Jean Todt

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Jean Todt

Jean Todt (Pierrefort, 25 febbraio 1946) è un dirigente d'azienda ed ex copilota di rally francese. È stato amministratore delegato della Ferrari SpA e direttore generale della Scuderia Ferrari, celebre team di Formula 1. Si è dimesso da a.d. il 18 marzo 2008, ma ha mantenuto la carica di consigliere di amministrazione sino al 17 marzo 2009. Il 23 ottobre 2009 è stato eletto presidente della FIA dal Consiglio Mondiale. [1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Jean Todt è figlio di un medico di medicina generale. Nasce il 25 febbraio 1946 a Pierrefort, un paese del sud del Cantal, in Auvergne.

Appassionato di gare automobilistiche, è diplomato della Scuola dei dirigenti e creatori d'impresa. Con un gruppo di amici, aggiustava macchine al garage Madeleine ad Asnières.[senza fonte]

Copilota di rally dal 1966 al 1981[modifica | modifica sorgente]

Jean Todt si appassiona allo sport automobilistico, in particolare per i piloti Jim Clark e Dan Gurney. Prende in prestito la Mini Cooper di suo padre per diventare pilota di rally prima di orientarsi verso il copilotaggio. Nel 1966, è copilota di Guy Chasseuil. Le sue grandi doti di calcolatore, stratega ed organizzatore ne fanno un navigatore di grande talento. Negli anni sarà copilota di Jean-Pierre Nicolas, Rauno Aaltonen, Ove Andersson, Hannu Mikkola, Jean-Pierre Beltoise, Bernard Consten, Jean-François Piot, Achim Warmbold, Jean Guichet, Jean-Claude Lefèbvre, Timo Mäkinen e Guy Fréquelin.

Molto presto lascia il suo ruolo di copilota per dedicarsi alla gestione della squadra Talbot, filiale della Peugeot, e alle relazioni con la FIA, dimostrando il suo senso innato del management e dell'organizzazione. Nel 1981, è copilota di Guy Fréquelin, con il quale diventa vice-campione del mondo dei piloti di rally e Campione del mondo costruttori.

Direttore della Peugeot Talbot Sport dal 1982 al 1993[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981, si ritira dalla competizione come copilota e la direzione sportiva della Peugeot gli viene assegnata dal direttore generale Jean Boillot, mentre la società PSA Peugeot Citroën registra pesanti difficoltà finanziarie e di immagine. Mette le sue doti di rigoroso organizzatore e di stratega al servizio della creazione della Peugeot Talbot Sport, entità creata per permettere il ritorno nella competizione della ditta francese, e diventa capo progetto delle Peugeot 205 Turbo 16, Peugeot 405 Turbo 16 e Peugeot 905.

Nel 1984, Peugeot fa il suo ritorno nel Campionato del Mondo Rally e nel 1985 e 1986, la Peugeot 205 Turbo 16 Gruppo B pilotata da Timo Salonen e poi Juha Kankkunen ottiene il titolo mondiale piloti e costruttori. La FIA abolisce, a partire dalla stagione 1987, le vetture Gruppo B giudicate troppo veloci e pericolose, sostituendole con le Gruppo A, la Peugeot si ritira dai rally per gareggiare rally-raid.

Nel 1987, Todt orienta le sue 205 Turbo 16 verso i raid, con al primo posto il Rally Parigi-Dakar. È sotto i riflettori il giorno in cui gioca a testa o croce la vittoria della Parigi-Dakar 1989 tra i suoi due piloti Ari Vatanen e Jacky Ickx per evitare che la loro lotta per la vittoria finale non causi l'abbandono e costi la vittoria alla scuderia. Dal 1987 al 1990, rinnova la sua impresa vincendo quattro volte la Parigi-Dakar con Ari Vatanen e Juha Kankkunen. Sempre in questo periodo, la squadra Peugeot gareggia nella Pikes Peak International Hill Climb, vincendo l'edizione del 1988 con la 405 Turbo 16. Poi Peugeot decide di abbandonare i rally-raid e di lasciare questa disciplina a Citroën che vincerà la gara con la Citroën ZX Rally-Raid concepita a partire dal telaio della Peugeot 405.

Nel 1992, vince la 24 Ore di Le Mans con la Peugeot 905 pilotata tra gli altri da Derek Warwick, Yannick Dalmas e Mark Blundell e nel 1993, le 905 realizzano una tripletta alle 24 Ore di Le Mans, i vincitori sono Geoff Brabham - Christophe Bouchut - Eric Hélary.

Direttore della Scuderia Ferrari dal 1993 al 2007[modifica | modifica sorgente]

Jean Todt fotografato al Gran Premio di Gran Bretagna 1997

Nel 1993, Jean Todt, 47 anni, ha appena trascorso 12 anni ricchi di successi presso la Peugeot Talbot Sport. Luca di Montezemolo, nuovo presidente della Scuderia Ferrari, lo recluta. Debutta il 1º luglio al Gran Premio di Francia di Magny-Cours come direttore generale della Scuderia Ferrari e di una squadra di quattrocento tecnici.

È il primo straniero alla guida della Scuderia della storia del marchio con l'incarico di far ritrovare alla prestigiosa squadra italiana di F1 il successo del passato, mentre la Ferrari stava attraversando uno dei periodi più neri di tutta la sua storia. La scuderia italiana è allora minata da dissidi interni e da una produzione in parte delocalizzata. È ormai solo l'ombra di ciò che fu, l'ultimo titolo piloti risale al 1979. Jean Todt ristrutturerà profondamente la gestione sportiva.

Nel 1994, un anno appena dopo l'inizio della sfida, Gerhard Berger vince il Gran Premio di Germania (primo successo dopo 4 anni) ma la Benetton-Ford di Michael Schumacher (campione del mondo 1994 e 1995) e le Williams-Renault di Ayrton Senna, Damon Hill e Nigel Mansell dominano di gran lunga il campionato.

Alla fine della stagione del 1995, Jean Todt ingaggia il doppio campione del mondo tedesco Michael Schumacher, l'allora miglior pilota della sua generazione. Michael accetta di unirsi alla sfida di Jean Todt con il quale stringe rapporti di profonda amicizia, quasi di famiglia.

Nel 1996, Schumacher ottiene tre vittorie, di cui due consecutive al Gran Premio del Belgio e al Gran Premio d'Italia. Todt recluta gli ex direttori tecnici della Benetton, Rory Byrne, aerodinamico, e Ross Brawn, direttore tecnico, in sostituzione di John Barnard.

Nel 1997, la Ferrari manca per pochi punti il titolo mondiale piloti durante le ultime gare delle stagioni, dietro alla Williams-Renault di Jacques Villeneuve, nel 1998 e nel 1999 l'epilogo è simile, battuta dalla McLaren-Mercedes di Mika Häkkinen, mentre nel 1999 vince il titolo mondiale costruttori.

Nel 2000, Jean Todt realizza il suo obiettivo, riportando la Ferrari alla conquista del titolo mondiale piloti in Formula 1, cinque titoli mondiali consecutivi con Schumacher ed altrettanti costruttori (2000, 2001, 2002, 2003 e 2004), un tale successo non si era mai visto in tutta la storia della Formula Uno.

Direttore e amministratore della Ferrari dal 2004 al 2009[modifica | modifica sorgente]

Il 1º giugno 2004, Jean Todt, oltre al suo incarico di direttore della Scuderia Ferrari, viene nominato direttore generale della Ferrari. Il 25 ottobre 2006, 3 giorni dopo la fine della stagione di Formula Uno e il ritiro di Michael Schumacher, diventa amministratore delegato della Scuderia Ferrari.

Nel 2007, prepara Stefano Domenicali che gli subentrerà alla direzione della Scuderia a partire del 1º gennaio 2008. Il 18 marzo 2008, lascia il suo posto di amministratore delegato del marchio Ferrari, verrà sostituito da Amedeo Felisa. Rimane tuttavia membro del consiglio di amministrazione della Ferrari per un anno supplementare prima di abbandonare ogni incarico in seno alla società italiana nel marzo del 2009, dopo aver vinto 14 titoli mondiali e ottenuto 106 vittorie.

Presidenza della FIA[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 2009, prende la presidenza di “eSafety Aware” che mira a promuovere i veicoli intelligenti e le nuove tecnologie, il che gli permette di completare la sua conoscenza degli ingranaggi interni della FIA e di far campagna con l'aiuto di Michelle Yeoh, ambasciatrice FIA per la sicurezza stradale.

Il 16 luglio 2009, annuncia ufficialmente che aspira alla presidenza della Federazione Internazionale dell'Automobile durante le elezioni che si terranno ad ottobre. La vigilia, aveva ricevuto il sostegno del presidente uscente, Max Mosley, che aveva deciso di non ripresentarsi. È il secondo candidato a dichiararsi, il campione del mondo dei rally 1981 Ari Vatanen avendo annunciato la sua candidatura qualche giorno prima.

Il 23 ottobre 2009, viene eletto (con 135 voti contro i 49 dell'ex pilota finlandese e deputato europeo Ari Vatanen) presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile. Presidenza riconfermata all'unanimità, il 6 dicembre 2013.[2]

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

È uno dei 46 membri dell'Accademia dello Sport ed è membro dell'Accademia delle Tecnologie. Siede inoltre al Consiglio di amministrazione del Gruppo Lucien Barrière, uno dei più importanti gruppi francesi di casinò e di alberghi di lusso, di proprietà del suo amico Dominique Desseigne, al Consiglio di amministrazione Edmond de Rotschild SA e al Consiglio di amministrazione Gaumont. Infine è Amministratore della Società degli Amici del Museo di Arte moderna della città di Parigi.

Jean Todt è Vicepresidente dell'Istituto del Cervello e del Midollo Spinale. Con Michael Schumacher, ugualmente membro fondatore, hanno fatto dei doni importanti ed utilizzato la loro immagine a beneficio di questa fondazione. Ed è ancora a beneficio di questa organizzazione che Schumacher e Todt fanno un'apparizione nel film Asterix alle olimpiadi, uscito il 30 gennaio 2008. Il pilota incarna il ruolo di Schumix, conduttore di carro, e Todt è il suo capo squadra.

Palmarès ed onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Copilota[modifica | modifica sorgente]

  • Rally Lyon-Charbonnières (copilota): 1968 con Jean-Claude Andruet su Alpine A110 1440
  • Rally Grasse-Alpin (copilota): 1970 con Jean-François Piot su Ford Escort RS 1800
  • Tour de France automobile (copilota): 1970 con Jean-Pierre Beltoise e Patrick Depailler su Matra MS650
  • Rally del Portogallo (copilota): 1971 con Jean-Pierre Nicolas su Alpine A110 nel campionato europeo
  • Tour de La Réunion (copilota): 1972 con Jean-Pierre Nicolas su Renault 12 Gordini
  • Campionato del Mondo Rally (copilota)
  • Vice-campione del mondo 1981 con Guy Fréquelin su Talbot Sunbeam Lotus, permettendo così alla squadra di vincere il campionato mondiale costruttori 1981 e il Premio Roland Peugeot dell'Accademia dello Sport per la più bella impresa automobilistica francese dell'anno.

Cinquantaquattro partenze nel WRC, e quattro vittorie in totale, dal 1973 al 1981:

  • Rally di Polonia nel 1973 (con Achim Warmbold)
  • Rally d'Austria nel 1973 (con Achim Warmbold)
  • Rally del Marocco nel 1975 (con Hannu Mikkola)
  • Rally di Argentina nel 1981 (con Guy Fréquelin)
  • 2° del Rally del Marocco nel 1970 (con Bernard Consten, DS 21)
  • 2° del Rally Monte-Carlo nel 1971 (con Ove Andersson)
  • 2° del Rally della Costa d'Avorio Bandama nel 1978 (con Timo Mäkinen)
  • 2° del Rally Monte-Carlo nel 1981 (con G. Fréquelin)
  • 2° del Tour de Corse nel 1981 (con G. Fréquelin)
  • 2° del Rally del Brasile nel 1981 (con G. Fréquelin)
  • 3° del Tour de Corse nel 1969 (con J.-F. Piot, questa volta fuori WRC)
  • 3° dell'Österreichische Alpenfahrt (Austria) nel 1970 (con J.-F. Piot, nella Coupe Internationale des Marques)
  • 3° del Rally Monte-Carlo nel 1972 (con Rauno Aaltonen - CIM)
  • 3° del Rally del Portogallo nel 1980 (con G. Fréquelin)
  • 3° del Rally di Gran-Bretagna (RAC) nel 1980 (con G. Fréquelin)

Direttore di scuderia[modifica | modifica sorgente]

  • Campionato del Mondo Rally (Peugeot Talbot Sport/Peugeot 205 Turbo 16) (2): 1985, 1986 (piloti e costruttori)
  • Campionato tedesco dei rally (2): 1985 (Kalle Grundel), 1986 (Michèle Mouton) (Peugeot 205 Turbo 16)
  • Rally Parigi-Dakar (Peugeot Talbot Sport) (4): 1987, 1988, 1989, 1990
  • Pikes Peak International Hill Climb (PPIHC - La gara verso le nuvole) (Peugeot Talbot Sport) (1): 1988 (Peugeot 405 Turbo 16 di A. Vatanen)
  • Campionato francese di rallycross (Peugeot Talbot Sport/Peugeot 205 Turbo 16 Evolution 2) (3): 1988 (Guy Fréquelin), 1989 (Philippe Wambergue) e 1990 (Jean-Manuel Beuzelin)
  • Trophée Andros Élite (Peugeot 205 Turbo 16) (1): 1990 (Éric Arpin)
  • Campionato del Mondo Sport Prototipi (Peugeot Talbot Sport/Peugeot 905) (1): 1992 (piloti e costruttori)
  • 24 Ore di Le Mans (Peugeot Talbot Sport/Peugeot 905) (2): 1992, 1993
  • Campionato Mondiale Costruttori di F1 con la Scuderia Ferrari (7): 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, 2008 (106 vittorie)
  • Campionato Mondiale Piloti di F1 con la Scuderia Ferrari (6):
- 2000, 2001, 2002, 2003, 2004 (Michael Schumacher)
- 2007 (Kimi Raïkkonen)

Titoli ed Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 22 ottobre 2002[3]
Grand' Croix della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand' Croix della Legion d'Onore (Francia)
— 13 luglio 2011[4]
  • Laurea Honoris Causa in Ingegneria Meccanica presso l'Università degli Studi di Firenze nel 2004.
  • Dato' Seri dal Re della Malesia il 1º dicembre 2006 e Ambasciatore del turismo per la Malesia dal 2009.
  • Ambasciatore a disposizione della Repubblica di San Marino dal 2003.
  • Il 19 dicembre 2011, viene insignito Grand'Ufficiale dell'Ordine di Sant'Agata della Repubblica di San Marino.

Ruoli dirigenziali[modifica | modifica sorgente]

  • Peugeot Talbot Sport: 1982-1993
  • Scuderia Ferrari: 1993-2008
    • Direttore della Gestione Sportiva della Scuderia Ferrari dal 1993 al 2007
    • Direttore generale della Ferrari dal 2004 al 2006
    • Amministratore delegato della Ferrari dal 2006 al 2008
  • FIA: dal 23 ottobre 2009

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Nel 2004, Jean Todt incontra Michelle Yeoh, attrice di cinema, con la quale condivide la vita.
Jean Todt ha un figlio, Nicolas, il quale è il manager di piloti come Felipe Massa, Pastor Maldonado e Jules Bianchi ed è, inoltre, co-proprietario della squadra ART Grand Prix, che corre in GP2 e GP3.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean Todt eletto presidente della Fia - Altri Sport - ANSA.it
  2. ^ Jean Todt rieletto presidente della FIA, 6 dicembre 2013. URL consultato il 6 dicembre 2013.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Décret du 13 juillet 2011 portant élévation aux dignités de grand'croix et de grand officier

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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