Campionato mondiale di Formula 1 2010

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Campionato mondiale di Formula 1 2010
Edizione n. 61 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 14 marzo
Termine 14 novembre
Prove 19
Titoli in palio
Piloti Sebastian Vettel
su Red Bull RB6
Costruttori Red Bull
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

Il campionato mondiale di Formula 1 2010 organizzato dalla FIA è stato, nella storia della categoria, la 61ª stagione ad assegnare il Campionato Piloti e la 53ª ad assegnare il Campionato Costruttori.

È iniziato il 14 marzo ed è terminato il 14 novembre, dopo 19 gare, due in più della stagione precedente (ritorna il Gran Premio del Canada e viene inserito per la prima volta nel calendario il Gran Premio di Corea del Sud).

Il pilota campione in carica era Jenson Button sulla scuderia Brawn GP. Quest'ultima, divenuta nel dicembre 2009 Mercedes GP, nello stesso anno ha vinto anche il titolo a squadre.

Il campionato piloti è stato vinto per la prima volta dal tedesco Sebastian Vettel, che porta per la prima volta questo titolo alla Red Bull, la quale vince anche il Campionato Costruttori.

Nel complesso la stagione 2010 ha visto per la prima volta quattro piloti lottare fino all'ultima gara per il titolo piloti e solo due volte nella storia di questa categoria a vincere il mondiale è stato un pilota che fino all'ultima gara non era mai stato in testa al campionato. In questa stagione sono da sottolineare anche i rientri dopo tre anni di inattività dal circus del sette volte campione del mondo Michael Schumacher e di Pedro de la Rosa che non partecipava ad una gara anch'esso da tre anni. Quest'ultimo ha terminato la stagione anzitempo perché sostituito a cinque gare dalla fine. A livello agonistico, la stagione ha visto l'esordio di tre nuove scuderie (che non hanno conquistato punti mondiali) e cinque nuovi piloti, dei quali solo due (Nico Hülkenberg e Vitalij Petrov) sono andati a punti.

Degna di nota è anche la pole position conquistata dall'esordiente sopra citato Nico Hülkenberg, al Gran Premio del Brasile.

La pre-stagione[modifica | modifica sorgente]

Il calendario[modifica | modifica sorgente]

Il 21 settembre 2009 viene presentato il calendario per la stagione 2010. Le gare salgono di due unità con l'esordio del Gran Premio di Corea e il ritorno del Gran Premio del Canada, con il Gran Premio del Brasile che torna in un primo momento ultima gara stagionale e il Gran Premio di Germania che torna a disputarsi a Hockenheimring, a causa dell'alternanza prevista con il tracciato del Nürburgring.[1] Successivamente viene anticipato al 16 maggio il Gran Premio di Monaco, per i problemi logistici derivanti dalla eccessiva vicinanza con la seguente gara in Turchia.[2] A seguito della rinuncia degli organizzatori di Donington Park, quale sede del Gran Premio di Gran Bretagna viene confermata Silverstone.[3] L'11 dicembre è stato presentato il calendario finale, con Abu Dhabi spostato nuovamente all'ultimo GP.[4]

Gara Nome ufficiale del gran premio Circuito Sede Data Ora
Locale UTC
1 Bahrein Gulf Air Bahrain Grand Prix Bahrain International Circuit Manama 14 marzo 15:00 12:00
2 Australia Qantas Australian Grand Prix Albert Park Circuit Melbourne 28 marzo 17:00 07:00
3 Malesia Petronas Malaysian Grand Prix Sepang International Circuit Sepang 4 aprile 16:00 09:00
4 Cina Chinese Grand Prix Shanghai International Circuit Shanghai 18 aprile 15:00 08:00
5 Spagna Gran Premio de España Telefónica Circuit de Catalunya Barcellona 9 maggio 14:00 13:00
6 Monaco Grand Prix de Monaco Circuit de Monaco Montecarlo 16 maggio 14:00 13:00
7 Turchia Turkish Grand Prix Istanbul Park Istanbul 30 maggio 15:00 13:00
8 Canada Grand Prix du Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 13 giugno 12:00 17:00
9 Europa Telefónica Grand Prix of Europe Valencia Street Circuit Valencia 27 giugno 14:00 13:00
10 Regno Unito Santander British Grand Prix Silverstone Circuit Silverstone 11 luglio 13:00 13:00
11 Germania Großer Preis Santander von Deutschland Hockenheimring Hockenheim 25 luglio 14:00 13:00
12 Ungheria Eni Magyar Nagydíj Hungaroring Hungaroring 1º agosto 14:00 13:00
13 Belgio Belgian Grand Prix Circuit de Spa-Francorchamps Francorchamps 29 agosto 14:00 13:00
14 Italia Gran Premio Santander d'Italia Autodromo Nazionale di Monza Monza 12 settembre 14:00 13:00
15 Singapore SingTel Singapore Grand Prix Singapore Street Circuit Singapore 26 settembre 20:00 13:00
16 Giappone Japanese Grand Prix Circuito di Suzuka Suzuka 10 ottobre 15:00 07:00
17 Corea del Sud Korean Grand Prix Korean International Circuit Yeongam 24 ottobre 15:00 07:00
18 Brasile Grande Prêmio Petrobras do Brasil Autódromo José Carlos Pace San Paolo 7 novembre 14:00 16:00
19 Emirati Arabi Uniti Etihad Airways Abu Dhabi Grand Prix Yas Marina Circuit Abu Dhabi 14 novembre 17:00 13:00

La presentazione delle vetture[modifica | modifica sorgente]

La presentazione di tutte e 12 le vetture sarebbe dovuta avvenire in un unico evento, da tenersi nel gennaio 2010, probabilmente presso il Circuito Ricardo Tormo di Valencia in Spagna, ma successivamente l'idea è stata abbandonata, vista l'impossibilità per alcune scuderie di avere la vettura pronta per l'evento.[5] Le scuderie hanno presentato le nuove monoposto nelle date e nei luoghi qui riportati in ordine cronologico:

Jenson Button alla guida della McLaren durante i test di Jerez.
Michael Schumacher a bordo della Mercedes GP.
Mark Webber sulla Red Bull.
Costruttore Telaio Data lancio Luogo lancio
Italia Ferrari F10 28 gennaio Maranello, Italia[6]
Regno Unito McLaren-Mercedes MP4-25 29 gennaio Newbury, Regno Unito[7]
Svizzera BMW Sauber-Ferrari C29 31 gennaio Circuito di Valencia, Spagna[8]
Francia Renault R30 31 gennaio Circuito di Valencia, Spagna[9]
Germania Mercedes Petronas MGP W01 1º febbraio Circuito di Valencia, Spagna[10]
Italia Toro Rosso-Ferrari STR5 1º febbraio Circuito di Valencia, Spagna[10]
Regno Unito Williams-Cosworth FW32 1º febbraio Circuito di Valencia, Spagna[10]
Regno Unito Virgin-Cosworth VR-01 3 febbraio In rete[11]
India Force India-Mercedes VJM03 9 febbraio In rete[12]
Austria Red Bull-Renault RB6 10 febbraio Circuito di Jerez de la Frontera, Spagna[13]
Malesia Lotus-Cosworth T127 12 febbraio Londra, Regno Unito[14]
Spagna HRT-Cosworth F110[15] 4 marzo Murcia, Spagna[16]

I test[modifica | modifica sorgente]

Fernando Alonso prova la Ferrari durante i test di Jerez.

Per quanto riguarda i test per lo sviluppo delle macchine, come nella stagione precedente, i team hanno a disposizione 15 000 km da utilizzare in un massimo di 15 giorni nel mese di febbraio. I circuiti in cui verranno svolte le prove sono il Ricardo Tormo di Valencia dal 1º al 3 febbraio, il circuito di Jerez de la Frontera dal 10 al 13 febbraio e dal 17 al 20 febbraio e il Circuito di Catalogna dal 25 al 28 febbraio.[17]

I primi test si sono svolti sul circuito di Valencia con sette scuderie presenti; l'assenza maggiore è quella della Red Bull, giunta seconda nel campionato costruttori della precedente stagione, mentre si segnala il ritorno alla guida di una monoposto da Formula 1 del tedesco Michael Schumacher.[18] Nei primi due giorni di prove i tempi più veloci sono stati fatti segnare da Felipe Massa alla guida della Ferrari,[18][19] mentre nella terza giornata il miglior rilevamento cronometrico è stato registrato dal suo compagno di squadra Fernando Alonso.[20]

Rubens Barrichello sulla Williams durante i test di Jerez.

La seconda e la terza sessione di prove si sono svolte sul circuito di Jerez de la Frontera e, rispetto ai test precedenti, si è assistito al debutto stagionale di Red Bull, Force India e Virgin Racing nella sessione che è iniziata il 10 febbraio[21] e della Lotus in quella iniziata il 17 dello stesso mese.[22] Per quanto riguarda i primi test svolti su questo circuito, nella prima giornata, che si è disputata in gran parte su pista bagnata, il tempo migliore è stato fatto segnare da Nico Rosberg su Mercedes GP;[21] nella seconda giornata, con condizioni climatiche migliori e senza pioggia, la prestazione più veloce è stata marcata dalla BMW Sauber di Kamui Kobayashi negli ultimi minuti della sessione giornaliera,[23] mentre nella terza e nella quarta giornata, ancora condizionate da tempo variabile, i più rapidi sono stati Jaime Alguersuari su Toro Rosso[24] e Lewis Hamilton su McLaren.[25] Invece nella seconda sessione di prove sul tracciato andaluso, la prima e la seconda giornata sono state segnate da clima ancora variabile con la presenza di pioggia e i miglior tempi sono stati fatti segnare da Sebastian Vettel su Red Bull nel primo giorno[22] e da Rubens Barrichello su Williams nel secondo,[26] mentre nella terza e quarta giornata, con il tracciato asciutto, i più veloci sono stati Mark Webber su Red Bull[27] e Jenson Button su McLaren.[28]

Robert Kubica alla guida della Renault.

L'ultima sessione di test si svolge sul circuito di Catalogna con la presenza delle stesse scuderie della sessione precedente. Nella prima giornata il tempo migliore è stato fatto registrare dalla Red Bull di Mark Webber,[29] il secondo giorno dalla Williams di Nicolas Hülkenberg,[30] mentre nella terza giornata, che è stata influenzata da diversi scrosci di pioggia, Nico Rosberg sulla Mercedes GP ha fatto segnare il rilevamento cronometrico più veloce.[31] Nell'ultima giornata di prove invernali Lewis Hamilton con la McLaren è risultato il più veloce con il miglior tempo di tutta la sessione di test sul circuito catalano.[32]

Accordi e fornitori[modifica | modifica sorgente]

Il 2010 sarà l'ultimo anno con la fornitura degli pneumatici Bridgestone per la massima categoria.[33] La Bridgestone aveva debuttato in Formula 1 nel 1976, fornendo gli pneumatici anche nel 1977 ed era successivamente ritornata nel 1997 facendo concorrenza, negli anni, a Goodyear e Michelin, diventando dal 2007 l'unico marchio di pneumatici in Formula 1.

Vitantonio Liuzzi testa la vettura a Jerez.

Nel dicembre 2008 la Cosworth si è aggiudicata il bando lanciato dalla FIA per la fornitura del motore unico in Formula 1 dalla stagione 2010. In realtà la federazione ha lasciato ai costruttori la possibilità di costruire in proprio il propulsore seguendo determinate specifiche tecniche. Il motore Cosworth, ceduto a costi ridotti a chi non intende costruirsi da sé il motore, dovrebbe favorire il ribasso dei costi di gestione.[34] L'idea della federazione è in qualche modo quella di ripercorrere l'era del DFV quando anche piccoli costruttori potevano garantirsi un propulsore competitivo senza grandi investimenti finanziari. La Cosworth rientra nel campionato di F1 dopo 3 stagioni di assenza (ultima gara Gran Premio del Brasile 2006, in cui motorizzava Williams e STR), fornendo i propulsori a Williams, Lotus, Virgin e HRT.

La compagnia petrolifera malese Petronas decide di abbandonare la collaborazione tecnica con la Sauber, per passare alla Mercedes GP, che assume la denominazione Mercedes GP Petronas. La stessa Petronas mantiene la sponsorizzazione del Gran Premio di Malesia.[35]

Piloti e scuderie[modifica | modifica sorgente]

Piloti[modifica | modifica sorgente]

La Toro Rosso di Sébastien Buemi durante il Gran Premio del Bahrain.

Sono tre le scuderie che confermano i piloti della stagione precedente: la Red Bull, che schiera Sebastian Vettel e Mark Webber, la Scuderia Toro Rosso che ha come piloti Sébastien Buemi e Jaime Alguersuari e la Force India con la coppia formata da Adrian Sutil e Vitantonio Liuzzi. I piloti di riserva delle prime due scuderie sono Brendon Hartley e Daniel Ricciardo,[36] mentre per la scuderia indiana è lo scozzese Paul di Resta.[37]

Il campione del mondo del 2009, Jenson Button, dopo sette stagioni trascorse tra BAR, Honda e Brawn, si trasferisce alla scuderia McLaren, dove affianca il connazionale Lewis Hamilton, confermato come pilota ufficiale, e il collaudatore Gary Paffett.

La Mercedes, che è ritornata in Formula 1 dopo l'acquisto della Brawn, ingaggia i tedeschi Nico Rosberg e Michael Schumacher, il quale ritorna alle competizioni dopo più di tre anni di inattività. Viene affiancato loro nel ruolo di terzo pilota l'altro pilota teutonico Nick Heidfeld. Heidfeld, una volta ingaggiato dalla Pirelli per testare i nuovi pneumatici in vista della stagione 2011, ha abbandonato tale ruolo nell'agosto 2010.[38]

Alla Ferrari approda il due volte campione del mondo Fernando Alonso in sostituzione del finlandese Kimi Räikkönen che, non trovando un ingaggio per correre in un team competitivo, ha deciso di prendere un periodo di pausa dalla Formula 1 e di passare al campionato del mondo rally firmando un contratto con la Citroën.[39] Nella scuderia italiana sono stati confermati Felipe Massa come pilota titolare, Giancarlo Fisichella come terzo pilota e Luca Badoer e Marc Gené come collaudatori.[40]

Jarno Trulli sulla Lotus nei test a Jerez.

La Williams, dopo la partenza di Rosberg, ingaggia due nuovi piloti Rubens Barrichello e il debuttante Nicolas Hülkenberg che prende il posto di Kazuki Nakajima, mentre il collaudatore è Valtteri Bottas.[41] Stessa cosa ha fatto la Renault che, dopo aver lasciato andare Alonso, ha scelto come piloti Robert Kubica e Vitalij Petrov, anche lui debuttante, mentre come terzo pilota è stato scelto Ho-Pin Tung e come collaudatori Jérôme d'Ambrosio e Jan Charouz. La Sauber ha optato per Pedro de la Rosa e Kamui Kobayashi, mentre come terzo pilota è stato scelto il messicano Esteban Gutiérrez.

Per quanto riguarda le tre scuderie debuttanti, Jarno Trulli e Heikki Kovalainen sono passati entrambi alla Lotus Racing, che ha inoltre scelto come collaudatore il malese Fairuz Fauzy.[42] La HRT ha optato per i due debuttanti Bruno Senna e Karun Chandhok,[43] mentre la Virgin Racing affianca al tedesco Timo Glock il brasiliano Lucas Di Grassi con il connazionale Luiz Razia nominato collaudatore.[44] In un primo momento anche il portoghese Álvaro Parente era stato scelto come collaudatore del team,[44] ma successivamente, non potendo garantire la copertura finanziaria prevista, ha perduto questa qualifica.[45] È stato quindi sostituito dal campione della F2 del 2009, Andy Soucek.[46] Lo spagnolo ha poi abbandonato il team nell'agosto 2010.[47]

Nel corso della stagione il team spagnolo HRT ha ingaggiato il pilota giapponese Sakon Yamamoto come pilota di riserva, annunciando la firma del contratto durante il fine settimana del Gran Premio di Cina;[48] nel weekend successivo il nipponico viene affiancato da Christian Klien.[49] Nel Gran Premio di Gran Bretagna la HRT sostituisce Bruno Senna con Yamamoto, questo per dare l'opportunità di gareggiare al pilota giapponese.[50] Nel fine settimana successivo e in quello del Gran Premio d'Ungheria il giapponese sostituisce Chandhok[51][52] mentre la Red Bull interrompe il contratto con Brendon Hartley.[53]

Dal Gran Premio di Singapore Nick Heidfeld sostituisce Pedro de la Rosa in Sauber,[54] Jérôme d'Ambrosio diventa terzo pilota per la Virgin Racing[55] e Christian Klien sostituisce Yamamoto come pilota titolare alla HRT causa intossicazione alimentare di quest'ultimo, diventando il quarto pilota a prendere parte ad almeno una gara per questa scuderia.[56] Yamamoto torna al volante della HRT nel successivo gran premio del Giappone, mentre negli ultimi due gran premi stagionali viene nuovamente sostituito da Klien.[57]

Scuderie[modifica | modifica sorgente]

Bruno Senna al volante della HRT, una delle tre scuderie debuttanti, al Gran Premio del Bahrain.

La FIA ha aperto le procedure di iscrizione al campionato 2010 il 22 maggio 2009 con l'intento di portare il numero di scuderie da 10 a 13. Sono state ben 15 le richieste d'iscrizione pervenute da strutture non operanti in F1.[58] La questione della iscrizione al campionato si è intrecciata con la lite tra FIA e FOTA in merito all'introduzione di un tetto di spesa per le scuderie. L'unico team favorevole alle iniziative della FIA fu la Williams.[59] Il 29 maggio, data dell'ultimo termine utile per l'iscrizione al campionato 2010, tutti i team della FOTA decisero di iscriversi, con la riserva però della revisione delle nuove regole: in particolare, il regolamento in vigore nel 2009 non avrebbe dovuto subire cambiamenti, tranne per le parti su cui era stato già raggiunto un accordo fra la FIA e la FOTA. In più è stata richiesta la sottoscrizione del Patto della Concordia entro il 12 giugno 2009.[60] Successivamente anche la Force India, come la Williams, decise di iscriversi al campionato senza condizioni.[61] Il 12 giugno la FIA annunciò ufficialmente i team che avrebbero preso parte al campionato di Formula 1 nell'anno 2010 e vennero riconfermati tutti i team già presenti nella stagione 2009, con la riserva però che cinque di essi, McLaren, BMW, Renault, Toyota e Brawn GP, che avrebbero dovuto accettare entro il 19 giugno, incondizionatamente, le nuove regole. Vennero inoltre accettate le iscrizioni di tre nuovi team: Campos Grand Prix, Manor Grand Prix e Team US F1.[62] L'accordo è stato trovato il 23 giugno 2009,[63] in cui sono state confermate le 13 scuderie già indicate il 12 giugno. Il 3 marzo 2010 è stata ufficializzata la rinuncia da parte del team americano a prendere parte al campionato mondiale e al suo posto non è stata selezionata nessuna scuderia, perciò il numero di squadre che parteciperanno al mondiale scenderà a 12.[64]

Il 16 novembre 2009 la Mercedes ha reso noto di aver acquistato il 45,1% della Brawn GP. Il team ha cambiato nome in Mercedes GP Team, anche se inizialmente nella lista degli iscritti figurava ancora il nome Brawn GP.[35][65][66]

Kamui Kobayashi durante le prove a Jerez con la BMW Sauber.

Il 29 luglio 2009 BMW ha annunciato la fine delle proprie attività sportive con un proprio team di Formula 1, al termine della stagione 2009.[67] Il 15 settembre la FIA annunciò che la tredicesima scuderia iscritta per il 2010, al posto dell'uscente BMW Sauber, sarebbe stata la Lotus e nel medesimo giorno è stata annunciata la cessione della BMW Sauber a un fondo d'investimento svizzero, il Qadbak Investments Ltd. La FIA iscrive la Sauber quale team di riserva per il 2010 e indica la possibilità che le scuderie ammesse al campionato del 2010 possano passare a 14.[68] A causa delle difficoltà di concludere la trattativa col fondo Qadbak, la BMW ha comunicato il 27 novembre 2009 di aver ceduto la scuderia all'ex proprietario Peter Sauber, accordo però vincolato all'ammissione della scuderia al mondiale 2010.[69]

Il 4 novembre 2009 la Toyota ha annunciato il suo ritiro dalla Formula 1.[70] Il 30 novembre viene pubblicato dalla FIA l'elenco degli iscritti al mondiale con la numerazione[71] in cui non è stato indicato il tredicesimo team che avrebbe sostituito l'uscente Toyota, in quanto la scuderia giapponese rimase formalmente legata al Patto della Concordia. Il 3 dicembre 2009 la FIA ha comunicato l'iscrizione della Sauber come tredicesima scuderia nel mondiale[72] con fornitura dei motori da parte della Ferrari.[73] Inoltre il team Manor Grand Prix cambia la denominazione in Virgin Racing.[74]

Il 16 dicembre 2009 la Renault ha confermato di aver ceduto il controllo del team di Formula 1 al fondo lussemburghese Genii Capital di proprietà di Gerard Lopez; il team mantiene il nome Renault anche nel 2010.[75]

Timo Glock alla guida della Virgin nei test di Jerez.

Nel dicembre 2009 la Stefan Grand Prix ha reso noto di aver acquistato la vettura (denominata TF110) che la Toyota stava preparando per la stagione 2010, prima che l'annuncio del ritiro ne interrompesse lo sviluppo;[76] il team serbo ha anche stretto un rapporto di collaborazione tecnica con la stessa Toyota per poter partecipare al campionato 2010.[77] Pur non avendo ottenuto l'iscrizione al campionato, la scuderia serba ha annunciato di aver inviato al Circuito di Sakhir, dove si corre il primo gran premio della stagione, tutta l'attrezzatura necessaria per competere, nel caso qualche team non fosse stato in grado di partecipare al mondiale, e la sua iscrizione accettata.[78]

Il 19 febbraio 2010 è stato annunciato l'acquisto della Campos Grand Prix da parte di un socio di Adrián Campos, Josè Ramon Carabante. Colin Kolles, ex tecnico di varie squadre, tra cui la Force India, ne diviene il team principal; in questo modo viene assicurata la presenza della vettura al primo gran premio stagionale, anche in assenza di test.[79] Il 3 marzo la scuderia ha cambiato nome in Hispania Racing F1 Team.[80]

Il 19 marzo 2010, a seguito della rinuncia del Team US F1, la FIA ha ufficialmente dato il via alla procedura per la selezione del tredicesimo team per la stagione 2011; l'iter avrebbe individuato anche un team di riserva.[81] Nessuna delle proposte giunte alla federazione risponde però ai requisti richiesti; l'8 settembre 2010 la FIA decide di non ammettere nessun team: il numero delle scuderie ammesse resta così dodici.[82]

Tabella riassuntiva[modifica | modifica sorgente]

Le seguenti scuderie e piloti prenderanno parte al campionato; i numeri ufficiali dei piloti sono stati assegnati dalla lista di iscrizione FIA del 3 marzo 2010.[83]

Squadra Costruttore Telaio Motore Piloti Titolari GP Terzo Pilota Collaudatori
Regno Unito Vodafone McLaren Mercedes McLaren MP4-25[7] Mercedes FO 108X[84] 1 Regno Unito Jenson Button Tutti non designato Regno Unito Gary Paffett
2 Regno Unito Lewis Hamilton Tutti
Germania Mercedes GP Petronas Formula One Team[35][65] Mercedes MGP W01[10] Mercedes FO 108X[84] 3 Germania Michael Schumacher Tutti Germania Nick Heidfeld[85] non designato
4 Germania Nico Rosberg Tutti
Austria Red Bull Racing Red Bull RB6[13] Renault RS27-2010[86] 5 Germania Sebastian Vettel Tutti Nuova Zelanda Brendon Hartley
Australia Daniel Ricciardo
non designato
6 Australia Mark Webber Tutti
Italia Scuderia Ferrari Marlboro Ferrari F10[6] Ferrari 056[87] 7 Brasile Felipe Massa Tutti Italia Giancarlo Fisichella Spagna Marc Gené
Italia Luca Badoer
8 Spagna Fernando Alonso Tutti
Regno Unito AT&T Williams Williams FW32[10] Cosworth CA2010[88] 9 Brasile Rubens Barrichello Tutti non designato Finlandia Valtteri Bottas
10 Germania Nicolas Hülkenberg Tutti
Francia Renault F1 Team Renault R30[9] Renault RS27-2010[86] 11 Polonia Robert Kubica Tutti Cina Ho-Pin Tung Belgio Jérôme d'Ambrosio
Rep. Ceca Jan Charouz
12 Russia Vitalij Petrov Tutti
India Force India F1 Team Force India VJM03[12] Mercedes FO 108X[84] 14 Germania Adrian Sutil Tutti Regno Unito Paul di Resta non designato
15 Italia Vitantonio Liuzzi Tutti
Italia Scuderia Toro Rosso Toro Rosso STR5[10] Ferrari 056[87] 16 Svizzera Sébastien Buemi Tutti Nuova Zelanda Brendon Hartley
Australia Daniel Ricciardo
non designato
17 Spagna Jaime Alguersuari Tutti
Malesia Lotus Racing[68] Lotus T127[14] Cosworth CA2010[88] 18 Italia Jarno Trulli Tutti non designato Malesia Fairuz Fauzy
19 Finlandia Heikki Kovalainen Tutti
Spagna Hispania Racing F1 Team[80] Hispania F110[15] Cosworth CA2010[88] 20 India Karun Chandhok 1-10 Giappone Sakon Yamamoto
Austria Christian Klien
non designato
Austria Christian Klien 15, 18-19
Giappone Sakon Yamamoto 11-14, 16-17
21 10
Brasile Bruno Senna 1-9, 11-19
Svizzera BMW Sauber F1 Team[72][89] Sauber C29[8] Ferrari 056[87] 22 Spagna Pedro de la Rosa 1-14 Messico Esteban Gutiérrez non designato
Germania Nick Heidfeld 15-19
23 Giappone Kamui Kobayashi Tutti
Regno Unito Virgin Racing[74] Virgin VR-01[11] Cosworth CA2010[88] 24 Germania Timo Glock Tutti Belgio Jérôme d'Ambrosio Brasile Luiz Razia
Spagna Andy Soucek
25 Brasile Lucas Di Grassi Tutti

Circuiti e gare[modifica | modifica sorgente]

Per quanto concerne i circuiti la novità più rilevante è rappresentata dal circuito di Sud Jeolla che ospiterà la prima edizione del Gran Premio di Corea. La FIA da l'approvazione alla struttura solo il 12 ottobre 2010, appena due settimane prima della data fissata per il gran premio, dopo un'ultima ispezione guidata da Charlie Whiting.[90]

Per la gara sul circuito di Sakhir viene utilizzata la configurazione denominata Endurance Circuit. Questo disegno si distingue dal precedente per l'utilizzo di un complesso di curve subito dopo l'attuale curva 4 e porta la lunghezza del tracciato a 6,299 km.[91]

Anche il circuito di Silverstone ha subito importanti modifiche nel disegno del tracciato. La lunghezza viene aumentata di 760 metri, con l'utilizzo di un percorso inizialmente previsto per la MotoGP: viene modificata la parte tra la curva Abbey, dove invece della chicane si girerà a destra, e la Brooklands, dove avviene il ricongiungimento con vecchio tracciato.[92]

Riprese televisive[modifica | modifica sorgente]

Alcuni broadcaster in possesso dei diritti per trasmettere in diretta televisiva la Formula 1 nella propria nazione di appartenenza sono Network Ten (Australia), TF1 (Francia), RTL (Germania), RAI (Italia), BBC (Regno Unito), SRG SSR idée suisse (Svizzera) e La Sexta (Spagna).

Con un contratto fino al 2012, La RAI in Italia trasmetterà a definizione standard (nel formato 16/9 solo sul digitale terrestre) le prove ufficiali del sabato e la gara della domenica. Sempre in Italia, Sky, la pay TV per la piattaforma digitale satellitare, dopo due stagioni e mezzo, ha deciso invece di non rinnovare il contratto che le consentiva la messa in onda di tutte le sessioni del fine settimana, a causa del costo per l'acquisizione dei diritti, circa 30 milioni di euro con un ascolto medio di circa 400 000 spettatori, e ai problemi incontrati con le altre reti televisive italiane.[93]

Modifiche al regolamento[modifica | modifica sorgente]

Generale[modifica | modifica sorgente]

Il regolamento della stagione 2010 di Formula 1 è stato modificato rispetto alla stagione precedente: il numero massimo di vetture che possono partecipare a un Gran Premio passa da 24 a 26. A causa di questo incremento viene modificata la struttura delle prove di qualificazione: nella prima eliminatoria vengono escluse le ultime 8 vetture, così come nella seconda. Nella terza le vetture non hanno più l'obbligo di caricare la benzina necessaria per la prima parte di gara, a causa del divieto dei rifornimenti durante il Gran Premio.[94] I tre commissari sportivi saranno fissi e non cambieranno più da Gran Premio a Gran Premio e sarà nominato un "supervisore", scelto fra ex piloti di F1, che darà il suo parere in caso di eventi controversi.[95]

Sistema di punteggio[modifica | modifica sorgente]

Su proposta della FIA[96] l'11 dicembre 2009 viene apportata una prima modifica al sistema di punteggio adottato a partire dal 2003: il vincitore guadagnerà 25 punti, il secondo 20, il terzo 15, il quarto 10, il quinto 8, il sesto 6, il settimo 5, l'ottavo 3, il nono 2 e il decimo 1.[97] In seguito le scuderie propongono un'ulteriore modifica, successivamente ratificata dalla FIA, che aumenta la differenza punti tra il primo classificato e il secondo e porta ad alcune variazioni nell'assegnazione dei punti dal quarto al decimo classificato: il vincitore guadagnerà così 25 punti, il secondo 18, il terzo 15, il quarto 12, il quinto 10, il sesto 8, il settimo 6, l'ottavo 4, il nono 2 e il decimo 1.[98]

Sistema di punteggio
Posizione  1º   2º   3º   4º   5º   6º   7º   8º   9º   10º 
In vigore dal 2003 al 2009 10 8 6 5 4 3 2 1 0 0
In vigore dal 2010 25 18 15 12 10 8 6 4 2 1

Gomme e battistrada[modifica | modifica sorgente]

La larghezza massima del battistrada anteriore è stata accorciata, passando da 270 mm a 245 mm.

Per quanto riguarda l'utilizzo delle gomme, i piloti che prendono parte alla terza parte delle qualifiche dovranno partire dalla griglia di partenza con lo stesso tipo di gomme usate per conquistare la pole position. La norma non può essere applicata nel caso sorga la necessità di cambiare tipo di gomme a causa delle condizioni meteorologiche o se le gomme del pilota hanno subito deterioramenti nell'ultima parte delle qualifiche.[98]

Motore[modifica | modifica sorgente]

Viene mantenuto il limite di 8 motori a pilota per stagione: in caso di utilizzo di un ulteriore motore il pilota subirà una penalizzazione di 10 posti in griglia, nella gara nella quale avviene l'uso del motore extra.[99] Viene inoltre stabilito che in ciascun fine settimana non potranno essere utilizzati più di due motori. La FIA ha annunciato che l'uso di un secondo motore aggiuntivo durante un week end di gara si tradurrà in una penalità di due posizioni per il gran premio successivo.[100] Vengono portati da 8 a 6 i giorni di test in un anno nella galleria del vento, per 4 ore all'interno di un arco di 24 ore.[99] Viene anche stabilito che lo spazio attributo nei garage dei vari circuiti sia lo stesso per tutte le scuderie, e venga così abolito il privilegio concesso al team campione del mondo di avere maggior spazio.[99]

Test[modifica | modifica sorgente]

Viene stabilita la possibilità di concedere dei giorni extra di test, a favore di quei piloti che subentrano nel corso della stagione. I test saranno possibili entro i 14 giorni precedenti o successivi la sostituzione, e il subentrante non deve aver corso in gran premi del mondiale nei due anni precedenti. Inoltre i test devono compiersi in circuiti non compresi nel calendario mondiale. Qualora la sostituzione non avvenga il team verrà penalizzato decurtando i giorni di test compiuti dalla quota dei test permessi l'anno seguente.[101]

Regolamento tecnico[modifica | modifica sorgente]

A causa del divieto dei rifornimenti e quindi la necessità di usare serbatoi più grandi, le vetture sono state allungate rispetto alla stagione precedente.

Per quanto riguarda il regolamento tecnico viene sospeso l'utilizzo del KERS[102] e viene abolito il rifornimento durante la gara e nelle qualifiche. Il peso minimo delle monoposto passa da 605 a 620 kg.[98] La larghezza massima del battistrada delle gomme anteriori viene ridotto da 270 a 245 mm, in modo da avere una minor superficie di contatto e la Bridgestone, a causa del divieto dei rifornimenti e quindi del maggior peso che dovranno sopportare le ruote a inizio gara, userà una mescola più dura per compensare questo effetto.[94] Sono inoltre vietati i copri-cerchi sulle ruote, in modo da non creare situazione di pericolo durante i pit-stop e per agevolare i sorpassi.[94]

Innovazioni aerodinamiche[modifica | modifica sorgente]

Sulla base delle negoziazioni per il nuovo patto della Concordia, al fine di limitare i costi di gestione vengono stabiliti dei limiti al numero di innovamenti aerodinamici nel corso della stagione, una restrizione del numero di addetti impiegati in ciascun gran premio, la completa chiusura delle factory durante la pausa estiva e una standardizzazione delle ali.[103]

Riassunto della stagione[modifica | modifica sorgente]

Gran Premio del Bahrain[104][modifica | modifica sorgente]

Felipe Massa sulla Ferrari durante il Gran Premio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Bahrain 2010.

La stagione ha avuto inizio il 14 marzo con il Gran Premio del Bahrain. Nelle qualifiche la pole position va a Sebastian Vettel che precede i due piloti della Ferrari e l'inglese Lewis Hamilton, mentre il rientrante Michael Schumacher si posiziona al 7º posto. Alla partenza, Vettel mantiene il comando della corsa mentre Fernando Alonso supera Felipe Massa alla prima curva e Nico Rosberg passa Hamilton. I primi tre mantengono un buon margine sui diretti inseguitori e Hamilton riesce a superare Rosberg durante l'unico cambio gomme della gara. Tutto rimane invariato fino al 34º giro, quando uno scarico della Red Bull di Vettel si rompe e gli fa perdere il comando della corsa e il podio, facendosi superare da Alonso, Massa e Hamilton. Il tedesco riesce però a difendersi dagli attacchi di Rosberg, giungendo 4º al traguardo.

La gara non fa registrare ulteriori avvenimenti e Alonso conquista il primo Gran Premio stagionale, davanti a Massa e Hamilton. Michael Schumacher si classifica al 6º posto, davanti a Jenson Button, Mark Webber, Vitantonio Liuzzi e Rubens Barrichello. Per quanto riguarda i team esordienti, soltanto la Lotus di Heikki Kovalainen riesce a concludere la gara, mentre le altre scuderie debuttanti, Virgin e HRT, non riescono a completare la distanza prevista.

Gran Premio d'Australia[105][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 2010.
Lewis Hamilton sul circuito di Melbourne.

La 2ª prova del mondiale è il Gran Premio d'Australia, dove Sebastian Vettel ottiene la seconda pole position consecutiva. Il Gran Premio inizia sotto una leggera pioggia e al via Vettel scatta al comando, con Fernando Alonso che finisce in testacoda dopo un contatto con Jenson Button e Michael Schumacher alla 1ª curva, finendo in coda al gruppo così come il tedesco, costretto a sostituire l'alettone anteriore. Poche curve più tardi il giapponese Kamui Kobayashi perde l'alettone anteriore e coinvolge in un incidente Nicolas Hülkenberg e Sébastien Buemi, causando l'ingresso in pista della safety car. Poiché la pioggia smette di cadere molto presto, la pista si asciuga velocemente e Button è il primo a montare le gomme da asciutto, anticipando il pit-stop un paio di giri prima degli altri e rimontando fino alla 2ª posizione.

Al cambio gomme le posizioni vengono rimescolate e, dietro a Vettel e all'inglese, si trovano Robert Kubica, Felipe Massa, Mark Webber, Lewis Hamilton e Alonso, che ha recuperato fino all'8º posto. Al 20º giro Vettel finisce nella ghiaia per un problema ai freni e si ritira, cedendo la prima posizione a Button. Successivamente Hamilton, Webber e Nico Rosberg compiono un secondo pit stop, mentre gli altri decidono di concludere la gara con un solo cambio gomme. In questo modo Hamilton e Webber riescono ad essere molto più veloci dei piloti che li precedono e riescono a raggiungonon Alonso, in quel momento 4º, a pochi giri dalla fine. Al 56º giro, in seguito ad un tentativo di sorpasso di Hamilton sullo spagnolo, Webber tampona l'inglese ed entrambi finiscono in testacoda. Button vince per la 2ª volta consecutiva il Gran Premio d'Australia, seguito da Kubica e Massa; Alonso riesce a contrastare gli attacchi finale di Nico Rosberg e giunge 4º, mentre Hamilton e Webber, dopo l'incidente, riescono a terminare la gara rispettivamente 6º e 9º. A punti giungono anche Vitantonio Liuzzi, 7º, Rubens Barrichello, 8º e Schumacher, 10º.

Gran Premio della Malesia[106][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio della Malesia 2010.
Sebastian Vettel, vincitore in Malesia.

Per la 3ª prova del mondiale la Formula 1 si sposta in Malesia, dove nelle qualifiche condizionate dalla pioggia Mark Webber conquista la pole position, con le Ferrari e le McLaren costrette a partire nelle retrovie a causa di una scelta errata nel momento dell'uscita per effettuare il giro cronometrato. Al via Sebastian Vettel sorpassa il compagno Webber portandosi in 1ª posizione, mentre le McLaren e le Ferrari iniziano un tentativo di rimonta. Nei primi giri si ritirano Michael Schumacher, Kamui Kobayashi e Vitantonio Liuzzi. Ai box le scuderie adottano strategie diverse, con alcuni team che preferiscono entrare prima e altre che, nell'ipotesi che arrivi la pioggia, si fermano dopo.

Felipe Massa sorpassa il campione del mondo Jenson Button al 46º giro; successivamente l'inglese subisce dei tentativi di sorpasso da parte di Fernando Alonso, ma durante uno di questi il motore dello spagnolo si rompe. La Red Bull completa la doppietta con Vettel 1º e Webber 2º, mentre Nico Rosberg si posiziona 3º. Per la seconda volta va a punti Robert Kubica, 4º, mentre in 5ª posizione si classifica Adrian Sutil. Completano la zona punti Lewis Hamilton, Massa, Button, Jaime Alguersuari e Nicolas Hülkenberg, questi ultimi due per la prima volta a punti nella loro carriera. La classifica si accorcia molto, con Massa che passa in testa con 2 punti di vantaggio rispetto ad Alonso e Vettel e con sette piloti nello spazio di 9 punti.

Gran Premio di Cina[107][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Cina 2010.
Vitalij Petrov conquista nel Gran Premio di Cina i primi punti della sua carriera in Formula 1.

Il 4º appuntamento del mondiale si svolge in Cina, sul circuito di Shangai. Nelle qualifiche le Red Bull di Sebastian Vettel e Mark Webber si dimostrano ancora più veloci posizionandosi in prima fila, con alle loro spalle la Ferrari di Fernando Alonso. Al via lo spagnolo anticipa la partenza e riesce a passare entrambe le vetture austriache, ma per questa azione verrà successivamente sanzionato con un drive-through. Nel corso del 1º giro un testacoda di Vitantonio Liuzzi innesca un incidente che vede coinvolti anche Kamui Kobayashi e Sébastien Buemi, tutti costretti al ritiro, e che vede l'ingresso della safety-car a causa dei detriti presenti in traiettoria. Subito dopo l'ingresso della vettura di sicurezza inizia a cadere una pioggia leggera e tutti i piloti, tranne Nico Rosberg, Jenson Button, Robert Kubica, Vitalij Petrov, Pedro de la Rosa e Heikki Kovalainen, rientrano ai box per montare gomme intermedie. Il tedesco della Mercedes GP passa al comando della gara mentre lo spagnolo della Sauber sarà costretto a ritirarsi per un problema al motore, ma la pioggia non aumenta di intensità e la pista non si bagna a sufficienza per mantenere le gomme intermedie, così coloro che avevano cambiato gli pneumatici sono costretti a montare gomme da asciutto.

Rosberg rimane al comando fino al 19º giro quando, dopo aver commesso un errore a causa dell'aumento dell'intesità della pioggia, viene superato da Button e, proprio a causa della maggior acqua in pista, tutti i piloti tra il 19º e il 20º giro sono costretti a montare nuovamente le gomme intermedie. Al giro successivo però la vettura di sicurezza deve rientrare nuovamente in pista a causa dell'incidente di Jaime Alguersuari che, in un tentativo di doppiaggio, perde l'alettone anteriore; in questo modo le vetture rimaste indietro a causa della strategia errata, in particolar modo Lewis Hamilton, le Ferrari e le Red Bull, si ritrovano il loro svantaggio azzerato. Una volta ripartiti, la classifica vede Button in testa seguito da Rosberg, Kubica e Hamilton, che supera il polacco al 29º giro e tenta più volte il sorpasso su Rosberg, senza riuscirvi. Tra la 37ª e la 38ª tornata i piloti sono costretti a montare pneumatici nuovi e in questa occasione Hamilton riesce a sopravanzare Rosberg raggiungendo la 2ª posizione. Dietro di loro Alonso, che è riuscito a ritornare al 5º posto, sorpassa Kubica raggiungendo la 4ª posizione, Vettel non riesce ad avvicinarsi al polacco e rimane al 6º posto, Petrov dopo diversi sorpassi riesce a raggiungere la 7ª posizione, mentre Webber e Felipe Massa si collocano all'8º e 9º posto, davanti a Michael Schumacher. Button vince il 2º Gran Premio in stagione e diventa nuovo leader del mondiale, davanti a Rosberg con 10 punti di vantaggio e ad Alonso e Hamilton, entrambi distanziati di 11 punti. Nel mondiale costruttori la McLaren passa in testa, davanti a Ferrari e Red Bull.

Gran Premio di Spagna[108][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Spagna 2010.
Nico Rosberg, giunto 13º nel Gran Premio di Spagna.

La quinta gara del campionato si disputa in Spagna sul tracciato del Montmeló. Ancora una volta nelle qualifiche la prima fila viene occupata dai piloti della Red Bull, con Mark Webber che precede il compagno Sebastian Vettel, subito dietro si posizionano Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Jenson Button e Michael Schumacher. Al via i primi 6 conservano le proprie posizioni, con Felipe Massa che passa dal 9º al 7º posto, mentre retrocedono le due Sauber e Nico Rosberg. Le posizioni rimangono invariate fino al primo cambio gomme, dove Lewis Hamilton sorpassa Sebastian Vettel che stava rientrando in pista dopo la sosta ai box, così come Michael Schumacher che riesce a sopravanzare il leader della classifica Jenson Button portandosi in 5ª posizione. Durante la sosta ai box, la vettura di Rosberg accusa dei problemi durante il fissaggio della ruota che gli fanno perdere alcune posizioni, rientrando 16º. Subito dopo la propria sosta, Schumacher subisce vari attacchi da parte di Button, ma riesce a resistere e a non farsi sorpassare. Questa lotta consente a Massa di avvicinarsi ai due ma, durante il doppiaggio Karun Chandhok, danneggia l'ala anteriore; questo incidente non impedisce però al pilota di continuare la propria corsa.

Al 54º giro Vettel esce fuori pista alla curva 7 costringendo il pilota tedesco a una ulteriore sosta ai box per cambiare le gomme; così facendo Alonso riesce a sopravanzare Vettel e a raggiungere la 3ª posizione. Infine, al penultimo giro, Hamilton accusa un problema all'avantreno che fora la ruota anteriore e costringe l'inglese ad uscire di pista, consentendo ad Alonso di giungere 2º al traguardo. La vittoria va a Webber con Vettel che, nonostante alcuni problemi ai freni che lo costringono a rallentare nel finale, completa il podio. Schumacher conquista il 4º posto, miglior risultato dal rientro, seguito da Button, Massa, Adrian Sutil, Robert Kubica, Rubens Barrichello, partito 17º, e Jaime Alguersuari. Nella classifica piloti Alonso passa in 2ª posizione distanziato di tre lunghezze da Button, ancora leader della classifica; alle spalle dello spagnolo si posizionano Vettel e Webber, distanziati di 10 e 17 punti dal capoclassifica. La classifica costruttori vede un avvicinamento di Ferrari e Red Bull alla McLaren: la scuderia italiana ha 3 punti di distacco, mentre quella austriaca ne ha 6, con alle loro spalle Mercedes GP e Renault.

Gran Premio di Monaco[109][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 2010.
Karun Chandhok è stato protagonista di un incidente con Jarno Trulli alla fine del Gran Premio di Monaco.

L'appuntamento successivo, il sesto della stagione, si svolge una settimana dopo a Monaco, sul circuito di Montecarlo. Nelle qualifiche la pole position viene nuovamente ottenuta dalla Red Bull di Mark Webber, seguito da Robert Kubica e Sebastian Vettel; il pilota della Ferrari Fernando Alonso è invece costretto a partire dalla corsia dei box a causa di un incidente avvenuto nel corso delle ultime prove libere del sabato mattina che gli ha impedito di prendere parte alle qualificazioni. Alla partenza Vettel riesce a sopravanzare Kubica, ma nel corso nel primo giro Nicolas Hülkenberg urta la sua vettura contro all'uscita del tunnel ed è costretto al ritiro; la monoposto rimane però in mezzo alla traiettoria ed è così necessario l'ingresso in pista della safety car. L'entrata in pista della vettura di sicurezza permette ad Alonso di effettuare il cambio gomme e quindi di rispettare la regole dell'utlizzo di entrambe le mescole degli pneumatici per almeno un giro. In regime di safety si assiste al ritiro del leader della classifica piloti Jenson Button a causa di un problema al motore.

Alla ripartenza il pilota spagnolo inizia a recuperare posizioni sorpassando i piloti delle tre scuderie entrate all'inizio della stagione, Lotus, Virgin e HRT. Dopo il cambio gomme le posizioni dei primi rimangono immutate, con Webber in testa seguito da Vettel, Kubica, Felipe Massa e Lewis Hamilton; alle sue spalle Alonso è riuscito a posizionarsi al 6º posto approfittando delle soste degli altri piloti, seguito da Michael Schumacher e Nico Rosberg. Al 31º giro la safety car rientra di nuovo in pista a causa dell'incidente di Rubens Barrichello alla curva Massenet dovuto ad un cedimento al retrotreno della sua Williams. La vettura di sicurezza è costretta a rientrare nuovamente al 43º giro a causa di un tombino saltato a causa dell'incidente di Barrichello. La corsa si svolge regolarmente fino al 74º giro quando avviene un incidente tra Jarno Trulli e Karun Chandhok che costringe la safety a entrare in pista per la quarta volta. Il Gran Premio termina con il rientro in pista della safety car, ma nonostante ciò Schumacher supera Alonso all'ultima curva raggiungendo la 6ª posizione. Questa manovra viene però ritenuta scorretta da parte dei giudici che penalizzano il tedesco con 20 secondi al tempo finale di gara, retrocedendolo al 12º posto. La gara si conclude con la vittoria di Webber, con Vettel e Kubica a completare il podio. A punti finiscono Massa, Hamilton, Alonso, Rosberg, Adrian Sutil, Vitantonio Liuzzi e Sébastien Buemi. Con questo risultato la classifica piloti vede in testa a pari punti i due piloti della Red Bull con Alonso distanziato di tre punti, mentre in quella costruttori la Red Bull si porta al comando con, a seguire, Ferrari, McLaren e Mercedes.

Gran Premio di Turchia[110][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Turchia 2010.
Mark Webber, giunto terzo in Turchia.

La settima prova del mondiale si svolge in Turchia sul circuito di Istanbul. La Ferrari partecipa all'800º Gran Premio della sua storia, ma nelle qualifiche si posiziona a metà schieramento, con Felipe Massa 8º e Fernando Alonso 12º. La pole position, per la terza volta consecutiva, viene conquistata da Mark Webber seguito da Lewis Hamilton, Sebastian Vettel, Jenson Button e Michael Schumacher. Alla partenza l'australiano conserva la 1ª posizione, mentre alle sue spalle Hamilton e Button vengono passati da Vettel e Schumacher; nel giro di poche curve però gli inglesi riconquistano le proprie posizioni. Hamilton rimane costantemente vicino al capo-classifica ma, a causa di un cambio gomme non rapido, viene superato da Vettel dopo la sosta ai box. I primi quattro della classifica, ovvero le due Red Bull e le due McLaren, aumentano il proprio vantaggio sugli altri inseguitori e fanno gara a sé.

Al 41º giro, in un tentativo di sorpasso alla curva 12, Vettel e Webber si urtano, costringendo il primo al ritiro e il secondo a retrocedere in 3ª posizione. Al comando passano le McLaren di Hamilton e Button e anche i due piloti inglesi ingaggiano un duello tra il 48º e il 49º giro in cui entrambi si scambiano un paio di volte la posizione. Hamilton conclude il Gran Premio in 1ª posizione con alle spalle Button, Webber, Schumacher, Nico Rosberg, Robert Kubica, Massa, Alonso, Adrian Sutil e Kamui Kobayashi che conquista il primo punto stagionale per la BMW Sauber. Nella classifica piloti Webber mantiene il comando con 5 punti di vantaggio su Button, 9 su Hamilton, 14 su Alonso e 15 su Vettel, mentre nella classifica costruttori la McLaren passa al comando con un punto di vantaggio sulla Red Bull e 26 sulla Ferrari.

Gran Premio del Canada[111][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Canada 2010.
Button davanti a Webber e, subito dietro, Massa e Liuzzi che entrano in contatto alla seconda curva.

L'8ª prova del mondiale di Formula 1 si svolge in Canada dopo un anno di assenza sul circuito di Montréal. La pole position viene conquistata da Lewis Hamilton seguito in griglia da Sebastian Vettel e Mark Webber, che però viene successivamente retrocesso di 5 posizione sulla griglia per aver sostituito la frizione permettendo al ferrarista Fernando Alonso di partire in 3ª posizione, Jenson Button in 4ª, Vitantonio Liuzzi in 5ª e Felipe Massa in 6ª. Alla partenza i primi tre mantengono le loro posizioni, mentre Massa arriva alla prima curva in mezzo a Button e Liuzzi, ma non riesce ad evitare l'incidente con l'italiano ed entrambi sono costretti a fermarsi ai box per sostituire i pezzi danneggiati. Il degrado delle gomme è molto elevato e chi è partito con le gomme più morbide, come ad esempio Hamilton, Alonso e Button, è costretto al cambio gomme dopo 7 giri per montare le gomme con mescola più dura; lungo l'uscita dalla pit lane Alonso, grazie a un pit-stop più veloce, riesce a sorpassare Hamilton.

Al comando passano Vettel e Webber, che però si fermano per il cambio gomme al 13º e 14º giro, con Vettel che sceglie le morbide mentre Webber mantiene le dure. Poco dopo la sosta ai box Hamilton riesce a riguadagnare la sua posizione su Alonso, alla fine del rettilineo finale, approfittando della lotta tra lo spagnolo e Sébastien Buemi. Successivamente Alonso viene avvicinato da Button che riesce a sopravanzare lo spagnolo al 56º giro durante il doppiaggio della HRT di Karun Chandhok. La vittoria va a Hamilton, seguito dal compagno di squadra Button e da Alonso, con Vettel 4º e Webber 5º; alle loro spalle si posizionano Nico Rosberg, arretrato a causa dell'incidente tra Massa e Liuzzi, Robert Kubica, Buemi, Liuzzi e Adrian Sutil, con i due piloti della Force India capaci di superare Michael Schumacher negli ultimi giri; Massa conclude 15º a causa di uno scontro con Schumacher durante un tentativo di sorpasso che ha causato un danneggiamento dell'ala anteriore del ferrarista. La classifica piloti cambia nuovamente, con Hamilton che passa al comando con 109 punti, seguito a 3 lunghezze da Button, a 6 da Webber, a 15 da Alonso e a 19 da Vettel. Per quanto riguarda i costruttori, la McLaren, con 215 punti, aumenta il suo vantaggio sulle inseguitrici Red Bull e Ferrari, distanziate di 22 e 54 punti.

Gran Premio d'Europa[112][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Europa 2010.

La nona prova del mondiale si svolge sul circuito urbano di Valencia in Spagna. La pole viene conquistata da Sebastian Vettel seguito dal compagno di squadra Mark Webber, in seconda fila la McLaren di Hamilton e la Ferrari di Fernando Alonso con Felipe Massa 5º. Alla partenza Vettel scatta primo resistendo a Hamilton, che ha subito passato Webber. L'australiano perde varie posizioni venendo sorpassato dalle due Ferrari, scivolando poi alla nona posizione, in seguito a un tentativo di difesa non riuscito. Alonso, ora 3º, tenta di attaccare Hamilton, ma senza successo. La gara di Webber termina al 9º giro, in cui è protagonista di un incidente: il pilota della Red Bull, nelle retrovie dopo un pit stop anticipato, nel tentativo di passare Heikki Kovalainen, ha un'indecisione e la sua vettura colpisce il posteriore di quella del finlandese, decolla, compie un giro in aria, sbatte a terra per poi chiudere la corsa contro le barriere. Il pilota è illeso ma la direzione di corsa fa entrare la safety car.

La vettura entra in pista dopo il passaggio sul traguardo del battistrada, Vettel; Hamilton, sempre secondo, la sorpassa quando la stessa aveva già azionato i lampeggianti sul tetto, mentre le due Ferrari le si accodano; sono molte le vetture che sfruttano nel frattempo l'entrata della safety car per il cambio gomme. Alla ripartenza Vettel è sempre 1º, seguito da Hamilton, Kamui Kobayashi, che non ha cambiato gomme, Jenson Button, Rubens Barrichello, Robert Kubica, Sébastien Buemi, Adrian Sutil, Nicolas Hülkenberg e Alonso. Lo spagnolo dopo qualche giro passa il tedesco della Williams. Hamilton, per aver superato la vettura di sicurezza, viene penalizzato al 25º giro con un drive-through e la stessa viene scontata al 27º giro. L'inglese però ha già un buon margine su Kobayashi e conserva così la 2ª posizione. Al 38º giro Sutil passa Buemi, mentre non hanno la stessa sorte i tentativi di Alonso di passare il pilota della Toro Rosso. Al 50º giro si ritira Nico Hülkenberg per la rottura di uno scarico. Quattro tornate più tardi Kobayashi compie il suo pit-stop rientrando 9º in classifica, dietro Alonso e Buemi; il giapponese è però capace di passare entrambi negli ultimi due giri. Vince Vettel precedendo le due McLaren.

Al termine della gara nove piloti sono penalizzati di 5 secondi per avere infranto la velocità da tenere in regime di safety-car. Buemi scende quindi in 9ª posizione a vantaggio di Alonso, mentre De la Rosa passa da 10º a 12º, facendo entrare in zona punti Nico Rosberg. Nella classifica piloti Hamilton si porta a 127 punti seguito da Button con 6 punti di distacco, da Vettel con 12, da Webber con 24 e da Alonso con 29, mentre in quella costruttori la McLaren si porta a 248 punti, a 30 lunghezze la Red Bull e la Ferrari distanziata di 83 punti.

Gran Premio di Gran Bretagna[113][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Gran Bretagna 2010.
Michael Schumacher al Gran Premio di Gran Bretagna.

Il 10º appuntamento della stagione si svolge sul rinnovato circuito di Silverstone; la prima fila è ancora tutta Red Bull con Sebastian Vettel in pole position e Mark Webber in 2ª posizione, in 2ª fila la Ferrari di Fernando Alonso e la McLaren di Lewis Hamilton. Alla partenza Vettel è subito attaccato con successo dal compagno di scuderia Webber, che prende la testa. Il pilota tedesco lotta anche con Hamilton, trovandosi la gomma forata per un contatto con l'ala anteriore della McLaren. Più dietro Alonso è passato subito da Robert Kubica e Nico Rosberg; lo spagnolo tenta di resistere a Felipe Massa, ma le due vetture si toccano e anche Massa è costretto a fermarsi ai box con uno pneumatico forato. Attorno all'11º giro iniziano i primi pit-stop: grazie ai cambi gomme Kamui Kobayashi riesce a sopravanzare Michael Schumacher, mentre Rosberg passa Kubica raggiungendo il 4º posto. Al 16º giro Alonso attacca Kubica: lo spagnolo lo sorpassa tagliando la curva Vale, ma non restituisce immediatamente la posizione al pilota della Renault. Al giro seguente è il turno di Webber ai box: l'australiano ritorna in gara primo, davanti a Hamilton, Button e Nicolas Hülkenberg, questi ultimi due non hanno ancora cambiato gli pneumatici. Tre giri dopo Kubica si ritira per un guaio alla trasmissione, mentre Button va ai box al 20º giro, scendendo in 6ª posizione.

Al 25º giro la Sauber di Pedro de la Rosa perde parte dell'alettone posteriore sul rettilineo dei box e la direzione di gara decide di far entrare la safety car per ripulire il tracciato. Due giri prima dell'ingresso della safety car viene comminato ad Alonso un drive-through, a causa della manovra su Kubica, che è costretto a scontare al rientro ai box della vettura di sicurezza; una volta scontata la penalità si ritrova 16º. Nei giri seguenti Vettel sorpassa diversi piloti e da 15ª raggiunge il 7º posto, mentre i due ferraristi rovinano i propri pneumatici, concludendo 14ª e 15ª. Vince Mark Webber, per la 5ª volta in carriera, davanti alla McLaren di Hamilton, a Rosberg su Mercedes e a Button. In classifica Hamilton si porta a 145 punti, davanti a Button staccato di 12 lunghezze, Webber a 17 e Vettel a 24, nei costruttori la McLaren rimane al comando con 278 punti, al secondo posto si conferma la Red Bull a 249 e la Ferrari ferma a 165 punti.

Gran Premio di Germania[114][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Germania 2010.
Pedro De La Rosa alla guida della sua Bmw-Sauber a Hockenheim.

L'undicesima prova del mondiale si svolge sul circuito dell'Hockenheimring; nelle qualifiche la pole è di nuovo di Sebastian Vettel che beffa il ferrarista Fernando Alonso di due millesimi, con Felipe Massa 3º davanti a Mark Webber, Jenson Button e Lewis Hamilton. Alla partenza Sebastian Vettel si sposta verso destra per proteggersi da Fernando Alonso permettendo a Massa di passare in testa. Alle sue spalle Alonso riesce a passare Vettel, mentre alla curva 6 Hamilton supera Webber. Al termine della 1ª tornata Massa guida su Alonso, Vettel, Hamilton, Webber, Button, Robert Kubica, Michael Schumacher, Nico Rosberg e Kamui Kobayashi. I due ferraristi sono capaci di distanziare Vettel che è il primo dei piloti di alta classifica a cambiare gli pneumatici al 12º giro, seguito nei giri successivi da tutti i piloti di testa. Kubica, dopo la sua sosta si difende bene da un attacco di Schumacher. Al 20º giro, sfruttando il rallentamento dovuto a un doppiaggio, Alonso cerca di passare Massa, ma senza successo.

Dopo due giri anche Button cambia le gomme; il britannico si ritrova 5º davanti a Webber, mentre le due Ferrari ritornano 1ª e 2ª. I due mantengono le rispettive posizioni fino al 49º giro, in cui Alonso passa Massa. La classifica resta invariata fino all'arrivo, senza che Vettel riesca a sorpassare Massa per il 2º posto. La classifica nelle prime posizioni non cambia, Hamilton rimane al comando con 157 punti davanti a Button con 143 e a Vettel e Webber a 136, mentre Fernando Alonso sale a 123 punti, nei costruttori la McLaren sale a 300 punti davanti Red Bull con 272 e alla Ferrari che si porta a 208 punti. Dopo la fine della gara, il sorpasso da parte di Alonso su Massa viene giudicato un ordine di scuderia, vietato dal regolamento, e sanzionato con una multa di 100 000 dollari alla Ferrari.

Gran Premio d'Ungheria[115][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Ungheria 2010.
Fernando Alonso, arrivato secondo in Ungheria.

L'appuntamento successivo si svolge sull'Hungaroring con Sebastian Vettel che precede Mark Webber nelle qualifiche, seguito da Fernando Alonso e Felipe Massa. Alla partenza Alonso riesce a superare Webber e le posizioni rimangono invariate fino al 15º giro, quando entra in pista la safety car a causa dei detriti dell'alettone di Vitantonio Liuzzi rimasti in traiettoria. Tutti si fermano per effettuare il cambio gomme, tranne Webber. Alla ripartenza, Vettel lascia troppo spazio tra sé e l'australiano e per questo viene penalizzato con un drive-through, che lo fa retrocedere in 3ª posizione e al 24º giro si ritira Lewis Hamilton, leader del mondiale. Webber effettua il suo cambio gomme al 43º giro e ha un vantaggio sufficiente per rimanere davanti ad Alonso e Vettel. L'australiano vince il Gran Premio e si porta in testa alla classifica piloti, con 4 punti di vantaggio su Hamilton, seguito da Vettel, Jenson Button e Alonso. Nel mondiale costruttori la Red Bull scavalca la McLaren con 8 punti di vantaggio, al 3º posto rimane la Scuderia Ferrari distanziata di 74 punti.

Gran Premio del Belgio[116][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Belgio 2010.
Lucas Di Grassi a Spa.

Quando scatta il semaforo verde, il poleman Mark Webber ha un'indecisione e viene sfilato da Lewis Hamilton, Robert Kubica e Jenson Button ma già nel corso del primo giro la pioggia si fa sentire: l'acqua iniziata a cadere nel tratto finale della pista costringe tutti i "big" a un lungo nel rettilineo che porta alla chicane che immette ai box e al rettifilo d'arrivo. Nella concitazione, Fernando Alonso viene tamponato da Rubens Barrichello, lo spagnolo torna ai box e ne approfitta per montare gomme intermedie, sperando nella pioggia più copiosa. La safety car, uscita per motivi di sicurezza sembra favorirlo ma in realtà non è così perché la pista rimane asciutta e l'iberico è costretto a un'altra sosta per tornare alle gomme precedenti che lo fa sprofondare in coda al gruppo.

Quando la safety car esce dalla scena, la gara viene condotta da Hamilton seguito dal compagno di squadra Button e il tedesco Vettel: al giro 15 l'alfiere della Red Bull tenta un sorpasso azzardato nei confronti del biondo inglese della McLaren e lo centra in pieno, costringendolo al ritiro. Vettel viene penalizzato con un drive-through e torna al centro del gruppo ma a seguito di un contatto con Liuzzi fora una gomma ed è costretto a rimanere nelle retrovie. Del contatto Button-Vettel ne approfitta Kubica per issarsi in seconda posizione, davanti a Webber e Massa.

Le due McLaren Mercedes sono le uniche monoposto a non cambiare pneumatici in vista della pioggia e questa strategia sembra pagare quando, intorno alla 33ª tornata, ricomincia a piovere in modo copioso: Hamilton va fuori pista e rischia di ritirarsi ma riesce a evitare le barriere di protezione e a tornare sull'asfalto in prima posizione. A questo punto tutti optano per le gomme da bagnato ma ai box la confusione regna sovrana: prima Kubica va lungo e quasi investe un suo meccanico, venendo così superato da Webber, Alonso si rende protagonista di un testacoda che lo costringe al ritiro nel 38º giro. Torna in pista la Safety car e quando la vettura di sicurezza esce al giro 40 i piloti si dimostrano prudenti e amministrano le loro posizioni, non si vedono attacchi se non quello di Nico Rosberg che strappa al compagno di squadra Schumacher la 6ª posizione.

Pedro de la Rosa va sulla ghiaia mentre è 10º e si fa sorpassare da Algersuari e Liuzzi che iniziano a lottare per l'ultima posizione utile per andare a punti, il duello viene vinto dallo spagnolo, che però a fini gare viene penalizzato di 20 per aver tagliato una chicane. Vince Lewis Hamilton, in testa alla corsa per tutti i 44 giri e autore anche del giro più veloce, che torna così in testa al campionato piloti. Il secondo posto di Webber consente alla Red Bull di essere ancora prima nel mondiale costruttori, seppur con una sola lunghezza di vantaggio sulla McLaren. Chiude il podio un buon Kubica, punti iridati anche per Massa, Sutil, Rosberg, Schumacher, Kobayashi, Petrov e Liuzzi.

Gran Premio d'Italia[117][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Italia 2010.
La Lotus di Kovalainen nella pit-lane di Monza.

Alla partenza Fernando Alonso non sfrutta la sua pole e si fa superare da Jenson Button, che prende il comando della gara. Alla prima variante Alonso e Felipe Massa si toccano, senza conseguenze. Lewis Hamilton riesce a installarsi in quarta posizione dopo la brutta partenza di Vettel, ma dopo un contatto con Massa alla Variante della Roggia finisce sulla ghiaia ed è costretto al ritiro.

La gara è dominata dal terzetto che si forma al comando con i due ferraristi, che riescono a non perdere terreno dal battistrada britannico. Il momento decisivo della gara è al giro 36, quando Button si ferma al pit stop. Il giro dopo è il turno di Alonso, che riesce a tornare in pista in testa grazie a un pit stop più veloce di quello del pilota inglese. Dietro Vettel supera Nico Rosberg ed è autore di una curiosa strategia che lo fa fermare per il cambiogomme obbligatorio solo all'ultima tornata.

Alonso a tre giri dal termine, al momento del doppiaggio di Pedro de la Rosa, taglia la prima variante ma riesce a tornare sull'asfalto senza problemi. Infine lo spagnolo riesce a vincere il gran premio, passando in terza posizione nella classifica piloti, superando Button e Vettel, arrivati rispettivamente secondo e quarto. Massa arriva terzo. Punti anche per Rosberg, Webber, che nonostante il sesto posto riesce a tornare in testa al mondiale, Hulkenberg, Kubica, Schumacher e Barrichello.

Gran Premio di Singapore[118][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Singapore 2010.
Robert Kubica sulla Renault a Singapore.

Alonso conquista la seconda pole position (consecutiva) della stagione. La partenza avviene in modo regolare, con nessun cambiamento di posizioni nelle prime file. Nell'angusto circuito avvengono però diversi contatti: in uno di questi, Liuzzi danneggia la sua sospensione posteriore sinistra; prosegue per qualche chilometro ma è presto costretto al ritiro. La vettura ferma in una posizione pericolosa costringe l'entrata della safety car: molti piloti ne approfittano per effettuare un cambio gomme. Alla ripartenza i primi scappano via, mentre nelle retrovie piloti come Massa rimangono rallentati dalla vettura di Glock.

Alonso e Vettel prendono distanza dagli inseguitori, marcandosi nell'eseguire giri più veloci. Entrambi eseguono il cambio gomme contemporaneante, congelando le posizioni di testa; Webber intanto scavalca le McLaren ai pit stop. Al 30º giro Kobayashi va a sbattere a muro in un tratto molto stretto; Bruno Senna, poco dietro, non riesce a evitare l'auto, incastrandosi contro le barriere. La safety car viene di nuovo chiamata in pista. Alla ripartenza, Webber e Hamilton sono in lotta per la terza posizione; complice un doppiaggio difficile, Hamilton riesce a guadagnare qualche metro sul rettilineo verso la curva 7, curva alla quale i due entrano in collisione. L'inglese è costretto al ritiro. Nessuna sanzione viene comminata all'australiano. A fine gara però la Bridgestone scoprirà un cerchione sfilato sulla ruota anteriore destra della Red Bull: secondo i tecnici giapponesi, il danno avrebbe rischiato di provocare la perdita di pressione dello pneumatico e il conseguente ritiro del pilota.

Un altro duello fra Michael Schumacher e Heidfeld provoca al giro successivo il ritiro di quest'ultimo. La gara poi prosegue normalmente fino al termine; gli ultimi giri vedono numerosi sorpassi di Robert Kubica, grazie alle gomme nuove sostituite dopo una foratura mentre si trovava 6º posto, che lo portano al 7º posto e l'esplosione del propulsore di Heikki Kovalainen, che lascia la vettura fumante sul rettilineo d'arrivo. Alonso celebra la sua seconda vittoria consecutiva, mentre la Red Bull aumenta il distacco nella classifica costruttori. Per lo spagnolo è il primo Grand Chelem della carriera, ossia pole, vittoria e gara condotta dall'inizio al termine della gara (l'ultimo, in ordine di tempo, fu quello di Michael Schumacher nel Gran Premio d'Ungheria 2004).

Gran Premio del Giappone[119][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Giappone 2010.
I tre piloti sul podio, Vettel, Webber e Alonso a Suzuka.

Il personale della Scuderia Ferrari espone il lutto al braccio per la morte di quattro militari italiani in Afghanistan; sulla vettura viene listato a lutto il tricolore. Lucas Di Grassi esce di pista nel giro di ricognizione, danneggiando la vettura e non prendendo così parte alla gara.

Alla partenza Robert Kubica passa Mark Webber e si pone secondo dietro a Sebastian Vettel; a centro gruppo Nico Rosberg è autore invece di una brutta partenza mentre Vitalij Petrov tocca la vettura di Nicolas Hülkenberg e va a sbattere volentemente contro il muretto. Alla prima curva invece un incidente elimina Vitantonio Liuzzi e Felipe Massa.

Entra così la safety car; ne approfittano alcuni piloti nelle retrovie per il cambiogomme. Dietro la vettura di sicurezza Kubica è presto costretto al ritiro per la perdita di una ruota. Col ritiro del pilota polacco, nelle prime cinque posizioni, si ritrovano i cinque piloti ancora in lizza per il titolo: le due Red Bull seguite da Alonso e dalle due McLaren.

La situazione è congelata con le due Red Bull che imprimono un ritmo serrato alla gara. Tra il 23º e il 25º quattro dei cinque di testa vanno ai box per il cambiogomme obbligatorio. Passa così in testa Jenson Button che ha optato per una diversa strategia, essendo partito con gomme dure. Più dietro Schumacher tallona il compagno di scuderia Nico Rosberg, senza però riuscire a superarlo.

Il ritmo di Button però non è sufficiente a garantirgli un margine di sicurezza nei confronti degli inseguitori e, dopo il suo pit stop, cade in quinta posizione. Hamilton, ora quarto, cerca di alzare il ritmo di gara per avvicicnarsi ad Alonso ma al 40º giro comunica ai box che la quarta marcia è fuori uso. Quattro giri dopo viene passato da Button. Negli ultimi giri è protagonista Kamui Kobayashi che, con gomme morbide, è autore di una bella serie di sorpassi che lo portano in settima posizione, complice anche un incidente di Rosberg, causato ancora da una perdita di una ruota.

Vince Sebastian Vettel, per l'ottava volta in carriera, davanti a Mark Webber e Fernando Alonso. Il tedesco della Red Bull affianca al secondo posto in classifica lo spagnolo, a 14 punti dal capoclassifica Webber, Mentre la Red Bull porta il suo vantaggio a 45 punti sulla McLaren.

Gran Premio di Corea[120][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Corea 2010.
Nick Heidfeld è arrivato nono in Corea.

La temuta pioggia arriva sul circuito, tanto che la partenza viene ritardata di 10 minuti. La gara inizia dietro safety car ma dopo tre giri, a causa della scarsa visibilità dovuta alla molta acqua sollevata dalle vetture, viene esposta la bandiera rossa.

La gara viene ripresa, sempre dietro la safety car, solo dopo circa un'ora, col rischio che l'oscurità della sera piombi sul circuito negli ultimi giri. Le condizioni della pista, rese difficili anche a causa del poco tempo passato dalla stesura dell'asfalto che trasuda olio per la forte pioggia, non sono migliorate di molto; Hamilton comunica alla scuderia la sua volontà di partire mentre sono più pessimisti sulle condizioni della pista Button e Webber. La vettura di sicurezza guida comunque il gruppo per 17 giri.

Alla ripartenza le due Mercedes sono subito protagoniste con Nico Rosberg che passa Lewis Hamilton e Michael Schumacher su Robert Kubica. Nel giro seguente Mark Webber, nella parte finale del circuito, va largo, tocca l'erba, e perde il controllo della vettura che va a sbattere sul muretto, sul lato opposto della pista. La vettura carambola sul tracciato e viene investita da quella di Rosberg. Entrambi i piloti sono costretti al ritiro, e l'incidente costringe nuovamente all'entrata la safety car.

Si riparte al giro 23 con Vettel davanti ad Alonso e Hamilton. Schumacher passa anche Jenson Button e si installa al sesto posto. Le pioggia cala d'intensità e Button e Sutil decidono di montare gomme intermedie. Il campione del mondo in carica però rientra dietro un gruppo di vetture più lente e vede definitivamente compromessa la sua rimonta.

Al 32º giro un incidente tra Sébastien Buemi e Timo Glock porta nuovamente la vettura di sicurezza in pista. Molti piloti vanno a cambiare le gomme. Problemi tecnici nel pit stop per Fernando Alonso, che viene superato così da Hamilton. La gara riprende dopo tre giri. Hamilton va lungo alla prima curva e deve cedere la posizione nuovamente al ferrarista. Nelle retrovie Liuzzi passa Kobayashi ed entra nella zona punti.

Pochi giri dopo incidente per Petrov, mentre è settimo. Questa volta nella zona dell'incidente la via di fuga è larga e la gara può proseguire regolarmente. Comanda sempre Vettel, davanti ad Alonso, Hamilton, Massa e Schumacher. Vettel informa la scuderia di problemi ai freni e, al giro 45, è costretto a vedere passare Alonso e Hamilton a causa di un problema al motore che lo costringe, poco dopo, al ritiro. Sulla sua vettura si scatena un principio d'incendio che lo stesso pilota spegne utilizzando un estintore passatogli dagli steward.

Negli ultimi giri vi sono vari cambiamenti nelle posizioni di ricalzo dovute al ritiro di Sutil e ai sorpassi di Liuzzi su Barrichello, alla sosta di Nicolas Hülkenberg e alla lotta tra Heidfeld e Algersuari. Vince Alonso che si porta in testa alla classifica mondiale (26 esima vittoria per lo spagnolo), davanti a Hamilton e Massa, che torna a podio dopo Monza.

Gran Premio del Brasile[121][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 2010.
Hülkenberg ha ottenuto la pole position con la Williams in Brasile. La scuderia inglese non otteneva una pole position dal Gran Premio d'Europa 2005, 102 gare precedenti a questa.

La domenica il cielo è sereno e la pista perfettamente asciutta. Tra i 24 piloti c'è anche Jenson Button, che la sera della vigilia è scappato a un tentativo di aggressione, nel tragitto tra l'autodromo e l'hotel.

Alla partenza Sebastian Vettel infila alla prima curva Nico Hülkenberg e si porta in testa alla gara; alla Subida do lago è il turno dell'altro pilota Red Bull, Mark Webber, a passare il tedesco partito in pole. Dietro è battaglia tra Fernando Alonso e Lewis Hamilton per la quarta posizione: la spunta lo spagnolo dopo un'indecisione dell'inglese, sempre alla Subida do lago. Nelle retrovie si gira Vitaly Petrov, mentre Christian Klien non si schiera e resta ai box per un problema tecnico alla sua vettura. Riparte solo al quinto giro.

Hülkenberg resiste agli assalti di Alonso fino al sesto giro, poi è costretto a cedere un'altra posizione. Jenson Button, decimo, decide al giro 11 di anticipare il cambio gomme. Lo imita il giro seguente Felipe Massa, che è ottavo. Una piccola imperfezione dell'avvitamento di una ruota rallenta però il brasiliano che all'uscita dai box è superato dallo stesso Button. Massa è costretto a rientrare ai box, nuovamente, il giro seguente.

Al giro 14 va a cambiare pneumatici anche Hülkenberg, che fino a quel momento era riuscito a respingere gli assalti di Hamilton. Sei giri dopo è Hamilton ad andare al pit, seguito quattro giri dopo da Alonso. Le posizioni restano però congelate anche dopo le soste di Vettel e Webber, sempre primo e secondo, davanti ad Alonso e Hamilton. La strategia migliore si rivela quella di Button che al 30º giro è scalato al quinto posto, dopo un sorpasso su Kamui Kobayashi. Il nipponico viene passato anche da Nico Rosberg, nei giri seguenti.

La fila dei doppiati permette a Webber di avvicinarsi a Vettel, ma sempre a una distanza che non consente di effettuare tentativi di soprasso. La gara si ravviva al 51º giro, a causa dell'entrata della Safety car dovuta a un incidente di Vitantonio Liuzzi alla S do Senna. Il gruppo si ricompatta e molti piloti, come al solito, sfruttano il momento per il cambio degli pneumatici. La ripartenza è data dopo 4 giri ma la presenza di due vetture di doppiati tra Vettel e Webber non consente all'australiano di attaccare il compagno di scuderia.

Sebastian Vettel vince così per la nona volta in carriera, 14ª per la Red Bull che si aggiudica il mondiale costruttori, con una gara d'anticipo. Alonso, terzo, rimane in testa alla classifica piloti, con 8 lunghezze di vantaggio su Webber e 15 su Vettel; Hamilton, giunto quarto, è distanziato di 24 punti, ancora comunque matematicamente in corsa per il titolo.

Gran Premio di Abu Dhabi[122][modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Abu Dhabi 2010.
Sebastian Vettel ad Abu Dhabi. Il tedesco vincerà qui il suo primo titolo iridato.

Sebastian Vettel mantiene la prima posizione alla partenza, seguito da Lewis Hamilton e Jenson Button, che alla prima curva ha superato Fernando Alonso. Nel corso del primo giro, alla staccata della curva 6 Michael Schumacher è autore di un testacoda; resta in mezzo la pista e viene centrato dalla vettura di Vitantonio Liuzzi, che gli sfiora il casco. È necessaria l'entrata della safety car, che guida il gruppo per 5 giri. Le vetture quando tornano nel luogo dell'incidente nei giri dietro la vettura di sicurezza non passano sulla pista utilizzata dalla gara ma si servono di una variante esterna.

Durante questi giri vanno a rifornire molti piloti, tra cui Vitalij Petrov e Nico Rosberg. Alla ripartenza Robert Kubica passa Adrian Sutil portandosi così al nono posto. Nei giri seguenti Vettel imprime un ritmo veloce alla gara, che il solo Hamilton è in grado di reggere. Dietro c'è Button, seguito da Alonso e Webber. L'australiano con la ruota esterna destra colpisce le barriere ma può proseguire. Lo stesso Webber si ferma per il cambio gomme al giro 11.

Al giro 13 pit-stop per Massa, che però si ritrova sedicesimo, dietro a Jaime Alguersuari, senza essere in grado di passarlo. Al 15º giro è il turno di Alonso ai box: rientra in pista davanti a Webber, al 12º posto. Lo spagnolo nei giri seguenti colma il gap su Petrov, ma non trova lo spunto per un sorpasso. Tra i giri 23 e 24 vanno ai box i due battistrada, ma Hamilton non riesce a sopravanzare Vettel; in testa la gara c'è ora Button. Kubica passa Kobayashi e si installa al terzo posto.

Nei giri seguenti Hamilton mette pressione a Kubica ma senza passare, mentre Vettel rosicchia il vantaggio di Button. Nelle retrovie Alonso è sempre fermato da Petrov, pur migliorando la sua posizione grazie al pit-stop di chi ancora non si è fermato. Al 39º giro è il turno di Button, che rientra dietro Hamilton. Ora è nuovamente Vettel a comandare la corsa. Pochi giri dopo è Kubica a cambiare le gomme, ma grazie al buon margine sugli inseguitori può rientrare in pista sesto.

Vettel vince così la gara, davanti alle due McLaren di Hamilton e Button. Alonso è solo settimo, Webber ottavo. Il tedesco della RBR diventa così il più giovane campione del mondo piloti nella storia della Formula 1, a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. Diviene campione dopo essere stato in testa alla classifica solo all'ultima gara della stagione, come John Surtees nel 1964 e James Hunt nel 1976.

Risultati e classifiche[modifica | modifica sorgente]

Risultato dei Gran Premi[modifica | modifica sorgente]

Gran Premio Circuito Data Pole position Giro veloce Pilota vincitore Team vincitore Resoconto
1 Bahrein Gran Premio del Bahrain Sakhir 14 marzo Germania Sebastian Vettel Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari Resoconto
2 Australia Gran Premio di Australia Melbourne 28 marzo Germania Sebastian Vettel Australia Mark Webber Regno Unito Jenson Button Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
3 Malesia Gran Premio della Malesia Sepang 4 aprile Australia Mark Webber Australia Mark Webber Germania Sebastian Vettel Austria RBR-Renault Resoconto
4 Cina Gran Premio di Cina Shanghai 18 aprile Germania Sebastian Vettel Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito Jenson Button Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
5 Spagna Gran Premio di Spagna Barcellona 9 maggio Australia Mark Webber Regno Unito Lewis Hamilton Australia Mark Webber Austria RBR-Renault Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco Montecarlo 16 maggio Australia Mark Webber Germania Sebastian Vettel Australia Mark Webber Austria RBR-Renault Resoconto
7 Turchia Gran Premio di Turchia Istanbul Park 30 maggio Australia Mark Webber Russia Vitalij Petrov Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada Montreal 13 giugno Regno Unito Lewis Hamilton Polonia Robert Kubica Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
9 Europa Gran Premio d'Europa Circuito urbano di Valencia 27 giugno Germania Sebastian Vettel Regno Unito Jenson Button Germania Sebastian Vettel Austria RBR-Renault Resoconto
10 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Silverstone 11 luglio Germania Sebastian Vettel Spagna Fernando Alonso Australia Mark Webber Austria RBR-Renault Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania Hockenheimring 25 luglio Germania Sebastian Vettel Germania Sebastian Vettel Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari Resoconto
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Hungaroring 1º agosto Germania Sebastian Vettel Germania Sebastian Vettel Australia Mark Webber Austria RBR-Renault Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Spa 29 agosto Australia Mark Webber Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito McLaren-Mercedes Resoconto
14 Italia Gran Premio d'Italia Monza 12 settembre Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari Resoconto
15 Singapore Gran Premio di Singapore Singapore Street Circuit 26 settembre Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Suzuka 10 ottobre Germania Sebastian Vettel Australia Mark Webber Germania Sebastian Vettel Austria RBR-Renault Resoconto
17 Corea del Sud Gran Premio di Corea Sud Jeolla 24 ottobre Germania Sebastian Vettel Spagna Fernando Alonso Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari Resoconto
18 Brasile Gran Premio del Brasile Interlagos 7 novembre Germania Nico Hülkenberg Regno Unito Lewis Hamilton Germania Sebastian Vettel Austria RBR-Renault Resoconto
19 Emirati Arabi Uniti Gran Premio di Abu Dhabi Yas Marina Circuit 14 novembre Germania Sebastian Vettel Regno Unito Lewis Hamilton Germania Sebastian Vettel Austria RBR-Renault Resoconto

Risultato delle qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Pilota BHR Bahrein AUS Australia MAL Malesia CIN Cina SPA Spagna MON Monaco TUR Turchia CAN Canada EUR Europa GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia SIN Singapore GIA Giappone COR Corea del Sud BRA Brasile ABU Emirati Arabi Uniti
1 Regno Unito Jenson Button 8 4 17 5 5 8 4 5 7 14 5 11 5 2 4 6 7 11 4
2 Regno Unito Lewis Hamilton 4 11 20 6 3 5 2 1 3 4 6 5 2 5 3 3* 4 4 2
3 Germania Michael Schumacher 7 7 8 9 6 7 5 13 15 10 11 14 11# 12 9 10 9 8 8
4 Germania Nico Rosberg 5 6 2 4 8 6 6 10 12 5 9 6 12* 7 7 7 5 13 9
5 Germania Sebastian Vettel 1 1 3 1 2 3 3 3 1 1 1 1 4 6 2 1 1 2 1
6 Australia Mark Webber 6 2 1 2 1 1 1 2* 2 2 4 2 1 4 5 2 2 3 5
7 Brasile Felipe Massa 2 5 21 7 9 4 8 7 5 7 3 4 6 3 24 12 6 9 6
8 Spagna Fernando Alonso 3 3 19 3 4 24 12 4 4 3 2 3 10 1 1 5 3 5 3
9 Brasile Rubens Barrichello 11 8 7 11 18 9 15 11 9 8 8 12 7 10 6 8 10 6 7
10 Germania Nicolas Hülkenberg 13 15 5 16 13 11 17 12 8 13 10 10 9 8 12* 9 11 1 15
11 Polonia Robert Kubica 9 9 6 8 7 2 7 8 6 6 7 8 3 9 8 4 8 7 11
12 Russia Vitalij Petrov 17 18 11 14 14* 14 9 14 10 17 13 7 24 15* 13 13 15* 10 10
14 Germania Adrian Sutil 10 10 4 10 11 12 11 9 13 11 14* 13 8 11 16 15 14 18* 13
15 Italia Vitantonio Liuzzi 12 13 10 18 17 10 18 6 14 15* 22 16 14 20 17 17 18 17 16
16 Svizzera Sébastien Buemi 15 12 13 13 15 13 14 15 11 16 17 15 15 14 14 18 17 15* 18
17 Spagna Jaime Alguersuari 18 17 14 12 16 17 16 16 17 18 16 17 13 16 11 16 16 14 17
18 Italia Jarno Trulli 20 20 18 20 19 19 19 20 19 21 18 21 18 18 21 19 19 20 19
19 Finlandia Heikki Kovalainen 21 19 15 21 20 18 20 19 20 19 19 20 16 19 19 20 21 21 20
20 India Karun Chandhok 24 24 22 24* 23* 23 24 24 23 23
Giappone Sakon Yamamoto 23 24 21 24 24 23
Austria Christian Klien 22 23 24
21 Brasile Bruno Senna 23 23 23 23 24 22 22 22 24 21 23 20 23 23 23 24 24 23
Giappone Sakon Yamamoto 24
22 Spagna Pedro de la Rosa 14 14 12 17 12 15 13 17 16 9 15 9 22 17
Germania Nick Heidfeld 15 11 13 16 14
23 Giappone Kamui Kobayashi 16 16 9 15 10 16 10 18 18 12 12 18* 19 13 10 14 12 12 12
24 Germania Timo Glock 19 21 16 19 21* 20 21 21 22 20 24* 19 17 21* 18 22 20 19 21
25 Brasile Lucas Di Grassi 22 22 24 22 22* 21 23 23 21 22 23* 22 23 22 20 21 22 22 22
Pilota BHR Bahrein AUS Australia MAL Malesia CIN Cina SPA Spagna MON Monaco TUR Turchia CAN Canada EUR Europa GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia SIN Singapore GIA Giappone COR Corea del Sud BRA Brasile ABU Emirati Arabi Uniti
  • * Indica quei piloti che per penalità sono stati retrocessi di cinque posizioni sulla griglia di partenza.
  • # Indica quei piloti che per penalità sono stati retrocessi di dieci posizioni sulla griglia di partenza.

Classifica piloti[modifica | modifica sorgente]

Pos. Pilota Flag of Bahrain.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti
1 Germania Sebastian Vettel 4 Rit 1 6 3 2 Rit 4 1 7 3 3 15 4 2 1 Rit 1 1 256
2 Spagna Fernando Alonso 1 4 13 * 4 2 6 8 3 8 14 1 2 Rit 1 1 3 1 3 7 252
3 Australia Mark Webber 8 9 2 8 1 1 3 5 Rit 1 6 1 2 6 3 2 Rit 2 8 242
4 Regno Unito Lewis Hamilton 3 6 6 2 14 * 5 1 1 2 2 4 Rit 1 Rit Rit 5 2 4 2 240
5 Regno Unito Jenson Button 7 1 8 1 5 Rit 2 2 3 4 5 8 Rit 2 4 4 12 5 3 214
6 Brasile Felipe Massa 2 3 7 9 6 4 7 15 11 15 2 4 4 3 8 Rit 3 15 10 144
7 Germania Nico Rosberg 5 5 3 3 13 7 5 6 10 3 8 Rit 6 5 5 17 * Rit 6 4 142
8 Polonia Robert Kubica 11 2 4 5 8 3 6 7 5 Rit 7 Rit 3 8 7 Rit 5 9 5 136
9 Germania Michael Schumacher 6 10 Rit 10 4 12 4 11 15 9 9 11 7 9 13 6 4 7 Rit 72
10 Brasile Rubens Barrichello 10 8 12 12 9 Rit 14 14 4 5 12 10 Rit 10 6 9 7 14 12 47
11 Germania Adrian Sutil 12 Rit 5 11 7 8 9 10 6 8 17 Rit 5 16 9 Rit Rit 12 13 47
12 Giappone Kamui Kobayashi Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 Rit 7 6 11 9 8 Rit Rit 7 8 10 14 32
13 Russia Vitalij Aleksandrovič Petrov Rit Rit Rit 7 11 13 * 15 17 14 13 10 5 9 13 11 Rit Rit 16 6 27
14 Germania Nicolas Hülkenberg 14 Rit 10 15 16 Rit 17 13 Rit 10 13 6 14 7 10 Rit 10 8 16 22
15 Italia Vitantonio Liuzzi 9 7 Rit Rit 15 * 9 13 9 16 11 16 13 10 12 Rit Rit 6 Rit Rit 21
16 Svizzera Sébastien Buemi 16 * Rit 11 Rit Rit 10 16 8 9 12 Rit 12 12 11 14 10 Rit 13 15 8
17 Spagna Pedro de la Rosa Rit 12 NP Rit Rit Rit 11 Rit 12 Rit 14 7 11 14 6
18 Germania Nick Heidfeld Rit 8 9 17 11 6
19 Spagna Jaime Alguersuari 13 11 9 13 10 11 12 12 13 Rit 15 Rit 13 15 12 11 11 11 9 5
20 Finlandia Heikki Kovalainen 15 13 NC 14 NP Rit Rit 16 Rit 17 Rit 14 16 18 16 12 13 18 17 0
21 Italia Jarno Trulli 17 * NP 17 Rit 17 15 * Rit Rit 21 16 Rit 15 19 Rit Rit 13 Rit 19 21 * 0
22 India Karun Chandhok Rit 14 15 17 Rit 14 * 20 * 18 18 19 0
23 Brasile Bruno Senna Rit Rit 16 16 Rit Rit Rit Rit 20 19 17 Rit Rit Rit 15 14 21 19 0
24 Brasile Lucas Di Grassi Rit Rit 14 Rit 19 Rit 19 19 17 Rit Rit 18 17 20 15 NP Rit NC 18 0
25 Germania Timo Glock Rit Rit Rit NP 18 Rit 18 Rit 19 18 18 16 18 17 Rit 14 Rit 20 Rit 0
26 Giappone Sakon Yamamoto 20 Rit 19 Rit 19 16 15 0
27 Austria Christian Klien Rit 22 20 0
Pos. Pilota Flag of Bahrain.svg Flag of Australia.svg Flag of Malaysia.svg Flag of the People's Republic of China.svg Flag of Spain.svg Flag of Monaco.svg Flag of Turkey.svg Flag of Canada.svg Flag of Europe.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Singapore.svg Flag of Japan.svg Flag of South Korea.svg Flag of Brazil.svg Flag of the United Arab Emirates.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica costruttori[modifica | modifica sorgente]

Pos. Costruttore Pilota BHR Bahrein AUS Australia MAL Malesia CIN Cina SPA Spagna MON Monaco TUR Turchia CAN Canada EUR Europa GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia SIN Singapore GIA Giappone COR Corea del Sud BRA Brasile ABU Emirati Arabi Uniti Punti
1 Austria RBR-Renault Vettel 4 Rit 1 6 3 2 Rit 4 1 7 3 3 15 4 2 1 Rit 1 1 498
Webber 8 9 2 8 1 1 3 5 Rit 1 6 1 2 6 3 2 Rit 2 8
2 Regno Unito McLaren-Mercedes Button 7 1 8 1 5 Rit 2 2 3 4 5 8 Rit 2 4 4 12 5 3 454
Hamilton 3 6 6 2 14* 5 1 1 2 2 4 Rit 1 Rit Rit 5 2 4 2
3 Italia Ferrari Massa 2 3 7 9 6 4 7 15 11 15 2 4 4 3 8 Rit 3 15 10 396
Alonso 1 4 13* 4 2 6 8 3 8 14 1 2 Rit 1 1 3 1 3 7
4 Germania Mercedes Schumacher 6 10 Rit 10 4 12 4 11 15 9 9 11 7 9 13 6 4 7 Rit 214
Rosberg 5 5 3 3 13 7 5 6 10 3 8 Rit 6 5 5 17* Rit 6 4
5 Francia Renault Kubica 11 2 4 5 8 3 6 7 5 Rit 7 Rit 3 8 7 Rit 5 9 5 163
Petrov Rit Rit Rit 7 11 13* 15 17 14 13 10 5 9 13 11 Rit Rit 16 6
6 Regno Unito Williams-Cosworth Barrichello 10 8 12 12 9 Rit 14 14 4 5 12 10 Rit 10 6 9 7 14 12 69
Hülkenberg 14 Rit 10 15 16 Rit 17 13 Rit 10 13 6 14 7 10 Rit 10 8 16
7 India Force India-Mercedes Sutil 12 Rit 5 11 7 8 9 10 6 8 17 Rit 5 16 9 Rit Rit 12 13 68
Liuzzi 9 7 Rit Rit 15 9 13 9 16 11 16 13 10 12 Rit Rit 6 Rit Rit
8 Svizzera BMW Sauber-Ferrari de la Rosa Rit 12 NP Rit Rit Rit 11 Rit 12 Rit 14 7 11 14 44
Kobayashi Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 Rit 7 6 11 9 8 Rit Rit 7 8 10 14
Heidfeld Rit 8 9 17 11
9 Italia STR-Ferrari Buemi 16* Rit 11 Rit Rit 10 16 8 9 12 Rit 12 12 11 14 10 Rit 13 15 13
Alguersuari 13 11 9 13 10 11 12 12 13 Rit 15 Rit 13 15 12 11 11 11 9
10 Malesia Lotus-Cosworth Trulli 17* NP 17 Rit 17 15* Rit Rit 21 16 Rit 15 19 Rit Rit 13 Rit 19 21* 0
Kovalainen 15 13 NC 14 NP Rit Rit 16 Rit 17 Rit 14 16 18 16 12 13 18 17
11 Spagna HRT-Cosworth Chandhok Rit 14 15 17 Rit 14* 20* 18 18 19 0
Senna Rit Rit 16 16 Rit Rit Rit Rit 20 19 17 Rit Rit Rit 15 14 21 19
Yamamoto 20 Rit 19 20 19 16 15
Klien Rit 22 20
12 Regno Unito Virgin-Cosworth Glock Rit Rit Rit NP 18 Rit 18 Rit 19 18 18 16 18 17 Rit 14 Rit 20 Rit 0
Di Grassi Rit Rit 14 Rit 19 Rit 19 19 17 Rit Rit 18 17 20 15 NP Rit NC 18
Pos. Costruttore Pilota BHR Bahrein AUS Australia MAL Malesia CIN Cina SPA Spagna MON Monaco TUR Turchia CAN Canada EUR Europa GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia SIN Singapore GIA Giappone COR Corea del Sud BRA Brasile ABU Emirati Arabi Uniti Punti
Colore Risultati
Oro Vincitore
Argento 2º posto
Bronzo 3º posto
Verde Finita, a punti
Blu Finita, senza punti
Finita, non classificato (NC)
Viola Non finita (Rit)
Rosso Non qualificato (NQ)
Non pre-qualificato (NPQ)
Nero Squalificato (SQ)
Bianco Non partito (NP)
Celeste Disputa solo le prove (SP)
Iscritto alle prove libere - Terzo pilota (TP)
- dal 2003 al 2006
Vuoto Non prende parte alle prove (NPR)
Iscritto ma non presente, non arrivato (NA)
Ritirato prima dell'evento (WD)
Infortunato (INF)
Escluso (ES)
Gara cancellata (C)

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Test post-stagionali[modifica | modifica sorgente]

Il Circuito di Yas Marina ospita il 16 e 17 novembre il Young Driver Test, riservato a giovani piloti. Nei giorni seguenti invece vengono effettuati dei test per saggiare le coperture Pirelli, che verranno utilizzate nel 2011.[123]

Il Young Driver Test si articola in quattro turni suddivisi su due giornate. In tutti e quattro i turni il pilota più rapido è l'australiano Daniel Ricciardo, che testa una RBR-Renault. Nell'ultima sessione Ricciardo abbassa il suo tempo a 1'38"102, di ben un secondo e due decimi più veloce di quello fatto segnare dal poleman della gara disputata pochi giorni sullo stesso circuito, Sebastian Vettel, anche lui su Red Bull-Renault. Anche il secondo e terzo miglior tempo dell'ultima sessione, fatti segnare rispettivamente da Jérôme d'Ambrosio su Renault e da Sam Bird su Mercedes, risultano migliori della pole di Vettel. Queste prestazioni sono spiegabili con la migliore gommatura della pista e per la mancanza dei piloncini di gomma, che durante il weekend della gara non consentivano ai piloti di tagliare alcune curve in maniera più netta.[124]

Il 19 e 20 novembre vengono effettuati i primi test con le nuove coperture Pirelli, fornitore unico dal campionato 2011. Nel primo giorno il tempo migliore è fatto da Felipe Massa su Ferrari in 1'40"170, tempo di circa sette decimi più alto di quello della pole fatto segnare la settimana precedente. Dietro al brasiliano c'è Sebastian Vettel su RBR-Renault e Gary Paffett su McLaren-Mercedes.[125]

Il giorno seguente il miglior tempo è fatto segnare dall'altro ferrarista Fernando Alonso in 1'40"529, davanti a Vettel e Rubens Barrichello su Williams-Cosworth.[126]

Note[modifica | modifica sorgente]

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  126. ^ Massimo Costa, Abu Dhabi - 2º giorno:Alonso è il più veloce dopo il flop, italiaracing.net, 20-11-2010. URL consultato il 22-11-2010.

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