 Mika conquistò due punti, frutto del 5º posto nel Gran Premio di San Marino.

1992

La nuova monoposto risultò sufficientemente competitiva, e i risultati non tardarono ad arrivare; undici punti totali (sei piazzamenti utili con due quarti posti a Budapest e Magny Cours come miglior risultato) gli valsero l'ottavo posto nella classifica del mondiale con undici punti e soprattutto l'interessamento della McLaren.

1993-2001: McLaren[modifica | modifica sorgente]

1993

La McLaren propose a Häkkinen un ingaggio per il '93. La sua effettiva partecipazione in gara era però subordinata alla decisione di Ayrton Senna: se questi avesse deciso di continuare a correre con la McLaren, Häkkinen avrebbe dovuto accontentarsi di fare il collaudatore, essendo l'altra vettura già assegnata a Michael Andretti. Il finlandese accettò, nonostante altre scuderie di minor spessore gli proponessero contratti da prima guida. Häkkinen rimase con la McLaren fino alla fine della carriera. Iniziò il 1993 come tester, ma corse le ultime 3 gare in sostituzione dell'appiedato Andretti. All'esordio con la scuderia inglese, durante le qualifiche del Gran Premio del Portogallo ad Estoril, riuscì a piazzarsi in griglia in terza posizione, davanti al compagno di team Ayrton Senna. In gara il finlandese fu costretto al ritiro per incidente. Nel Gran Premio del Giappone Häkkinen riuscì a giungere terzo conquistando il primo podio della carriera, dietro al compagno Senna e Prost.

1994
La vettura che Mika Häkkinen utilizzò nella stagione 1994.

Nella stagione 1994 venne confermato come prima guida in McLaren e conquistò 26 punti con 6 arrivi a podio (il primo a Imola nel giorno della morte di Senna) e il 4º posto finale nel campionato, nonostante un motore Peugeot spesso inaffidabile e poco potente. Nota positiva della stagione fu il secondo posto ottenuto sul circuito di Spa-Francorchamps dove le doti di guida del finlandese sopperirono alla mancanza di potenza del propulsore francese. Nel corso dell'ultima prova stagionale, nel Gran Premio d'Australia ad Adelaide, durante la gara perse il controllo della sua vettura che, dopo una serie di testacoda, urtò con il retrotreno contro le barriere di protezione senza però riportare danni.

1995

Nel 1995 avvenne nel team un cambio di motorizzazione, con il passaggio dalla Peugeot alla Mercedes, che ancora oggi fornisce i motori alla scuderia inglese. La monoposto era da posizioni di metà classifica. A fine anno i punti conquistati dal finlandese furono 17, in particolare grazie ai due secondi posti a Monza e a Suzuka. Durante le prove dell'ultimo appuntamento mondiale, in Australia, Häkkinen ebbe un gravissimo incidente durante le prove libere del venerdì a causa di un'improvvisa foratura dello pneumatico posteriore sinistro (probabilmente a causa di un cordolo).[3] Il pilota entrò in coma, rimanendovi per due giorni.[4] Il collega austriaco Gerhard Berger, dopo esserlo andato a trovare al Royal Adelaide Hospital, riportò che Häkkinen era ferito alla lingua, aveva perso molti denti e presentava una frattura dello zigomo.[3] I medici riportarono per la stampa che il finlandese presentava una frattura alla base del cranio.[5] Hakkinen, risvegliatosi il 12 novembre, venne tenuto per alcuni giorni in terapia intensiva, sotto sedativi, ma si riprese in fretta e a dicembre annunciò il ritorno in Formula 1.[6]

1996

Ripresosi perfettamente e relativamente in breve tempo, nel 1996 riuscì a migliorare il suo punteggio grazie anche ad una Mclaren leggermente più competitiva rispetto all'anno precedente. Conquistò 31 punti finali e la 5ª posizione nel mondiale, dietro al Campione del Mondo Damon Hill, il debuttante Jacques Villeneuve, Michael Schumacher e Jean Alesi. Questo fu, inoltre il primo dei sei anni della convivenza in McLaren tra lo stesso Mika e David Coulthard.

1997
La McLaren MP4/12 guidata da Häkkinen nel 1997.

Nel 1997 il finlandese riuscì ad aggiudicarsi la prima pole position della carriera al Nurburgring e la prima vittoria nell'ultima gara della stagione (a Jerez, in Spagna). Inoltre Mika prima del trionfo nell'ultima gara sfiorò la vittoria in più occasioni ma fu tradito dal motore tanto che la prima vittoria in formula 1 sembrò quasi una maledizione. Nel gran premio di Inghilterra a Silverstone, Hakkinen si trovò al comando dopo un problema nel pit stop di Villeneuve, ma il Mercedes cedette a soli 6 giri dalla fine; stesso guaio poi a Zeltweg, dove il finlandese balzò al comando con una buona partenza, ma stavolta il cedimento arrivò dopo neanche un giro; molto significativa fu poi la gara successiva al Nurburgring, dove Mika ottenne la pole nel giorno del suo 29° compleanno e condusse la gara con un ampio vantaggio sul compagno Coulthard, ma nel corso del 42º e del 43º giro si ruppero i motori di entrambe le McLaren nello stesso punto del circuito (davanti ai box). La fortuna comunque girò dalla parte di Mika proprio nell'ultimo gran premio: al 47º giro Hakkinen si trovò al 4°posto, subito dietro a David Coulthard ma con un grosso distacco da M. Schumacher e Villeneuve che si contendevano il mondiale; il contatto tra i due rivali causò però il ritiro del tedesco ed il rallentamento della Williams favorendo così la rimonta delle McLaren. Vedendo la possibilità di una vittoria, al box McLaren chiesero a Coulthard di lasciare strada al compagno, dato che un primo posto consentirebbe ad Hakkinen di guadagnare due posizioni nel mondiale mentre lo scozzese è ormai matematicamente quarto. Lo scozzese accettò senza problemi ed a questo punto Hakkinen si ritrovò proprio all'ultimo giro nella scia di Villeneuve che pensò solo ad evitare contatti tra le monoposto e non oppose nessuna resistenza potendo accontentarsi anche di un 6º posto per vincere il titolo. Mika vinse così il suo primo gran premio in Formula 1. Concluse la stagione con 27 punti e il 7º posto nella Classifica Piloti, il 6° dopo la squalifica di Michael Schumacher.

1998

Nel 1998 avvenne la svolta decisiva. La MP4/13 fu la prima monoposto McLaren progettata da Adrian Newey, ingegnere aerodinamico che ebbe il merito di aver progettato le migliori monoposto nell'era del dominio Williams. Häkkinen aveva finalmente una McLaren più che competitiva (sebbene non eccelse in affidabilità), grazie anche al passaggio dal fornitore di pneumatici Goodyear ai più efficaci Bridgestone. Il finlandese riuscì con 8 vittorie e 13 piazzamenti nella zona punti in 16 Gran Premi ad aggiudicarsi il titolo di Campione del Mondo con all'attivo 100 punti, davanti al ferrarista Michael Schumacher con 86. Inoltre si rese autore di 7 giri veloci e di ben 9 pole position stagionali. L'anno iniziò nel segno della McLaren e di Häkkinen che nelle prime 6 gare vinsero in 5 appuntamenti (4 successi per Mika ed uno per il compagno). La McLaren di inizio campionato sembrava poter dominare il mondiale, tuttavia la Ferrari nel corso della stagione riuscì piano piano a colmare il gap e nelle successive tre gare Schumacher ottenne tre primi posti che gli permisero di portarsi da -22 a -2 da Mika nella classifica piloti. Häkkinen poi vinse in Austria e in Germania riallungando sul tedesco. In Ungheria e in Belgio raccolse, invece, solamente un punto anche se Schumacher non ne approfittò pienamente visto che vinse solo nel Gran Premio di Ungheria ritirandosi a Spa mentre era primo a causa di un contatto ancora oggi molto discusso con l'altro pilota McLaren David Coulthard durante un doppiaggio. A Monza nel Gran Premio di Italia si impose Schumacher, mentre Häkkinen, che nel finale stava rimontando ed era ormai vicino al tedesco, terminò solamente quarto a causa di un improvviso problema al cambio. A questo punto della stagione i due contendenti si trovavano in testa alla classifica a quota 80 punti a sole 2 gare del termine. Al Nürburgring Schumacher ottenne la pole ma terminò secondo alle spalle del rivale autore di una grande gara dopo essere partito terzo. Si arrivò a Suzuka con il titolo ancora in palio seppur Häkkinen risultava favorito dato che gli bastò un eventuale secondo posto per essere campione del mondo. Nell'ultimo atto della stagione vinse ancora Häkkinen con uno sfortunato Schumacher che aveva fatto la pole al sabato, ma era stato costretto a partire dall'ultima posizione in griglia causa un problema occorso sulla sua Ferrari e che aveva fatto una bella rimonta in gara prima di doversi ritirare per un problema ad una gomma dopo essere passato sui detriti di un incidente tra Takagi e Tuero. Häkkinen vinse quindi il suo primo titolo mondiale e la McLaren fu anche campione del mondo costruttori.

1999
Mika Häkkinen impegnato al Gran Premio del Canada 1999 con la sua McLaren MP4/14.

La MP4/14, sempre nata dalla matita di Newey, fu anch'essa una vettura competitiva capace di lottare per la vittoria, anche se forse ancor più fragile del modello precedente. La scalata verso il Titolo Mondiale fu più difficile che nel 1998. Nonostante una Ferrari più competitiva, Schumacher finì fuori dai giochi già a metà stagione a causa del grave incidente durante il Gran Premio di Silverstone per un problema all'impianto fenante. Il mondiale sembrava dunque più vicino per Häkkinen, ma nonostante ciò il finlandese poté festeggiare il secondo titolo iridato consecutivo solo dopo l'ultimo Gran Premio di Suzuka nel quale riuscì a vincere terminando davanti a Michael Schumacher e all'altro ferrarista Eddie Irvine concludendo così il mondiale con 76 punti e staccando di 2 punti Eddie Irvine che concluse secondo con 74 punti. L'anno non iniziò nel migliore dei modi per Mika che si dovette ritirare nel corso del primo Gran Premio a Melbourne. La prima vittoria della stagione, comunque non tardò ad arrivare e giunse nel secondo Gran Premio del Mondiale in Brasile, ma il finlandese nella successiva gara sbagliò e non andò a punti. Quindi concluse terzo a Monaco, primo a Barcellona e in Canada dove conquistò la testa del mondiale ai danni di Schumacher. Häkkinen poi giunse secondo in Francia dietro alla Jordan di Frentzen allungando a +8 in classifica. Si ritirò a Silverstone per un problema alla ruota posteriore sinistra e finì qui anche la sfida tra lui e Schumacher, che subì un grave incidente e si infortunò ad una gamba venendo così sostituito per 6 gare da Mika Salo. Häkkinen poi arrivò terzo in Austria dopo aver subito un tamponamento dal compagno Coulthard al primo giro ed aver rimontato dalle ultime posizioni. Fu protagonista di un pauroso incidente ad Hockenheim, causato dall'esplosione di uno pneumatico ad oltre 300km/h, dove perse la testa del mondiale ai danni di Irvine. Nelle successive due gare Mika riuscì a tornare al comando per un solo punto classificandosi primo a Budapest e secondo a Spa dietro a Coulthard. Colpisce il pianto del finlandese dopo l'errore che gli costò la vittoria nel Gran Premio di Italia a Monza, dove fece un grave errore inserendo la prima marcia in un momento in cui stava spingendo al massimo e causando l'uscita di pista che gli pregiudicò la vittoria di una gara che fino ad allora stava dominando[7] mentre Irvine giunse sesto e lo raggiunse in testa al mondiale a quota 60 punti a tre gare dal termine. Häkkinen concluse quinto il successivo Gran Premio sorpassando proprio il ferrarista a 5 giri dalla fine e terzo in Malesia, con Michael Schumacher appena rientrato dall'infortunio che rallentò il finlandese per buona parte della gara permettendo così ad Irvine di vincere in scioltezza. Si arrivò, dunque a Suzuka con Häkkinen in svantaggio di quattro punti, ma con una splendida prova il pilota McLaren vinse sia la gara che il suo secondo titolo Mondiale, arrivando tra l'altro quasi a doppiare il rivale Irvine. Il testacoda di Coulthard, a 19 giri dalla fine, costò però alla McLaren il mondiale costruttori che andò quindi alla Ferrari.

2000
Häkkinen su McLaren nel GP Stati Uniti 2000

Meno fortunata fu la stagione 2000, durante la quale comunque Häkkinen lottò per il titolo fino alla fine, pur dovendolo cedere al rivale Michael Schumacher; il finlandese conquistò 4 vittorie e 89 punti totali. Restò negli annali della storia della Formula 1 il sorpasso inflitto al tedesco durante il Gran Premio del Belgio mentre si stava effettuando il doppiaggio di Zonta (Schumacher allungò la frenata per doppiare Zonta all'esterno, il finlandese sorpassò entrambi all'interno), giudicato da molti esperti come uno dei più bei sorpassi della storia della Formula 1. L'inizio di stagione per Mika fu molto difficile: si cominiciò con un doppio ritiro nelle prime due gare per problemi meccanici in Australia ed in Brasile; la prima vittoria sembrò poter arrivare nella terza prova ad Imola, dove il finlandese condusse per circa 2/3 di gara ma Schumacher, fermandosi ai box 4 giri più tardi di lui, riuscì ad avere la meglio dopo il pit stop; una brutta partenza lo costrinse ad una rimonta a Silverstone e nonostante i giri veloci dovette accontentarsi del secondo posto dietro a Coulthard. Nella quinta gara in Spagna riuscì invece a vincere sfruttando un pasticcio dei meccanici Ferrari nel secondo pit stop di Schumacher che era in testa; nella gara successiva però, furono i suoi meccanici a tardare durante la sosta ed Häkkinen giunse per la terza volta in stagione al secondo posto non riuscendo a ridurre lo svantaggio da Schumy. Un altro problema ai box lo penalizzò fortemente a Montecarlo facendolo scivolare fino al sesto posto, apparve poi in difficoltà nel gran premio del Canada dove giunse solo quarto ed arrivò ancora secondo in Francia dietro al compagno di squadra. La stagione di Mika decollò dal gran premio d'Austria, in cui dominò e vinse la corsa; nella gara successiva in Germania giunse secondo dietro ad uno scatenato Barrichello (autore di una rimonta pazzesca) riducendo così tutto il distacco accumulato nella parte iniziale della stagione dal leader Michael Schumacher e dal compagno David Coulthard. Dominando il Gran Premio di Ungheria, con una gara simile a quella in Austria, il finlandese si portò in testa alla classifica piloti; a Spa riuscì con un sorpasso spettacolare a sopravvanzare Schumacher a soli 4 giri dal termine ed a vincere il gran premio portandosi quindi a +6 nel mondiale; il tedesco però fu imprendibile a Monza e vinse davanti a Mika riaccorciando le distanze. Nella corsa per il titolo fu decisiva la gara di Indianapolis, dove Häkkinen si ritirò per un cedimento del motore quando era al secondo posto e stava rimontando molto terreno su Schumacher che poi vinse la corsa. A sole due gare dal termine Schumacher si ritrovò in testa al mondiale con 8 punti di vantaggio ed il pilota tedesco, nonostante gli bastarono due secondi posti per essere campione del mondo, vinse a Suzuka in una gara simile a quella di Imola costringendo Hakkinen al secondo posto e riportando il titolo mondiale alla Ferrari dopo 21 anni con una gara di anticipo. Hakkinen chiuse dunque il mondiale al secondo posto.

2001
Hakkinen durante il Gran Premio del Canada del 2001.

Nel 2001, alla fine di una stagione abbastanza deludente (solo 37 punti, 2 vittorie e tanti ritiri, tra cui quello nel Gran Premio di Spagna quando, in testa sino all'ultimo giro, dovette abbandonare la corsa per guai alla frizione) il finlandese diede l'addio alla formula 1. In un'intervista di molti anni dopo Hakkinen dichiarò che dopo i due mondiali vinti e dopo la nascita del figlio Hugo a fine 2000, le motivazioni cominciarono a calare. Viste le numerose difficoltà incontrate decise di terminare la sua carriera ritirandosi dal mondo delle corse. Inizialmente Mika dichiarò di volersi prendere soltanto un anno sabbatico per stare più vicino alla sua famiglia, ma il ritiro fu definitivo esclusa qualche presenza nel campionato DTM. Tuttavia anche in una stagione negativa come questa Häkkinen riuscì a togliersi qualche soddisfazione come i trionfi a Silverstone nel Gran Premio di casa delle McLaren e negli Stati Uniti ad Indianapolis, dove Häkkinen ottenne la sua ultima vittoria in Formula 1. Nell'ultima gara della sua carriera a Suzuka Häkkinen terminò quarto dopo aver ceduto il gradino più basso del podio al compagno David Coulthard.

Nonostante Mika fu il pilota da battere per la Ferrari, in quel periodo si guadagnò la stima anche di molti sostenitori della rossa come testimonia l'episodio dopo il gran premio di Monza, in cui si ritirò e mentre scese dalla sua monoposto fu letterelamente sommerso dagli applausi dei tifosi rivali.

A fine novembre 2006 il trentottenne Mika Häkkinen, dopo cinque anni di assenza, è tornato alla guida di una monoposto McLaren Mercedes in un test effettuato sul circuito di Barcellona il 30 novembre, in cui però pesò la prolungata inattività e i tempi furono molto lontani da quelli Lewis Hamilton, allora debuttante in Formula 1.

Nel suo palmarès finale figurano 161 gran premi disputati, con 20 vittorie, 26 pole position, 24 giri più veloci in gara e 420 punti conquistati; 83 arrivi a punti e 39 partenze in prima fila. Häkkinen è passato alla storia per essere stato l'unico pilota in grado di mettere veramente in difficoltà Michael Schumacher nel periodo in cui il campione tedesco sbaragliava la concorrenza, distinguendosi tra l'altro per correttezza e sportività.

Risultati completi in Formula 1[modifica | modifica sorgente]

1991 Scuderia Vettura Flag of the United States.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Mexico.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Spain.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus Lotus 102B Rit 9 5 Rit Rit 9 NQ 12 Rit 14 Rit 14 14 Rit Rit 19 2 17º
1992 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Mexico.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of Spain.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
Lotus Lotus 107[8] 9 6 10 Rit NQ Rit Rit 4 6 Rit 4 6 Rit 5 Rit 7 11
1993 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/8 Rit 3 Rit 4 16º
1994 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/9 Rit Rit 3 Rit Rit Rit Rit 3 Rit 2 3 3 3 7 12 26
1995 Scuderia Vettura Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Europe.svg Flag of the Pacific Community.svg Flag of Japan.svg Flag of Australia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/10B[9] 4 Rit 5 Rit Rit Rit 7 Rit Rit Rit Rit 2 Rit 8 Inf 2 NP 17
1996 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
McLaren MP4/11 5 4 Rit 8 8 6 5 5 5 3 Rit 4 3 3 Rit 3 31
1997 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Austria.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Flag of Europe.svg Punti Pos.
McLaren MP4/12 3 4 5 6 Rit 7 Rit Rit Rit 3 Rit SQ 9 Rit Rit 4 1 27
1998 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Luxembourg.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
McLaren MP4/13 1 1 2 Rit 1 1 Rit 3 2 1 1 6 Rit 4 1 1 100
1999 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Europe.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
McLaren MP4/14 Rit 1 Rit 3 1 1 2 Rit 3 Rit 1 2 Rit 5 3 1 76
2000 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Spain.svg Flag of Europe.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of Austria.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Flag of Malaysia.svg Punti Pos.
McLaren MP4/15 Rit Rit 2 2 1 2 6 4 2 1 2 1 1 2 Rit 2 4 89
2001 Scuderia Vettura Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of Brazil.svg Flag of San Marino.svg Flag of Spain.svg Flag of Austria.svg Flag of Monaco.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Japan.svg Punti Pos.
McLaren MP4-16 Rit 6 NP 4 9 Rit Rit 3 6 NP 1 Rit 5 4 Rit 1 4 37
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Il ritorno alle corse: il DTM[modifica | modifica sorgente]

Mika Häkkinen alla guida di una Mercedes-Benz DTM da corsa allo Stars and Cars a Stoccarda, Germania

Nel 2004 il pilota finlandese si interessò nuovamente al mondo delle corse[10] e ricevette anche contatti da parte di Williams e BAR per un eventuale ritorno in Formula 1.[10] Scelse, invece, di debuttare nel DTM, in quanto ritenuto da lui più tranquillo e meno impegnativo in termini di spostamenti.[10] Messo sotto contratto dalla Mercedes, colse già alla terza gara la prima vittoria sul circuito di Spa-Francorchamps, sotto la pioggia e contribuì nella stessa stagione alla vittoria del compagno di squadra Gary Paffett nel campionato. Restò competitivo anche per il 2006, ma la sfortuna non gli permise di vincere gare, dopo aver conquistato alcune pole position. Nel corso della stagione 2007 ottenne due vittorie nella medesima categoria, nelle gare del Lausitzring e del Mugello, rimontando dalla 15ª posizione.

Il ritiro definitivo[modifica | modifica sorgente]

Mika Häkkinen ha ufficializzato il suo ritiro definitivo dalle corse durante l'al Stars & Cars Tag 2007, festa organizzata dalla Mercedes dove il pilota finlandese era presente.[11] Ha dichiarato inoltre di voler continuare a lavorare per la casa tedesca, anche se non sa ancora quale compito svolgere.[11] A sostituire il finlandese per la Mercedes nella stagione 2008 del campionato DTM è l'ex-pilota di F1 Ralf Schumacher.

Il 14 ottobre 2013 a Zhuhai, Hakkinen partecipò e vinse una gara nel GT Asia Series sulla Mercedes SLS GT3 in coppia col diciassettenne Matt Salomon.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

McLaren incidentata del GP Germania 1999
  • Con l'uscita dal coma, Häkkinen porterà con sé una menomazione della capacità auditiva dell'orecchio destro, e a ciò sarà legato un episodio curioso della sua carriera: durante il Gran Premio d'Australia del 1998 rientrerà ai box per un rifornimento non programmato convinto d'aver ricevuto la comunicazione dal team, trovando poi impreparati i meccanici che non attendevano il pilota. Il finlandese a causa di ciò perderà la prima posizione che occupava a favore del compagno di team David Coulthard, ma Ron Dennis ordinerà allo scozzese di ridare la posizione a Mika, ristabilendo così l'ordine delle posizioni prima del disguido.
  • Il suo soprannome, "finlandese volante" ha origine da un episodio che lo vede coinvolto nel 1993 ad Adelaide: il fotografo Mark Sutton scatta un'immagine in cui la McLaren di Mika prende il volo sul cordolo. Sarà Mika stesso, autografando l'immagine, a definirsi con il soprannome che poi l'accompagnerà per tutta la carriera.[12]
  • Nel Gran Premio di Germania del 1999, corso ad Hockenheim, Häkkinen uscì di pista a quasi 300 km/h sbattendo contro le barriere di protezione a causa di una foratura dello pneumatico posteriore sinistro. La vettura incidentata è esposta allo Science Museum di Londra nella sezione mezzi di trasporto come vettura più sicura al mondo.
  • Dopo il suo ritiro dal mondo della Formula 1, Häkkinen rilasciò una dichiarazione: "Stavo percorrendo il tunnel di Montecarlo, quando a un certo punto non sentii più la macchina, mi fermai ai box per vedere se c'era qualche problema e quando mi dissero che era tutto a posto allora capii che era il momento di lasciare".
  • Il circuito di Suzuka è quello in cui Mika ha ottenuto maggiori risultati: oltre ad aver trionfato nel 1998 e nel 1999 (festeggiando tra l'altro la vittoria del mondiale in entrambe le occasioni), su quella pista il finlandese da quando ha esordito sulla McLaren nel 1993 è sempre giunto al traguardo e soltanto nel 1994, arrivando 7º, non ha preso punti. Quello di Barcellona è invece il circuito in cui Hakkinen ha trionfato più volte con le vittorie del 1998, 1999, 2000 e sfiorò il poker nel 2001 quando un problema alla frizione all'ultimo giro gli impedì di vincere il gran premio di Spagna per il quarto anno di fila.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Häkkinen è stato sposato con Erja Honkanen dal 1998 al 2008[13], dalla quale ha avuto due figli, Hugo Ronan Häkkinen (nato l'11 dicembre 2000) e Aina Julia Häkkinen (nata il 12 maggio 2005). Durante il loro matrimonio Erja era solita guardare i gran premi del marito con molta apprensione. Il suo primogenito Hugo attualmente guida i Kart ed ha partecipato nel 2011 al CSAI Karting in Italia. Oggigiorno Hakkinen convive con Marketa Kromotova, una spogliarellista ceca di trent'anni.[14]

L'ex pilota risiede a Montecarlo dal 1991, ma possiede abitazioni anche in Finlandia e in Francia. Proprio nell'ultima il 16 maggio 2008 si è sviluppato un incendio che ha costretto Häkkinen al ritiro dalla Mille Miglia Storica. Nella casa si trovavano la fidanzata e un'altra donna, rimaste poi illese.[15]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Sportivo finlandese dell'anno nel 1998

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hall of Fame - World Champions: Mika Hakkinen, The Official Formula 1 Website, 2007. URL consultato il 17 marzo 2007.
  2. ^ (FR) Gagnon, Marie-Julie, Le fil de Mika in Radio Canada. URL consultato il 14 novembre 2006.
  3. ^ a b Curva fatale: Hakkinen in coma in corriere.it, 11 novembre 1995. URL consultato il 23 agosto 2008.
  4. ^ Bryn Williams, Colin McMaster, F1 95, Vallardi&Associati, 1995, pag.37.
  5. ^ Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996, p. 640.
  6. ^ Hakkinen:"Torno con la McLaren in repubblica.it, 23 dicembre 1995.
  7. ^ [1] archiviostorico.corriere.it
  8. ^ Hakkinen ha corso i primi 5 Gran Premi con la Lotus 102D
  9. ^ Hakkinen ha corso i primi sei Gran Premi della stagione con la McLaren MP4/10 e il tredicesimo e il quattordicesimo Gran Premio con la McLaren MP4/10C
  10. ^ a b c Cesare Maria Mannucci, Ricomincio da me in Autosprint, 1° febbraio 2005, p. 10.
  11. ^ a b Hakkinen, addio alle corse in gazzetta.it, 3 novembre 2007. URL consultato il 27 agosto 2008.
  12. ^ GrandChelem.it, 5 domande a… Mark Sutton, 16 luglio 2011. URL consultato il 16 luglio 2011.
  13. ^ (FI) Häkkiset eroavat in Iltalehti, 06 febbraio 2008. URL consultato il 28 maggio 2008.
  14. ^ Taccuino in gazzetta.it, 29 maggio 2008. URL consultato il 27 agosto 2008.
  15. ^ Che paura per Häkkinen, a fuoco la villa francese in gazzetta.it, 20 maggio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mika Hakkinen, Eric Silbermann, Anti Puskkala, Mika Hakkinen: Black and white portrait, Chronosports, 2000, ISBN 2-940125-31-7.
  • (EN) Christopher Hilton, Mika Hakkinen: Doing what Comes Naturally, Haynes Publishing PLC, 1997, ISBN 1-85960-402-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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