Gran Premio di Formula 1

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: Formula 1.

Lo scatto delle vetture in prima fila, alla partenza del Gran Premio d'Olanda 1965.

Un Gran Premio di Formula 1 è una competizione automobilistica che si disputa nell'arco di un intero fine settimana, con due sessioni libere di prove al venerdì, una sessione libera e le prove ufficiali il sabato, e la gara la domenica. Questo schema è tipico delle gare nelle altre serie della FIA (come la GP2) studiato per intrattenere il pubblico televisivo e quello presente nei circuiti.

Sessioni di prove libere[modifica | modifica sorgente]

Questo evento inizia normalmente il venerdì (con la sola eccezione del Gran Premio di Monaco quando inizia il giovedì) con due sessioni di prove libere, dalle 10:00 alle 11:30 e dalle 14:00 alle 15:30, che serve ai piloti per studiare le traiettorie e per le scuderie nel fare esperimenti con le vetture sulla migliore configurazione possibile adatta per quel circuito.

Fino alla stagione 2006 i sette team meno competitivi del lotto, basati sulla classifica precedente del Campionato Costruttori avevano la possibilità di schierare un terzo pilota durante tali sessioni. Dalla stagione 2007 questa eventualità non è più possibile e le terze guide rimangono a disposizione soltanto per le sessioni di test. Inoltre la sua durata è aumentata da 60 a 90 minuti. Un'altra sessione libera viene tenuta al sabato dalle 11:00 alle 12:00.

Tutti i piloti titolari (due per ogni squadra) sono tenuti a partecipare alle sessioni di prove libere, pena la non inclusione in quelle ufficiali. Se un pilota incorre in infrazioni di qualsiasi tipo durante queste sessioni, tutti i tempi che otterrà durante la sessione ufficiale del sabato verranno decurtati di un numero di secondi scelto dalla direzione di gara e dalla Federazione, a seconda della gravità dell'infrazione commessa.

Sessione ufficiale di qualificazione[modifica | modifica sorgente]

Il sabato alle 14:00 si tiene la sessione ufficiale di qualifica per determinare l'ordine di partenza della gara.

Non qualificato[modifica | modifica sorgente]

Dalla stagione 2007 soltanto undici team sono ammessi a partecipare al Campionato del Mondo, e ciascuno può far gareggiare due macchine per un totale di 22 vetture in pista. Dalla stagione 2008 è ammessa una dodicesima squadra che fa portare il numero delle vetture a 24, che è anche, secondo il regolamento ufficiale, il numero massimo consentito di iscrizioni possibili.

Nei periodi precedenti nella storia della Formula 1 il numero di vetture iscritte eccedeva largamente il numero permesso, e poteva variare di gara in gara secondo la disponibilità del circuito nel quale si svolgeva il gran premio. Il Circuito di Montecarlo, per esempio, per molti anni ammetteva alla gara soltanto 20 vetture a causa della ristrettezza dello spazio nelle strade del Principato di Monaco. Dal 1950 in poi tutte le scuderie dovevano sottostare a due sessioni di qualifiche tenute al venerdì e sabato pomeriggio, fino al 1978 dalla durata di 45 minuti e dal 1979 aumentata a un'ora. In queste sessioni tutte le vetture erano libere di scendere in pista per tentare di ottenere il tempo migliore; quelle che avevano ottenuto i tempi peggiori, in ottemperanza alle disposizioni del circuito, non prendevano parte alla gara e il simbolo DNQ (Did Not Qualify, non qualificato) era la comune codifica per indicare i piloti esclusi dalla corsa.

L'era delle pre qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Negli ultimi anni ottanta e nei primi anni novanta il numero di vetture iscritte per disputare le gare crebbe a dismisura fino a raggiungere in qualche corsa le 38 presenze. A causa dei pericoli nell'avere un numero così alto di vetture in pista nello stesso momento, venne introdotta la sessione di pre-qualifica del venerdì, riservata a quelle scuderie che detenevano le prestazioni peggiori nei 6 mesi precedenti, inclusi molti nuovi team appena arrivati.

Solo le quattro vetture più veloci venivano ammessi alla sessione di qualifiche vera e propria del sabato, dove 30 vetture competevano per i 26 posti nella griglia di partenza per la gara. Le macchine meno veloci nelle sessioni di pre-qualifica venivano classificate con il simbolo DNPQ (Did Not Pre-Qualify, non pre-qualificato) e questo periodo terminò verso la metà degli anni novanta, quando molti piccoli team scomparvero dallo sport.

La regola del 107%[modifica | modifica sorgente]

Quando le vetture iscritte al campionato scesero sotto il numero di 26, la situazione divenne un po' più stabile e tutte le macchine venivano automaticamente fatte partecipare alla gara; non era più necessario escludere dalla gara le vetture più lente in prova. Dalla stagione 1993[1] venne fissato un limite al numero di giri (dodici, inclusi il giro di lancio e quello di rientro nella pit lane) che una vettura doveva compiere durante la sessione di qualifiche ufficiali per ottenere il miglior tempo.

La regola del 107% venne introdotta per prevenire la poca competitività di quei team dimostratisi poco performanti durante l'arco del campionato. Se una vettura andava oltre al 107% del tempo ottenuto dalla macchina in pole position, sottostante anche alla decisione discrezionale del commissario, tale vettura non prendeva parte alla gara. Alla fine della stagione 2002, quando la FIA stabilì per regolamento che non più di 10 scuderie (e un totale di 20 partenti) dovevano competere alla gara questa regola decadde automaticamente. Il ritorno del 107% nel 2011 dipende dai risultati dell'anno precedente delle nuove squadre, dato che si sono rivelate troppo lente sia nelle qualifiche che nella gara, causando disguidi alle vetture più veloci nei Gran premi. La prima vittima è la HRT con entrambi i piloti tagliati fuori dal Gran Premio d'Australia primo Gran premio dell'anno. Anche nell'anno successivo l'HRT dovrà saltare il gran premio di Australia per la stessa regola.

Il giro secco[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2003, nel tentativo di ridestare l'interesse del pubblico, le prove vengono distribuite in due giorni, il venerdì con un solo giro secco per ogni pilota basato sulla classifica del gran premio precedente (dal primo all'ultimo classificato) e il sabato con un'altra ora e un altro giro secco basato sulle posizioni del giorno precedente, però invertite: iniziava l'ultimo e terminava il primo. Nella stagione 2004 la regola venne mantenuta ma concentrata in un solo giorno, il sabato, alle ore 12:00 la prima e alle ore 13:00 la seconda.

Nella stagione 2005 invece si mantennero le due sessioni a giro secco di un'ora, ma spostate stavolta al sabato pomeriggio in assetto da qualifica a serbatoi scarichi e per la prima volta alla domenica in assetto gara col serbatoio pieno alle ore 12:00. Inoltre la composizione della griglia venne fatta per somma di tempi, e questa decisione scontentò pubblico e piloti contribuendo, secondo molti osservatori, ad affossare lo spettacolo e l'interesse.

La FIA, nel tentativo di porvi rimedio, rientra precipitosamente nei ranghi a partire dal Gran Premio d'Europa 2005 reintroducendo il giro secco, ma in assetto da corsa e con un solo turno di prova. Per la stagione 2006 il giro secco venne accantonato definitivamente e instaurato il sistema del knock-out tuttora vigente.

Knock-out[modifica | modifica sorgente]

Il sistema knock-out, consiste in tre fasi della durata di 20, 15 e 10 minuti ciascuno. In un primo momento, la sessione era fermata immediatamente alla fine: se le macchine erano impegnate in un giro valido, alla scadenza del quindicesimo minuto il loro tempo non veniva considerato valido. Da un certo punto della stagione, qualsiasi macchina, se è impegnata in un giro veloce durante l'esposizione della bandiera a scacchi ha modo di completare il giro e rendere valido il tempo ottenuto.

Nella prima fase, tutte le 24 vetture entrano in pista contemporaneamente per una sessione di qualifiche di 20 minuti. Conta soltanto il tempo più veloce, indipendentemente dal numero dei giri che compiono i vari piloti. Le sette macchine più lente non prendono parte alla seconda fase e vengono piazzate sulla griglia di partenza nelle ultime sette posizioni (dalla 18 alla 24) in base ai tempi ottenuti, che vengono resettati e non valgono nella seconda fase di 15 minuti. In questa seconda fase, 17 vetture entrano in pista contemporaneamente per un'altra sessione di 15 minuti. Alla fine, le ultime sette auto vengono eliminate dalla terza fase e classificate in griglia dalla posizione 11 alla 17 in base al tempo ottenuto.

I tempi ottenuti dalle dieci vetture rimaste vengono resettati e non valgono nella terza e ultima fase di qualifiche, dove vengono classificate dalla posizione 1 alla 10 in base ai tempi ottenuti. Il rifornimento di carburante nei 15 minuti finali delle prove è permesso soltanto alla condizione che i giri completati siano tutti almeno entro il 110% del loro tempo migliore; nel caso dei giri iniziati dalla pit-lane che prevedono un rientro immediato alla stessa è consentito non più del 120% del miglior tempo del pilota. Qualsiasi rifornimento che rientri oltre i termini del 110% del tempo migliore in prova non è consentito. La macchina e il pilota che ottiene il miglior tempo in quest'ultima sessione ottiene la cosiddetta Pole position.

Parco chiuso[modifica | modifica sorgente]

Dal 2003, oltre all'introduzione del giro secco in qualifica, venne istituito il Parco Chiuso.

Dopo le operazioni di peso durante la fine di ogni sessione di qualifica, libera o ufficiale, le scuderie sono tenute a fermare le macchine in una particolare sezione del paddock, prescelta dalla FIA, e conosciuta come "parco chiuso" (parc fermé in francese); da quel momento nessuno può lavorare sulla vettura, tranne manutenzioni di routine (pulizia e lavaggio), fino al rilascio dal parco per la gara alla mattina successiva.

Se una scuderia, per qualsiasi motivo, dovesse operare la sostituzione del motore prima del regime del parco chiuso e la partenza della griglia, vettura e pilota vengono retrocessi sul fondo dello schieramento; se operano cambiamenti sul telaio o aggiustamenti sulle sospensioni considerati significativi dalla Federazione, la vettura e il pilota partiranno dalla pit-lane.

Warm-Up[modifica | modifica sorgente]

Un altro cambiamento regolamentare della stagione 2003 è l'eliminazione del Warm-Up.

Difatti, fino al 2002, la domenica mattina si teneva una sessione di mezz'ora di prove libere, denominata warm-up che serviva per scaldare le vetture e sperimentare gli assetti da gara.

Queste venivano anche definite, Prove Libere 4.

Dal 2005 alla domenica mattina si tiene la seconda gara della serie GP2.

Gara[modifica | modifica sorgente]

La partenza di un Gran Premio di Formula 1 viene considerato generalmente il momento più affascinante della gara, e sotto alcuni aspetti anche il più rischioso.

La gara vera e propria di Formula 1 si tiene sempre di domenica pomeriggio, generalmente alle 14:00 ora locale.[1]

La durata della gara non può superare le due ore. Nel caso in cui non sia possibile concludere la corsa prima dello scadere del tempo limite, la barriera a scacchi verrà mostrata al termine del countdown delle due ore. Se la gara viene sospesa, il countdown si interrompe, ma viene riavviato alla ripartenza. In ogni caso l'evento non potrà durare più di quattro ore (compreso il tempo passato durante le eventuali interruzioni).

Procedura di partenza[modifica | modifica sorgente]

Dopo la procedura di liberazione delle vetture dal regime di parco chiuso si tiene la cerimonia di esecuzione dell'inno della nazione che ospita la gara. Questo viene sempre eseguito dal vivo e, in alcuni casi (su tutti, il Gran Premio degli Stati Uniti) viene anche cantato. La pit-lane si apre 30 minuti prima dell'inizio della gara le macchine possono uscire in pista e i piloti possono guidare a loro piacimento sul circuito. L'unico "obbligo" che hanno è quello di ritardare il più possibile il loro ingresso sulla griglia di partenza (in quel caso dovranno stare fermi), rientrando nella pit-lane quante volte desiderano. Nella pratica questo sistema sostituisce di fatto la vecchia sessione di warm-up della domenica mattina.

Le 10 luci di partenza della gara di F1. Le cinque rosse, dopo essersi accese una per una, si spengono tutte insieme per la partenza. Le due verdi si accendono per il giro di ricognizione. Le tre luci arancioni sono sempre lampeggianti a flash.

In ogni caso, i piloti devono essere nelle loro vetture e sul posto a loro assegnato in griglia 15 minuti prima dell'inizio della gara (alle 13:45), quando l'unica luce posta all'uscita della pit-lane da verde diventa rossa. Se una vettura, alla scadenza dei 15 minuti, dovesse per qualsiasi motivo rimanere dentro la pit-lane, il pilota dovrà partire da lì. Una volta che tutte le vetture si sono sistemate in griglia, i meccanici possono uscire sulla pista per dare gli ultimi ritocchi e i piloti possono uscire dall'abitacolo.

A 10 minuti dall'inizio della gara nella griglia di partenza devono rimanere soltanto meccanici, direttori dei team e di gara e i piloti. La scuderia tiene riscaldati fino all'ultimo istante gli pneumatici in appositi sostegni (i cosiddetti "treni di gomme") fuori dall'automobile, ma devono essere fissati inderogabilmente alla vettura 5 minuti prima (alle 13:55) della partenza. Entro questo termine i piloti devono essere rientrati tutti dentro il loro abitacolo.

Ad 1 minuto dalla partenza i motori vengono accesi e 15 secondi prima tutto il personale deve essere fuori della pista e può occupare anche lo spazio verde antistante alle tribune. Qui entra in azione il sistema delle 10 luci di partenza, posizionato solitamente sopraelevato alla linea del traguardo, che ha sostituito da molto tempo il direttore di corsa che sventolava la bandiera della nazione che ospitava la gara sul lato della pista.

Un treno di gomme posto sui sostegni. Si notano le coperture di riscaldamento degli pneumatici, che devono essere fissati sulla vettura almeno 5 minuti prima della partenza.

Si accendono due luci verdi che significano la partenza del giro di formazione, detto anche "parade lap" o giro di ricognizione, durante il quale le vetture devono viaggiare alla velocità controllata della pit-lane come da regolamento (cioè a non più di 80 km/h), tenendo il medesimo ordine e senza sorpassarsi tra loro, cosa che nel motociclismo è invece consentita. All'avvio di tale giro, se un pilota rimane fermo sulla sua posizione in griglia e il resto delle macchine lo passa, il pilota affronta la partenza dal fondo dello schieramento. Naturalmente se il pilota si muove prima che sopraggiunga l'ultimo classificato, ha diritto a riguadagnare la posizione originaria nello schieramento e questa è l'unica occasione nella quale a un pilota è consentito di sorpassare al giro di ricognizione. Le automobili compiono un giro di pista, solitamente zigzagando da una parte all'altra per riscaldare gli pneumatici e al termine riformano la griglia di partenza.

Se, per qualche motivo, una vettura non può iniziare la gara (per difetti nei motori, nelle sospensioni, ecc.), la vettura può prendere parte alla corsa ma subirà una penalizzazione di 10 posizioni sul tempo realizzato in qualifica. Per esempio, se un pilota si qualifica terzo, ma deve cambiare il motore in qualsiasi momento, partirà dalla tredicesima posizione. Per interessi strategici, le scuderie possono scegliere a volte di partire dalla pit-lane, uscendo dopo che tutte le vetture hanno passato la linea del traguardo e un apposito segnale verde posto alla sua uscita, ma usufruendo del motore cambiato, di un rifornimento completo di carburante e di un set degli pneumatici nuovi.

La corsa parte da cinque segnali di colore rosso, controllati dal direttore di gara Charlie Whiting. Queste luci si illuminano una a una, da sinistra a destra, a intervalli di un secondo ciascuno, e si spengono simultaneamente dopo un intervallo che può passare da un minimo di quattro a un massimo di sette secondi. Quando tutte le luci sono spente, la gara può cominciare. Se questa procedura dovesse essere interrotta per qualsiasi motivo (solitamente una macchina rimasta ferma sulla griglia quando il pilota segnala il problema con una classica agitazione delle braccia), si accenderanno ancora tutte le cinque luci rosse e, in aggiunta, le luci arancioni lampeggianti a flash. Dopo alcuni secondi, sia le luci rosse che quelle arancioni si spengono e due luci verdi si accendono per la ripetizione della procedura, stavolta di durata variabile a seconda della gravità del problema riscontrato, e l'avvio di un nuovo giro di formazione con la gara accorciata di un giro. Se, infine, una vettura si muove dalla griglia durante l'intervallo di spegnimento simultaneo delle luci rosse, questa subirà una penalità da scontare durante la gara.

La safety car[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Safety car.
La safety car di Formula 1 è una speciale vettura che entra in pista in occasione di situazioni rischiose per la sicurezza dei piloti, come un incidente o condizioni atmosferiche proibitive. Attualmente viene fornita dalla Mercedes-Benz tra la gamma Mercedes-AMG (il modello in foto, in uso dal 2010, è la SLS AMG). Dal 2000 il pilota ufficiale della vettura è Bernd Mayländer.

Le corse sono lunghe circa 305 km con la sola eccezione del Gran Premio di Montecarlo, dove è lunga 260,5 km per 78 giri di percorrenza rimasti tali dagli originari 100 giri percorsi sino al 1967. Solo occasionalmente qualche gara è stata sospesa a causa di circostanze eccezionali; il caso più tipico è quello della pioggia torrenziale che impedisce al pilota la visibilità della pista da percorrere. In ogni caso, una corsa non può essere più lunga di due ore.

Nei fatti, un Gran premio dura in media novanta minuti. Se avviene un incidente, con le vetture che occupano una parte della pista creando potenziali pericoli, entrano in azione le bandiere gialle e il regime della safety car. Le gare di F1 vengono interrotte con la bandiera rossa sostanzialmente in due casi: quello di pioggia torrenziale tale da impedire la visibilità ai piloti, e in quello di gravi incidenti con presenza di feriti, ma soltanto occasionalmente qualche gara è stata sospesa a causa di tali circostanze.

Il pit stop[modifica | modifica sorgente]

I piloti normalmente effettuano uno o più pit stop per fare rifornimento e/o per cambiare gli pneumatici a seconda del regolamento in vigore, o per eseguire riparazioni sulla vettura quando necessario. Storicamente, i rifornimenti di carburante furono ideati nel 1982, vietati dal 1984, nuovamente reintrodotti nel 1994 e messi al bando alla fine della stagione 2009; mentre il cambio gomme era stato vietato nella sola stagione 2005. Se ci fossero stati entrambi i divieti, i piloti di F1 non andrebbero mai nei box durante la gara.

Visuale di un pit stop di F1. L'operazione prevede di norma il cambio gomme e il rabbocco di carburante, ma può essere utilizzata anche per effettuare modifiche aerodinamiche ai profili alari della monoposto, o per riparazioni di piccola portata (come la sostituzione di un musetto incidentato).

La durata del pit stop è variabile a seconda della conformazione della via d'accesso ai box, ma in media, tra entrata e cambio gomme, si aggira tra i 22 e i 25 secondi.

Durante il pit stop, il tempo di fermata, riferito alla percorrenza normale delle altre vetture, è diventata col tempo una strategia cruciale: se infatti una vettura ne seguiva un'altra ma era impossibilitata al sorpasso, il pilota può decidere di anticipare il pit stop in attesa di riprendere la gara trovando la pista libera e mostrando tutta la sua abilità nel far segnare i tempi di percorrenza più veloci e sorpassando la vettura che lo precedeva mentre è anch'essa impegnata nel pit stop.

Le vetture percorrono in media 2 km per un litro di carburante. Durante un rifornimento veniva anche segnalata alle scuderie (ma anche ai telespettatori attraverso sovraimpressioni) la quantità di carburante rifornita e una stima dei giri che dovrà percorrere la vettura dopo quell'operazione. Durante la via di ingresso alla pit-lane, una linea bianca segnala l'inizio del regime di velocità controllata e il pilota è tenuto ad inserire tale limitatore una volta sorpassata la linea, e lo si deve fare naturalmente anche durante il giro di ricognizione. Nella pit-lane il limite di velocità era di 80 km/h fino al 2008, dal 2009 è di 100 km/h, ad eccezione del gran premio di Valencia. Una volta effettuata la sosta, nella via di uscita della pit-lane un'altra linea bianca il pilota, dopo aver oltrepassato quella linea, può andare a velocità normale. All'uscita della corsia dei box si trova anche un semaforo che obbliga i piloti a fermarsi nel caso siano accese le luci rosse. Il mancato rispetto delle indicazioni date da queste luci potrebbe comportare la squalifica dalla gara da parte degli steward. Questo semaforo è composto da:

  • 2 luci rosse lampeggianti ad intermittenza: obbligano il pilota a fermarsi;
  • 1 luce verde: indica al pilota che può uscire dalla corsia dei box;
  • 3 luci blu lampeggianti a flash: segnalano al pilota che stanno sopraggiungendo sul rettilineo d'arrivo altre monoposto, solitamente sono accompagnate da una bandiera blu.

Inoltre, nella prima parte della pista subito dopo l'uscita della pit-lane, è posto segnato sull-asfalto una ulteriore linea bianca continua che scorre parallela alla percorrenza della pista, simile al segnale stradale asfaltato dello stop. Il pilota è tenuto a non toccare o oltrepassare con gli pneumatici tale linea, messa soprattutto per evitare eventuali uscite in pista irregolari (tagli di strada e scorrettezze tali da danneggiare gli altri concorrenti). Se lo facesse, subirà una penalità da scontare durante la gara.

Cerimonia del podio[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della gara, il primo, secondo e terzo classificato, dopo aver compiuto insieme agli altri il giro d'onore sul circuito dove si corre[2] parcheggiano le vetture in una sezione particolare del parco chiuso contrassegnata sull'asfalto dai numeri 1, 2 e 3. La pratica, comune sino alla stagione 2005, dell'assembramento di meccanici e direttori di scuderia in prossimità dell'ultimo giro, sulla plancia di comando della pit-lane per salutare il pilota vincitore, dalla stagione 2006 non è più permessa. Lo è invece nella sezione particolare del parco chiuso, dove suddivisi da una transenna, i piloti si abbandonano ai festeggiamenti e alle congratulazioni di rito.

Vengono poi convocati sul podio, che è sempre sopraelevato e di forma che ricorda quella di un esagono[3], dove salgono gli scalini occupando il posto a loro riservato e iniziando con l'ascolto dei due inni nazionali in forma abbreviata e registrati su disco, quello della nazionalità del pilota vincente e quello della nazionalità della scuderia vincente. Alla fine, tre rappresentanti ufficiali del governo, dell'Automobile Club della nazione ospitante e dello sponsor della gara consegnano i trofei riservati al primo, secondo e terzo classificato ai piloti e il trofeo dei Costruttori al rappresentante della scuderia vincente, e alla fine sul podio i piloti festeggiano insieme ai loro meccanici e al pubblico assiepato in pista con una bottiglia di champagne; l'unica eccezione alla regola è nei Gran Premi del Bahrein e di Abu Dhabi, dove questo viene sostituito da acqua di rose per motivi religiosi. Dal Gran Premio di Germania del 2012 sono state inoltre introdotte le interviste ai piloti sul podio, condotte da un ex -pilota o un'altra personalità legata al circus della Formula 1.

I tre piloti si recano infine alla sala conferenze dove si tiene la conferenza stampa ufficiale e rispondono a non più di due o tre domande ciascuno in lingua inglese e nella loro lingua di origine. Tutti gli altri piloti posteggiano le vetture nel parco chiuso e possono rispondere alle domande dei giornalisti sul retro del paddock e nei pressi delle scuderie soltanto dopo la conferenza stampa ufficiale. Meccanici, progettisti e direttori tecnici non sono soggetti a questo tipo di restrizioni e possono essere intervistati subito dopo la gara. Il direttore tecnico responsabile della scuderia[4] invece può indire una conferenza stampa ufficiale almeno un'ora dopo la fine della corsa.

Sistema di punteggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema di punteggio della Formula 1.

Il Campionato mondiale piloti e quello dei costruttori vengono decisi da un particolare sistema di punteggio, variato numerose volte nel corso degli anni (l'ultima modifica è avvenuta nel 2010).

Sistema di punteggio attuale:

Posizione 10°
Punti 25 18 15 12 10 8 6 4 2 1

I piloti giunti oltre la decima posizione vengono classificati ma non ricevono nessun punto.

Se la gara, per qualche ragione, viene sospesa prima di raggiungere il 75% della distanza totale (calcolata al rilevamento dell'ultimo passaggio sul traguardo) il punteggio viene dimezzato. Nel caso, invece, in cui la gara venga sospesa e non venga fatta ripartire quando il leader ha completato meno di due giri, non vengono attribuiti punti.

I punti vengono suddivisi ugualmente tra piloti e costruttori; per questi ultimi viene effettuata una sommatoria se i due piloti di una scuderia si classificano entrambi a punti e al termine della stagione, chi totalizza più punti viene dichiarato vincitore dei due campionati annuali piloti e costruttori.

Se due o più piloti o squadre ottengono lo stesso punteggio alla fine della stagione, viene dichiarato vincitore il pilota/la squadra che ha vinto più gran premi e nel caso di uguale numero di corse vinte tra due o più piloti/squadre, vince chi ha ottenuto il maggior numero di secondi posti e, in caso di ulteriore parità, di terzi posti, quarti, e così via. Nel caso non emerga un vincitore, la FIA decreterà il campione secondo un criterio appropriato da essa scelto.

Bandiere[modifica | modifica sorgente]

I commissari di gara sono muniti di un set di bandiere per far conoscere le loro decisioni ai piloti, posizionati in numerosi punti del circuito durante ogni corsa. Negli ultimi anni vengono utilizzati anche sistemi luminosi che forniscono informazioni ai piloti riproducendo le stesse bandiere digitalmente. Ogni bandiera ha un significato diverso per ogni colore; i colori (la cui gradazione è specificata dalla FIA) hanno i seguenti significati:

F1 yellow flag.svg F1 green flag.svg F1 red flag.svg F1 light blue flag.svg F1 white flag.svg F1 black flag.svg F1 chequered flag.svg F1 black and white diagonal flag.svg F1 black flag with orange circle.svg F1 yellow flag with red stripes.svg
GiallaC 348C 186C 298C Bianca NeraC NeraC NeraC NeraC/151C GiallaC/186C
  • La bandiera gialla singola indica un pericolo immediato, generalmente la scena di un incidente o una vettura ferma in pista. I piloti devono diminuire la velocità in prossimità della bandiera; i sorpassi sono vietati. Se usata insieme a un cartello bianco con le lettere "SC" significa che la Safety car è in pista; in tal caso, le auto doppiate sono le uniche autorizzate a sorpassi al fine di recuperare i giri perduti.
  • La bandiera gialla doppia, consistente in due commissari di pista che sventolano due bandiere gialle (o un commissario che ne sventola due insieme alternate) nello stesso luogo, indica una situazione di grave pericolo. I piloti devono rallentare gradualmente ed essere pronti a deviare dalla traiettoria normale ed eventualmente a fermarsi; i sorpassi sono vietati. Questa situazione potrebbe comportare l'ingresso della Safety car; in tal caso, le auto doppiate sono le uniche autorizzate a sorpassi al fine di recuperare i giri perduti.
  • La bandiera verde indica che ogni pericolo segnalato in precedenza è ora cessato, la pista è di nuovo libera, e i piloti possono tornare a procedere a velocità normale. Solitamente viene utilizzata anche per aprire la sessione di prove, le qualifiche o il giro di formazione nella gara.
  • La bandiera rossa indica che la gara, le prove libere, o le qualifiche ufficiali sono state sospese e possono terminare anticipatamente, se necessario. Generalmente la si usa in due casi, quello della pioggia torrenziale tale da impedire la visibilità ai piloti, in un incidente con presenza di feriti o che ostruisce completamente la pista.
  • La bandiera blu di sfumatura chiara può avere tre significati secondo il contesto:
    • In qualsiasi momento, una bandiera blu chiara stazionaria (o, più comunemente ora, una luce blu) può essere indicata al pilota in uscita dalla pit-lane per avvertirlo che altre vetture si stanno avvicinando sulla pista;
    • Durante le prove, libere o ufficiali, una bandiera blu chiara sventolata in pista indica al pilota che una macchina più veloce si sta preparando al sorpasso e deve spostarsi sul lato della pista per farlo passare;
    • Durante la gara, una bandiera blu chiara sventolata in pista avverte il pilota che sta per essere doppiato da una vettura più veloce e deve spostarsi sul lato della pista per farlo passare. Il pilota può subire una penalità se ignora tre bandiere blu consecutive.
  • La bandiera bianca indica la presenza di un veicolo lento sulla pista come una monoposto in avaria, un'ambulanza, il camion di rimozione, i mezzi ausiliari o la Safety car e ordina ai piloti di diminuire la velocità.
  • La bandiera nera è sempre accompagnata da un cartello con il numero di gara di una vettura, e ordina al pilota con il numero indicato di ritornare ai box entro il giro seguente, e di presentarsi immediatamente dai giudici di corsa, solitamente perché è stato squalificato dalla corsa. Viene utilizzata solitamente quando si esce dalla pitlane senza rispettare il semaforo.
  • La bandiera a scacchi bianca e nera da sempre segnala la fine della gara e delle prove libere e ufficiali. Durante la gara viene mostrata da un commissario situato nei pressi della linea del traguardo (più raramente dal direttore di gara) prima al vincitore e quindi al resto del gruppo mentre terminano anch'essi la corsa; negli altri casi viene esposta al termine di un tempo predefinito (ad esempio nelle prove ufficiali, allo scadere dell'ultimo minuto della durata di ognuna delle tre parti in cui sono composte le qualifiche, 20 minuti per la prima parte, 15 minuti per la seconda e 10 minuti per la terza).
  • La bandiera bianca e nera suddivisa a metà da una diagonale è sempre accompagnata da un cartello con il numero di gara di una vettura, e informa il pilota col numero indicato che il suo comportamento è stato considerato antisportivo dai Giudici di Corsa, e alla prossima infrazione verrà penalizzato o squalificato. Questa bandiera in pratica ha le stesse funzioni del cartellino giallo nel calcio.
  • La bandiera nera con un cerchio arancione di 40 cm di diametro posizionato al centro è sempre accompagnata da un cartello con il numero di gara di una vettura, e informa il pilota col numero indicato che la sua vettura ha dei problemi tecnici che possono mettere in pericolo sé stesso o gli altri piloti, e deve rientrare subito ai box. Nel caso in cui non venga rispettata il pilota può subire sanzioni o può essere squalificato dalla corsa.
  • La bandiera gialla con strisce rosse segnala ai piloti che la superficie della pista è sdrucciolevole e indica loro di rallentare. Questo inconveniente può essere causato dalla perdita d'olio (o di un altro liquido per il motore) da una vettura, per presenza di detriti sul circuito oppure perché sta cominciando a piovere.

Tali bandiere, le cui specifiche e l’uso sono prescritte dalla Appendice H[5] del Codice Sportivo Internazionale FIA, devono avere dimensioni di almeno 60 x 80& cm, con l’eccezione di quella rossa e a scacchi, che possono misurare fino agli 80 x 100 cm.

Luci di segnalazione[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla stagione 2007, oltre le consuete segnalazioni con le bandiere da parte dei commissari di pista, le vetture sono dotate di segnali interni posizionati sul volante, di colore giallo, rosso e blu. Lo scopo è quello di fornire maggiori e tempestive informazioni a quei piloti che non hanno avuto il tempo di vedere i segnali delle condizioni sulla pista. Le luci devono essere a LED ciascuna con un diametro minimo di 5 mm e posizionate nella visuale ottimale per il pilota.

Per dare alle squadre di soccorso una indicazione immediata della severità dell'incidente ogni vettura dovrà essere munita di una luce di emergenza direttamente connessa con un registratore di dati della FIA. La luce deve accendersi verso l'alto e mettersi nella parte superiore della cella di sopravvivenza a non più di 150 mm tra la linea centrale della vettura e la parte anteriore di apertura della cabina di guida e vicino all’interruttore neutro che deve essere azionato soltanto dal commissario di pista.

Penalità[modifica | modifica sorgente]

Le penalità possono essere imposte al pilota per numerose scorrettezze, inclusa la partenza prematura, viaggiare senza il limitatore inserito nella pit-lane, causare un incidente, ostruire la pista volutamente, o ignorare le bandiere di tutti i colori. Esistono quattro tipi di penalità quando un pilota incorre nella violazione delle regole:

  • La penalità del drive-through (letteralmente "guida attraverso") richiede al pilota di entrare nella pit-lane, viaggiare dentro la corsia ovviamente a velocità limitata, e uscire senza fermarsi ai box.
  • La penalità dello stop and go dura dieci secondi e richiede al pilota di entrare nella pit-lane, fermarsi nel suo posto ai box per dieci secondi, e uscire di nuovo. Durante questo tempo i meccanici della scuderia non possono compiere aggiustamenti alla vettura.

Per queste due penalità un pilota ha tre giri di tempo per scontare la punizione ricevuta; se non rientra nella pit-lane entro tre giri, riceve la bandiera nera. Se subisce queste penalità negli ultimi cinque giri della corsa, non dovrà rientrare nella pit-lane, ma gli verranno aggiunti 25 secondi sul suo tempo totale di gara.

  • La penalità delle dieci posizioni si divide in due parti, secondo il contesto:
    • Dieci posizioni sulla griglia di partenza si comminano per il cambio del motore durante le prove ufficiali (nelle prove libere dalla stagione 2007 sarà invece permesso);
    • Dieci posizioni nella gara successiva è invece il primo grado di punizione susseguente alla bandiera nera e viene comminato dai giudici di corsa. Lo si usa generalmente per avere ignorato per tre giri le penalità del drive-through e lo stop and go (per il pilota) e la scoperta di eventuali irregolarità sulla vettura e anche in entrambe le vetture nel dopo gara (per la scuderia).
  • L'uso frequente della bandiera nera implica le punizioni più severe da scontare, generalmente se viene ignorata qualsiasi penalità in pista o per irregolarità tecniche reiterate di ogni sorta; in questo caso, non soltanto il pilota (ma anche entrambi i piloti se l'irregolarità viene dal team) viene squalificato dalla gara, ma anche il risultato che ha eventualmente ottenuto non conterà per il campionato.
  • Se la bandiera nera non è considerata sufficiente per i danni che il pilota ha commesso, egli può essere escluso anche da diverse gare successive all’evento dove è stata rilevata l’infrazione.
  • La punizione più estrema (usata per qualsiasi messa in serio pericolo della vita di un altro pilota) è la totale esclusione dal Campionato del Mondo Piloti di quell'anno e anche il ritiro della Superlicenza FIA necessario per gareggiare in Formula 1. Quest'ultima forte penalità è valida ovviamente anche per le Scuderie. Per queste ultime due punizioni il pilota e i rappresentanti delle scuderie incriminate vengono convocati direttamente nella sede della FIA, a Parigi.

Appeal mondiale[modifica | modifica sorgente]

Malgrado la Formula 1 rappresenti attualmente il punto più alto delle corse, per termini di budget e abilità dei piloti, i gran premi sono stati spesso accusati dagli osservatori di essere poco appetibili a livello di spettacolo, paragonati con quelli delle categorie meno prestigiose. Le differenze nell'abilità del pilota vengono eguagliate in comparazione alle differenti velocità delle vetture, e i sorpassi su pista avvengono molto di rado per le diverse aerodinamiche, influenzate in modo decisivo dalla parte anteriore (che rende possibile un sorpasso soltanto in situazione di alto rischio e raramente portato a termine, su un'automobile molto veloce che viaggia a velocità lenta).

Lo sport è meno noto negli Stati Uniti, che prediligono le loro categorie casalinghe di gare per monoposto scoperte (la Indy Racing League e la Champ Car) e la più popolare e antica categoria di gare per vetture coperte, la NASCAR, ma in termini di finanziamenti e di audience globale mondiale televisiva la Formula 1 è più grande delle tre sopra citate. Per la stagione 1999 le valutazioni sul preventivo di spesa per un top-team come la Ferrari erano stimate attorno ai 240 milioni di dollari, mentre la Minardi si attestava sui 50 milioni.

Per quanto riguarda l'audience televisiva, in tempi recenti e con dati attendibili, il Gran Premio del Canada 2005 venne visto da 53 milioni di telespettatori risultando essere il secondo evento sportivo più visto di quell'anno, dietro soltanto la finale della UEFA Champions League di calcio. Le 18 gare della stagione 2006 sono state viste complessivamente da 154 milioni di telespettatori; la diretta dell'ultima gara stagionale, il Gran Premio del Brasile 2006, è stata vista da 83 milioni di telespettatori. Secondo le cifre ufficiali fornite dalla Formula One Management, la media dei telespettatori che assistono al singolo evento si aggira attorno ai 58 milioni. Caso a parte sono l'Italia e la Spagna, dove la F1 ha perso spettatori a vantaggio del motomondiale, poco seguito nel resto del mondo, ma popolare in queste nazioni, al livello della F1.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fino al 1983 il Gran Premio del Sudafrica e il Gran Premio di Gran Bretagna rappresentavano l'unica eccezione alla domenica, poiché si tenevano al sabato pomeriggio. Con il termine dell'era delle gare di Formula 1 non valide per il campionato, dal 1984 tutte le corse si tengono alla domenica. Uno dei non pochi esempi di orario diverso era il Gran Premio d'Olanda sul circuito di Zandvoort, disputato fino al 1985, che iniziava alle 13:00, come oggi la corsa di motociclismo omonima ad Assen; o ancora quello di Monaco alle 15:30 o quello d'Italia alle 15:00.
  2. ^ Una volta l'unica eccezione era rappresentata dal Gran Premio del Belgio, dove il giro d'onore non si percorreva e le vetture venivano fermate dai commissari prima della discesa dell'Eau Rouge. Un'altra eccezione era rappresentata dal circuito del Nürburgring fino al 1976, quando un giro di 22,395 km si percorreva in poco più di 7 minuti, cifra improponibile per la Formula 1 attuale. Lì le vetture venivano bloccate sul classico secondo rettilineo adiacente ai box che seguiva la curva iniziale a 360°, oggi smantellato e sostituito dal circuito tuttora esistente.
  3. ^ Con l’unica eccezione del Gran Premio d'Italia dove, dopo i lavori di ristrutturazione avvenuti tra il 2000 e il 2001, è di forma circolare e posto direttamente di lato a fianco del rettilineo principale.
  4. ^ Ad esempio, per la Ferrari fino al 2006 era Jean Todt, sostituito dal 2007 da Luca Baldisseri in seguito alla promozione di ruolo del francese.
  5. ^ (EN) Appendice H (PDF)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Formula 1 Portale Formula 1: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Formula 1